Consorzio agrario Fvg in crescita, dalle macchine ai cereali e al garden

Ottimo momento con numeri in crescita al Consorzio agrario del Friuli Venezia Giulia, il cui cda ha approvato a Basiliano i conti della relazione semestrale con 56 milioni di fatturato (+2%) e un utile di 956mila euro (+1,4%). Segno più anche sul fronte del ritiro dei cereali: la raccolta di quelli autunno-vernini nei centri della grande cooperativa è cresciuta del 26%, oltre un quarto in più rispetto all’anno scorso, superando la quota di 200mila quintali ammassati.

 Il direttore Davide Bricchi.


Soddisfatto dei risultati il presidente Gino Vendrame: «Gli incrementi sono significativi – rileva in una nota -, specie perché vengono dopo diverse annate positive. Osservare quindi un aumento dei fatturati di tutti i settori conferma la bontà delle nostre scelte e la fiducia crescente nei confronti del Consorzio. Nonostante il periodo difficile legato in particolare alla pandemia – aggiunge Vendrame – non ci siamo mai fermati e i numeri ci stanno premiando». Anche in segmenti che stanno vivendo momenti di difficoltà, come sottolinea dal canto suo il direttore generale del Consorzio, Davide Bricchi: «Se cresciamo in mercati che al contrario mostrano già da tempo segnali di contrazione sia in Italia che nel mondo, come i fertilizzanti e gli agrofarmaci, in calo (secondo i dati di settore) tra il 2 ed il 5 per cento su base nazionale, è perché l’offerta che sappiamo dare agli agricoltori è adeguata alle loro aspettative. Come Consorzio vogliamo porci sempre più come partner affidabile ed autorevole in grado di dare le risposte di cui le aziende agrarie hanno bisogno ogni giorno. Non possiamo accontentarci di offrire solo i prodotti, ma sempre più dobbiamo essere in grado di accompagnare i nostri soci nelle loro scelte con consigli adeguati e soluzioni innovative a prezzi competitivi».
Tra i vari settori in crescita spiccano, come detto, in particolare il garden, che presenta un incremento del +16% dopo un’annata importante come quella trascorsa, e il settore macchine che, anche grazie alle agevolazioni messe a disposizione dalla legge quale stimolo all’innovazione, segna +22%. In tutto questo, anche le scelte legate alla riorganizzazione di alcune sedi logistiche sparse sul territorio devono andare in questa direzione anche se all’apparenza possono essere viste con preoccupazione come dimostra il caso di Aiello. «Siamo l’azienda del settore in assoluto con più sedi, ben 33, sul territorio regionale, ma questo a volte va paradossalmente a discapito dell’efficienza del servizio offerto – sottolinea il direttore Bricchi -, perché mantenere tante strutture disperde risorse e non porta i risultati sperati. Chiudere una struttura per potenziarne altre quindi non vuol dire allontanarci dal territorio, ma migliorarci nel servizio, cosa che faremo attraverso nuovi investimenti, sia in termini di strutture che di uomini, potenziando, tra l’altro, il servizio tecnico e gli agronomi che offriranno quotidianamente assistenza in campo».

La sede centrale di Basiliano.

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In copertina, il presidente del Consorzio agrario del Friuli Venezia Giulia Gino Vendrame.

Il Consorzio agrario Fvg in assemblea: dal bilancio al progetto nazionale Cai

(g.l.) Giornata importante, quella odierna, per il Consorzio agrario del Friuli Venezia Giulia. Alle 10 si riunisce l’assemblea dei soci che è chiamata a votare il bilancio 2020 (si tratta della più grossa azienda del settore primario regionale con 240 dipendenti, 2.400 soci e un fatturato, nel 2019, di 120 milioni), ma soprattutto – ed è questo il nodo centrale della seduta – l’avvio delle procedure di valutazione per l’adesione al progetto nazionale dei Consorzi agrari d’Italia.
La riunione è stata convocata dal presidente Gino Vendrame, che è anche leader della Coldiretti provinciale di Udine, il quale in dicembre era subentrato a Fabio Benedetti che guidava la centenaria cooperativa da poco più di cinque mesi, quando ne era tornato al vertice raccogliendo il testimone da Dario Ermacora. La revoca del mandato all’imprenditore sacilese aveva messo in luce un evidente malessere all’interno della compagine amministrativa, collegato proprio al futuro assetto del Consorzio, cioè dentro o fuori rispetto a Cai, il citato progetto nazionale. Un problema che ha registrato posizioni diametralmente opposte da parte della stessa Coldiretti e di Confagricoltura del Friuli Venezia Giulia, che esprime il vicepresidente consortile Piergiovanni Pistoni.
L’organizzazione imprenditoriale guidata da Philip Thurn Valsassina aveva espresso molti dubbi sul progetto di aggregazione dei Consorzi agrari italiani, e che ovviamente interessa anche quello targato Fvg, tanto da chiedere più elementi conoscitivi e maggiore chiarezza, ricordando che pure a livello di Nordest emergevano contrarietà al progetto. E sulla questione era scesa in campo anche la politica per chiedere se non ci fossero altre strade da poter individuare, per delineare in modo vantaggioso per la nostra regione il futuro del Consorzio agrario. «Tutta la nostra attenzione – aveva sottolineato l’assessore alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier, dopo l’approvazione in Aula della mozione che chiedeva massima attenzione della Regione Fvg sul futuro dell’importante cooperativa agricola – è volta a comprendere nel dettaglio tutti i risvolti e le condizioni del progetto che è stato presentato per poter esprimere, alla fine, un giudizio di merito. Le diverse forze presenti in Consiglio hanno comunque dichiarato in modo chiaro che qualsiasi scelta fatta dai soci del Consorzio debba sempre tenere nella giusta considerazione l’interesse del comparto agricolo regionale».
«La paura – aveva osservato Vendrame – provoca solo immobilismo e staticità, esattamente il contrario di quello che oggi serve alle nostre imprese chiamate a confrontarsi con la concorrenza di un mercato complesso dove agiscono anche realtà frutto di grandi aggregazioni. Per questo vogliamo pensare a un progetto di futuro per l’agricoltura italiana per garantire anche alle piccole e medie imprese agricole una centrale unica per l’acquisto di mezzi tecnici, gasolio e concimi, così da spuntare un miglior prezzo, strutturare filiere per riorganizzare le produzioni, sfruttare le strutture che già ci sono per lavorare anche il prodotti di altri, per essere in grado di proporci non solo in casa, ma anche oltre confine». E aggiungeva: «Il progetto Cai ci difenderà dal punto di vista produttivo ed economico, mettendoci in condizione di non subire più gli attacchi delle multinazionali, ma di competere con loro. Saremo noi, in futuro, a proporre i nostri prodotti, servizi e mezzi tecnici anche fuori dall’Italia, perché il Fvg non è solo un corridoio di entrata per gli altri. È e deve essere sempre più, soprattutto, un corridoio di uscita per il nostro Made in Italy».
«In via prioritaria – ricordava nel contempo Pistoni – avevamo chiesto di rinviare la votazione sul “progetto Cai Spa” e valutare se fosse il caso di aprire un confronto a livello nazionale, vista l’importanza dell’operazione proposta. Avevamo pure chiesto di anteporre a questa decisione la possibilità di valutare se esistessero, in regione e nell’area del Nordest, le condizioni per costruire aggregazioni locali con imprese simili». Secondo Confagricoltura Fvg, «il Consorzio agrario, spogliandosi delle reti commerciali, dei beni, dei servizi, del personale e del capitale immobiliare a esso intestato, conferendo tali attività a diverse società, non svolgerà più l’attività consortile in via diretta a favore dei propri associati (esercitando concretamente l’impresa sul territorio), ma in via indiretta, avvalendosi delle prerogative del socio nell’assemblea di Cai Spa, in difformità da quanto previsto dalla normativa vigente che inquadra i Consorzi agrari come società cooperative. Questa incontrovertibile situazione giuridica è gravida di conseguenze sul piano sociale ed economico – avvertiva ancora il vicepresidente Pistoni -. Il Consorzio agrario non si porrà più nel territorio come interprete diretto delle esigenze dei produttori agricoli associati, ma opererà come semplice “corpo intermedio” con l’organizzazione “sovraordinata” di Cai Spa».

Progetto Cai, un obiettivo che divide i vertici del Consorzio agrario Fvg

(g.l.) Il futuro assetto del Consorzio agrario del Friuli Venezia Giulia divide i vertici dello stesso. Infatti, se da un lato il Cda della centenaria cooperativa, con il presidente Gino Vendrame – che è pure leader della Coldiretti friulana -, si è espresso favorevolmente, con gli opportuni approfondimenti, sul progetto Cai di aggregazione che prevede la nascita di un grande e potente gruppo nazionale, dall’altro Confagricoltura Fvg, con Piergiovanni Pistoni e i propri consiglieri, ha bocciato l’operazione che, come appare evidente, è di portata storica. E questo perché Vendrame e Pistoni sono portatori di visioni diametralmente opposte, come emerge con chiarezza nei due comunicati ufficiali che pubblichiamo.

Vendrame: multinazionali
con noi meno aggressive

Una valutazione attenta e ponderata di obiettivi e vantaggi che il progetto nazionale Cai porta in dote al Consorzio agrario del Friuli Venezia Giulia. E’ quanto deciso dal consiglio di amministrazione della grande coop di Basiliano con l’approvazione della delibera che dà il via libera al progetto Cai «per analizzare in ogni aspetto possibile i pro e i contro, così da poter prendere infine una decisione ponderata. Prima in consiglio poi in assemblea dei soci, che è sovrana», spiega il presidente del Consorzio Gino Vendrame.
L’importante, per il presidente del Consorzio, è che i soci siano nella condizione di fare una scelta a ragion veduta. «La paura provoca solo immobilismo e staticità, esattamente il contrario di quello che oggi serve alle nostre imprese chiamate a confrontarsi con la concorrenza di un mercato complesso dove agiscono anche realtà frutto di grandi aggregazioni. Per questo vogliamo pensare a un progetto di futuro per l’agricoltura italiana per garantire anche alle piccole e medie imprese agricole una centrale unica per l’acquisto di mezzi tecnici, gasolio e concimi, così da spuntare un miglior prezzo, strutturare filiere per riorganizzare le produzioni, sfruttare le strutture che già ci sono per lavorare anche il prodotti di altri, per essere in grado di proporci non solo in casa ma anche oltre confine».
Un vantaggio che per il presidente è particolarmente evidente nel caso del Friuli Venezia Giulia, trattandosi di una regione che di confini ne ha addirittura due. «Il progetto Cai ci difenderà dal punto di vista produttivo ed economico, mettendoci in condizione di non subire più gli attacchi delle multinazionali, ma di competere con loro. Saremo noi, in futuro, a proporre i nostri prodotti, servizi e mezzi tecnici anche fuori dall’Italia, perché il Fvg non è solo un corridoio di entrata per gli altri. E’ e deve essere sempre più, soprattutto, un corridoio di uscita per il nostro made in Italy». Il percorso di approfondimento potrà contare su tutto il tempo necessario. Vendrame garantisce: «Vogliamo fare le cose con passi sicuri, perché deve essere una decisione convinta e consapevole».

Pistoni: ma così perderemo
il nostro ruolo storico

I consiglieri di Confagricoltura Fvg del Consorzio Agrario Fvg, per la seconda volta in due mesi, si sono trovati nelle condizioni di esprimere un voto contrario rispetto a quanto proposto dal presidente durante i lavori del CdA. In questo caso, all’ordine del giorno c’era l’avvio delle procedure per conferire gli asset consortili ad alcune società che ruotano attorno al progetto di Cai Spa e Bonifiche Ferraresi Spa. «In via prioritaria – spiega il vicepresidente della cooperativa, Piergiovanni Pistoni – avevamo chiesto di rinviare la votazione sul “progetto Cai Spa” e valutare se fosse il caso di aprire un confronto a livello nazionale, vista l’importanza dell’operazione proposta. Avevamo pure chiesto di anteporre a questa decisione la possibilità di valutare se esistessero, in regione e nell’area del Nordest, le condizioni per costruire aggregazioni locali con imprese simili evidenziando pure il fatto che, attualmente, è in corso un’iniziativa di integrazione con il Consorzio Agrario di Treviso. Ma il presidente non ha ritenuto utile valutare le nostre proposte alternative».
Secondo quanto illustrato in seguito, il Consorzio Agrario, spogliandosi delle reti commerciali, dei beni, dei servizi, del personale e del capitale immobiliare a esso intestato, conferendo tali attività a diverse società, non svolgerà più l’attività consortile in via diretta a favore dei propri associati (esercitando concretamente l’impresa sul territorio), ma in via indiretta, avvalendosi delle prerogative del socio nell’assemblea di Cai Spa, in difformità da quanto previsto dalla normativa vigente che inquadra i Consorzi Agrari come società cooperative.
«Questa incontrovertibile situazione giuridica è gravida di conseguenze sul piano sociale ed economico – avverte Pistoni -. Il Consorzio Agrario non si porrà più nel territorio come interprete diretto delle esigenze dei produttori agricoli associati, ma opererà come semplice “corpo intermedio” con l’organizzazione “sovraordinata” di Cai Spa. Con ciò si viene a perdere il ruolo e la funzione storica e istituzionale del Consorzio Agrario che si priva dell’esercizio dell’attività consortile sul nostro territorio. Dispersione patrimoniale; perdita della caratteristica di società cooperativa mutualistica, in quanto non esercita in via diretta e immediata l’impresa, ma in modo indiretto attraverso la partecipazione a una società lucrativa dalla quale trarre “eventuali” utili; governance di Cai Spa, quale si manifesta attraverso i patti parasociali da sottoscrivere, con nessuna voce in capitolo per i territori; sono le altre criticità del “progetto Cai Spa” che abbiamo sottolineato dettagliatamente al CdA e che hanno costituito il punto di forza a sostegno del nostro voto contrario», conclude Pistoni.

In copertina, un’immagine della sede del Consorzio agrario Fvg; all’interno, il presidente Gino Vendrame e il vice Piergiovanni Pistoni.

 

 

 

Al Consorzio Agrario Fvg dopo cinque mesi Benedetti sostituito con Vendrame

di Giuseppe Longo

Ricorda i “governi balneari” della tanto vituperata Prima Repubblica il breve bis di Fabio Benedetti alla guida del Consorzio Agrario del Friuli Venezia Giulia, appena uscito da un nuovo e clamoroso cambio al vertice, un vero e proprio ribaltone come si usa dire oggi. Riunito ieri a Orgnano di Basiliano, il consiglio di amministrazione ha infatti eletto alla presidenza Gino Vendrame dopo avere revocato il mandato all’imprenditore sacilese, del quale era stato investito appena la scorsa estate. Il giovane enologo-viticoltore di Passariano, che attualmente riveste anche il ruolo di presidente della Coldiretti provinciale di Udine, prende dunque le redini del Consorzio, prima azienda dell’agricoltura regionale con i suoi 240 dipendenti, i 2.400 soci e un fatturato 2019 che ha chiuso sulla ragguardevole cifra di 120 milioni di euro. Ringraziando il consiglio per la fiducia accordatagli, il neo presidente Vendrame ha dichiarato di voler operare «per il bene del Consorzio, dei dipendenti, dei soci e del territorio del Friuli Venezia Giulia. Confido – ha aggiunto – di poterlo dimostrare da subito e mi impegno ad affrontare le decisioni che dovranno essere prese in maniera collegiale e condivisa perché voglio essere il presidente di tutti».

Fabio Benedetti


Come detto, Fabio Benedetti guidava il Consorzio Agrario Fvg da poco più di cinque mesi, vale a dire dai primi di luglio, quando era tornato al vertice della centenaria cooperativa raccogliendo il testimone da Dario Ermacora. E nell’occasione, il consiglio aveva confermato Piergiovanni Pistoni, di Confagricoltura Fvg, nel ruolo di vicepresidente. La revoca del mandato a Benedetti mette in luce un evidente malessere all’interno della compagine amministrativa che pare logico vada collegato al futuro assetto del Consorzio stesso, un problema di cui si è parlato parecchio in questi ultimi mesi.
Proprio Confagricoltura Fvg aveva espresso molti dubbi sul progetto di aggregazione dei Consorzi Agrari italiani, e che ovviamente interessa anche quello del Friuli Venezia Giulia, tanto che l’organizzazione imprenditoriale chiedeva più elementi conoscitivi e maggiore chiarezza, ricordando che pure a livello di Nordest emergevano contrarietà al progetto. «È di tutta evidenza che le decisioni che devono essere prese, con estrema attenzione, hanno una grande ed evidente valenza politica e sociale vista la rilevante dimensione della cooperativa di cui si parla. Di certo, il tutto non può ridursi a una questione interna a Coldiretti», aveva detto a tale riguardo il presidente regionale Philip Thurn Valsassina.
Sulla questione era scesa in campo anche la politica Fvg, tanto da chiedersi se non ci fossero altre strade da poter individuare, per delineare in modo vantaggioso per la nostra regione, il futuro del Consorzio Agrario. «Tutta la nostra attenzione – aveva sottolineato l’assessore alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier, dopo l’approvazione in Aula della mozione che chiede massima attenzione della Regione Fvg sul futuro dell’importante cooperativa agricola – è volta a comprendere nel dettaglio tutti i risvolti e le condizioni del progetto che è stato presentato per poter esprimere, alla fine, un giudizio di merito. Le diverse forze presenti in Consiglio hanno comunque dichiarato in modo chiaro che qualsiasi scelta fatta dai soci del Consorzio debba sempre tenere nella giusta considerazione l’interesse del comparto agricolo regionale. Vanno garantite infatti – ha puntualizzato l’esponente della Giunta Fedriga – tutte le condizioni affinché siano mantenuti sia i servizi resi dal Consorzio che la sua capacità di governance. Sostanzialmente, la politica regionale non intende subire una decisione senza poter proporre la propria posizione. Una politica che, anzi, ha chiesto se esistano soluzioni diverse da sottoporre agli organi direttivi del Consorzio».

La sede centrale a Orgnano.

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In copertina, il nuovo presidente del Consorzio Agrario Friuli Venezia Giulia Gino Vendrame.

Politica Fvg unitaria sul Consorzio Agrario: ci sono anche altre strade?

di Gi Elle

Ci sono anche altre strade da poter individuare, per delineare in modo vantaggioso per la nostra regione, il futuro del Consorzio Agrario? E’ quanto si chiede la politica Fvg che si è ritrovata concorde sul suo futuro assetto. “Sulla fusione del Consorzio Agrario del Friuli Venezia Giulia si è rivelato certamente corretto l’iter di interessare da subito il Consiglio regionale chiedendo prima la convocazione della II Commissione e poi la discussione di una mozione in Aula per poter esprimere una posizione unitaria e trasversale da parte della politica”, ha detto infatti l’assessore alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier, dopo l’approvazione in Aula della mozione che chiede massima attenzione della Regione Fvg sul futuro dell’importante cooperativa agricola.
“Tutta la nostra attenzione – ha sottolineato Zannier, come informa una nota Arc – è volta a comprendere nel dettaglio tutti i risvolti e le condizioni del progetto che è stato presentato per poter esprimere, alla fine, un giudizio di merito”. “Le diverse forze presenti in Consiglio hanno comunque dichiarato in modo chiaro che qualsiasi scelta fatta dai soci del Consorzio debba sempre tenere nella giusta considerazione l’interesse del comparto agricolo regionale. Vanno garantite infatti – ha puntualizzato l’esponente della Giunta Fedriga – tutte le condizioni affinché siano mantenuti sia i servizi resi dal Consorzio che la sua capacità di governance”.
“Sostanzialmente la politica regionale non intende subire una decisione senza poter proporre la propria posizione. Una politica che, anzi – ha precisato in conclusione l’assessore Zannier -, ha chiesto se esistano soluzioni diverse da sottoporre agli organi direttivi del Consorzio”.

L’assessore Stefano Zannier.

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In copertina, la sede del Consorzio Agrario del Friuli Venezia Giulia.

Confagricoltura Fvg: dalla Coldiretti nessun invito sul Consorzio Agrario

di Gi Elle

Si sta alzando la temperatura sulla delicata questione del futuro assetto del Consorzio Agrario del Friuli Venezia Giulia, sulla quale ci siamo soffermati anche ieri riferendo della preoccupazione della Regione Fvg e in particolare dell’assessore delle Risorse agricole, Stefano Zannier. Oggi a scendere nuovamente in campo è Confagricoltura, la quale, attraverso una nota del presidente regionale Philip Thurn Valsassina, precisa che i consiglieri espressi dalla organizzazione imprenditoriale«non hanno ricevuto alcun invito a partecipare a incontri organizzati da Coldiretti per il giorno 20 novembre, a Udine, sul futuro del Consorzio Agrario del Fvg, come riportato da alcuni organi di stampa».
E la nota diramata a proposito del vertice odierno prosegue: «Lo stesso era successo negli incontri “di convincimento” che Coldiretti ha organizzato a Treviso. Si tenga conto che la nostra organizzazione esprime tre consiglieri di amministrazione, compreso il vicepresidente del Consorzio Agrario Fvg. A questo punto è lecito chiedersi se neppure la direzione sia stata invitata. Quello che sta accadendo attorno alla vicenda Cai – sottolinea Thurn Valsassina – è paradossale. Non è accettabile che i contenuti del progetto di aggregazione vengano presentati, a esempio, prima ai segretari di zona della Coldiretti che agli organi deputati a discutere e deliberare: il Consiglio di amministrazione della cooperativa e l’Assemblea dei soci. Questo la dice lunga sugli interessi in gioco, riducendo la questione a una semplice e inaccettabile diatriba interna alla Coldiretti».

L’assessore Stefano Zannier.


Come ricordavamo ancora ieri, Confagricoltura Fvg, già nelle scorse settimane, aveva espresso molti dubbi sul progetto di aggregazione dei Consorzi Agrari italiani, e che appunto interessa anche quello del Friuli Venezia Giulia, considerato che pure a livello di Nordest si esprime contrarietà al progetto, per cui per l’organizzazione guidata da Thurn Valsassina ulteriori approfondimenti sono indispensabili. Mentre, per quanto riguarda la Regione, il presidente e il direttore del Consorzio Agrario, Fabio Benedetti ed Elsa Bigai, sono stati ascoltati dalla II Commissione permanente del Consiglio regionale, e dallo stesso assessore Zannier, rispondendo ai consiglieri con le poche informazioni a oggi disponibili. E in questa occasione era stata richiesta l’audizione degli stessi rappresentanti di Coldiretti e Confagricoltura Fvg appunto per capire meglio come potrebbe delinearsi il prossimo futuro della strategica cooperativa agricola.

Il presidente Fabio Benedetti.

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In copertina, il leader di Confagricoltura Fvg Philip Thurn Valsassina.

L’ipotesi di fusione dei Consorzi agrari sotto la lente della Regione Fvg

di Gi Elle

Futuro del Consorzio agrario del Friuli Venezia Giulia sotto la lente d’ingrandimento della Regione Fvg. L’assessore alle Risorse agroalimentari e forestali, Stefano Zannier, ha infatti partecipato in videoconferenza all’audizione convocata dalla II Commissione permanente del Consiglio regionale per esaminare le ipotesi e le tematiche conseguenti alle notizie diffuse in questi giorni – e di cui anche questo sito si è occupato, in particolar modo riguardo alla posizione preoccupata di Confagricoltura Fvg – sulla possibile fusione del Consorzio agrario della nostra regione all’interno di una realtà nazionale.
L’audizione – come informa una nota Arc – era stata proposta dallo stesso Zannier nella seduta consiliare di ottobre, in risposta a una interrogazione sul medesimo tema. A tale riguardo, l’assessore sostiene come sia “indispensabile, su una partita di tale portata, che l’intera assise consiliare sia a conoscenza dell’evolversi della situazione, per poter assumere una determinazione che sia la più ampia possibile, in rappresentanza dell’interesse dell’intera comunità agricola del Friuli Venezia Giulia, pur non avendo l’Amministrazione regionale una diretta capacità d’intervento in via amministrativa o di controllo“.

Fabio Benedetti


Il presidente e il direttore del Consorzio agrario – Fabio Benedetti ed Elsa Bigai -, ascoltati dalla Commissione, hanno risposto alle richieste dei consiglieri mettendoli al corrente delle poche informazioni a oggi disponibili. Nei loro interventi hanno lasciato comunque trasparire la necessità di ottenere a loro volta maggiori dettagli, in quanto nella condizione attuale non è possibile assumere impegni rispetto a una progettualità così importante. Pur nella posizione espressa da più parti di una non contrarietà a prescindere a valutare progetti industriali, è emersa chiaramente la preoccupazione di non poter disperdere definitivamente un patrimonio storico e così centrale rispetto al comparto agricolo della regione Friuli Venezia Giulia. Pertanto, al fine di seguire l’evolversi della vicenda, è stata richiesta l’audizione di Coldiretti e Confagricoltura in quanto rappresentanti dei consorziati, di fatto i proprietari dell’importante realtà. Volendo comunque assumere una determinazione trasversale tra le forze politiche che possa rendere evidente la posizione del Friuli Venezia Giulia rispetto alla questione della possibile fusione, l’assessore Zannier ha infine proposto di portare all’attenzione del Consiglio regionale, in via d’urgenza nella seduta della prossima settimana, una mozione condivisa da tutte le forze politiche.
In particolare per quanto riguarda Confagricoltura Fvg, avevano riferito che l’organizzazione imprenditoriale ha molti dubbi sul progetto di aggregazione dei Consorzi Agrari italiani, e che appunto interessa anche quello del Friuli Venezia Giulia, considerato che pure a livello di Nordest si esprime contrarietà al progetto, per cui ulteriori approfondimenti appaiono fin d’ora indispensabili. «Val la pena evidenziare – aveva infatti osservato il presidente regionale Philip Thurn Valsassina – che il Cda del Consorzio Agrario del Nordest (di Verona, capofila del progetto), presieduto da Ettore Prandini, presidente di Coldiretti nazionale e convinto promotore dell’operazione della quale tanto si parla, a oggi, ha detto no a questa ipotesi di aggregazione».

Philip Thurn Valsassina

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In copertina, l’assessore regionale all’Agricoltura Stefano Zannier.

 

Agricoltura e incentivi, oggi incontro al Consorzio Fvg

Nuovo appuntamento nel segno dell’agricoltura 4.0. Lo ha organizzato a Basiliano per oggi, 24 febbraio, alle 18.30, il Consorzio agrario del Friuli Venezia Giulia. L’appuntamento, che sarà ospitato nella sede consortile in via Luigi Magrini 2 ed è organizzato in collaborazione con PiùSicura srl, si aprirà con il saluto di Mario Pezzutti, responsabile del settore meccanizzazione dell’azienda di Basiliano, per poi proseguire con la presentazione del bando Isi 2019 per l’acquisto di macchinari e attrezzature agricole e con il credito d’imposta sui beni strumentali, introdotto dall’ultima legge di Stabilità nazionale. A seguire, il pubblico potrà rivolgere domande o richieste di chiarimento ai relatori.

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In copertina, la locandina dell’incontro odierno a Basiliano.

Le macchine agricole in crescita: + 12%. John Deere domani in mostra

Tornano ad investire le aziende agricole. Nonostante il periodo di recessione e la situazione non rosea dei cereali, le imprese sono tornate a metter mano al portafoglio per continuare e in certi casi intraprendere ex novo il necessario percorso di modernizzazione e digitalizzazione che investe anche il settore primario. Un processo che il Consorzio agrario del Friuli Venezia Giulia, con sede a Basiliano, sta cercando di accompagnare con vari strumenti. Tra questi, la commercializzazione di trattrici  e attrezzature 4.0, sempre più avanzate, capaci di garantire maggiore velocità, accuratezza e monitoraggio dei dati.
Che la strada sia quella giusta e che l’agricoltura abbia abbracciato anche in Fvg la sfida tecnologica, lo dicono i risultati degli ultimi anni: il Consorzio agrario – come informa una nota – ha messo a segno costanti aumenti di fatturato nel settore delle macchine e degli attrezzi, a due cifre nel corso dell’ultimo anno. Il 2019 si è infatti chiuso per questo settore con un +12%.


“La crescita è stata inizialmente lenta, poi ha accelerato, anche grazie ai bandi Inail sulla sicurezza e gli incentivi statali, al super e iper ammortamento, che hanno spinto diverse aziende ad investire per rinnovare la strumentazione. Accogliamo quindi con favore la conferma delle agevolazioni da parte del governo”, commenta la direttrice del Consorzio, Elsa Bigai.
Per presentare al pubblico le novità del settore, l’azienda- concessionaria esclusiva in Fvg di John Deere, marchio leader a livello mondiale nella produzione di macchine per l’agricoltura – ha organizzato per domani 11 gennaio, dalle 9 alle 17, una giornata di porte aperte. “Mostreremo al pubblico, addetti ai lavori e non, quanto di più innovativo c’è nel campo delle trattrici e delle attrezzature specilistiche che non ci limitiamo a vendere, ma per le quali – aggiunge Elsa Bigai – garantiamo un accurato servizio di post-vendita. Parliamo di macchine impegnative  – le più piccole costano come un miniappartamento, le più grandi quanto una villa – che permettono grazie a sofisticati sistemi elettronici e satellitari di controllare i consumi e i principali fattori produttivi, di evitare sprechi e sovrapproduzioni, di aumentare la capacità oraria di lavoro per ettaro e di fornire informazioni sulla tracciabilità e qualità dei prodotti ai consumatori finali ”. Insomma, di mettere l’innovazione a servizio dell’agricoltura per cercare di governare al meglio il lavoro in campo.

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In copertina e all’interno trattrici del marchio John Deere domani in mostra al Consorzio agrario Fvg di Basiliano.