Alle Giornate della cucina Alpe-Adria di Klagenfurt lo chef Stefano Sacilotto con le eccellenze del Friuli Occidentale

Più di 40 eventi per 18 giorni di festival, con 30 chef provenienti da Austria, Slovenia e Italia e oltre 40 produttori dell’area Alpe-Adria: questi i numeri dell’edizione 2024 delle “Giornate della Cucina Alpe-Adria”, il più importante festival culinario della Carinzia, organizzato per la settima volta dall’Ente Turistico di Klagenfurt. In questa importante vetrina internazionale anche le eccellenze del Friuli Occidentale, in termini di materie prime, di professionalità e di innovazione, avranno un loro spazio dedicato, grazie all’organizzazione di Tef-Territorio Economia Futuro, Società in house della Camera di Commercio di Pordenone-Udine, che tramite il marchio di promozione PordenonewithLove prosegue le ottime relazioni transfrontaliere già avviate negli anni scorsi, proponendo un nuovo evento di sicuro richiamo.


Domani 15 settembre, alle 17, nelle sale del ristorante Zommstehn beim Igor, nel centro storico Klagenfurt, è in calendario la cena-degustazione dal titolo “Pordenone! Una serata italiana”, che vedrà protagonista il menu creato dallo chef Stefano Sacilotto del ristorante “Sostansa” di Pordenone, locale la cui filosofia si basa su esperienza, tecnica e inventiva. Con l’intera brigata pordenonese presente al suo fianco in cucina, e i suoi collaboratori in sala, chef Sacilotto proporrà una serie di portate che sintetizzano uno stile che riprende sapori e prodotti della tradizione, fortemente legati al territorio, ma trattati con attenzione alla tecnica e alle preparazioni, per creare piatti dal tocco personale e innovativo.
Un appuntamento elegante ma senza formalismi, una sala ricca di atmosfera nel contesto storico del Palazzo Ossiacher Hof, la vocazione alla valorizzazione del territorio della Destra Tagliamento intrecciando tipicità, qualità e dinamicità, anche in chiave internazionale, sono tutte caratteristiche che si sposano perfettamente con quelle del festival Pordenone ArtandFood, di cui PordenonewithLove si renderà ambasciatore, presentando in anteprima i contenuti dell’oramai imminente quinta edizione (dal 4 al 6 ottobre) al pubblico Alpe-Adria, pronto a lasciarsi tentare dalle prelibatezze del menu pordenonese a marchio “Sostansa”.
Si inizierà con “Pomodoro & Pomidori”, cuore di bue dall’orto, distillato di bloody mary e liquirizia; quindi i “Ravioli Woody Allen”, iconica ricetta del ristorante, e il “Risotto Bruciato”, mantecato alla melanzana perlina, tonno rosso siciliano e olio infuso alla menta di fine estate; a seguire “Bianco di branzino” affogato nell’extra vergine, fagiolini e zucchine, irrorato dallo speciale “ponzu concio”, e “Sostansa d’anatra” con le cosce ruspanti cotte piano piano al forno, poi sfilacciate e servite con succo di cottura, sfogliata di patate, more; finale goloso con Fine frolla, Figo moro di Caneva e cioccolato. Ad accompagnare i piatti, i vini delle Tenute Tomasella, storica azienda proprio al confine tra Friuli e Veneto, tra la Doc Friuli e la Prosecco Doc Treviso.
Lo chef Stefano Sacilotto, pordenonese, classe 1989, ha alle spalle un’eccellente esperienza internazionale maturata in ambienti di grande prestigio a Venezia – come l’Hotel Monaco, Da Fiore, i Do Forni, fino al ristorante Oro dell’Hotel Cipriani, una stella Michelin – e ancora presso il Maso Franch di Trento, l’Hotel Casa del Mar in Corsica e il ristorante Enclume a Cartmel in Regno Unito, tre stelle Michelin. Da qui nasce la sua idea di dare vita a “Sostansa”, una nuova occasione per diffondere emozioni concrete in cucina.

Info e prenotazioni per la serata nelle pagine web delle “Giornate della Cucina Alpe-Adria”:
https://www.visitklagenfurt.at/de/alpen-adria-kulinarik/

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In copertina e all’interno lo chef Stefano Sacilotto che domani sarà protagonista al festival di Klagenfurt.

“Ciarsòns” la tradizione della Carnia: Sutrio domenica riproporrà la festa che apre l’estate protagonisti nove paesi

Hanno radici lontane ed esotiche i “cjarsòns”, sorta di golosi ravioli, piatto simbolo della Carnia, intatte montagne friulane le cui valli sono state solcate da tempo immemorabile da commerci, passaggi di persone, culture ed idee fra mare Adriatico ed Oltralpe, verso le attuali Carinzia e Baviera. La loro origine è legata ai “cramârs”, i venditori ambulanti di spezie che, dal ‘700, attraversavano a piedi le Alpi per vendere nei Paesi germanici la loro preziosa ed esotica mercanzia acquistata a Venezia e riposta nella “crassigne”, una piccola cassettiera di legno che portavano a mo’ di zaino sulle spalle. Quando tornavano a casa, era festa grande e le donne preparavano, appunto, i “cjarsòns” con ripieno a base di ricotta impastata con una ricchissima varietà di ingredienti: spezie, frutta secca, uva sultanina, aromi orientali, erbe aromatiche… Insomma, quanto insomma rimaneva sul fondo dei cassetti della “crassigne”.


Ancora oggi in Carnia moltissime sono le ricette dei “cjarsòns”, il cui ripieno varia non solo da paese a paese ma anche da famiglia a famiglia: se ne contano oltre 50 variazioni. Ogni massaia, ogni ristorante ne ha una propria, utilizzando al meglio la dispensa e abbinando alle spezie ingredienti freschissimi quali mele, patate, spinaci, uvetta, mentuccia, erbe primaverili. Tocco finale, il condimento: una semplice spolverata di “scuete fumade” (ricotta affumicata) e “ont” (burro fuso).
A questa golosità Sutrio dedica la sua ormai tradizionale festa d’inizio estate, “I Cjarsòns, la tradizione della Carnia”, che quest’anno si terrà domenica 2 giugno. Passeggiando fra le nove isole di degustazione allestite negli angoli più caratteristici del paese, si potranno gustare i sapori inconsueti di questa pietanza e conoscere le diverse anime che caratterizzano un cibo d’origine sicuramente povera, ma complesso e ricco d’ingredienti quanto un piatto di alta ristorazione. Nove paesi, in rappresentanza di tutte le vallate della Carnia, proporranno ciascuno la propria ricetta tradizionale. Si potranno così degustare “cjarsòns” salati o dolci, insaporiti da erbe primaverili o da piccole scaglie di cioccolato, con melissa e cipolla oppure con pere secche e carrube, accompagnati ai più pregiati vini di grandi aziende friulane, selezionati per l’occasione. Oltre agli stand gastronomici, in programma anche attività per bambini, musica dal vivo e mercatino con i prodotti del territorio. La festa rientra nelle attività di animazione del territorio prevista dal Bando Borghi Pnrr “Il Bosco nel Borgo-Il Borgo nel Bosco”.

Per informazioni:
Pro Loco Sutrio – Tel: 0433. 778921

www.prolocosutrio.com – prolocosutrio23@gmail.com
https://facebook.com/proloco.sutrio/ – https://www.instagram.com/proloco_sutrio/
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In copertina e all’interno i “ciarsòns” della Carnia che domenica invitano a Sutrio.

Mela Fvg, dalla mostra di Pantianicco un’opportunità per il rilancio frutticolo

La Mostra regionale della mela 2022 non è solo un’occasione di festa e di premiazioni, ma un’opportunità per trasferire conoscenze che favoriscono lo sviluppo della capacità produttiva nel settore della frutticoltura per strutturarlo, attraverso un’annata difficile, in modo stabile. È la riflessione portata dall’assessore regionale alle Risorse agroalimentari all’inaugurazione ufficiale della mostra di Pantianicco, giunta alla sua 51ma edizione, rassegna che si protrarrà fino al 2 ottobre. L’evento è stato riproposto quest’anno dopo due anni di fermo a causa della pandemia.
Da parte del rappresentante della Regione Fvg è stata evidenziata la necessità di combinare i tre fattori chiave della sostenibilità: l’innovazione, la capacità produttiva e l’approccio coerente sui mercati. Sono stati ricordati anche gli interventi recenti più importanti promossi dall’Amministrazione del Friuli Venezia Giulia con il finanziamento delle reti antigrandine, l’efficientamento del sistema irriguo e i contributi per la realizzazione di nuovi impianti disposti in legge di Stabilità regionale che hanno portato al finanziamento di tutte le domande per un totale di 40 nuovi ettari di melicoltura e di 25 nuovi ettari per la coltivazione di kiwi.
Nell’occasione della Mostra è stata suggellato il gemellaggio tra i Comuni di Mereto di Tomba e di Sankt Paul im Lavanttal, in Carinzia, con il proposito espresso dalle due parti di ampliare la collaborazione dal settore strategico della mela a nuove iniziative culturali e sportive, sempre con il supporto della Pro Loco di Pantianicco e dei consorzi collegati.

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In copertina e all’interno mele in esposizione e in concorso alla Mostra regionale di Pantianicco.

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Le vicinie agrarie della Valcanale: intesa Fvg-Carinzia

(g.m.) Garantire una gestione duratura delle vicinie, comunità agrarie situate a ridosso del confine austriaco di proprietà della Regione Fvg, rinforzando l’integrazione tra le due comunità e salvaguardando tradizioni e culture montane, a prescindere dalla nazione di appartenenza. È l’obiettivo del progetto di intesa che l’Amministrazione regionale, su proposta dell’assessore al Patrimonio, Sebastiano Callari, ha raggiunto con il Land austriaco della Carinzia per la gestione di quei terreni, circa 157 ettari adibiti a pascolo, appartenuti all’Austria e diventati italiani alla fine della I Guerra mondiale, che fanno parte oggi nella Valcanale dei Comuni di Pontebba, Malborghetto-Valbruna e Tarvisio.
Si tratta di un accordo che, come sottolineato dall’esponente della Giunta Fedriga, superando le problematiche che per decenni hanno afflitto le vicinie italiane raggiungibili solo dal territorio austriaco, consolidano la collaborazione e la storica amicizia tra le due comunità, rafforzando il legame tra i rispettivi governi regionali.
L’intesa, illustrata dallo stesso assessore alle competenti Commissioni del Consiglio regionale, è infatti finalizzata a preservare questa proficua contaminazione culturale ed economica tra le popolazioni che vivono nell’area oggi italiana ricompresa nei Comuni di Pontebba, Malborghetto-Valbruna e Tarvisio e quella austriaca nei Comuni di Hohenthurn, Feistriz an der Gail e Hermagor-Pressegger See, sugellando una collaborazione che è diventata peculiare e costituisce esempio di civile convivenza capace di superare divisioni di nazionalità e territori.
In un’ottica di continuità le vicinie, senza modificare la proprietà italiana dei siti, continueranno a essere gestite dall’Austria che proseguirà nell’opera ultracentenaria di conservazione degli elementi tradizionali, di salvaguardia dell’ambiente e della sua biodiversità, assicurando uno sfruttamento ecocompatibile delle risorse naturali. Le parti si impegnano, inoltre, a promuovere la diffusione, lo studio e l’approfondimento della storia comune, a intensificare scambi di visite e di delegazioni commerciali, nonché favorire la partecipazione congiunta a fiere e manifestazioni.
Lo schema di protocollo sarà ora sottoposto al vaglio del dipartimento Affari esteri della presidenza del Consiglio dei Ministri, che avrà trenta giorni di tempo per produrre eventuali osservazioni.

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In copertina e qui sopra due tipici scorci della Valcanale.

Anteprima col sommelier campione del mondo per i “cjarsòns” di Sutrio

di Lant Ator

A Sutrio oggi c’è niente meno che Luca Gardini, il sommelier più bravo del pianeta, per degustare i celebri “cjarsons”  assieme agli inimitabili vini del Friuli Venezia Giulia. Parte, infatti, con una invitante novità il ritorno di “Cjarsòns, la tradizione della Carnia”, la bellissima manifestazione enogastronomica in programma nel paese dei mobilieri domani 9 giugno.
La festa dedicata al piatto simbolo della Carnia quest’anno avrà infatti un piacevole preludio  proprio oggi, sabato, nel nome dell’alta enologia, con “Friuli Wine Festival/Stage 0”. Sarà appunto una ricca degustazione con Luca Gardini, campione del mondo dei sommelier, con una scelta di una trentina di 30 etichette di diverse cantine del Vigneto Fvg accompagnate da una selezione dei prodotti a cui Sutrio dedica ogni anno delle belle e partecipate manifestazioni: formaggi, cjarsòns, salumi, dolci e grissini. L’appuntamento è dalle 12.30 alle 15.30 all’Area Food&Wine Zoncolan (viale Val Calda, 1). E poi domani via alla mega-festa paesana per tutti con grande protagonista appunto il celeberrimo piatto della Carnia, così tipico che più tipico non si può. Come recitava una famosa pubblicità con l’indimenticabile Mike.

Il “cjarsons” della vicina Cercivento…

I “cjarsòns” – Hanno radici lontane ed esotiche i “cjarsòns”, sorta di golosi ravioli, piatto simbolo della Carnia, intatte montagne friulane le cui valli sono state solcate da tempo immemorabile da commerci, passaggi di persone, culture ed idee dal mare Adriatico ad Oltralpe, verso le attuali Carinzia e Baviera. La loro origine è legata ai “cramârs”, i venditori ambulanti di spezie che, dal ‘700, attraversavano a piedi le Alpi per vendere nei paesi germanici la loro preziosa ed esotica mercanzia acquistata a Venezia e riposta nella “crassigne”, una sorta di piccola cassettiera di legno che portavano a mo’ di gerla sulle spalle. Quando tornavano a casa, era festa grande e le donne preparavano appunto i “cjarsòns”, agnolotti di pasta di farina e patate con ripieno a base di ricotta amalgamata con una ricchissima varietà di ingredienti: spezie, frutta secca, uva sultanina, aromi orientali, erbe aromatiche… quanto insomma rimaneva sul fondo di quei cassettini portati in spalla “tes Gjarmanis…”, come dicevano i vecchi di una volta.
Ancora oggi in Carnia moltissime sono le ricette dei “cjarsòns”, il cui ripieno varia non solo da paese a paese ma anche da famiglia a famiglia; se ne contano oltre 50 variazioni. Ogni massaia, ogni ristorante ne ha la propria, utilizzando al meglio la dispensa e abbinando alle spezie ingredienti freschissimi quali mele, patate, spinaci, uvetta, mentuccia, erbe primaverili. Tocco finale, il condimento: “ont” (burro fuso) e una semplice spolverata di “scuete fumade” (ricotta affumicata).

La festa – A questa golosità Sutrio dedica la sua ormai tradizionale festa d’inizio estate, “I Cjarsòns, la tradizione della Carnia”, che quest’anno, come detto, si terrà domani. Passeggiando fra le 10 “isole” di degustazione allestite negli angoli più caratteristici del paese, si potranno provare i sapori inconsueti di questa pietanza e conoscere le diverse anime che caratterizzano un cibo d’origine sicuramente povera, ma complesso e ricco d’ingredienti quanto un piatto di alta ristorazione. Dieci paesi, in rappresentanza di tutte le vallate della Carnia, proporranno ciascuno la propria ricetta tradizionale. Si potranno così degustare “cjarsòns” salati o dolci, insaporiti da erbe primaverili o da piccole scaglie di cioccolato, con melissa e cipolla oppure con pere secche e carrube, accompagnati ai più pregiati vini di grandi aziende friulane, selezionati per l’occasione.

L’ospitalità – Per vivere pienamente la festa, chi arriva da lontano può alloggiare all’Albergo Diffuso di Sutrio con le stanze (o meglio mini-appartamenti con cucina arredati di tutto punto) ricavate dalla ristrutturazione di antiche case del paese. Per l’occasione, è stato preparato un Pacchetto weekend Festa dei Cjarsòns. Meglio di così?

… e qui invece quelli di Paularo.

Per informazioni:
Albergo Diffuso di Sutrio
Tel: 0433778921 – www.albergodiffuso.org – info@albergodiffuso.org – https://facebook.com/borgosoandri/

Pro Loco Sutrio
Tel: 0433778921 – www.prolocosutrio.com – prolocosutrio@libero.it – https://facebook.com/proloco

Sutrio vista da Ulderica Da Pozzo. 

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In copertina, Luca Gardini il sommelier più bravo del mondo.