Transizione energetica, nel Vigneto Fvg la norme allo studio mettono a rischio Colli orientali, Collio e Carso. Otto le proposte di modifica che le Città del vino hanno presentato con Angelo Radica anche per la tutela dei siti Unesco

(g.l.) Ci sono rischi di compromissione paesaggistica e produttiva, alla luce degli obiettivi stabiliti dalla normativa sulla transizione energetica, per gli ambiti vitivinicoli di pregio del Friuli Venezia Giulia, come Colli orientali, Collio e Carso. E questi rischi fanno parte dei punti critici conntenuti nelle osservazioni che le Città del vino hanno presentato nei confronti della normativa in esame al Senato. Un giudizio in chiaroscuro, infatti, quello dell’Associazione nazionale, di cui fanno parte oltre 500 Comuni a vocazione vitivinicola – una quarantina quelli del Vigneto Fvg -, che è stata audita dall’ottava commissione del Senato “Ambiente, Transizione ecologica, Energia, Lavori pubblici, Comunicazioni, Innovazione tecnologica”, sul decreto “Transizione 5.0” e sulla disciplina delle aree idonee all’installazione di impianti di produzione di energia rinnovabile. L’Associazione ha, pertanto, consegnato un documento in cui vengono illustrate otto proposte di emendamenti per migliorare la normativa.

«Un passo in avanti rispetto alla normativa precedente è il chiarimento del divieto di realizzare impianti nelle aree agricole – ha affermato il presidente di Città del Vino, Angelo Radica -, ma dall’altro lato riteniamo che la quota del tre per cento di superficie agricola utilizzabile a livello regionale, fissata dal provvedimento, sia eccessiva, così come un vulnus è l’assenza di una disciplina transitoria che è stata una delle ragioni per le quali la legge precedente fu annullata dal Tar del Lazio. Ancora: la definizione dell’agrivoltaico c’è, ma rischia di non essere sufficientemente chiara e di lasciare spazio ad interpretazioni, e sull’eolico si dice poco. Riteniamo poi che la disciplina della distanza dagli impianti industriali e dalle autostrade per realizzare fotovoltaico nelle aree agricole sia inadeguata».
Otto, dunque, le proposte di modifica contenute nel documento consegnato dalle Città del Vino ai componenti della Commissione di Palazzo Madama, in cui si chiede di: «dare maggiore spazio ai Comuni nei processi decisionali; gerarchizzare le aree idonee mettendo in testa le superfici artificiali, poi le infrastrutture esistenti e quindi le coperture e i parcheggi; condizionare l’idoneità delle fasce agricole contigue agli impianti industriali e alle autostrade a una valutazione di basso valore e pregio; rendere più restrittiva la disciplina delle deroghe al divieto all’installazione di fotovoltaico a terra su aree agricole; introdurre criteri nazionali uniformi per la definizione delle aree agricole di pregio, da tutelare; ridurre o almeno lavorare per diversificare e rendere meno impattante la soglia massima regionale del tre per cento di superficie agricola utilizzabile; tutelare l’integrità visiva e il valore universale eccezionale dei siti Unesco». Come si diceva all’inizio, vengono anche segnalati i rischi di compromissione paesaggistica e produttiva, alla luce degli obiettivi stabiliti dalla normativa, per gli ambiti vitivinicoli di pregio del Friuli Venezia Giulia (Colli Orientali, Collio, Carso). Come pure nelle aree riconosciute Patrimonio dell’Umanità che fanno capo ad Aquileia, Cividale e Palmanova, città che sorgono all’interno di prestigiose aree vitivinicole. Per cui servono correttivi atti a ridurre le negative eventualità evidenziate dalle Città del vino.

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In copertina, una splendida veduta dei Colli orientali del Friuli; all’interno, altre bellissime immagini di Collio e Carso; al centro, il presidente nazionale delle Città del vino Angelo Radica.

Cantine Aperte da tutto esaurito (in due giorni 50 mila “wine lovers” anche dall’estero): Vigneto Fvg superstar con i Colli orientali grandi protagonisti. Elda Felluga: è la nostra cultura enoica

Un’edizione da incorniciare, con circa 50 mila presenze, quella andata in scena ieri e sabato nelle cantine aderenti al Movimento Turismo del Vino Fvg. Cantine Aperte, la manifestazione giunta quest’anno alla 32ma edizione, ha richiamato infatti moltissimi visitatori da tutta la regione, dal resto d’Italia e anche dall’estero, confermandosi come uno degli appuntamenti più amati e attesi dell’enoturismo tricolore. L’entusiasmo e la partecipazione registrati nelle 77 cantine aderenti di tutto il Friuli Venezia Giulia sono stati la testimonianza più concreta della vitalità del settore e dell’interesse crescente verso un turismo del vino che sa coniugare gusto, paesaggio e cultura. Particolarmente apprezzate, in questo viaggio lungo un intero weekend, le cantine dei Colli orientali che hanno fatto registrare in molti casi il tutto esaurito, accogliendo con professionalità e calore i tanti appassionati desiderosi di vivere un’autentica esperienza sensoriale.

«Cantine Aperte – commenta Elda Felluga, presidente del Mtv Fvg – è ormai parte della nostra cultura enoica. Ancora una volta i vignaioli hanno saputo accogliere migliaia di persone con passione, competenza e autenticità. Il nostro grazie quindi va a loro, a Promoturismo e alla Regione Fvg che sostiene da 30 anni il progetto, agli sponsor, allo staff del Movimento Turismo del Vino e a tutti coloro che credono nell’enoturismo di qualità». Bilancio, dunque, più che positivo in termini di affluenze. Stando ai dati raccolti a fine giornata, infatti, oltre 50 mila persone hanno varcato, come detto, le porte delle cantine aderenti per esplorare in prima persona le variopinte sfaccettature dell’universo del vino, tra degustazioni, storie, culture e tradizioni secolari, oltre che per visitare luoghi incantevoli e paesaggi mozzafiato.


Grande successo, come è ormai tradizione, per gli appuntamenti “A tavola col vignaiolo”, tra cene e pranzi su prenotazione in compagnia dei produttori. Quindici eventi sold out in cui i vini sono stati raccontati in prima persona da chi li crea, abbinati a menu pensati per valorizzare il territorio e la convivialità. Apprezzatissime anche le “Cantine del Buon Dormire”, dove molti enoturisti, anche da fuori regione, hanno scelto di soggiornare per l’intero fine settimana, risvegliandosi immersi tra vigne e colline. A rendere ancora più speciale questa edizione, la possibilità di partecipare a percorsi tra vino e arte grazie a “Enosatira”, l’itinerario transfrontaliero tra Friuli Venezia Giulia e Slovenia ispirato al concorso internazionale Spirito di Vino che quest’anno festeggia i 25 anni di onorata “carriera”. Inoltre, il kit di Cantine Aperte – calice, tracolla, wine pass e mappa – ha rappresentato, come sempre, il lasciapassare ideale per vivere appieno l’evento, consentendo degustazioni in tutte le aziende aderenti. Una parte del ricavato è stata devoluta ad associazioni benefiche del territorio, presenti anche nelle cantine per raccontare il proprio operato.

Cantine Aperte in Fvg 2025 è stato reso possibile grazie al contributo di Regione Friuli Venezia Giulia, PromoturismoFvg, Civibank – Gruppo Sparkasse, Palmanova Village, Acqua Dolomia, Qb Magazine, Radio Punto Zero e BlueDigit.

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In copertina e all’interno alcune immagini di Cantine Aperte in Friuli Venezia Giulia e la presidente di Mtv Fvg Elda Felluga.

(Foto Anna Rinaldi)

Il Friulano della Cantina di Ramuscello protagonista alla Grande Verticale (con il Tai veneto) di San Vito al Tagliamento

È stato il Friulano il protagonista della serata dedicata alle “Grandi Verticali” organizzata a nella sala Consiliare di San Vito al Tagliamento da Città del Vino. Negli anni Settanta era il vitigno bianco predominante in regione (considerato quasi un autoctono), ma la perdita del nome Tocai, a seguito della disputa internazionale con l’Ungheria, ne ha segnato una trasformazione identitaria. Se in Friuli Venezia Giulia oggi viene chiamato semplicemente Friulano, nel vicino Veneto ha assunto il nome di Tai. Da questa vicinanza geografica e culturale è nato il gemellaggio enologico proposto dalle Città del Vino, con una degustazione comparativa tra il Friulano delle pianure nostrane e il Tai della Docg Lison. Otto le cantine coinvolte, quattro friulane e quattro venete, per un percorso sensoriale dedicato. Tra le aziende partecipanti, la Cantina di Ramuscello e San Vito ha presentato il suo Friulano Doc “Friuli Venezia Giulia” annata 2023. A rappresentarla il presidente Gianluca Trevisan, mentre il direttore Rodolfo Rizzi ha illustrato le caratteristiche del vino in degustazione, soffermandosi anche sulle attività promosse costantemente dalla Cantina per la valorizzazione del territorio.


A dare il benvenuto ai numerosi partecipanti era stato l’assessore comunale Andrea Bruscia, sottolineando il valore di questi incontri per la promozione del territorio. L’apertura dei lavori è stata affidata a Tiziano Venturini, coordinatore regionale delle Città del Vino, che ha evidenziato come la formula delle “Grandi Verticali” rappresenti non solo un’occasione per approfondire la conoscenza dei vitigni autoctoni, ma anche un’opportunità di collaborazione tra diverse aree viticole con un’identità comune.
Ad arricchire la serata ci ha pensato Matteo Bellotto, filosofo e profondo conoscitore del panorama vitivinicolo regionale, che ha guidato la degustazione con un approccio originale, abbinando ogni vino a una canzone o a un film in base alle suggestioni sensoriali. Per il Friulano della Cantina di Ramuscello, Bellotto ha scelto la celebre pellicola “Amici miei”, cogliendone una complessità aromatica che richiama i valori della convivialità e della genuina amicizia contadina.
L’iniziativa ha confermato il successo da tutto esaurito della formula delle “Grandi Verticali”, capace di unire approfondimento tecnico e divulgazione, coinvolgendo appassionati e operatori del settore in un racconto del vino che va oltre il calice, intrecciandosi con la storia e l’identità del territorio. Un format che, dopo aver attraversato il Collio e i Colli orientali, continua il suo viaggio nella Destra Tagliamento, consolidando il ruolo delle Città del Vino come promotrici di una cultura enologica radicata e dinamica.

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In copertina, il saluto del coordinatore Fvg delle Città del vino Tiziano Venturini, che ha accanto l’assessore comunale Andrea Bruscia, e all’interno un momento della degustazione del Friulano-Tai avvenuta a San Vito al Tagliamento.

Grado, che bella serata in riva al mare con Fvg Via dei Sapori, i piatti per l’estate e i grandi vini friulgiuliani. Ma quella poiana pareva un po’ infastidita…

di Giuseppe Longo

GRADO – Pareva disorientata e forse anche un po’ infastidita, fra tanta gente che la guardava con curiosità, quella poiana americana appollaiata sul braccio del suo falconiere. Anch’essa ha infatti “partecipato” alla bellissima serata sulla spiaggia Imperiale, dove la brezzolina che saliva dal mare ha mitigato la bollente giornata che pure ieri questo finale di luglio ci ha generosamente dispensato. Davvero l’ideale per apprezzare le deliziose proposte dei ristoranti di Fvg Via dei Sapori abbinate a un’accurata scelta di vini del Friuli Venezia Giulia e a stuzzicanti manicaretti, salati e dolci, preparati da artigiani del gusto di primo livello. Tutti veramente bravi, all’altezza di questo nuovo appuntamento gradese con la regìa del prestigioso Consorzio enogastronomico guidato da sempre dall’inossidabile Walter Filiputti. Tant’è che anche questa serata sul bagnasciuga di fronte alle Terme marine aveva registrato da giorni il sold out – credo di non esagerare stimando una presenza vicina a un migliaio di cultori della buona tavola! -, proprio come era avvenuto a inizio mese nella suggestiva cornice del Castello di Spessa, tra i vigneti del Collio a Capriva.

E i commenti che si coglievano qua e là, anche tra coloro che erano pazientemente in fila davanti ai banchetti di ristoratori e vignaioli, erano generalmente positivi, se non addirittura entusiasti, sebbene la serata non fosse proprio alla portata di tutti. Insomma, un evento irrinunciabile nell’estate gradese anche perché, come si dice oggi, “fa tendenza” e a chi ha partecipato piace raccontare “c’ero anch’io”. Ma oltre a questo è comunque una preziosa occasione per valorizzare quanto di meglio offre la nostra meravigliosa terra friulgiuliana. Un impegno condotto in maniera convinta e appassionata da tanti anni ormai da questo benemerito sodalizio con il supporto, mai venuto meno, della Camera di commercio di Pordenone-Udine che dall’inizio ha creduto in questo progetto promozionale a favore del Made in Friuli del vulcanico Filiputti. E nel caso di Grado non è mancata mai la collaborazione della Git, la Gestione impianti turistici, che dopo tanti anni di pur felicissima esperienza sul Lungomare Nazario Sauro, nel centro cittadino, in questi due anni mette a disposizione una porzione della spiaggia principale dove le degustazioni avvengono in un’area suggestiva lambita dall’acqua.
Ben 23 i ristoranti i quali, ognuno a proprio modo, hanno interpretato con originalità la cucina dell’estate, proponendo piatti pensati appositamente per l’evento isolano nei quali si fondeva lo spirito di ricerca con la fedeltà alla tradizione. Con ognuno di essi un produttore delle varie zone Doc della regione dai Colli orientali con il Ramandolo Docg e lo Schioppettino di Prepotto al Carso e alla sua Vitovska, passando per il Collio sempre ricco di prestigiose etichette, accanto ad alcuni ottimi prodotti della Doc Friuli, ultima nata a tutela della qualità enologica regionale. Tutti assieme ai citati artigiani del gusto e distillatori, con il debutto della Farina Nonino ottenuta con le vinacce della preziosa grappa, presentata suscitando molto interesse al recentissimo NanoValbruna ai margini della Foresta di Tarvisio. E allora è doveroso ricordare tutti i protagonisti di questa riuscitissima serata che hanno esibito il meglio di quanto oggi viene proposto sotto il marchio “Io sono Friuli Venezia Giulia” che la Regione ha individuato per valorizzare e promuovere questo “piccolo compendio dell’universo”. Ippolito Nievo aveva proprio ragione!

Ristoranti: AB Osteria Contemporanea di Lavariano di Mortegliano, Ai Fiori di Trieste, Al Gallo di Pordenone, Al Grop di Tavagnacco, Al Paradiso di Pocenia, Al Ponte di Gradisca D’Isonzo, All’Androna di Grado, Caffetteria Torinese di Palmanova, Campiello di San Giovanni Al Natisone, Carnia di Venzone, Costantini di Collalto di Tarcento, Da Nando di Mortegliano, Da Toni di Gradiscutta di Varmo, Enoteca di Buttrio, La Taverna di Colloredo Monte Albano, La Torre di Spilimbergo, Lokanda Devetak di Savogna d’Isonzo, Mondschein di Sappada, San Michele di Fagagna, Vitello d’Oro di Udine. Al percorso gastronomico di Friuli Venezia Giulia Via dei Sapori si affiancano anche vignaioli e distillerie, eccellenze nel settore agroalimentare e artigiani del gusto, oltre che ai partner tecnici: insieme, il gruppo è il portabandiera di quanto di meglio offre a tavola il Friuli Venezia Giulia.

Vignaioli e distillatori: Albino Armani, Castello di Spessa, Dario Coos, Di Lenardo, Edi Keber, Ermacora, Eugenio Collavini, Forchir, Jermann, Livio Felluga, Livon, Marco Felluga Russiz Superiore, Nero Magis, Petrussa, Picech, Princic Gradis’ciutta, Ronco delle Betulle, Sirch, Venica&Venica, Vistorta, Zidarich, Nonino Distillatori.

Artigiani del gusto: Consorzio per la Tutela del Formaggio Montasio; le confetture e i salumi dell’azienda agricola Devetak Sara; il prosciutto crudo di San Daniele di DOK Dall’Ava; le golosità a base di trota di FriulTrota di San Daniele; i salumi d’oca e i prodotti di Jolanda de Colò di Palmanova; le creazioni di Raviolo Factory di Villa Santina; i prodotti del Pastificio Sapori Antichi di Villa Santina; il pregiato pesce della vallicoltura Valle del Lovo di Carlino; i pani e i dolci di Rizzo Caffè Bistrot di Tarcento; la gubana de L’Antica ricetta di Cormòns; i dolci del Laboratorio di pasticceria di De Giorgio di Carpacco; i gelati della Gelateria Nonno Carletto di Udine; il caffè di Oro Caffè di Udine; l’alga Spirulina dell’azienda agricola Spiruline di Cormòns.

Partner tecnici: Centro Porsche Udine; le stampe di qualità di Publicad di Udine; Lis Lavanderie di San Vito al Tagliamento; GP Eventi di Buia; Globus noleggio attrezzature per catering di Pavia di Udine; Monaco Ristorazione con le sue stoviglie monouso bio&compostabile di Udine. In collaborazione con: Camera di Commercio di Pordenone-Udine, Promo Turismo Fvg.

Per informazioni:
www.friuliviadeisapori.it
info@friuliviadeisapori.it
Tel. 0432.530052

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In copertina, tanta curiosità per la poiana americana portata alla festa dagli Acrobati del sole di Cividale; all’interno, alcune immagini della riuscitissima serata enogastronomica in riva al mare di Grado.

 

I Grandi Vini della Contea di Gorizia per la Pace in ottobre tornano all’asta per sostenere i restauri alla Castagnevizza

Dopo il successo delle prime due edizioni, sono ufficiali le date della terza asta dei Grandi Vini della Contea di Gorizia per la Pace, organizzata dell’Associazione dei Cavalieri della Classificazione dei Cru dell’Imperatrice-Regina Maria Teresa. Al Monastero di Castagnevizza, a Nova Gorica, i Cavalieri dell’Associazione si sono riuniti per definire i dettagli del prossimo capitolo dell’asta benefica, che si terrà nel fine settimana del 24, 25 e 26 ottobre.

I restauri nel Santuario.

Amanti del vino, collezionisti, importatori e giornalisti potranno prendere parte all’evento e aggiudicarsi i migliori vini di aziende italiane e slovene, esclusivamente dei Cru in purezza provenienti dai vigneti del Brda e della Vipavska Dolina (la valle del Vipacco), che erano stati classificati “in riguardo alla loro bontà” già nel lontano 1787, assieme a quelli italiani prodotti nelle Doc Collio, Aquileia e Colli orientali già appartenenti alla vasta Contea di Gorizia e Gradisca.
Da poco si è aggiunto un nuovo socio, la cui domanda è stata presentata ed accolta dall’assemblea generale dei Cavalieri: l’azienda agricola Subida di Monte di Cormòns, della famiglia Scarpa, è entrata a far parte dell’Associazione e anche il loro vino sarà messo all’asta il prossimo ottobre, accanto a quelli delle aziende già aderenti. Fra i Cavalieri si annoverano Attems dei marchesi Frescobaldi, Castello di Spessa, Fondazione Villa Russiz, Jakončič Carolina, Klet Brda, Casa delle Rose, Korsic Wines, Marjan Simcic, Kristancic, Medot, Leban, Nebò Winery, de Noüe Marinic, Ritter de Zahony, Rocca Bernarda, Rokovi, Valter Sirk, Stekar, Tenuta Burja, Tomaz Princic e Zarova, oltre a Silvio Jermann, Distillerie Nonino e Cantina Sanzin.


Durante la riunione sono stati illustrati i risultati del secondo capitolo dell’asta e definite le fasi di pianificazione della terza, che resta sempre una grande occasione per promuovere e valorizzare i vini di quest’area vitivinicola transfrontaliera. Gli aderenti hanno inoltre visionato la mappa dei Cru della Classificazione del 1787, realizzata dal cartografo Yves Lagouche, attivo in Borgogna, che riporta i nomi delle parcelle di ogni azienda. Infine, è stata fatta una visita alla Chiesa del Monastero, per documentare i lavori di ripristino degli affreschi della volta del presbiterio, che continueranno fino alla fine del 2024. Lo scopo dell’asta è proprio quello di permettere il proseguimento del restauro per preservare questo importante patrimonio culturale del territorio. Il Monastero è anche beneficiario dei fondi small project GO! 2025 con il progetto “Vina prijateljstva & miru”. L’iniziativa dei Cavalieri si consolida come importante progetto benefico, ma anche di promozione e valorizzazione dei vini di quest’area d’eccezione – da poco presentati al Wine Paris & Vinexpo Paris -, sempre più apprezzati a livello internazionale.

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In copertina e qui sopra due momenti dell’incontro alla Castagnevizza.

Ma che bella festa a Prepotto-Dolegna sul Ponte dello Schioppettino! Un vero e proprio en plein per Calici di Stelle 2023

di Giuseppe Longo

PREPOTTO – Che bella festa sul Ponte dello Schioppettino! Ieri sera, Calici di Stelle targata Prepotto-Dolegna ha fatto veramente l’en plein, registrando una partecipazione mai vista (non meno di duemila persone!) grazie anche alle ottime, finalmente, condizioni del tempo. Raggianti i sindaci delle due comunità contermini, Mariaclara Forti e Carlo Comis, che hanno tagliato il simbolico nastro di questa consolidata manifestazione estiva delle Città del vino Fvg che ha segnato una effettiva, vera ripartenza post-Covid. Un vero peccato che, pure in questo meraviglioso angolo del Friuli – dove Colli orientali e Collio s’incrociano -, l’ormai tradizionale e suggestivo appuntamento sul torrente Judrio sia stato preceduto dai danni del maltempo che ha sconvolto campagne e paesi in larga parte della nostra regione. Ma gli agricoltori, e i vignaioli in primis, hanno il coraggio necessario per riprendersi anche da queste avversità e andare avanti. Cominciando proprio con il far festa sul ponte che unisce Albana e Mernico.

Oltre al consigliere regionale Diego Bernardis, già sindaco di Dolegna, tra i tantissimi ospiti c’erano Giorgio Cattarin, in rappresentanza della delegazione regionale delle Città del vino, che ha portato i saluti e l’apprezzamento del coordinatore Tiziano Venturini, trattenuto da altri impegni, e Claudio Angeli della corte del Ducato dei vini friulani, il quale ha portato l’adesione dell’importante sodalizio guidato da Alessandro Salvin, che recentemente ha tagliato il traguardo del mezzo secolo di vita. C’erano anche frati del famoso Santuario di Castelmonte che, come è noto, hanno in cura la Parrocchia di Prepotto.
Grandi protagonisti della serata, veramente da inserire nell’album dei ricordi più belli, lo Schioppettino di Prepotto e la Ribolla gialla di Dolegna del Collio, ferma o spumantizzata (che piace sempre più), ma anche tanti altri gioielli di queste due pregiate aree viticole, sia bianchi che rossi, tra cui Malvasia e Sauvignon, Tazzelenghe e Pinot nero. Vini di grande qualità, che attestano il livello ottenuto dalle aziende partecipanti e che li hanno esibiti con giusto orgoglio ai banchetti allestiti lungo tutto il ponte a cavallo dei territori dei due Comuni. Vini che hanno fatto il paio con i gustosi, anche innovativi, piatti presentati dai ristoratori, presi veramente d’assalto (e in certi casi esauriti anzitempo!) dalla folla di enoturisti arrivati anche da lontano.

Grande successo, insomma, per l’appuntamento che ha coronato la lunga serie di serate che hanno punteggiato tutto il Friuli Venezia Giulia da fine luglio a questi giorni post-San Lorenzo, dalla collina al mare (manca solo la festa conclusiva di Camino al Tagliamento, come è noto fissata per giovedì prossimo). Tutti bravi, a cominciare appunto dai due Comuni guidati dai sindaci Forti e Comis e cooadiuvati dai generosi collaboratori della Pro Prepotto diretta da Luca Pavan, per arrivare ai produttori vitivinicoli e ai ristoratori. Per cui è proprio il caso di ricordarli tutti, anche in questa occasione. Ecco le cantine: Ca’ Lovisotto, Ferruccio Sgubin, Fruscalzo, Grillo Iole, Katia Toti, La Rajade, La Viarte, Luca Sirch, Michele Grudina, Nicola Bodigoi, Norina Pez, Orlando e Didone’, Pascolo, Pitticco, Ronc Soreli, Ronco Scagnet, Scribano Vini, Spolert Winery, Valerio Marinig, Vie d’Alt, Vigna Lenuzza e Zorutti. Mentre le esperienze gastronomiche della Valle del Judrio sono state possibili grazie alle preparazioni dei ristoratori Agriturismo Breg, Agriturismo Scribano, Azienda agricola Manig, Bergamasco, Cinghiai a Sotet, Gusto antico, Panificio e gubane dal Panky, Ronchi Rò e Agriturismo Kont della vicina Castel Dobra.
La serata sul ponte, protrattasi fino a tardi, era stata preceduta dalla “Camminata fra i vigneti lungo le rive del Judrio” e a tramonto inoltrato dall’applaudito spettacolo, ideato e organizzato da Eva Nadalutti, dal titolo “Aghis e aganis, krivapete ed anguane”, proposto poco più avanti, dinanzi alla chiesina che sorge accanto all’azienda Grillo. Le brave interpreti, tutte vestite da candide vesti, hanno offerto ritratti di antiche leggende del territorio, tra episodi e racconti popolari, dimostrando quanto pure questo angolo del Friuli sia ricco di storia e tradizioni. Tutto al top, dunque. Per cui arrivederci, allora, al prossimo Calici di Stelle!

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In copertina, l’inaugurazione della festa sul Ponte dello Schioppettino con il tradizionale taglio del nastro da parte dei sindaci Mariaclara Forti e Carlo Comis, presente il consigliere regionale Diego Bernardis; all’interno, altre belle immagini della riuscitissima serata e dello spettacolo di Eva Nadalutti.

Vigneto Fvg protagonista al Vinitaly che chiude. Guida Top in anteprima

(g.l.) Ultimo giorno, oggi, per il Vinitaly, dove il Vigneto Fvg è stato anche quest’anno uno dei protagonisti più gettonati e applauditi, soprattutto con i suoi grandi e inimitabili vini bianchi. Proprio alle produzioni di pregio anche della nostra regione è dedicata una Guida realizzata da Federdoc e presentata in occasione di questa 55ma edizione del Salone enologico veronese. Vengono così prese in considerazione le quattro Docg, come Ramandolo – la prima ad essere istituita in Friuli Venezia Giulia già nel 2001 -, Colli orientali del Friuli Picolit, Rosazzo e Lison. Quindi le varie Doc: Carso, Collio, Friuli, Annia, Aquileia, Colli orientali, Grave, Isonzo, Latisana, Lison-Pramaggiore e Prosecco. Come è noto, oggi Docg e Doc vengono comprese sotto l’unica siglia di Dop, cioè denominazione di origine protetta.
E proprio in questa giornata conclusiva del Vinitaly, alle 12, sarà presentata in anteprima la terza edizione della Guida Top Vini Friuli Venezia Giulia 2022. L’appuntamento è al mega-stand Ersa della Regione Fvg che rappresenta un centinaio di aziende. Nell’occasione, sarà illustrata la Guida annunciando gli attestati di premiazione e i risultati delle degustazioni.
Le analisi sensoriali dei vini recensiti erano avvenute lo scorso gennaio a Villa Nachini Cabassi, a Corno di Rosazzo. «La guida “Top vini Fvg” – aveva detto in quella occasione l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier – ha il pregio di spingere le nostre aziende a cercare di migliorare costantemente la qualità delle proprie produzioni. Questo è fondamentale in una regione come la nostra, che conta un patrimonio vitivinicolo di 28 mila ettari corrispondente a ben il 13 per cento della superficie agricola. La guida si pone inoltre come una valida opportunità per promuovere anche le piccole attività, rendendole riconoscibili a un vasto pubblico di appassionati, ristoratori, enoteche e turisti».
Il volume, che ha ottenuto il marchio “Io sono Friuli Venezia Giulia”, elenca i migliori vini della regione evidenziandone le caratteristiche e le qualità. Le degustazioni e la valutazione dei vini sono state realizzate in collaborazione con il Collegio territoriale dei periti agrari e Assoenologi Fvg. La giuria era composta principalmente da enologi, enotecnici e periti agrari iscritti nei rispettivi albi professionali, per un totale di 336 professionisti che hanno preso in esame più di 200 vini certificati con marchi di qualità Docg, Doc e Igt di oltre 50 produttori regionali.

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In copertina, la vendemmia del Ramandolo (Verduzzo friulano) la prima Docg nata in Friuli Venezia Giulia.

Buttrio “cittadella” dei vini autoctoni ritroverà la Fiera dei tempi migliori

Manca poco meno di un mese alla 89ma Fiera regionale dei Vini di Buttrio che – dopo le due ultime edizioni svoltesi ugualmente, ma comunque costrette a una versione ridotta dalla emergenza sanitaria – tornerà in edizione completa dal 10 al 12 giugno nella magnifica Villa di Toppo-Florio e nel suo parco storico.

Emilio Bardus

Nell’attesa che gli organizzatori della Pro Loco Buri assieme al Comune di Buttrio (entrambi fanno parte dell’Associazione nazionale Città del Vino) presentino il programma, è stato anticipato che ci saranno un focus sull’agricoltura biologica e sulla sostenibilità, show cooking, musica, cinema ambulante nei vigneti, cicloturistica tra Colli orientali e Collio, raduno di auto storiche, nonché eventi per ogni età. Ma, soprattutto, il “pezzo forte” della storica manifestazione, ovvero i migliori vini autoctoni del Friuli Venezia Giulia e d’Italia, che si potranno assaggiare sia nella fornita enoteca della Fiera che nei laboratori curati assieme alla Guida ai Vini Buoni d’Italia del Touring Club, curata da Mario Busso. Proprio a fine maggio, la giuria di Vini Buoni d’Italia sarà in villa per procedere con le selezioni regionali. Inoltre, quest’anno c’è una novità tricolore: la manifestazione fa parte del programma di Duino Aurisina – Devin Nabrežina Città Italiana del Vino 2022. La cittadina giuliana è infatti la “capitale” dell’Associazione nazionale fino a dicembre e ha coinvolto Buttrio, come altri centri del Friuli Venezia Giulia, nel suo calendario diffuso sul territorio.

Tiziano Venturini


Buttrio si confermerà così per un intero weekend “cittadella” dei vini autoctoni. «Non vedevamo l’ora – afferma Emilio Bardus, presidente della Pro Buri – di tornare con il programma completo su tre giorni: non ci siamo mai fermati, neanche nel 2020 quando comunque abbiamo realizzato delle piccole proposte ampliandole poi nel 2021, ma quest’anno sarà quello della vera e propria ripartenza. I nostri volontari, con la loro passione, sono pronti ad accogliere pubblico e winelovers per un grande weekend dedicato ai vini autoctoni e a tutto quello che gira attorno a essi». «Sarà l’occasione – gli fa eco Tiziano Venturini, assessore alle attività produttive e turismo del Comune di Buttrio e coordinatore delle Città del Vino del Friuli Venezia Giulia – per tornare a parlare di vino, territorio, qualità delle produzioni e sostenibilità ambientale, degustando calici dei migliori vini autoctoni e assaggiando anche specialità locali. La nostra Fiera è tra le più antiche d’Italia e ancora una volta vogliamo accogliere a Villa di Toppo-Florio tutti i visitatori con le eccellenze di Buttrio e non solo».

ORGANIZZATORI E PARTNER – La Fiera Regionale dei Vini di Buttrio è organizzata da Pro Loco Buri A.P.S. e Comune di Buttrio, insieme a Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, PromoturismoFVG, Strada del Vino e dei Sapori del Friuli Venezia Giulia, Comitato regionale del Friuli Venezia Giulia dell’Unione nazionale tra le Pro Loco d’Italia, Associazione Nazionale Città del Vino, Vinibuoni d’Italia.
Con il supporto di Fondazione Friuli, Camera di Commercio di Pordenone-Udine, CiviBank, Vitis Rauscedo, Several Broker, Le Fucine, Despar. La Fiera Regionale dei Vini di Buttrio gode del marchio Sagra di Qualità dell’Unpli, del marchio Io sono Friuli Venezia Giulia e di quello di EcoFesta.

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In copertina, le sacche porta-bicchieri della Fiera regionale dei vini di Buttrio.

“Malvasia and Friends”, domani oltre venti aziende protagoniste a Trieste

Malvasia grande protagonista domani a Trieste. Ristorante Montecarlo & Bever Forever Organizescion propongono, infatti, la quarta edizione di “Malvasia and Friends”. Si tratta di un incontro-degustazione di vini provenienti da Istria croata, Istria slovena, Aquileia, Carso, Brda, Vipavska, Collio, Isonzo e Colli orientali. Un banco d’assaggio di qualità dedicato alla Malvasia, vino principe di queste terre, accompagnata da altri bianchi autoctoni, come Vitovska, Friulano (ex Tocai), Moscato e Ribolla. I produttori serviranno e descriveranno i loro prodotti: diversità di terreni, esposizioni, clima e modalità di vinificazione renderanno unica e originale la degustazione.
L’appuntamento è dunque fissato per domani, 2 maggio, dalle ore 16 alle 22, al ristorante Montecarlo, in via San Marco 10, a Trieste. Ingresso 20 euro – Prenotazione anticipata obbligatoria al ristorante stesso o telefonicamente allo 040.662545 oppure al 349.5435160. Durante l’evento saranno serviti assaggi di cucina tipica. Ingresso rispettando le normative anti-Covid.

Aziende e vini

1 ALESSIO KOMJANC Friulano 2016
2 ANDREJ MILIC – Vitovska Lince 2020 – Malvasia Lune 2017
3 CASTELVECCHIO – Malvasia 2020 – Vitovska 2020
4 CONTE D’ATTIMIS MANIAGO – Malvasia 2020 – Friulano 2021 – Malvasia 2017
5 DEGRASSI – Malvasia Bomarchese 2019 – Malvasia Selezione 2020 – Malvasia Riserva 2015
6 DUE DEL MONTE – Malvasia 2019 – Ribolla 2019 – Friulano 2019
7 IL CARPINO – Malvasia macerata 2015 – Exordium Friulano 2015
8 KABOLA – Malvasia 2021 – Unica Malvasia 2018 – Amfora Malvasia 2019 – Moscato di Momjano semisecco 2021
9 KORENIKA & MOSKON – Malvasia 2020 – Paderno 2015 – Paderno 2013 – Paderno 2007
10 KOZLOVIC – Malvazija 2021 – Selekcija Malvazija 2017 – Santa Lucia Malvazija 2017 – Santa Lucia Malvazija po mojen 2015
11 LA VIARTE – Malvasia 2019 – Friulano Liende 2017 – Friulano Liende 2016
12 MONTEMORO – Malvasia 2019 – Malvasia a Morus 2016
13 MORENO IVANCIC – Malvasia 2021 – Malvasia Betonica 2019 – Melaris Malvasia 2018 – Melaris
14 MURVA – Melaris Malvasia 2017 Malvasia 2019
15 PRIMOSIC – Malvasia 2021 – Ribolla gialla T. Y. 2021
16 RENATO KEBER – Collio Bianco Riserva Malchevada 2017 – Collio Friulano Riserva Zio Romi 2017
17 RONCUS – Malvasia 2019 – Friulano 2019 – Vecchie Vigne 2016
18 ROXANICH – Montona 2018 – Lara 1/6 2012
19 SCHIOPETTO – Malvasia 2020 – Friulano 2019 – Malvasia
20 TARLAO Malvasia 2017
21 VALENTA – Malvazija 2021 – Muskat Bjeli 2021
22 VIE DI ROMANS – Malvasia Discumieris 2017 – Malvasia Discumieris 2011 – Dolee Friulano 2018 – Dolee Friulano 2007
23 VIGNAL DA DULINE – Malvasia chioma integrale 2021 – La Duline Friulano
24 VINI NOUE MARINIC – Erigone Zala Locca III Malvasia Vipava 2019 – Marinic Zala Malvasia Vipava 2019 – Erigone Anne Cerou Superiore Brda 2019 – Marinic Anne Brda 2019 – Erigone Ribolla Gialla Gaugnaz Brda 2019 – Marinic Ribolla Gialla Brda 2019

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In copertina, grappoli di Malvasia; all’interno immagini del Collio goriziano e dell’Istria con le sue terre rosse.

 

 

 

Cambia il Vigneto Fvg, nella Guida Top anche un assaggio di vini… resistenti

di Giuseppe Longo

CORNO DI ROSAZZO – C’è anche un assaggio di vini da viti “resistenti” nella Guida Top 2022 presentata ieri pomeriggio a villa Nachini Cabassi, dopo l’anteprima che era avvenuta al Vinitaly di Verona. Non poteva non farne cenno, descrivendo il vademecum enologico di cui è “anima” tecnica assieme a Paolo Valdesolo, il perito agrario Giovanni Cattaruzzi, il quale ha messo l’accento proprio su questo nuovo, straordinario progresso nella vitivinicoltura nostrana, tanto che finirà per “rivoluzionare” almeno in parte il Vigneto Fvg all’insegna della sostenibilità ambientale, valore di cui si sente sempre più pressante bisogno. Per cui non sarà lontano il giorno in cui “Top Vini Friuli Venezia Giulia” dedicherà un’attenzione speciale a queste nuove produzioni della nostra regione – con l’Università di Udine, l’Istituto di genomica applicata e i Vivai cooperativi di Rauscedo – in una posizione leader a livello nazionale grazie alle nuove quattordici varietà che richiedono meno trattamenti chimici e quindi garantiscono maggiore rispetto dell’ecosistema.

 Da sinistra, Valdesolo, Biasi, Gambarotto, Tiziana Pittia, i premiati e Cattaruzzi.


Alla seconda uscita, tradotta in due lingue (inglese e tedesco), in prodotto cartaceo che sfida la dura crisi della stampa tradizionale, come ha detto il suo editore Nicolò Gambarotto, la Guida recensisce una cinquantina di aziende con oltre duecento vini prodotti nelle varie e prestigiose Doc, offrendosi quindi come utile strumento per mettere a disposizione degli eno-appassionati un confronto obiettivo e ricco di spunti per una scelta sempre più consapevole nella variegata offerta enologica del Friuli Venezia Giulia. La Guida è un utile compagno di viaggio anche per i “turisti enogastronomici” nazionali ed internazionali, sempre più frequenti, e che in questo volume hanno ulteriori spunti per visite e acquisti diretti. Oltre alla collaborazione consolidata con Promoturismo Fvg, questa edizione ha realizzato un importante accordo di promozione con Agrifood Fvg e il marchio “Io sono Friuli Venezia Giulia” lodevolmente promosso dalla nostra Regione a difesa e valorizzazione del nostro “Made”.
Alla presentazione sono intervenuti il consigliere regionale Mauro Di Bert, che ha portato il saluto del governatore Fedriga e dell’assessore Zannier, sottolineando la vicinanza dell’Istituzione non solo a “Top” – che colma una lacuna nella nostra regione dopo la positiva, ma da tempo ormai conclusa, esperienza della Guida ai vini Fvg dell’allora Camera di commercio di Udine -, ma anche all’intero settore vitivinicolo, il sindaco di Corno di Rosazzo Daniele Moschioni, che per il secondo anno consecutivo ha messo a disposizione gli spazi della storica dimora per questo progetto editoriale, Nicola Biasi, presidente delle commissioni di degustazione, Egon Vazzoler, neo vicepresidente di Assoeneologi Fvg (quindi braccio destro di Matteo Lovo), Enos Costantini, prolifico divulgatore di cultura agraria (bella e interessante la sua disquisizione sulla Ribolla, vino storico da riportare ai fasti di un tempo) e Ben Little, artista e sommelier, irlandese ma che ha scelto di vivere in Friuli, “innamorato” dei suoi vini e in particolare del Pignolo, gemma ritrovata dei Colli orientali, a proposito del quale ha parlato di un vero e proprio “rinascimento”. All’incontro sono intervenuti anche Paolo Valle, presidente del Consorzio Friuli Colli orientali e Ramandolo, che ha sede proprio a villa Nachini, il preside dell’Istituto tecnico agrario di Gradisca d’Isonzo, Marco Fragiacomo, e Michele Biscardi per la Fondazione Italiana Sommelier.

I premi con Costantini, Gambarotto e Little.

Come detto, la Guida nel suo dettaglio è stata descritta da Nicolò Gambarotto per l’Editoriale Top, Tiziana Pittia per Espressione e, appunto, da Giovanni Cattaruzzi per il suo Studio Tecnico Agrario. Nei vari interventi è stata posta risalto la cultura tipica del nostro territorio dedicata al vino e alla capacità di creare prodotti straordinari e di grande valore (e non solo bianchi, sebbene questi rappresentino la stragrande maggioranza) che hanno conquistato grande notorietà ovunque nel mondo. Tanto da non temere confronti, ovviamente, in fatto di qualità. Nelle pagine dedicate alle aziende sono riportati i vini presentati alla degustazione e le valutazioni della commissione, con un’indicazione sul prezzo di acquisto dei vini. Nella descrizione delle cantine si trovano una serie di informazioni utili sul metodo di coltivazione dei vigneti, su raccolta, vinificazione e affinamento in cantina, e, argomento sempre più interessante, sulla ricordata sostenibilità ambientale. Le schede delle aziende, inoltre, ospitano i servizi offerti, come l’attività agrituristica (pernottamento, ristorazione) e la possibilità di effettuare acquisti online attraverso il proprio e-commerce.
La Guida “Top Vini Friuli Venezia Giulia 2022” racchiude, come si diceva, la valutazione di oltre 200 vini degustati da una commissione di assaggio costituita da 78 esperti tra enologi, enotecnici, periti agrari e agronomi, capitanata dal presidente Nicola Biasi e coordinata appunto da Paolo Valdesolo. Il primo, quarantenne, nel 2020 ha conquistato il titolo di Miglior Giovane Enologo d’Italia ed è stato “cult oenologist” per il Merano Wine Festival nel 2021; il secondo notissimo enologo di lungo corso e con una forte visione e disponibilità per il futuro del settore in Friuli – che, vicentino di origine, ha fatto diventare la sua terra -, seppure da un paio d’anni sia in meritata pensione.


Terminate le presentazioni, l’incontro – che ha richiamato una folta partecipazione – si è concluso con la consegna degli attestati di merito per i vini che hanno ottenuto dalla commissione di degustazione

Le tre T con un punteggio tra i 90 e i 100 punti:
Chardonnay 2019 – Collio – Marcuzzi – San Floriano del Collio
Sauvignon 2019 – Friuli Colli Orientali – Meroi – Buttrio
Sauvignon 2020 De la Tour – Collio – Villa Russiz – Capriva
Merlot 2016 Graf de la Tour – Collio – Villa Russiz – Capriva

E per i premi speciali autoctoni Ribolla gialla e Pignolo:
Ribolla gialla 2019 Trebes – Collio – Attems – Capriva
Pignolo 2017 – Friuli Colli Orientali – Scarbolo – Cividale

La Guida ospita il 10% di cantine in più con 213 vini, rappresentativi di tutte le DOC del Friuli Venezia Giulia.
55 aziende partecipanti rispetto al 2020
213 i vini sottoposti alla valutazione degli esperti
78 gli assaggiatori tra enologi ed enotecnici, periti agrari e agronomi.
5.000 le copie stampate per la prima edizione
La Guida, realizzata in 3 lingue (italiano, inglese e tedesco) sarà distribuita presso le edicole ed è acquistabile online dal sito www.toptasteofpassion.it

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In copertina, il consigliere regionale Di Bert con Valdesolo e Gambarotto. (PhotoLife)