L’enogastronomia Made in Fvg (protagonisti vini e piatti simbolo) in scena a Montecitorio con la regia di Walter Filiputti e Via dei Sapori

(g.l.) «La ristorazione e i prodotti tipici del Friuli Venezia Giulia sono uno straordinario veicolo di promozione della nostra regione. Basti pensare che le produzioni agroalimentari e la tradizione culinaria si posizionano al primo posto tra i fattori di attrazione per i turisti stranieri, mentre il comparto enogastronomico vale da solo 1,4 miliardi di euro di export e ha ancora ampi margini di crescita». Lo ha detto ieri l’assessore regionale alle Attività produttive e al Turismo, Sergio Emidio Bini, nel corso dell’incontro di presentazione dei prodotti più significativi dell’enogastronomia del Friuli Venezia Giulia, avvenuto nel Ristorante dei Deputati a Montecitorio, al quale hanno preso parte oltre 150 persone, tra rappresentanti delle istituzioni, del mondo dell’impresa e giornalisti.

«Abbiamo portato a Roma il Friuli Venezia Giulia per farci conoscere attraverso le nostre eccellenze agroalimentari, che sono portabandiera del territorio e simbolo dell’impegno e della qualità dei nostri produttori», ha rimarcato Bini. La regia della degustazione, organizzata da PromoTurismoFvg, è stata affidata a Friuli Venezia Giulia Via dei Sapori che quest’anno festeggerà con importanti iniziative il suo fortunato quarto di secolo e che ha studiato un menù per valorizzare i prodotti e i piatti più significativi della nostra regione, dalla montagna al mare, coinvolgendo 72 aziende tra ristoratori, vignaioli e produttori: tra gli altri, trota e prosciutto di San Daniele, Montasio, prosciutto cotto in crosta, frico, “muset”, polenta, “sarde in saor”, “frico” di patate e cipolla, “pitina”, “cjarsons”, gubana, tiramisù e “presnitz” triestino. Il tutto accompagnato dai grandi vini regionali, con amari e caffè Made in Fvg.
«Le piccole eccellenze locali – ha rimarcato l’esponente della Giunta Fedriga -, le tipicità da gustare e i nostri vini sono tutti “ingredienti” genuini che rendono la nostra regione tanto ricercata e apprezzata. È arrivato il momento di vincere la timidezza, far conoscere questo patrimonio a chilometro zero e promuoverlo con convinzione. Eventi come questo, dunque, rappresentano un’occasione importante».

I prodotti, i vini e i piatti più significativi della gastronomia del Friuli Venezia Giulia grandi protagonisti, dunque, nel “tempio” della politica italiana. ono stati presentati a Montecitorio nel corso di un incontro a cui hanno preso parte circa 150 persone, fra parlamentari, rappresentanti delle istituzioni e del mondo dell’impresa, giornalisti. Scopo dell’iniziativa, ideata dall’onorevole Massimiliano Panizzut di Aviano e realizzata da Promoturismo Fvg, era portare a Roma il Fvg e farlo conoscere tramite le sue eccellenze agroalimentari, portabandiera del territorio e simbolo dell’impegno e della qualità dei suoi produttori.
Come detto, la regia della degustazione è stata affidata a Friuli Venezia Giulia Via dei Sapori che, con il coordinamento del socio Pio Costantini del ristorante Costantini di Collalto di Tarcento, ha ideato un menù che voleva valorizzare i prodotti e i piatti più significativi della nostra regione, dalla montagna al mare. E la formula di Fvg Via dei Sapori, “marchio di fabbrica” consolidato, come accennato, da ben 25 anni di lavoro di squadra, fra creatività, innovazione, qualità ed esperienza, si è confermata un successo. E così, scorrendo il ricchissimo menù che ben esemplificava la varietà della cucina e della produzione agroalimentare del Friuli Venezia Giulia, ecco in degustazione Trota di San Daniele, Prosciutto di San Daniele, Montasio stravecchio con il miele di tiglio e castagno, “Formadi frant” con confettura di cipolle rosse, Prosciutto cotto di Trieste in crosta tagliato al coltello, “Frico” croccante, “Muset” con ciuffo di brovada su polenta arrostita “Blave di Mortean”, “Sarde in saor”, “Frico” di patate e cipolla, “Pitina” con insalatina di asparagi e filo di Evo Friuli Venezia Giulia, “Cjarsons” alle erbe con ricotta affumicata di capra, Crema di asparagi con branzino marinato e, per concludere, Gubana, Tiramisù e “Presnitz” triestino. Il tutto accompagnato dai grandi vini regionali, con amari e caffè Made in Friuli come finale.
A narrare l’unicità e la qualità dei prodotti, dei vini e della cucina regionale è stato Walter Filiputti, presidente del Consorzio Friuli Venezia Giulia Via dei Sapori, da 25 anni portabandiera delle eccellenze enogastronomiche del territorio, che ha avuto anche il merito di essere stato antesignano nel varare la formula oggi ormai assodata “Cucina+Vini+Prodotti+Cultura = Turismo”. «L’enogastronomia – ha commentato infatti l’assessore Bini – è uno dei principali canali di promozione del Friuli Venezia Giulia a livello nazionale e internazionale. Dobbiamo essere ben consapevoli di questa ricchezza: le piccole eccellenze locali, le tipicità da gustare e i nostri vini sono tutti “ingredienti” genuini che rendono la nostra ristorazione tanto apprezzata. È arrivato il momento di vincere la timidezza, far conoscere questo patrimonio a km 0 e promuoverlo con convinzione. Eventi come questo, dunque, rappresentano un’occasione importante per promuovere il comparto enogastronomico della nostra regione, protagonista questa sera con il Consorzio Friuli Venezia Giulia Via dei Sapori, 72 aziende top-quality fra ristoratori, vignaioli e produttori, che nel loro insieme appresentano l’eccellenza agroalimentare del Friuli Venezia Giulia. A tutti loro e agli organizzatori rivolgo un sentito ringraziamento, in particolare a Fvg Via dei Sapori, che quest’anno festeggia 25 anni di attività, e al suo presidente».

Per informazioni:
www.friuliviadeisapori.it
info@friuliviadeisapori.it
Tel. 0432.530052

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In copertina, Pio Costantini mentre prepara i piatti per la degustazione; all’interno, l’assessore regionale Sergio Emidio Bini (al centro) durante il ricevimento a Montecitorio con l’onorevole Massimiliano Panizzut e Walter Filiputti, leader di Fvg Via dei Sapori, e gli ospiti intervenuti alla presentazione del Made in Friuli Venezia Giulia, piatti, vini e altri prodotti, e ancora il ristoratore di Collalto mentre affetta a mano il prosciutto di San Daniele Dop.

Premio Trivelli, di Cavasso Nuovo e Tarcento i migliori piatti con la Pitina

L’osteria Ai Cacciatori di Cavasso Nuovo ed il ristorante Costantini di Collalto di Tarcento si sono aggiudicati – a pari merito – la decima edizione del “Premio Mattia Trivelli”, nato nel 2012 per valorizzare un tradizionale salume delle Valli Pordenonesi – la Pitina – che da prodotto a rischio di estinzione è divenuto una vera e propria icona del territorio dove nasce e al quale dal 2018 è stato riconosciuto il marchio comunitario della Igp, l’Indicazione geografica protetta).

Osteria Ai Cacciatori

Ristorante Costantini

La cerimonia di premiazione – trasmessa anche sulla pagina Facebook dell’Ecomuseo delle Dolomiti Friulane Lis Aganis – è avvenuta domenica nella sala consiliare del “Palazàt”, il municipio di Cavasso Nuovo, dove ha fatto gli onori di casa il sindaco Silvano Romanin. Il saluto degli organizzatori è stato portato dalla vicepresidente dell’Ecomuseo, Marina Crovato, che ha ribadito come nel sottotitolo del Premio (“La Pitina, prodotto culturale”) sia condensata la storia di questo gustoso salume, da prodotto di sopravvivenza a ingrediente protagonista di piatti gourmet. Da sempre l’Ecomuseo tutela il patrimonio culturale e valorizza i saperi che le comunità tramandano anche attraverso i prodotti della tradizione: il cibo è cultura! Il saluto dei produttori di Pitina è stato portato dal presidente della loro Associazione, Manuel Gambon; quello dell’Istituto alberghiero Ial di Aviano (dove sono avvenute le degustazioni dei piatti in concorso) è stato affidato invece ad un videoclip realizzato dagli allievi che hanno collaborato e assistito ai lavori della Giuria, composta da Ubaldo Alzetta (ristoratore e socio fondatore dell’Associazione Produttori Pitina), Giuseppe Damiani (esperto di turismo sostenibile), dal giornalista enogastronomo Bepi Pucciarelli e da Giorgio Viel, direttore del Centro studi Friuli Venezia Giulia dell’Accademia Italiana della Cucina, che ha presentato e commentato i piatti in concorso.
Per la prima volta in dieci anni la Giuria ha deciso per un premio “ex aequo”, attribuito al piatto “Blecs di farina di castagne con Pitina, mele antiche e ricotta stagionata” (Osteria ai Cacciatori) e allo “Gnocco di rape rosse ripieno di formaggio Asino e Pitina” (Ristorante Costantini). «Due piatti – ha sottolineato la Giuria nelle motivazioni del Premio – assolutamente diversi, ma entrambi di altissimo livello. I Blecs di Danêl (Daniele Corte, l’oste dei Cacciatori) sono un concentrato di tradizione e di storia del territorio, nel quale gli ingredienti – farina di castagne, Pitina, mele antiche e ricotta stagionata – sono tenuti insieme da un collante fatto di esperienza e amore. Passione e ricerca sono gli ingredienti non scritti dello Gnocco studiato e realizzato da Marco Furlano, chef del ristorante Costantini: anch’esso un piatto quasi a km zero e realizzato con un occhio particolare alla sostenibilità». La Giuria ha anche segnalato come meritevoli del tradizionale “Premio Speciale” il piatto presentati da Gelindo dei Magredi, di Vivaro, e dal maestro pasticciere Stefano Venier dell’Arte Dolce, di Spilimbergo.
In chiusura della cerimonia di premiazione (alla quale ha partecipato anche il consigliere regionale Emanuele Zanon), gli organizzatori hanno confermato la volontà di proseguire con il Premio Mattia Trivelli, la cui formula a partire dall’edizione 2022 sarà “riveduta e corretta”. Verranno aggiornati il Regolamento ed il “format” del Premio, facendo tesoro dell’esperienza accumulata in questo primo decennio; verrà anche ampliata e valorizzata la collaborazione – positivamente testata nell’ultimo biennio – con l’Istituto alberghiero Ial di Aviano. Il progetto è finanziato dalla Regione Friuli Venezia Giulia con la Lr 21/2016.

Associazione Lis Aganis Ecomuseo Regionale delle Dolomiti Friulane APS Via Maestri del Lavoro, 1 33085 Maniago (Pn) – tel 0427.764425 – cell. 393.9494762/3 info@ecomuseolisaganis.it – www.ecomuseolisaganis.it

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In copertina, la Pitina (da Il Cibario, Ersa Fvg) e qui sopra la premiazione: da sinistra il sindaco di Cavasso Nuovo Silvano Romanin, Daniele Corte (Osteria ai Cacciatori), Marina Crovato dell’Ecomuseo Lis Aganis, lo chef del Ristorante Costantini Marco Furlano e Manuel Gambon.

Pitina, ecco i piatti superstar del “Premio Mattia Trivelli” che invita al decennale

«La vostra adesione a questa edizione del Premio Trivelli, data a settembre e riconfermata poco più di un mese fa, ha per noi un valore immenso. Testimonia il vostro attaccamento al vostro lavoro, al territorio, alla Pitina e alle altre eccellenze dell’agroalimentare di queste valli. Una testimonianza che ci impegna a fare sempre di più e meglio per la promozione, soprattutto quando – speriamo presto – inizierà il post-pandemia». E ancora: «Già dalle prossime settimane inizieremo a lavorare per il Mattia Trivelli del decennale, in calendario per l’autunno di quest’anno. Nel ricordo di Mattia Trivelli e con i produttori di Pitina vogliamo sostenere il rilancio (e, ci auguriamo, il ritorno alla normalità) dei ristoratori del territorio, che hanno dato e stanno dando una grande prova di professionalità, resistenza, e resilienza».  Con queste parole il presidente dell’Ecomuseo delle Dolomiti Friulane Lis Aganis, Giampaolo Bidoli, ha concluso a Maniago, nella sede del Museo dell’arte fabbrile e coltellerie, la cerimonia per la consegna dei riconoscimenti del “Premio Mattia Trivelli”, il concorso tra i ristoratori per il miglior piatto a base di Pitina, giunto alla IX edizione. Una cerimonia che non ha visto il tradizionale convegno itinerante (ospitato tutti gli anni in un diverso Comune del territorio di produzione) e neppure la presenza del pubblico, che ha invece potuto seguire l’evento sui canali social dell’Ecomuseo. Il Premio Mattia Trivelli 2020 è andato all’Albergo ristorante Belvedere di Sequals.


Hanno portato il loro saluto “in presenza” l’assessore al turismo di Maniago Cristina Querin ed il presidente dei produttori di Pitina, Filippo Bier, che assieme all’Ecomuseo (ed ai partner Uti delle Valli e Dolomiti Friulane e Accademia Italiana della Cucina) organizza dal 2012 la manifestazione, con il supporto dell’Amministrazione regionale. Supporto che ci sarà anche per il futuro, come ha assicurato il direttore marketing di PromoTurismo Fvg Bruno Bertero che ha inviato il suo saluto attraverso un video. Come pure la responsabile del settore alberghiero Ial, Anna Gandini, che ha commentato positivamente l’esperienza (novità dell’edizione appena conclusa) di portare ad Aviano le degustazioni dei piatti in concorso.

Dopo gli interventi di saluto, è seguita la presentazione in video dei piatti in concorso con la lettura del verbale della Giuria. Questi, dunque, i ristoranti migliori: i premi speciali – quattro, “secondi a pari merito”- sono andati a:
– Trattoria Ai Cacciatori di Cavasso Nuovo con il piatto Arancino con Pitina e porcini, dorato con farina di mais;
– Albergo Ristorante Costantini di Collalto di Tarcento con i Ravioli ripieni al mais con Pitina croccante;
– Trattoria La Santissima di Polcenigo con la Fantasia di trota con Pitina caramellata;
– Antica Trattoria Vigna di Castelnuovo del Friuli per il Risotto mantecato con zucca, noci di Castelnovo, provola affumicata e chips di Pitina.

Come detto, il Premio Mattia Trivelli 2020 è andato all’Albergo ristorante Belvedere di Sequals, che ha stupito la Giuria con i Biscotti alla Pitina: non si tratta di un dessert, ma di morbidi frollini salati che, accompagnati da una pallina di gelato al Montasio ed una quenelle di “formai tal cit”, si trasformano in un antipasto da ricordare.
Le degustazioni della Giuria sono state effettuate come si è detto nella sede della Scuola alberghiera Ial di Aviano. La commissione era composta da Giuseppe Damiani, esperto di turismo sostenibile, Bepi Pucciarelli giornalista enogastronomo e dal direttore del Centro studi regionale dell’Accademia Italiana della Cucina, Giorgio Viel.

La Fantasia della Santissima.

Inizialmente programmato per il consueto periodo autunnale e poi rinviato causa pandemia, il concorso 2020 ha visto l’adesione di 26 esercizi (numero che è anche la media storica di nove edizioni): considerata la situazione contingente, un numero di tutto rispetto che testimonia e premia gli sforzi degli organizzatori. I piatti degustati sono stati 23, in quanto tre iscritti sono stati costretti a rinunciare per ragioni contingenti; ma riceveranno ugualmente l’attestato di partecipazione. Complessivamente, dal 2012 a oggi, sono ben 74 i pubblici esercizi che hanno partecipato almeno una volta al premio.
Archiviata, dunque, la sofferta edizione 2020, fin d’ora si pensa al futuro. Per cui dalle prossime settimane partiranno i lavori per il Mattia Trivelli del decennale, in calendario per l’autunno. E sarà una manifestazione degna appunto dei primi dieci anni finora collezionati dalla bella iniziativa volta a valorizzare e a far conoscere un prodotto, la Pitina appunto, orgoglio delle Valli pordenonesi.

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In copertina, il presidente dell’Ecomuseo Lis Aganis , Giampaolo Bidoli, consegna il premio Trivelli 2020 a Silva Delle Case, titolare del ristorante “Belvedere” di Sequals.

 

“Nuova Cucina”, rinvio per Costantini e Paradiso. E a Collalto formula anti-crisi

di Gi Elle

Come tutta la ristorazione, anche La Nuova Cucina di Fvg Via dei Sapori è finita nel mirino delle regole richieste per l’emergenza sanitaria. Per cui, a causa delle recentissime normative anti-Covid, le ultime due cene-laboratorio del calendario autunnale di Friuli Venezia Giulia – La Nuova Cucina che erano previste per domani 29 ottobre al ristorante Costantini, a Collalto di Tarcento, e al ristorante Paradiso, a Pocenia, sono state ricalendarizzate rinviandole a giovedì 26 novembre. Si chiuderà allora il primo ciclo di 20 eventi di questo progetto che ha riscontrato molto interesse ed ha fatto registrare in tutti gli appuntamenti l’overbooking.

Il 26 novembre Costantini ospiterà, per l’occasione, gli chef dei ristoranti Da Toni di Gradiscutta di Varmo e Tre Merli di Trieste, mentre Al Paradiso gli chef in scena saranno quelli dei ristoranti La Subida di Cormòns ed Enoteca di Buttrio, secondo l’apprezzato format di queste cene-laboratorio, che sono firmate da due chef del consorzio Friuli VG Via dei Sapori e da uno dei 20 giovani chef, nuovi “amici” in cui il gruppo crede, che sono stati invitati a collaborare al progetto. Ognuno presenterà un piatto inedito a cui ha lavorato confrontandosi con i colleghi. “La conclusione de I giovedì di Fvg Via dei Sapori – afferma il presidente Walter Filiputti – non sarà un punto di arrivo ma di partenza, perché verrà svelato un nuovo, interessante capitolo de La Nuova Cucina”.

Ma soffermandoci ancora sul ristorante Costantini va registrata una importante formula anti-crisi adottata con grande tempismo appunto subito dopo l’uscita del nuovo decreto governativo che ha imposto lo stop all’attività di ristorazione dopo le 18, a eccezione degli alberghi che servono la cena per i propri clienti. Il rinomato locale di Collalto ha infatti lanciato una interessante proposta, valida fino al 24 novembre (data entro la quale rimarrà in vigore l’ultimo Dpcm), secondo la quale si potrà pernottare a un prezzo molto invitante – vale a dire 10 euro per persona – avendo così anche la possibilità di cenare nel ristorante annesso all’albergo, senza la preoccupazione di rimettersi al volante, soprattutto se i piatti saranno stati accompagnati da ottimi vini – come promette la cantina del ristorante -, tanto che lasciarsi andare a un bicchiere in più è pressoché inevitabile. La innovativa promozione ideata da Pio Costantini è valida nei giorni di venerdì sabato e domenica, previa prenotazione almeno 24 ore prima. Per informazioni e prenotazioni telefonare al 335.5204678 oppure scrivere a info@albergocostantini.com

Informazioni su www.fvg-lanuovacucina.it

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In copertina, il ristoratore Pio Costantini nella sua fornita cantina.