Castagnevizza, domani torna l’asta dei vini eccellenti (presentati a Vienna) della Contea di Gorizia per la Pace

Domani, 26 ottobre, al convento della Castagnevizza, a Nova Gorica, la III asta di vini eccellenti, presentati nei giorni scorsi a Vienna. Dopo il successo delle prime due edizioni, torna infatti il terzo capitolo dell’Asta dei Grandi Vini della Contea di Gorizia per la Pace, organizzata dell’Associazione dei Cavalieri della Classificazione dei Cru dell’Imperatrice Maria Teresa.
L’idea di organizzare un’asta è nata alcuni anni fa, quando lo storico e giornalista Stefano Cosma ha raccontato a Charles-Louis de Noüe, venuto dalla Francia nella Goriška Brda per produrre vini, che la classificazione ufficiale di Bordeaux, redatta nel 1855, non è la prima al mondo! Infatti, la Contea di Gorizia ne fece una già nel lontano 1787. Così il nobile vigneron ha pensato di portare qui l’esperienza de “La Vente des Hospices de Beaune” che ha permesso ai produttori della Borgogna di essere il centro di un evento mondiale, che attira i più grandi amanti del vino, i collezionisti, gli importatori, i giornalisti e gli influencer. «Tutto questo per accrescere le potenzialità della nostra area vitivinicola transfrontaliera: quella dell’antica Contea di Gorizia, che comprende i territori del Brda, Vipava e Kras, dal lato sloveno, e Collio, Isonzo, Carso, Aquileia e una piccola parte dei Colli Orientali, in Italia» spiega il visconte. Il luogo scelto fin dal 2022 è il Monastero di Castagnevizza (Nova Gorica), dove è sepolto l’ultimo re di Francia, Carlo X.


Il Monastero ha compiuto quattro secoli ed è entrato da poche settimane nella lista dei monumenti culturali nazionali della Slovenia. «Il monastero rappresenta un punto di riferimento distintivo nel paesaggio e un elemento riconoscibile nello spazio delle due città al confine italo-sloveno. Parte degli elementi protetti del monumento sono anche i beni mobili – spiega il padre superiore Niko Zvokelj – tra cui l’intero fondo della Biblioteca Škrabec, una delle collezioni più ricche della Slovenia, che comprende circa 16.500 volumi, datati dal XV al XXI secolo. La chiesa barocca è decorata con ricchi stucchi e arredi, e sotto di essa si trova la cripta dei Borbone. Il sito ha ospitato il 25 settembre la cerimonia di apertura delle Giornate europee del patrimonio culturale e della Settimana del patrimonio culturale slovena». Fin dall’inizio, l’asta benefica si è svolta nelle suggestive cantine seicentesche del monastero, con padrini fra’ Niko Žvokelj e Riccardo Illy, console onorario di Francia. Il primo Capitolo ha avuto come battitore Stephan Aubert, della casa d’aste Artcurial da Parigi, l’anno scorso Giulia Princivalli, della Casa d’aste Stadion di Trieste, e quest’anno viene il prestigioso Dorotheum di Vienna: banditori Camilla Tinnacher e Philipp von Hutten.

Nei mesi scorsi i Cavalieri si sono riuniti alla Castagnevizza, per definire i dettagli del prossimo capitolo dell’asta benefica, che si terrà nel fine settimana del 24-25-26 ottobre. È stata fatta anche una visita alla chiesa, per apprezzare i lavori di restauro degli affreschi della volta del presbiterio, sostenuti proprio con il ricavato delle aste passate. Nel 2022 i lotti erano costituiti da 18 barrique, nel 2023 sono stati 17 e il prossimo 26 ottobre le barrique saranno ancora 17, messe dalle aziende italiane Attems, Castello di Spessa, Ritter de Zahony, Rocca Bernarda, Subida di Monte, Villa Russiz e Korsic Wines, oltre che dalle slovene Klet Brda, Kmetija Princic, Kristancic, Marjan Simcic, Nebò Winery, Vina Leban, Vina Stekar, Vini de Noue Marinic e Zarova, più l’opera d’arte di Marco Nereo Rotelli. Il Dorotheum ha voluto organizzare un’anteprima, ospitando a Vienna una degustazione lo scorso 15 ottobre (foto allegate). Anche quest’anno la cena di gala sarà al castello di Spessa e ad affiancare gli chef stellati sloveni Tomaž Kavčič e Uroš Fakuč, ci sarà Raffaele Ros (Scorzè).
Appuntamento quindi a domattina, alle 11, nelle cantine del monastero, restaurate con i fondi del progetto Vina prijateljstva in miru iz čezmejnega ter prvega klasificiranega območja Grand Cru-jev na svetu, finanziato con Interreg Italia-Slovenija Fondi per i piccoli progetti GO! 2025. Ogni lotto è costituito da una barrique il cui contenuto potrà essere assaggiato già venerdì 25 ottobre, a partire dalle 14. Il catalogo è consultabile sul sito www.contea.wine. Quest’anno si possono fare le offerte anche online sul sito del Dorotheum per lotti da 12 bottiglie, 48, 90 bottiglie, 150 o per tutta la barrique (300 bottiglie): la base d’asta è a 10€/bottiglia, 3.000€ una barrique: https://www.dorotheum.com/it/a/109301/

—^—

In copertina e all’interno immagini della recente mostra dei vini a Vienna.

 www.contea.wine

 https://www.dorotheum.com/it/a/109301/

Agriflash.FVG – E non solo

Contea di Gorizia, successo per l’astaGrande successo per l’asta dei vini dell’antica Contea di Gorizia a favore del monastero della Castagnevizza, sopra Nova Gorica. Sabato mattina sono stati venduti 14 lotti da 300 bottiglie ciascuno che hanno consentito di raccogliere una somma finale di 62.400 euro. Si trattava, come anticipato, di bottiglie, di produttori italiani e sloveni, esclusivamente dei Cru in purezza provenienti da queste varietà pregiate: per i bianchi Chardonnay, Ribolla gialla, Friulano/Jakot e Malvasia d’Istria; per i rossi Pinot nero, Refosco e Merlot. Il ricavato dell’asta andrà appunto a favore dello storico complesso monastico, che nel 2023 compirà 400 anni dalla fondazione, per il restauro degli affreschi della cappella. Una importante occasione benefica, dunque, ma anche per valorizzare e promuovere i vini di quest’affascinante area vitivinicola transfrontaliera, Collio e Brda, candidata al riconoscimento Unesco quale Patrimonio mondiale dell’Umanità, attraverso un evento di tre giorni interamente dedicato alla scoperta di un territorio unico e dei suoi prodotti.

Incentivi Fvg per le risorse idriche La Regione Fvg destinerà ulteriori 3,7 milioni di euro dei fondi derivanti dall’European Recovery Instrument per rendere più efficiente l’utilizzo delle risorse idriche in agricoltura. Questo incremento di risorse consentirà alla specifica misura di poter contare ora su un budget complessivo pari a 6,2 milioni. Lo ha stabilito la Giunta regionale approvando nel corso dell’ultima seduta una apposita delibera su proposta dell’assessore alle Risorse agroalimentari Stefano Zannier. “Queste nuove risorse – spiega Zannier – derivano dal nuovo piano finanziario del Psr 2014-2022 approvato dalla Commissione Europea lo scorso 1 agosto. In quella circostanza è stata stabilita una diversa allocazione dell’importo di 3,7 milioni di fondi Euri per favorire la ripresa economica e la resilienza del settore. Le risorse sono state girate alla tipologia di interventi dedicati al miglioramento dell’uso e della gestione delle risorse idriche da parte delle aziende agricole. Questa misura ha lo scopo anche di mitigare le ricadute derivanti dai cambiamenti climatici, a migliorare la competitività e la redditività delle aziende agricole”. “La delibera – ha aggiunto l’assessore regionale – dà quindi il via libera all’utilizzo delle risorse per aumentare la dotazione del bando per l’accesso a questo tipo di finanziamento e per il quale sono state presentate numerose domande. Con questa assegnazione, i fondi complessivamente attribuiti alla misura ammontano a 6,2 milioni di euro; ciò permetterà di finanziare una buona parte delle domande di sostegno per le quali l’attività di verifica di ammissibilità dei beneficiari e delle operazioni è già stata svolta e prossimamente verrà decretata la relativa graduatoria”.

Contributi per le energie rinnovabili “Con questo bando diamo l’opportunità alle aziende agricole del Friuli Venezia Giulia di ricevere un contributo per la creazione e lo sviluppo delle energie rinnovabili, in linea con gli altri importanti provvedimenti che l’Amministrazione regionale sta assumendo sul tema della sostenibilità e della riduzione delle emissioni di CO2”. Lo ha detto a Trieste l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier, a commento dell’approvazione da parte della Giunta della delibera, presentata dallo stesso Zannier, relativa al bando per l’accesso individuale alla tipologia d’intervento Sostegno a investimenti nella creazione e nello sviluppo di energie rinnovabili intrapresi dalle aziende agricole del Programma di sviluppo rurale 2014-2022 della Regione Fvg. Come ha spiegato l’esponente della Giunta Fedriga, le risorse finanziarie destinate alla misura ammontano complessivamente a 784.627,79 euro, mentre – per quel che riguarda le aliquote di sostegno – ne vengono individuate tre: giovani agricoltori o imprese biologiche (che riceveranno a titolo di de minimis il 50 per cento del costo ammissibile), agricoltori con Superfice agricola utilizzata (Sau) prevalente nelle zone montane (45 per cento del costo ammissibile) e tutti gli altri beneficiari (35 per cento del costo ammissibile). “L’iniziativa si fonda sul fatto che il Programma di sviluppo rurale – ha illustrato Zannier – prevede anche una specifica tipologia di intervento finalizzata a favorire investimenti per la creazione e lo sviluppo di energie rinnovabili. In questo ambito, l’obiettivo è proprio quello della transizione verso un’economia sostenibile, sostenendo le attività di diversificazione agricola verso investimenti orientati alla produzione di energia destinata alla vendita”.

Fondo di rotazione in agricoltura La Giunta regionale ha approvato emendamenti all’assestamento autunnale per un totale di 10 milioni di euro, da destinare interamente al “Fondo di rotazione in agricoltura” (legge regionale n.80 del 20 novembre 1982). Lo ha comunicato l’assessore alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier, a margine della seduta del Consiglio regionale a Trieste. “I contributi stanziati – ha riferito Zannier – potranno essere utilizzati in tempi rapidi su una serie di graduatorie già presenti nella nostra direzione e consentiranno di sostenere quegli investimenti che derivano dalla legge del 2020, relativa alle aziende gestite dai giovani agricoltori. Una misura che dà dunque continuità a un percorso iniziato due anni fa”. L’assessore ha infine anticipato che “altri fondi saranno previsti dalla prossima legge di Stabilità a copertura di ulteriori attività, tra cui gli interventi di sistemazione delle aree post-Vaia”.

A Trento in marzo riecco ViniferaSabato 25 e domenica 26 marzo arriverà a TrentoFiere la quinta edizione di Vinifera, mostra mercato dedicata ai vini e ai cibi dei territori dell’arco alpino. L’obiettivo della prossima edizione è mettere ancor più in evidenza l’aspetto agricolo della viticoltura. La rassegna, a cui parteciperanno piccole e medie realtà artigianali biologiche e biodinamiche, sarà infatti dedicata al legame tra agricoltura e territorio alpino. “Con questa scelta intendiamo mettere in luce l’attività dei viticoltori che saranno presenti a Vinifera – spiega Luisa Tomasini, portavoce dell’Associazione Centrifuga che organizza l’evento –. All’interno della propria azienda in molti casi si occupano della produzione di vino ma anche di frutta, ortaggi, miele, sementi, formaggi e, più in generale, di preservare e valorizzare il luogo dove vivono e le sue peculiarità, realizzando prodotti unici di altissima qualità”. Dal punto di vista geografico, l’edizione 2023 rivolgerà lo sguardo anche ai produttori d’Oltralpe, con una presenza ampliata di vignaioli provenienti da Francia, Svizzera, Austria e Slovenia e con un territorio ospite che verrà svelato a inizio anno. La crescente internazionalizzazione dell’evento ha portato alla realizzazione del sito Internet www.viniferaforum.it anche in inglese e tutta la comunicazione sarà veicolata in doppia lingua. “Vinifera è per noi da sempre uno spazio di condivisione, educazione e convivialità, ideato per scoprire gli artigiani alpini scelti con cura da Associazione Centrifuga – prosegue Tomasini –. Una selezione ispirata dalla capacità di far esprimere il territorio attraverso il vino e dalle relazioni umane che ci hanno fatto innamorare dei tanti produttori protagonisti della nostra mostra mercato”. Nel mese precedente alla manifestazione tornerà, inoltre, Vinifera Forum, con un ricco calendario di eventi, degustazioni, conferenze e visite guidate. Il primo appuntamento, in programma venerdì 24 febbraio, sarà l’inaugurazione della residenza artistica degli illustratori di Yoonik, agenzia di talent e project management. Il vernissage sarà promosso in collaborazione con i Vignaioli del Trentino. A realizzare la locandina e la grafica dell’intero evento è quest’anno Anna Formilan (annaformilan.com), disegnatrice freelance e collaboratrice di festival culturali, a cui passa il testimone Federica Bordoni, firma delle passate edizioni, nell’ottica di creare una rete virtuosa di giovani artiste locali che rappresentino con le loro opere Vinifera e il territorio trentino. Tutte le info e il programma completo presto su www.viniferaforum.it

Il Durello Brut che piace tanto a LondraIl Lessini Durello Brut di Giannitessari è l’unica bollicina italiana scelta dal ristorante stellato londinese The Hind’s Head Bray, del gruppo The Fat Duck di Heston Blumenthal, chef tra i più celebrati in Inghilterra e in Europa, titolare di tre locali per un totale di sei stelle Michelin. “Siamo una delle cantine che per prime hanno creduto nelle potenzialità del Lessini Durello Metodo Classico – affrma il vignaiolo Gianni Tessari – ed entrare nella carta vini di uno stellato del gruppo The Fat Duck è per noi motivo di grande orgoglio e stimolo a migliorarci senza sosta, nella consapevolezza che il Durello può misurarsi senza difficoltà con le migliori bollicine internazionali. Promuoviamo con decisione lo spumante del nostro territorio che, quando viene conosciuto, piace al pari dei Metodo Classico più blasonati”. A proporre il Durello dell’azienda agricola di Roncà (Verona), inserito in carta in seguito ai test di valutazione dei sommelier londinesi, è stata Gabriella Reniero, veronese di origine ma radicata in Inghilterra, titolare di BubblyBandits, società italo-britannica specializzata in importazione di vini spumanti italiani. “L’incontro con il ristorante – spiega Gabriella Reniero – è avvenuto casualmente durante una degustazione di bollicine. È stato amore a prima vista per il Brut di Giannitessari, al punto tale da convincere i responsabili di The Hind’s Head Bray a inserirlo in carta, al calice e anche come base per alcuni cocktail”. Si tratta di un successo importante e senza precedenti per la denominazione vicentino-veronese che in Inghilterra, Paese che consuma molti spumanti, può conquistare uno spazio di rilievo e ottenere risultati eccellenti. Il Lessini Durello Brut di Giannitessari affina sui lieviti per almeno tre anni nelle cave sotterranee della cantina. Al calice si presenta giallo brillante e con un perlage fine. Al naso emerge l’aroma complesso di fiori di campo e frutta a polpa bianca, con note di pane tostato. Avvolge il palato con la sua piacevole struttura, bilanciando elegantemente acidità e mineralità; il finale lungo e persistente invita al riassaggio. Perfetto per un aperitivo stuzzicante e raffinato, ideale insieme a piatti di pesce, crostacei e molluschi, in particolar modo con le ostriche.