Vino Fvg, un settore ormai a rischio a causa dei pesanti extracosti energetici

Extracosti da oltre 1,1 miliardi di euro a causa dell’incremento delle spese per l’energia e delle materie prime: è questo il conto salato che sta per abbattersi sulla filiera vitivinicola italiana. Una vera tempesta dei prezzi che intaccherà la redditività delle imprese e rischia di comprometterne anche la capacità competitiva sui mercati internazionali. È quanto emerge dallo studio Censis- Alleanza Cooperative Agroalimentari Vino, “La febbre dei costi” presentato a Roma.

Venanzio Francescutti


«Questo valore – commenta Venanzio Francescutti, presidente di FedAgriPesca Fvg – rappresenta un carico aggiuntivo sulla redditività delle imprese che, inevitabilmente, andrà a erodere i loro margini, compromettendone anche la loro capacità competitiva sui mercati internazionali».
Contribuiscono in modo sostanziale all’incremento dei costi di produzione le componenti dei prodotti energetici, che hanno fatto segnare tra febbraio 2021 e febbraio 2022 un +31,4 per cento medio annuo, con un incremento dei carburanti pari al 38,3 per cento, quello dell’energia elettrica del 16,7 per cento e quello dei lubrificanti addirittura del 70 per cento. Fra i fattori produttivi utilizzati nella coltivazione, fertilizzanti e concimi hanno visto crescere il livello del 32,3 per cento.
Fra gennaio 2021 e gennaio 2022 – e quindi al netto degli effetti dovuti allo scoppio della guerra in Ucraina – il prezzo alla produzione del vetro è cresciuto dell’8,5 per cento e quello del sughero del 9,4 per cento. Sono invece compresi fra il 23 e il 30 per cento gli aumenti relativi alla carta e agli imballaggi.
«Ciononostante, la tensione verso la massima qualità del vino all’interno della cooperazione vitivinicola del Friuli Venezia Giulia, non si arresta – sottolinea Francescutti -. Dopo il lancio sul mercato del primo vino vegano friulano (certificato Ceviq), da parte della Cantina Produttori di Ramuscello, infatti, è di questi giorni la notizia che, alla 13ma edizione del prestigioso Concorso mondiale del Sauvignon (tenutosi a Torres Vedras, in Portogallo), il Sauvignon 2020 della Cantina Rauscedo è stato giudicato il migliore della Penisola (tra i 31 italiani premiati) e il Sauvignon Casa 40 2020, della stessa Cantina, ha conquistato la medaglia d’oro mentre quello della Cantina Produttori Cormòns (della vendemmia 2021) si è aggiudicato la medaglia d’argento (tra le 1.120 etichette presentate, provenienti da 23 Paesi diversi). In precedenza, alla Delizia Viticoltori Friulani di Casarsa, erano state assegnate due medaglie d’oro per la Ribolla gialla Spumante Brut Naonis (al Berliner Wine Trophy) e per il Prosecco Doc Rosè Spumante Extra Dry, al Concours Mondial de Bruxelles (tenutosi a Valladolid, in Spagna).


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In copertina e qui sopra due immagini riguardanti l’imbottigliamento dei vini.

 

Ribolla e Prosecco Rosè d’oro a Casarsa ma preoccupano continui rialzi e clima

Le bollicine di Casarsa applaudite a livello internazionale. Doppia medaglia d’oro, infatti, per La Delizia Viticoltori Friulani: la più importante cooperativa vitivinicola del Friuli Venezia Giulia ha ricevuto la comunicazione ufficiale del primo posto per i suoi spumanti in due rinomati concorsi enologici europei. Al Berliner Wine Trophy, più grande concorso al mondo che si tiene nella capitale tedesca con oltre 14 mila vini registrati, la Ribolla gialla Spumante Brut Naonis ha ricevuto la medaglia d’oro. Stesso risultato per il nuovo La Delizia Prosecco Doc Rosè Spumante Extra Dry al Concours mondial de Bruxelles, tenutosi quest’anno a Valladolid in Spagna e che ha visto in gara oltre 1170 vini.

«In un solo giorno – ha commentato il direttore della Delizia, Mirko Bellini – le nostre bollicine hanno ricevuto due medaglie d’oro: un doppio riconoscimento che ci dà grande soddisfazione perché ottenuto in concorsi mondiali sia con la Ribolla gialla, vitigno autoctono del Vigneto Fvg, che con il nuovo Prosecco Doc Rosè, al suo primo successo internazionale. L’azienda sta lavorando nella maniera corretta, grazie al grande impegno di tutti, dai soci ai dipendenti in produzione fino al settore commerciale».
C’è ora da lavorare per il futuro, anche a fronte di una situazione internazionale e climatica che pone diverse sfide. «La situazione per il comparto vinicolo del Friuli Venezia Giulia è pesante – aggiunge Bellini -: mancano materie prime congiuntamente a un aumento spropositato dei costi di produzione. Attenzione che però questo aumento dei costi non è dato tanto, in questa fase, dal conflitto in corso in Ucraina, ma è una speculazione partita diversi mesi fa, già dalla primavera scorsa e che non si è mai fermata. Si creano così degli attriti tra cantine, fornitori e clienti del prodotto finale. Chi come noi, già nella fase post Covid-19, si è adattato avviando un processo di cambiamento aziendale orientato alla sostenibilità sicuramente in questa fase è un passo avanti agli altri che magari sono rimasti fermi e ora si trovano ad affrontare grossi problemi. I costi, a partire da quelli energetici, sono alti da sostenere e quindi, per non lasciare sole le aziende, ci vuole un intervento comune, nel quale potrebbe svolgere una parte fondamentale il Pnrr. Fondi, quest’ultimi, che potrebbero essere una marcia in più per la nostra regione».
Intanto, nel vigneto si attende l’arrivo della pioggia, dopo un inverno molto secco. «Vediamo cosa succederà – conclude il direttore Bellini -, sperando che dopo il ritorno della pioggia e i primi germogliamenti delle piante non ci siano delle ricadute di freddo. Speriamo sia un’annata positiva senza troppi problemi, perché se mancasse anche l’uva si andrebbe ad appesantire una situazione già difficile per le nostre aziende».

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In copertina, ecco gli spumanti premiati con la medaglia d’oro a livello internazionale.