Vite, vino e sostenibilità con la Confraternita a Sesto al Reghena: cordoglio per Cesare Intrieri

di Giuseppe Longo

Cesare Intrieri doveva essere il relatore di punta dell’annuale incontro, a Sesto al Reghena, della Confraternita della vite e del vino del Veneto orientale e del Friuli Venezia Giulia. Ma, purtroppo, il professore emerito dell’Università di Bologna, una delle figure scientifiche più eminenti della moderna vitivinicoltura, non ci sarà, perché è mancato improvvisamente: era nato nel 1938 a Firenze. Me lo ha comunicato, con dolore, l’agronomo Claudio Fabbro – incaricato come sempre di moderare gli interventi – che di Intrieri fu allievo proprio all’Alma Mater Studiorum, discutendo poi con il luminare la sua ricchissima tesi sul Vigneto Fvg, tra storia e prospettive di crescita: erano i primi anni Settanta e da allora la vitivinicoltura friulana ne ha fatta di strada, facendosi conoscere e apprezzare con i suoi grandi vini, soprattutto bianchi, in tutto il mondo. E quella di ieri per il dottor Fabbro – che io stesso, mezzo secolo fa, ebbi giovanissimo insegnante all’Istituto tecnico agrario di Cividale – è stata davvero una «giornata tormentata» non solo per la triste notizia della repentina scomparsa dell’illustre cattedratico, molto atteso dalla platea sestense, ma anche perché aveva appena saputo della defezione, per improvvisa malattia, di altri due prestigiosi relatori: Carmelo Zavaglia, del Crea di Conegliano – Servizio di certificazione materiali di moltiplicazione della vite, e Angelo Costacurta, dell’Accademia italiana della vite e del vino.
Per cui mancheranno ben tre importanti voci all’incontro di sabato mattina nell’auditorium Burovich, i cui lavori cominceranno alle 9 con i saluti istituzionali, le ovvie attestazioni di cordoglio per il professor Intrieri e l’intervento di apertura del Gran maestro Emilio Celotti, docente di viticoltura ed enologia all’Ateneo friulano. Al termine, la cerimonia di consegna delle borse di studio ai diplomati e laureati delle Scuole enologiche di Conegliano e Cividale e delle Università di Padova e Udine, premiando le migliori tesi di laurea e di diploma che abbiano affrontato le tematiche più importanti e attuali della filiera vitivinicola.
Quindi, il via al convegno-tavola rotonda sul tema “Quali varietà di vite per la nuova viticoltura sostenibile”, un argomento quanto mai interessante perché di viva attualità ora che si stanno facendo strada le ormai famose “viti resistenti”, in grado di dare una mano preziosa per la salvaguardia di un ambiente sempre più a rischio non richiedendo, se non in misura notevolmente ridotta, l’uso di trattamenti chimici per il controllo di avversità crittogamiche e parassitarie. Sotto la lente ci sarà, infatti, una tematica strategica per la viticoltura moderna, nella quale «la scelta della varietà – si sottolinea in una nota che anticipa la manifestazione – è uno strumento importantissimo per risolvere i problemi ambientali, i cambiamenti climatici a garanzia della produzione enologica di ogni “terroir”. Le nuove sfide dell’agricoltura impongono riflessioni sulla gestione della filiera vitivinicola e in particolare devono trasmettere al consumatore informazioni corrette e trasparenti al fine di garantire al settore vitivinicolo e al vino il ruolo che ha sempre avuto nella socialità. Nel convegno – conclude la nota – si parlerà dei vecchi ibridi produttori diretti per arrivare alle nuove frontiere della genetica, passando per le tradizionali varietà di Vitis vinifera e per le nuove “varietà resistenti”. Occasione unica per analizzare le diverse opzioni utilizzabili per la moderna gestione della sostenibilità in viticoltura, nel rispetto della tradizione, della qualità e della cultura della vite e del vino».
Il compito di aprire la serie degli interventi spetterà, pertanto, al professor Raffaele Testolin dell’Università di Udine, il quale cederà poi il microfono al dottor Mario Pecile, in rappresentanza di Irv-Cip, Internationaler Rebveredlerverband – Comité international des pépiniéristes viticoles. Al termine, il dibattito, coordinato appunto dall’enologo e giornalista Claudio Fabbro, e le conclusioni. La manifestazione avviene con il contributo di Cantina Produttori di Ramuscello e San Vito, Vivai Cooperativi di Rauscedo, Vivo Viticoltori Veneto Orientale, Vivaio Enotria e Unione metropolitana di Venezia di Confcommercio. Tra gli enti patrocinanti da ricordare, invece, le Regioni Veneto e Friuli Venezia Giulia, il Comune di Sesto al Reghena, l’Accademia italiana della vite e del vino e Assoenologi. Insomma, un’occasione importante per un’analisi sulla vitivinicoltura di oggi e su quella che verrà, per forza di cose, a breve-medio termine. Al riguardo sarebbero state preziose anche le parole di Angelo Costacurta e Carmelo Zavaglia, ma soprattutto quelle di Cesare Intrieri alla cui memoria la platea di Sesto al Reghena renderà un doveroso omaggio. Perché il Vigneto Italia deve essergli grato!

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In copertina, il professor Cesare Intrieri che è scomparso improvvisamente a 85 anni.

Grande festa domani a Sesto al Reghena che ora è Città del vino Numero 28 in Fvg

(g.l.) Il Comune di Sesto al Reghena, la Cantina di Ramuscello e San Vito e la Confraternita della Vite e del Vino del Veneto Orientale e del Friuli Venezia Giulia: grande festa per queste tre realtà cittadine – istituzionale, produttiva e culturale – per l’ingresso della storica comunità castellana nel circuito delle Città del Vino del Friuli Venezia Giulia, che così salgono a 28. Come già annunciato, si terrà infatti domani, 22 gennaio, all’auditorium Burovich, l’assemblea regionale del Coordinamento Cdv guidato a Tiziano Venturini. All’importante incontro ha annunciato la partecipazione anche l’ex presidente nazionale dell’associazione, il coneglianese Floriano Zambon, che a novembre ha passato il testimone al chietino Angelo Radica.

Tiziano Venturini


La scelta della città della famosa Abbazia per l’importante riunione è nata dopo l’adesione di Sesto al Reghena all’Associazione nazionale Città del Vino. Nuovo associato anche il Comune di Mariano del Friuli e tra le Pro Loco quelle Buri di Buttrio, Mitreo di Duino Aurisina e Risorgive Medio Friuli di Bertiolo.  Nel programma della giornata, che sarà aperto dal saluto del sindaco Marcello del Zotto, Tiziano Venturini (che è anche assessore alle attività produttive e turismo del Comune di Buttrio e membro della giunta nazionale dell’associazione) – coadiuvato dal suo vice Maurizio D’Osualdo (vicesindaco di Corno di Rosazzo e pure membro del consiglio nazionale delle Città del Vino) – trarrà un bilancio del 2021 e presenterà il programma per il nuovo anno, che per il Vigneto Fvg sarà molto importante essendo questa regione a esprimere per il 2022, con Duino Aurisina, la Città del vino.
All’ordine del giorno, anche il primo intervento del neo Ambasciatore delle Città del Vino Francesco Marangon, professore all’Università di Udine, e dello stesso Comune di Duino Aurisina – Devin Nabrežina (che sarà vera e propria “capitale” dell’enoturismo con una ricca serie di eventi che interesseranno non solo il centro giuliano, ma anche il resto del territorio regionale nei prossimi mesi). Sarà poi consegnata la bandiera delle Città del Vino non solo a Sesto al Reghena ma anche alle sopracitate Pro Loco (sarà presente il presidente regionale Valter Pezzarini).

Il Castello e l’Abbazia.

Oggi i Comuni aderenti alle Città del Vino in regione sono appunto 28: Aquileia, Bertiolo, Buttrio, Camino al Tagliamento, Capriva del Friuli, Casarsa della Delizia, Chiopris Viscone, Cividale del Friuli, Cormons, Corno di Rosazzo, Dolegna dl Collio, Duino Aurisina – Devin Nabrežina, Gorizia, Gradisca d’Isonzo, Latisana, Manzano, Mariano del Friuli, Moraro, Nimis, Palazzolo dello Stella, Povoletto, Premariacco, Prepotto, San Giorgio della Richinvelda, Sequals, Sesto al Reghena, Trivignano Udinese, Torreano. Aderiscono anche quattro Pro Loco: Casarsa della Delizia, Buri Buttrio, Mitreo Duino Aurisina e Risorgive Medio Friuli Bertiolo.

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In copertina, distesa di vigneti nelle Grave del Friuli zona Doc di cui fa parte anche Sesto al Reghena.

Vite e vino, la Confraternita a Sesto: dal premio a Pollenzo ai sottoprodotti

(g.l.) “Dall’uva non solo vino”: su questa interessante tematica, molto attuale essendo da poco finita la vendemmia, ruoterà il convegno che si terrà domani, 23 ottobre, nell’auditorium Burovich di Sesto al Reghena, a cura della Confraternita della Vite e del Vino del Veneto Orientale e del Friuli Venezia Giulia. L’incontro beneficia del patrocinio delle Regioni Veneto e Fvg, oltre che del Comune di Sesto.
I lavori saranno aperti alle 9 dai saluti istituzionali, quindi via alla ricca mattinata con il coordinamento del dottor Claudio Fabbro. Ma prima dei vari approfondimenti ci sarà la cerimonia di consegna della borsa di studio all’Università di Scienze gastronomiche di Pollenzo (Cuneo). Quindi al professor Emilio Celotti, dell’Università di Udine, spetterà il compito introdurre il tema del convegno che poi sarà sviluppato attraverso le relazoni dell’ingegner Gabriele Bassi della Caviro (intervento da remoto) su Economia circolare nell’industria viti-vinicola: prodotti nobili, energia e fertilizzanti da scarti – il caso Caviro; della professoressa Carla Da Porto, dello stesso Ateneo friulano, su Tecnologie “verdi” di estrazione: sottoprodotti della filiera vitivinicola, preziosi quanto il vino; della professoressa Elisa Moretti, dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, su Nuove celle fotovoltaiche con polifenoli di scarto della vinificazione; del professor Marcello Civilini, dell’Università di Udine, su Utilizzo della Co2 di fermentazione per la produzione di acidi grassi e precursori di bio-plastiche tramite microrganismi. Infine, seguirà la presentazione dell’enologo Enzo Michelet, presidente dell’Unione ex allievi della Scuola di Viticoltura ed Enologia di Conegliano. Al termine il dibattito e le conclusioni.

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La Confraternita della Vite e del Vino del Veneto Orientale e del Friuli Venezia Giulia è un istituto che, in profondo rispetto alle nostre tradizioni agricole, valorizza i vini tipici, mirando a una maggiore conoscenza dei vini buoni, allo sviluppo delle attività turistiche legate alla bellezza del paesaggio, ai richiami dell’arte e all’espansione della gastronomia. Attualmente è composta da 40 Confratelli che operano, come professionisti, nelle varie discipline lavorative (dall’enologo, al medico, al ristoratore, al commercialista ed altri), ma tutti uniti nel voler conoscere, ma soprattutto far conoscere, le Virtù italiche. La Confraternita è gestita da un Capitolo composto da un Gran Maestro, un Cancelliere, un Camerlengo, un Gastaldo ed un Cerimoniere e la Sede è nella Seconda Porta della medioevale Sesto al Reghena in provincia di Pordenone. Le Province che aderiscono alla Confraternita della Vite e del Vino del Veneto Orientale e del Friuli Venezia Giulia sono Venezia, Treviso, Udine, Pordenone, Trieste, Gorizia, Padova e Vicenza.

Ulteriori dettagli telefonando al numero 348.1794102 o scrivendo a info@confraternitavitevino.it – www.confraternitavitevino.it

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In copertina, vendemmia meccanica alla Cantina di Ramuscello, nel Comune di Sesto al Reghena.