Arga Fvg, grande festa ad Aquileia per i Premi Carati d’Autore a Rizzi, Collavino, Bertossi e Gioiello

di Ida Donati

AQUILEIA – Nella splendida cornice di Aquileia, sullo sfondo impareggiabile del campanile romanico, lo show room della Cantina Brojli ha ospitato la cerimonia di consegna del 15° Premio “Carati d’Autore” organizzato da Arga Fvg e dal suo presidente Carlo Morandini. Evento che è stato seguito con entusiasmo dai vertici e dai rappresentanti della Stampa agricola, dell’Assoenologi Fvg, dell’Unione cuochi Fvg, del Club per l’Unesco di Udine e di Italia Nostra, sezione di Udine.
Ecco i premiati: per il giornalismo Rodolfo Rizzi, enologo, direttore della Cantina di Ramuscello e San Vito, di Sesto al Reghena, a lungo presidente dell’Assoenologi regionale, per essere da sempre un riferimento per la corretta connessione tra il mondo della viticoltura e dell’enologia e quello della informazione e comunicazione, a vantaggio anche dei degustatori e dei consumatori. Per questo rappresenta un esemplare modello di corretta informazione.

Foto ricordo della serata con i premiati.


Per lo sport Franco Collavino, direttore generale di Udinese Calcio Spa, per la passione, la determinazione, la competenza e le capacità organizzative che l’hanno portato, da friulano autentico, a gestire l’Udinese nel massimo Campionato italiano facendo conoscere il Friuli in Italia e nel mondo.
Per l’enologia Giorgio Bertossi, della Cantina delle Tolle: è un esempio della viticoltura di pregio nata dal basso, dalle tradizioni rurali, e che è tesa a valorizzare la professione dell’enologo e nel contempo la sua terra che è la Riviera Friulana.
Per i cuochi Luca Gioiello, premiato per aver sempre operato con competenza, dignità e professionalità; qualità che gli hanno permesso di creare una realtà a misura delle proprie competenze tale da valorizzare la professione del cuoco.
Carlo Morandini ha moderato la serata discutendo con i premiati e i rappresentati delle associazioni in partnership con Arga Fvg. A nome del Club per l’Unesco di Udine, la presidente Renata Capria D’Aronco ha ribadito l’impegno a sostegno della candidatura della Riviera Friulana a divenire il sesto sito Unesco del Friuli Venezia Giulia; Giorgia De Marchi, ventitré anni di Cividale, laureanda in politica e relazioni internazionali, “Miss Miluna-Adriatico” 2023, ha consegnato i premi messi a disposizione dagli artisti Alessandra Candriella di Udine e Marino Salvador di Variano. Presenti, per Italia Nostra, il presidente provinciale Gabriele Cragnolini, per la Federazione Italiana Cuochi Marinella Ferigo, per l’Assoenologi Fvg il presidente Matteo Lovo; presenti per l’Unarga, l’Unione nazionale delle Arga, il presidente onorario nazionale, Claudio Cojutti, decano dei giornalisti del Fvg, e il segretario generale Gian Paolo Girelli.
Tra essi, Rodolfo Rizzi ha spiegato con la sua abituale chiarezza la situazione della vite e del vino nel Friuli Venezia Giulia e in Italia, in riferimento alla campagna vendemmiale appena conclusa, seguita a un’estate che ha messo a dura prova i vigneti e che ha determinato un raccolto scarso (-20 per cento), ma di qualità.
Marinella Ferigo, per l’Unione cuochi, ha illustrato invece le motivazioni della consegna del Premio tra gli chef a Luca Gioiello – con alle spalle una lunga esperienza maturata all’estero e in Italia, concretizzata dalla gestione di un ristorante nel centro storico di Trieste -, lamentando la carenza di strutture che seguono i giovani desiderosi di intraprendere il mestiere di cuoco. Per questo motivo ha creato con i colleghi una rete per sostenere i futuri chef.
Il direttore generale dell’Udinese calcio, Franco Collavino, nel ringraziare il mondo dell’associazionismo culturale per il riconoscimento che gli è stato attribuito, rispondendo alle domande di Claudio Cojutti, già inviato speciale della Rai, tifoso e presidente di un Udinese club, ha sottolineato che la società sta lavorando con grande impegno per ristabilire gli equilibri venuti a mancare nelle ultime settimane a causa di infortuni occorsi ad alcuni giocatori.
Giorgio Bertossi, premiato tra gli enologi, ha invece raccontato la sua esperienza professionale, le tappe della sua crescita e i progetti che si stanno concretizzando.
Gabriele Cragnolini, presidente della sezione di Udine di Italia Nostra, ha quindi esposto la sua “lectio magistralis” sulla situazione della territorio agricolo Fvg che, come nella gran parte d’Italia, si è spopolato e in grandi spazi rimane incolto anche a causa di scelte non giustificate delle politiche europee. Cragnolini ha ricordato, tra l’altro, che il territorio, del quale noi percepiamo il paesaggio, è un bene tutelato dall’articolo 9 della Costituzione italiana, che è stato aggiornato di recente e sollecita attenzione anche alle biodiversità e agli ecosistemi, nell’interesse delle nuove generazioni.
Il professor Alviano Scarel, ricercatore dell’Università di Udine, ha poi svelato aspetti spesso trascurati della storia di Aquileia, città della quale è stato sindaco. In quella che dopo Roma, Milano e Venezia, era la quarta città dell’impero romano si praticavano diverse discipline sportive, ai tempi ancora agli albori, compatibilmente con i dettami dell’Impero. Ciononostante, ad Aquileia, come dimostra il ritrovamento di alcuni reperti, si sono svolte anche alcune edizioni delle Olimpiadi.
Alla fine, a dimostrazione delle carature dei sapori friulani e dell’area rivierasca, la degustazione curata dall’Unione cuochi e guidata da Marinella Ferigo: assieme a prodotti dell’agroalimentare di pregio dell’area, sono stati proposti i “blecs”, la tipica pasta larga friulana, con pinoli e noci, e la Torta di Aquileia, realizzata da Il Mosaico. Sapori accompagnati dai vini Brojli della Famiglia Clementin, tra gli altri il Pinot grigio, il Traminer di Cà Viola, il Cabernet franc targati Doc Friuli Aquileia.
Una degustazione che ha coronato l’atmosfera briosa dell’evento, concluso nel sottoportico dell’azienda. Il giardino e la zona attrezzata per gli eventi all’aperto di Vini Brojli è molto curata e rappresenta la cornice ideale per una realtà che è ormai divenuta un riferimento anche sotto il profilo culturale per l’intero Aquileiese. Il complesso è arricchito da un arredo verde molto bello, circondato da siepi rappresentate da diversi tipi di rosmarino, di salvia e altre essenze e piante aromatiche, che nella serata hanno arricchito l’ambiente diffondendo i loro profumi accarezzate dal caldo vento di libeccio.

—^—

In copertina, la consegna del premio per il giornalismo all’enologo Rodolfo Rizzi.

Festa oggi ad Aquileia con Arga Fvg per la consegna dei Premi “Carati d’autore”

(g.l.) Questo pomeriggio ad Aquileia, a due passi dalla storica Basilica patriarcale,  si farà festa per la consegna dei Premi “Carati d’autore”, istituiti da Arga Fvg, l’associazione regionale della Stampa agricola guidata da Carlo Morandini. La manifestazione avverrà, alle 18, nella sede dell’azienda Brojli della famiglia Clementin in via Beligna.
«”Carati d’autore” – spiega Morandini – è un riconoscimento ideato nel 2002 e da oltre vent’anni vuole valorizzare personaggi eclettici ed emblematici, a volte trascurati dallo scenario della comunicazione, che nei settori di competenza hanno dato lustro alla propria categoria, al Friuli Venezia Giulia, al territorio e alla sua cultura».
L’odierna manifestazione avviene con la collaborazione dell’Associazione culturale La Riviera Friulana e del Club per l’Unesco di Udine, oltre che con il patrocinio della Sezione di Udine di Italia Nostra e dell’Unaga, dell’Unione nazionale delle Arga, di Assoenologi Fvg, della Federazione italiana Cuochi e dell’associazione Giulietta e Romeo in Friuli.

—^—

In copertina, un’immagine dell’ultima edizione del Premio sempre ad Aquileia.

Il vino di pregio è una risorsa o un problema? Gli attacchi sotto la lente di Arga Fvg ad Aquileia

di Ida Donati

AQUILEIA – Il pianeta vino analizzato da diversi punti di vista per comprenderne la valenza, il ruolo nella società moderna, la funzione, i costi e i benefici attuali, con analisi che partono anche da lontano, dalla notte dei tempi, seguendone il percorso evolutivo compiuto in questi decenni anche nel Friuli Venezia Giulia, ascoltando le diverse posizioni di rappresentanti del mondo della ricerca, di studiosi, analisti, economisti, enologi, produttori, nutrizionisti, nonché esponenti dell’universo culturale e giornalisti. È questo, in sintesi, il contenuto dell’incontro di approfondimento e formativo organizzato dall’Associazione culturale La riviera friulana e dall’Associazione regionale della Stampa agricola, agroalimentare, ambiente e territorio del Friuli Venezia Giulia, con la collaborazione del Club per l’Unesco di Udine all’azienda agricola Brojli della Famiglia Clementin, ad Aquileia.


Come ha ricordato il presidente di Riviera friulana e di Arga Fvg, Carlo Morandini, che ha condotto il dibattito, il vino è nuovamente sotto attacco visto che in alcuni Paesi, dal Canada all’Irlanda, è stato imposto di apporre sulle etichette delle bottiglie una frase che richiama l’attenzione sui rischi per la salute derivanti dalla sua assunzione. Il vino, a memoria d’uomo, rappresenta un elemento indissolubile della buona tavola, ma è anche il mezzo per suggellare incontri, momenti felici, successi, amicizie, completare occasioni conviviali. Fa anche parte del costume e della cultura dei popoli occidentali.
Gli antichi, ha ricordato la scrittrice Rosinella Celeste Lucas, lo identificavano in figure divine, come Bacco, Dioniso, Demetra, mentre innumerevoli artisti gli hanno dedicato quadri e opere, scritti e prosa. Ma anche poesie, come la stessa autrice ha raccolto nel libro “Vino, amore e poesia”, scritto in italiano e in friulano, brevi ma intense liriche dedicate ai vini da vitigni autoctoni friulani. Claudio Lucas, nutrizionista, ha parlato dei rischi che può generare una tendenza proibizionista, e si è rifatto a esempio alla Cultura Wok, che per imporre una teoria o una visione cerca dapprima di instillare dei dubbi, quindi cita esempi probatori per poi negare l’evidenza di fatti reali affermando verità diverse. Lucas, soffermandosi sul tema dell’incontro e per evidenziare i cambiamenti di costume e degli orientamenti culturali, ha ricordato che nel 2010 nei corsi di nutrizionismo e di educazione alimentare veniva portata a esempio una piramide alimentare allora riportata sui libri di testo. In cima alla quale c’era il vino perché ritenuto componente ineludibile della dieta quotidiana, mentre oggi, invece, ne sono messi in risalto valori negativi.


Per Nicola Fiotti, docente di nutrizione all’Università di Trieste, il vino è una bevanda alcolica che va assunta con consapevolezza, come tutti gli alimenti, liquidi e solidi, che se ingeriti senza misura possono generare effetti dannosi. Il vino è da decenni un fattore determinante dell’economia rurale, nei settori della enogastronomia, della ristorazione, del turismo e, come ha ricordato Rodolfo Rizzi, enologo, uno fra gli esperti più in vista del mondo vitivinicolo, ciononostante viene preso di mira periodicamente da organismi comunitari o correnti di pensiero, oppure finisce al centro di polemiche e di decisioni avverse o negative. Per quanto riguarda specificamente il Friuli Venezia Giulia, Rizzi ha infatti ricordato le questioni del Tocai, nome di vino da vitigno autoctono assegnato a un altro Paese in seguito a una determinazione Ue che riconosce ufficialmente le denominazioni assimilabili a realtà omonime presenti sul territorio. Diversa, ma non meno rischiosa per gli effetti sull’economia locale è stata la vicenda del Prosek, un vino prodotto in altri Paesi che però per assonanza rischiava di prendere il posto nell’immagine collettiva del Prosecco, “carta”, quest’ultima, giocata di recente e rivelatasi vincente per l’economia vitivinicola veneta e friulana. Un’opportunità, che però al momento della costituzione della Doc interregionale tra Fvg e Veneto non fu colta pienamente dai viticoltori friulani. E oggi il successo del Prosecco conferma l’avvedutezza delle scelte attuate.


Occasioni trascurate, perse, non opportunamente colte, che come ha messo in luce il segretario generale dell’Unarga, l’Unione nazionale delle Arga, Gian Paolo Girelli, presente con il vicepresidente di Arga Fvg, Claudio Soranzo, provocano effetti negativi non meno nefasti di quanto generato dall’”italian sounding”. Si tratta dell’utilizzo di denominazioni copiate da quelle di prodotti di successo del nostro Paese regolarmente registrati con l’obiettivo di sfondare sui mercati internazionali. Il fenomeno “italian sounding”, ha insistito Girelli, provoca nelle nostre regioni la perdita di 100 milioni di euro l’anno del Pil che sarebbe generato dalla stessa quantità di prodotti se fosse regolarmente realizzata in Italia. Ecco, dunque, che una scelta vincente per sconfiggere frodi e sofisticazioni, nonché l’introduzione di metodi di classificazione degli alimenti che mistificano la valenza dei prodotti agroalimentari danneggiando la percezione dei valori nutritivi e della salubrità, come il metodo “nutriscore”, le etichette a semaforo evocate in precedenza da Rodolfo Rizzi, e i cibi sintetici, è la valorizzazione dei prodotti locali, delle tipicità, dell’identità del territorio che si concretizza e si tramanda anche attraverso il cibo. Lo ha ribadito Renata Capria D’Aronco, presidente del Club per l’Unesco di Udine, ricordando che la Dieta mediterranea è stata riconosciuta tra gli elementi Patrimonio dell’Umanità in quanto ne sono stati statisticamente dimostrati i valori salutistici. Valori alla base del percorso di crescita interpretato dal sistema enologico del Friuli Venezia Giulia e del Nordest, e che secondo Franco Clementin, presidente regionale della Confederazione italiana agricoltori (Cia Fvg) e perfetto padrone di casa della riuscita serata, sono attestati sul territorio del quale anche il vino è l’espressione, ed è la sintesi delle tradizioni e della cultura locali. Lo testimonia l’interesse manifestato dai degustatori, dagli appassionati, dagli enoturisti che arrivano anche da lontano, a partire dalla primavera anche dall’Austria lungo le piste ciclabili, per raggiungere Grado, Lignano, la Riviera Friulana, le altre ricchezze e attrattive del Friuli Venezia Giulia. Attrattive uniche tra le quali vi sono i siti riconosciuti dall’Unesco “Patrimonio dell’umanità”, tra i quali c’è Aquileia. Essi colgono le proposte enologiche di pregio di un territorio sul quale il vino viene prodotto fin dall’epoca degli antichi romani. Un prodotto che oggi è divenuto uno dei biglietti da visita di pregio della nostra terra, delle sue attrattive, della stessa comunità che l’ha saputa sviluppare e far apprezzare da turisti che vi arrivano da diverse parti del mondo.
Nel corso della serata è stata anche citata la Carta Fvg, il documento congiunto adottato dal Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia, sostenuto anche da Arga Fvg, che è stato fatto condividere dal presidente, Piero Mauro Zanin, e dalla Conferenza nazionale dei Consigli regionali. Arga Fvg, ha ricordato in conclusione il presidente Morandini, già oltre due mesi fa ha adottato un proprio documento a sostegno delle campagne di contrasto agli attacchi perpetuati alle tipicità e alle produzioni identitarie locali, contro l’adozione del metodo “nutriscore”, le già ricordate etichette a semaforo per i prodotti agroalimentari, contro l’utilizzo dei cibi sintetici e per la difesa della salvaguardia dei prodotti locali di qualità. Prodotti, dei quali il Friuli Venezia Giulia e l’intero Paese sono ricchi: essi rappresentano un imprescindibile biglietto da visita di eccellenza dei territori di provenienza.

—^—

In copertina, l’intervento dell’enologo Rodolfo Rizzi (a sinistra, il presidente Carlo Morandini); all’interno, altre immagini del riuscito incontro di Aquileia.

Terapia forestale, dieta e salute oggi nel nuovo corso dell’Arga Fvg a Pieris

di Ida Donati

Entra nel vivo il percorso di formazione programmato da Arga Fvg, l’Associazione regionale della Stampa agricola, agroalimentare, ambiente e territorio del Friuli Venezia Giulia, con la nuova tappa in programma proprio oggi, 24 febbraio, alle 18 a Pieris (Gorizia), nella sede dell’azienda agricola I Feudi di Romans della famiglia Lorenzon.
Al centro degli interventi di esperti, esponenti dell’associazionismo culturale e delle istituzioni ci saranno la gestione sostenibile delle foreste e le prospettive della terapia forestale, gli aspetti inerenti dieta e salute, e il turismo sanitario. Organizzato con la collaborazione dell’Associazione culturale La Riviera friulana e di Italia Nostra, sotto l’egida del Club per l’Unesco di Udine presieduto da Renata Capria D’Aronco, introdotto dal presidente di Arga Fvg, Carlo Morandini, e del presidente onorario, Amos D’Antoni, che recherà alcune comunicazioni rivolte ai giornalisti, l’evento sarà aperto da Gabriele Cragnolini, presidente della sezione friulana di Italia nostra, che si soffermerà sulle tecniche e gli accorgimenti per la lettura e classificazione del paesaggio. Quindi Maurizio Droli, dell’associazione no profit Malin Mill, parlerà della terapia forestale in Friuli Venezia Giulia, dalle necessità all’origine del progetto datata 2010 alla successiva esperienza, ai nostri giorni. Leopoldo Comisso, coordinatore responsabile di Word Package n.8 – Progetto europeo HonCab, analizzerà invece la mobilità sanitaria internazionale. Infine, Claudio Lucas, dietologo nutrizionista medico internista, si esprimerà sui cibi sintetici, sui riflessi del benessere ambientale e di una dieta corretta sulla nostra salute.

—^—

In copertina, un bel bosco di abete rosso specie di cui è ricco il Friuli Venezia Giulia.

Riviera Friulana grata al Club per l’Unesco di Udine. In febbraio ripartono gli incontri dell’Arga Fvg

di Ida Donati

È già ripartita l’attività culturale e formativa dell’Associazione culturale La Riviera friulana che a supporto dell’Associazione regionale giornalisti agricoli, agroalimentari, ambiente e territorio del Friuli Venezia Giulia, con il concorso dell’Unagam, l’Unione nazionale delle Arga, del Club per l’Unesco di Udine e di Italia Nostra ha messo in calendario due eventi di approfondimento sulle tematiche attinenti la valorizzazione del territorio rivierasco, delle sue potenzialità, peculiarità e attrattive.

Gian Paolo Girelli


Il 16 febbraio, a partire dalle ore 18, alla Galleria d’arte La Cantina di Giovanni Toniatti Giacometti si parlerà di Cibo e arte: i prodotti patrimonio dell’Unesco e “italian sounding”. Si tratta della rivisitazione del programma originario di un evento che era stato rinviato per motivi tecnici dalla fine del 2022 e che si sviluppa principalmente attorno a una ricerca di Adriana Ronco Villotta, sul rapporto tra l’arte e il cibo come rappresentazione di un bisogno primario dell’uomo, spesso eletto a elemento simbolico, anche di carattere filosofico o religioso. Un tema che trova l’essenza nelle determinazioni dell’Unesco, che come spiegherà la “chair girl” del Club per l’Unesco di Udine, Renata Capria D’Aronco, ha definito con le sue scelte prodotti agroalimentari ed enogastronomici che rappresentano le forme di cultura locali. E che nel contempo svolgono un ruolo salutistico in quelle abitudini alimentari considerate come Dieta mediterranea, della quale sono riconosciuti i meriti. Ma il valore dei prodotti locali, componente importante dell’economia del territorio e, anche nel Friuli Venezia Giulia, biglietto da visita delle eccellenze presenti nell’area, è anche legato alle denominazioni assegnate dalla storia e dalle tradizioni della civiltà contadina, divenute nel tempo marchi tutelati a livello locale, ma spesso utilizzati, sia pure in modo distorto ma con effetto ingannevole per i consumatori, in altre parti del mondo per far ritenere si tratti di prodotti italiani. È l’effetto dell’Italian sounding, del quale parlerà il segretario generale dell’Unaga, il giornalista Gian Paolo Girelli.
Infine, sulla valorizzazione dei marchi e delle denominazioni territoriali e sui cambiamenti migliorativi che è possibile introdurre nel tempo in aree spesso non considerate per la loro reale valenza perché definite marginali da una comunicazione superficiale e non approfondita o non attenta alle reali peculiarità dei territori si soffermerà Carlo Morandini, giornalista, presidente di Arga Fvg dell’Associazione culturale La Riviera friulana. Sarà questo, assieme a quello programmato per il 24 febbraio a Pieris, all’azienda agricola I Feudi di Romans della famiglia Lorenzon, il primo evento in programma nel Friuli Venezia Giulia riconosciuto con crediti formativi dall’Ordine dei giornalisti per il triennio 2023-2025.

***

Il primo adesivo che distingue gli aderenti all’Associazione culturale La Riviera Friulana per il 2023 è stato consegnato al Club per l’Unesco di Udine, il sodalizio profondamente impegnato a valorizzare la cultura del territorio che sostiene l’idea rivierasca fin dalla sua nascita, avvenuta diciassette anni fa. Il simbolo dell’appartenenza annuale al progetto, che raffigura un’antica mappa del Friuli patriarcale, è stato consegnato dal presidente Carlo Morandini alla “chair girl” Renata Capria D’Aronco. Si tratta di una figura emblematica del volontariato culturale friulano, portavoce a livello internazionale dell’organizzazione nata negli anni ’40 per tutelare e valorizzare le ricchezze rappresentate da eccellenze del patrimonio immateriale che sono disseminate sul globo.
La professoressa D’Aronco, assieme al Club per l’Unesco di Udine, è da sempre accanto a La Riviera Friulana nell’organizzazione e rafforzamento di eventi e iniziative destinate a voce e visibilità alle peculiarità dell’area compresa tra i bacini dei fiumi Tagliamento e Isonzo, tra il Litorale e la linea delle Risorgive friulane, soprattutto nel lavoro di raccordo e messa in rete delle ricchezze locali di valenza territoriale. Non solo, ma la collaborazione è da sempre attiva anche nelle iniziative e campagne di sensibilizzazione su problemi, pericoli, dubbi, ma anche sulle opportunità derivanti o insite nelle decisioni prese altrove, che sempre più spesso rischiano di incidere, positivamente e non, sulla nostra quotidianità a livello culturale, sociale, di costume, nella qualità della vita e a volte anche sulla salute. È il caso dell’alimentazione, rispetto alla quale il Club per l’Unesco di Udine si spende prioritariamente a sostegno della Dieta mediterranea, modello nutrizionale scientificamente riconosciuto come salutistico e antitetico ai tentativi di introdurre nei cibi elementi estranei alla nostra tradizione e alle nostre abitudini alimentari. Elementi, che principalmente coincidono con la salute e la qualità della vita.
Il Club per l’Unesco di Udine, ha ricordato nell’occasione il presidente Morandini, vanta un risultato di rilievo internazionale. È infatti stato promotore dei cinque siti Patrimonio dell’Umanità che fanno del Friuli Venezia Giulia, la regione alla quale è stato riconosciuto il maggior numero di siti Unesco: Aquileia, Cividale, Palmanova, Palù del Livenza e Dolomiti friulane.

—^—

In copertina, Carlo Morandini consegna l’adesivo a Renata Capria D’Aronco.

Il fascino delle carni alla brace conquista i buongustai a Lignano Pineta

di Carlo Morandini

LIGNANO – La tentazione d’inverno sale e il piacere di gustare piatti a base di carne abbinati a vini adeguati può essere appagato anche al mare. A Lignano Pineta, con l’autunno è infatti ripartita a pieno regime l’attività di Carbon Neri, la braceria dove Francesco Rizzi e il suo staff hanno predisposto uno specifico menù degustazione: si accompagna all’ampia offerta enologica del locale che guida assieme alla sua compagna Cati. La braceria è la rivisitazione del ristorante Alisei, e si trova appunto in via degli Alisei. È stato allestito per offrire una proposta adeguata a diverse fasce di ospiti.


Si comincia con le “soste brevi”, d’estate, quando parte della vetrata retrostante l’american bar si apre per dare spazio dall’esterno. Accanto all’ingresso l’american bar, dove la disponibilità di bevande, drink, liquori, miscelati è ampia, per l’attesa, prima di accomodarsi in una delle sezioni interne. Sì, perché Carbon Neri è modulare. A lato della parete che separa le sale principali arredata con i vini selezionati per regioni e aree geografiche, ci sono i tavoli per la degustazione destinati alle coppie. A destra la saletta con altri tavoli per gustare il menù specifico o quello alla carta con una scelta di piatti e di vini. In fondo un’area riservata agli appassionati delle pizze e dei lievitati, perché l’attenzione è rivolta anche ai più piccoli. Sul lato opposto della parete arredata con la proposta enologica la saletta riservata per piccoli gruppi e coppie. Non manca la sala più grande, verandata, destinata agli ospiti che scelgono il menù tradizionale sempre attento alla qualità dei prodotti.
Ciò che ci ha richiamato nel locale di Francesco, stavolta è stato il menù degustazione a base di carni, in una serata arricchita dall’animazione e da musica soft d’ambiente con il Dj set e il sassofono. È stato Rizzi stesso a spiegarci che il prosciutto servito nell’entrée arriva dalla Sicilia, dalla Doc dei Nebrodi, ed è prodotto da un’azienda friulana. Gustosa la seconda portata, che ha per protagonista la Tartare di Fassona con maionese wasabi, salsa ponzu e funghi shiitake, assieme al Sashimi di bue grasso con intingolo di guancetta. Per l’intero percorso degustativo, dopo l’aperitivo con bollicine friulane, è stato scelto il Cabernet sauvignon della Riviera Friulana. Ottima cottura per il risotto Riserva San Massimo, con pistilli di zafferano e midollo di bue. Ed ecco il tris di carni alla brace, ‘core business’ del locale: Flank steak, Ribs di Black Angus, Piuma Iberica. Un percorso di pregio che non poteva non chiudere in bellezza, con il gelato artigianale al cioccolato fondente, crumble di mandorle e cioccolato Domori.

—^—

In copertina e all’interno piatti di carne preparati dalla braceria di Lignano Pineta.

L’agricoltura sostenibile avrà un futuro nell’habitat unico della Riviera friulana

di Ida Donati

PALAZZOLO DELLO STELLA – Alle fonti della dieta mediterranea e alla scoperta del territorio in quanto incubatore di biodiversità, ma anche capace di generare e rigenerare elementi della flora e valorizzare con l’aiuto dell’uomo la produzione di varietà vegetali destinate all’alimentazione. In sintesi, questi i contenuti del corso-evento per giornalisti e ricercatori organizzato da Arga Fvg e dall’Associazione culturale La Riviera friulana, con la collaborazione del Club per l’Unesco di Udine e della sezione friulana di Italia Nostra, all’azienda agricola Isola Augusta di Palazzolo dello Stella. La serie di interventi molto qualificati è stata coordinata dal presidente di Arga Fvg, Carlo Morandini, e aperta dalla “chair girl” dello stesso Club per l’Unesco di Udine, Renata Capria D’Aronco, che ha collegato i valori salutistici della corretta alimentazione conseguente alle abitudini alimentari delle genti mediterranee con le consuetudini alla base della cultura del territorio. Raccordandosi, in particolare, con le valenze dell’area della Riviera Friulana, che come ha ribadito possiede le ricchezze e gli elementi per entrare a fare parte dei siti tutelati dall’Unesco come Patrimonio dell’Umanità.

Carlo Morandini con Massimo Bassani.


Di ampio spettro anche l’intervento di Gabriele Cragnolini, alla guida di Italia Nostra per l’area friulana, tecnico forestale, che ha sviscerato le origini del patrimonio boschivo del Friuli Venezia Giulia, diverse dalle pur adiacenti montagne dell’Austria, che si estendeva fino alle zone umide accanto alle quali vi sono ancora zone residue dei boschi planiziali. Un patrimonio che esiste tra innumerevoli biodiversità e aree dalle caratteristiche particolari, nelle quali, e pochi lo ricordano, vivono persino varietà di piante carnivore sviluppatesi per catturare l’azoto dall’organismo degli insetti. Tutto questo su terreni che l’uomo ha saputo gestire e sviluppare in modo sostenibile. Arrivando, come ha detto Morandini nel precisare i traguardi dell’uomo nelle terre rivierasche, a produrre vini premiati nel mondo da terreni sui quali, fino gli anni ’60, venivano praticate colture massive, mentre oggi sono lavorati traendone le migliori potenzialità in modo sostenibile.

Renata Capria D’Aronco


Esempi di crescita e sviluppo sostenibile sono le aziende storiche della Riviera friulana, tra i fiumi Tagliamento, a pochi chilometri da Palazzolo dello Stella, come le aziende Lorenzonetto e Toniatti Giacometti a Latisana – dove oggi si terrà, alle 18, l’altro incontro programmato a fine anno -, appunto Bassani di Isola Augusta, Lorenzon a Pieris, accanto all’Isonzo, in quelle che oggi sono le Doc Annia, Aquileia e Latisana. O a creare prodotti di nicchia da terreni inattesi come Clementin ad Aquileia. Ricchezze che oltre a rappresentare un valore aggiunto per l’area attraverso prodotti di pregio e identificativi sono divenute elementi di attrazione turistica facendo crescere ulteriormente l’area in sinergia e complementarmente alle grandi realtà balneari di Lignano e Grado. Realtà nelle quali, forse per il tipo di utenza o soltanto per abitudine degli operatori, come ha svelato Massimo Bassani, da oltre cinquant’anni impegnato in azienda, spesso i prodotti rivieraschi sono sottovalutati. Forse anche quale retaggio della antica denominazione dell’area retrostante, la Bassa Friulana, non adatta alla comunicazione di qualità territoriali. Anche per questo motivo, Massimo Bassani, che guida Isola Augusta appunto da decenni avendo iniziato qui il suo impegno assieme al fondatore dell’azienda, il padre Renzo, sostiene da tempo l’idea di “battezzare” il territorio dell’arco costiero, delle realtà balneari e delle terre retrostanti come proprio Riviera friulana. Infatti, oggi i vini di Isola Augusta, curati anche dal figlio Jacopo, sono molto richiesti in diverse parti del pianeta, dal Belgio all’Inghilterra, alla Cina. E hanno vinto, ha aggiunto il presidente di Arga Fvg, premi internazionali anche nei “luoghi sacri” delle produzioni mondiali. Tutto questo, ha detto ancora Morandini, è frutto anche dell’impronta etica dell’azienda Isola Augusta, impressa da Renzo Bassani, e perseguita da Massimo e da Jacopo. Infatti, mentre i vigneti sono gestiti con metodi naturali, in diversi appezzamenti sono stati impiantati alberi da frutta e oliveti, vengono allevate le api, in un contesto di sostenibilità che trova la sua sintesi anche nella gestione dei fabbricati aziendali e dell’agriturismo biologico adiacente, riscaldati, per esempio, con l’acqua calda che sgorga dal sottosuolo. Una filosofia coincidente con lo slogan che fu scelto da Renzo Bassani negli anni ’60 per promuovere i primi vini dell’azienda situata lungo l’asse viario di collegamento con il mare: ‘Vino vivo’. Per celebrare i traguardi raggiunti lungo questo percorso virtuoso, riconosciuto con un premio prestigioso poco più d’un anno fa dall’Onu in occasione del summit COP26 di Glasgow, è nato il primo vino macerato e biologico di Isola Augusta: “Vino Vino”, da uve di Ribolla gialla e Pinot grigio.

—^—

In copertina, è tempo di potatura dei vigneti anche nella Riviera Friulana.

Dieta mediterranea e Isola Augusta sotto la lente Arga Fvg a Palazzolo dello Stella

di Ida Donati

Prosegue il programma formativo di Arga Fvg (Associazione regionale giornalisti agricoli, agroalimentari, ambiente e territorio, gruppo di specializzazione della Fnsi, sindacato di settore) in collaborazione con gli altri sodalizi di volontariato culturale dell’area. Domani, infatti,  con inizio alle ore 16, all’azienda agricola Isola Augusta di Palazzolo dello Stella, si tratterà il tema  riguardante la comunicazione del vino e del cibo nelle terre rivierasche, della Dieta mediterranea e delle sue valenze salutistiche che coincidono con la valorizzazione delle produzioni del territorio, delle ricchezze paesaggistiche, naturali, ambientali che hanno favorito lo sviluppo dell’agricoltura specializzata e di pregio e la realizzazione di prodotti di eccellenza, nonché la costruzione di una immagine identitaria del Friuli Venezia Giulia e della Riviera stessa.

Riunione Arga Fvg con Morandini.


L’iniziativa, sotto l’egida dell’Ordine regionale dei Giornalisti, è curata con la collaborazione dell’Associazione culturale La Riviera friulana, del Club per l’Unesco di Udine e della sezione friulana di Italia Nostra. Gli organizzatori di Arga Fvg, per un impedimento improvviso di uno dei relatori, sono stati costretti a modificare parzialmente il programma del corso. Per cui il primo argomento dell’evento formativo che era previsto domani slitterà all’appuntamento successivo, organizzato con la collaborazione degli stessi sodalizi, che si terrà venerdì 22 dicembre a Latisana, alla Galleria d’arte La Cantina.
Ecco, pertanto, il programma del corso di domani: Renata Capria D’Aronco, presidente del Club per l’Unesco di Udine, svilupperà il tema della Dieta mediterranea, delle sue valenze salutistiche, degli effetti sulle culture locali e quale collante tra genti e movimenti culturali diversi nel bacino mediterraneo. Effetti positivi che sono il riflesso sull’ambiente naturale e su quello che oggi viviamo anche in considerazione della presenza delle attività dell’uomo in un habitat particolare nel quale la presenza e la funzione dei boschi, dal Tarvisiano alla Carnia alla Riviera friulana, hanno favorito condizioni di sostenibilità e sviluppo particolari. Una condizione, assieme alle ricchezze di questo elemento dell’ambiente nel quale viviamo, del quale parlerà Gabriele Cragnolini, agronomo forestale, responsabile provinciale di Italia Nostra. In questo contesto vi sono realtà che, partendo dalla intuizione geniale di imprenditori illuminati, hanno saputo far crescere, sviluppare, valorizzare le realtà rurali, curando amorevolmente gli aspetti naturali e cavalcando la sostenibilità, tanto da essere indicati come esempio a livello internazionale. È il “caso” Isola Augusta, azienda vitivinicola tra le eccellenze della Riviera friulana, di recente segnalata dall’Onu in occasione del COP26 di Glasgow quale eccellenza italiana. A descrivere il percorso di crescita sarà il suo patron, “ospite” dell’evento, Massimo Bassani. Isola Augusta, come altre realtà di pregio dell’arco rivierasco friulano, negli ultimi anni hanno metaforicamente indossato l’abito della festa dismettendo quelli della tradizione del mondo rurale per divenire il biglietto da visita dell’intero Friuli Venezia Giulia e del Nordest. A dettagliare questo percorso sarà Carlo Morandini, giornalista, presidente di Arga Fvg e dell’Associazione culturale La Riviera friulana.

—^—

In copertina, Massimo Bassani titolare di Isola Augusta: qui sopra uno scorcio della sede aziendale a Palazzolo dello Stella.

 

Addio a Licio Damiani e a Gigi Valle autentiche “voci” dell’agricoltura Fvg

di Giuseppe Longo

Prima Gigi Valle, adesso Licio Damiani. In un paio di settimane l’agricoltura del Friuli Venezia Giulia ha perso due “voci” importanti, che hanno segnato la storia rurale di queste contrade: la prima (95 anni) nel settore produttivo, nella fattispecie vitivinicolo; la seconda (87) nell’informazione, quella radiofonica legata alla seguitissima rubrica domenicale di “Vita nei campi”.
Da molti anni ormai in pensione, la sua voce non si diffondeva più nell’etere, ma chi seguiva, e segue, la popolare trasmissione della Rai, ricorda benissimo l’appassionata e competente conduzione che Damiani ha fatto per molti anni. «Era riuscito – ha scritto Carlo Morandini, appena riconfermato presidente di Arga Fvg, l’associazione della stampa agricola della nostra regione – a trasformare in poesia una trasmissione legata alla nostra attività, che è strutturata per gran parte da notizie di carattere tecnico, scientifico, divulgativo. Rendendo l’appuntamento imperdibile per centinaia di migliaia di ascoltatori e ascoltatrici, del Friuli Venezia Giulia e non solo». Gli ha fatto eco il collega Marco Buzziolo, neo vicepresidente per la provincia di Udine dello stesso sodalizio dei giornalisti agricoli, aggiungendo: «Mi piace ricordare gli editorialini con cui faceva iniziare la rubrica radiofonica domenicale “Vita nei campi”. Trasformava così il tradizionale e seguitissimo appuntamento dedicato alla campagna e all’agricoltura, nei suoi molteplici aspetti tecnici e politici, in un momento di autentica poesia, gravido di reminiscenze classiche e di accenni letterari ed artistici in generale».


Per questa sua sincera e affettuosa vicinanza al mondo dell’agricoltura, Arga Fvg aveva attribuito a Licio Damiani il Premio Carati d’Autore – destinato a coloro che nei vari campi hanno inciso con la loro attività a favore del settore primario – e proprio in quella stessa occasione il medesimo riconoscimento era stato consegnato anche a Gigi Valle, enologo della prim’ora, uscito dalla gloriosa scuola di Conegliano, tolmezzino di nascita ma trapiantato a Buttrio dove ha fondato e fatto crescere un’azienda vitivinicola fra le più affermate del Vigneto Fvg, per la cui tutela si è sempre prodigato volendo anche la nascita del Consorzio dei Colli orientali del Friuli, oltre mezzo secolo fa. Damiani, inoltre, nel 2020 era stato insignito del Premio Isi Benini, sottolineando ancora una volta quanto preziosa sia stata la sua penna a favore della vite e del vino. E lo stesso anno era stato insignito a Tarcento del Premio Epifania che sottolinea il particolare legame con la friulanità.
Ho desiderato ricordare insieme questi due autentici ed esemplari personaggi della nostra terra – sebbene Damiani fosse originario della oggi croata Lussinpiccolo, isola adriatica che dovette lasciare giovanissimo – proprio per quello che hanno significato entrambi, nei rispettivi ruoli, nello sviluppo dell’agricoltura friulana, perché se è fondamentale e strategico quello dell’imprenditore, prezioso e irrinunciabile è quello del divulgatore, non solo per valorizzare quanto viene prodotto, ma anche per mettere a fuoco problemi e prospettive, luci e ombre, suscitando occasioni di riflessione e dibattito.
Nel cinquantesimo anniversario della morte di Tita Gori, era l’ormai lontano 1991, il Comune di Nimis aveva affidato proprio a Licio Damiani, che era anche un grande e riconosciuto esperto d’arte oltre che dotato di una vasta cultura generale, la realizzazione di un libro che ricordasse il “suo” pittore. Il giornalista-scrittore dette alle stampe un’opera bellissima che opportunamente intitolò “Tita Gori e i giardini del Paradiso”. E adesso mi piace immaginare lui a passeggiare in quei “giardini” assieme a Gigi Valle e a parlare ancora dell’agricoltura friulana e dei suoi meravigliosi prodotti, a cominciare proprio dai vini.

—^—

In copertina, Licio Damiani; all’interno (secondo a destra accanto a Carlo Morandini) è con Gigi Valle (secondo a sinistra) alla consegna del Premio Carati d’Autore di Arga Fvg.

Stampa agricola Fvg, Morandini resta leader. Amos D’Antoni acclamato presidente onorario

L’impegno, infaticabile, di Carlo Morandini a favore della corretta informazione in agricoltura ha avuto il meritato riconoscimento. Il giornalista, della testata Arc dell’Amministrazione regionale, è stato infatti riconfermato alla presidenza dell’Arga Fvg, l’Associazione regionale della stampa agricola, agroalimentare, ambiente e territorio del Friuli Venezia Giulia. La rielezione, con voto unanime, è avvenuta durante il Congresso regionale riunitosi a Silvella di San Vito di Fagagna, a Villa Micoli D’Orlandi, presente il segretario generale Unaga, Gian Paolo Girelli. Nel direttivo regionale è stato riconfermato anche Claudio Soranzo, alla vicepresidenza per la provincia di Gorizia, mentre vicepresidente per quella di Trieste è risultato Furio Baldassi. Nel contempo, Marco Buzziolo, già responsabile della sezione Cultura del sodalizio giornalistico, è stato eletto vicepresidente per la provincia di Udine. Mentre per quella di Pordenone si è registrata la new entry Gigi Di Meo. Ida Donati, invece, stata confermata nel ruolo di segretario-tesoriere, mentre Enrico Leoncini è stato nominato revisore unico e Giorgio Bellini responsabile del collegio dei probiviri. Acclamato, infine, all’unanimità presidente onorario Amos D’Antoni, già segretario generale di Arga Fvg e vicepresidente dell’Ordine dei giornalisti Fvg. Da molti anni, D’Antoni cura l’ufficio di rappresentanza udinese dell’Ordine dei giornalisti e dell’associazionismo di categoria e tuttora fa parte dello staff che si occupa della popolare trasmissione “Vita nei campi”, su Rai Radio 1.
Nel contempo, Morandini ha ringraziato i componenti uscenti del direttivo, Giuseppe Longo e Antonio Buso, rispettivamente per le province di Udine e di Pordenone, per l’impegno profuso, evidenziando il disegno di valorizzare le professionalità esistenti sul territorio con l’apporto di vicepresidenti ai quali sono stati assegnati compiti di animazione locale. Ha sottolineato che il ruolo della stampa specializzata – ma anche di Arga Fvg e di Unaga, che è l’organizzazione nazionale – è quello di favorire la corretta informazione dei cittadini. Un compito sempre più difficile – ha sottolineato – a causa delle particolari dinamiche della società e della situazione contingente, che può essere perseguito con maggiore efficacia da professionisti preparati e in grado di trasmettere informazioni e notizie sulla realtà del territorio con consapevolezza e nel rispetto delle fonti. Per questo, Arga Fvg ha organizzato, e continua a organizzare, corsi di formazione anche mirati, riguardanti i vari aspetti del settore primario. Pertanto, sono già allo studio eventi formativi, anche con i crediti professionali riconosciuti dall’Ordine dei giornalisti, che avranno per tema l’arte e il giornalismo, le false notizie nel mondo faunistico-venatorio, nell’agricoltura in generale, le tematiche ambientali e forestali. In quest’ottica, Arga Fvg – ha ricordato infine il presidente Morandini – proseguirà nella collaborazione con Assoenologi Fvg e Unione cuochi Fvg, oltre che con il Club per l’Unesco di Udine e la sezione friulana di Italia Nostra, tanto per citare alcuni enti e sodalizi. Nel contempo, Arga Fvg continuerà a organizzare i Premi giornalistici Isi Benini-Città di Udine, Carati d’autore, Valerio Ghin e Voce dell’Adriatico, mentre è allo studio l’organizzazione del Premio giornalistico Piero Villotta, dedicato al compianto presidente onorario di Arga Fvg scomparso due anni fa.

—^—

In copertina, il riconfermato presidente di Arga Fvg Carlo Morandini.