Weekend tra i cipollari di Cavasso Nuovo per celebrare la Rossa orgoglio del paese

Un intero fine settimana dedicato alla specialità agroalimentare tipica di Cavasso Nuovo, Comune della Pedemontana friulana a pochi chilometri da Pordenone. Dal 22 al 24 settembre si terrà infatti il “Weekend tra i cipollari”, nel quale si metterà in mostra la Cipolla Rossa che qui viene coltivata e che ha caratteristiche uniche. A promuovere l’evento l’Associazione Produttori Cipolla Rossa di Cavasso Nuovo, sodalizio che raccoglie una dozzina di produttori tra persone che conducono un orto personale e aziende agricole strutturate.

Produttori della Cipolla Rossa.


I soci sono gli eredi della storia della Cipolla Rossa di Cavasso Nuovo, coltivazione che per secoli ha sostenuto le economie della famiglie del paese. Infatti, grazie alla pazienza di madri e nonne che compivano lunghe trasferte per venderle nei mercati di pianura, venivano integrati i bilanci familiari. Già allora la cipolla cavassina era apprezzata per il suo gusto dolce, delicato e per la sua digeribilità. Purtroppo, nella seconda metà del Novecento questa varietà, ormai coltivata da pochi, ha rischiato di estinguersi.
Negli ultimi anni, proprio grazie all’Associazione, il grande rilancio che culmina nel weekend in questione il cui ricco programma – tra convegni, laboratori e mostra mercato e ovviamente saporite degustazioni – vede come suo elemento clou l’inaugurazione della mostra “Cigola Rossa di Cjavàs da la Simincia a la Riesta” (nella variante locale della lingua friulana: Cipolla Rossa di Cavasso dal seme alla treccia).
“Un progetto – spiega la presidente dell’Associazione dei Produttori, Michela Spigolon – a cui tenevamo davvero molto e che siamo riusciti a concretizzare grazie alla collaborazione con il regista documentarista e fotoreporter Francesco Zanet. Con un lavoro durato un intero anno, Zanet è riuscito a documentare con la sua grande sensibilità artistica tutto il percorso vegetativo e la filiera di produzione della nostra Cipolla Rossa. Una serie di fotografie che mettono in primo piano anche la passione delle persone aderenti al nostro gruppo e sottolineano l’importanza del loro lavoro per la salvaguardia di questa varietà tipica”. Le immagini serviranno poi a far conoscere ulteriormente la Cipolla Rossa sul territorio. “Infatti – aggiunge la presidente – la mostra sarà itinerante, visto che puntiamo a farla ospitata nelle scuole, città ed eventi nell’ambito turistico ed enogastronomico, con lo scopo di diffondere la conoscenza di Cavasso Nuovo e l’opportunità di coltivazione di questo prodotto per la creazione di nuove economie”.
L’inaugurazione della mostra sarà il primo evento del weekend, alle 18 di venerdì 22 settembre nel Palazat, sede municipale, al primo piano nelle Sale mostra (evento su invito). Al termine ci sarà un percorso di degustazione della Cipolla Rossa a cura dell’Associazione Cuochi Portus Naonis di Pordenone in collaborazione con la Scuola Alberghiera IAL di Aviano. Sabato 23 settembre, dalle 9 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 18, entrata libera alla mostra per il pubblico, con gli stessi produttori che accoglieranno le persone e spiegheranno loro il percorso fotografico.
Domenica 24 settembre un’intera giornata di festa. Oltre alla mostra, per tutto il giorno ci sarà il mercato d’eccellenze locali e artigianato tipico nonché il chiosco con piatti del territorio. Inoltre tanti eventi a partecipazione gratuita. Alle 9.30 da piazza Plebiscito partirà la Passeggiata del circuito PassiParole con l’Ecomuseo Lis Aganis e Alberto Cancian: l’itinerario sarà tutto alla scoperta di Cavasso Nuovo tra i suoi borghi, con dei momenti dedicati ad una riconnessione con la natura attraverso il “Forest bathing” e l’arte dell’intreccio della Cipolla Rossa.
Alle 10.30 nel Palazat convegno: “Cipolla di Cavasso, scopriamo qualcosa in più”. Dalle 14.30 alle 16.30 al piano terra del Palazat Cipollart, un un laboratorio speciale di disegno con Acquerello a cura del Circolo Culturale Pensiero in Libertà. Infine, alle 15.30, nel cortile interno del Palazat Laboratorio d’intreccio della Cipolla Rossa a cura dell’Associazione dei produttori. Si potrà provare a realizzare la tipica treccia, detta “riesta”, con le piante spontanee che crescono nelle zone umide del territorio cavassino.

Il Weekend tra i cipollari gode del patrocinio del Comune di Cavasso Nuovo, Io sono Friuli Venezia Giulia, PromoturismoFvg, Società Filologica Friulana, Ente Friuli nel Mondo e del contributo di Camera di Commercio di Pordenone-Udine, Banca 360 Fvg ed Ecomuseo Lis Aganis e con la collaborazione di Montagnaleader.

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In copertina, bellissime trecce di Cipolla Rossa di Cavasso Nuovo appena raccolte.

Premio Trivelli, di Cavasso Nuovo e Tarcento i migliori piatti con la Pitina

L’osteria Ai Cacciatori di Cavasso Nuovo ed il ristorante Costantini di Collalto di Tarcento si sono aggiudicati – a pari merito – la decima edizione del “Premio Mattia Trivelli”, nato nel 2012 per valorizzare un tradizionale salume delle Valli Pordenonesi – la Pitina – che da prodotto a rischio di estinzione è divenuto una vera e propria icona del territorio dove nasce e al quale dal 2018 è stato riconosciuto il marchio comunitario della Igp, l’Indicazione geografica protetta).

Osteria Ai Cacciatori

Ristorante Costantini

La cerimonia di premiazione – trasmessa anche sulla pagina Facebook dell’Ecomuseo delle Dolomiti Friulane Lis Aganis – è avvenuta domenica nella sala consiliare del “Palazàt”, il municipio di Cavasso Nuovo, dove ha fatto gli onori di casa il sindaco Silvano Romanin. Il saluto degli organizzatori è stato portato dalla vicepresidente dell’Ecomuseo, Marina Crovato, che ha ribadito come nel sottotitolo del Premio (“La Pitina, prodotto culturale”) sia condensata la storia di questo gustoso salume, da prodotto di sopravvivenza a ingrediente protagonista di piatti gourmet. Da sempre l’Ecomuseo tutela il patrimonio culturale e valorizza i saperi che le comunità tramandano anche attraverso i prodotti della tradizione: il cibo è cultura! Il saluto dei produttori di Pitina è stato portato dal presidente della loro Associazione, Manuel Gambon; quello dell’Istituto alberghiero Ial di Aviano (dove sono avvenute le degustazioni dei piatti in concorso) è stato affidato invece ad un videoclip realizzato dagli allievi che hanno collaborato e assistito ai lavori della Giuria, composta da Ubaldo Alzetta (ristoratore e socio fondatore dell’Associazione Produttori Pitina), Giuseppe Damiani (esperto di turismo sostenibile), dal giornalista enogastronomo Bepi Pucciarelli e da Giorgio Viel, direttore del Centro studi Friuli Venezia Giulia dell’Accademia Italiana della Cucina, che ha presentato e commentato i piatti in concorso.
Per la prima volta in dieci anni la Giuria ha deciso per un premio “ex aequo”, attribuito al piatto “Blecs di farina di castagne con Pitina, mele antiche e ricotta stagionata” (Osteria ai Cacciatori) e allo “Gnocco di rape rosse ripieno di formaggio Asino e Pitina” (Ristorante Costantini). «Due piatti – ha sottolineato la Giuria nelle motivazioni del Premio – assolutamente diversi, ma entrambi di altissimo livello. I Blecs di Danêl (Daniele Corte, l’oste dei Cacciatori) sono un concentrato di tradizione e di storia del territorio, nel quale gli ingredienti – farina di castagne, Pitina, mele antiche e ricotta stagionata – sono tenuti insieme da un collante fatto di esperienza e amore. Passione e ricerca sono gli ingredienti non scritti dello Gnocco studiato e realizzato da Marco Furlano, chef del ristorante Costantini: anch’esso un piatto quasi a km zero e realizzato con un occhio particolare alla sostenibilità». La Giuria ha anche segnalato come meritevoli del tradizionale “Premio Speciale” il piatto presentati da Gelindo dei Magredi, di Vivaro, e dal maestro pasticciere Stefano Venier dell’Arte Dolce, di Spilimbergo.
In chiusura della cerimonia di premiazione (alla quale ha partecipato anche il consigliere regionale Emanuele Zanon), gli organizzatori hanno confermato la volontà di proseguire con il Premio Mattia Trivelli, la cui formula a partire dall’edizione 2022 sarà “riveduta e corretta”. Verranno aggiornati il Regolamento ed il “format” del Premio, facendo tesoro dell’esperienza accumulata in questo primo decennio; verrà anche ampliata e valorizzata la collaborazione – positivamente testata nell’ultimo biennio – con l’Istituto alberghiero Ial di Aviano. Il progetto è finanziato dalla Regione Friuli Venezia Giulia con la Lr 21/2016.

Associazione Lis Aganis Ecomuseo Regionale delle Dolomiti Friulane APS Via Maestri del Lavoro, 1 33085 Maniago (Pn) – tel 0427.764425 – cell. 393.9494762/3 info@ecomuseolisaganis.it – www.ecomuseolisaganis.it

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In copertina, la Pitina (da Il Cibario, Ersa Fvg) e qui sopra la premiazione: da sinistra il sindaco di Cavasso Nuovo Silvano Romanin, Daniele Corte (Osteria ai Cacciatori), Marina Crovato dell’Ecomuseo Lis Aganis, lo chef del Ristorante Costantini Marco Furlano e Manuel Gambon.

Pitina, ecco i piatti superstar del “Premio Mattia Trivelli” che invita al decennale

«La vostra adesione a questa edizione del Premio Trivelli, data a settembre e riconfermata poco più di un mese fa, ha per noi un valore immenso. Testimonia il vostro attaccamento al vostro lavoro, al territorio, alla Pitina e alle altre eccellenze dell’agroalimentare di queste valli. Una testimonianza che ci impegna a fare sempre di più e meglio per la promozione, soprattutto quando – speriamo presto – inizierà il post-pandemia». E ancora: «Già dalle prossime settimane inizieremo a lavorare per il Mattia Trivelli del decennale, in calendario per l’autunno di quest’anno. Nel ricordo di Mattia Trivelli e con i produttori di Pitina vogliamo sostenere il rilancio (e, ci auguriamo, il ritorno alla normalità) dei ristoratori del territorio, che hanno dato e stanno dando una grande prova di professionalità, resistenza, e resilienza».  Con queste parole il presidente dell’Ecomuseo delle Dolomiti Friulane Lis Aganis, Giampaolo Bidoli, ha concluso a Maniago, nella sede del Museo dell’arte fabbrile e coltellerie, la cerimonia per la consegna dei riconoscimenti del “Premio Mattia Trivelli”, il concorso tra i ristoratori per il miglior piatto a base di Pitina, giunto alla IX edizione. Una cerimonia che non ha visto il tradizionale convegno itinerante (ospitato tutti gli anni in un diverso Comune del territorio di produzione) e neppure la presenza del pubblico, che ha invece potuto seguire l’evento sui canali social dell’Ecomuseo. Il Premio Mattia Trivelli 2020 è andato all’Albergo ristorante Belvedere di Sequals.


Hanno portato il loro saluto “in presenza” l’assessore al turismo di Maniago Cristina Querin ed il presidente dei produttori di Pitina, Filippo Bier, che assieme all’Ecomuseo (ed ai partner Uti delle Valli e Dolomiti Friulane e Accademia Italiana della Cucina) organizza dal 2012 la manifestazione, con il supporto dell’Amministrazione regionale. Supporto che ci sarà anche per il futuro, come ha assicurato il direttore marketing di PromoTurismo Fvg Bruno Bertero che ha inviato il suo saluto attraverso un video. Come pure la responsabile del settore alberghiero Ial, Anna Gandini, che ha commentato positivamente l’esperienza (novità dell’edizione appena conclusa) di portare ad Aviano le degustazioni dei piatti in concorso.

Dopo gli interventi di saluto, è seguita la presentazione in video dei piatti in concorso con la lettura del verbale della Giuria. Questi, dunque, i ristoranti migliori: i premi speciali – quattro, “secondi a pari merito”- sono andati a:
– Trattoria Ai Cacciatori di Cavasso Nuovo con il piatto Arancino con Pitina e porcini, dorato con farina di mais;
– Albergo Ristorante Costantini di Collalto di Tarcento con i Ravioli ripieni al mais con Pitina croccante;
– Trattoria La Santissima di Polcenigo con la Fantasia di trota con Pitina caramellata;
– Antica Trattoria Vigna di Castelnuovo del Friuli per il Risotto mantecato con zucca, noci di Castelnovo, provola affumicata e chips di Pitina.

Come detto, il Premio Mattia Trivelli 2020 è andato all’Albergo ristorante Belvedere di Sequals, che ha stupito la Giuria con i Biscotti alla Pitina: non si tratta di un dessert, ma di morbidi frollini salati che, accompagnati da una pallina di gelato al Montasio ed una quenelle di “formai tal cit”, si trasformano in un antipasto da ricordare.
Le degustazioni della Giuria sono state effettuate come si è detto nella sede della Scuola alberghiera Ial di Aviano. La commissione era composta da Giuseppe Damiani, esperto di turismo sostenibile, Bepi Pucciarelli giornalista enogastronomo e dal direttore del Centro studi regionale dell’Accademia Italiana della Cucina, Giorgio Viel.

La Fantasia della Santissima.

Inizialmente programmato per il consueto periodo autunnale e poi rinviato causa pandemia, il concorso 2020 ha visto l’adesione di 26 esercizi (numero che è anche la media storica di nove edizioni): considerata la situazione contingente, un numero di tutto rispetto che testimonia e premia gli sforzi degli organizzatori. I piatti degustati sono stati 23, in quanto tre iscritti sono stati costretti a rinunciare per ragioni contingenti; ma riceveranno ugualmente l’attestato di partecipazione. Complessivamente, dal 2012 a oggi, sono ben 74 i pubblici esercizi che hanno partecipato almeno una volta al premio.
Archiviata, dunque, la sofferta edizione 2020, fin d’ora si pensa al futuro. Per cui dalle prossime settimane partiranno i lavori per il Mattia Trivelli del decennale, in calendario per l’autunno. E sarà una manifestazione degna appunto dei primi dieci anni finora collezionati dalla bella iniziativa volta a valorizzare e a far conoscere un prodotto, la Pitina appunto, orgoglio delle Valli pordenonesi.

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In copertina, il presidente dell’Ecomuseo Lis Aganis , Giampaolo Bidoli, consegna il premio Trivelli 2020 a Silva Delle Case, titolare del ristorante “Belvedere” di Sequals.