Diamo un taglio alla sete, torna a Nimis la grande festa solidale per aiutare l’Africa con i vini che “diventano” acqua potabile. Si partirà sabato con il mondo dei sapori

“Vitae Rosso” dedicato al Kenya dove opera da 50 anni fratel Dario Laurencig, missionario comboniano originario delle Valli del Natisone con doti di rabdomante; “Vitae Bianco” intitolato all’Uganda dove si trova attualmente suor Laura Gemignani, che da oltre quarant’anni dedica la sua vita alla missione in Africa, operando in Etiopia, Sudan e Sud Sudan. Anche quest’anno, continuando una serie ininterrotta iniziata nel 2007, è andato a buon fine l’imbottigliamento dei vini di “Diamo un Taglio alla Sete Fvg”, l’organizzazione di volontariato impegnata a sostenere i due missionari comboniani e le loro attività, in particolare – ma non solo – per la realizzazione di pozzi di acqua potabile.


Il “vino della solidarietà” nasce dalla generosità di una ventina di aziende vitivinicole – friulane ma con presenze anche da Veneto, Piemonte e Toscana – che donano il loro prodotto: vino di qualità che, prima di entrare a far parte del “blend” bianco o rosso, deve superare l’assaggio di un panel di enologi, quasi tutti ex allievi dell’Istituto Agrario “Paolino di Aquileia” di Cividale del Friuli, grazie ai quali è partita e cresciuta l’iniziativa solidale.
Alla generosità dei vignaioli si affianca quella dei produttori di tutto ciò che necessita per l’imbottigliamento: bottiglie, tappi, capsule, etichette, imballaggi. La tecnologia necessaria per assicurare un prodotto di qualità è stata fornita anche quest’anno dal Laboratorio mobile del Centro di riferimento enologico di Giuseppe Lipari; il personale del Centro è stato affiancato dai volontari di Diamo un taglio alla sete. Risultato finale: quasi 4 mila 500 bottiglie e 350 magnum di vino bianco e rosso destinato a trasformarsi in acqua per la sete dell’Africa, attraverso quel “miracolo di Cana… al contrario” che in meno di vent’anni ha permesso di inviare a fratel Dario (e negli ultimi anni anche a suor Laura) quasi 600 mila euro.

L’occasione per assaggiare e portare a casa questi vini speciali sarà la Festa della solidarietà in programma a Nimis nella cantina I Comelli (dove nei giorni scorsi è stato ultimato l’imbottigliamento) sabato 14 e domenica 15 giugno. Da qualche anno, la giornata del sabato da anteprima della festa si è trasformata in evento con una sua originale fisionomia: con il titolo Cucine dal Mondo verranno proposti oltre 20 assaggi “multietnici”.
Nel cartellone del menu compaiono – in rigoroso ordine alfabetico – Argentina, Bosnia, Croazia, Marocco, Messico, Pakistan, Peru, Portogallo, Santo Domingo, Spagna, Sri Lanka, Stati Uniti: un “giro del mondo dei sapori” reso possibile dalla collaborazione di tanti amici provenienti da Paesi lontani, residenti nella nostra regione. L’Italia sarà presente con la Sardegna (il classico Porceddu), l’Emilia (Gnocco fritto) ed i gelati del maestro gelatiere udinese Giancarlo Timballo. Più nostrana ma altrettanto invitante l’offerta gastronomica per la giornata di domenica: ci saranno il cotto con cren, la porcina triestina, l’impiccato pugliese (niente paura, è formaggio fuso), gli affettati di Sauris, la porchetta, le carni alla griglia, la Ocikana delle Valli del Torre e i Cjalcune resiani, il risotto agli asparagi (novità dell’anno una bella collaborazione con la Pro Loco di Tavagnacco), le immancabili pizza e pasta al ragù (o sugo vegetariano) e… molto altro.
La festa vedrà impegnato oltre un centinaio di volontari di Diamo un Taglio alla Sete e di numerose associazioni che da anni contribuiscono al successo dell’iniziativa. Altrettanti – forse di più – i musicisti impegnati ad assicurare una colonna sonora eccezionale nelle due giornate. Sabato (dalle ore 18 in poi) saliranno sul palco I Maz e Sabina, UT Gandhi, Dallanima, Blues Metropolitano. Domenica poi, a partire dalle 11, si esibiranno i gruppi Sand of Gospel, Note Nove, Cartoni Ardenti, Back In Blues, The Rookies Trio, La Bande Dal Cjaruç, Alessandro Lepore & Band, Borderline. Per i più piccoli ci sarà, come di consueto, un attrezzato parco giochi con gonfiabili e intrattenimento. La sicurezza sarà garantita dalla Croce Rossa Italiana (sezione di Tarcento), che sarà presente con i suoi mezzi e volontari.

 

Ulteriori informazioni sono disponibili al sito www.diamountaglioallasete.it o alla pagina Facebook @diamountaglioallasete.

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In copertina e all’interno fratel Dario Laurencig durante la escavazione di pozzi in Africa per la ricerca dell’acqua potabile: progetto al quale si è ultimamente affiancata anche suor Laura Gemignani.

Confagricoltura Fvg, valorizzare i prodotti facendo buon uso del packaging: martedì approfondimento a Cividale

Si terrà martedì 13 maggio, a partire dalle ore 17.30, a Cividale del Friuli, nella sede dell’azienda Stroppolatini (Strada di Prepotto 21), un incontro tecnico sul tema: “Packaging di impatto: come trasformare un prodotto in un’esperienza”, organizzato da Confagricoltura Fvg in collaborazione con Agrisoluzioni srl.
L’incontro segue le giornate formative tese a migliorare la competitività delle imprese agricole che, oltre a rafforzare le loro capacità comunicative, possono valorizzare l’identità territoriale attraverso un packaging più accattivante. Sarà cura dei relatori Francesco Scalettaris e Maikol Malezan (esperti di comunicazione e packaging dei prodotti agroalimentari), accompagnare gli imprenditori in questa nuova lezione che ha l’obiettivo di approfondire la progettazione di packaging ed etichette per la valorizzazione del proprio prodotto, utilizzando strategie mirate di collocamento commerciale e shelf appeal.
L’appuntamento, rientrante nella consulenza specialistica Sissar 2025 finanziata dalla Regione Fvg, è a partecipazione gratuita ma con iscrizione obbligatoria, scrivendo a: assistenzatecnicafvg@confagricoltura.it o telefonando allo 0432.507013.

Cefap, in settembre al via il corso di studi per Tecnico produzione agroalimentare. E domani mattina “Open day” a Codroipo

Il Cefap è uno degli Enti di formazione protagonista dell’avvio della filiera formativa tecnologico-professionale 4+2 (riforma Valditara) in Friuli Venezia Giulia. L’obiettivo è quello di offrire agli studenti una formazione vicina alle esigenze del mondo del lavoro e di conseguire in 4 anni il diploma. Infatti, a partire da settembre 2025, al Cefap di Codroipo, prenderà il via il nuovo corso di studi IeFP per il conseguimento del Diploma di “Tecnico della produzione di prodotti agroalimentari” che offre la possibilità di accedere all’Esame di Stato per conseguire il diploma di maturità dopo soli 4 anni di frequenza e l’accesso diretto al biennio Its con una formazione altamente innovativa richiesta dal mercato del lavoro.
La filiera vede la presenza dell’istruzione tecnica mediante la partecipazione dell’Istituto agrario “Paolino d’Aquileia” di Cividale del Friuli e dell’Its Academy Alto Adriatico, oltre che del Life Tech Its Academy. Partecipano anche gli enti Effepi Civiform e Fosf. Il corso Cefap, dunque, prepara una figura specializzata nella trasformazione di prodotti vegetali e lattiero-caseari, oltre che nella produzione di birra e distillati. Offre elevate opportunità di ingresso nel mondo del lavoro, grazie a competenze pratiche e teoriche nella gestione dei processi di trasformazione, approvvigionamento, stoccaggio e controllo qualità, che saranno esercitate anche in molta attività di stage presso imprese che collaborano al progetto, come da metodologia consolidata del sistema formativo in grado di offrire una percentuale di assunzione pari a oltre il 97% dei qualificati e diplomati.
Le caratteristiche distintive del percorso formativo includono: potenziamento delle competenze logico-matematiche e di base (STEM); attività laboratoriali e apprendimento in contesto lavorativo (con visite esperienziali e tirocini curricolari); orientamento personalizzato e supporto al percorso individuale; attività congiunte con scuole, imprese e Its; facilitazione dei passaggi all’interno della filiera.
Al termine del corso, gli studenti conseguiranno il Diploma quadriennale di IeFP che dà la possibilità di: accedere direttamente all’Its Academy; accedere direttamente all’Esame di Stato per il diploma di maturità; entrare nel mondo del lavoro; accedere all’Università (previo superamento dell’Esame di Stato). “Open day” di presentazione: domani 1 febbraio, alle ore 10, a Codroipo (vicolo Resia 3), con aperitivo finale a cura degli studenti del Cefap.

Per informazioni: Tel. 0432.821111
info@cefap.fvg.it; www.cefap.fvg.it

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In copertina, il laboratorio di agricoltura 4.0; all’interno la sede Cefap di Codroipo.

Ecco come la difesa del Natisone passa anche attraverso il “Contratto di fiume”

«La sottoscrizione del “Contratto di fiume” del Natisone è una pietra miliare, un passaggio di straordinaria importanza che giunge al termine di un lungo percorso partecipativo in cui senso ultimo è il fatto che i cittadini prendono parte attiva alla gestione dei territori fluviali». Lo ha affermato l’assessore regionale alla Difesa dell’ambiente Fabio Scoccimarro firmando a Manzano il “Contratto di fiume”, siglato anche dall’Associazione Parco del Natisone, da nove Comuni (Manzano, Taipana, Pulfero, San Pietro al Natisone, Cividale del Friuli, Premariacco, San Giovanni al Natisone, Chiopris Viscone e Trivignano Udinese), Autorità di bacino e Acquedotto Poiana.
«Con il Contratto di fiume – ha osservato l’esponente della Giunta Fedriga – possiamo coniugare le esigenze del territorio relativamente alla sicurezza idraulica (pericolo di inondazioni), alla qualità degli ecosistemi acquatici, al miglioramento del paesaggio, alla fruizione del territorio, alle esigenze economiche del territorio, nell’ottica di uno sviluppo sostenibile. È la tappa fondamentale di una strada maestra, incardinata nei processi di pianificazione ma aperta al contributo di tutti, che la Regione ha perseguito con convinzione e che oggi rappresenta un passaggio da ricordare. Dico tappa perché la firma di oggi non segna una chiusura ma l’inizio di un nuovo impegno collettivo da portare avanti a tutela della ricchezza delle risorse idriche e della capillarità dei deflussi».
L’assessore Scoccimarro ha ringraziato «tutti i soggetti firmatari, gli altri importanti attori presenti e l’Università di Udine, per la collaborazione fornita all’Amministrazione del Friuli Venezia Giulia nella redazione del Contratto, che è un vero e proprio vademecum e auspico sia – ha concluso – un tassello per realizzare una Regione più sicura, più verde e più felice».

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In copertina,  ecco un caratteristico scorcio del fiume Natisone nel Cividalese,

Città del vino Fvg, una nuova crescita con l’arrivo anche delle Pro Loco

Continua a crescere la “famiglia” delle Città del Vino del Friuli Venezia Giulia: se questa estate si era aggiunto il 26° Comune, ovvero Palazzolo dello Stella, ora si è aperta la fase di adesione delle Pro Loco, da tempo al fianco del coordinamento regionale nell’organizzazione di vari eventi, a partire dall’apprezzato Calici di stelle d’agosto.
«Proprio la nostra regione – spiega il coordinatore delle Città del Vino del Friuli Venezia Giulia, Tiziano Venturini, nonché assessore alle attività produttive e turismo del Comune di Buttrio – era stata tra le prime a livello nazionale a vedere accolta, una decina di anni fa, una Pro Loco tra i propri membri dalle Città del Vino. Si tratta della Pro Casarsa della Delizia con cui c’è sempre stata una positiva collaborazione: partendo da questa esperienza, ora anche altre Pro Loco hanno fatto domanda di adesione, che le Città del Vino stanno man mano accettando a testimonianza dell’ottimo rapporto che già c’è, grazie ai diversi progetti unitari portati avanti in questi anni».
Nello specifico, sono già state accolte la Pro Loco Mitreo di Duino Aurisina – Devin Nabrežina, la Pro Loco Buri di Buttrio e la Pro Loco Risorgive Medio Friuli di Bertiolo. Nella riunione del consiglio nazionale delle Città de Vino del prossimo 29 ottobre saranno ufficialmente associate, mentre prossimamente presenterà domanda la Pro Loco Latisana. Sono tutte realtà, che alla pari di quella casarsese, sono attive in Comuni che sono già membri delle Città del Vino.
«Un segnale importante – aggiunge il presidente del Comitato regionale del Friuli Venezia Giulia dell’Unione nazionale tra le Pro Loco d’Italia, Valter Pezzarini – quello dell’adesione delle nostre Pro Loco alle Città del Vino, dove potranno portare la loro ricca esperienza nell’organizzazione di eventi e promozione del territorio, in un proficuo dialogo con le amministrazioni comunali».
Nella imminente seduta del consiglio nazionale sarà anche resa nota la realtà vincitrice della nomina a Città Italiana del Vino 2022 dopo che Barolo è stata quella per il 2021: tra i candidati proprio il Comune di Duino Aurisina – Devin Nabrezina con un progetto dal respiro regionale che coinvolge gran parte delle altre Città del Vino del Friuli Venezia Giulia.
I Comuni aderenti alle Città del Vino in regione attualmente sono 26: Aquileia, Bertiolo, Buttrio, Camino al Tagliamento, Capriva del Friuli, Casarsa della Delizia, Chiopris Viscone, Cividale del Friuli, Cormons, Corno di Rosazzo, Dolegna dl Collio, Duino Aurisina – Devin Nabrežina, Gorizia, Gradisca d’Isonzo, Latisana, Manzano, Moraro, Nimis, Palazzolo dello Stella, Povoletto, Premariacco, Prepotto, San Giorgio della Richinvelda, Sequals, Trivignano Udinese, Torreano. Nel loro territorio vitato sono presenti tutte le Denominazioni d’origine controllata della regione e risiedono circa 130.000 abitanti (pari all’11% dell’intera popolazione del Friuli Venezia Giulia).

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In copertina, colori d’autunno in un vigneto (Fontane Vive, foto di Paolo Comelli) a Nimis, una delle 26 Città del vino Fvg; qui sopra, incontro estivo con Comuni e Pro Loco ad Aurisina in vista di Calici di stelle.

 

Le 25 “Città del Vino” del Vigneto Fvg affidate ancora a Tiziano Venturini

(g.l.) Piena fiducia e generale apprezzamento per l’attività svolta: così Tiziano Venturini, già sindaco di Buttrio, è stato confermato all’unanimità quale coordinatore delle 25 Città del Vino del Friuli Venezia Giulia. Una importante realtà che raggruppa i territori a maggior vocazione vitivinicola della nostra regione, ai quali si stanno per aggiungerne altri.
Nel corso della prima assemblea del 2021 tenutasi in modalità online, e nella quale è stato anche programmato il calendario degli appuntamenti del nuovo anno, Venturini, che è anche assessore alle attività produttive e turismo appunto di Buttrio – uno dei luoghi più blasonati dei Colli orientali del Friuli, famoso per la Fiera regionale dei vini, la più vecchia d’Italia -, è stato quindi rieletto coordinatore. Il quale ha poi proposto la riconferma, anch’essa approvata con voto unanime, quale vice, di Maurizio D’Osualdo vicesindaco di Corno di Rosazzo. Confermati nel coordinamento Ilaria Peloi, assessore alle attività produttive di Casarsa della Delizia, e Giorgio Cattarin, in rappresentanza di Cormòns. Non si è invece ricandidato il sindaco di Trivignano Udinese Roberto Fedele, al quale è andato il plauso per il lavoro svolto in seno al coordinamento in questi anni. Con l’occasione, è stato deciso l’allargamento del coordinamento stesso da 5 a 7 membri: sono stati eletti quindi anche Daniele Sergon, sindaco di Capriva del Friuli, Lara Tosolini, consigliere delegato per la promozione agroalimentare e rapporti con le Città del Vino di Cividale del Friuli, e l’ambasciatore delle Città del Vino, Gianpiero Colecchia, in rappresentanza di Duino Aurisina.

D’Osualdo, Zambon e Venturini.


Altra novità l’apertura di un collegamento operativo strutturale con il mondo delle Pro Loco, da tempo protagoniste assieme alle Città del Vino nell’organizzazione di eventi in Friuli Venezia Giulia, a partire dal rinomato “Calici di Stelle” in estate: per questo Antonio Tesolin, presidente della Pro Casarsa (la quale, caso unico in Italia, è anch’essa membro dell’Associazione nazionale Città del Vino) parteciperà ai lavori del coordinamento per i progetti che interessano le Pro Loco.
«Grazie all’assemblea di amministratori – ha commentato a nome di tutto il coordinamento, Tiziano Venturini – per la fiducia dataci: siamo pronti non solo a continuare ma anche ad ampliare il gran lavoro svolto in questi anni, allargando il coordinamento a nuovi membri, in rappresentanza così di tutti i territori vinicoli regionali, e al mondo delle Pro Loco ne è testimonianza. Neanche nel 2020 segnato dall’emergenza sanitaria ci siamo fermati, proponendo tra le altre cose nello scorso mese di agosto un’edizione di “Calici di Stelle” con numeri in linea con le edizioni pre-pandemia. Ci sono vari progetti, dall’Erasmus vinicolo per gli studenti europei alla vendemmia turistica, dalla sostenibilità ambientale ai nuovi regolamenti di polizia rurale con l’Università di Udine, che stiamo portando avanti e di cui daremo notizia nelle prossime settimane».
In apertura di assemblea è intervenuto il presidente nazionale delle Città del Vino, Floriano Zambon, di Conegliano: essendo in scadenza, il suo è stato un saluto di fine mandato a una realtà regionale come quella del Friuli Venezia Giulia con le quali c’è stata una positiva e intensa collaborazione. «Grazie al coordinamento, agli ambasciatori e a tutte le Città del vino regionali per il percorso fatto assieme – ha affermato – e in particolare a Duino Aurisina per la sua candidatura a Città Italiana del Vino 2021, con un progetto giudicato tra i migliori tre e che pone ottime basi per successive candidature». Presenti, oltre a sindaci e consiglieri comunali, pure gli ambasciatori delle Città del Vino Loris Basso (presidente anche dell’Ente Friuli nel Mondo e leader del Ducato dei vini friulani), Piero Bertossi, Claudio Fabbro, Venanzio Francescutti, Claudio Colussi e Gianpiero Colecchia.
Le 25 Città del Vino aderenti in Friuli Venezia Giulia sono in ordine alfabetico Aquileia, Bertiolo, Buttrio, Camino al Tagliamento, Capriva del Friuli, Casarsa della Delizia, Chiopris Viscone, Cividale del Friuli, Cormons, Corno di Rosazzo, Dolegna del Collio, Duino Aurisina, Gorizia, Gradisca d’Isonzo, Latisana, Manzano, Moraro, Nimis, Povoletto, Premariacco, Prepotto, San Giorgio della Richinvelda, Sequals, Trivignano Udinese e Torreano. In più, come detto, anche la Pro Loco di Casarsa della Delizia è membro dell’Associazione nazionale.

Un brindisi beneaugurante.

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In copertina, Tiziano Venturini confermato leader delle Città del Vino del Friuli Venezia Giulia.

 

Le Città del Vino in… Viaggio: si candida “Ramandolo” da 20 anni prima Docg Fvg

di Giuseppe Longo

Prepotto, con il suo prezioso Schioppettino, prima; Povoletto, con i suggestivi vigneti di Savorgnano del Torre (e non solo), poi. Un successo le puntate in diretta Fb sulla pagina di @cittàdelvino, che si sono sviluppate nel corso di due recentissimi venerdì e che hanno visto collegati attraverso la rete diversi operatori del settore che hanno offerto importanti riflessioni su realtà fra le più prestigiose dei Colli orientali del Friuli.
Per ora “In Viaggio per le Città del Vino” non ha altre iniziative in programma nella nostra regione, ma se una potesse avere realizzazione entro questo 2020, che tutti speriamo sia quello definitivo per superare l’emergenza pandemica che tanti danni ha causato anche al comparto della vitivinicoltura, riteniamo che potrebbe ancora una volta avere come scenario lo splendido scenario di questi “ronchi” che hanno quale inconfondibile simbolo storico lo Spadone del Patriarca Marquardo. Una zona Doc che ha appena superato il mezzo secolo di vita e all’interno della quale, nel lembo più settentrionale, è nata esattamente vent’anni fa la prima Docg, denominazione di origine controllata e garantita – il massimo grado di tutela della qualità espressa da un territorio -, del Vigneto Fvg: “Ramandolo”. Il celeberrimo vino – dolce-non dolce, per l’elevata concentrazione tannica – prodotto sulle ripide pendici del monte Bernadia vegliate dalla cinquecentesca chiesetta di San Giovanni Battista e nei vigneti delle zone circostanti all’interno dei Comuni di Nimis e di Tarcento. Un “cru”, per dirla con i francesi, fra i più prestigiosi della nostra regione e che quindi meriterebbe d’essere “celebrato” dalla terza puntata di “In Viaggio per le Città del Vino”.
Nell’associazione nazionale, che in Friuli Venezia Giulia è coordinata da Tiziano Venturini, oltre ai ricordati Comuni di Prepotto, Povoletto e appunto Nimis, ci sono altre ventidue Città rinomate per il frutto della vite. E cioè Aquileia, Bertiolo, Buttrio, Camino al Tagliamento, Capriva del Friuli, Casarsa della Delizia, Chiopris Viscone, Cividale del Friuli, Cormòns, Corno di Rosazzo, Dolegna del Collio, Duino Aurisina, Gorizia, Gradisca d’Isonzo, Latisana, Manzano, Moraro, Premariacco, San Giorgio della Richinvelda, Sequals, Trivignano Udinese e Torreano. Una bella e importante iniziativa, dunque, che sarebbe auspicabile – e in questo credo di interpretare il pensiero dei diretti interessati – potesse riguardare in tempi brevi ancora i Colli orientali del Friuli e proprio l'”eroica” viticoltura di Ramandolo. Sarebbe un magnifico modo per chiudere il “cerchio” almeno in questa fase iniziale dell’apprezzata iniziativa promozionale, perché, scorrendo i nomi appena citati, tutti i ventidue Comuni sono altamente meritevoli d’essere valorizzati. Ma se dev’esserci una motivazione – come appunto sono risultate azzeccate quelle di Prepotto, con la sottozona dello Schioppettino, e di Povoletto, con il suo Progetto di valorizzazione del settore – ebbene quella doppia di Ramandolo, appunto da vent’anni prima Docg del Friuli Venezia Giulia, appare più che meritevole.

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In copertina e qui sopra due suggestive immagini della zona del Ramandolo Docg a Nimis.

Anche a Povoletto la bandiera delle Città del vino che ora sono 25 in Fvg

di Gi Elle

E ora le Città del vino del Friuli Venezia Giulia sono salite a 25 con la new entry di Povoletto, il cui ingresso è avvenuto a pieno diritto grazie a una vitivinicoltura specializzata condotta, con eccellenti risultati qualitativi, sulle colline di Savorgnano del Torre, ma anche nella vicina Ravosa, a Bellazoia e a Marsure. Le altre 24 città aderenti all’associazione nazionale sono Aquileia, Bertiolo, Buttrio, Camino al Tagliamento, Capriva del Friuli, Casarsa della Delizia, Chiopris Viscone, Cividale del Friuli, Cormòns, Corno di Rosazzo, Dolegna del Collio, Duino Aurisina, Gorizia, Gradisca d’Isonzo, Latisana, Manzano, Moraro, Nimis, Premariacco, Prepotto, San Giorgio della Richinvelda, Sequals, Trivignano Udinese e Torreano. Da ricordare, poi, che pure Moraro si è aggiunto nel prestigioso elenco durante il 2020. Mentre il Comune di Duino Aurisina ha presentato la propria candidatura a “Città Italiana del Vino 2021”.

La bandiera a Povoletto.

Il coordinatore regionale delle Città del Vino Fvg, Tiziano Venturini, ha infatti consegnato la bandiera associativa al Comune di Povoletto entrato a far parte del sodalizio che a livello nazionale conta oltre 450 municipi associati. “Una piacevole tradizione, quella della consegna della bandiera, che rappresenta l’entrata nella nostra grande famiglia delle nuove Città del Vino aderenti. In questi ultimi mesi il nostro gruppo – spiega Venturini – si è ulteriormente rafforzato con un coordinamento regionale unitario, promuovendo l’enoturismo in maniera sinergica e in dialogo continuo con l’Associazione nazionale Città del Vino. Dopo i giorni drammatici della fase 1 con il lockdown, durante l’estate la nostra personale risposta al Coronavirus è stata quella di aver organizzato, vedendo la partecipazione di 150 cantine, un’edizione 2020 della manifestazione Calici di stelle che è risultata una delle più riuscite della Penisola, con una bella affluenza di persone rispettose delle norme anti-contagio. Abbiamo poi concluso la nostra stagione estiva incontrandoci in assemblea, assieme al presidente nazionale Floriano Zambon, a settembre ospiti del Comune di Gradisca d’Isonzo”.
Parallelamente ognuno dei Comuni sta portando avanti specifici progetti sostenuti anche dalle altre aderenti. Per esempio, la civica amministrazione della stessa Povoletto ha da poco avviato il progetto multimediale “Racconti di Vino” in cui i produttori locali sono diventati protagonisti di videointerviste per raccontare il loro rapporto con il vino e il territorio in cui nasce (i video sono visibili sul canale Youtube di PromoturismoFvg e sulla pagina Facebook del Comune di Povoletto). Proprio l’avvio del progetto, alla presenza del sindaco Giuliano Castenetto, dell’assessore a Bilancio Patrimonio Comunicazione e Innovazione Lisa Rossi – promotrice della importante iniziativa -, il giornalista ed enologo Claudio Fabbro e il presidente di Assoenologi Fvg Rodolfo Rizzi ha visto la consegna della bandiera.

Tornando alla richiesta di Duino Aurisina di essere eletta a “Città Italiana del Vino 2021”, Venturini ha sottolineato che si tratta di “una candidatura che si estende con gli eventi anche ad altre realtà del territorio regionale e che abbiamo sostenuto all’unanimità nella riunione di Gradisca d’Isonzo. A giorni dovrebbe vedere proclamata la vincitrice, la quale sarà la “capitale” italiana delle Città del Vino. Nell’attesa guardiamo al futuro, vicini ai nostri produttori in questi giorni complicati per la recrudescenza del Coronavirus e progettando nei limiti del possibile i nuovi eventi e progetti, come quello con l’Università di Udine sulla sostenibilità di prossima presentazione”.

Tutti gli aggiornamenti sul nuovo sito web www.cittadelvinofvg.it e sulla pagina Facebook Città del Vino del Friuli Venezia Giulia.

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In copertina e qui sopra le splendide colline del Comune di Povoletto.