Ecomuseo Fagagna, a Cjase Cocèl e ai Quadris si parlerà di asini e benessere. E oggi del Cammino di San Martino

Nella seconda metà di marzo, il calendario di appuntamenti organizzati a Fagagna sotto l’egida dell’Ecomuseo Il Cavalîr è ricchissimo. Si comincia oggi, alle 18.30, con un incontro del ciclo “Dialoghi a Cjase Cocèl”: Marino del Piccolo presenterà il volume “Il Cammino di San Martino sulle vie di Aquileia” assieme ad Andrea Bellavite, ideatore di Walk 2 Spirit da Aquileia a Sveta Gora. Con loro dialogherà Patrizia Artico. Per info 0432.801887, oasidellecicogne@gmail.com, territoriofagagna@gmail.com
Quindi, venerdì 21 marzo alle 18, il professor Stefano Filacorda interverrà sul tema delle colline moreniche, crocevia di migrazioni e nuove colonizzazioni. L’appuntamento in questo caso si terrà proprio all’Oasi dei Quadris di Fagagna e per informazioni è possibile rivolgersi direttamente a oasidellecicogne@gmail.com- telefono 331.97885.
Domenica 23 marzo alle 10.30, infine, ci sarà il convegno, moderato da Cristina d’Angelo, dal titolo “Asino è benessere”. A intervenire saranno Luca Lanfrit e Debora Valent, i due giovani rappresentanti de “Gli asini di Manute”, azienda a conduzione familiare di Rive d’Arcano, che alleva asine romagnole per la produzione, trasformazione e vendita di latte d’asina, nel pieno rispetto del benessere animale. Ci saranno anche Maddalena Bolognesi, naturopata ed educatrice alimentare, che analizzerà le caratteristiche e i benefici del latte d’asina e dei suoi derivati, Gianluigi d’Orlandi, agronomo, e la psicologa Erica Molinaro Franzil, con la quale si parlerà dell’Iaa (Attività assistita con gli animali) e dell’importanza del rapporto uomo-asino, soprattutto per i bambini, le persone con disabilità e gli anziani. A conclusione, è in programma una degustazione dei prodotti a base di latte d’asina dell’azienda. In questo caso, l’appuntamento è al Museo di Cjase Cocèl, nella Sala Asquini in Via Lisignana 15.

Per informazioni
telefono 347.3030254

“Voce del Verbo Alveare”, un appello a salvare le api: bambini e famiglie da oggi a teatro a Fagagna e a Pradamano

Le api sono un insetto comunitario, che nella relazione di reciprocità con i fiori svolgono un ruolo fondamentale per il nostro ecosistema. Eppure la sopravvivenza di questa specie è messa a rischio dalla irresponsabile e irrazionale condotta dell’uomo. Cosa accadrebbe se le api arrivassero veramente a estinguersi?
A questa domanda risponde “Voce del Verbo Alveare”, lo spettacolo rivolto ai bambini dai 6 anni in su, ospitato in Friuli grazie al Consorzio degli Apicoltori della provincia di Udine. Triplo l’appuntamento a cura del Teatro Rebis di Macerata scritto e interpretato da Meri Bacalente. Si parte oggi 12 settembre, alle 17, a Cjase Cocel a Fagagna per proseguire, in replica, domani e domenica, alle 18, alla Baita degli Alpini di Pradamano.
Gli spettacoli, tutti a ingresso libero, rappresentano un piccolo dialogo, divertente e commovente insieme, tra la Natura e un’attrice curiosa, tra scienza e arte, coinvolgendo piccoli, ma anche grandi, alla scoperta dell’affascinante mondo delle api, ma soprattutto alle conseguenze a cui l’intero ecosistema andrebbe incontro dovessero estinguersi.
Per informazioni e prenotazioni è possibile scrivere una mail a apiudine@apicoltorifvg.it, inviare un messaggio whatsapp al numero 331.9845153 o chiamare il numero 0432.295985 negli orari di apertura al pubblico dell’ufficio (mercoledì e venerdì 10.30 – 12 e giovedì 16.30-18.30).

LA RICETTA  – Coniglio al forno con “Pestàt”

di Gi Elle

Quest’anno la bella manifestazione agreste denominata “Sant Antoni Fieste dal Purcitar”, ospitata a Fagagna in quello splendido compendio della vita contadina friulana di un tempo che è “Cjase Cocel”, è stata accompagnata da un pregevole volumetto edito dall’Ecomuseo della gente di collina “Il Cavalir” contenente numerose informazioni sulla festa che si ripropone ogni anno puntualmente la terza domenica di gennaio nella ricorrenza di Sant’Antonio Abate, patrono degli animali allevati. E oltre a queste notizie è riportata anche una bella ricetta elaborata con quello speciale condimento da soffritto che si chiama “Pestàt” e di cui Fagagna va famosa, tanto che è diventato un Presidio Slow Food. La ricetta è della chef Margherita Missana dell’agriturismo Casale Cjanor:

“Coniglio al forno con Pestàt”

Ingredienti:
1 coniglio intero tagliato in pezzi
200 g di “Pestat” di Fagagna
olio extravergine di oliva
vino bianco
rosmarino
sale e pepe

Procedimento:
Scottare per qualche minuto i pezzi di coniglio in una padella senza condimento, per favorire l’eliminazione dell’acqua. Distribuire in una casseruola un letto di “Pestàt” e quindi disporvi sopra i pezzi di coniglio. Salare, pepare, aggiungere un rametto di rosmarino, poco olio e mettere in forno ben caldo.
Fare rosolare in forno prima da un lato e poi dall’altro, bagnare con il vino bianco e portare a cottura a 180° C per circa 90/120 minuti fino a quando la carne sarà ben tenera. Servire con polenta morbida o patate al forno.

Vino:
Con una carne delicata come quella del coniglio, consigliamo un Merlot della Doc Friuli Colli orientali.

Ecco il “Pestàt”

Ma cos’è esattamente il “Pestàt”? Ve lo raccontiamo prendendo a prestito le esaurienti parole riportate sul citato libretto della festa. “E’ un Presidio Slow Food di Fagagna e si produce nel periodo della macellazione del maiale, da novembre a marzo. La base del prodotto è un lardo di grande qualità: una volta macinato viene miscelato con un trito di carote, sedano, cipolla ed un miscuglio di salvia, rosmarino, porro, aglio e prezzemolo. Si aggiunge infine il sale, il pepe e un tocco di cannella e pimento. A questo punto, l’impasto viene insaccato in un budello naturale (alcuni lo conservano in barattoli di vetro dopo una stagionatura di 30 giorni) e messo a stagionare in cantine umide e fresche. L’utilizzo del “pestàt” è molto particolare; non viene infatti consumato come un insaccato, ma fatto soffriggere in modo che il grasso si sciolga, senza far bruciare le verdure, e usato come base per preparazioni della cucina locale”.

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In copertina, ecco com’è il “Pestàt” di Fagagna prima di essere insaccato.