Enogastronomia, cultura e storia Fvg mettono insieme Mittelfest e Agrifood

Cultura, storia e tradizione enogastronomica del Friuli Venezia Giulia insieme per vincere la sfida del turismo slow. Mittelfest e Agrifood Fvg consolidano la loro intesa per una rinnovata valorizzazione del territorio che coinvolge la buona tavola, il sapere dei produttori e le competenze delle imprese della nostra regione, diventando volano per l’intero sistema turistico. In questa chiave, il presidente di Mittelfest, Roberto Corciulo, e il presidente del Cluster Agroalimentare Fvg, Claudio Filipuzzi, hanno firmato una convenzione triennale di collaborazione per valorizzare la cultura enogastronomica regionale, le competenze e il sapere dei produttori locali e per promuovere quel turismo slow, fatto di esperienze nei luoghi, a cui il Friuli Venezia Giulia è votato con ottimi margini di competitività nel panorama nazionale.

Mittelfest in settembre a Cividale.

Foto Luca A. D’agostino/Phocus Agency

«Mittelfest sta rifondando e rafforzando il proprio legame con il territorio – spiega Corciulo – e questo nuovo percorso passa anche attraverso la cultura enogastronomica e le economie locali che contribuiscono a creare l’unicità storica e culturale dei luoghi. Con la firma dell’accordo triennale, il rapporto con Agrifood Fvg diventa più solido e strutturato e ci permette di avviare progetti ambiziosi in un’ottica di valorizzazione e soprattutto di indotto turistico che ha bisogno di una programmazione a medio lungo termine».
Si tratta di un rapporto di collaborazione iniziato nel 2020 quando, all’interno del programma di “Aspettando Mittelfest”, Agrifood Fvg presentò in anteprima il marchio “Io sono Friuli Venezia Giulia” realizzato assieme alla Regione. Il brand si prefigge di valorizzare le imprese e le produzioni del territorio e, allo stesso tempo, informare i consumatori in modo trasparente sull’origine e sulla sostenibilità dei prodotti che acquistano. Ad oggi già cento imprenditori possono fregiarsi del marchio per il loro impegno economico, sociale ed ambientale nello sviluppo sostenibile della nostra regione. I loro prodotti che rispondono ai requisiti minimi di materia prima di origine regionale che hanno ottenuto il riconoscimento di “Prodotto Io Sono FVG” sono più di un centinaio e continuano ad aumentare.
«Attraverso il progetto “Io Sono Friuli Venezia Giulia” tutte le informazioni raccolte per l’assegnazione del Marchio sono rese pubbliche e fruibili al consumatore, il quale può così informarsi non solo sull’origine degli alimenti che acquista, ma anche conoscere a fondo l’attività dell’impresa produttrice, scoprendo come rispetta e contribuisce alla crescita della nostra regione – spiega infine Filipuzzi, leader di Agrifood -. In questo modo qualunque cittadino può essere parte attiva di questo percorso virtuoso, facendo delle scelte di acquisto sempre più consapevoli».

Foto Luca A. d’Agostino/Phocus Agency

La forza e lo spirito di “Io Sono FVG” si possono vedere nella bellissima vetrina di imprese e prodotti che potete ritrovare sfogliando la pagina www.iosonofvg.it  

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In copertina e qui marchio e qrcode di “Io sono Friuli Venezia Giulia”.

Il lattiero-caseario in crisi: si pensa alla strategia Vaia

“Sostenere la filiera lattiero-casearia del Friuli Venezia Giulia sulla quale gravano le incertezze del mercato determinate dall’emergenza Coronavirus, seguendo una strategia simile a quella adottata dall’Amministrazione regionale per il settore legno nel dopo Vaia, studiando soluzioni che siano in grado di sostenere i produttori e reimpiegare un’eventuale eccedenza di latte fresco regionale sul mercato”. È quanto proposto dall’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier, ai produttori del comparto riuniti in videoconferenza per fare il punto su criticità e problematiche legate alla situazione attuale.
“L’Amministrazione regionale con il supporto tecnico del Cluster agroalimentare Fvg – ha spiegato Zannier – ha tracciato alcune soluzioni da adottare nel caso dovesse registrarsi un surplus di latte, tra le quali l’avvio di una linea di produzione di cagliate o di formaggio, quest’ultimo da introdurre sul mercato con una precisa identità, legata alla particolare situazione del momento, e quindi senza alterare i prodotti tradizionali. Si tratta di prime valutazioni che devono incontrare il consenso unanime dell’intera filiera”.
L’incontro, come informa una nota Arc, è fornito anche l’occasione per fare il punto sullo stato di salute del settore che si sta adattando al mutare dei consumi. “Se sembra aumentare in questa fase la richiesta della grande distribuzione – ha spiegato l’assessore – è calata invece la domanda proveniente dal mondo della ristorazione, dei bar e degli hotel. Il comparto subisce, inoltre, i contraccolpi legati all’import-export con la concorrenza che viene dall’estero e le difficoltà registrate dai nostri operatori a esportare“. “L’anello più delicato della filiera – ha aggiunto – è proprio quello dei produttori di latte fresco, almeno in questa prima fase critica legata all’emergenza sanitaria. Ed è per questa ragione che stiamo valutando più ipotesi per salvaguardare il settore“.

L’assessore Stefano Zannier.