Confagricoltura Fvg, oggi a Codroipo si parlerà di Pac pensando alle semine

Confagricoltura Fvg e Agrisoluzioni srl hanno organizzato, per oggi 19 novembre, alle ore 15, alla Cantina Rauscedo di Codroipo, in via Zompicchia, un incontro informativo dal titolo: “Pac 2024-2025: impegni di condizionalità e rotazione delle colture”. A relazionare sul tema sarà il giornalista Ermanno Comegna, specializzato in politica agraria.
«A cavallo delle elezioni europee, la Politica agricola comune ha subito vari cambiamenti e interventi normativi – spiega Francesco Zanelli, vicedirettore di Confagricoltura Udine -. In vista delle semine autunnali, dunque, si è reso utile e necessario fare chiarezza sulla situazione e informare gli agricoltori in maniera aggiornata e puntuale».
La partecipazione all’incontro, organizzato nell’ambito dell’attività Sissar 2024, in collaborazione con la Regione Fvg, è libera e gratuita. Si consiglia, però, la prenotazione chiamando lo 0432.507013 o scrivendo ad assistenzatecnicafvg@confagricoltura.it

Cantina Rauscedo e “FildiLat” invitano domani a Codroipo con vini e formaggi

Cooperative riunite in una degustazione senso-culturale. Cantina Rauscedo e cooperative associate “FildiLat” (Latterie pordenonesi di filiera di Marsure e di Palse) proporranno una degustazione domani, 17 novembre, alle 20.15 nella sede di Cantina Rauscedo a Codroipo. “Un’occasione per valorizzare prodotti ed abbinamenti in una serata di promozione congiunta. Vogliamo dare valore al prodotto ed alle persone, uomini e donne protagonisti della vita delle nostre cooperative ed ambasciatori del prodotto”, afferma Antonio Zuliani presidente della Cantina Rauscedo.
La degustazione avrà un numero limitato di posti e la prenotazione è obbligatoria per motivi organizzativi. La serata vedrà formaggi e vini in abbinamenti anche inediti per regalare ai partecipanti nuove esperienze oltre a raccontare la storia delle cooperative. Sarà accompagnata e guidata da Giuliana Masutti (esperta di filiere agroalimentari) Antonio Lodedo (docente Onaf), Michele Leon e Francesco Visentin rispettivamente responsabile marketing ed enologo della cantina.
La degustazione è inserita in un percorso di assaggio denominato “Emozioni diWine” promosso dalla Cantina Rauscedo per sensibilizzare gli appassionati a mondi ed esperienze diverse. La serata ha al centro il grande valore della cooperazione come esempio da trasmettere alle generazioni future.

In degustazione:
* Villa Manin brut spumante metodo classico abbinato a Latteria caprino fresco
* Malvasia Dry abbinato a Bianco Cavallo
* Traminer Aromatico 2022 abbinato a “due Latti” (stagionatura 6 mesi)
* Sauvignon Casa Quaranta 2021 medaglia d’Argento abbinato a Crudo vecchio di Coltura (stagionatura oltre 12 mesi)
* Merlot 2021 abbinato a formaggio Ubriaco
* Rosso Casa Quaranta 2107 abbinato a Montasio stravecchio (stagionatura 33 mesi)

Al termine verranno serviti una pietanza e una dolce sorpresa.
Info e prenotazioni: https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLScO8O39kfy21TBNyWb9_NE6VZb8Wl0gS_gr8qQmRL0UQxZOSg/viewform

 

Fine settimana da grande protagonista per la Doc Friuli, da Milano al festival enogastronomico Pordenone ArtandFood

Un fine settimana ricco di appuntamenti fra masterclass sul vino e degustazioni guidate organizzate dal Consorzio Doc Friuli per promuovere le eccellenze locali attraverso esperienze coinvolgenti. Oggi, 13 ottobre, il Consorzio sarà presente alla sesta edizione della Milano Wine Week, la manifestazione non fieristica dedicata al vino più grande d’Italia iniziata già lo scorso sabato, nell’ambito della quale propone due degustazioni itineranti, con prenotazione obbligatoria, una alle 17 e una alle 20, a bordo del Wine Bus.


Un autobus a due piani che attraversa i luoghi più iconici di Milano, da Brera all’Arco della Pace, dal Castello Sforzesco a City Life, in un’ora di viaggio durante la quale ammirare la città e assaporare cinque vini a Doc Friuli accompagnati da prodotti gastronomici: in assaggio la Ribolla gialla Spumante Brut, un vino sempre più diffuso e apprezzato per le sue note sapide e minerali tipiche del territorio, l’internazionale Sauvignon, nonché gli autoctoni Friulano e Refosco dal Peduncolo rosso. Questo “tasting itinerante” è un momento esclusivo della Milano Wine Week, un format innovativo che si coniuga alla perfezione con l’identità giovane, fresca e dinamica del Consorzio, capace di valorizzare i vini della Doc con attenzione alla tradizione, ma sempre strizzando l’occhio all’originalità.
Il calendario di eventi si arricchisce poi con la presenza del Consorzio al festival enogastronomico “Pordenone ArtandFood”, un altro momento speciale per scoprire i vini del Friuli. Nell’ambito della rassegna, domenica 15 ottobre, alle 17, nella splendida cornice di Palazzo Klefisch, è stata organizzata la degustazione “Nobilissimo Sauvignon” alla scoperta di cinque famose etichette del Friuli Venezia Giulia, condotta a quattro mani dal presidente della Doc Friuli Stefano Trinco e da Maria Teresa Gasparet. A confronto i Sauvignon delle aziende: Cabert di Bertiolo (UD), Cantina Rauscedo (PN), I Magredi di Domanins (PN), Piera Martellozzo di San Quirino (PN) e Pitars di San Martino al Tagliamento (PN), ai quali sarà abbinato il piatto “Riso buono alla busera di scampi” creato dallo chef Andrea Spina, del Ristorante “Al Gallo” di Pordenone. L’ingresso è a pagamento con prenotazione obbligatoria.

—^—

In copertina e qui una delle degustazioni organizzate dal Consorzio Doc Friuli; sopra, il presidente Stefano Trinco.

Sostenibilità, la Cantina di Rauscedo anticipa di un anno il rispetto normativo

«Per primi, in Friuli Venezia Giulia, abbiamo anticipato di un anno il rispetto della norma ministeriale che obbligherà tutti i trasformatori d’uva certificati Sqnpi (Sistema di Qualità Nazionale di Protezione Integrata), a certificare pure le attività di cantina sotto il segno della sostenibilità», afferma il presidente della Cantina Rauscedo, Antonio Zuliani, ricevendo l’apposito attestato di certificazione rilasciato dal Ceviq (Certificazione Vini e Prodotti Italiani di Qualità). «È una scelta ben precisa finalizzata ad adottare, all’interno della Cantina, le pratiche di un protocollo di “sostenibilità per la filiera vitivinicola” finalizzata alla maggiore qualità e, soprattutto, alla completa tracciabilità dei prodotti e dei processi».
A oggi, la cantina cooperativa pordenonese lavora circa 240mila ettolitri di vino, commercializzati soprattutto sfusi e, in piccola parte, in bottiglie e bag in box. I produttori che, in vigna, rispettano le norme della certificazione Sqnpi, sono una quarantina. «Riteniamo che la sostenibilità sia molto di più che una parola di moda – prosegue Zuliani -, e cioè, una coerente interpretazione dello spirito cooperativo e una visione strategica proiettata verso il futuro».
«La certificazione di “Sostenibilità della Filiera Vitivinicola” (requisito da quest’anno obbligatorio per le cantine certificate Sqnpi per la fase di trasformazione dell’uva) – aggiunge il direttore di Ceviq, Michele Bertolami – impegna le strutture di produzione enoica a rispettare una serie di parametri e a migliorarli nell’arco di un
triennio. Tutte le operazioni di cantina, in sostanza, devono essere “sostenibili”: la gestione dei reflui e delle acque di scarico; dei residui e degli scarti di produzione; i consumi energetici e le fonti di approvvigionamento; gli imballaggi; i contratti di lavoro dei collaboratori e la loro formazione, come pure il rispetto delle norme
di sicurezza».
Perciò, oltre a essere già certificata come “biologica”, la Cantina di Rauscedo punta al raddoppio dell’autoproduzione energetica nel triennio e all’utilizzo di imballaggi in carta provenienti dalla filiera certificata della Gestione Forestale Sostenibile.

—^—
In copertina, Michele Bertolami con Antonio Zuliani alla Cantina di Rauscedo.

Vino Fvg, un settore ormai a rischio a causa dei pesanti extracosti energetici

Extracosti da oltre 1,1 miliardi di euro a causa dell’incremento delle spese per l’energia e delle materie prime: è questo il conto salato che sta per abbattersi sulla filiera vitivinicola italiana. Una vera tempesta dei prezzi che intaccherà la redditività delle imprese e rischia di comprometterne anche la capacità competitiva sui mercati internazionali. È quanto emerge dallo studio Censis- Alleanza Cooperative Agroalimentari Vino, “La febbre dei costi” presentato a Roma.

Venanzio Francescutti


«Questo valore – commenta Venanzio Francescutti, presidente di FedAgriPesca Fvg – rappresenta un carico aggiuntivo sulla redditività delle imprese che, inevitabilmente, andrà a erodere i loro margini, compromettendone anche la loro capacità competitiva sui mercati internazionali».
Contribuiscono in modo sostanziale all’incremento dei costi di produzione le componenti dei prodotti energetici, che hanno fatto segnare tra febbraio 2021 e febbraio 2022 un +31,4 per cento medio annuo, con un incremento dei carburanti pari al 38,3 per cento, quello dell’energia elettrica del 16,7 per cento e quello dei lubrificanti addirittura del 70 per cento. Fra i fattori produttivi utilizzati nella coltivazione, fertilizzanti e concimi hanno visto crescere il livello del 32,3 per cento.
Fra gennaio 2021 e gennaio 2022 – e quindi al netto degli effetti dovuti allo scoppio della guerra in Ucraina – il prezzo alla produzione del vetro è cresciuto dell’8,5 per cento e quello del sughero del 9,4 per cento. Sono invece compresi fra il 23 e il 30 per cento gli aumenti relativi alla carta e agli imballaggi.
«Ciononostante, la tensione verso la massima qualità del vino all’interno della cooperazione vitivinicola del Friuli Venezia Giulia, non si arresta – sottolinea Francescutti -. Dopo il lancio sul mercato del primo vino vegano friulano (certificato Ceviq), da parte della Cantina Produttori di Ramuscello, infatti, è di questi giorni la notizia che, alla 13ma edizione del prestigioso Concorso mondiale del Sauvignon (tenutosi a Torres Vedras, in Portogallo), il Sauvignon 2020 della Cantina Rauscedo è stato giudicato il migliore della Penisola (tra i 31 italiani premiati) e il Sauvignon Casa 40 2020, della stessa Cantina, ha conquistato la medaglia d’oro mentre quello della Cantina Produttori Cormòns (della vendemmia 2021) si è aggiudicato la medaglia d’argento (tra le 1.120 etichette presentate, provenienti da 23 Paesi diversi). In precedenza, alla Delizia Viticoltori Friulani di Casarsa, erano state assegnate due medaglie d’oro per la Ribolla gialla Spumante Brut Naonis (al Berliner Wine Trophy) e per il Prosecco Doc Rosè Spumante Extra Dry, al Concours Mondial de Bruxelles (tenutosi a Valladolid, in Spagna).


—^—

In copertina e qui sopra due immagini riguardanti l’imbottigliamento dei vini.

 

Alla Cantina di Ramuscello e San Vito nasce il primo “vino vegano” Fvg

di Giuseppe Longo

Vegano: sempre più frequente sentire o leggere questo vocabolo. Tanto che non riguarda più soltanto la cucina (nessun alimento di origine animale) e lo stile di vita (fra cui, grande dedizione al rispetto dell’ambiente), ma addirittura il vino. Una novità molto significativa per il Friuli Venezia Giulia che vede domani il suo debutto a Ramuscello di Sesto al Reghena, nella Bassa pordenonese.

Rodolfo Rizzi


«Con la vendemmia 2021, la Cantina Produttori di Ramuscello e San Vito – ci riferisce infatti con soddisfazione il suo direttore, Rodolfo Rizzi – ha iniziato un nuovo progetto per la produzione del “vino vegano”. Questo importante traguardo è frutto del lavoro, intrapreso nel 2020, che ci ha portato alla Certificazione Sqnpi e che ora, assieme alla produzione del “vino vegano” (prima Cooperativa in Friuli-Venezia Giulia), ci permette di affrontare nuovi mercati con l’obiettivo di aumentare la remunerazione delle uve dei nostri soci. A suggello di questo percorso – conclude il tecnico, che è anche presidente di Assoenologi Fvg -, l’Ente di certificazione Ceviq martedì 14 dicembre, alle ore 11, presso gli Uffici della Cantina, ci consegnerà ufficialmente la “Certificazione di Vino Vegano”».
Come avevano ricordato a suo tempo, l’uva di buona parte della vendemmia 2021 di tutte le cantine cooperative del Fvg sarebbe stata sostenibile e certificata. Infatti, la stessa Cantina produttori Ramuscello e San Vito, assieme alla Cantina Viticoltori Friulani La Delizia, alla Cantina produttori Cormòns, alla Cantina Vini San Giorgio (della Richinvelda) e alla Cantina Rauscedo, ha aderito allo schema di certificazione, gestito dal Ministero delle Politiche agricole, Sqnpi (Sistema di Qualità Nazionale Produzione Integrata) che consente, a chi lo desidera, anche di apporre sull’etichetta il simpatico logo dell’”apetta” su sfondo bianco e contorno verde.
Un’adesione massiccia dei soci – riferivamo la scorsa estate -, coordinata in maniera convinta dai dirigenti che pongono la regione enologica-cooperativa del Friuli Venezia Giulia ai vertici nazionali dove il 51 per cento delle cooperative ha già aderito a uno standard di certificazione volontaria (Sqnpi in primis, ma anche Equalitas e Viva). Sono 350 i soci produttori coinvolti per una superficie di vigna interessata di oltre 3 mila ettari, in un contesto in cui la cooperazione vitivinicola raccoglie e vinifica oltre il 40 per cento dell’intera produzione regionale di uva, per un fatturato complessivo che supera gli 85 milioni di euro. E c’è già chi guarda al biologico, come sta facendo la Cantina Rauscedo (partendo dalla coltivazione di viti resistenti alle principali fitopatie) e, appunto, la Cantina Ramuscello e San Vito che, come detto, proprio domani riceverà dal Ceviq la “Certificazione di Vino Vegano”. Che sarà la prima del Vigneto Fvg.

—^—

In copertina, il marchio Sqnpi della Qualità sostenibile nei vigneti della Cantina di Ramuscello e San Vito.

Cantine cooperative Fvg, certificata l’uva che sarà raccolta su oltre 3 mila ettari

Raccolta su oltre 3 mila ettari di vigneto, l’uva di buona parte della vendemmia 2021 di tutte le cantine cooperative del Fvg sarà sostenibile e certificata. Infatti, la cantina Viticoltori Friulani La Delizia (di Casarsa), la Cantina produttori Ramuscello e San Vito, la Cantina produttori Cormòns, la cantina Vini San Giorgio (di San Giorgio alla Richinvelda) e la Cantina Rauscedo hanno aderito allo schema di certificazione, gestito dal Ministero delle Politiche agricole, Sqnpi (Sistema di Qualità Nazionale Produzione Integrata) che consentirà, a chi lo vorrà, di apporre sull’etichetta il simpatico e conosciuto logo dell’”apetta” su sfondo bianco e contorno verde.

Il marchio a Ramuscello

Venanzio Francescutti

Una adesione massiccia dei soci, coordinata in maniera convinta dai dirigenti che pongono la regione enologica cooperativa del Friuli Venezia Giulia ai vertici nazionali dove il 51 per cento delle cooperative ha già aderito a uno standard di certificazione volontaria (Sqnpi in primis, ma anche Equalitas e Viva).
Sono 350 i soci produttori coinvolti per una superficie di vigna interessata appunto di oltre 3.000 ettari, in un contesto dove la cooperazione vitivinicola raccoglie e vinifica oltre il 40 per cento dell’intera produzione regionale di uva, per un fatturato complessivo che supera gli 85 milioni di euro.
«Ricordiamo che lo scopo dello schema di certificazione è misurare la performance ambientale e sociale delle imprese, così come i risultati economici. Si tratta di uno standard certificato da un ente terzo (Ceviq) e che richiede alle aziende di rispettare elevate performance di sostenibilità sociale e ambientale e di rendere trasparente pubblicamente il punteggio ottenuto – sottolinea Venanzio Francescutti, presidente di FedAgriPesca Fvg -. Le nostre cooperative sono ben consapevoli dei numerosi vantaggi competitivi derivanti dal conseguimento degli standard di certificazione volontari: oltre al tendenziale incremento dei volumi venduti e del valore, si evidenzia un “plus valoriale” assegnato soprattutto dagli acquirenti stranieri oltre a essere indice di una forte coesione e consapevolezza tra i soggetti aderenti intorno al tema imprescindibile della tutela ambientale». E c’è già chi guarda al biologico, come stanno facendo la Cantina Rauscedo (partendo dalla coltivazione di viti resistenti alle principali fitopatie) e la Cantina Ramuscello e San Vito.

—^—

In copertina, bellissima uva bianca alla vigilia della raccolta.

 

Clima che cambia ed effetti: convegni a Rivolto e Marano

Il clima cambia, è innegabile, e i suoi effetti si ripercuotono in maniera più o meno grave in ogni settore dell’agricoltura, a cominciare dalla vite, ma anche sull’esistenza stessa dell’uomo, a causa di eventi sempre più estremi. Tra oggi e domani sono in programma importanti convegni a Rivolto e a Marano per fare luce su queste certamente non trascurabili problematiche, in generale, e in particolare sugli effetti nell’ambiente rivierasco e marittimo-lagunare. Ecco, allora, di che cosa si tratta.

CODROIPO – Sostenibilità ed emergenza climatica saranno i focus sui quali si confronterà l’assemblea di Fedagripesca Fvg, convocata per oggi nella sala convegni di Cantina Rauscedo, a Rivolto di Codroipo, a partire dalle 14.3. «Vogliamo provare a declinare questi grandi tempi – spiega Venanzio Francescutti, presidente regionale dell’organizzazione cooperativa – dal punto di vista dell’impatto economico e organizzativo per le nostre imprese e quelle dei soci, valutando non solo le criticità che essi, inevitabilmente, comportano, ma anche le eventuali nuove opportunità che ne scaturiscono». Alla riflessione risponderanno i soci e i dirigenti delle 146 cooperative regionali del settore (44 nel lattiero-caseario, 18 nell’ortofrutticolo, 12 nella pesca, 10 nel cerealicolo, 7 nel vitivinicolo) che, con 10.279 soci, danno lavoro a 1.200 addetti, per quasi 515 milioni di euro di fatturato. Dopo la relazione introduttiva del presidente Francescutti, sono previsti gli interventi di: Stefano Micheletti, direttore di Arpa Osmer Fvg (Cambiamenti climatici ed impatto sulle attività agricole e della pesca); Guido Bonatti, del Crea di Roma (Sostenibilità e redditività delle aziende); Silvia Buzzi, di Caviro Extra Spa (La sostenibilità: da problema ad opportunità di sviluppo, il caso di coop. Caviro); un rappresentante dei marchi Friend of the see e Friends of the earth (La certificazione di sostenibilità: cosa vuole il mercato e perché farla). Dopo il dibattito, le conclusioni saranno affidate a Giuseppe Graffi Brunoro, presidente di Confcooperative Fvg. (g.l.)

MARANO – Domani, con inizio alle 10, in Pescaria vecja, si terrà un convegno di grande attualità e di interesse riguardante Il cambiamento climatico nella Laguna di Marano – dinamiche globali ed effetti locali. L’ evento, a carattere divulgativo, proporrà l’incontro tra studi e dati scientifici raccolti nella Laguna sul mutamento del clima e le testimonianze di rappresentanti della comunità maranese, al fine di indagare ed informare sui primi effetti su un territorio che è di pochi centimetri sopra il livello del mare. Con Glauco Vicario, direttore delle Riserve regionali di Marano Lagunare, che fungerà da moderatore, interverranno: Giorgio Fontolan, dell’Università di Trieste, dipartimento di Matematica e Geoscienze, il quale parlerà sul Destino dei sedimenti lagunari, trasformazioni e ripristini morfologici; Valentino Casolo, dell’Università di Udine, Dipartimento di Geobotanica, che parlerà sulle Piante in Laguna, risposte rapide ai cambiamenti climatici; quindi sarà la volta di Nicola Belloso dell’ Arpa Fvg, che affronterà con osservazioni e riflessioni da biologo marino, sui come stanno cambiando le specie ittiche; poi, Stefano Sponza, dell’ Università di Trieste, Dipartimento di Matematica e Geoscienze, che parlerà delle Sfide da affrontare in Laguna di Grado e Marano, riguardo all’avifauna acquatica nidificante e cambiamenti climatici; infine, sarà Valentina Cechet, ancora dell’Università di Trieste, ricercatrice del dipartimento di Architettura, a chiudere la serie di interventi scientifici, sui dispositivi di insediamento lungo la costa: Città e paesaggi resilienti al rischio di allagamento. Nel dibattito avranno un ruolo anche le testimonianze dei delegati dei pescatori artigiani di laguna e di Dorino Regeni, presidente dell’ Associazione Casoneri Maranesi. L’organizzazione è a cura delle Riserve regionali Valle Canal Novo e del Comune di Marano Lagunare, con la collaborazione del gruppo Tesi in Laguna e Sapori United. (s.b.)

—^—

In copertina, come si presenta un vigneto devastato dalla grandine.

Viticoltura d’eccellenza: in ottobre riecco “Le Radici del Vino”

Conto alla rovescia per “Le Radici del Vino”, la grande manifestazione autunnale di Rauscedo che celebra l’intera filiera vitivinicola presente in questo centro di rilevanza mondiale, dalle barbatelle fino alla bottiglia. Giunta alla sua sesta edizione, si terrà tra un mese, dall’11 al 13 ottobre. Nell’attesa che venga divulgato il ricco programma messo a punto dall’amministrazione comunale di San Giorgio della Richinvelda assieme all’associazione Le Radici del Vino e ad altri partner istituzionali, tra i quali Confcooperative Pordenone (quest’ultima per il convegno del sabato mattina), sono state rese note due novità: la prima riguarda la fiera mercato “Viticoltura d’Eccellenza” dedicata al mondo agricolo.

Vivaio di barbatelle a Rauscedo.


“Per la prima volta – ha spiegato il sindaco Michele Leonl’area tradizionale dei festeggiamenti, ovvero l’ex scuola e il campo sportivo antistante, si allargherà lungo via Udine fino a piazza delle Cooperative, coinvolgendo ancora di più tutto il paese. Allo studio anche la possibilità di estendere a essa alcuni stand enogastronomici. La Fiera ha già una cinquantina di aziende iscritte ma con la possibilità, per altre che volessero ancora iscriversi, di farlo in questi ultimi giorni”.
L’altra novità è la Biblioteca del Vino, inaugurata la scorsa primavera a Rauscedo e che sarà coinvolta nel programma della manifestazione. “Si tratta di una delle poche realtà del genere non solo in regione ma in Italia – ha concluso il primo cittadino – e vogliamo valorizzarla ulteriormente e farla conoscere proprio aprendola al pubblico durante tutta la durata de Le Radici del Vino”.

La fiera delle macchine agricole.

La manifestazione Radici del Vino è organizzata dal Comune di San Giorgio della Richinvelda e dall’associazione omonima con il sostegno della Regione Fvg e Friulovest Banca. Partner preziosi anche Confcooperative Pordenone e Onav Pordenone. Sostengono il progetto VivaiCooperativi Rauscedo, Cantina Rauscedo, Circolo Agrario Friulano, Vitis Rauscedo, Cooperativa di Consumo di Rauscedo, I Magredi e altri partner locali. Tutte le info su www.leradicidelvino.com

—^—

In copertina, il logo della manifestazione “Le Radici del Vino”.