Una nuova vita per il Bosco Sacile (ormai preziosa rarità planiziale) di Carlino

di Silvio Bini

Carlino ha ritrovato il suo Bosco, consapevole che «per combattere la crisi climatica ci vogliono anche azioni in cui all’impianto di nuovi alberi si affianchi la gestione delle foreste esistenti». Si tratta del “Bosco Sacile” (strano il nome, vero?), una delle ultime antiche e preziose foreste planiziali della Pianura Padana, domani 22 maggio, alle ore 9 – in caso di pioggia domenica 30 maggio –, verrà presentato al pubblico nella sua veste migliore, dopo anni di abbandono, destinato a ritornare un ambiente fruibile, con l’attivazione delle sue funzioni ricreative ed educative. Un vero e proprio “polmone verde” in quest’area della Bassa Friulana accarezzata dalla brezza del mare Adriatico.
Il percorso di recupero dell’area, con l’obiettivo di ripristinare lo stato di salute del bosco, è partito con l’acquisto da parte di Alessandro Arnosti, fondatore della Società agricola Natura7 e grande appassionato di foreste, proseguendo con la collaborazione con Wow Nature, arrivando all’ impegno diretto di cittadini, enti e aziende (Natura7 e di Dinamica by Miko) , che hanno adottato gli alberi per la ripiantumazione e per la sistemazione dell’intero complesso boschivo.
All’inaugurazione, i cittadini che hanno già garantito l’adozione potranno partecipare alla messa a dimora del proprio albero. Per adottare una quercia o un carpino a Bosco Sacile e piantarlo assieme agli organizzatori, va seguito il link: wownature.eu/areewow/bosco-sacile. Alle 10.30 ci sarà anche una breve diretta Facebook per informare i cittadini sul progetto in corso, che merita d’essere sostenuto e valorizzato, proprio per il suo importante significato di rilancio naturalistico di un’area che versava in una pericolosa precarietà.

.Seguire il link: wownature.eu/areewow/bosco-sacile

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In copertina e all’interno ecco tre immagini del Bosco Sacile di Carlino.

Feste a San Gervasio col Cabernet Volos: la prima vendemmia

di Silvio Bini

L’Amministrazione Separata dei Beni di Uso Civico della Frazione di San Gervasio, istituita formalmente nel 1977 con le elezioni del primo Comitato di Gestione, rappresenta una tappa storica nel millenario cammino attraverso il quale la proprietà collettiva è stata parte inscindibile e fondamentale per la vita e l’esistenza della comunità sangervasina.
Attualmente gestisce, in Comune di Carlino, terreni agricoli siti lungo via Bosco Bando, il Parco Civico di San Gervasio posto lungo via Muzzana e il Centro civico Sarvâs (ex scuole elementari) dove l’Amministrazione Separata ha la sua sede legale. Dentro una vecchia logica campanilistica, la piccolissima comunità di San Gervasio ha saputo, nei tempi moderni, salvare la propria identità con iniziative legate al proprio territorio, mai fuori luogo, anzi, propositive di uno sviluppo culturale e sociale, proprio di una grande squadra.
Domani nella piccola frazione carlinese si festeggeranno i Santi patroni, Gervasio e Protasio, martiri del III secolo. Si terrà la solenne celebrazione della messa, nella chiesa di Santa Maria Ausiliatrice, accompagnata dal Gruppo Corale di Carlino ( ore 9.30 ), cui seguirà l’ incontro nel Parco civico. L’ associazione Sarvâs, impegnata nel mantenere vive le tradizioni, gli usi e costumi della comunità, ha organizzato la degustazione del Vin dal Perdòn 2018, un vino realizzato appositamente per la festa annuale, proveniente da uve dei vigneti di San Gervasio, donate dalla popolazione della frazione e pigiate in maniera tradizionale dai ragazzi del posto. Cose strapaesane? I giovani, però, guardano sempre al futuro, così l’ anno scorso sono state messe a dimora in un terreno vicino al Parco, sempre di proprietà dei Beni civici, 100 viti di Cabernet Volos, un vino che nasce da piante resistenti alle malattie, frutto della ricerca dell’Università di Udine. Un favore al prossimo ambiente, chissà, un giorno senza pesticidi, voluto da un mondo piccolissimo, ma vitale. Quest’anno si procederà alla prima vendemmia, poi il nuovo Cabernet, con il suo aroma intenso e fruttato, diventerà il vino per eccellenza di tutte le occasioni di festa della minuscola comunità di San Gervasio. Magari, da qui, spiccando il volo…

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In copertina, grappoli del Cabernet Volos, il vino delle feste di San Gervasio.