Friuli Doc compie 30 anni, a Udine non solo enogastronomia tipica ma anche un focus sui cinque siti Unesco Fvg

«La Camera di Commercio è da sempre tra i protagonisti di Friuli Doc e lo è in particolare in questa edizione che rappresenta un traguardo significativo per un evento che è un momento importantissimo anche dal punto di vista economico, così come di rappresentazione di ciò che è il nostro territorio». Anche il presidente della Cciaa Pn-Ud, Giovanni Da Pozzo, è intervenuto ieri alla presentazione della 30ma edizione della manifestazione enogastronomica pronta ad animare il capoluogo friulano il prossimo weekend – dal 12 al 15 settembre – con l’organizzazione e il coordinamento del Comune di Udine.

Giovanni Da Pozzo

«Friuli Doc – ha aggiunto il presidente camerale – è rimasto intatto nello spirito originario, con il focus sull’agroalimentare, ma in tutti questi anni è cresciuto e si è sviluppato, aprendosi alla cultura e alla valorizzazione delle tante differenze che sono la ricchezza del nostro territorio». Da Pozzo ha anche precisato che la Cciaa friulana sarà presente, oltre che nel sostegno alla manifestazione, anche con uno stand istituzionale «che sarà incentrato sulla promozione di una delle ricchezze del Fvg, i Siti Unesco: dei 59 italiani, la nostra regione ne conta ben cinque – ha ricordato -. Con il progetto Opus Loci targato Cciaa Pn-Ud valorizziamo le loro peculiarità e le possibilità di unire la visita alla città alla visita in questi luoghi unici e preziosi, che ospitano eccellenze culturali ma anche imprenditoriali, attraverso gli itinerari sostenibili proposti nell’ambito del progetto. Sono convinto che i tanti eventi di cui Udine è il centro, come Friuli Doc, ma anche come il nostro Open Dialogues for the future, di cui ospiteremo la terza edizione il prossimo marzo, facciano di questa terra il luogo ideale di dialogo aperto e di confronto fra diversità e specialità».
Ricordiamo che i cinque siti tutelati dall’Unesco in Friuli Venezia Giulia come Patrimonio mondiale dell’Umanità sono le città di Aquileia, Cividale e Palmanova, le Dolomiti Friulane e il sito palafitticolo Palù di Livenza.

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Con l’apprezzamento del Club per l’Unesco di Udine.

Fvg terra anche di piccole, grandi birre artigianali che hanno fatto nascere a Udine il primo corso universitario d’Italia

di Giuseppe Longo

UDINE – A Capodanno solitamente si brinda con spumanti, ma anche una buona birra, meglio ancora se Made in Fvg, fa la sua bella figura sulla tavola di chi ne è appassionato. Non solo terra di grandi vini conosciuti e apprezzati in tutto il mondo, la nostra regione si sta, infatti, facendo sempre più strada anche nella produzione della birra artigianale, dopo quella dei famosi marchi industriali – Moretti e Dormisch (proprio in queste settimane è terminata la demolizione dello stabilimento che, tanti anni fa, venne devastato da un incendio) -, che hanno segnato la storia di Udine, ma anche Dreher a Trieste. Tanto che questa a questa produzione è stata riservata un’attenzione tutta speciale dall’Ateneo friulano che, in Italia, è stato il primo ad istituire dei corsi di studio specifici. Le aziende erano 19 nel 2012 e quest’anno sono diventate 37, con un incremento del 95% in 10 anni e con l’impiego di 170 addetti. Piccoli numeri in valore assoluto, ma segno di un settore, quello delle imprese produttrici di birra, che anche in Friuli Venezia Giulia sta crescendo sensibilmente, secondo i dati elaborati dal Centro studi della Camera di Commercio di Pordenone-Udine. Certamente si tratta di una produzione di “nicchia”, e tale è destinata a rimanere, ma contraddistinta da un’elevata qualità sulla quale concordano gli estimatori della spumeggiante bevanda contraddistinta dall’aroma del luppolo.

E ai birrifici artigianali di casa nostra  la Cciaa ha voluto dedicare il quarto libro della collana, cartacea e online, “Quaderni di Agricoltura”, edita da Vinibuoni Biblioteca e tradizionale strenna natalizia dell’ente camerale. Il volume conclude la quadrilogia che racconta, con la voce narrante del giornalista, scrittore e docente universitario Walter Filiputti, i diversi comparti del settore agricolo. «La birra è un modo felice di concludere questo viaggio librario, di cui l’autore ci parla con la sua penna sempre originale e con il suo spirito entusiastico, sia sulla carta sia tramite il sito web, con le interviste e le pagine interattive di www.quadernidiagricoltura.it, che rendono ancora più completa e viva l’opera», ha detto il presidente Cciaa Pn-Ud, Giovanni Da Pozzo, che alla presentazione ha aperto il lavori. Con lui in Sala Valduga c’erano anche il sindaco di Udine Pietro Fontanini, al cui saluto sono seguiti gli interventi dell’autore, dell’editore Francesco Busso e del presidente dell’Associazione Artigiani Birrai del Fvg Severino Garlatti Costa. Le conclusioni sono spettate all’assessore regionale alle risorse agroalimentari, Stefano Zannier.


«Il mercato della birra artigianale si espande e trova una risposta di eccellenza nella produzione regionale, che ha saputo cogliere questa opportunità puntando soprattutto sulla qualità», ha detto l’esponente della Giunta Fedriga. «È un settore di nicchia che sta appassionando soprattutto i giovani, sia come consumatori che come produttori – ha detto ancora il titolare dell’Agricoltura Fvg -. La birra artigianale riesce così a diventare un prodotto distintivo capace di crearsi un mercato differenziato rispetto alla grande distribuzione».
Come si diceva all’inizio, l’Università di Udine è stata la prima ad istituire dei corsi sulla produzione di birra anche in considerazione della presenza di alcuni grandi birrifici industriali che hanno contribuito a favorire in Friuli la conoscenza di questo prodotto. «La cultura della birra è un ulteriore elemento di crescita del mercato, anche se le regole della produzione sono differenziate tra mondo agricolo, artigianale e industriale. Questo comporta anche una maggior capacità tecnica e una maggiore conoscenza tecnologica del settore, che è ciò che qualifica i nostri produttori, bravissimi anche nel narrare la storia e l’origine del proprio prodotto. Certo, se la birra fosse inclusa nelle produzioni agricole potrebbe godere di maggiori incentivi», ha concluso l’assessore. Va, infatti. rilevato che in Italia la birra continua a essere classificata come prodotto industriale, sebbene le materie prime siano agricole.


Se le edizioni precedenti dei “Quaderni” si sono soffermate sul mondo del vino, sul seminativo e l’allevamento, il lattiero-caseario, l’acquacoltura, la silvicoltura e la caccia, quindi l’orticoltura, la frutticoltura e le produzioni di nicchia, il quarto e conclusivo libro della collana si concentra dunque sul magico mondo della birra artigianale nostrana, una realtà che presenta moltissime eccellenze – dimostrate anche dalla degustazione che ha concluso l’incontro -, anche pluripremiate in Italia e a livello internazionale.  «Oggi la birra vive un rifiorire e un rinnovamento senza precedenti – ha evidenziato ancora Filiputti – e il nostro Quaderno 2022-2023 mette in luce il lavoro competente, le conoscenze degli imprenditori del settore (una ventina i birrifici artigianali protagonisti, ndr), la passione schietta di tanti giovani che si mettono in gioco e che sanno e vogliono proporre un prodotto d’eccellenza, originale, espressione di un territorio che rispettano in ogni aspetto».
Infine, alcuni dati sulle edizioni precedenti del “Quaderni”, ricordati dallo stesso ente di piazza Venerio: nel 2019, il volume dedicato al futuro della viticoltura e del mercato enologico ha avuto come protagoniste 70 storie aziendali. Nel 2020 sono state 50 le interviste, sul tema “il cibo del futuro, tra sostenibilità, coltivazioni e allevamento” e anche quelle del Quaderno 2021-2022 dedicato a ortofrutta, miele e produzioni di nicchia.
La collana “Quaderni di Agricoltura” fa seguito ad una prima collana camerale dedicata alle imprese del gusto delle diverse aree geografiche del Friuli, che ha censito 195 produttori e 178 ristoratori, tutto in cinque volumi, e la collana, in quattro volumi, dedicata agli “artigiani del fare”, con le storie di 228 imprenditori.

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In copertina, alcune delle birre artigianali degustate al termine della presentazione in Camera di Commercio a Udine;  all’interno, immagini della serata, il libro e la collana di quattro volumi giunta a conclusione.