FedAgriPesca Fvg, Venanzio Francescutti confermato leader per altri quattro anni

Venanzio Francescutti, cooperatore vitivinicolo di Casarsa della Delizia, all’unanimità, è stato riconfermato alla guida di Confcooperative – Fedagripesca Fvg per altri quattro anni, durante l’assemblea dei soci riunitasi a Codroipo. A collaborare con lui, è stato chiamato il nuovo consiglio direttivo del quale fanno parte Riccardo Milocco (vicepresidente e coordinatore del comparto pesca), Franco Baiutti, Simone Betto, Ariedo Bront, Filippo Bregant, Daniele Castagnaviz, Renzo Di Tommaso, Bruno Di Fant, Michele D’Andrea, Alessandro Driussi, Nicola Foschiatto, Tomaso Pietro Fabris, Eddi Gomboso, Paolo Gressani, Juri Ganzini, Giorgio Giacomello, Maurizio Masotti, Paolo Pittaro, Pier Vito Quattrin, Gianluca Trevisan, Ivan Volpatti, Livio Salvador, Marino Regeni, Walter De Walderstein e Salvatore Lala.
Attualmente, le cooperative agricole e agroalimentari aderenti al sistema di Confcooperative Fvg sono 131, con 9.773 soci, 1.212 addetti per un fatturato complessivo di 449 milioni di euro.

Il tavolo della presidenza a Codroipo.


«Il comparto maggiormente in sofferenza rimane quello della zootecnia bovina con un prezzo del latte da troppo tempo non remunerativo e, di conseguenza, stalle che chiudono (sono rimaste “solo” 700), capi in vendita e giovani in fuga (le cooperative del settore che, nel 1980 erano 214, attualmente sono solo 30) – ha sottolineato, tra l’altro, il riconfermato presidente -. La professionalità, la formazione, le competenze imprenditoriali sono fondamentali, oggi, per stare sul mercato ed è per questo che FedAgriPesca si è molto spesa e si sta spendendo tuttora per sostenere le aggregazioni tra imprese, come quelle portate a recente conclusione tra Friulfrut e Friulkiwi e tra l’essiccatoio Vieris e la Morenica Cereali: dove c’è economia, anche i giovani restano in azienda. In questo momento, però, i cambiamenti degli scenari (politici, economici, sociali) sono assai rapidi e, a volte, disorientanti. A livello europeo, non si può cambiare idea in continuazione senza dare certezze alle aziende che hanno la necessità di programmare, seminare, allevare, investire, innovare. La transizione ecologica, probabilmente, è stata innescata un po’ troppo in fretta e con obiettivi troppo ambiziosi. Ora pare che si voglia buttare a mare ogni cosa per produrre tutto dappertutto, senza regole e limiti. Così non va – è la conclusione di Francescutti -. Serve varare norme razionali, basate sul supporto scientifico e con un occhio particolarmente attento alla sostenibilità economica».

Zootecnia, settore in grande sofferenza.

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In copertina, Venanzio Francescutti, di Casarsa, confermato presidente di Confcooperative – Fedagripesca Fvg.

 

Cerealicola Vieris e Morenica Cereali insieme: nasce il “Granaio Friulano”

Importante novità nel mondo cooperativo friulano. Dopo due anni di stop and go causati dalla pandemia, è nata infatti l’impresa cooperativa “Granaio Friulano”. Un progetto di fusione pensato, portato avanti con convinzione e approvato dalle assemblee sociali della cooperativa cerealicola “Vieris” di Castions di Strada (fondata nel 1976 e presieduta da Daniele Castagnaviz) e dalla cooperativa “Morenica Cereali” di Fagagna (fondata nel 1974 e presieduta da Roberto Rosso), entrambe aderenti a Confcooperative Fvg.

Daniele Castagnaviz

Una struttura che movimenterà 1,2 milioni di quintali di cereali (mais, frumento, orzo, sorgo) e semi oleosi (soia, colza, girasole, pisello proteico) conferiti dai 900 soci agricoltori per un valore complessivo di oltre 24 milioni di euro. Il patrimonio netto aggregato è pari a 4,8 milioni di euro e comprende tre centri di essiccazione e 6 colonne essiccanti. Gli addetti complessivi sono 14.
«Riteniamo che questa collaborazione tra cooperative cerealicole rappresenti un momento importante per l’economia agricola regionale – sottolineano Castagnaviz e Rosso -. Pur nelle difficoltà del momento, abbiamo messo in piedi un’operazione virtuosa di aggregazione che ha un forte significato per tutto il territorio regionale. Ma non lo riteniamo un punto di arrivo, quanto un punto di partenza di un nuovo percorso che sta prendendo corpo all’interno del movimento cooperativo e, nel rispetto della mutualità, spinge le imprese verso la messa in rete per affrontare in condizioni migliori la modernità e le sfide che, anche nei prossimi mesi e anni, non mancheranno», concludono i due presidenti.
Una volta perfezionato l’iter della fusione, verrà eletto il nuovo consiglio di amministrazione e tutto sarà pronto, in “Granaio Friulano”, per avviare la nuova campagna di raccolta cerealicola.

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In copertina, un’immagine della cooperativa cerealicola “Vieris” di Castions di Strada; qui sopra, l’assemblea riunitasi all’interno dei suoi capannoni.

 

Ucraina, è allarme di FedAgriPesca Fvg per l’impatto sulle filiere agricole

Agroalimentare Fvg a rischio a causa della guerra in Ucraina. È forte, infatti, la preoccupazione delle cooperative delle filiere per l’impatto sui mercati del conflitto scoppiato ormai tre settimane fa. Perciò, i rappresentanti delle cooperative agricole e della pesca del Friuli Venezia Giulia si sono riuniti a Udine, nella sede di Confcooperative Fvg, per fare il punto della situazione. Alla crescita dei costi energetici, si aggiungono le turbolenze sui prezzi delle commodities scambiate sui mercati internazionali, con aumenti record per i cereali, e gli impatti sulle filiere agricole. «Le tensioni sui prezzi e sui mercati, aggiunte alle perturbazioni sui commerci internazionali e a comportamenti speculativi, potranno colpire in maniera differenziata i diversi segmenti delle filiere agricole, mettendo in crisi molti produttori», è l’allarme di Venanzio Francescutti, presidente di FedAgriPesca Fvg, la Federazione regionale delle 131 cooperative della filiera agroalimentare (agricoltura e pesca) di Confcooperative, con 449 milioni di euro di ricavi e 9.773 soci produttori.

Venanzio Francescutti


Il presidente nazionale di FedAgriPesca, Giorgio Mercuri, in collegamento da Roma, ha sottolineato la necessità di un Piano straordinario e di emergenza per le colture strategiche: «È necessario anticipare i pagamenti diretti per sostenere il settore e sospendere i requisiti del greening liberando l’uso di terreni improduttivi. È forte, infatti, la richiesta europea di influenzare le intenzioni di semina primaverili a favore di mais, soia, girasole, sorgo e orzo, aumentando la capacità produttiva e garantendo un incremento della produzione nazionale. Già nel quadro della Pac attuale, inoltre, si può attivare la riserva di crisi liberando risorse per 500 milioni di euro».
Ma l’incremento della produzione è frenato dalle incertezze sulle condizioni di mercato e sul prezzo finale al momento del raccolto: incertezze che inducono le aziende agricole a un comportamento cauto. «C’è il fondato timore che i prezzi di produzione possano erodere i margini in maniera significativa – spiega infatti Francescutti – perché non solo cresce l’energia, ma anche ad esempio il costo di fertilizzanti e mangimi. L’urea ha superato i 100 euro al quintale, e sta diventando di difficile reperibilità. Al momento, le maggiori preoccupazioni – aggiunge il presidente di FedAgriPesca Fvg – vengono dal settore zootecnico, che affronta un drammatico aumento dei costi di produzione (dei mangimi, in primis), mentre il prezzo del latte alla stalla resta eccessivamente basso – attorno agli 0,40 euro/litro -, frenato anche da consumi in calo del 6-7 per cento». E mentre il comparto cerealicolo potrebbe non beneficiare a pieno del buon prezzo dei cereali a causa dell’impressionante crescita dei costi energetici (ma anche dei prodotti fitosanitari e dei carburanti), quello vitivinicolo deve affrontare pure le tensioni legate agli scenari export, complicato ulteriormente da problemi nel reperimento di bottiglie e capsule. Uno scenario complesso, dunque, che intanto deve già fare i conti con aumenti dei costi degli imballaggi: in legname del 61 per cento; in cartone del 31 per cento; in banda stagnata del 60 per cento; della plastica per l’agroalimentare, del 72 per cento; del vetro del 40 per cento. A questi si aggiungono le impennate, dal 400 per cento al 1.000 per cento, di container e noli marittimi.

Coltivazione di soia.


Il presidente regionale di Confcooperative, Daniele Castagnaviz, invita a non sottovalutare le difficoltà del comparto: «La filiera agroalimentare è centrale per il Paese e per il Friuli Venezia Giulia ed è un elemento distintivo della nostra riconoscibilità nel mondo. Servono, pertanto, misure straordinarie per sostenerne la competitività anche in questa fase difficile».
Preoccupati anche i produttori ortofrutticoli: conseguenze sui mercati potrebbero derivare, infatti, pure dall’invasione del mercato nostrano di prodotti, mele in particolare, abitualmente smerciate da Paesi come la Polonia, proprio sul mercato russo, e che nei prossimi mesi potrebbero essere riversate sui mercati dell’Europa occidentale, creando tensioni sui prezzi.

Bovine di Pezzata rossa.

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In copertina, produzione di mele in Friuli: anche questo settore è a rischio.

 

Bilancio agricoltura e agroindustria Fvg: +10 per cento nel settore cooperativo

«Agricoltura e agroindustria hanno segnato una crescita del 10 per cento, che fa ben sperare anche per sostenere la remunerazione delle imprese agricole»: è quanto ha sottolineato con soddisfazione, Nicola Galluà, segretario generale di Confcooperative Fvg, a commento del bilancio 2021 della organizzazione. Nell’anno che si è appena concluso, la tanto auspicata ripresa infatti c’è stata, rispetto al drammatico 2020, ma è una ripresa debole e a macchia di leopardo. E il settore primario è quello che maggiormente si distingue ñel quadro di fine anno tratteggiato da Confcooperative che, con 541 associate in Friuli Venezia Giulia, è la principale organizzazione di settore.

Daniele Castagnaviz

«La pandemia ha indotto le cooperative ad adottare iniziative imprenditoriali straordinarie, spesso rivedendo l’organizzazione interna e introducendo innovazioni dei processi, ma anche elevando ulteriormente gli standard qualitativi di prestazioni e produzioni. Per molte realtà è quindi in atto un profondo rinnovamento di strategie e obiettivi aziendali», è il commento di Daniele Castagnaviz, al vertice della Confcooperative regionale dal luglio 2020. «Anche come Confcooperative – aggiunge – stiamo portando a termine, in queste settimane, una approfondita ricerca sul comparto cooperativo regionale mentre, sul medio termine, l’obiettivo è costituire una vera e propria Academy cooperativa per formare i dirigenti del futuro».
Confcooperative Fvg ha elaborato le prime anticipazioni sull’andamento del 2021, anche se un bilancio più preciso sarà possibile soltanto con l’analisi dei bilanci. «Le sanificazioni hanno dato una spinta positiva al settore pulizie nel quale operano numerose cooperative. Agricoltura e agroindustria hanno segnato una crescita del 10 per cento, che fa ben sperare anche per sostenere la remunerazione delle imprese agricole», commenta appunto Galluà. «Il comparto della cooperazione sociale è in prima linea da un anno e mezzo. Il 2020 è stato un anno molto difficile, oggi il momento più critico è stato superato ma perdurano grossi problemi legati alla disponibilità di figure professionali tipiche del settore, quali infermieri e Oss, la cui scarsità costituisce una vera emergenza». Quello dei servizi è, nel complesso, uno dei settori di punta dove opera la cooperazione e dove, secondo un recente studio di Confcooperative, si concentra l’87 per cento delle start up cooperative innovative. «Pure il comparto culturale viene da un periodo difficile, non ancora del tutto superato, anche se le diverse misure pubbliche di sostegno hanno dato un contributo alla ripartenza, mentre perdurano i segnali di preoccupazione per settori dipendenti dal turismo, come agenzie di viaggio e trasporto persone, con l’eccezione dell’Albergo diffuso, modello di ricettività cooperativa che sta vivendo una fase particolarmente positiva», precisa Galluà.

Nicola Galluà


Cresce nel 2021 anche l’impegno delle cooperative per la sostenibilità. Il 69,3 per cento delle cooperative associate – secondo l’Ufficio studi di Confcooperative – ha intrapreso almeno una iniziativa riconducibile ad alcune delle principali tematiche dello sviluppo sostenibile. In particolare, il 25,2 per cento ha optato per l’acquisto e l’utilizzo di materiali di minore impatto; il 18,9 per cento ha avviato percorsi formativi e informativi interni sulla sostenibilità; il 13,4 per cento delle cooperative si è indirizzato verso il riciclo e il riuso dei materiali (anche di scarto); infine, l’11,8 per cento delle cooperative ha scelto di promuovere l’ecoinnovazione e di investire in tecnologie rispettose dell’ambiente.

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In copertina, lavorazioni al terreno nelle campagne del Friuli Venezia Giulia.

Cooperative agroalimentari Fvg e slovene più vicine e aperte alla collaborazione

Cooperatori del Friuli Venezia Giulia e della vicina Slovenia pronti a sviluppare rapporti ancora più stretti. A Lubiana si è riunito, infatti, il congresso della Zadružna Zveza Slovenije, l’Associazione delle cooperative agricole slovene. Ospite “virtuale” – collegato da Udine in streaming – anche il presidente di Confcooperative Fvg, Daniele Castagnaviz (Associazione di settore che riunisce quasi 600 cooperative regionali, 135 delle quali afferenti al settore agroalimentare), il quale ha illustrato le esperienze delle cooperative friulane e italiane nell’ambito della digitalizzazione.
«Abbiamo accolto con piacere l’invito a partecipare a questo incontro – è il commento di Castagnaviz -perché la Slovenia rappresenta un ponte fondamentale per la proiezione internazionale del movimento cooperativo italiano e per lo sviluppo di progetti transnazionali nell’ambito dei programmi europei. Nei prossimi anni vogliamo rafforzare la vocazione internazionale della cooperazione del Fvg, sia per sostenere i processi di internazionalizzazione che per cogliere le opportunità di collaborazione che fornisce la programmazione europea del settennato 2021-2027».
Zadružna Zveza Slovenije riunisce 60 cooperative agricole slovene, con ben 13 mila agricoltori associati. Molte di queste imprese si concentrano sulla lavorazione e commercializzazione dei prodotti conferiti dai soci agricoltori e impiegano 2.600 lavoratori, rappresentando un significativo generatore di nuovi posti di lavoro nelle aree rurali. In 150 anni di storia, le cooperative sono diventate un importante motore di sviluppo della campagna slovena e oggi, oltre ai 350 punti vendita distribuiti sull’intero territorio sloveno, rivestono un ruolo di primo piano raggiungendo quote di mercato estremamente rilevanti nel lattiero-caseario (75 per cento), allevamento di bovini da carne (68 per cento), allevamento di suini (36 per cento), vitivinicoltura (68 per cento), cerealicoltura (33 per cento), coltivazione di patate (27 per cento) e altri ortaggi (26 per cento).

Il congresso di Lubiana.

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In copertina, Daniele Castagnaviz presidente di Confcooperative Fvg.

 

Pescatori in rivolta, Sos anche dal Fvg. Milocco: l’Ue ci costringerà a chiudere

Sos dai pescatori anche del Friuli Venezia Giulia. L’Alleanza delle Cooperative Italiane ha infatti dichiarato lo stato di agitazione della categoria della pesca e ha indetto una giornata nazionale di protesta per domani 12 giugno. Il motivo? La Commissione europea, con le sue decisioni, rischia di far chiudere le imprese della pesca in Mediterraneo con la progressiva riduzione dei giorni annui di attività in mare. Non è bastata la riduzione del 20 per cento di sforzo di pesca attuata dall’Italia in tre anni, con la demolizione della flotta di oltre il 16 per cento nell’ultimo decennio. Si vuole continuare a ridurre, oltre al limite, la redditività delle imprese, portandole inevitabilmente a sbarcare gli equipaggi e a chiudere. Si afferma pure che lo strascico è l’attività più dannosa per il fondo marino senza considerare che è questo sistema di cattura che rifornisce i nostri mercati ittici.

«Ma lo strascico dei mari del Nord o dell’oceano non è lo stesso di quello del Mediterraneo, dell’Adriatico e, dunque, del Friuli Venezia Giulia – spiega Riccardo Milocco, portavoce regionale della mobilitazione unitaria del settore pesca per l’Aci e coordinatore del settore pesca di Confcooperative Fvg -. Nella nostra regione le imbarcazioni che usano lo strascico si sono ridotte a poco più di una dozzina, sono di piccole dimensioni (solo qualcuna arriva a poco più di 18 metri di lunghezza) e praticano la pesca di giornata o, meglio, di poche ore, non avendo sistemi refrigeranti a bordo – prosegue Milocco -. Inoltre, hanno reti piccole e poco pesanti con un impatto limitato sui fondali. Per cui, niente a che vedere con quanti pescano giornate intere e di continuo, senza fare scalo. Negli anni scorsi i pescatori del Fvg hanno anche esperimentato nuove attrezzature per diminuire l’impatto, installando dei sensori sulle reti che trasmettono in cabina il posizionamento della stessa».  «A differenza delle grandi pescate di merluzzi nei mari del Nord – conclude Milocco -, noi non peschiamo un’unica specie, ma molte specie diverse, differenziando così il prelievo e il prodotto offerto ai mercati. Nonostante le poche imbarcazioni, la loro presenza è fondamentale per l’economia ittica regionale: solo nel mercato di Marano Lagunare, del prodotto conferito dai circa 200 soci della cooperativa pescatori San Vito, un terzo del valore è dato dal pescato dello strascico. Il nostro è un pesce di qualità, destinato per la maggior parte alla ristorazione, con benefiche influenze anche sul turismo. Ci immaginiamo cosa vorrebbe dire togliere quella parte del pescato dalle tavole dei nostri ristoranti?».

Ma in mare non ci sono soltanto i pescatori, osserva polemicamente Confcooperative Fvg. Il mondo della pesca e dello strascico in particolare è visto come il capro espiatorio di tutti i mali e la soluzione perseguita da anni da parte dell’Ue è quella di togliere imbarcazioni. Però il pesce non aumenta anche perché le acque marine sono diversamente frequentate: pescatori abusivi, piattaforme petrolifere, oleodotti, elettrodotti, navi mercantili e crocieristiche. E in Fvg, la sofferenza del mare è data da altre cause: scarsità di nutrienti, cambiamenti climatici con aumento della temperatura dell’acqua e minore portata dei fiumi, invasione di specie “aliene” nocive che predano le uova dei pesci e intasano le reti, o il proliferare delle meduse che impedisce di pescare.
Occorre invertire la rotta adesso attraverso una visione più ampia delle componenti che incidono sugli stock ittici con un approccio olistico, lavorando con uno sguardo ampio e in un campo largo dove entrino in gioco tutte le matrici che influenzano lo stato ambientale marino. Occorre prendere in seria considerazione l’impatto di tutte le altre attività antropiche (a terra più che in mare) in grado, purtroppo, di alterare in maniera permanente e grave l’equilibrio dei mari e delle risorse viventi.

Il pescatore, al contrario del quadro che qualcuno vuol dipingere anche nei palazzi di Bruxelles, è un lavoratore come ogni altro che lotta tutti i giorni con le avversità meteomarine, con la burocrazia, la crisi economica generale e, da ultimo, con la pandemia, rischiando anche la vita per garantire l’approvvigionamento ittico sulle tavole di tutti i cittadini europei. «Assistiamo a un accanimento crescente contro la pesca che noi per primi fatichiamo a giustificare come necessario per la difesa dell’ambiente visto che i pescatori – conclude Milocco – sono sempre in trincea nel rispetto dell’ecosistema e nei progetti di pulizia del mare dai rifiuti e dalle plastiche che sono altri a produrre e gettare in modo indiscriminato. Siamo i primi a essere interessati affinché il mare resti sano e produttivo, ricco di biodiversità. Il mare è la nostra vita».

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In copertina, l’appello di Riccardo Milocco; all’interno, barche per la pesca a strascico a Marano Lagunare, reti e pescatori in porto a Grado.

Allo Stringher un “bar didattico” affidato agli studenti

di Gi Elle

Innovazione e cooperazione, allo Stringher di Udine, sono vere e proprie compagne di banco. Questo, purtroppo, è tempo di scuole chiuse a causa del Coronavirus, ma all’Istituto alberghiero, fino a quando l’attività era in corso, funzionava anche un importante servizio che riprenderà ovviamente quando ripartiranno le lezioni al momento del tanto auspicato rientro dell’emergenza sanitaria. Al Bonaldo Stringher aveva infatti riaperto i battenti il “bar didattico” gestito dagli studenti “cooperatori”, un’originale e appunto innovativa esperienza scolastica che prosegue in collaborazione con Confcooperative Fvg e il sostegno di PrimaCassa. Un via avvenuto con molti di più dei soliti “quattro amici”.
Tutta l’organizzazione e la logistica restano interamente in mano all’impresa cooperativa scolastica “La compagnia del caffè” che prosegue il lavoro di “We are – il bar che non c’era”, iniziativa avviata lo scorso anno in collaborazione con Confcooperative Fvg. Una “cooperativa scolastica simulata”, creata, organizzata e strutturata completamente dai ragazzi delle classi Quarte e Terze dell’indirizzo Sala-Bar e la classe a indirizzo dolciario, che preparerà dolci e stuzzichini. Per la prima volta, all’interno di una scuola, i soci della cooperativa scolastica hanno curato tutte le fasi propedeutiche all’avvio di un’attività d’impresa: un’esperienza che ha funzionato, coinvolgendo direttamente oltre 100 studenti e che pone l’istituto udinese all’avanguardia in regione per quanto riguarda le “simulazioni d’impresa”, attraverso le quali gli allievi si avvicinano al mondo vero e proprio delle aziende, preparandosi a diventare, un giorno, imprenditori essi stessi.

«Sono orgogliosa che il “bar didattico” abbia la sua continuità – dice la dirigente scolastica, Maddalena Venzo -. È stata una bella esperienza per i ragazzi dello scorso anno scolastico che ora continuerà in affiancamento ai nuovi soci provenienti dalle Terze di questo ciclo di studi. In tale modo, i ragazzi che hanno già maturato esperienza, diventano “peer educators” per i nuovi soci i quali, a loro volta, il prossimo anno, saranno i “peer educators” dei soci che entreranno. Inoltre, i soci “grandi” della cooperativa scolastica saranno tutor di studenti delle classi Seconde che svolgeranno lo stage proprio presso il “loro” caffè». «In più – aggiunge Giuseppe Graffi Brunoro, presidente di Confcooperative Fvg – il “bar didattico” diventerà a tutti gli effetti un ambiente innovativo di apprendimento dell’Istituto poiché, migliorando l’esperienza della passata gestione, i soci hanno voluto organizzare gli approvvigionamenti attraverso l’utilizzo di un’apposita App che rende molto semplice ordinare e ricevere le forniture che vengono saldate tramite una carta prepagata. E non è un caso che, questa innovativa operatività, venga svolta dagli studenti in forma cooperativa».

Dalla ripresa delle lezioni, una volta passata l’attuale emergenza, la “cooperativa scolastica” si occuperà, fino a tutto il mese di giugno, in completa autonomia, di selezionare la tipologia di servizi e prodotti da offrire, di organizzazione i turni di lavoro, valutarne la sostenibilità economica, l’impatto ambientale (attraverso l’utilizzo di materiali “plastic free” e un’attenzione particolare al riciclo e alla raccolta differenziata degli scarti) e impostare un programma di promozione e marketing, dopo aver partecipato a un laboratorio formativo sui temi della cooperazione tenuto da Confcooperative Fvg.
Quello dello “Stringher” è un progetto che punta a promuovere l’impresa cooperativa come modello di sostenibilità favorito da PrimaCassa Fvg e promosso dall’Ufficio educazione cooperativa di Confcooperative Fvg che lavora con vari Istituti scolastici della regione con l’obiettivo di promuovere il modello cooperativo e la cultura d’impresa fra i giovani.

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In copertina e all’interno immagini del “bar didattico” all’Istituto alberghiero Bonaldo Stringher.

Clima che cambia ed effetti: convegni a Rivolto e Marano

Il clima cambia, è innegabile, e i suoi effetti si ripercuotono in maniera più o meno grave in ogni settore dell’agricoltura, a cominciare dalla vite, ma anche sull’esistenza stessa dell’uomo, a causa di eventi sempre più estremi. Tra oggi e domani sono in programma importanti convegni a Rivolto e a Marano per fare luce su queste certamente non trascurabili problematiche, in generale, e in particolare sugli effetti nell’ambiente rivierasco e marittimo-lagunare. Ecco, allora, di che cosa si tratta.

CODROIPO – Sostenibilità ed emergenza climatica saranno i focus sui quali si confronterà l’assemblea di Fedagripesca Fvg, convocata per oggi nella sala convegni di Cantina Rauscedo, a Rivolto di Codroipo, a partire dalle 14.3. «Vogliamo provare a declinare questi grandi tempi – spiega Venanzio Francescutti, presidente regionale dell’organizzazione cooperativa – dal punto di vista dell’impatto economico e organizzativo per le nostre imprese e quelle dei soci, valutando non solo le criticità che essi, inevitabilmente, comportano, ma anche le eventuali nuove opportunità che ne scaturiscono». Alla riflessione risponderanno i soci e i dirigenti delle 146 cooperative regionali del settore (44 nel lattiero-caseario, 18 nell’ortofrutticolo, 12 nella pesca, 10 nel cerealicolo, 7 nel vitivinicolo) che, con 10.279 soci, danno lavoro a 1.200 addetti, per quasi 515 milioni di euro di fatturato. Dopo la relazione introduttiva del presidente Francescutti, sono previsti gli interventi di: Stefano Micheletti, direttore di Arpa Osmer Fvg (Cambiamenti climatici ed impatto sulle attività agricole e della pesca); Guido Bonatti, del Crea di Roma (Sostenibilità e redditività delle aziende); Silvia Buzzi, di Caviro Extra Spa (La sostenibilità: da problema ad opportunità di sviluppo, il caso di coop. Caviro); un rappresentante dei marchi Friend of the see e Friends of the earth (La certificazione di sostenibilità: cosa vuole il mercato e perché farla). Dopo il dibattito, le conclusioni saranno affidate a Giuseppe Graffi Brunoro, presidente di Confcooperative Fvg. (g.l.)

MARANO – Domani, con inizio alle 10, in Pescaria vecja, si terrà un convegno di grande attualità e di interesse riguardante Il cambiamento climatico nella Laguna di Marano – dinamiche globali ed effetti locali. L’ evento, a carattere divulgativo, proporrà l’incontro tra studi e dati scientifici raccolti nella Laguna sul mutamento del clima e le testimonianze di rappresentanti della comunità maranese, al fine di indagare ed informare sui primi effetti su un territorio che è di pochi centimetri sopra il livello del mare. Con Glauco Vicario, direttore delle Riserve regionali di Marano Lagunare, che fungerà da moderatore, interverranno: Giorgio Fontolan, dell’Università di Trieste, dipartimento di Matematica e Geoscienze, il quale parlerà sul Destino dei sedimenti lagunari, trasformazioni e ripristini morfologici; Valentino Casolo, dell’Università di Udine, Dipartimento di Geobotanica, che parlerà sulle Piante in Laguna, risposte rapide ai cambiamenti climatici; quindi sarà la volta di Nicola Belloso dell’ Arpa Fvg, che affronterà con osservazioni e riflessioni da biologo marino, sui come stanno cambiando le specie ittiche; poi, Stefano Sponza, dell’ Università di Trieste, Dipartimento di Matematica e Geoscienze, che parlerà delle Sfide da affrontare in Laguna di Grado e Marano, riguardo all’avifauna acquatica nidificante e cambiamenti climatici; infine, sarà Valentina Cechet, ancora dell’Università di Trieste, ricercatrice del dipartimento di Architettura, a chiudere la serie di interventi scientifici, sui dispositivi di insediamento lungo la costa: Città e paesaggi resilienti al rischio di allagamento. Nel dibattito avranno un ruolo anche le testimonianze dei delegati dei pescatori artigiani di laguna e di Dorino Regeni, presidente dell’ Associazione Casoneri Maranesi. L’organizzazione è a cura delle Riserve regionali Valle Canal Novo e del Comune di Marano Lagunare, con la collaborazione del gruppo Tesi in Laguna e Sapori United. (s.b.)

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In copertina, come si presenta un vigneto devastato dalla grandine.

Anche Fedagripesca insiste: subito il Consorzio Doc Friuli

La Doc Friuli è sempre più gradita e chiesta dai produttori della nostra regione. Lo confermano i dati della Ceviq (Certificazione vini e prodotti italiani di qualità) che indicano come gli ettolitri di vino complessivamente rivendicati a Doc Friuli nel 2018 (e, dunque, finiti effettivamente in bottiglia), siano oltre 183.000, con un incremento del 29% rispetto all’anno precedente.
«È un trend di crescita che consideriamo positivamente – sottolinea Venanzio Francescutti, presidente di Fedagripesca Fvg – e che abbiamo sempre auspicato. Ora riteniamo che questo patrimonio di fiducia verso la nuova Doc, nata nel 2016, non vada disperso ma, anzi, valorizzato. La maniera più coerente per farlo – prosegue Francescutti -, sarebbe quella di costituire il Consorzio di tutela che dovrebbe essere l’organo di autogoverno dei produttori, capace di incidere in maniera decisa sulla gestione della produzione e la tutela effettiva della Denominazione”.
“I passaggi tecnici e burocratici – prosegue Francescutti – non sono semplici, ma Confcooperative Fvg e Fedagripesca Fvg sono, da sempre, al fianco dei produttori per contribuire a risolvere tutte le problematiche che si presenteranno sulla strada da percorrere per raggiungere l’ambizioso obiettivo. E – conclude il leader della organizzazione imprenditoriale – i vignaioli regionali sono talmente consapevoli di tutto ciò che si sono impegnati a portare a casa il risultato della costituzione del Consorzio in tempi brevi, probabilmente appena terminata la vendemmia (o, al massimo, nel tardo autunno) che prenderà avvio tra una decina di giorni».

Venanzio Francescutti

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In copertina, vigneti nel Cividalese.

Tutela della Ribolla in stand-by: appello della cooperazione Fvg

di Gi Elle

La dibattuta questione della tutela del vino (sia fermo che spumantizzato) ottenuto dalla Ribolla gialla sta registrando un pericoloso momento di stand-by, tanto che la cooperazione agroalimentare del Friuli Venezia Giulia ha fatto sentire la propria voce lanciando un messaggio d’allarme riguardo a questo importante vitigno autoctono e alla situazione della vitivinicoltura regionale nel suo complesso.
Il presidente e il vicepresidente di Fedagripesca Fvg, Venanzio Francescutti e Daniele Castagnaviz, nonché il segretario generale di Confcooperative Fvg, Nicola Galluà, incontrando l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier, hanno infatti espresso tutta la preoccupazione del movimento cooperativo proprio per lo stallo sull’iter di tutela della Ribolla, chiesto a gran voce da tutti gli operatori del territorio. Per riavviare il processo e per discutere della gestione del potenziale viticolo, hanno detto i cooperatori durante il colloquio cordiale e costruttivo con l’esponente dell’Amministrazione regionale, vi è l’assoluta necessità di ripristinare il Tavolo tecnico vitivinicolo al fine di trovare soluzioni urgenti e adeguate e non vanificare tutto il lavoro fatto finora. Nel contempo, è necessario riprendere in mano anche la pratica della certificazione Igp per la mela regionale che occupa 1.500 ettari ed è il frutto più coltivato, dopo la vite da vino.

Venanzio Francescutti

Per gli interventi nel settore lattiero-caseario, ha spiegato poi Francescutti, serve una maggiore concertazione sui progetti di sviluppo del comparto e per trovare soluzioni di ulteriore semplificazione della burocrazia igienico-sanitaria. Per quelli nel settore dei cereali, si chiede, invece, un concreto sostegno ai progetti in atto di concentrazione e collaborazione fra le imprese e un programma di assistenza alle pratiche agricole sostenibili che potrebbe essere attuato in collaborazione con l’Ersa la quale, dal canto suo, dovrebbe svolgere un ruolo strategico di supporto tecnico ai produttori.

Riguardo al Programma di sviluppo rurale (Psr), la cooperazione ha chiesto all’assessore una necessaria ulteriore accelerazione nell’iter di pagamento dei progetti, che è ancora in ritardo. È stata richiesta, inoltre, una scrittura concertata del nuovo Psr per mettere in cantiere progetti realmente utili all’economia rurale del territorio e l’adozione di procedure semplificate e rapide oltre che un potenziamento della Legge regionale 80/82 (Fondo di rotazione).
Da parte dell’assessore Zannier vi è stata la massima condivisione delle soluzioni proposte e, di conseguenza, la disponibilità a intervenire operativamente sui temi considerati cruciali dalla cooperazione agroalimentare regionale.

L’assessore Stefano Zannier.

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In copertina, grappoli di Ribolla.