“Friuli Doc in Osteria” formula di successo in diciotto locali di Udine

Con oltre 2 mila porzioni vendute, “Friuli Doc in Osteria” si è confermata una proposta apprezzata dal pubblico, che pure in questa edizione della rassegna udinese non ha mancato di fare tappa nelle diciotto realtà cittadine aderenti all’iniziativa organizzata da Confesercenti Udine di concerto con il Comitato Difesa Osterie Friulane, grazie al patrocinio del Comune di Udine, Ente Friuli nel Mondo, Promoturismo Fvg, Società Filologica friulana, Pro Loco Città di Udine, in collaborazione con ARLeF, Agenzia Regionale per la Lingua Friulana.


Per quattro giornate, il capoluogo friulano ha rinnovato l’appuntamento con la buona cucina regionale, e fra le protagoniste indiscusse ci sono state proprio loro, le osterie, che come spiegato Marco Zoratti, presidente di Confesercenti Udine alla presentazione dell’evento «anno dopo anno, stanno recuperando centralità nella programmazione di Friuli Doc». Da Artico, Pieri Mortadele, Al Cappello, Osteria Da Lucia, Ex Provinciali, Al Canarino, Al Fari Vecjo, La Torate, Al Fagiano, Cjanton di Vin, Al Pavone, Osteria E Staffa, Al Pignolo, Al Lepre – Gustâ, Al Vecchio Stallo, Osteria Alle Volte, Cin Cin Bar, Alla Ghiacciaia nell’occasione hanno fatto una proposta enogastronomica variegata e attenta a tutti i gusti, a prezzi calmierati (dai 4 a 13 euro). Un’offerta gradita agli avventori che non hanno saputo resistere soprattutto agli gnocchi ripieni con la susina dell’Osteria da Artico, che ha venduto oltre 500 porzioni. Ma anche le tartine con la “mindricule” del Pavone sono state particolarmente apprezzate, ne sono state contate più di 350. Sono su per giù a quota duecento invece quelle con la mortadella vendute Al Pignolo. Andati a ruba anche il piatto a base di cevapcici, cotechino e costa del Cjanton di Vin (circa 150 porzioni), il gulasch del Vecchio Stallo (che ha superato le 100 porzioni) e il piatto a base di crema di patate e trota del Canarino (oltre 80 porzioni).
«Siamo molto soddisfatti della risposta di pubblico – hanno fatto sapere Marco Zoratti, presidente di Confesercenti Udine, ed Enzo Mancini, presidente del Comitato Difesa Osterie Friulane -. Si tratta dell’ennesima conferma che le osterie continuano a essere un luogo apprezzato, in cui, oltre a un’offerta enogastronomica di qualità le persone possono vivere il cibo come cultura ed esperienza, per sviluppare, partendo proprio dalle nostre specialità, il patrimonio storico e artistico dei luoghi della nostra terra».

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In copertina e qui sopra due immagini di Friuli Doc in piazza San Giacomo.

Friuli Doc, a Udine oggi si alza il sipario. E 18 osterie saranno protagoniste

Sipario alzato da oggi, a Udine, sulla 27ª edizione di Friuli Doc, che sarà inaugurata ufficialmente alle 17.30 in piazza Libertà. E, nell’ambito dell’annuale manifestazione enogastronomica del Friuli Venezia Giulia,  sarà la qualità la regina indiscussa della proposta che faranno le diciotto realtà cittadine aderenti a “Friuli Doc in Osteria”.

La presentazione dell’iniziativa.

UN RUOLO CENTRALE – Per quattro giornate, dal 9 al 12 settembre, il capoluogo friulano rinnoverà l’appuntamento con la buona cucina regionale, e fra le protagoniste indiscusse ci saranno proprio le osterie che «anno dopo anno, stanno recuperando centralità nella programmazione di Friuli Doc, un importante evento capace di unire al buon cibo anche la cultura», ha spiegato Marco Zoratti, presidente di Confesercenti Udine che ha organizzato “Friuli Doc in Osteria” di concerto con il Comitato Difesa Osterie Friulane, con il patrocinio del Comune di Udine, Ente Friuli nel Mondo, Promoturismo Fvg, Società Filologica friulana, Pro Loco Città di Udine, e in collaborazione con Arlef, Agenzia Regionale per la Lingua Friulana.  «La kermesse – ha proseguito Zoratti durante la conferenza stampa di presentazione dell’iniziativa -, ormai quasi trent’anni fa, è nata proprio dall’iniziativa degli osti, è poi cresciuta e maturata, cambiando e diventando sempre più articolata, come la conosciamo oggi. Per un periodo le osterie sono state messe in secondo piano, ma con piacere negli ultimi anni stanno recuperando il ruolo che meritano. Così come assume sempre maggior significato e riscontra un crescente interesse anche tra i giovani la cucina evocativa». Da sempre, ieri come oggi, luogo di socialità, le osterie saranno presenti a Friuli Doc 27 con 18 menù diversi, capaci di soddisfare tutti i palati. Ciascuna proposta di cucina non mancherà d’essere poi accompagnata anche da un buon bicchiere di vino, il tutto a prezzi calmierati, dai 4 a 13 euro. «Il coinvolgimento di ben diciotto osterie è senz’altro un grande traguardo per questa iniziativa, che spero si consoliderà nei prossimi anni, perché il ruolo delle osterie all’interno del Friuli Doc e in Friuli è importantissimo. Ringrazio quindi gli organizzatori, Confesercenti e il Comitato Difesa Osterie Friulane, non solo per l’impegno profuso per realizzare l’iniziativa, ma anche per aver coinvolto così tanti partner. Prendiamoli a esempio, perché solo con il lavoro di squadra è possibile crescere, anno dopo anno», ha chiarito l’assessore alle Attività produttive, Turismo e Grandi eventi, Maurizio Franz, presente assieme a Eros Cisilino, presidente di Arlef, Christian Canciani e Gabrio Piemonte di Ente Friuli nel Mondo, Giorgia Alfarè, direttrice di Confesercenti Udine, Francesca Musto della fondazione Teatro Nuovo Giovanni da Udine, Eva Seminara di Confartigianato Udine. Per l’occasione è stato anche realizzato un menù plurilingue: italiano, tedesco e friulano, grazie allo Sportel linguistic regjonâl pe lenghe furlane dell’Arlef: « Questa edizione di Friuli Doc – ha chiarito Cisilino – si connota dall’ampio uso della lingua friulana e, più in generale, dal plurilinguismo: scelte, queste, ampiamente apprezzate dai turisti locali e da quelli esteri, che vedono la nostra lingua madre come una fattore di conoscenza imprescindibile e una caratteristica distintiva di un territorio stupendo, unico e inimitabile come i suoi prodotti e la sua gente. Fa piacere anche constatare la costante crescita di interesse per la “marilenghe” delle categorie economiche e associative che riconoscono al friulano un valore commerciale aggiuntivo alla qualità dei prodotti e dei servizi offerti».

LE OSTERIE ADERENTI – Ecco allora che Da Artico (via Poscolle 58), Pieri Mortadele (via Bartolini 8), Al Cappello (via Paolo Sarpi 5), Osteria Da Lucia (via Di Mezzo 118), Ex Provinciali (via Della Prefettura 3), Al Canarino (via Cussignacco 37), Al Fari Vecjo (via Grazzano 78), La Torate (piazza Del Pozzo 20), Al Fagiano (via Zanon 7), Cjanton Di Vin (via F. Tomadini 6), Al Pavone (via Muratti 62), Osteria E Staffa (via Poscolle 47), Al Pignolo (via Manin 6), Al Lepre – Gustâ (via Poscolle 29), Al Vecchio Stallo (via Viola 7), Osteria Alle Volte (via Mercerie 6), Cin Cin Bar (viale G. Bassi 60), Alla Ghiacciaia (via Zanon 13/A) sarà possibile assaggiare i piatti golosi della tradizione friulana come gli gnocchi ripieni di susine, affettati e formaggi, frico, musetto, gulasch, solo per citarne alcuni! «Osteria è storia – ha spiegato Enzo Mancini, presidente del Comitato Difesa Osterie Friulane -. Per questo, come associazione, assieme a tutti gli iscritti, investiamo ogni giorno sul turismo enogastronomico, per vivere, e far vivere a tutti i nostri ospiti, il cibo come cultura ed esperienza, per sviluppare, partendo proprio dalle nostre specialità, il patrimonio storico e artistico dei luoghi della nostra terra. Una particolare attenzione, poi è rivolta ai giovani. Come Comitato Difesa Osterie Friulane, stiamo lavorando sempre più per avvicinare le nuove generazioni e per far conoscere i principi fondamentali e le tradizioni di questo mestiere che per me è il più bello del mondo. I risultati ci sono, e con piacere vediamo sempre più ragazze e ragazzi non solo cominciare l’attività, ma anche sedersi ai nostri tavoli. Detto questo – ha concluso -, siamo entusiasti di essere sempre di più, e nuovamente, parte attiva di un evento come Friuli Doc che celebra il buon cibo del nostro amato Friuli».

Frico, piatto immancabile.

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In copertina, è l’ora dei brindisi a Friuli Doc che oggi comincia a Udine.

 

 

Arga Fvg, riecco il Premio Isi Benini che valorizza le eccellenze di tutta la regione

di Ida Donati

È pubblicato sul sito www.argafvg.it il Bando del 2° Premio giornalistico “Isi Benini-Città di Udine”, indetto e organizzato dall’Arga Fvg, l’Associazione regionale della stampa agricola, agroalimentare, dell’ambiente e territorio del Friuli Venezia Giulia, per ricordare la figura del leader della comunicazione di settore e del territorio attraverso il mondo del vino e delle produzioni agroalimentari di pregio. E per favorire la conoscenza e diffusione delle attrattive e delle peculiarità del capoluogo friulano e dell’intera regione. Ricordiamo che Isi Benini nacque nel 1924 a Moggio Udinese e morì a Montevideo, capitale dell’Uruguay, nel 1990.

Il presidente Arga Carlo Morandini.

“Un Premio – ricorda il presidente di Arga Fvg, Carlo Morandini – che nel 2020 è partito con il piede giusto nonostante l’emergenza sanitaria, stimolando la partecipazione altamente qualificata di personaggi trainanti del mondo del giornalismo e della comunicazione. L’ormai ambito riconoscimento, consegnato a Udine nel Palazzo comunale davanti a un pubblico numeroso e qualificato presente nel pieno rispetto delle prescrizioni anti-pandemia, considerato l’elevato livello degli articoli partecipanti era infatti stato assegnato con un verdetto ‘ex aequo’”.
Era così andato a Licio Damiani, scrittore e giornalista Rai che lavorò con Benini alla redazione di Udine e che condusse la popolare rubrica “Vita nei campi”, con un racconto costellato di fotografie di episodi professionali vissuti assieme a Isi; a Sergio Gervasutti, già direttore de Il Gazzettino e del Messaggero Veneto, che a sua volta ha tracciato un ricordo partecipato della figura del collega e amico, e a Daniela Paties Montagner, per un articolo descrittivo di Udine, attraverso i suoi ritrovi caratteristici e le attrattive della città, ricordando quelle degli anni ’80, quando Benini lanciò il capoluogo friulano e il Friuli esaltando i valori e le qualità della civiltà contadina e in particolare di quella enoica. Un riconoscimento è andato anche a Claudio Soranzo, vicepresidente di Arga Fvg, per un articolo sulle moderne tecniche di valorizzazione della viticoltura. Ai vincitori del Premio, sostenuto da Promoturismo Fvg, presenti per l’occasione in Sala Aiace il presidente del Consiglio regionale, Piero Mauro Zanin, l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari e forestali, Stefano Zannier, gli assessori comunali, alla Cultura, Fabrizio Cigolot, e alle Attività produttive, Daniele Franz, e il segretario generale Unaga, Gian Paolo Girelli, sono state consegnate opere dedicate degli artisti friulani Gianni Borta, Alessandra Candriella e Piero De Martin.
Quest’anno, rinnovata la collaborazione con il Comune di Udine, la sinergia con i sodalizi culturali e di volontariato con i quali Arga Fvg è impegnata su diversi versanti dei settori di competenza, il Premio prevede sempre le sezioni dedicate al ricordo di Benini e alla valorizzazione della città di Udine e del Friuli Venezia Giulia attraverso le specificità e prerogative del territorio, enogastronomiche, agroalimentari e del territorio. Alle quali si aggiunge una sezione: per partecipare gli interessati – pubblicisti o professionisti che non abbiano ancora compiuto i 30 anni d’età – dovranno sviluppare uno o entrambi i temi. Gli articoli, o servizi video, audio, o pubblicati online sempre su testate registrate, dovranno essere stati realizzati in uno dei Paesi della Ue tra l’1 gennaio e il 30 agosto 2021.
Nel frattempo, Arga Fvg ha stretto una collaborazione con l’Università di Udine per valutare le opportunità di ampliare il Premio anche al mondo della ricerca. E sta valutando le possibili opzioni con il professor Enrico Peterlunger, docente di viticoltura ed enologia, delegato del Rettore per la promozione della lingua e cultura friulana e direttore del Cirf.
Per la realizzazione del 2° Premio giornalistico “Isi Benini-Città di Udine”, Arga Fvg ha rinnovato la collaborazione con il Club per l’Unesco di Udine, Italia Nostra Sezione del Friuli Venezia Giulia e Unaga, cioè l’Unione nazionale delle Arga, Assoenologi Fvg, Unione cuochi Fvg, Associazione italiana sommelier sezione del Friuli Venezia Giulia. Le notizie e gli aggiornamenti sul Premio, oltre che sui media, saranno pubblicate sul sito www.argafvg.it, che è anche la testata giornalistica e organo ufficiale dell’associazione giornalistica.

I premiati con le autorità a Udine.

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In copertina, il giornalista Isi Benini al quale Arga Fvg ha dedicato il Premio giunto alla seconda edizione.

 

Arga Fvg ricorda Isi Benini: domani a Udine debutta il Premio

di Ida Donati

Omaggio al padre della comunicazione enogastronomica e agroalimentare a Nordest. Domani 14 ottobre, alle 17.30, sarà consegnato in sala Aiace a Udine il 1° Premio giornalistico “Isi Benini – Città di Udine”, che ricorda appunto quello che è stato in Friuli Venezia Giulia un autentito pioniere del giornalismo enogastronomico, cantore del territorio, nonché promotore di quello spirito innovativo che ha concorso a sviluppare e a far crescere l’economia, specialmente quella agroalimentare, non soltanto friulana e del Nordest. Professionalmente, Isi Benini – del quale ricorrono i trent’anni della morte – è stato direttore del Messaggero Veneto e per anni ha guidato la redazione di Udine della Rai. Ma ha anche lanciato assieme a Claudio Cojutti la fortunata rubrica radiofonica “Vita nei campi”, ancora la più longeva del settore, creando pure la bellissima rivista “Il Vino”, la prima in Italia dedicata al mondo enologico, e fondando quasi mezzo secolo fa il Ducato dei vini friulani. Ed è stato capofila di diverse iniziative volte a far conoscere, mettere in relazione, valorizzare le eccellenze, anche quelle potenziali, della sua terra, il Friuli.


Il Premio, ideato da Arga Fvg, l’Associazione regionale della Stampa agricola, agroalimentare, ambiente e territorio, che pure Isi Benini ha presieduto, prende le mosse da un bando che doveva essere lanciato all’inizio del 2020 e poi slittato per i problemi legati alla pandemia. Ma non appena è stato possibile riprendere le attività sul territorio, è stato pubblicato. Prevedeva infatti, tra i temi da sviluppare, la valorizzazione delle realtà iconiche e di ritrovo della città di Udine e del Friuli. Buona la partecipazione visti i tempi ristretti. E nel contempo molto qualificata. Sarà svelata alla premiazione appunto in programma domani a Udine.
L’iniziativa, patrocinata dalla Presidenza del Consiglio regionale, dal Comune di Udine, dall’Unaga, l’Unione nazionale delle Arga, dalla Società scientifica e tecnologica per la lingua friulana, e in accordo con il Club per l’Unesco di Udine, è sostenuta da PromoturismoFvg. Nel corso della serata, dopo gli interventi delle autorità, il professor Enrico Peterlunger, docente di viticoltura alla Facoltà di Agraria dell‘Università di Udine, terrà una lectio magistralis sul tema: “Dagli anni ’70 a oggi il Vigneto Friuli dal vin di famée ai vini più blasonati”.

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In copertina, il giornalista Isi Benini (Moggio 1924 – Montevideo 1990).

“Friuli Doc” ha ritrovato la strada dell’eccellenza. Franz: ora avanti così

«Sono soddisfatto di quest’edizione, straordinaria sotto molteplici aspetti», dichiara l’assessore alle Attività produttive, turismo e grandi eventi del Comune di Udine, Maurizio Franz, alla chiusura di Friuli Doc 2020. «Straordinaria perché abbiamo dato un segnale di ripartenza in un momento difficile, lavorando a un evento che ha richiesto un notevole sforzo organizzativo dettato dall’emergenza sanitaria. Ma, soprattutto, perché abbiamo ridefinito il paradigma di Friuli Doc, facendolo ritornare a essere una manifestazione elegante, in totale sintonia con l’immagine e la bellezza del nostro centro storico, stretto in un unico abbraccio con Udine sotto le Stelle».

«Friuli Doc è tornato a essere il palcoscenico delle eccellenze del nostro territorio – prosegue Franz –, sia quelle enogastronomiche e artigianali che quelle culturali, scientifiche e sportive. In sintesi, con questa edizione ci siamo riavvicinati ai valori da cui Friuli Doc era nato, promuovendo insieme ai migliori prodotti, anche la conoscenza e la cultura. Lo abbiamo fatto con attori di eccellenza quali l’Università di Udine, PromoTurismoFvg, tutte le Associazioni di categoria, il Comitato Friulano Difesa Osterie, la Società Filologica Friulana, il Conservatorio “Jacopo Tomadini” e molti altri. Alla qualità del prodotto si è unita una grande qualità del servizio, aspetto quest’ultimo che il pubblico ha veramente apprezzato. Posso dire, quindi, che il nostro obiettivo è stato raggiunto, anche grazie al senso di responsabilità e di rispetto delle regole di tutti i suoi protagonisti, i visitatori e, naturalmente, gli operatori. È un evento che i friulani attendevano e che si sono ampiamente meritati. Li ringrazio tutti per aver dimostrato, insieme all’Amministrazione comunale, che Friuli Doc si poteva fare», conclude l’assessore comunale ai Grandi eventi.

L’assessore Maurizio Franz.


“Ed è grazie a tutte queste preziose e qualificate collaborazioni che, nei quattro giorni della manifestazione, il capoluogo del Friuli – si riferisce in una nota – ha accolto oltre 130.000 persone. Un numero elevato di visitatori (pandemia permettendo) che hanno confermato la bontà della nuova formula adottata (solo abbozzata in questa 26ma edizione, forzatamente ridotta), caratterizzata dalla serenità dello svolgimento come confermato anche dal ridotto numero di interventi richiesti alla Polizia Locale, dalla qualità del servizio e delle collaborazioni”. È così che la Coldiretti e l’Università di Udine hanno potuto presentare i loro lavori e le proposte legate alle opportunità della biodiversità; che le Botteghe Artigiane e delle Aziende agroalimentari del Fvg si sono presentate grazie a Confartigianato-Imprese Udine; che l’Apu Old Wild West ha scelto questo palcoscenico per presentare la squadra che parteciperà, per la quinta volta consecutiva, al campionato italiano di serie A2 di basket; che PromoTurismoFvg ha raccontato quanto fa per la promozione del nostro territorio; che grazie al Comitato Friulano Difesa Osterie, i locali udinesi si sono attrezzati per consentire di gustare i loro piatti tipici al giusto prezzo; che i Musei cittadini hanno predisposto un orario di apertura appositamente studiato per l’evento e che AgriFoodFvg ha illustrato il valore dei nostri prodotti a Km0. Dall’altro lato, la Società Filologica Friulana, con un bel concerto offerto a tutti i cittadini, ha ricordato il grande musicista friulano, Albino Perosa e la musica del Novecento, Udine Jazz Ensamble, costituito dagli studenti del “Tomadini”, ha allietato l’inaugurazione della manifestazione e non è mancato il divertimento proposto dall’Associazione Folcloristica Stelutis di Udin, con il suo simpatico gioco dell’oca rivisitato per l’occasione.


Non sono mancate, poi, le proposte esclusive e dedicate a Friuli Doc che, ancora una volta, ha dimostrato di rappresentare al meglio il catalizzatore regionale di quanto di buono si fa e si può fare nella nostra regione. Un’edizione, insomma, quella del 2020, che lascerà il segno e che, sicuramente, sarà la bussola organizzativa che orienterà gli appuntamenti futuri.

Friuli Doc 2020 è stato reso possibile grazie al sostegno della Regione Fvg, in collaborazione con PromoTurismoFVG, AgriFoodFvg, Camera di Commercio Pn-Ud, Confartigianato Udine, Confcommercio Udine, Confesercenti della provincia di Udine, CNA, Coldiretti Fvg, Conservatorio Statale di Musica “Jacopo Tomadini” Udine, Società Filologica Friulana, Università degli Studi di Udine. Grazie inoltre a: Comitato Friulano Difesa Osterie, Campeggio Club Udine, Elio-MdSystems-Eps, Goccia di Carnia, Innovactors, Mondialpol, Nico e ai media partner: Telefriuli, Il Friuli, Radio Punto Zero, Radio Gioconda, Vivaradio.

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In copertina e qui sopra degustazioni sotto la Loggia; all’interno, altre immagini di Friuli Doc 2020.

(Foto Luca Simon Mattioli)

“E ora la nostra cucina, innovando, riparta dal suo territorio”

di Giuseppe Longo

UDINE – Teresa Covaceuszach, come dire “Sale e Pepe” di Stregna nelle Valli del Natisone, non ha dubbi: «La nostra cucina deve ripartire dal territorio, facendo conoscere le nostre eccellenze enogastronomiche, avendo il coraggio di innovare, non senza perdere di vista, però, storia e tradizioni». Come darle torto? Tutt’altro, è questa l’essenza della nuova cucina di Friuli Venezia Giulia Via dei Sapori che raccoglie tutte le sue energie per uscire dalla lunga emergenza sanitaria che le ha assestato un colpo durissimo e che richiederà tempo e idee per ritrovare, finalmente, il passo giusto, quello dei tempi migliori. Energie e idee innovative che, fortunatamente, non mancano, a giudicare dall’originale progetto presentato alla stampa ieri mattina a Udine, nel cortiletto del “Vitello d’Oro”, ospiti di Massimiliano Sabinot. Un locale dal passato glorioso che ora, grazie anche a un pregevole restauro, si è incamminato, come gli altri diciannove ristoranti del Consorzio, sulla impegnativa strada della ripresa.

Parlano Filiputti e Sabinot…

Ed è un cerchio il simbolo di questa tanto auspicata ripartenza. Un simbolo dai tanti significati: un piatto che aspetta di essere riempito di buone cose, un segno tondo, perfetto – come quello tracciato da Giotto per Bonifacio VIII davanti a Cimabue – che attende contenuti di qualità, ma che rappresenta anche il punto focale colpito dalla freccia. E che fa centro. E così farà sicuramente centro anche questa nuova iniziativa messa a punto dall’instancabile Walter Filiputti e dai suoi fedelissimi ristoratori, molti dei quali sono quelli della prima ora, da quando cioè, vent’anni fa, è cominciata quest’avventura volta a promuovere la buona tavola. E questi ristoranti – che nei due decenni trascorsi si sono messi in evidenza con le famose cene-spettacolo in location prestigiose, con la partecipazione di vignaioli e artigiani del gusto di prim’ordine – ora danno vita appunto a questo progetto innovativo che sposa proprio il territorio e la tradizione con la volontà di innovare. Al motto: «Facciamo qualcosa di nuovo. Lo facciamo da 20 anni». Così, per festeggiare questo importante compleanno, Fvg Via dei Sapori ha sviluppato un progetto ambizioso: “La Nuova Cucina”, un punto di partenza (e una riflessione) che vuole condividere con l’intera ristorazione del Friuli Venezia Giulia e, più in generale, italiana. Il periodo forzato di pausa determinato dal Covid – causando una serie innumerevole di problemi, riguardanti anche la effettiva possibilità di riaprire i locali –  ha, infatti, indotto gli chef associati ad interrogarsi sul proprio lavoro e li ha portati a confrontarsi su aspettative, paure e speranze, a condividere sensazioni e progetti. «L’abbiamo chiamata La Nuova Cucina, perché oggi più che mai è arrivato il momento di stabilire un nuovo canone di qualità nella ristorazione – ha spiegato il presidente del consorzio, Walter Filiputti, che aveva accanto l’assessore regionale alle Attività produttive e Turismo, Sergio Emidio Bini, e l’assessore ai Grandi Eventi, come Friuli Doc, del Comune di Udine, Maurizio Franz -. E questo non può che venire dalla nostra terra, da sempre esempio di ripartenza e ricostruzione». E di una nuova crescita. Infatti,  è curioso osservare come la cucina della nostra regione produca decisi progressi a cadenza pressoché ventennale. Verso il 1980 inizia la storia dell’indimenticabile Gianni Cosetti con la sua “Nuova Cucina di Carnia”. Nel 2000, venti ristoratori danno vita – fatto veramente storico! – a Friuli Via dei Sapori (più tardi con il nome completo della regione): nel 2003 pubblicano il primo libro che sarà tradotto in addirittura sei lingue. E ora siamo al 2020, dopo altri vent’anni. E oggi è ormai imprescindibile dare maggior forza ai rapporti di interscambio tra allevatori, pescatori, coltivatori, vignaioli, cuochi per realizzare collaborazioni virtuose. Che non possono che dare frutti positivi, di cui tutti hanno reciprocamente bisogno.

… Teresa Covaceuszach e Sergio Bini.

Ecco quindi, l’unicità del Friuli Venezia Giulia (cioè i sapori del suo futuro) raccontati da 20 ristoranti, 21 artigiani del gusto, 22 produttori di vino e 20 giovani chef, nuovi “amici” in cui il gruppo crede, che sono stati invitati a collaborare al progetto. «La Nuova Cucina è un ritorno all’alfabeto della cucina stessa, un modo per stringere un patto nuovo con il territorio di cui facciamo parte – ha continuato Filiputti -. Infatti, si ripartirà dagli ingredienti del Friuli Venezia Giulia e non dalle ricette tradizionali. Si deve avere il coraggio di sperimentare in campi nuovi, dare vita a nuove suggestioni, ritrovando un equilibrio diverso con la natura e con l’ambiente, anche per un rinnovato modello di turismo sostenibile. Ripartire da 0 non significa buttare tutto il lavoro che fino a oggi è stato fatto, ma riorganizzare il sapere secondo nuove strutture. È importante avere memoria del nostro passato, ma non rimanerne ancorati. Il bisogno di liberarsi da schemi preconcetti per poter stupire e stupirci è un motore eccezionale».
Già il territorio. Un tasto su cui ha pigiato anche l’assessore Bini, il quale ha osservato che «per la Regione, impegnata a rilanciare con la collaborazione di PromoTurismoFvg il settore della ricettività e della ristorazione, fortemente colpito dalla pandemia, si tratta di un’iniziativa che mette a denominatore comune le eccellenze del territorio superando gli individualismi e contribuendo a realizzare concretamente il concetto di filiera dell’agroalimentare e dell’enogastronomia che sono una delle prime leve di attrazione di una meta turistica».

Maurizio Franz…

La Nuova Cucina vuole ripartire, dunque, dall’essenzialità del gusto e ritrovare la semplicità anche nei gesti, nell’accoglienza, nello stare insieme. Vuole piegare la maestria, la tecnica e l’audacia dei ristoratori al racconto del piatto, rinunciando a inutili spettacolarizzazioni della forma per ritrovare sostanza. E vuole creare un rapporto con il cliente sempre più intenso e profondo, coinvolgendolo e facendolo diventare attore, perché la nuova cucina è di tutti e la si costruisce insieme. Come? Con un ciclo di Cene-laboratorio a partire dai primi giorni di settembre. La Nuova Cucina durerà un anno: sarà sperimentazione di innovativi modelli di collaborazione per moltiplicare le energie, un cantiere aperto al pubblico, nel quale i commensali sono chiamati ad essere protagonisti, assieme ai ristoratori, ai vignaioli e agli artigiani del gusto, di questo cambiamento. In ognuno dei 20 ristoranti di Fvg Via dei Sapori si allestirà una cena sperimentale firmata da due chef del consorzio e da un giovane chef “amico”. Ognuno presenterà un piatto inedito cui avrà a lungo lavorato confrontandosi coi colleghi. Le cene, tutte con prenotazioni per un massimo di sei partecipanti per tavolo, avranno un prezzo unico, un investimento del gruppo di ristoratori per far vivere – anche a chi solitamente non la frequenta – l’alta cucina, in una nuova dimensione. L’innovazione coinvolgerà non solo la maniera di pensare il cibo, ma anche il come proporlo, in totale libertà creativa, con location inedite e modi insoliti e anticonvenzionali di gustarlo. «Sarà un’esperienza unica – ha concluso Filiputti -, ispirata ai grandi trend internazionali che verranno calati nella nostra realtà, fatta di biodiversità e tradizione innovativa. Ma soprattutto, la sperimentazione sarà per tutta la filiera. Ogni ristoratore, ogni chef, ogni vignaiolo e artigiano del gusto presenterà la sua novità. Allora davvero La Cucina sarà Nuova per e con tutti».

… e il pubblico.

Ma le cene-spettacolo continueranno o, dopo la esaltante esperienza ventennale, saranno superate da questa iniziativa pronta ai nastri di partenza? Una legittima osservazione subito soddisfatta da Walter Filiputti: sì, certamente, quando si tornerà alla tanto auspicata normalità, intrecciandosi con le proposte della “Nuova cucina” – che, come detto, per ora la durata di un anno, ma che potrebbe anche continuare – e riempiendo quel simbolico cerchio, forma perfetta e conclusa. Come il contorno di un piatto da colmare con la passione e il talento degli 83 protagonisti, i quali hanno deciso di fare ora un decisivo passo avanti, tutti insieme. Un cerchio nel quale sicuramente Friuli Venezia Giulia Via dei Sapori farà centro anche con questa coraggiosa scommessa. Tanti auguri!

Il calendario

SETTEMBRE

3

Ilija – Golf club (Tarvisio)
che ospita gli chef dei ristoranti: Al Paradiso, Darsena

La Subida (Cormons)
che ospita gli chef dei ristoranti: Costantini, Al Torinese

10

Sale e Pepe (Stregna)
che ospita gli chef dei ristoranti: Al Ponte, Barcaneta

Ai Fiori (Trieste)
che ospita gli chef dei ristoranti: La Taverna, 1883 Restaurant & Rooms

17

All’Androna (Grado)
che ospita gli chef dei ristoranti: Mondschein, Da Valeria

La Torre (Spilimbergo)
che ospita gli chef dei ristoranti: Da Nando, Antica Ghiacceretta

Da Toni (Varmo)
che ospita gli chef dei ristoranti: La Primula, La Pigna

24

Vitello d’Oro (Udine)
che ospita gli chef dei ristoranti: Devetak, Altro Gusto

Al Gallo (Pordenone)
che ospita gli chef dei ristoranti: Carnia, La Tavernetta del Castello

Al Grop (Tavagnacco)
che ospita gli chef dei ristoranti: Campiello, Sal de Mar

OTTOBRE

1

Lokanda Devetak (Savogna d’Isonzo)
che ospita gli chef dei ristoranti: La Primula, Da Alvise

La Taverna (Colloredo di Monte Albano)
che ospita gli chef dei ristoranti: Sale e Pepe, AB Osteria Contemporanea

8

Al Ponte (Gradisca d’Isonzo)
che ospita gli chef dei ristoranti: Vitello d’Oro, Il Piron dal Re

Mondschein (Sappada)
che ospita gli chef dei ristoranti: All’Androna, La Buteghe di Pierute

15

Da Nando (Mortegliano)
che ospita gli chef dei ristoranti: Ilija -Golf club, Pura Follia

Carnia (Venzone)
che ospita gli chef dei ristoranti: Al Grop, Alla Luna

22

Campiello (San Giovanni al Natisone)
che ospita gli chef dei ristoranti: Al Gallo, Hostaria La Tavernetta

La Torre (Spilimbergo)
che ospita gli chef dei ristoranti: Ai Fiori, San Michele

29
Costantini (Collalto di Tarcento)
che ospita gli chef dei ristoranti: Da Toni, Tre Merli

Al Paradiso (Paradiso di Pocenia)
che ospita gli chef dei ristoranti: La Subida, Enoteca di Buttrio

 

 

I ristoranti

Ai Fiori di Trieste, Al Gallo di Pordenone, Al Grop di Tavagnacco, Al Paradiso di Paradiso, Al Ponte di Gradisca d’Isonzo, All’Androna di Grado, Campiello di S. Giovanni al Natisone, Carnia di Venzone, Costantini di Tarcento, Da Nando di Mortegliano, Da Toni di Gradiscutta, Ilija Tarvisio, La Primula di San Quirino, La Subida di Cormòns, La Taverna di Colloredo di M.Albano, La Torre di Spilimbergo, Lokanda Devetak di San Michele del Carso, Mondschein di Sappada, Sale e Pepe di Stregna, Vitello d’Oro di Udine.
Al percorso gastronomico di Friuli Venezia Giulia Via dei Sapori si affiancano anche vignaioli e distillerie, eccellenze nel settore agroalimentare e artigiani del gusto: insieme, il gruppo è il portabandiera di quanto di meglio offre a tavola il Friuli Venezia Giulia.

I vignaioli e i distillatori:

Bastianich, Castello di Spessa, Dario Coos, Di Lenardo, Edi Keber, Ermacora, Eugenio Collavini, Forchir, Gradis’ciutta, Jermann, Livio Felluga, Livon, Marco Felluga, Nero Magis, Petrussa, Picech, Ronco delle Betulle, Sirch, Venica&Venica, Vistorta, Zidarich, Nonino Distillatori.

Gli artigiani del gusto:

Il Consorzio Montasio, l’Aceto di Sirk; i conigli allevati all’aperto di Coniglionatura di Precenicco; le confetture e i salumi dell’azienda agricola Devetak Sara; il prosciutto crudo di San Daniele di DOK Dall’Ava; il prosciutto cotto e gli insaccati di Dentesano; le golosità a base di trota di FriulTrota di San Daniele; i salumi d’oca e i prodotti di Jolanda de Colò di Palmanova; i formaggi e i prodotti della Latteria di Cividale; le farine e il baccalà del Mulino Zoratto di Codroipo; l’alga Spirulina dell’azienda agricola Spiruline di Cormòns; i tartufi di Muzzana Amatori Tartufi; il pregiato pesce della vallicoltura Valle del Lovo di Carlino; i pani e i dolci del Forno di Rizzo di Tarcento; la Bonteca di Cordenons; la gubana de L’Antica ricetta di Cormòns; il panettone di Maria Vittoria di Dall’Ava Bakery; i dolci della Pasticceria Simeoni di Udine; il caffè di Oro Caffè di Udine.

I Partner tecnici:

Lis Lavanderia per tovaglie di qualità; Globus noleggio attrezzature per catering; Monaco Ristorazione con le sue stoviglie monouso bio&compostabile; Bliz Concessionaria Peugeot, Publicad centro stampa.

I 20 giovani chef:

1883 Restaurant & Rooms a Cervignano del Friuli, AB Osteria Contemporanea a Lavariano di Mortegliano, Al Torinese a Palmanova, Alla Luna a Gorizia, Altro Gusto a Tarvisio, Antica Ghiacceretta a Trieste, Barcaneta a Marano Lagunare, Da Alvise a Sutrio, Da Valeria a Opicina, Darsena a San Giorgio di Nogaro, Enoteca di Buttrio, Hostaria La Tavernetta a Udine, Il Piron Dal Re a Codroipo, La Buteghe Di Pierute a Illegio di Tolmezzo, La Pigna a Lignano Sabbiadoro, La Tavernetta del Castello a Capriva del Friuli, Pura Follia a Paluzza, Sal De Mar a Muggia, San Michele a Fagagna, Tre Merli a Trieste.

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Il progetto La Nuova Cucina vede la collaborazione di PromoTurismo FVG, Camera di Commercio di Pordenone – Udine, Confcommercio Udine e il patrocinio dei Comuni di Trieste, Gorizia, Pordenone, Udine.

 

 

Da Pozzo: “Bene Udine sui mercati agroalimentari”

di Gi Elle

Comincia una nuova settimana all’insegna di Coronavirus, il pericoloso morbo per contrastare il quale sono state decise numerose e importanti norme di sicurezza. Come quelle decise dal Comune di Udine per il commercio ambulante dei prodotti agroalimentari. Provvedimenti che hanno trovato l’immediato consenso della Camera di Commercio di Pordenone-Udine, tanto che il presidente Giovanni Da Pozzo ha commentato con favore l’ordinanza della civica amministrazione del capoluogo friulano sulle misure da rispettare nei mercati all’aperto in cui si vendono alimenti.
Ringrazio il sindaco Fontanini e l’assessore Ciani per questa disposizione – ha detto -, che consente a queste imprese di continuare a operare nei mercati, giustamente mantenendo le corrette e idonee misure per garantire la sicurezza degli operatori e dei cittadini che li frequentano. I nostri imprenditori sapranno operare con il massimo impegno nel rispetto delle indicazioni prescritte e ben definite, necessarie per non fermare questo importante presidio della nostra economia cittadina, ma con la necessaria tutela della salute, che rimane prioritaria. Sarebbe importante che tutti i Comuni adottassero misure analoghe, per garantire uniformità di applicazione delle regole e consentire il dovuto equilibrio tra le esigenze di tutela della sanità e la tutela del tessuto economico“.

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In copertina, ecco gli asparagi che cominciano a essere presenti sui mercati agroalimentari friulani.