Di tutto e di più sul caffè, a Trieste sarà aperto ogni mercoledì un “punto di lettura”. E domani c’è l’ultimo Cenacolo

(f.s.) Più di 700 fra volumi, cataloghi, tesi di laurea e periodici: è il patrimonio bibliografico che l’Associazione Museo del Caffè di Trieste – per domani è in calendario l’ultimo Cenacolo della stagione – ha messo a disposizione della città e di tutti gli interessati, in base alla Convenzione “Biblioteca Diffusa” stipulata con il Comune di Trieste e in accordo con l’Ateneo giuliano.

Gianni Pistrini


L’iniziativa, inaugurata mercoledì scorso, si è concretata nell’apertura di un “punto di lettura”, situato in un ambiente al pianterreno della struttura universitaria di via Fabio Severo 40 (l’ex-Ospedale Militare, pregevolmente ristrutturato), che sarà accessibile ogni mercoledì (e quindi anche oggi), dalle 9 alle 13. Dedicato ovviamente in primis al caffè, ma coinvolgendo indirettamente – come è logico in una Trieste che ha in questo aromatico prodotto uno dei suoi principali traffici – anche la storia, la cultura, la letteratura e la vita tutta del capoluogo Fvg, il nuovo “punto” è il frutto del lungo e certosino lavoro di ricerca e catalogazione condotto negli ultimi anni dall’Amdc con l’apporto di numerosi appassionati, primi fra tutti lo stesso presidente e fondatore dell’associazione Gianni Pistrini e il “vice” Doriano Simonato, col supporto di qualificati sponsor (Fondazioni Casali, Banca 360 Fvg, Fondazione Hausbrandt, soci sostenitori) che hanno contribuito alla dotazione infrastrutturale della biblioteca.
Da rilevare che il repertorio librario sarà consultabile in seguito anche online, ma, in questa fase di avvio, a chi volesse ricercare dei volumi o materiali su temi specifici (tra l’altro con l’assistenza di un archivista incaricato) si suggerisce di anticipare la richiesta inviando una nota a: amdctrieste@gmail.com. La raccolta è parte integrante del fondo museale destinato a configurare in seguito il vero e proprio “Museo del Caffè di Trieste”, con oggetti e reperti storici che si prevede di collocare in un’area dedicata nel nuovo polo museale plurisettoriale progettato dal Comune in Porto Vecchio.
L’attivazione del nuovo servizio ha preso vita in seno al progetto di Divulgazione umanistica “Il Caffè, una storia di successo nella cultura regionale ed europea” curato da Franco Rota e finanziato dalla Regione Friuli Venezia Giulia, che comprende una serie di azioni propedeutiche e collaterali al suaccennato futuro insediamento espositivo del Museo del Caffè.

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In  copertina, le bellissime bacche del caffè mentre stanno maturando sulla loro pianta. E qui sopra un angolo del punto di lettura.

 

A Trieste vini di Dolegna del Collio per far festa con Cib’Arte la mostra che invita a riflettere sulla nostra alimentazione

di Giuseppe Longo

TRIESTE – C’erano i vini del Collio, o meglio di Dolegna del Collio, prodotti da Michele Grudina in quel di Scriò, a far festa fra i suggestivi quadri di Cib’Arte, la mostra internazionale di Arte&cultura che potrà essere visitata anche oggi e domani in sala Veruda a Palazzo Costanzi, nel cuore di Città Vecchia a Trieste. Questi gli orari nel weekend: 10-13 e 17-20, ingresso libero. Si tratta di una mostra di poster e fotografie «per raccontare – informa una locandina – alcuni esempi di buone pratiche in ambito imprenditoriale ed associativo e diffondere una narrazione alternativa del sistema del cibo contemporaneo». I temi presentati nei vari pannelli sono stati approfonditi in occasione di due tavole rotonde con la partecipazione di operatori locali e di altri incontri. Per esempio, l’ultimo appuntamento ha avuto ieri sera quale protagonista la dottoressa Simonetta Freschi che ha parlato di “Piccole e grandi imprese agro-alimentari nella Trieste del primo Novecento”. Ma tanti sono stati gli altri temi che durante l’esposizione, durata quasi un mese, hanno avuto quale affascinante punto di riferimento proprio la sfera alimentare, con interessanti focus su salute, ricette e cucina, promozione del cibo sui media, buone pratiche a tavola, alimenti a km0 e tanto altro ancora.

«Di cibo si parla molto, sempre e dovunque, in maniera gioiosa soprattutto quando si pensa: alle immagini dei piatti gustosi e soprattutto belli che solitamente si pubblicano sui media, alla pubblicità sempre più accattivane ed ai programmi di cucina/spettacolo», sottolineano gli organizzatori aggiungendo: «Purtroppo, è inevitabile un po’ di preoccupazione e ansia quando si sente parlare di inquinamento da plastiche, di cibi geneticamente modificati, di sfruttamento dell’ambiente, che fa presagire un futuro con seri problemi alimentari per l’umanità». «Questi e altri temi ancora – si osserva poi – vengono proposti nei lavori degli artisti italiani e stranieri che hanno aderito al progetto di Cib’Arte. Essi, seguendo personali ricerche e suggestioni con creatività e sensibilità colgono e rappresentano (pittura ad olio, grafica, tecniche miste, collage, fiber-art, opere tridimensionali e installazioni) molte tematiche suggerite dal concetto di cibo nella sua storia presente e passata, stimolando riflessioni interessanti». Ricordiamo che la mostra nasce da un progetto dell’Associazione culturale 6idea in collaborazione con l’assessorato alle politiche della cultura e del turismo del Comune di Trieste.

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In copertina e all’interno alcune immagini della mostra allestita a Palazzo Costanzi.

“TriestEspresso Expo” evento strategico per l’economia Fvg. E domani con l’Amdc si parla di sviluppo tecnologico del caffè

«Triestespresso Expo è un evento importantissimo per Trieste e il Friuli Venezia Giulia. Questa città da secoli respira l’aroma del caffè grazie ai suoi rinomati locali storici, le tante industrie del settore presenti e i palazzi del centro che, come la sede della Regione, hanno ospitato rinomate compagnie di navigazione che sono state protagoniste dello straordinario sviluppo economico ed emporiale del capoluogo regionale». Lo ha sostenuto l’assessore alle Autonomie locali, Pierpaolo Roberti, che ieri mattina ha partecipato all’inaugurazione ufficiale di TriestEspresso Expo 2024, l’unica fiera mondiale dedicata all’espresso con visitatori già confermati da 48 Paesi. L’evento, ospitato dal Generali Convention Center fino al 26 ottobre, è organizzato dalla Camera di commercio Venezia Giulia attraverso la sua società in house Aries, in collaborazione con l’Associazione Caffè Trieste e con la co-organizzazione e il contributo del Comune di Trieste.

«Siamo soliti raccontare il Friuli Venezia Giulia attraverso alcuni prodotti enogastronomici come il vino e il formaggio che hanno il sapore del nostro Carso e il profumo del nostro mare. Certamente non possiamo dire la stessa cosa del caffè, che però – ha sottolineato Roberti – ha avuto un ruolo determinante nella trasformazione di Trieste da piccolo centro a grande porto franco dell’Impero austroungarico. Una posizione commerciale di rilievo, implementata nel tempo, che ancora oggi fa di Trieste una delle capitali di questo prodotto a livello nazionale e internazionale”. Nel portare i saluti del governatore Fedriga e dell’intera Giunta regionale, l’assessore Roberti ha rimarcato la valenza globale di questa fiera biennale, giunta alla sua undicesima edizione. “TriestEspresso Expo – ha aggiunto l’assessore – da molto tempo celebra questa tradizione, mettendo in contatto alcune realtà eccellenti del nostro territorio con importanti player del settore che in questo contesto possono conoscere nuove torrefazioni e dare un significativo contributo alla crescita dei traffici».
Nel corso dell’evento inaugurale è stata enfatizzata l’internazionalità della manifestazione. Sono presenti, infatti, visitatori provenienti, tra gli altri, da Corea del Sud, India, Uganda, Arabia Saudita, Etiopia, Burundi, Lettonia, Cina, Ruanda, Serbia, Polonia, Ungheria, Repubblica Ceca, Slovenia, Romania, Germania, Austria, Croazia e molti altri Paesi.

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E domani, 26 ottobre, con inizio alle ore 10, nella Sala “Josef Ressel” del Generali Convention Center del Porto Vecchio di Trieste (viale Miramare 24/2), avrà luogo una tavola rotonda sul tema “Lo sviluppo tecnologico e scientifico nel mondo del caffè”. Promossa dall’Associazione Museo del Caffè di Trieste, nell’ambito della manifestazione “TriestEspresso Expo”, l’iniziativa affronterà aspetti di massima attualità della più recente e rapida evoluzione che sta investendo anche questo settore merceologico.

Roberto Nocera


A discuterne effetti e prospettive interverranno l’ingegner Roberto Nocera, direttore generale de “La San Marco” Spa, la nota società di Gradisca d’Isonzo produttrice di macchine e attrezzature per caffè, Lucio Del Piccolo, studioso e collezionista caffeicolo a livello mondiale, e Marino Petracco, ingegnere chimico e appassionato cultore della materia, per oltre un trentennio ricercatore scientifico presso la Illycaffè. Nell’occasione, sarà anche “celebrato”, il nuovo partenariato tra l’Associazione Museo del Caffè e il museo di macchinari e reperti de “La San Marco” costituito a Gradisca nella sede aziendale. Si tratta, nello specifico – come precisa il presidente della Amdc Gianni Pistrini -, dell’undicesimo rapporto di “gemellaggio” e collaborazione che l’associazione triestina ha instaurato negli anni (fra i più recenti e significativi quello con il prestigioso Museu do Cafe di Santos), sempre con l’obiettivo di divulgare la storia, la cultura e le peculiarità del “prezioso chicco”.

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In copertina, l’assessore regionale Pierpaolo Roberti; all’interno, immagini della giornata inaugurale.

“Fish Very Good”, sarà protagonista nel fine settimana a Trieste la pesca Fvg

«Le iniziative di promozione e di valorizzazione del pescato della nostra regione sono vantaggiose sia per i consumatori, che hanno la certezza della salubrità e della qualità di un prodotto super-controllato, sia per i pescatori del Friuli Venezia Giulia, che hanno bisogno di trovare nella loro attività un profilo di sostenibilità economica». Si è espresso così l’assessore regionale alle Risorse ittiche, Stefano Zannier, intervenuto alla presentazione di “Fish Very Good. Salone a miglio zero 2023”, la vetrina itinerante dei prodotti ittici della regione allestita a Trieste in piazza Ponterosso. Erano presenti nella sede camerale giuliana, tra gli altri, il presidente della Cciaa della Venezia Giulia Antonio Paoletti e il Comune di Trieste con il sindaco Roberto Dipiazza.
«Nonostante l’impegno profuso a livello regionale e locale – ha rilevato Zannier – il futuro della pesca è incerto: dai regolamenti europei giungono indicazioni restrittive, anche con la contrazione delle giornate consentite, indicazioni che sembrano non tenere in considerazione le differenze tra l’esercizio della pesca nel mare del Nord e nel bacino dell’Adriatico. Ben vengano quindi iniziative come “Fish Very Good” che la Regione sostiene e con cui si fa conoscere e si supporta un sistema impegnato ormai da anni a perseguire linee di specializzazione e capace attraverso le proprie organizzazioni di mantenere una condizione economica sufficiente».
Come ha spiegato Paoletti, la rassegna di piazza Ponterosso offrirà 14 showcooking in questo fine settimana destinati a promuovere specie tradizionali dimenticate, scarsamente utilizzate o da acquacoltura. Da oggi le casette dei pescatori proporranno piatti d’assaggio con il salmone della Val Rosandra, la trota di San Daniele, branzini, sarde, sardoni e molluschi. Sarà anche allestita una pescheria didattica per presentare le specie ittiche tipiche, mentre un’imbarcazione ospiterà brevi tour guidati nel Golfo di Trieste.

I problemi dei pescatori:
ora bisogna fare squadra

«Il settore della pesca è molto complesso ed è controproducente muoversi in modo autonomo. Per questo da alcuni anni in Friuli Venezia Giulia istituzioni e operatori stanno lavorando insieme per cercare di superare con spirito positivo le numerose difficoltà che via via si trovano ad affrontare. Un esempio concreto di questo modus operandi è l’istituzione del gruppo di lavoro interdirezionale che opera in stretta collaborazione con chi quotidianamente esce in mare. Dobbiamo proseguire su questa strada, facendo ognuno la propria parte al meglio». Lo ha affermato l’assessore Stefano Zannier intervenendo al convegno “Il nuovo programma Feampa a sostegno del settore pesca e acquacoltura in Friuli Venezia Giulia: focus su strategie di sviluppo, gruppi di azione locale e necessità del comparto” organizzato ieri a Trieste da Gac Fvg, Camera di Commercio Venezia Giulia Trieste Gorizia e Aries.
«Questo sforzo comune – ha sottolineato Zannier – ha messo il Friuli Venezia Giulia nelle condizioni di presentare livelli di sicurezza per i consumatori tra i più elevati in Italia. Un risultato ottenuto grazie all’azione svolta in sinergia dalle categorie economiche, dalle aziende sanitarie e dalle diverse istituzioni. Pertanto è profondamente sbagliato guardare esclusivamente al proprio interesse particolare senza tener conto delle interazioni esistenti. Una direttiva europea che riguarda l’ambiente non può esistere se prima non c’è stato un confronto con il mondo dell’agricoltura, della pesca, dell’industria e del commercio. Allo stesso tempo – ha aggiunto l’esponente della Giunta Fedriga – anon è accettabile che alcune regole siano valide per ogni situazione. Se prendiamo in considerazione i nostri mari, è noto che l’Alto Adriatico è diverso dal Basso Adriatico e ha poche affinità con lo stesso Mediterraneo. Sono contesti che presentano ecosistemi, biologie, specie ittiche e condizioni molto diverse fra loro. Con queste premesse risulta molto difficile – spesso impossibile – applicare sempre e ovunque le medesime regole».
Confrontandosi con gli operatori del settore l’esponente della Giunta regionale ha poi rimarcato l’importanza di interventi sempre più coordinati. «Risulta illogico infatti da una parte supportare un sistema economico orientato verso metodologie di pesca più sostenibili da un punto di vista ambientale e dall’altra imporre livelli superiori di protezione senza fare valutazioni approfondite. È fondamentale invece guardare l’insieme, la complessità delle relazioni esistenti, senza concentrarsi esclusivamente sulla singola circostanza. Se prendiamo in esame poi le analisi tecniche, quelle fatte a terra sono già molto complicate ma in mare diventano difficilissime da realizzare. L’eradicazione di alcune specie marine aliene è di fatto impraticabile. Una soluzione può essere quella di adeguarsi alla situazione. Le meduse e i granchi blu, per esempio, possono diventare una risorsa, ma dentro un quadro normativo e linee guida che devono superare qualsiasi tipo di ipocrisia. In caso contrario – ha concluso l’assessore Zannier – il sistema rischia di collassare definitivamente».

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In copertina, la zona di Ponterosso con il Canal Grande a Trieste; all’interno, l’assessore regionale Stefano Zannier durante i due incontri.

Il “rito del caffé” sia Patrimonio Unesco: Trieste compatta per la candidatura. Ancora un anno per cercare altri sostegni

(f.s.) Pienamente riuscito, con una notevole partecipazione di cittadini e operatori a vario livello interessati, e, soprattutto, con l’espressione di un forte appoggio politico-istituzionale e l’annuncio di importanti e sostanziali novità: in questi termini si possono sintetizzare il successo e la pregnanza di risultati del nuovo incontro pubblico a sostegno della candidatura all’Unesco del Rito del Caffè Espresso italiano quale Patrimonio immateriale dell’Umanità. L’incontro, come annunciato, era stato organizzato dall’associazione Museo del Caffè di Trieste in collaborazione con il Club per l’Unesco di Udine e la partecipazione delle maggiori realtà caffeicole giuliane, nella prestigiosa Sala Bazlen di Palazzo Gopcevic, messa a disposizione dal Comune di Trieste.

A illustrare le ragioni e le strategie della candidatura sono intervenuti per l’Amdc il presidente Gianni Pistrini con il suo “vice”, l’imprenditore Doriano Simonato, la scrittrice e promotrice culturale Renata Capria D’Aronco, presidente del Club per l’Unesco di Udine, il presidente dell’Associazione Caffè Trieste Fabrizio Polojaz, pure coordinatore della cosiddetta “comunità emblematica” che riunisce tutte le realtà caffeicole cittadine partecipanti allo sforzo comune per la candidatura, Omar Zidarich, presidente del Gruppo Italiano Torrefattori di Caffè (che raccoglie i ben 743 torrefattori d’Italia), e Federica Suban, presidente provinciale della Fipe. A livello istituzionale, il vicesindaco e assessore alle Politiche economiche Serena Tonel, l’assessore agli Affari generali e Innovazione tecnologica del Comune di Trieste Michele Lobianco e il presidente del Consiglio comunale cittadino Francesco Di Paola Panteca, mentre il presidente del Consiglio regionale Fvg, Piero Mauro Zanin, ha inviato un circostanziato messaggio di adesione.
La notizia di più immediato impatto emersa nel corso dell’incontro e di massima importanza per le scelte “tattiche” e organizzative che dovranno essere intraprese è che l’Unesco ha recentemente deciso di “sdoppiare” i propri “riconoscimenti” alle realtà e attività di maggior rilevanza culturale a livello mondiale, suddividendole in “materiali” e “immateriali” e, conseguentemente, premiando ad anni alterni l’uno e l’altro di questi ambiti. Ciò comporterà, nella pratica, che la candidatura del Rito del Caffè Espresso italiano quale Patrimonio immateriale dell’Umanità – che ha appunto Trieste tra i principali fautori – potrà essere valutata e giudicata (prima a livello di Comitato Unesco nazionale poi, in caso positivo, al verdetto finale di Parigi) non alla fine di questo mese come si riteneva inizialmente, ma nella primavera del 2024. E’ evidente che questo “slittamento” anziché essere di nocumento potrà, al contrario, consentire una organizzazione della campagna a sostegno della candidatura ben più ampia, estesa e articolata di quanto si sia potuto fare finora, col breve lasso di tempo fin qui disponibile. Potendo così coinvolgere un numero ben maggiore di persone (con opportune raccolte di firme da inviare all’Unesco), enti e istituzioni pubbliche e private, realtà caffeicole e pubblici esercizi, non solo a Trieste ma anche in molte altre località italiane.

Gianni Pistrini

In definitiva, potremo avere parecchie più “chances” di riuscita e tutte le realtà presenti si sono comunemente espresse per cogliere questa inattesa occasione, aumentare gli sforzi e puntare con ancora maggior determinazione verso l’importante obiettivo. In tal senso, assicurando il massimo appoggio istituzionale, è intervenuta innanzitutto Serena Tonel, che ha portato il saluto del sindaco Dipiazza e ha rimarcato come il legame fra Trieste e le molteplici attività della filiera del caffè sia davvero fondamentale per il forte impatto economico e occupazionale che comportano, ma anche per gli aspetti di ricerca scientifica, turismo e cultura che il “prezioso chicco” comporta. Quindi, l’assessore comunale Michele Lobianco – da sempre vicino alle attività dell’Amdc – che ha auspicato il più ampio successo dell’iniziativa e il presidente del Consiglio comunale di Trieste Francesco Di Paola Panteca che ha annunciato di voler proporre all’assise municipale un’apposita mozione di sostegno alla candidatura. Analoga volontà di sostegno anche dal presidente del Consiglio regionale, Piero Mauro Zanin, che – come detto – ha inviato un messaggio di adesione.
Quindi, per le categorie economiche, mentre la presidente provinciale Fipe Federica Suban ha assicurato un forte impegno specifico della Federazione dei Pubblici esercizi, i due principali rappresentanti “caffeicoli”, Fabrizio Polojaz, anche a nome dell’intera “comunità emblematica” delle realtà partecipanti all’”avventura” della candidatura, e Omar Zidarich per i torrefattori – che ha anche portato il saluto e l’adesione del presidente della Camera di Commercio della Venezia Giulia, Antonio Paoletti -, hanno entrambi rimarcato la fondamentale importanza della sinergia fra privato e pubblico, e fra istituzioni, articolazioni della società civile e cittadini tutti, per la riuscita dell’impresa.


Ricordando come Trieste debba avere in ciò un ruolo trainante, forte dei suoi 300 anni di esperienza di commercializzazione e trasformazione del caffè, e di una forte e tutta peculiare tradizione di degustazione della bevanda. Basti ricordare che oggi sui 10 mila addetti operanti nel settore in tutta Italia ben 1.000, più altri 800 nell’indotto, lavorano a Trieste, nelle molteplici professionalità e “punti” della “filiera”. Ma, al di là e oltre la nostra indubbia qualificazione di autentica Capitale del Caffè, oggi – hanno detto – dobbiamo lavorare con le altre città e realtà italiane per un obiettivo comune. Concetto ripreso e ampliato nell’appassionato intervento della presidente del Club per l’Unesco di Udine, Renata Capria D’Aronco, la quale, indicando la necessità di “andare oltre ogni campanilismo per ottenere i risultati che tutti desideriamo”, ha fortemente sottolineato l’adesione e l’azione del sodalizio friulano in piena consonanza con l’associazione Museo del Caffè di Trieste, a partire da questo incontro, “ma ora mobilitandosi uniti per andare a interessare tutte le realtà civili della nostra regione, a cominciare dal mondo della scuola, mentre il nostro Club si impegnerà per coinvolgere ad ampio raggio gli altri Club per l’Unesco, per il miglior successo dell’iniziativa di candidatura”.
“Introdotto” dal vicepresidente Doriano Simonato, che per tutta la sua durata ha brillantemente condotto quella che di fatto è stata una vera e propria “tavola rotonda” fra “attori” diversi pubblici e privati e il pubblico, stimolando e “provocando” domande e interessanti interventi, è toccato infine al presidente dell’Amdc Gianni Pistrini chiudere l’incontro ricordando come l’associazione Museo del Caffè di Trieste abbia, conformemente ai suoi scopi sociali, aderito convintamente e fin dall’inizio a questa iniziativa di valorizzazione e promozione del caffè espresso italiano a livello internazionale, inteso in tutti i suoi aspetti e peculiarità territoriali. “E anche a tal fine e in tale direzione – ha concluso Pistrini, evidenziando pure le molteplici attività svolte recentemente dall’associazione e tra queste in particolare l’importante gemellaggio con il prestigioso Museu do Cafè di Santos -, la stessa attesa creazione, in accordo con le Istituzioni cittadine e prioritario fine istitutivo della Amdc, di un Museo del Caffè degno di questo nome, dedicato alle molteplici testimonianze, oggetti, reperti e vicende umane che da secoli legano la nobile bevanda alla storia, cultura ed economia di questa città emporiale, che potrà essere realizzato nell’area pubblica del Porto Vecchio e direttamente connesso al Museo Commerciale della Città, un forte attrattore di visitatori, turisti, studiosi e appassionati dell’argomento. E se – così ancora Pistrini – tale realizzazione, come auspicato dallo stesso assessore comunale alla Cultura Giorgio Rossi, potrà concretizzarsi e venir anche completata nel corso dell’anno, essa potrà davvero rappresentare un ulteriore e potente “motore” pure ai fini del successo della candidatura italiana all’Unesco del ”Rito del Caffè Espresso italiano quale Patrimonio immateriale dell’Umanità”.

(info: www.amdctrieste.it)

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In copertina, una tazzina dell’immancabile “rito” quotidiano del caffè espresso al bar.

 

Il “rito” del caffè Patrimonio Unesco: Trieste in campo per la candidatura

(f.s.) Un nuovo incontro pubblico a sostegno della candidatura all’Unesco del “Rito del Caffè Espresso italiano quale patrimonio immateriale dell’umanità”, campagna iniziata a livello nazionale nell’autunno scorso e che si concluderà a fine marzo col “verdetto” (di ammissione o meno) della Commissione italiana della stessa Unesco, avrà luogo martedì prossimo 28 febbraio, a Trieste, con inizio alle ore 15.30, alla Sala “Bazlen” di Palazzo Gopcevic (via Rossini 4) e sarà aperto a tutti i cittadini, istituzioni e realtà associative interessate.

Gianni Pistrini


L’incontro, organizzato in quest’occasione dall’associazione Museo del Caffè di Trieste che fin dall’inizio ha convintamente aderito a questa iniziativa di valorizzazione e promozione del caffè italiano, pur nel rispetto delle diverse peculiarità territoriali nel modo di fare e di “vivere” la “nera bevanda” (esempio classico Napoli e Trieste!), si svolgerà con la partecipazione delle maggiori realtà caffeicole triestine e del Club Unesco di Udine, nonché con il supporto del Comune di Trieste che ha concesso la prestigiosa sala sul Canal Grande.
Interverranno per l’Amdc il presidente Gianni Pistrini con il “vice”, l’imprenditore Doriano Simonato, la scrittrice e promotrice culturale Renata Capria d’Aronco, presidente del Club Unesco friulano, il presidente dell’Associazione Caffè Trieste Fabrizio Polojaz che è anche il coordinatore della cosiddetta “comunità emblematica” che riunisce tutte le realtà caffeicole cittadine che partecipano allo sforzo comune per la candidatura, Omar Zidarich, presidente del Gruppo Italiano Torrefattori di Caffè (che raccoglie i ben 743 torrefattori d’Italia), e Federica Suban, presidente provinciale della Fipe. A livello istituzionale hanno dato finora la loro adesione l’assessore agli Affari generali e Innovazione tecnologica del Comune di Trieste Michele Lobianco, il presidente del Consiglio comunale di Trieste Francesco Di Paola Panteca e l’omologo presidente del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia Piero Mauro Zanin.
La finalità dell’incontro, oltre a ribadire la nostra visione, triestina e italiana, secondo la quale il caffè non è solo una bevanda, pur pregiata, ma è prima di tutto un’arte, un modo di essere, un’occasione per stare assieme, un simbolo insomma dell’”italian way of life”, sarà quella di mantenere un’elevata attenzione sull’argomento e far formalizzare adeguatamente l’appoggio istituzionale pubblico alla candidatura del “Rito del Caffè Espresso Italiano” che, come detto, sarà innanzitutto valutata dalla Commissione nazionale, anche con la partecipazione dei Ministeri competenti, per poi, in caso positivo, venir presentata a Parigi per la scelta finale.
L’associazione Museo del Caffè – il cui prioritario fine sociale, lo ricordiamo, è la costituzione, in accordo con le Istituzioni cittadine, di un Museo degno di questo nome, dedicato alle testimonianze, oggetti, reperti e molteplici connessioni che da secoli legano la nobile bevanda alla storia, cultura ed economia di questa città emporiale – non poteva non essere in prima linea anche in questa azione coordinata con le più importanti realtà caffeicole, nell’intento di fare di Trieste, ancora una volta – e in questo caso nell’ambito della più ampia “candidatura nazionale” all’Unesco – un “centro” di primaria importanza per tutto ciò che ruota attorno al “prezioso chicco”.

Per maggiori informazioni tel. 368-435343, www.amdctrieste.it

A Trieste il ritorno di “Olio Capitale” dopo i due anni dello stop pandemico

Torna in presenza, dopo due anni di stop a causa della pandemia, “Olio Capitale”, la rassegna dedicata a produttori e buyer in programma dal 13 al 15 maggio al Trieste Convention Center in Porto Vecchio. Hanno confermato la presenza oltre 170 aziende produttrici provenienti da Italia e Grecia, mentre i buyer arriveranno da tutta Europa e dal Giappone.


La fiera è organizzata da Camera di commercio Venezia Giulia attraverso Aries, in collaborazione con l’Associazione Nazionale Città dell’olio (Anco) e gode del sostegno dell’Unioncamere e della Regione Friuli Venezia Giulia, della partecipazione del Network Mirabilia e la co-organizzazione del Comune di Trieste. Il Ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali (Mipaaf), grazie ai finanziamenti del Programma Operativo del Fondo Europeo per gli Affari Marittimi e per la Pesca (Feamp) 2014/2020, sostiene l’evento e attraverso la Direzione generale della pesca marittima e dell’acquacoltura, che sarà protagonista all’interno dell’esposizione con una serie di azioni di promozione del prodotto ittico nazionale abbinato all’olio extravergine di oliva, nell’ambito di una dieta mediterranea universalmente riconosciuta quale regime alimentare ricco di proprietà benefiche.
Antonio Paoletti, presidente della Cciaa Venezia Giulia, non ha dubbi: «Questa è la fiera della ripartenza. Una scommessa fortemente voluta dalla Camera di commercio Venezia Giulia assieme all’Associazione Città dell’Olio per riportare al centro del dibattito agroalimentare nazionale l’olio extravergine di oliva. Un alimento che è la base della Dieta mediterranea e un elemento importante della qualità del Made in Italy nel mondo. Il settore agroalimentare sta subendo le conseguenze dovute alla guerra in atto in Ucraina e quelle di una generalizzata incertezza economica che ormai pervade il mondo. Dopo il Covid e le sue conseguenze, ora c’è il conflitto con la drammaticità che ha generato a livello sociale ed economico. Con “Olio Capitale” abbiamo inteso riportare Trieste e il Friuli Venezia Giulia nel panorama fieristico nazionale e internazionale. In questi tre giorni di presentazioni, affari, dibattiti, corsi sull’olio extravergine di oliva e show cooking a celebrare l’oro verde ci saranno migliaia di appassionati e numerosi buyer provenienti dall’estero e ai quali abbiamo confezionato incontri d’affari con i produttori presenti in fiera. Potrei dire che finalmente ci ritroviamo in presenza dopo due anni in cui “Olio Capitale” ha comunque continuato con il Concorso internazionale e gli incontri d’affari tra produttori e i buyer in una modalità mista digitale e fisica. Speriamo che questi tempi siamo definitivamente finiti e che ripartiamo assieme».

Antonio Paoletti


Il presidente dell’Associazione Nazionale Città dell’Olio ha specificato che «dopo due anni di assenza i produttori delle Città dell’Olio sono entusiasti di partecipare all’evento fieristico dedicato agli oli Evo più prestigioso d’Italia. Olio Capitale 2022 rappresenta per tutti un’occasione di ripartenza e di riscatto che darà nuovo slancio alla filiera produttiva e una preziosa opportunità di confronto su temi sui cui la nostra Associazione è in prima linea: la salvaguardia del paesaggio olivicolo e il contrasto all’abbandono degli oliveti attraverso politiche di sostegno all’agricoltura sociale e il turismo dell’olio».
“Olio Capitale” avrà anche momenti di condivisone, con convegni dedicati, di degustazione grazie all’Oil Bar e poi tanti show cooking a prenotazione libera. I produttori arriveranno da tutte le regioni italiane mentre i buyer, ovvero gli operatori che si occuperanno di fare il mercato, da Germania, Austria, Serbia, Croazia, Danimarca, Olanda, Francia, Inghilterra, Svizzera, Estonia e Giappone. Il 70% dei visitatori del salone è alla ricerca di nuovi fornitori sia per quanto concerne la grande distribuzione, la vendita al dettaglio e l’import-export.
Il salone aprirà ufficialmente il 13 maggio e alle 10.30 è fissata l’inaugurazione con i saluti istituzionali, mentre dalle 11 alle 12 ci sarà il convegno di apertura dal titolo “Olio Evo di qualità, simbolo del Made in Italy nel mondo. Rinascita degli uliveti, recupero e valorizzazione del paesaggio” moderato da Roberta Giani, condirettrice de Il Piccolo, a cui prenderanno parte Antonio Paoletti, presidente Cciaa Venezia Giulia, Michele Sonnessa, presidente associazione Città dell’olio, Angelo Tortorelli, presidente Network Mirabilia, il sindaco di Trieste e il presidente della Regione Friuli Venezia Giulia. Sono previsti gli interventi del professore Luca Toschi, dell’Università di Firenze, e di Nicola Malorni della Cooperativa sociale Kairos di Termoli.

L’accesso alla fiera (aperta tutti i giorni dalle 10 alle 19) è come sempre a pagamento – sette euro a prezzo pieno, cinque euro per chi effettuerà la pre-registrazione sul sito oliocapitale.it e per gli ingressi ridotti -, ma grazie all’accordo con gli albergatori cittadini chi pernotterà negli hotel convenzionati potrà richiedere un biglietto omaggio.