“Vino Terre” atto secondo, le bottiglie della Cantina di Ramuscello e San Vito vestite dai ragazzi-artisti di Cordenons protagoniste a Sesto al Reghena. Con un omaggio al grande Gherardo Freschi

di Giuseppe Longo

SESTO AL REGHENA – E ora via spediti con “Vino Terre” verso la terza edizione! La Cantina Produttori Ramuscello e San Vito, durante una bellissima festa ospitata nell’auditorium del centro culturale Burovich di Sesto al Reghena, ha infatti presentato al pubblico le bottiglie del secondo anno di questo progetto unico nel suo genere. E l’ha fatto rievocando la figura di un grande friulano, l’agronomo Gherardo Freschi, a 220 anni dalla nascita con la presentazione di un bel libro di Stefano Cosma e Cristina Burcheri.

Il progetto – Dopo aver riposato al buio e in… silenzio, per un anno, in una fossa all’interno del vigneto di produzione; cullate dall’acqua di falda del Tagliamento; degustate da una Commissione di esperti, le 555 bottiglie, con la loro artistica etichetta, sono state svelate proprio con questo evento molto partecipato svoltosi accanto alla meravigliosa Abbazia. Le bottiglie di Refosco dal peduncolo rosso Doc Friuli 2023, uniche al mondo, frutto di un’idea e di un lavoro di gruppo coordinato dal presidente della Cooperativa vitivinicola Gianluca Trevisan e dal suo direttore Rodolfo Rizzi sono state, dunque, le protagoniste dell’appuntamento al quale hanno fatto da corollario una ricca serie di interventi coordinati dal giornalista Adriano Del Fabro.

La presentazione – I lavori si sono aperti con la lettura del messaggio di saluto inviato dal governatore Fvg, Massimiliano Fedriga, il quale ha sottolineato il valore storico e attuale di Gherardo Freschi e il ruolo strategico del settore vitivinicolo per il Friuli Venezia Giulia, ringraziando Enti e partecipanti, e riconoscendo nel progetto “Vino Terre” un significativo esempio di collaborazione e sviluppo del territorio. Dopo i saluti del sindaco di Sesto al Reghena, Zaida Franceschetti; dell’assessore del Comune di San Vito al Tagliamento, Michela Bortolussi, e del presidente Trevisan, è stato il momento del docente, giornalista e scrittore, Walter Tomada, che ha offerto un’ampia e apprezzata riflessione sul contesto storico e culturale in cui visse l’agronomo Freschi, evidenziandone la modernità del pensiero e il ruolo di intellettuale capace di leggere e interpretare le trasformazioni del suo tempo. I giornalisti Stefano Cosma e Cristina Burcheri, poi, hanno presentato il loro libro: “Gherardo Freschi. Un friulano dell’Ottocento tra scienza, visione europea e azione concreta”; un approfondito lavoro di ricerca dedicato al grande e illuminato personaggio vissuto a Ramuscello (1805-1893) che ha dato un significativo contributo allo sviluppo della viticoltura e dell’agricoltura della sua epoca, nel territorio di residenza ma anche in tutto il Friuli.

I ragazzi artisti – Gli studenti del Liceo artistico “Galvani” di Cordenons, accompagnati dal dirigente scolastico, Enrico Quattrin, e dagli insegnanti Moira Piemonte e Sara Marzari, hanno presentato i loro 11 lavori grafici che, diventati etichette, fanno bella mostra di sé sulle bottiglie che, non solo conservano ancora le tracce della terra che le ha protette per dodici mesi ma, per la prima volta in regione, sono anche dotate di tecnologia NFT (Non-Fungible Token) che collega l’acquirente al “gemello digitale” dell’opera. Questo progetto consente ai ragazzi di entrare nel mercato digitale dell’arte contemporanea grazie alla “blockchain”.
Maria Luisa Fichera ha portato i saluti e l’apprezzamento della Comunità di Sant’Egidio poiché, come è noto, la Cantina ha deciso di devolvere, pure per questa edizione, parte del ricavato della vendita del libro su Gherardo Freschi e delle bottiglie di “Vino Terre” alla Comunità benemerita, in sostegno dell’importante progetto dei Corridoi Umanitari, contribuendo così a dare dignità a chi arriva nel nostro Paese in cerca di nuove opportunità. In conclusione, gli apprezzamenti per la realizzazione del progetto e il coinvolgimento così importante e strutturato dei giovani liceali, sono stati rivolti al gruppo dirigente della cooperativa e ai soci dal consigliere regionale Lucia Buna, anche a nome della Giunta del Friuli Venezia Giulia.

Le Città del vino – Anche il Comune di Sesto al Reghena da qualche anno è entrato a far parte dell’ormai grande famiglia delle Città del vino Fvg. Ha pertanto portato un saluto il coordinatore regionale Tiziano Venturini che si è complimentato per l’originale progetto della Cooperativa ramuscellese che qualifica la vitivinicoltura di questa importante area del Vigneto Fvg.

L’emozionante colonna sonora della mattinata è stata affidata al fisarmonicista Paolo Forte. L’evento ha ottenuto il patrocinio della Regione Friuli Venezia Giulia, dei Comuni di Sesto al Reghena, di San Vito al Tagliamento, di Cordovado, di Confcooperative Pordenone e dell’Associazione Città del Vino. Al termine, con un graditissimo rinfresco nel cortile “inondato” da un sole quasi primaverile, e accompagnato dagli splendidi vini della Cantina Produttori Ramuscello e San Vito, si è conclusa la giornata-evento, dando appuntamento alla prossima edizione. Che sarà, come detto, la terza di un progetto unico nel suo genere e che ha fatto molto parlare di sé e della Cooperativa che l’ha promosso. Per cui arrivederci al 2026!

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In copertina e qui sopra, alcune delle bellissime etichette realizzate dagli studenti del Galvani di Cordenons; all’interno, immagini della cerimonia: con il dirigente scolastico e gli insegnanti, il presidente Gianluca Trevisan e il direttore Rodolfo Rizzi; l’auditorium gremito, gli autori Stefano Cosma e Cristina Burcheri, il coordinatore Fvg Città del vino Tiziano Venturini e il docente Walter Tomada.

(Al servizio fotografico ha collaborato anche Claudio Fabbro)

Ramuscello e San Vito, breve stop pasquale in Cantina che continuerà a lavorare sulla strada della sostenibilità

(g.l.) Breve vacanza per la Cantina Produttori di Ramuscello e San Vito in occasione delle festività pasquali. La cooperativa in Comune di Sesto al Reghena rimarrà, infatti, chiusa questo pomeriggio, Venerdì Santo, e il Lunedì di Pasqua, mentre il punto vendita – assicura l’azienda – rimarrà regolarmente aperto anche oggi e domani, esclusi ovviamente i giorni di domenica e di Pasquetta. Nel contempo, il presidente Gianluca Trevisan, il consiglio di amministrazione e la direzione, guidata dall’enologo Rodolfo Rizzi, colgono l’occasione per formulare i migliori auguri agli associati, ai clienti e a tutti coloro che intrattengono rapporti con la Cantina.

Il presidente Gianluca Trevisan…

… e il direttore Rodolfo Rizzi.

Come si ricorderà, Trevisan era stato rieletto alla presidenza della importante cooperativa vitivinicola in occasione dell’ultima assemblea, che era stata convocata per l’approvazione del bilancio chiuso al al 31 luglio 2023 che registrava un fatturato di oltre 13,2 milioni di euro (con un incremento del 17% sull’anno precedente) e un utile superiore a 41mila euro. Nell’occasione, il presidente Trevisan aveva osservato: «È stato un triennio in crescendo che ha visto un aumento dei soci conferenti (158, operativi in 18 diversi Comuni del Fvg, con una decina dal vicino Veneto), di ettari vitati (861), di uva conferita (130mila quintali) e di investimenti (oltre 4 milioni di euro)». Tre anni che hanno visto un continuo miglioramento dei vigneti, la loro conduzione agronomica, la qualità delle uve e dei vini commercializzati. Un lavoro che continuerà anche in questo nuovo anno per finalizzare al meglio sia gli investimenti programmati (potenziamento del reparto pigiatura e stoccaggio, piantumazione del bosco didattico, vetrificazione vasche e pavimentazione cantina), che nel consolidare il rapporto di fiducia della base sociale con il gruppo dirigente.
«Territorio e sostenibilità sono i binari sui quali viaggia spedita la nostra azienda – aveva aggiunto il direttore Rizzi -, come testimoniato anche dalle certificazioni ottenute dalla Cantina (biologica, vino vegano, Sqnpi, Iso 9001) che ci offrono pure ulteriori opportunità di crescita commerciale. Il nuovo depuratore, inaugurato nel luglio scorso, è oramai diventato un fiore all’occhiello della cooperativa, in grado di ripulire tutte le acque di lavorazione garantendo, così, un risparmio idrico notevole e una maggiore attenzione all’ambiente. Per questo motivo, parte dell’acqua depurata verrà utilizzata, primi in regione, per il lavaggio in tutta sicurezza degli atomizzatori dei nostri soci. Non dimentichiamo, infine, che abbiamo quadruplicato la potenza del nostro impianto fotovoltaico che oggi produce 245 kWh e ci permette, durante la vendemmia, un’alta autonomia energetica». Ricordiamo, infine, che proprio attraverso questo nuovo depuratore, la Cantina Produttori di Ramuscello e San Vito continuerà a lanciare un messaggio positivo ai ragazzi che faranno visita alla cooperativa, dove potranno ammirare anche il murale del maestro Francesco Tullio Altan.

Il murale di Francesco Tullio Altan.

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In copertina, una veduta della Cantina Produttori di Ramuscello e San Vito.

Il “caso Irlanda” preoccupa Assoenologi: moderazione nel consumo del vino, ma no a quei pericolosi messaggi in etichetta

(g.l.) Il “caso Irlanda”, riferito ovviamente ai “messaggi” allarmistici da porre in etichetta per tutti i prodotti alcolici e quindi anche per il vino, non poteva non avere una preoccupata eco anche all’importante Simposio che Assoenologi ha appena tenuto a Napoli sul tema, mai così attuale, “Vino e Salute tra alimentazione e benessere”. E difatti si è subito levata forte e chiara, riguardo ai venti minacciosi che soffiano dall’isola e da Bruxelles, la voce del presidente Riccardo Cotarella che ha aperto i lavori dinanzi ai migliori esperti, a livello internazionale, del settore medico e alimentare, mentre collegati in video-conferenza c’erano i ministri della Salute, Orazio Schillaci, e delle Risorse agricole, Francesco Lollobrigida.


«Con questa inusuale coincidenza – ha affermato il leader nazionale dei tecnici della vite e del vino – ci viene data l’opportunità per ribadire la nostra contrarietà a questo silenzio-assenso dell’Unione Europea, riguardante l’inserimento, nelle etichette delle bevande alcoliche, vino compreso, di messaggi o immagini per scoraggiarne l’uso. Una deriva che l’Irlanda vorrebbe a breve adottare al fine di dimostrare una correlazione tra l’assunzione di alcol e alcune gravi patologie umane». E ha aggiunto: «Tutto questo è molto grave e noi enologi siamo chiamati, in prima persona, a fare chiarezza sull’uso moderato e intelligente del vino. Oggi, grazie alla presenza al nostro Convegno di scienziati del comparto medico, avremmo l’opportunità, in base ai loro studi, di tracciare la strada che dovremmo percorrere in futuro».
A questo discorso iniziale di Cotarella, e con la stessa forza, hanno fatto eco i due esponenti del Governo presieduto da Giorgia Meloni, i quali, con riferimento al senso salutistico ma anche al futuro del comparto agroalimentare, hanno auspicato come la moderazione nei consumi del vino stia alla base di ogni nostra scelta. Orazio Schillaci, a tale riguardo, ha affermato che bisogna «promuovere la conoscenza al fine di espandere la consapevolezza del consumatore e promuovere un corretto consumo del vino prevenendo gli abusi», sottolineando altresì la necessità di «campagne nelle scuole promosse dal Ministero della Salute» al fine di divulgare il corretto uso degli alcolici. «Il principio chiave del Governo – ha aggiunto il ministro – è quello di sostenere il prodotto italiano senza penalizzarlo e, contemporaneamente, di salvaguardare la salute umana».
Deciso anche l’intervento di Francesco Lollobrigida, titolare dell’Agricoltura e della Sovranità alimentare, il quale ha affermato: «Promuoviamo il nostro vino nel mondo. Il settore per l’Italia intera è strategico. “Vino e salute” è un convegno che arriva al momento giusto in questi giorni in cui si sta applicando l’etichetta della salute nel vino, in alcuni Paesi. La commissione Eu non ha mosso obiezione dinanzi tale applicazione. Noi ci prendiamo l’impegno di contrastare questo uso “offensivo” dell’etichetta della salute nei nostri vini. Come? Prima di tutto facendo sistema e sostenendo chi già fa bene, chi crea qualità ed eccellenza. In tutto il mondo si parla di comunicare la “salute” nel modo giusto. Ma l’applicazione del bollino colorato nei prodotti è un condizionamento che scagiona i prodotti delle grandi multinazionali a scapito del prodotto artigianale. Forti delle nostre ragioni abbiamo ostacolato il “nutriscore” posticipando al 2024 la sua possibile applicazione. Non possiamo utilizzare oltremodo la parola vino anche in quelli che sono i nuovi prodotti dealcolizzati. Serve una distinzione tra uso e abuso».

Giorgio Calabrese

È stata, dunque, la parola “moderazione” la chiave di tutti gli interventi che si sono susseguiti. In particolare, il cardiologo Vincenzo Montemurro ha osservato come i due/tre bicchieri di vino durante i pasti per l’uomo (20/30 grammi di alcol) e metà dose per le donne, vista la mancanza genetica di un enzima specifico, siano uno stimolo per l’attività cardiaca e dimostrino, da studi fatti, una maggior longevità rispetto ad un astemio. Anche il noto dietologo Giorgio Calabrese, popolare volto televisivo, oltre ad avvalorare le tesi del cardiologo ha illustrato gli esiti degli studi eseguiti negli Usa dove è stato dimostrato come il paziente diabetico, a differenza di quanto sostenuto fino a poco tempo fa, assumendo una moderata quantità di vino migliori la sua condizione patologica. Inoltre, il vino, essendo ricco in resveratrolo e di tanti altri composti a base di polifenoli, agisce, nel corpo umano, come antiossidante e antinfiammatorio. Stesse considerazioni sono state portate dal neurologo Rosario Iannacchero, il quale però ha sottolineato come l’abuso di sostanze alcoliche, abbinato ad una errata dieta e al fumo, si metta in correlazione con gravi patologie legate all’ictus e alle malattie delle arterie periferiche.
Ad assistere al Simposio napoletano c’era una folta presenza di enologi da tutta Italia e, tra loro, anche Rodolfo Rizzi, direttore generale della Cantina di Ramuscello, terza realtà produttiva del Friuli-Venezia Giulia, e già presidente per lunghi anni di Assoenologi Fvg. L’enologo Rizzi, da un lato, ha espresso la sua preoccupazione per quanto appunto accade a Bruxelles e, dall’altro, ha fatto emergere una chiara soddisfazione per i risultati usciti dal Convegno ricordando come il settore vitivinicolo italiano sia una trave portante della nostra economia. «Coinvolge – ha aggiunto infatti il responsabile tecnico della cooperativa in Comune di Sesto al Reghena – il turismo, la paesaggistica, l’enogastronomia e per finire l’export che, grazie ai 14 miliardi di euro, diventa di fondamentale importanza».

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In copertina, il presidente nazionale di Assoenologi Riccardo Cotarella con Rodolfo Rizzi direttore della Cantina di Ramuscello.

Un invito da “Cantine Aperte a Natale”. Ramuscello, attivo solo il punto vendita

“Cantine Aperte a Natale”: ecco l’ultimo evento dell’anno con il Movimento Turismo del Vino Friuli Venezia Giulia, guidato da Elda Felluga. Anche durante le imminenti festività sarà, infatti, possibile scegliere tra numerose iniziative e proposte a tema natalizio e scoprire le fantasiose confezioni preparate ad hoc con selezionate bottiglie per tutte le occasioni oppure arricchite da biscotti, confetture, dolci e altri prodotti tipici a km0, accompagnati dal vino più indicato per un abbinamento ottimale. Ecco, pertanto, le aziende che invitano gli enoturisti:
In provincia di Gorizia, Castello di Rubbia a Savogna d’Isonzo, frazione San Michele del Carso; Crastin di Collarig Sergio a Dolegna del Collio; Graunar Davide di San Floriano del Collio; Marcuzzi Viticola, sempre a San Floriano; Pascolo, ancora di Dolegna, località Ruttars.
In provincia di Udine: Bucovaz Wines di San Giovanni al Natisone, frazione Dolegnano; Di Gaspero, sempre di Dolegnano; Cadibon, Gigante Adriano e Le Due Torri, a Corno di Rosazzo; Dario Coos, a Ramandolo di Nimis; de Claricini, a Moimacco; Elio Vini di Cividale; Zorzettig, a Spessa di Cividale; La Magnolia di Cividale; Ferrin Paolo di Camino al Tagliamento; Grillo Iole di Prepotto; Isola Augusta di Palazzolo dello Stella; Pontoni Flavio di Buttrio; Rocca Bernarda di Premariacco, frazione Ipplis; Ronc Dai Luchis di Faedis; Tenuta Pribus di Bagnaria Arsa; Vigne del Malina di Remanzacco; Villa Vitas di Cervignano, frazione Strassoldo; Barone Ritter De Záhony, Ca’ Tullio, Cantina Puntin e Tarlao, tutte di Aquileia; Cantina Ballaminut di Terzo di Aquileia.
Infine, in provincia di Pordenone: Bulfon di Valeriano e I Magredi di San Giorgio della Richinvelda, frazione Domanins; poi ancora Conti della Frattina e Pitars di San Martino al Tagliamento. La lista delle cantine aderenti, con le giornate e gli orari di apertura, le iniziative collaterali e tutte le informazioni sono disponibili sul sito web www.cantineaperte.info

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La Cantina di Ramuscello e San Vito.

Al termine di un anno davvero eccezionale, di grande ripresa post-pandemica, la Cantina Produttori di Ramuscello e San Vito si prende un meritato periodo di riposo coincidente proprio con le festività di fine anno. La cooperativa che ha sede nel Comune di Sesto al Reghena osserverà, infatti, questo calendario di chiusura: uffici e produzione da domani 24 dicembre a sabato 7 gennaio compreso. Invece, il punto vendita rimarrà chiuso solo lunedì 26 dicembre, Santo Stefano, e venerdì 6 gennaio, Epifania.

Anche Ramuscello (con Sesto al Reghena) ora è una delle Città del vino targate Fvg

Da ieri chi arriva a Sesto al Reghena, ma anche a Ramuscello, riceve il benvenuto non solo dalla consueta segnaletica che indica la località, ma anche da un cartello rosso delle Città del Vino. All’inizio di quest’anno, infatti, il Comune pordenonese è entrato ufficialmente a far parte dell’Associazione nazionale guidata da Angelo Radica. Come si ricorderà, la cerimonia di insediamento si era tenuta all’auditorium Burovich alla presenza dei vertici regionali delle Città del Vino, guidati dal coordinatore Fvg Tiziano Venturini, che è pure assessore alle attività produttive e turismo del Comune di Buttrio. Presente, per l’occasione, anche il presidente nazionale uscente dell’Associazione, Floriano Zambon, che a novembre ha appunto passato il testimone al nuovo leader.


Questo importante riconoscimento al Comune di Sesto al Reghena, oggi guidato dal sindaco Marcello Del Zotto, è stato fortemente voluto anche dalla Cantina Produttori di Ramuscello e San Vito che da sempre crede nelle potenzialità economiche e produttive di questo territorio. Oggi, i Comuni del Friuli Venezia Giulia, aderenti alle Città del Vino, sono 30: oltre a Sesto al Reghena, Aquileia, Bertiolo, Buttrio, Camino al Tagliamento, Capriva del Friuli, Casarsa della Delizia, Chiopris Viscone, Cividale del Friuli, Cormons, Corno di Rosazzo, Dolegna del Collio, Duino Aurisina, Gorizia, Gradisca d’Isonzo, Latisana, Manzano, Mariano del Friuli, Moraro, Nimis, Palazzolo dello Stella, Povoletto, Premariacco, Prepotto, San Giorgio della Richinvelda, Sequals, Trivignano Udinese, Torreano, Pocenia e San Giovanni al Natisone. Vi aderiscono anche cinque Pro Loco: Casarsa della Delizia, Buttrio, Duino Aurisina, Bertiolo e Latisana. Tra i Comuni e Pro Loco, incorporati in questa Associazione, sono coinvolti oltre 150 mila abitanti e da questo si capisce l’importanza strategica dell’enoturismo nelle Città del Vino. Inoltre, il Comune di Duino Aurisina è stato elevato a “Città Italiana del Vino 2022”, vera e propria capitale dell’enoturismo che, grazie ad una ricca serie di eventi, vedrà coinvolto non solo il centro giuliano, ma anche il resto del territorio regionale.

Anche il sindaco di Sesto, nel suo intervento durante i festeggiamenti del sessantesimo anno di attività della Cantina Produttori di Ramuscello, tenutosi lo scorso giugno, aveva sostenuto come il suo Comune oggi rivesta un’importanza, a livello regionale, sia nel settore vitivinicolo che per l’offerta turistica proposta. Una storia, quella di Sesto al Reghena, raccontata dalla vicepresidente della Cantina di Ramuscello, Laura Bertolin, che viene collocata all’epoca preromana, come ci confermano i numerosi reperti archeologici rinvenuti nel territorio.
La romanità di Sesto è ribadita dal suo stesso toponimo. Infatti, Sesto era una “statio”, ossia un posto militare collocato al sesto miliario della strada che collegava Concordia con il Norico (Austria). Conobbe un significativo sviluppo con la dominazione longobarda, ma fu poi piegata dalle scorrerie degli Ungheri. Nel Medioevo, poi, Sesto al Reghena visse un periodo di grande splendore con l’annessione dell’Abbazia e dei suoi territori al dominio feudale del Patriarcato di Aquileia, fino a quando Venezia invase militarmente il Friuli nel 1418. Con il Trattato di Campoformido, del 1797, si pose fine alla vita della Repubblica Veneta e nell’Ottocento il territorio di Sesto si intrecciò con le vicende del Regno Lombardo-Veneto fino all’annessione al Regno d’Italia.

L’attuale denominazione di Sesto al Reghena risale appunto al 1867, un anno dopo quello di che vide il Friuli unito all’Italia e fa riferimento al fiume che attraversa il paese. Anche la frazione di Ramuscello prende il nome da un antico affluente del Tagliamento: un piccolo borgo, ma importante e rinomato luogo vitivinicolo grazie anche al prezioso lavoro dell’agronomo Gherardo Freschi che, nella metà dell’Ottocento, dette un formidabile slancio all’agricoltura locale con particolare attenzione alla viticoltura. Erede di questa tradizione viticola è sicuramente la Cantina Produttori di Ramuscello che in questi ultimi anni, sotto la presidenza di Gianluca Trevisan e la direzione generale di Rodolfo Rizzi, sta imprimendo un notevole slancio produttivo ed economico. Non ultima, l’adesione proprio alle Città del Vino nazionale, che ora ha visto la posa ufficiale della cartellonistica turistica all’ingresso dei centri abitati, iniziativa che proietta il territorio di Ramuscello e di Sesto al Reghena su nuovi circuiti enogastronomici e turistici che sicuramente avranno ampia visibilità anche oltre i confini regionali.

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In copertina, Tiziano Venturini, coordinatore Fvg delle Città del vino, con il cartello rosso dell’Associazione nazionale; all’interno, un momento dell’incontro in Cantina.

(Foto Claudio Fabbro)

La Cantina di Ramuscello oggi festeggia Sesto al Reghena “Città del vino”

(g.l.) La Cantina Produttori di Ramuscello e San Vito si appresta a festeggiare un nuovo importante traguardo. Infatti, dopo la recente, bellissima celebrazione per i sessant’anni della cooperativa, per stamane ha indetto un incontro dedicato all’inserimento anche del Comune di Sesto al Reghena (Ramuscello è una sua frazione) nella grande “famiglia” nazionale delle Città del Vino, che oggi in Friuli Venezia Giulia conta la bellezza di trenta civiche amministrazioni e di cinque Pro Loco. E la Cantina, diretta dall’enologo Rodolfo Rizzi e presieduta da Gianluca Trevisan, è stata una degli artefici più convinti per il raggiungimento di questo importante obiettivo. Pertanto, alle 11, obiettivo sulla posa dell’indicazione “Città del Vino” in prossimità del cartello della frazione; seguirà un momento conviviale.
Come si ricorderà, in gennaio, la Cantina di Ramuscello e San Vito – sulla quale l’anno scorso si erano accesi i riflettori per la produzione dell’innovativo “vino vegano” -, il Comune di Sesto al Reghena e la Confraternita della Vite e del Vino del Veneto Orientale e del Friuli Venezia Giulia avevano indetto grande festa per queste tre realtà cittadine – produttiva, istituzionale e culturale – per l’ingresso della storica comunità castellana appunto nel circuito delle Città del Vino Fvg. Nell’occasione, si era tenuta anche l’assemblea regionale del Coordinamento Cdv, guidato a Tiziano Venturini.

La Cantina di Ramuscello e San Vito.


Dicevamo, dunque, dei 60 anni della cooperativa ramuscellese. Un traguardo che era stato festeggiato, poco più di un mese fa, con un grande evento che ha visto svilupparsi anche un interessante dibattito sul tema “La cooperazione vitivinicola tra tradizione e riorganizzazione manageriale”. Nel contempo, il direttore Rizzi aveva illustrato le bottiglie celebrative della 60ma vendemmia, dedicate al Pinot grigio e al Refosco dal peduncolo rosso, mentre la vicepresidente Laura Bertolin aveva ripercorso la prestigiosa storia dell’azienda e della sua crescita quantitativa e soprattutto qualitativa. Era emerso, tra l’altro, che nell’anno in corso il bilancio della Cantina supererà i 13 milioni di euro di fatturato (3,5 milioni in più rispetto all’esercizio precedente) e i 100 mila quintali di uve raccolte, dai 750 ettari vitati appartenenti ai 158 vignaioli soci, che fanno riferimento alla cooperativa da ben 21 Comuni di tre diverse province, Pordenone, Udine e Treviso. Era stato pure messo in evidenza il progetto di un continuo miglioramento qualitativo dei vini in produzione: nel 2020 ha infatti preso avvio l’esperienza del Sistema di Qualità Nazionale di Produzione Integrata (Sqnpi), uno schema di certificazione che ha come obiettivo quello di valorizzare le produzioni agricole vegetali ottenute in conformità ai disciplinari regionali di produzione integrata, riconosciuto a livello comunitario) coinvolgendo 466 ettari vitati di 34 soci. Quest’anno, i soci interessati sono raddoppiati (66) e gli ettari coinvolti sono saliti a 630.
Nel 2021, come dicevamo, per la prima volta in Friuli Venezia Giulia, grazie al protocollo di Ceviq (Certificazione Vini e prodotti Italiani di Qualità), sono stati certificati 5.400 ettolitri di “vino vegano”, notizia che ha suscitato molto interesse in regione e a livello nazionale. È di pochi giorni fa, infine, l’annuncio della certificazione biologica per la Cantina. «La qualità e la sostenibilità non sono solo delle parole ma, per noi, significano agire concretamente – aveva commentato il presidente Trevisan -. Siamo vicini anche al raggiungimento della certificazione Iso 9001 e Ambientale e a quella Zero Residui».

I Comuni aderenti alle Città del Vino in regione sono 30: Aquileia, Bertiolo, Buttrio, Camino al Tagliamento, Capriva del Friuli, Casarsa della Delizia, Chiopris Viscone, Cividale del Friuli, Cormons, Corno di Rosazzo, Dolegna del Collio, Duino Aurisina – Devin Nabrežina, Gorizia, Gradisca D’Isonzo, Latisana, Manzano, Mariano del Friuli, Moraro, Nimis, Palazzolo dello Stella, Povoletto, Pocenia, Premariacco, Prepotto, San Giorgio della Richinvelda, San Giovanni al Natisone, Sequals, Sesto al Reghena, Trivignano Udinese, Torreano. Aderiscono anche 5 Pro Loco: Casarsa della Delizia, Buri Buttrio, Mitreo Duino Aurisina, Risorgive Medio Friuli Bertiolo e Manzano.

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In copertina, la festa per i 60 anni col presidente Trevisan e il direttore Rizzi.

 

Grande festa domani a Sesto al Reghena che ora è Città del vino Numero 28 in Fvg

(g.l.) Il Comune di Sesto al Reghena, la Cantina di Ramuscello e San Vito e la Confraternita della Vite e del Vino del Veneto Orientale e del Friuli Venezia Giulia: grande festa per queste tre realtà cittadine – istituzionale, produttiva e culturale – per l’ingresso della storica comunità castellana nel circuito delle Città del Vino del Friuli Venezia Giulia, che così salgono a 28. Come già annunciato, si terrà infatti domani, 22 gennaio, all’auditorium Burovich, l’assemblea regionale del Coordinamento Cdv guidato a Tiziano Venturini. All’importante incontro ha annunciato la partecipazione anche l’ex presidente nazionale dell’associazione, il coneglianese Floriano Zambon, che a novembre ha passato il testimone al chietino Angelo Radica.

Tiziano Venturini


La scelta della città della famosa Abbazia per l’importante riunione è nata dopo l’adesione di Sesto al Reghena all’Associazione nazionale Città del Vino. Nuovo associato anche il Comune di Mariano del Friuli e tra le Pro Loco quelle Buri di Buttrio, Mitreo di Duino Aurisina e Risorgive Medio Friuli di Bertiolo.  Nel programma della giornata, che sarà aperto dal saluto del sindaco Marcello del Zotto, Tiziano Venturini (che è anche assessore alle attività produttive e turismo del Comune di Buttrio e membro della giunta nazionale dell’associazione) – coadiuvato dal suo vice Maurizio D’Osualdo (vicesindaco di Corno di Rosazzo e pure membro del consiglio nazionale delle Città del Vino) – trarrà un bilancio del 2021 e presenterà il programma per il nuovo anno, che per il Vigneto Fvg sarà molto importante essendo questa regione a esprimere per il 2022, con Duino Aurisina, la Città del vino.
All’ordine del giorno, anche il primo intervento del neo Ambasciatore delle Città del Vino Francesco Marangon, professore all’Università di Udine, e dello stesso Comune di Duino Aurisina – Devin Nabrežina (che sarà vera e propria “capitale” dell’enoturismo con una ricca serie di eventi che interesseranno non solo il centro giuliano, ma anche il resto del territorio regionale nei prossimi mesi). Sarà poi consegnata la bandiera delle Città del Vino non solo a Sesto al Reghena ma anche alle sopracitate Pro Loco (sarà presente il presidente regionale Valter Pezzarini).

Il Castello e l’Abbazia.

Oggi i Comuni aderenti alle Città del Vino in regione sono appunto 28: Aquileia, Bertiolo, Buttrio, Camino al Tagliamento, Capriva del Friuli, Casarsa della Delizia, Chiopris Viscone, Cividale del Friuli, Cormons, Corno di Rosazzo, Dolegna dl Collio, Duino Aurisina – Devin Nabrežina, Gorizia, Gradisca d’Isonzo, Latisana, Manzano, Mariano del Friuli, Moraro, Nimis, Palazzolo dello Stella, Povoletto, Premariacco, Prepotto, San Giorgio della Richinvelda, Sequals, Sesto al Reghena, Trivignano Udinese, Torreano. Aderiscono anche quattro Pro Loco: Casarsa della Delizia, Buri Buttrio, Mitreo Duino Aurisina e Risorgive Medio Friuli Bertiolo.

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In copertina, distesa di vigneti nelle Grave del Friuli zona Doc di cui fa parte anche Sesto al Reghena.

E ora c’è anche Sesto al Reghena fra le Città del Vino Fvg che così diventano 28

Continuano a crescere le Città del Vino del Friuli Venezia Giulia, avvicinandosi alla trentina. Il Comune di Sesto al Reghena entra, infatti, a far parte dell’Associazione nazionale che dal 1987 promuove un lavoro di rete tra tutte quelle località che hanno nel comparto vitivinicolo una parte importante del proprio tessuto sociale ed economico. In Fvg, con l’ingresso dell’amministrazione sestense, salgono così a 28 i Comuni aderenti, ai quali si aggiungono 4 Pro Loco. Per celebrare l’entrata del borgo della storica Abbazia tra le sue aderenti, il Coordinamento del Friuli Venezia Giulia delle Città del Vino ha scelto di tenervi la prossima assemblea regionale, sabato 22 gennaio, trovando l’entusiastica adesione alla sua proposta del sindaco Marcello Del Zotto. La riunione si terrà all’auditorium Burovich e sarà presente nell’occasione anche l’ormai ex presidente nazionale, il coneglianese Floriano Zambon, che come è noto in novembre ha passato il testimone al chietino Angelo Radica.

Il sindaco Marcello Del Zotto.


«L’entrata tra le Città del Vino – ha commentato Del Zotto – valorizzerà ulteriormente la particolare vocazione agricola e vitivinicola del nostro territorio comunale, che rientra in ben due zone Doc, quelle delle Grave e del Lison Pramaggiore. La presenza della Cantina di Ramuscello, terza in regione per dimensione e attenta alle finalità sociali e ambientali della sua produzione, della storica Sagra del Vino del mese di marzo, sempre a Ramuscello, e della sede capitolare della Confraternita della Vite e del Vino del Veneto Orientale e del Friuli Venezia Giulia, istituto che valorizza i vini tipici, sono le altre preziose peculiarità della nostra realtà. Assieme alle Città del Vino, già a partire dall’assemblea regionale, vogliamo instaurare un proficuo rapporto di collaborazione, anche nel quadro della promozione dell’enoturismo e della viticoltura sostenibile».

Il coordinatore Cdv Tiziano Venturini.


«Siamo lieti – gli ha fatto eco il coordinatore regionale delle Città del Vino, Tiziano Venturini, assessore alle attività produttive e turismo del Comune di Buttrio e membro della giunta nazionale dell’associazione – di accogliere Sesto al Reghena nella nostra “famiglia”. Con l’amministrazione sestense ampliamo la rete nella Destra Tagliamento, dove ci sono già i Comuni di Casarsa della Delizia, San Giorgio della Richinvelda e Sequals, oltre alla Pro Loco casarsese. Con l’entrata di Sesto al Reghena, e quella contestuale di Mariano del Friuli, consolidiamo i nostri numeri, che vedono ora presenti nel territorio vitato delle nostre Città tutte le Denominazioni d’origine controllata della regione e l’11% della popolazione del Friuli Venezia Giulia, con circa 130 mila abitanti. Il tutto in un anno speciale come questo 2022 appena iniziato, in cui proprio la regione, grazie al Comune di Duino Aurisina – Devin Nabrežina scelto come “Città Italiana del Vino”, sarà al centro dell’attenzione di tutto il comparto enoturistico nazionale».
I lavori dell’assemblea, aperti agli amministratori dei Comuni e Pro Loco aderenti, vedranno nell’ordine del giorno proprio la consegna ufficiale della bandiera delle Città del Vino al sindaco Marcello Del Zotto e alla sua amministrazione comunale.

I Comuni aderenti alle Città del Vino in regione sono 28: Aquileia, Bertiolo, Buttrio, Camino al Tagliamento, Capriva del Friuli, Casarsa della Delizia, Chiopris Viscone, Cividale del Friuli, Cormons, Corno di Rosazzo, Dolegna dl Collio, Duino Aurisina – Devin Nabrežina, Gorizia, Gradisca D’Isonzo, Latisana, Manzano, Mariano del Friuli, Moraro, Nimis, Palazzolo dello Stella, Povoletto, Premariacco, Prepotto, San Giorgio della Richinvelda, Sequals, Sesto al Reghena, Trivignano Udinese, Torreano. Aderiscono anche quattro Pro Loco: Casarsa della Delizia, Buri Buttrio, Mitreo Duino Aurisina e Risorgive Medio Friuli Bertiolo.

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In copertina, il Castello e la torre abbaziale, due simboli storici della “Città” di Sesto al Reghena.