BereBene 2026 del Gambero Rosso premia un Friulano del Collio che ricorda il vecchio Tocai, un Pinot bianco di Cormons e un dolce Verduzzo dei Colli

La guida BereBene 2026 del Gambero Rosso (da quest’anno in formato digitale) seleziona i migliori vini italiani sotto i 20 euro. In vetta alla classifica, come miglior bianco 2026, c’è il Friulano Vigna Valeris Doc Collio 2024 della famiglia Muzic di San Floriano del Collio. A raccontarci con entusiasmo del premio è Fabijan Muzic «Volevamo il Tocai friulano di una volta, oggi Friulano, quello più tradizionale e rustico, ma esaltando i tratti più tipici del vitigno, ovvero quel finale leggermente amarognolo, con note di mandorla e sentori vegetali».
Un lavoro di recupero, diametralmente opposto alle selezioni clonali degli anni Settanta e Ottanta che hanno impoverito queste caratteristiche. «Gli stessi consumatori ci confermano che il Vigna Valeris è un testimone della rusticità del Friulano, un vero tuffo nel passato». Un progetto che prende forma proprio partendo da vecchie vigne di Tocai, con piante di oltre quarant’anni e altre più giovani, intorno ai dieci.
«Come azienda, da quindici anni puntiamo sui vitigni autoctoni, valorizzando soprattutto Malvasia e Ribolla gialla. Nel nostro percorso non abbiamo mai voluto seguire le mode clonali né l’omologazione. Oggi il Tocai friulano è la seconda varietà più coltivata in azienda dopo la Ribolla. È un vitigno in cui crediamo molto: oltre al Vigna Valeris, dà vita al Villa de Randis, che esce solo dopo cinque anni di bottiglia, ed è anche la base di uno dei nostri vini di punta, lo Stare Brajde», spiega il fratello Elija Muzic. «Tra gli autoctoni il Tocai è il più importante: una pietra miliare del Friuli Venezia Giulia, presente in moltissimi uvaggi».
L’annata 2024, raccontano i Muzic, è stata «incostante, con rese molto basse ma uve arrivate a una maturazione eccellente. Dal punto di vista qualitativo è stata super: vini aromatici, intensi». Il Friulano Vigna Valeris 2024 ne è un esempio emblematico. “Fieno, fiori bianchi e mela golden definiscono il naso di questo Friulano da un appezzamento di poco più di un ettaro sulle colline di San Floriano del Collio. Affinato solamente in acciaio sulle fecce fini, ha un sorso immediato e altrettanto varietale, all’insegna della freschezza e della sapidità territoriale, dalla beva trascinante”, così lo descrive la guida BereBene.
Fra i Migliori Qualità/Prezzo Regionali la spunta un altro Doc Collio: il Pinot bianco 2024 della Cantina Produttori Cormons, con 94 punti. Un Pinot bianco fragrante, frutto di una breve macerazione a freddo delle uve e di un riposo in grandi botti, che esaltano i profumi di cedro, zenzero candito e pompelmo. Il sorso è ugualmente fresco, salino, anche minerale, con un finale pulito e saporito, indubbiamente gastronomico. Abbinamento consigliato con Terrina di faraona. Infine, anche come Miglior Vino Dolce italiano della Guida 2026 c’è un prodotto dei Colli orientali del Friuli: il Verduzzo friulano Fco 2023 di Jacùss, la cantina dei fratelli Sandro e Andrea Iacuzzi che ha sede a Montina di Torreano, nel Cividalese.

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In copertina, i fratelli Elija e Fabijan Muzic nella cantina di San Floriano del Collio.

Vinistra, due medaglie d’oro alle Malvasie della Cantina Produttori Cormons. Tutti i vini premiati in degustazione a Parenzo

Cantina Produttori Cormons in evidenza a Vinistra. Ieri sono stati resi noti, infatti, i risultati della 31ª edizione del Vinistra Wine and Spirits Awards e della 16ª edizione del The World of Malvasia che segnano un anno di entusiasmanti cambiamenti e vincitori di spicco. Con regole completamente nuove e standard significativamente elevati, le vittorie di quest’anno hanno ancora più peso.
Il titolo di Best in Show per la migliore Malvasia è stato assegnato a “Justina” 2019 di Damjanić Wines, scelta tra 350 Malvasie in gara provenienti da otto Paesi europei. Fra le aziende del Friuli Venezia Giulia spicca, invece, la Cantina Produttori Cormons, l’unica ad aggiudicarsi due medaglie d’oro, sia con la Malvasia “Harmo” 2023 Doc Friuli, che ha ottenuto 93 punti, che con la Malvasia 2024 Doc Friuli, che ha ottenuto 90 punti. Ai vini Fvg, ottenuti da uve di Malvasia istriana, sono state assegnate in totale 3 medaglie d’oro, 15 medaglie d’argento e 6 di bronzo.

La valutazione di quest’anno, tenutasi all’Hotel Parentium di Plava Laguna (Parenzo/Poreč), ha seguito una nuova struttura ispirata ai principali concorsi enologici mondiali, con un processo in tre fasi, simile all’approccio utilizzato ai Decanter World Wine Awards. Le medaglie d’oro sono state assegnate ai vini che hanno ottenuto almeno 90 punti, mentre quelle di platino sono andate alle etichette che hanno ottenuto un punteggio di 95 o più. La giuria, presieduta dalla Master of Wine Caroline Gilby e coordinata da Kristijan Damijanić, era composta da sei commissioni, per un totale di 30 esperti, tra cui enologi, sommelier, critici enologici provenienti da Croazia, Slovenia, Italia, Germania, Serbia, Ungheria, Francia e Gran Bretagna. Nella prima fase, ogni giuria era composta da cinque membri, mentre la seconda fase ha coinvolto tre giurie di esperti. Secondo Luka Rossi, presidente dell’Associazione croata Vinistra, «le medaglie assegnate a Vinistra rappresentano un potente strumento promozionale e di vendita, rappresentando una garanzia di qualità e offrendo una forte motivazione ai consumatori». Sarà possibile degustare alcuni dei vini premiati alla manifestazione Vinistra che si terrà a Parenzo dal 9 all’11 maggio prossimi.

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In copertina, la Master of Wine Caroline Gilby presidente della giuria; all’interno, i degustatori al lavoro e i due premi meritati dalle Malvasie della Cantina di Cormons.

La Malvasia “Harmo” della Cantina Cormons fra le migliori scelte dal Gambero Rosso. Ma vola anche il Collio Bianco Uve Autoctone 2022

Anche la Malvasia “Harmo” della Cantina Produttori Cormons è fra le undici migliori Malvasie del Friuli per rapporto qualità-prezzo selezionate dal Gambero Rosso, la prestigiosa Guida dell’enologia italiana. La Malvasia è uno dei vitigni coltivati in Italia dalla storia affascinante, dal quale in Friuli Venezia Giulia si ottengono ottime etichette. La Malvasia istriana, infatti, è una varietà in grado di regalare dei grandi bianchi, che riescono ad unire e a tenere in equilibrio struttura, calore, pienezza e finezza.
Fra i migliori vini regionali che offrono un grande rapporto qualità prezzo, ovvero i prodotti che, in enoteca e negli shop online, costano meno di 20 euro, emerge la Malvasia “Harmo” 2022 Doc Friuli della Cantina Produttori Cormons, equilibrata e armonica, ottenuta da uve di Malvasia istriana della pianura isontina, dalle quali nasce questo vino elegante e profumato, espressione autentica del territorio. Già premiata con 91 punti ai Decanter World Wine Awards 2024, quest’anno si è aggiudicata anche le Quattro Viti dall’importante Guida Vitae 2025 dell’Associazione Italiana Sommelier. È un vino che si presenta pieno e deciso all’olfatto, floreale e leggermente aromatico, per poi regalare un sorso morbido, sapido, vellutato, elegante e persistente. Un vino che fa parte della linea “Selezioni” a rappresentare un lavoro da parte della Cantina rivolto verso l’eccellenza.
«Questa apprezzata realtà del mondo vitivinicolo regionale – si legge nella recensione – è nata da una bella storia di convivenza e collaborazione che ebbe inizio negli anni Sessanta del secolo scorso quando un gruppo di viticoltori cormonesi, impossibilitati a vinificare singolarmente, decisero di unire le proprie forze. Qualche anno fa, l’inserimento in azienda di Alessandro Dal Zovo nel ruolo di direttore generale, supportato dalla presidenza di Filippo Bregant, è coinciso con un significativo impulso verso la produzione di qualità».
Di recente, la Cantina si è distinta anche con un blend indigeno (Friulano, Malvasia e Ribolla), il Collio Bianco Uve Autoctone 2022, che ha ricevuto la medaglia d’argento al concorso internazionale Mundus Vini 2025, oltre ad aggiudicarsi 93 punti ai Decanter World Wine Awards 2024, 92 punti dalla Guida Falstaff 2024 e la Corona, il massimo riconoscimento assegnato dalla Guida Vinibuoni d’Italia 2025.

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In copertina, ecco la sede della Cantina Produttori Cormons.

Premiato in Spagna nella terra del Cava lo spumante metodo classico “Kremäun” brut della Cantina Produttori Cormons

Un nuovo riconoscimento per la Cantina Produttori Cormons che, questa volta, eccelle con il suo spumante Kremäun Brut. Nel mercato del vino, gli spumanti italiani continuano ad essere fra i vini più apprezzati per le loro caratteristiche di facile beva, freschezza e leggerezza. Lo confermano i dati analizzati da Wine News, nonché i risultati del “50 Great Sparkling Wines of the World” 2025, il concorso giunto alla sua 15ma edizione firmato da “Wine Pleasures”, che si è appena svolto nella prestigiosa zona vitivinicola del Penedes, in Catalogna, dove si produce il Cava, lo spumante simbolo della Spagna.
Nella categoria dedicata al Metodo Classico, su quattordici ori complessivi, ben quattro sono Made in Italy, e uno è espresso dal Friuli Venezia Giulia. Il Kremäun Brut della Cantina Produttori di Cormons si è distinto per la sua eleganza e finezza. Uno spumante Metodo Classico prodotto da Chardonnay e Pinot bianco, in percentuali che variano in base all’annata, dal perlage fine e dal profumo fruttato; secco, sapido, fragrante e persistente al gusto. “ Kremäun” è la traduzione tedesca di Cormons – spiega il direttore generale Alessandro Dal Zovo –, una bollicina raffinata nata proprio per celebrare il territorio. Nella sua produzione, che annovera anche spumanti metodo Brut e spumati dolci, la Cantina si impegna esclusivamente su vini di alta qualità dalle caratteristiche peculiari. Recentemente, è stata premiata anche con le Quattro Viti Ais per l’eccellenza della Malvasia Doc Friuli Harmo 2022.

Al Collio bianco da uve autoctone 2022 della Cantina Produttori Cormons vanno i “Tre Bicchieri” del Gambero Rosso

Sulla stampa nazionale sono usciti i risultati delle degustazioni di Vini d’Italia del Gambero Rosso, regione per regione. A proposito del Friuli Venezia Giulia, nella Guida si sottolinea che si tratta di «una terra straordinariamente vocata alla produzione di bianchi di qualità. Le eccellenze sono perlopiù distribuite sulle colline che formano lo splendido teatro protetto dalle Alpi Giulie che si estende lungo tutto il confine orientale». Fra i 25 migliori vini una new entry: la Cantina Produttori Cormons. Per cui sono grandi la soddisfazione e la felicità per il conseguimento dell’ambito premio “Tre Bicchieri”, che ogni anno viene assegnato dal Gambero Rosso ai migliori vini nazionali. Il vino che ha ricevuto il massimo riconoscimento nella guida Vini d’Italia 2025 è il Collio bianco da uve autoctone 2022. È la prima volta che la Cantina ottiene questo premio ed è anche la prima cantina cooperativa della regione ad essere fregiata di tale riconoscimento.

Il presidente Filippo Bregant esprime tutto il suo orgoglio: «Questo premio è il risultato di un percorso di riqualificazione complessivo dell’azienda portato avanti con determinazione dal consiglio di amministrazione e dalla Direzione, confermato non solo dal riconoscimento della qualità dei nostri vini ma anche dal positivo andamento commerciale della cooperativa ed in termini di remunerazione delle uve dei nostri soci. In pochi anni abbiamo fatto passi che fino a qualche anno fa sembravano irraggiungibili, come l’acquisto dell’immobile, ed ora l’ottenimento di questo importantissimo premio che ci pone fra le cantine più importanti del Friuli Venezia Giulia e non solo». Emozionato anche il direttore generale ed enologo Alessandro Dal Zovo: «E’ difficile dire a parole cosa significa per me personalmente e per tutta la cooperativa, ricevere un riconoscimento come i Tre bicchieri del Gambero Rosso. Posso solo ringraziare il presidente, tutti i soci e tutti i dipendenti per aver sempre supportato le mie decisioni e condiviso assieme gli obbiettivi che oggi ci hanno portato a questo grande traguardo, che deve essere un punto di partenza e non di arrivo per tutta l’azienda. Ancora più importante è ricevere il premio su un vino che fa parte di un progetto condiviso con altre aziende del Collio e che mi auguro diventi il vino bianco bandiera di tutta la denominazione». Che gli stessi curatori della Guida definiscono «terroir d’eccellenza come il Collio».
Un vino, questo della Cantina di Cormons, che nei mesi scorsi ha ricevuto la medaglia d’argento al concorso Decanter World Wine Awards di Londra, premiato anche da Falstaff, come pure dalla guida Vinibuoni d’Italia. La Produttori, che da poco ha festeggiato i 55 anni di attività, presenterà a fine ottobre ai suoi soci il bilancio chiuso al 30 giugno 2024, che segna un’ulteriore crescita della cooperativa sia in termine di fatturato che in soddisfazione economica per tutti i conferitori. Domenica scorsa il Collio bianco da uve autoctone 2022, assieme agli altri vini Tre Bicchieri 2025, è stato posto in degustazione a Roma al Palazzo delle Esposizioni: moltissimi gli apprezzamenti ricevuti.

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In copertina, un’immagine della sede della Cantina Produttori Cormons.

Vini Doc Friuli e arte insieme a Portopiccolo: Ariel Trettl & Laura Pan con la Malvasia di Cormons

“Vivere la cultura a Portopiccolo” è il claim che oggi rappresenta il percorso iniziato nel 2015, passando per un ricco programma di mostre e laboratori, per arrivare all’ultima ideazione: il Portopiccolo Art Studio ed il progetto di residenza espositiva “Meet the artist”. Da un’idea di Fabio Fonda e Lisa Trockner (curatrice e direttrice del SüdTiroler Künstlerbund di Bolzano), Portopiccolo Art Studio, con questo programma di residenza espositiva, gestito in collaborazione con Portopiccolo Apartments main partner del progetto, si propone di arricchire l’offerta culturale del “sistema arte” della località turistica attraverso la presenza di artisti della SüdTiroler Künstlerbund.
Invitati da agosto ad ottobre, uno per ogni weekend, si presenteranno per incontrare ed intercettare attraverso le loro opere l’eterogeneo flusso di ospiti, residenti, visitatori e curiosi che popolano il borgo. A partire da oggi, 1° agosto, fino a giovedì 24 ottobre, in uno spazio affacciato sul mare, gli artisti – per la precisione 11 artiste e un solo artista -, selezionati da Skb Artes di Bolzano, accoglieranno i visitatori con un vin d’honneur messo a disposizione dal Consorzio Doc Friuli, che ha coinvolto per ogni fine settimana, tra i propri associati, altrettante aziende vinicole di tutta la regione. Oggi saranno Ariel Trettl & Laura Pan ad esporre le loro opere, aprendo la residenza alle 19 con un brindisi di benvenuto offerto dalla Cantina Produttori Cormòns: la pluripremiata Malvasia Harmo Doc Friuli. Ogni artista che si succederà, dal giovedì alla domenica, terrà aperta la residenza dalle 17 alle 21.
SüdTiroler Künstlerbund, nata nel 1946 come associazione con l’obiettivo di essere “porta di intercomunicazione fra creatori e consumatori d’arte” presenta nel 2024 Skb Artes, che, raccogliendo con i suoi 450 soci l’eredità della Galleria Prisma (1989 – 2023), diventa il luogo artistico non commerciale in cui l’arte contemporanea viene presentata, mediata e discussa, da cui provengono gli 11 artisti selezionati per il progetto. Attraverso il suo programma, che abbraccia l’arte contemporanea, la letteratura, la musica e l’architettura in tutte le sue forme espressive, Skb Artes si propone di rendere accessibile l’ampio spettro dell’arte sudtirolese, confermando questa vocazione ora anche a Portopiccolo Sistiana.

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In copertina, due opere delle artiste Ariel Trettl & Laura Pan; qui sopra, la Cantina Produttori Cormons.

Cantina Cormons, la Ribolla gialla Collio (secca) applaudita a San Vito al Tagliamento. Premi anche dall’estero

La Cantina Produttori Cormòns premiata al Ribolla Gialla Wine Festival, l’evento tutto dedicato al vino simbolo del Friuli Venezia Giulia, che quest’anno si è arricchito del concorso per la selezione della miglior Ribolla gialla della regione “Calici di Ribolla”, organizzato dal Comune di San Vito al Tagliamento in collaborazione con Assoenologi e Unidoc Fvg. La Ribolla gialla Doc Collio 2023 della Cantina Cormòns è stata scelta come il vino vincitore della categoria “Vini Ribolla gialla secchi e tranquilli da vinificazione in bianco”, con un punteggio di 87/100, distinguendosi per le sue caratteristiche tipiche del territorio.


«Un importante riconoscimento che valorizza il nostro lavoro e uno dei vitigni friulani più antichi, da sempre coltivato sulle colline del Collio», ha affermato soddisfatto il presidente Filippo Bregant durante la cerimonia di premiazione, che si è svolta nell’Antico Teatro Arrigoni, a San Vito al Tagliamento. Presente anche il direttore generale Alessandro Dal Zovo, che ha sottolineato le caratteristiche di questo vino autoctono di qualità: «Un prodotto Doc Collio che si caratterizza per la spiccata acidità e per le sue note minerali, un vino dal profumo fine ed elegante, delizioso e sapido al gusto, che la Cantina produce in quanto eccellenza vitivinicola locale».
Nelle scorse settimane erano giunti alla Cantina Produttori anche due prestigiosi riconoscimenti internazionali: la Medaglia d’oro per la Malvasia Doc Friuli 2023, vinta al Concorso Internazionale delle Malvasie di Parenzo, nell’Istria croata, e la Medaglia d’argento al Sauvignon Doc Collio 2023, conferita dal “Concorso Mondiale di Bruxelles”.

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In copertina e all’interno il presidente Filippo Bregant ringrazia per l’importante riconoscimento a San Vito al Tagliamento presente (primo a sinistra) l’assessore Andrea Bruscia.

La Ribolla gialla e il Prosecco “bollicine” tra le 50 migliori del mondo orgoglio della Cantina Produttori di Cormons

Nuovi riconoscimenti per la Cantina Produttori Cormòns, che continua a distinguersi con i suoi prodotti d’eccellenza. La Cantina, il cui presidente Filippo Bregant è stato da poco riconfermato alla guida della cooperativa, fin dal 1968 realizza vini di alta qualità che sono espressione autentica del territorio, sempre premiati dalle maggiori Guide di settore.

Così, fra gli spumanti, la Ribolla Gialla Brut, fiore all’occhiello della produzione con oltre 500 mila bottiglie all’anno, e il Prosecco DOC Brut sono stati insigniti del Premio Silver e selezionati come due dei 50 Migliori Vini Spumanti del Mondo ai “50 Great Sparkling Wines of the World – Awards & Scores 2024” di Wine Pleasures, una delle principali autorità internazionali nell’ambito del vino. Il culmine di un rigoroso processo di degustazione alla cieca, che ha coinvolto un gruppo di assaggiatori esperti, vede premiati anche i vini mossi della Cantina di Cormòns per la loro bontà, evidenziandone in particolare l’eccezionale qualità e artigianalità.
«Siamo felici di essere stati selezionati nei “50 Great Sparkling Wines of the World – Awards & Scores 2024” fra numerose rinomate aziende di tutto il mondo – sottolinea il direttore generale Alessandro Dal Zovo –. Il premio alla nostra Ribolla Gialla Brut ci dà particolare soddisfazione, un vino che produciamo a salvaguardia dei vitigni locali e dei vini da varietà autoctone, distintivi e di pregio, i quali costituiscono un autentico valore aggiunto della nostra selezione». Vini che sono stati protagonisti sia nella Masterclass “Gli spumanti del Friuli Venezia Giulia”, tenutasi alla Festa dell’uva a Cormòns a settembre, che al termine delle regate della Settimana Velica internazionale a Trieste, nonché recentemente nell’area “Spumanti per le feste” a Idea Natale, in Fiera a Udine.


Tutti i prodotti della Cantina sono in vendita nel negozio adiacente. In questo periodo, è possibile trovare due degli spumanti anche nei grandi formati: il Metodo classico Kremaun, in magnum da un litro e mezzo, e la Ribolla gialla Brut, in Jeroboam da 3 litri. Il punto vendita è aperto dal lunedì al sabato, dalle 8.30 alle 12.30 e dalle 15 alle 19, e tutte le domeniche di dicembre con orario continuato dalle 9 alle 13, che si prolungherà fino alle 17.

Premi alla Cantina Produttori Cormòns che al tradizionale sughero ora preferisce il più moderno e innovativo tappo a vite

Anche se le degustazioni vengono fatte alla cieca, un aspetto non è sicuramente sfuggito a chi apriva le bottiglie: non ha dovuto utilizzare il cavatappi. Infatti, sia la Malvasia “Harmo” che il Riesling “Medegis” hanno una chiusura col tappo a vite. I nuovi prodotti della Cantina Produttori Cormòns sono entrambi Doc Friuli, Consorzio nel cui Cda siede anche il presidente della cooperativa Filippo Bregant. La prima, uscita nel 2021 con l’annata 2019, ha subito ottenuto il successo al concorso mondiale di Parenzo con la Medaglia d’oro, proseguendo su quella strada e pochi giorni fa è arrivata la comunicazione dalla redazione di Vinibuoni d’Italia che ha conferito alla Malvasia “Harmo” Doc Friuli, annata 2021, la corona, il massimo riconoscimento della Guida del Tci.

Malvasia “Harmo”

Riesling “Medegis”

«Ottenuta da uve di Malvasia istriana della pianura isontina, elegante e profumata, espressione autentica del nostro territorio, di cui – spiega il direttore generale Alessandro Dal Zovo -, anche la bottiglia non passa inosservata, che si distingue per il tappo a vite e per un’etichetta speciale. Stessa cosa per il Riesling “Medegis”, il cui nome si rifà alla localià di Medea, dove sorgono i vigneti. Le etichette sono ambedue realizzate dalla grafica Emanuela Serato, premiata proprio l’anno scorso al Gran Premio Noè di Gradisca per le sue qualità artistiche».
La chiusura a vite, scelta con coraggio da diversi produttori pluripremiati, sta dimostrando la sua efficacia e la sua sostenibilità: «Un patto di armonia tra uomo e pianeta – ha detto Davide Rampello – conservando la qualità come il pedale del pianoforte, per mantenere sapori e aromi. D’altra parte, l’etimologia del nome dell’organo “vite” nasce dall’omonima pianta, perché essa si attorce, se pensiamo alla curva dei tralci».
Il professore Fulvio Mattivi, ricercatore della Fondazione Edmund Mach di San Michele all’Adige, è recentemente intervenuto a sostegno dell’utilizzo del tappo a vite riportando le analisi dell’Australian Wine Research Institute che già nel 1999 ha condotto le prime interessanti sperimentazioni su quattordici diverse tipologie di chiusure del vino compreso il tappo a vite, che presenta una permeabilità all’ossigeno molto più bassa e variabile a seconda del rivestimento utilizzato all’interno del tappo. «Nelle bottiglie con questa chiusura, a distanza di anni, il vino dimostrava un colore ancora brillante e presentava delle caratteristiche organolettiche ideali. Anche per i vini bianchi le bottiglie con tappo a vite erano uguali alle migliori bottiglie con tappo di sughero». Oggi quattro bottiglie su dieci sono imbottigliate con tappo a vite, con una percentuale che in Europa Occidentale, storicamente più tradizionalista, è passata dal 29% nel 2015 al 34% nel 2021 (con un 22% in Italia). Infine, anche Falstaff, rinomata guida per i Paesi di lingua tedesca, ha giudicato con 92 punti il Collio Doc da uve autoctone 2021, e con 90 punti sia il Sauvignon Collio 2022 che il Pinot grigio Collio 2022 della Cantina Produttori.

Collio da uve autoctone, il punto all’Enoteca di Cormons: due nuove cantine aderiranno al progetto

Il successo del progetto del Collio da uve autoctone non si registra solamente con i premi delle guide e le ottime recensioni sui periodici di settore, ma anche dagli incontri organizzati per farlo conoscere. I sei produttori che portano avanti il progetto – Cantina Produttori Cormòns, Edi Keber, Muzic, Terre del Faet, cui si sono aggiunti Korsic e Maurizio Buzzinelli – hanno invitato numerosi viticoltori del Collio all’Enoteca di Cormòns. Una trentina i partecipanti, in rappresentanza di più di 25 aziende, che hanno ascoltato con interesse.


Ad aprire la serata è stato Alessandro Dal Zovo, direttore generale della Cantina cormonese, il quale ha illustrato le regole che si sono dati, senza voler mettere in discussione né in secondo piano il Collio bianco fatto anche con altre varietà, come prevede il disciplinare. Stefano Cosma ha poi proiettato una serie di slide per raccontare la storia dell’uvaggio “Colliano” o “Bianco del Collio”, che già nell’800 veniva portato alle esposizioni. Nel 1888, alla prima Fiera dei Vini che si tenne a Trieste al Teatro Rossetti con espositori da tutta l’Austria-Ungheria, la Società agraria di Gorizia portò in assaggio un “Vino Bianco Collio 1887” e questo prodotto era uno dei principali e dei più apprezzati del “Giardino del Goriziano”. Dopo la Grande Guerra, con la ricostruzione della viticoltura, fu dato maggior spazio alla Malvasia istriana e al Tocai friulano, che divennero gli altri due componenti del Bianco del Collio, assieme alla Ribolla gialla. Perciò sono state le varietà previste nel disciplinare della Doc approvato nel 1968.
Sono quindi intervenuti Kristian Keber, per ricordare come questa via sia in linea con quanto si voleva fare nel 2017 creando il Collio Gran Selezione e utilizzando le varietà storiche, Fabjan Muzic che ha spiegato come la scelta di scrivere “da uve autoctone” sia coerente con quanto previsto dal Testo unico della vite e del vino, mentre Andrea Drius, membro del Cda del Consorzio, ha ricordato che la guida Vinibuoni d’Italia nell’edizione 2022 ha premiato con il massimo riconoscimento, la corona, tutti i quattro “Collio vino da uve autoctone” mandati in assaggio.
Lasciato spazio alle domande, è stato spiegato che si è scelto l’utilizzo della bottiglia Collio Collio, di uscire con il vino dopo almeno 18 mesi dalla vendemmia, la presenza delle sole varietà Ribolla gialla, Malvasia (istriana) e (Tocai) Friulano con prevalenza di quest’ultimo, e la possibilità di affinamento in legno. Al termine tutti sono scesi per assaggiare i vini, così i produttori ed enologi interessati ad aderire hanno potuto confrontarsi sulle altre regole di autodisciplina e sulle modalità di adesione. Già due nuove aziende sono pronte ad unirsi al progetto.

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In copertina, le bottiglie delle sei aziende del progetto; all’interno, immagini dell’incontro all’Enoteca di Cormons.