Vertice prevendemmiale di Assoenologi. L’assessore Zannier: siamo ottimisti sull’annata 2024, pesa l’incognita meteo

«C’è ottimismo per l’annata vitivinicola 2024 anche se il clima ci ha abituati a non dire nulla fino all’ultimo momento; siamo comunque fiduciosi e speriamo di raccogliere i risultati di quella che si prospetta una vendemmia positiva». Questo l’auspicio espresso dall’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier: l’occasione per tracciare qualche previsione l’ha fornita, ieri pomeriggio, l’evento prevendemmiale di Assoenologi Fvg, ospitato nella sede della biblioteca del dipartimento di Agraria del Polo Scientifico-tecnologico dell’Università di Udine.

Stefano Zannier

Matteo Lovo

«Quello di Assoenologi è un lavoro estremamente prezioso – ha commentato Zannier -. Ringrazio tutte le associazioni e gli operatori qui riuniti per le attività che svolgono. Oggi si apre la stagione in cui operano gli enologi, fino a ieri operavano gli agronomi: agronomi ed enologi sono parte di un’unica partita che in questa regione raggiunge livelli qualitativi anche superiori alle attese del mercato. Per questo il nostro vino deve ottenere il giusto riconoscimento in termini di ritorno economico, con quantità e qualità coerenti con il mercato e con una promozione corretta».
«Possiamo raccontare la qualità del nostro vino soltanto raccontando anche l’identità e la qualità di un territorio” ha sancito l’esponenente della Giunta Fedriga, invitando enologi e operatori a rafforzare le collaborazioni e a condividere la conoscenza. “La Regione – ha aggiunto l’assessore – ha il compito di mettere in campo le risorse per realizzare le idee imprenditoriali e supportare il settore nella sua crescita e innovazione».
All’evento, il più importante per Assoenologi nonché uno dei più prestigiosi del comparto, hanno preso parte le rappresentanze delle associazioni di categoria dell’ambito agroalimentare regionale e del settore vitivinicolo regionale in particolare. L’appuntamento è occasione di confronto prima dell’avvio della vendemmia sull’andamento dell’annata vitivinicola e sulle aspettative del mercato, grazie anche al contributo scientifico di relatori dell’Ateneo di Udine, dell’agenzia regionale Ersa e dell’Osmer.
Ad aprire i lavori è stato Matteo Lovo, presidente Assoenologi Fvg. Nel corso del pomeriggio si sono poi confrontati diversi esperti, tra cui Sandro Bressan di Ersa, sulla flavescenza dorata e mal dell’esca; Valentina Gallina di Osmer, sull’andamento meteo della stagione 2024; Paolo Sivilotti di Uniud e Francesco Degano, tecnico del Consorzio delle Doc Fvg, sugli aspetti fitosanitari e le curve di maturazione; Franco Battistutta di Uniud, su aspetti e considerazioni enologiche relativi alla lavorazione in cantina. Sono quindi intervenuti Stefano Trinco, presidente di Doc Friuli, e Marco Rabino, presidente di Uni.Doc Fvg.

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In copertina, la vendemmia del Pinot grigio una delle prime varietà raccolte in Fvg.

(Foto Enrico Brunelli)

Flavescenza dorata nuovo flagello della vite oggi sotto la lente a Nimis. Fondi della Regione Fvg

di Giuseppe Longo

La Flavescenza dorata, per la vite, è il flagello del Terzo millennio, come lo fu la Fillossera da metà Ottocento, tanto da richiedere l’uso dei portinnesti. Un problema che ormai interessa tutte le zone viticole e quindi anche il Vigneto Fvg non ne poteva essere esente. E proprio per questo, vista la preoccupante situazione legata appunto al dilagare della malattia, il Consorzio Friuli Colli orientali e Ramandolo, in collaborazione con Unidoc Fvg ed Ersa, ha organizzato una serie di incontri in preparazione alla stagione 2023. Per cui la riunione dedicata alla zona settentrionale del comprensorio – dove c’è appunto anche il “cru” del Ramandolo, prima Docg ad essere istituita nel Friuli Venezia Giulia – si terrà oggi, 21 marzo, alle 18, nel salone delle ex scuole elementari in via Giacomo Matteotti a Nimis. Interverranno il dottor Sandro Bressan e il dottor Pierbruno Mutton, del Servizio Fitosanitario dell’Ersa, e il dottor Francesco Degano, coordinatore dei tecnici Unidoc Fvg. L’evento è organizzato in collaborazione con il Comune di Nimis.
Ricordiamo che la Flavescenza dorata è una malattia epidemica segnalata per la prima volta in Francia negli anni Cinquanta e in In Italia venne osservata nell’Oltrepò Pavese sul finire dei Sessanta. “I primi sintomi – si legge in una nota tecnica della Regione Veneto, dove il patogeno si è manifestato quarant’anni fa – si verificano generalmente in luglio, ma in annate particolarmente calde e sicci­tose si evidenziano già a metà giugno e possono interessare grappoli, foglie e tralci. Nelle manifestazioni precoci le infiorescenze o i grappolini disseccano e poi cadono. Nelle manifestazioni tardive, i grappoli raggrinziscono progressivamente fino a disseccare in modo parziale o totale. Nel caso di comparsa precoce dei sintomi, i tralci infetti appaiono di consistenza gommosa e tendono a piegarsi verso il basso, conferendo alla pianta un aspetto prostrato. La lignificazione non avviene o avviene solo par­zialmente e, nel contempo, i tralci si ricoprono alla base di piccole pustole scure dall’aspetto oleoso. Nel caso, invece, di manifesta­zioni tardive (settembre-ottobre) possono essere completamente lignificati e le foglie presentare i tipici accartocciamenti. Le foglie assumono colorazione giallo-dorata nei vitigni ad uva bianca e rosso­vinosa in quelli ad uva nera. Le decolorazioni possono essere limitate ad un settore della foglia o estendersi a tutta la lamina, comprese le nervature. La lamina fogliare risulta ispessita, bollosa, di consistenza cartacea, con i bordi arrotolati verso il basso, fino ad assumere una forma a trian­golo”.
L’anno scorso Giunta regionale aveva disposto lo stanziamento di ulteriori 40 mila euro per aumentare il numero di tecnici che svolgono attività di divulgazione, formazione, informazione ed assistenza tecnica relativamente al riconoscimento e al contenimento della Flavescenza dorata. Per effetto di questa delibera, è dunque salito dunque a 100 mila euro il totale dei fondi che la Regione Fvg ha riservato per contrastare il temuto patogeno. I primi 60 mila euro erano stati stanziati con la “Programmazione del sistema integrato dei servizi di sviluppo agricolo e rurale per il periodo 2022-2024”. Da ricordare, altresì, che il Consorzio delle Doc Fvg ha incaricato alcuni tecnici di visitare capillarmente i vigneti della regione per insegnare al personale addetto a riconoscere la fitopatia e ad adottare le opportune misure per il contenimento della stessa.

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In copertina e qui sopra foglie di vite attaccate dalla Flavescenza dorata.

Gradisca, anteprima del Gran Premio Noè tutta dedicata al Tocai friulano

(g.l.) A Gradisca d’Isonzo si riparla di “Gran Premio Noè”, la prestigiosa manifestazione dedicata ai vini del Vigneto Fvg. Tanto che domani, 22 maggio, ci sarà una importante anteprima che prenderà il via alle 17 con l’arrivo della “Passeggiata eno-naturalistica”, accolto dal saluto delle prime cittadine della stessa località marciana, di Duino Aurisina e di Prepotto. Al termine della breve cerimonia, in sala Bergamas seguirà una tavola rotonda sul tema “Tocai Friulano: presente e futuro di un vino autoctono declinato al femminile”.
Dopo l’intervento di Claudio Fabbro, autore del libro “Il Vigneto Friuli dall’arrivo dei romani alla partenza del Tocai”, parleranno Cristina Burcheri, coautrice del libro “Vitti di Tocai… 300”, Adriano Gigante, presidente del Consorzio delle Doc Fvg, e Stefano Gri, presidente dell’Associazione Piwi Fvg. Moderatore il giornalista Stefano Cosma.
Seguirà una degustazione di vini Friulano – il nome che appunto sostituisce da anni quello della varietà autoctona Tocai friulano, dopo il tanto contestato divieto – abbinati a prodotti del territorio, in collaborazione con la Pro Loco di Gradisca d’Isonzo e la Pro Loco Mitreo di Duino Aurisina.

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In copertina, bellissimi grappoli di Tocai, storica varietà del Friuli il cui vino può essere presentato soltanto come “Friulano”.

“Filari di Bolle”, grande ritorno a Casarsa. Con il debutto del Prosecco Doc Rosè

Debuttano i Prosecco Doc Rosè al concorso “Filari di Bolle” di Casarsa della Delizia, manifestazione enologica sempre di maggior successo e che, con la fine dell’emergenza sanitaria, sicuramente riprenderà quota tornando ai livelli pre-Covid. Sono oltre 80, infatti, i vini provenienti da tutta la regione che partecipano alla ottava edizione della Selezione degli Spumanti del Friuli Venezia Giulia organizzata da Pro Loco, Comune e Associazione Italiana Sommelier Fvg, in collaborazione con il Consorzio delle Doc Fvg e la sponsorizzazione di Friulovest Banca. Patrocinio della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e collaborazione anche di Città del Vino, Assoenologi Fvg, Onav, PromoturismoFvg e Strada del vino e dei sapori Friuli Venezia Giulia.


Ieri, nella sala consiliare del palazzo municipale Burovich de Zmajevich, la giuria si è riunita per degustarli in forma anonima. I vincitori saranno poi svelati durante la cerimonia inaugurale della Sagra del Vino, in programma a Casarsa dal 22 aprile al 2 maggio prossimi: dopo uno stop di due anni, a causa della pandemia, la grande manifestazione enogastronomica torna così nelle sue consuete date primaverili.
La Selezione decreta ogni anno le migliori “bollicine” regionali con l’obiettivo di valorizzare la qualità e l’eleganza di prodotti che suscitano sempre maggiore interesse sui mercati nazionali ed esteri, dove la richiesta di spumanti Made in Fvg continua ad aumentare.
Novità quest’anno per quanto riguarda le categorie principali in gara. Alle quattro categorie delle precedenti edizioni, ovvero Metodo Charmat Prosecco Doc, Metodo Charmat Spumante Monovarietale (che da quest’anno sarà dedicata alla Ribolla gialla), Metodo Charmat e Metodo Classico, si aggiunge la categoria dedicata al Prosecco Doc Rosè, la grande novità della spumantistica regionale che sta riscuotendo grande successo tra i wine lover.
Ai vincitori saranno consegnati premi consistenti in un attestato accompagnato da una fotografia artistica del grande maestro casarsese Elio Ciol. Previsti anche altri riconoscimenti a partire da quello per l’etichetta che comunica meglio il prodotto.
La giuria era composta da alcuni tra i massimi esperti regionali tra sommelier, enologi e giornalisti enogastronomici: Renzo Zorzi, Gianni Ottogalli, Maria Teresa Gasparet, Stefano Trinco, Vladimiro Tulisso e Sergio Schinella. A presiederla il presidente dell’Associazione Italiana Sommelier del Friuli Venezia Giulia Renzo Zorzi, che è intervenuto assieme al sindaco Lavinia Clarotto e al presidente della Pro Casarsa, Antonio Tesolin.

«Stiamo ripartendo ed è un’emozione forte – ha detto Tesolin -: non è facile ma ci stiamo impegnando, in vista del 22 aprile quando non solo inaugureremo la Sagra ma anche sveleremo gli spumanti selezionati di Filari di Bolle. Una ripartenza per un nuovo modello di festa paesana, con al nostro fianco Comune, Cantina La Delizia, Coop Casarsa e tante associazioni con i loro volontari». «Dopo due anni di sosta con la Sagra del Vino possiamo finalmente ripartire – gli ha fatto eco Lavinia Clarotto a nome della civica amministrazione -. Sarà un momento di gioia che potrà aiutarci anche a superare i tempi difficili che siamo vivendo. “Filari di Bolle” valorizza un’eccellenza non solo del territorio casarsese ma dell’intero vigneto Friuli Venezia Giulia, in sinergia con le altre Città del Vino regionali».
Infatti, sia la Sagra del Vino che “Filari di Bolle” quest’anno sono inseriti nel programma di Duino Aurisina Città Italiana del Vino 2022, ovvero il programma che dal borgo giuliano, capitale nazionale dell’enoturismo delle Città del Vino da qui a novembre, si allarga a tutto il territorio del Friuli Venezia Giulia.
«Gli spumanti del Friuli Venezia Giulia proseguono il loro cammino di crescita – ha concluso Zorzi -, con un miglioramento continuo che abbiamo potuto notare in tutte queste edizioni di “Filari di Bolle”. Il Prosecco Doc Rosè si sta ritagliando uno spazio commerciale molto significativo e quindi abbiamo voluto allargare con un ulteriore premio le nostre categorie. Malgrado la pandemia e la situazione internazionale attuale, il comparto delle bollicine del Friuli Venezia Giulia al momento sta mantenendo i suoi numeri».

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In copertina e all’interno alcune immagini della seduta della giuria di ieri a Casarsa.

 

Quale sarà il futuro per il Vigneto Fvg? Ecco cosa ne pensa Assoenologi

di Giuseppe Longo

Auguri con riflessioni via web per Assoenologi Fvg. I tecnici della vite e del vino, nell’imminenza delle festività natalizie, hanno infatti dovuto nuovamente approfittare delle grandi opportunità offerte dalla “rete” per esprimere auspici in vista del nuovo anno e trarre alcune considerazioni su quello che sta per finire. A cominciare da quelle del presidente nazionale Riccardo Cotarella, il quale, dopo l’intervento introduttivo del leader regionale Rodolfo Rizzi – che ha portato anche il saluto dell’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier, «sempre vicino al nostro settore» -, non ha indugiato nel criticare aspramente l’Unione Europea che «tratta il vino come un prodotto che provoca tumori, accomunandolo a carni e formaggi». «Ma non demorderemo – ha assicurato -, daremo battaglia con tutte le nostre forze per contrastare questi disegni che mettono in serio pericolo tutto il Made in Italy». Cotarella ha espresso anche un elogio alla sezione Fvg e al suo presidente, Rizzi appunto, che sono d’esempio a livello nazionale. «Le loro azioni – ha detto – sono volte a dare all’enologo ciò che è dell’enologo, veramente bravi!». Ma non poteva non fare riferimento all’annullato Congresso nazionale di Verona, «scelta doverosa ma opportuna. Speriamo – ha aggiunto – di poterlo indire nel primo weekend di marzo per celebrare degnamente i 130 anni della nostra associazione, nessuna così longeva in Italia». Concludendo il suo apprezzatissimo intervento, il capo degli enologi italiani – richiamandosi anche a quanto detto da Rizzi nelle premesse – ha sottolineato quanto sia importante il settore vitivinicolo nel Belpaese: «Vale la bellezza di 13 miliardi, una Finanziaria, senza considerare l’indotto. Il vino è la nostra bandiera nel mondo, per cui dobbiamo fare di tutto per difenderlo e valorizzarlo».

Cotarella e Rizzi a Trieste nel 2018.


Se il presidente nazionale ha, dunque, avuto l’onore di aprire i lavori, al direttore generale è spettacolo quello di chiuderli. Paolo Brogioni – che ebbe il “battesimo del fuoco” al riuscitissimo Congresso di tre anni fa a Trieste – ha tratto infatti le conclusioni dell’incontro telematico, facendo riferimento all’«anno particolare che si sta per chiudere», sotto il profilo tecnico-produttivo, ma anche sociale registrando una «accelerazione della digitalizzazione del nostro Paese». E questo è probabilmente l’unico dato positivo che ci lascerà l’emergenza pandemica. Per quanto riguarda l’attività futura, Brogioni ha anticipato l’intenzione di intensificare le azioni a favore degli enologi associati, incrociando gli ormai collaudati webinar con le analisi sensoriali “in presenza”. Attività che avrebbe – ha osservato concludendo la sua riflessione – sicuramente un impulso dal Congresso di Verona.
E tra gli interventi di Cotarella e Brogioni, ci sono state alcune apprezzate disamine, ben coordinate dallo stesso presidente Rizzi, il quale aprendo il collegamento web aveva fatto riferimento all’interessante momento che sta vivendo il settore vitivinicolo, nonostante il duro colpo inferto dal “ciclone Covid” che ha penalizzato soprattutto la ristorazione, quella che oggi va sotto l’acronimo di Horeca. Buone prospettive di rilancio, dunque, ma che possono avere esito ancora più soddisfacente se si registrerà maggior unione di intenti fra gli operatori. E’ l’auspicio di Adriano Gigante, confermato alla guida del Consorzio delle Doc Fvg, il quale ha sottolineato la necessità di investire maggiormente in progetti che possano dare un’immagine più appropriata della nostra regione e delle sue produzioni. In questo percorso non mancherà l’aiuto dell’Università di Udine – ha assicurato Emilio Celotti, responsabile del corso di laurea in viticoltura ed enologia -, tanto che fondamentale è stato il suo apporto, attraverso l’Istituto di genomica applicata, per dare vita ad alcuni “vitigni resistenti” che, come è noto, hanno appena avuto il via libera europeo per etichettare i loro vini anche come Doc e non soltanto come Igt o da tavola. L’Ateneo friulano – ha detto il professore – è il più a Nordest e richiama studenti di enologia da tutta Italia e pure dall’estero, sia per la laurea triennale che per quella magistrale. «E questo per noi è un vanto», ha aggiunto.
Alle nuove varietà di vite – in grado di contrastare le malattie più comuni, ma anche altre molto temibili come il “blackrot” – si è riferito pure Eugenio Sartori, direttore dei Vivai cooperativi di Rauscedo, il quale è intervenuto dopo il saluto di Chiara Peresani a nome dei giovani enologi. Sempre sul fronte dei “vitigni resistenti”, ha annunciato per il 2022 importanti novità per quanto riguarda Traminer e Glera, il vitigno base del Prosecco. «Fare una nuova varietà – ha chiosato – serve investire qualcosa come 500 mila euro», e a tale riguardo ha messo l’accento sui «costi raddoppiati per impiantare nuovi vigneti». Dal punto di vista “politico”, Sartori ha infine invitato a istituire una «cabina di regia» nazionale, poiché «ogni Regione continua ad andare per proprio conto».
Dopo le riflessioni sul clima che cambia repentinamente, non senza creare preoccupazione fra quanti operano in campagna, del meteorologo Marco Virgilio, e sul ruolo degli enologi anche nella cooperazione del presidente della Cantina di Ramuscello e San Vito, Gianluca Trevisan – che ha appena vissuto con grande soddisfazione il debutto del primo “vino vegano” del Friuli Venezia Giulia -, Bruno Augusto Pinat, leader dei vivaisti viticoli friulani, si è richiamato alle analisi di Sartori e Gigante, auspicando che finalmente «vengano avanti progetti comuni, quelli che il settore aspetta da 30 anni». Nel contempo, ha messo in guardia contro il pericolo ormai mondiale dell’omologazione viticola – «si vorrebbe ridurre tutto a sei o sette varietà» -, mentre in Italia c’è un patrimonio ampelografico prezioso (ben 450 vitigni diversi!) che attende d’essere valorizzato e non abbandonato. Infine, tra gli altri, un saluto anche da Alessandro Salvin, da quest’anno nuovo leader del Ducato dei vini friulani che si appresta a celebrare il mezzo secolo di vita, con «rinnovato impegno, restando a fianco di un settore strategico che, con coesione e unità d’intenti, è chiamato ad affrontare nuove sfide».

Una “varietà resistente”.

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In copertina, un brindisi beneaugurante: a fine anno lo fanno anche gli enologi Fvg auspicando nuove fortune fortune per il settore vitivinicolo.

Calici di stelle ad Aquileia la “culla” della storia della vite e del vino in Fvg

di Claudio Soranzo

Fine settimana di stelle, e non solo cadenti, ad Aquileia: è stato infatti confermato l’evento Calici di Stelle 2021, in programma appunto oggi e domani, in occasione del Centenario del Milite Ignoto. Le due serate si svolgeranno in piazza Capitolo, al cospetto della Basilica patriarcale. Già dalle 19 di oggi si potrà accedere al percorso di degustazione, appositamente studiato per rispettare il desiderio di assaporare la bellezza del luogo, dei prodotti locali e dei vini del Consorzio Doc Friuli Aquileia e del Consorzio delle Doc Fvg aderenti all’iniziativa. Si confermano anche quest’anno le due Masterclass condotte da Francesco Saverio Russo, nella sala del “Cocambo” in viale della Stazione 2/a.

“Calici di stelle” nel 2020.

Il Refoco dell’Agro aquileiese.

Durante l’intera durata dell’evento ci saranno degli intrattenimenti musicali: oggi si esibiranno Serena Finatti e Andrea Varnier, e successivamente “Musique Boutique dj set e sax”; domani come sottofondo verranno lette delle poesie tratte dal libro “Vino, amore e poesia” di Rosinella Celeste Lucas e successivamente ci sarà la “World Music School Monfalcone” con un repertorio che spazierà dalla musica classica alla pop. Piazza Patriarcato sarà arricchita per l’occasione da installazioni luminose e da sculture di Aeson (antico toponimo di origine celtica del fiume Isonzo), il processo creativo di comunità in dialogo con il patrimonio naturale, la storia e le genti che popolano i territori della foce del fiume stesso.
«Non potevamo rinunciare a quest’evento, che ormai ad Aquileia caratterizza l’offerta del Territorio e cresce di anno in anno», le parole del sindaco Emanuele Zorino, che descrivono la ferma volontà di portare in piazza ad Aquileia anche nel 2021 l’importante manifestazione estiva. «L’Amministrazione crede molto nella valorizzazione del patrimonio e della storia enologica di Aquileia – continua il primo cittadino -. La vite è coltura autoctona della nostra terra ed è storicamente accertato che ad Aquileia da oltre 2000 anni si produceva, si consumava e si commerciava vino. Ancora oggi le realtà vitivinicole presenti nella zona producono vini che contribuiscono a fare di Aquileia una realtà conosciuta in tutto il mondo. Ricordiamo che Aquileia è stata uno dei principali nodi commerciali romani, e sicuramente il vino era una tra le merci più scambiate. La città romana ha tutte le carte in regola per ritornare un importante punto di incontro tra tutte le realtà enologiche regionali, nazionali, ma anche internazionali».

Lupa e Foro nell’Aquileia romana.

Due giorni, dunque, di immersione totale nelle peculiarità enoiche del Friuli Venezia Giulia. In piazza Capitolo verrà allestito un percorso che darà la possibilità ai partecipanti di degustare i vini di ben 32 cantine, 14 appartenenti al Consorzio Doc Friuli Aquileia, 18 rappresentanti del Consorzio delle Doc Fvg. Ogni azienda porterà in assaggio due vini. L’itinerario è stato pensato per diventare un momento di relax e di condivisione, con aree in cui sarà possibile fermarsi e sostare tra un calice di vino e l’altro.
Per dare ulteriore valenza all’evento sono state organizzate due masterclass di degustazione e approfondimento con il noto wine blogger Francesco Saverio Russo (@italianwinelover). Conosciuto per la sua passione per il vino, la storia che ogni bottiglia può raccontare e la stretta relazione con il territorio che essa rappresenta, Russo condurrà davanti a un pubblico di 30 persone per ogni sessione una degustazione guidata (l’entrata è gratuita su prenotazione, tramite mail: calici.aquileia@gmail.com). La prima masterclass si terrà oggi, alle 18.30, dal titolo “La prova del nove”. Saranno presenti 9 diversi vini che faranno scoprire il territorio della Doc Aquileia. Alle 21 la seconda masterclass dal titolo “9 identità friulane del Sauvignon”: cioè nove diversi Sauvignon friulani provenienti dalle varie denominazioni regionali, che faranno scoprire come questo vitigno si adatti ai diversi climi e terreni presenti nella nostra regione.

Durante l’evento Calici di stelle e grazie alla collaborazione di Fondazione Aquileia, Fondazione So.Co.B.A. e Promoturismo Fvg, sarà possibile effettuare delle visite serali – in via eccezionale – alla Basilica di Aquileia, al Cimitero del Milite Ignoto, alla Mostra “Da Aquileia a Betlemme” a Palazzo Meizlik e al Museo Archeologico Nazionale. Per partecipare alla manifestazione e per garantire la massima sicurezza a tutti i presenti – come da decreto ministeriale in vigore da ieri 6 agosto – è obbligatorio esibire il certificato Covid digitale (Green Pass) o essere in grado di rispettare almeno una delle seguenti condizioni: aver ricevuto una dose di vaccino anti Covid-19 almeno 2 settimane prima dell’evento, essere risultati negativi a un test molecolare/antigenico rapido nelle ultime 48 ore o essere guariti dal Covid-19 negli ultimi 6 mesi. Cin-cin a tutti!

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(Foto di copertina da Turismo Fvg)

Filari di Bolle, 80 spumanti Fvg in gara per la settima rassegna di Casarsa

Sono 80 i vini provenienti da tutta la regione che partecipano alla settima edizione di Filari di Bolle, la Selezione degli Spumanti del Friuli Venezia Giulia organizzata da Pro Loco, Città di Casarsa della Delizia e Associazione Italiana Sommelier del Friuli Venezia Giulia, in collaborazione con il Consorzio delle Doc-Fvg. Ieri, nella sala consiliare del palazzo municipale Burovich de Zmajevich, la giuria si è riunita per degustarli in forma anonima.
Infatti, la Selezione punta a decretare le migliori “bollicine” Fvg con l’obiettivo di valorizzare la qualità e l’eleganza di prodotti che suscitano sempre maggiore interesse sui mercati nazionali ed esteri, dove la richiesta di spumanti Made in Fvg continua ad aumentare. I vini partecipanti sono stati suddivisi nelle 4 categorie Metodo Charmat Prosecco Doc, Metodo Charmat Spumante Monovarietale, Metodo Charmat Cuvée e Metodo Classico. Ai vincitori saranno consegnati premi consistenti in un attestato accompagnato da una fotografia artistica del grande maestro casarsese Elio Ciol. Previsti anche altri riconoscimenti per particolari produzioni, a partire dalla novità di questi mesi nel panorama vinicolo, ovvero il Prosecco Doc Rosè.

«Per noi è un orgoglio essere riusciti, come lo scorso anno, a proporre la Selezione nonostante la pandemia – ha affermato il sindaco Lavinia Clarotto, portando il saluto di tutti gli organizzatori -. Il vino spumante è un’eccellenza di Casarsa della Delizia e da questo siamo partiti per dare visibilità a tutto il comparto regionale e alla sua filiera. Le nostre bollicine sono sempre più apprezzate e per noi questo è un modo di promuovere tutto il Vigneto Friuli Venezia Giulia. Il vino è uno degli elementi della ripartenza, per ritrovare presto dei momenti di gioia nel rispetto delle regole e con responsabilità: c’è un nuovo mondo che ci aspetta».
La giuria era composto da alcuni tra i massimi esperti regionali tra sommelier, enologi e giornalisti enogastronomici: Pier Dal Mas, Rodolfo Rizzi, Gianni Ottogalli, Stefano Cosma, Vladimiro Tulisso e Stelio Smotlak. «Siamo soddisfatti dei vini assaggiati – ha commentato Pier Dal Mas, referente per la provincia di Pordenone dell’Ais, Associazione italiana sommelier -: edizione dopo edizione, c’è un innalzamento qualitativo. Gli spumanti del Friuli Venezia Giulia piacciono perché portano allegria e convivialità del bere senza rinunciare alla qualità, sono versatili sia per palati giovani che per quelli più maturi. Il Prosecco Doc Rosè? Interessante, elegante e pulito: farà strada».

La Pro Casarsa della Delizia, guidata dal presidente Antonio Tesolin, ha voluto donare a tutti i giurati delle pubblicazioni su storia e territorio di Casarsa. I vincitori saranno proclamati il 5 agosto, in una cerimonia su invito nel palazzo municipale. Gli spumanti selezionati saranno poi grandi protagonisti in occasione della tappa casarsese di Calici di Stelle delle Città del Vino, il 10 agosto con il concerto Note sotto le stelle nell’Arena estiva dell’Antico Frutteto di Palazzo Burovich de Zmajevich. Il tutto all’interno del programma della Sagra del Vino, che quest’anno in via eccezionale è organizzata in versione estiva.

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In copertina e all’interno alcune immagini della seduta della giuria.

E ora gli spumanti Fvg ripartono: tutti i premi di “Filari di Bolle”

Ripartono, finalmente, gli spumanti Fvg dopo il lungo stop imposto da Coronavirus che tanti danni ha causato anche al settore vitivivinicolo della nostra regione. E così, una bella notte stellata nell’antico frutteto di Palazzo Burovich de Zmajevich, a Casarsa della Delizia, ha fatto da scenario alla ripartenza ufficiale delle bollicine del Friuli Venezia Giulia dopo le incertezze portate la scorsa primavera dall’interminabile lockdown. Il comparto, che come ricordato durante la serata, prima del Covid-19 valeva 30 milioni di bottiglie l’anno, ora guarda al futuro con fiducia grazie a “Filari di Bolle”, la Selezione degli Spumanti del Friuli Venezia Giulia organizzata da Pro Loco, Città di Casarsa della Delizia e Associazione Italiana Sommelier del Friuli Venezia Giulia, in collaborazione con il Consorzio delle Doc-Fvg. E ieri sera sono stati consegnati i premi ai migliori vini spumanti scelti dalla giuria di esperti, attraverso votazione anonima, tra 80 etichette proposte da 35 cantine.

Quattro le categorie principali, definite dal metodo di spumantizzazione e dal tipo di vino prodotto:

– Metodo Charmat Prosecco Doc  premio al Prosecco Doc Extra Dry Millesimato Pitars di San Martino al Tagliamento.
– Metodo Charmat Spumante Monovarietale premio al Naonis Ribolla gialla Brut dei Viticoltori Friulani La Delizia di Casarsa.
– Metodo Charmat Cuvée al Naonis Jadér Cuvée Brut dei Viticoltori Friulani La Delizia di Casarsa.
– Metodo Classico premio al VSQ MC Etichetta Oro 2012 Pas Dosè Vigneti Pietro Pittaro di Codroipo.

I premi a Pitars, La Delizia e Pittaro…

… per i magnifici Quattro.

Assegnati anche altri riconoscimenti:

Premio per la Miglior etichetta al “Tre Lune” Ribolla gialla Brut della cantina Ronco dei Pini di Prepotto.
I premi per il miglior rapporto qualità prezzo, suddivisi anch’essi in categorie, sono andati per il Prosecco al Millesimato dei Pitars, per il Monovarietale alla Ribolla gialla Brut della cantina La Sclusa di Spessa di Cividale, per la Cuvée al Naonis Jadér dei Viticoltori Friulani La Delizia di Casarsa e per il Classico all’Etichetta oro di Pietro Pittaro di Codroipo.

La Sclusa e Ronco dei Pini.

“La Selezione, nata nel contesto della nostra tradizionale Sagra del Vino di primavera – ha spiegato Antonio Tesolin, presidente della Pro Casarsa -, non è stata rimandata al prossimo anno: essere riusciti a farla comunque, lavorando con impegno in queste settimane estive, è stato un grande successo nonché un segnale di ripartenza forte e concreto. Ora daremo visibilità ai fini selezionati con eventi lungo il corso dell’anno, fino ad arrivare al Vinitaly 2021 dove puntiamo a essere presenti”. “Il Coronavirus – ha sottolineato a sua volta il sindaco Lavinia Clarotto – ci ha fatto perdere l’occasione di tanti brindisi con i nostri cari: ora possiamo ripartire, dalla nostra Città del Vino dando visibilità alle bollicine regionali, sia dei grandi che dei piccoli produttori”.
“Il comparto della spumantistica regionale – ha poi spiegato Renzo Zorzi, presidente dell’Associazione Italiana Sommelier del Friuli Venezia Giulia e della giuria di “Filari di Bolle” -, che prima del Covid-19 produceva 30 milioni di bottiglie l’anno, ha dimostrato di sapersi impegnare con spirito positivo nella competizione, come evidenzia la bella partecipazione alla Selezione. I consumi stanno ripartendo, le bollicine sono di qualità: guardiamo al futuro con fiducia”. Parole sul futuro del comparto rimarcate da Stefano Zannier, assessore regionale alle Risorse agricole e forestali, che ha osservato come il vino buono sia anche quello venduto al giusto prezzo, ricordando la vicinanza della Regione Fvg ai produttori.

La serata, gestita secondo le norme sanitarie e inserita nella rassegna estiva comunale Fruit of the Moon e nel programma regionale di Calici di stelle dell’Associazione nazionale Città del Vino, è stata condotta dall’attrice Sara Ricci (noto volto televisivo delle soap “Un posto al sole” e “Vivere”, nonché partecipante alla fiction “Don Matteo”) con il collega Daniele Catini, i quali, dopo il loro spettacolo teatrale sul vino “Per…Bacco!”, hanno condotto sul palco le premiazioni. Per i premiati una emozionante foto dell’anziano maestro Elio Ciol, intervenuto anch’egli alla cerimonia, su Aquileia nei suoi duemila anni dalla fondazione, incorniciata dallo studio Il Glifo.

Ancora premi, presente Zannier.

Sono intervenuti e hanno premiato anche Ester Pilosio, consigliere di Friulovest Banca, che ha ricordato il sostegno al territorio da parte dell’istituto di credito cooperativo; i consiglieri regionali Tiziano Centis e Chiara Da Giau, l’assessore a Buttrio e coordinatore regionale delle Città del Vino Tiziano Venturini, il presidente di Confcooperative Pordenone Luigi Piccoli, il presidente di Fedagripesca Confcooperative Fvg Venanzio Francescutti, il vicepresidente di Coop Casarsa Cesare Giavi e in rappresentanza degli sponsor Stefano Piuzzi (Ceccarelli group), Lorenzo Ferronato (DS Smith), Gian Paolo Dell’Agnese (Amorim Cork Italia), Marco Bendoni, consigliere del Comitato regionale Friuli Venezia Giulia dell’Unione nazionale tra le Pro Loco d’Italia, e Marco Specia, segretario dello stesso Comitato. Hanno ritirato i premi per le cantine Bruno Pittaro (Pìtars), Mauro Bagnarol (Viticoltori Friulani La Delizia), Stefano Trinco (Vigneti Pittaro), Germano Zorzettig (La Sclusa) e un rappresentante del Ronco dei Pini invece di Claudio Novello.

E infine una bella foto ricordo.

Il “debutto” degli spumanti selezionati avverrà sempre a Casarsa della Delizia il 10 agosto, quando si brinderà sotto il cielo d’estate con Calici di Stelle 2020, in contemporanea con le altre realtà aderenti all’associazione nazionale Città del Vino: il programma vedrà incontrare le bollicine di Filari di Bolle – Selezione degli spumanti del Friuli Venezia Giulia con lo spettacolo “Parole e Musica – Lungo la Strada del Vino e dei Sapori del Friuli Venezia Giulia” di e con Dino Persello accompagnato alla fisarmonica dal maestro Pasqualino Petris. Ancora una volta l’Antico frutteto di Palazzo Burovich de Zmajevich (sede municipale) sarà il palcoscenico ideale per una notte magica di musica, parole e grandi vini. Inizio alle 21: la prenotazione è obbligatoria nel rispetto delle norme anti Covid-19, per info: www.procasarsa.org

Sara Ricci e Daniele Catini.

Filari di Bolle è a cura di Pro Loco di Casarsa della Delizia, Città di Casarsa della Delizia e Associazione Italiana Sommelier del Friuli Venezia Giulia insieme al Consorzio delle DOC Friuli Venezia Giulia. Importante la collaborazione con PromoturismoFVG e la Strada Vino e Sapori Friuli Venezia Giulia. Collaborano alla riuscita della selezione l’ONAV (Organizzazione nazionale Assaggiatori di Vino), Assoenologi e l’Associazione nazionale Città del Vino. Prezioso anche il sostegno di Friulovest Banca, sempre attenta alle esigenze del territorio. Un ringraziamento alle aziende Amorim, Ds Smith, Juliagraf e Ceccarelli Group.

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In copertina,  due gli spumanti (Ribolla gialla e Jader) premiati per i Viticoltori Friulani La Delizia.

(Servizio fotografico di Diego Petrussi)