L’oca di San Martino e le eccellenze di Rivignano protagonista Germano Pontoni

(g.l.) Germano Pontoni, maestro di cucina di lungo corso ma anche scrittore affermato intorno agli affascinanti temi delle materie enogastronomiche, con all’attivo numerosi e apprezzatissimi libri, oltre che presidente del Progetto Quattro stagioni, sarà protagonista tra oggi e domani di due invitanti incontri.

Germano Pontoni


Il primo è in programma questa sera, con inizio alle 19.30, al ristorante “Dal Diaul e l’Aghesante” di via Garibaldi, a Rivignano. Titolo della serata “Amici in cucina – Eccellenze, prodotti e personaggi del nostro territorio”. I lavori, coordinati dal giornalista e scrittore Enzo Cattaruzzi, vedrà la partecipazione anche di Luciano D’Odorico, pure maestro di cucina e ristoratore. Gradita la conferma di partecipazione tramite mail a germanoca@libero.it
Germano Pontoni, grande estimatore dell’oca e delle sue gustose carni, oltre che dell’insuperabile “foie gras”, sarà poi il regista della manifestazione in programma domani, ricorrenza di San Martino – tradizionale data che conclude l’annata agraria -, dal titolo “Novembre in Galleria”. L’appuntamento è fissato alle 19 al Museo civico delle carrozze d’epoca a San Martino di Codroipo, a pochi chilometri da Villa Manin. Si tratta di un incontro a tema del Centro di documentazione della cucina del ‘900 nell’ambito ancora del Progetto Quattro stagioni guidato da Maura Pontoni, responsabile editoriale de L’Orto della Cultura. Originale titolo della serata, che sarà condotta dalla giornalista Rita Bragagnolo, “L’Oca in Cucina in Cucina con l’Oca”.
Dopo il saluto delle autorità, alle 19.30 apertura della mostra dedicata allo starnazzante palmipede, che potrà essere poi visitata nei giorni giovedì e venerdì dalle 9 alle 14 e la domenica dalle 14 alle 18. Quindi, alle 20, conferimento del premio biennale “L’Ochetta d’Oro” alla famiglia Missana che a Fagagna conduce un rinomato agriturismo in cui l’oca ha un posto di tutto riguardo. Seguirà un vin d’honneur “Oche castagne e vino” a cura di “Casale Cjanor” ristorante di campagna, Pro Loco Valle di Soffumbergo e Associazione volontaria Refosco di Faedis.
Entrambe le iniziative beneficiano della collaborazione del Club per l’Unesco di Udine, presieduto dalla professoressa Renata Capria D’Aronco.

Foie gras

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In copertina, oche in gran numero al “Casale Cjanor” della famiglia Missana a Fagagna.

 

LA RICETTA  – Coniglio al forno con “Pestàt”

di Gi Elle

Quest’anno la bella manifestazione agreste denominata “Sant Antoni Fieste dal Purcitar”, ospitata a Fagagna in quello splendido compendio della vita contadina friulana di un tempo che è “Cjase Cocel”, è stata accompagnata da un pregevole volumetto edito dall’Ecomuseo della gente di collina “Il Cavalir” contenente numerose informazioni sulla festa che si ripropone ogni anno puntualmente la terza domenica di gennaio nella ricorrenza di Sant’Antonio Abate, patrono degli animali allevati. E oltre a queste notizie è riportata anche una bella ricetta elaborata con quello speciale condimento da soffritto che si chiama “Pestàt” e di cui Fagagna va famosa, tanto che è diventato un Presidio Slow Food. La ricetta è della chef Margherita Missana dell’agriturismo Casale Cjanor:

“Coniglio al forno con Pestàt”

Ingredienti:
1 coniglio intero tagliato in pezzi
200 g di “Pestat” di Fagagna
olio extravergine di oliva
vino bianco
rosmarino
sale e pepe

Procedimento:
Scottare per qualche minuto i pezzi di coniglio in una padella senza condimento, per favorire l’eliminazione dell’acqua. Distribuire in una casseruola un letto di “Pestàt” e quindi disporvi sopra i pezzi di coniglio. Salare, pepare, aggiungere un rametto di rosmarino, poco olio e mettere in forno ben caldo.
Fare rosolare in forno prima da un lato e poi dall’altro, bagnare con il vino bianco e portare a cottura a 180° C per circa 90/120 minuti fino a quando la carne sarà ben tenera. Servire con polenta morbida o patate al forno.

Vino:
Con una carne delicata come quella del coniglio, consigliamo un Merlot della Doc Friuli Colli orientali.

Ecco il “Pestàt”

Ma cos’è esattamente il “Pestàt”? Ve lo raccontiamo prendendo a prestito le esaurienti parole riportate sul citato libretto della festa. “E’ un Presidio Slow Food di Fagagna e si produce nel periodo della macellazione del maiale, da novembre a marzo. La base del prodotto è un lardo di grande qualità: una volta macinato viene miscelato con un trito di carote, sedano, cipolla ed un miscuglio di salvia, rosmarino, porro, aglio e prezzemolo. Si aggiunge infine il sale, il pepe e un tocco di cannella e pimento. A questo punto, l’impasto viene insaccato in un budello naturale (alcuni lo conservano in barattoli di vetro dopo una stagionatura di 30 giorni) e messo a stagionare in cantine umide e fresche. L’utilizzo del “pestàt” è molto particolare; non viene infatti consumato come un insaccato, ma fatto soffriggere in modo che il grasso si sciolga, senza far bruciare le verdure, e usato come base per preparazioni della cucina locale”.

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In copertina, ecco com’è il “Pestàt” di Fagagna prima di essere insaccato.