Cantina di Ramuscello, 60 vendemmie e una crescita continua nella qualità

di Claudio Soranzo

SESTO AL REGHENA – Sessanta vendemmie, 60 e più anni di lavoro nei campi, soprattutto in vigna, sono un vero e proprio record che la Cantina Produttori di Ramuscello e San Vito ha festeggiato alla grande, non solo con un sontuoso party, ma soprattutto con una tavola rotonda che ha visto in qualità di relatori un parterre di tutto rispetto e un uditorio davvero imponente. Moderato e soprattutto stuzzicato da un presentatore d’eccezione qual è il direttore di Wine Meridian, Fabio Piccoli, il dibattito con il tema “La cooperazione vitivinicola tra tradizione e riorganizzazione manageriale” ha avuto momenti molto importanti, vista la competenza e l’autorevolezza dei relatori.

Il presidente Gianluca Trevisan…

… e il direttore Rodolfo Rizzi.

 

A dare il “la” al convegno è stato il presidente del Comitato Nazionale Vini del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, Attilio Scienza: «Le Doc, i territori vitivinicoli e la riscoperta delle varietà autoctone devono ringraziare la cooperazione che, in tempi non sospetti, ha capito quanto fosse importante stabilire nuove regole per la rinascita del vino italiano. Le cantine cooperative sono chiamate ora a un nuovo salto di qualità per affrontare i cambiamenti in corso e diffondere le nuove conoscenze». «La cooperazione vitivinicola, attraverso la quale passa il 58% del vino della Penisola – gli ha fatto eco Riccardo Cotarella, presidente di Assoenologi, apparso da remoto sul megaschermo -, assieme ai produttori e agli enologi ha assunto un ruolo determinante per il rinnovamento del comparto e delle sue numerose diversità. In questo contesto, la Cantina Produttori di Ramuscello ha saputo trovare un significativo spazio d’avanguardia in molti campi, compreso quello della sostenibilità praticata, e non solo parlata». A porre, poi, l’accento sull’importanza di un totale coordinamento, facendo rete per non disperdere la capacità di azione del movimento cooperativo – che deve ancora prendere completa consapevolezza della sua forza e responsabilità nel governo del settore – sono stati i cooperatori Luca Rigotti, coordinatore del Settore vitivinicolo di Alleanza Cooperative Agroalimentari; Corrado Casoli, presidente del Gruppo Italiano Vini e il padrone di casa Gianluca Trevisan, presidente della Cantina. Al partecipato appuntamento (oltre 300 i convenuti) hanno preso parte anche Stefano Zannier, assessore regionale alle Risorse agroalimentari; Albino Armani, presidente del Consorzio Doc “Delle Venezie”, e Stefano Zanette, presidente del Consorzio Doc “Prosecco”, pronti a sottolineare l’importanza che il comparto vitivinicolo ha assunto nell’intero Nordest d’Italia, nel quale la Cantina Produttori di Ramuscello e San Vito è inserita a pieno titolo.

I relatori e il foltissimo parterre.

 


Il direttore della Cantina, enologo Rodolfo Rizzi, ha quindi illustrato alla perfezione le bottiglie celebrative della 60ma vendemmia, dedicate al Pinot grigio e al Refosco dal peduncolo rosso, mentre la vicepresidente Laura Bertolin ha ripercorso con dovizia di particolari la prestigiosa storia della cooperativa pordenonese e della sua crescita quantitativa e soprattutto qualitativa. È emerso, tra l’altro, che nell’anno in corso il bilancio della Cantina supererà i 13 milioni di euro di fatturato (3,5 milioni in più rispetto all’esercizio precedente) e i 100 mila quintali di uve raccolte, dai 750 ettari vitati appartenenti ai 158 vignaioli soci, che fanno riferimento alla cooperativa da ben 21 Comuni di tre diverse province, Pordenone, Udine e Treviso.
È stato pure messo in evidenza che con in progetto di miglioramento qualitativo dei vini in produzione, nel 2020 ha preso avvio l’esperienza del Sistema di Qualità Nazionale di Produzione Integrata (Sqnpi), uno schema di certificazione che ha come obiettivo quello di valorizzare le produzioni agricole vegetali ottenute in conformità ai disciplinari regionali di produzione integrata, riconosciuto a livello comunitario) coinvolgendo 466 ettari vitati di 34 soci. Quest’anno i soci interessati sono raddoppiati (66) e gli ettari coinvolti sono saliti a 630.

Nel 2021, per la prima volta in Friuli Venezia Giulia, grazie al protocollo di Ceviq (Certificazione Vini e prodotti Italiani di Qualità), sono stati certificati 5.400 ettolitri di vino vegano. Una notizia che ha sollevato molto interesse in regione e a livello nazionale. È di pochi giorni fa, infine, l’annuncio della certificazione biologica per la Cantina. «La qualità e la sostenibilità non sono solo delle parole ma, per noi, significano agire concretamente – ha commentato il presidente Gianluca Trevisan -. Siamo vicini anche al raggiungimento della certificazione Iso 9001 e Ambientale e a quella Zero Residui, convinti che possano pure rappresentare degli interessanti tratti distintivi per la valorizzazione del vino “Made in Friuli Venezia Giulia”». E tra un paio di mesi, o poco meno, partirà la vendemmia numero 61. Buon raccolto a tutti!

La certificazione ambientale in vigna.

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In copertina, ecco una veduta d’insieme delle strutture della Cantina Produttori Ramuscello e San Vito.

 

Vitigni resistenti, via libera europeo all’inserimento nei disciplinari Doc

«È una bella notizia quella che arriva da Bruxelles e che è stata comunicata dal professor Attilio Scienza, neo presidente del Comitato Nazionale Vini. Parliamo della possibilità introdotta, anche per l’Italia, di poter inserire nei Disciplinari delle Doc i vitigni resistenti alle fitopatie», dice Venanzio Francescutti, presidente regionale di FedAgriPesca, che poi aggiunge: «Un’importante decisione non solo per i Vivai Cooperativi Rauscedo (Vcr) che, da molti anni, sono impegnati nella ricerca sul fronte della viticoltura sostenibile e che si sono dedicati a moltiplicare e diffondere queste varietà più sostenibili che rispettano l’ambiente e che riescono a far risparmiare agli agricoltori fino all’80 per cento di trattamenti sulle viti e le uve, con le relative positive conseguenze per la salubrità dei vini prodotti».
«I responsabili di Consorzi e Denominazioni – ha poi raccomandato Scienza – si mettano in fila per chiedere al Comitato l’inserimento dei vitigni resistenti nei loro vini».
Il progetto sui vitigni resistenti è stato avviato nel 1998, in collaborazione con l’Università di Udine, l’Istituto di Genomica Applicata (che, per primo al mondo, ha sequenziato il genoma della vite) e alcuni privati. La realizzazione dei primi vitigni è datata 2011 (oggi sono già 15), da parte dei Vcr che, attualmente, li riproducono e li esportano in oltre 20 Paesi del mondo (in primis, la Francia), con una certa diffusione anche in Friuli Venezia Giulia dove sono già stati autorizzati dalla Regione Fvg (assieme ad altre cinque Regioni italiane) e sono circa una ventina le aziende che li hanno piantati. Una diffusione che ora potrà aumentare (attualmente, in Italia, si stimano circa 1.000 ettari investiti), grazie a questa decisione della Comunità Europea. Del resto, in altri Paesi europei (Austria, Francia, Germania, Danimarca, Ungheria) le Doc sono già autorizzate a inserire le varietà resistenti nei loro disciplinari mentre, in molte regioni d’Italia, la loro coltivazione è ancora limitata al solo “vino da tavola” o Igt.

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In copertina e qui sopra due dei nuovi vitigni resistenti ottenuti in Fvg: il Cabernet Eidos e il bianco Soreli.

 

 

 

Ribolla gialla, parte la promozione in rete ma serve la tutela

di Giuseppe Longo

CIVIDALE – Ribolla gialla protagonista non solo nel bicchiere, come vino “fermo” o”tranquillo” che dir si voglia oppure come prodotto spumantizzato, che piace e va di moda, ma anche sulla rete, strumento moderno e ormai irrinunciabile di promozione e di valorizzazione di qualsiasi prodotto e iniziativa. Però, non basta: bisogna che il vino ottenuto dal celebre vitigno del Friuli – la sua culla sulle dolci colline di Rosazzo – sia protetto dall’“ombrello” normativo invocato da tempo. “Proprio per legare il vitigno, e quindi il vino, al Friuli perché qui è la sua storia”, ha detto Michele Zanardo, presidente del Comitato nazionale vini presso il Ministero delle Politiche agricole.

Il dottor Zanardo è stato infatti uno degli applauditi relatori che hanno partecipato nella modernissima sede di Civibank, che sorge alle porte di Cividale, alla presentazione ufficiale della Piattaforma digitale integrata per la promozione della Ribolla e del cluster vitivinicolo del Friuli Venezia Giulia. Molti gli imprenditori e i tecnici che hanno accolto l’invito dell’Istituto di credito, presieduto da Michela Del Piero, per fare il punto sulla situazione normativa e sulle opportunità di valorizzazione del vitigno autoctono proprio attraverso il progetto presentato dal suo responsabile, Doriano Dreas. La Ribolla gialla è, infatti, un prodotto di chiara potenzialità economica ed un traino per l’ampliamento della notorietà del settore vitivinicolo della nostra regione, sia a livello nazionale che internazionale. Per cui la nuova Piattaforma digitale integrata, con dominio www.ribollagialla.org, è finalizzata a presentare sul mercato il vino in questione, i suoi produttori e contemporaneamente tutti gli attori che contribuiscono a creare valore rendendo unica nel suo genere la filiera del Vigneto Fvg. Allo stesso tempo, la Piattaforma vuole fornire l’opportunità di accedere a servizi mirati ed evoluti offerti dai partner, dal campo bancario – ed ecco spiegata la organizzazione del convegno nella sede di Civibank che ha subito sposato con convinzione il progetto – a quello logistico, per concorrere a rafforzare la competitività delle imprese associate al progetto. Ce ne sono già parecchie e il loro numero continua a crescere, come ha assicurato lo stesso Dreas. E nel contempo estrema importanza viene data all’interazione col territorio e alla sua promozione, tramite la sinergia con PromoTurismoFvg e Strada del Vino e dei Sapori del Friuli Venezia Giulia.
I lavori – coordinati dal perito agrario Giovanni Cattaruzzi, consulente di qualità e innovazione – si sono aperti con un’ampia relazione di Claudio Fabbro il quale, da riconosciuta memoria storica del settore, ha proposto un’approfondita disamina della questione Ribolla gialla non solo allo stato attuale – e quindi con riferimenti alla citata necessità di ricercare una speciale protezione per quelle bottiglie, ferme o spumantizzate, che non rientrano nella tutela delle Doc di collina –, ma anche nel passato di oltre mezzo secolo fa, quando i vignaioli del Collio sotto la guida illuminata del conte Douglas Attems dettero vita alla prima denominazione di origine controllata della regione. Una difesa quindi dalle concorrenze esterne, visto che di Ribolla se ne produce un po’ ovunque nel Belpaese. E anche all’estero: emblematica è l‘esperienza californiana raccontata, al riguardo, dall’enologo Paolo Valdesolo, il quale ha sottolineato la necessità inderogabile di giungere alla istituzione di un Consorzio di tutela come è già avvenuto – in questi casi a livello interregionale – per il Pinot grigio e per il Prosecco.

Una nuova strategia produttiva e commerciale, dunque, per la Ribolla gialla per la quale ci sono importanti margini di crescita soprattutto sul mercato Usa che, come ha confermato Michele Zanardo, si delinea promettente, nonostante le preoccupazioni che possono essere innescate dalla questione dazi. E in questa strategia si colloca proprio la Piattaforma digitale integrata che Doriano Dreas ha illustrato dal punto di vista tecnico, proponendo anche diversi esempi pratici che hanno dimostrato quanto sia importante la presenza sulla rete. “Il nuovo portale – ha detto il responsabile del Progetto – intende fornire una chiave di approccio mirata, puntando prima a presentare il prodotto tramite la parte istituzionale, valorizzando tutte le eccellenze della filiera, dalle barbatelle selezionate al territorio, al metodo di produzione, alla qualità ottenuta in ogni fase, per presentare al meglio le cantine produttrici e la loro selezione dei vini”. E poi c’è la collocazione del prodotto che si intreccia con quella della promozione: “L’acquisto e la degustazione da parte dei clienti – ha spiegato ancora Dreas – trasformeranno poi l’utilizzo della sezione store in una corretta consuetudine. Un percorso quindi prima di conoscenza dei prodotti sulla rete e poi di possibile degustazione tramite la piattaforma di vendita appositamente strutturata”.

Gli onori di casa sono stati fatti dalla presidente di Civibank, Michela Del Piero, la quale ha segnalato il ruolo di riferimento creditizio per l’agricoltura dell’Istituto cividalese in Friuli Venezia Giulia e nel Veneto orientale. Sono 1.200 – ha ricordato – le imprese agricole clienti della banca friulana che opera con un team specializzato dedicato al comparto in diretto contatto con le filiali. La presidente Del Piero ha sottolineato che “l’attenzione riservata al settore primario da Civibank si registra anche nelle situazioni di crisi e di calamità con interventi finanziari ad hoc rapidi ed efficaci”.

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In copertina, bottiglie di Ribolla presentate al convegno; all’interno, i suoi grappoli e immagini dell’incontro nella sede di Civibank a Cividale.

Ecco la piattaforma Ribolla gialla, domani il debutto alla Civibank

di Gi Elle

Civibank ha “sposato” con convinzione il progetto riguardante la Piattaforma Ribolla gialla, che avevamo tratteggiato nei giorni scorsi nelle sue linee generali, tant’è che ha inviato una lettera a numerosi imprenditori vicini all’Istituto di credito invitandoli a partecipare all’evento di presentazione appunto della “Piattaforma Digitale Integrata www.ribollagialla.org, con cui si punta alla promozione dello storico vitigno autoctono e del cluster vitivinicolo, nel suo complesso, del Friuli Venezia Giulia: l’incontro si terrà domani, venerdì, nella sede centrale di CiviBank a Cividale, in via Senatore Guglielmo Pelizzo, con inizio alle ore 18.

“La Ribolla gialla – si legge nella missiva – è un prodotto di chiara potenzialità economica ed un traino per l’ampliamento della notorietà del settore vitivinicolo della nostra regione, sia a livello nazionale che internazionale. La nuova Piattaforma Digitale Integrata, con dominio www.ribollagialla.org, è finalizzata a presentare sul mercato la Ribolla gialla, i suoi produttori e contemporaneamente tutti gli attori che contribuiscono a creare valore rendendo unica nel suo genere la filiera vitivinicola della nostra regione”.
E ancora: “Il Friuli Venezia Giulia gode di clima e territorio favorevoli per ottenere prodotti di assoluta eccellenza, ma non sarebbe altrettanto se non si sommassero ulteriori eccellenti specificità come il vivaismo viticolo leader al mondo, le industrie impegnate nello sviluppo di tecnologie enologiche d’avanguardia, le competenze dei migliori consulenti agrari ed enologici, il sistema della formazione tecnica ed universitaria, oltre naturalmente all’esperienza e alla storica professionalità dei produttori del territorio. Allo stesso tempo, la Piattaforma – si sottolinea – vuole fornire l’opportunità di accedere a servizi mirati ed evoluti offerti dai partner, dal campo bancario a quello logistico, per concorrere a rafforzare la competitività delle imprese associate al progetto. Estrema importanza viene inoltre data all’interazione col territorio e alla sua promozione, tramite la sinergia con PromoTurismoFvg e Strada del Vino e dei Sapori del Friuli Venezia Giulia“.

Ecco dunque il programma della serata che, come detto, prenderà il via alle 18 con l’accreditamento e l’apertura lavori. Interverranno:
Claudio Fabbrogiornalista ed agronomo
Enos Costantiniautore e divulgatore di cultura agraria
Michele Zanardopresidente del Comitato nazionale vini presso il Mipaaf
Paolo Valdesoloenologo ed esperto di vitivinicoltura friulana
Giovanni Cattaruzziperito agrario consulente qualità e innovazione
Doriano Dreasresponsabile del Progetto
Lucio Gomierodirettore generale di PromoTurismoFvg

Gli onori di casa saranno fatti da Michela Del Piero, presidente di Civibank. Al termine, intorno alle 19.30, ci sarà un brindisi di chiusura lavori, con protagonista, ovviamente, la Ribolla gialla.

La sede centrale di Civibank.

Per ulteriori informazioni e segnalazioni di partecipazione gli interessati potranno scrivere  all’indirizzo di posta elettronica marketing@civibank.it

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In copertina e all’interno grappoli e vigneti di Ribolla gialla nel Cividalese, sui Colli orientali.

 

Una piattaforma digitale dedicata alla Ribolla gialla

di Giuseppe Longo

Importante iniziativa, che sta prendendo sempre più corpo in Friuli Venezia Giulia, per promuovere e valorizzare la Ribolla gialla, antico vitigno autoctono friulano – le colline di Rosazzo ne sono la “culla” storica – di cui si parla spesso, considerando le sue interessantissime potenzialità, sebbene questa vendemmia abbia evidenziato delle criticità non trascurabili per quanto riguarda i prezzi delle uve prodotte nei vigneti di pianura, dove, come è noto, prevale la spumantizzazione, che dà bollicine molto gradite dal mercato, soprattutto da una fascia giovane di consumatori. Ma se ne parla, come è noto, anche riguardo alla necessità di un’appropriata forma di tutela della produzione, di cui ci siamo occupati in questi mesi a varie riprese. Approfittando, infatti, delle enormi opportunità offerte dal mondo della “rete”, è stata creata una Piattaforma digitale integrata denominata www.ribollagialla.org, finalizzata proprio alla promozione dell’omonimo vino e del cluster vitivinicolo del Friuli Venezia Giulia, ma che potrà rivelarsi strategica anche per la valorizzazione dell’immagine del prodotto allontanandolo dai rischi delle citate speculazioni commerciali. Il responsabile del progetto è Doriano Dreas, il quale ha annunciato anche un prossimo incontro per la presentazione ufficiale dell’iniziativa, che si terrà a Cividale venerdì 25 ottobre nella sede centrale di Civibank.

La vendemmia della Ribolla.

La motivazione

Ma qual è la “filosofia”, la motivazione che sta alla base di questa importante iniziativa? “E’ ormai convinzione di tutti gli operatori del settore e del mercato – afferma Dreas – che la Ribolla gialla sia un prodotto di chiara potenzialità economica ed un traino per l’ampliamento della notorietà del settore vitivinicolo della nostra regione a livello nazionale ed internazionale. Abbiamo pertanto progettato una Piattaforma digitale integrata, con dominio www.ribollagialla.org, finalizzata a presentare sul mercato la Ribolla gialla, i suoi produttori e contemporaneamente tutti gli altri attori che contribuiscono a creare valore rendendo unica nel suo genere la filiera vitivinicola del Friuli Venezia Giulia”.
“Il Friuli Venezia Giulia gode di clima e territorio favorevoli per ottenere prodotti di assoluta eccellenza, ma non sarebbe altrettanto se non si sommassero ulteriori eccellenti specificità come il vivaismo viticolo leader al mondo, le industrie impegnate nello sviluppo di tecnologie enologiche d’avanguardia, le competenze dei migliori consulenti agrari ed enologici, del sistema della formazione tecnica ed universitaria, oltre naturalmente all’esperienza e alla storica professionalità dei produttori del territorio. Allo stesso tempo, la Piattaforma digitale integrata vuole fornire, ai produttori che vi accederanno, un sistema organizzato di servizi e mezzi tecnici convenzionati che possano coadiuvare i medesimi a sviluppare ed accrescere le proprie attività imprenditoriali grazie al partenariato con Istituti di credito per l’accesso a strumenti specializzati di finanziamento e Compagnie assicurative per la protezione indiretta delle produzioni. Estrema importanza viene inoltre data al territorio e alle modalità di visita e di promozione dello stesso, in particolare con il collegamento con Turismo Fvg e con Strada Vino e Sapori Fvg”.
“La Piattaforma digitale Integrata della Ribolla gialla – aggiunge Dreas – si prefigge pertanto di presentare e promuovere il cluster vitivinicolo regionale per fornire agli operatori del mercato la consapevolezza immediata del livello di specializzazione raggiunto dal sistema produttivo friulano, dei motivi alla base della rinomata qualità dei suoi prodotti ed in futuro fornire un supporto per la distribuzione tramite la rete”.

L’iniziativa

La Piattaforma digitale integrata www.ribollagialla.org, in via di realizzazione, rappresenta una precisa idea di marketing che si sta sviluppando grazie alla collaborazione con soggetti esperti del settore fra i quali professionisti agronomi, enologi e periti agrari, soggetti pubblici come Promoturismo Fvg, Ersa, Camere di Commercio ea Regione Fvg.
Il progetto prevede le seguenti fasi:
– creazione di una piattaforma web dove sono presenti i produttori di Ribolla gialla, i produttori e gli stakeholder dell’intera filiera di produzione;
– il posizionamento della medesima ai primi posti al mondo in fase di ricerca;
– la gestione delle fasi di comunicazione e promozione per favorire la conoscenza in rete dei produttori e in generale del cluster vitivinicolo della Regione Friuli Venezia Giulia;
– la fornitura di servizi mirati ed evoluti a vantaggio esclusivo dei produttori associati.

Stato d’avanzamento

Ad oggi la Piattaforma digitale è già stata completamente progettata, è stata in gran parte realizzata e, visto il successo già ottenuto presso i produttori, è stata posta online sul web per dare immediatamente spazio alla promozione delle oltre 70 cantine produttrici di Ribolla gialla di tutte le Zone Doc regionali che hanno già aderito all’iniziativa, con nuove adesioni ogni giorno, come riferiscono con grande soddisfazione i suoi responsabili.

Raccolta dell’uva in cassette.

Presentazione

Vista la rilevanza dei risultati ottenuti dopo l’avvio dell’iniziativa, i responsabili della stessa hanno inteso organizzare la presentazione ufficiale della Piattaforma digitale integrata della Ribolla gialla a tutti i portatori di interesse di questa regione appunto venerdì 25 ottobre, alle 18, a Cividale nella sede istituzionale di Civibank. Questo il programma di massima degli interventi: saluto delle autorità; intervento direttore generale Promoturismo Fvg, Lucio Gomiero; Enos Costantini, introduzione storica sull’esclusività e originalità della Ribolla in Friuli Venezia Giulia; Michele Zanardo, presidente del Comitato nazionale vini presso Ministero Politiche agricole alimentari, forestali e del turismo: Analisi del mercato vitivinicolo nazionale e internazionale e possibili scenari per la Ribolla Gialla; Paolo Valdesolo: Punti di forza e di debolezza della Ribolla gialla, l’importanza prioritaria dell’aspetto qualità; Giovanni Cattaruzzi: Il cluster vitivinicolo quale fattore di vantaggio competitivo nella promozione della filiera vitivinicola del Friuli Venezia Giulia; Doriano Dreas, responsabile del Progetto: presentazione del progetto ribollagialla.org, strategie di ricerca e posizionamento su Google, importanza delle presenze istituzionali; Michela Del Piero, presidente di Civibank, partner attivo del progetto e nello sviluppo imprenditoriale delle aziende vitivinicole aderenti. Moderatore Carlo Morandini, presidente Arga Fvg.
Una importante iniziativa, dunque, dicevamo all’inizio che potrà avere significative ricadute a beneficio della promozione del prodotto in questione, ma anche dell’intero Vigneto Fvg, e che non mancherà di suscitare interesse e dibattito già dall’imminente rassegna “Le radici del Vino” di Rauscedo, nell’ambito della quale è stato ritagliato uno spazio specifico proprio a favore della Ribolla gialla, appunto in considerazione delle sue interessanti potenzialità produttive e quindi economiche per chi opera nel mondo della vite e del vino.

Rosazzo “culla” storica della Ribolla.

Progetto ribollagialla.org
Centro Servizi Web srls
Sede legale: Via Mantova 93/2 Udine
Sede operativa: Via L’Aquila 1/c Tavagnacco
info@ribollagialla.org, telefono 3286548737

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In copertina, ecco alcuni preziosi grappoli di Ribolla gialla pronti per la recente vendemmia.