Cantina di Casarsa: non siamo in vendita ma valutiamo collaborazioni commerciali

(g.l.) “La Delizia Viticoltori Friulani sta dialogando con altre realtà per collaborazioni commerciali, in un quadro di sinergie che da tempo sono previste all’interno del proprio piano operativo e che non prevedono cessioni”. Questa la secca dichiarazione diffusa ieri dalla Cantina di Casarsa, presieduta da Flavio Bellomo e diretta da Mirko Bellini, dopo che nella stessa giornata era circolata la notizia di una possibile vendita della importante realtà produttiva della Destra Tagliamento, rimbalzata addirittura alla Regione Fvg impegnata nell’ultima seduta consiliare della legislatura, prima del rinnovo elettorale di aprile.
“In merito al lancio di agenzia di Regione Cronache di questa mattina – riguardante la discussione in Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia circa una presunta vendita della nostra Cantina – La Delizia Viticoltori Friulani smentisce categoricamente detta informazione relativa a un’eventuale vendita”, si legge infatti in una nota immediatamente diffusa a Casarsa, nella quale però si conferma l’esistenza di trattative appunto con “altre realtà per collaborazioni commerciali”. Per cui qualcosa di importante, comunque, bolle in pentola nella più grossa cooperativa del Vigneto Fvg, il cui “dialogo” sarebbe in corso con una importante realtà della vicina provincia di Treviso, dove la produzione del Prosecco Doc è largamente trainante. Per cui i prossimi mesi dovrebbero risultare decisivi.

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In copertina, il presidente Bellomo e il direttore Bellini. (Foto Molinari)

La Delizia, nel 2022 “pioggia” di premi per le bollicine della Cantina di Casarsa

Un 2022 davvero vincente per La Delizia Viticoltori Friulani, che ha visto riconoscere il valore e l’eccellenza dei suoi spumanti nei più prestigiosi concorsi enologici nazionali e internazionali, ricevendo 15 tra premi, medaglie e riconoscimenti speciali. Un exploit che si unisce agli altri 12 premi raggiunti tra 2020 e 2021 e all’aumento delle vendite: tutti risultati che confermano la qualità delle bollicine della Cantina di Casarsa e che valorizzano il loro apprezzamento sui mercati sia in Italia che all’Estero.


«Il valore aggiunto di questi riconoscimenti – ha affermato il presidente Flavio Bellomo – è che arrivano da concorsi in cui la giuria è composta da autorevoli esperti e professionisti del mondo del vino: non solo quindi per quanto riguarda gli aspetti legati al consumo e al suo appeal, valutati da sommelier ed enologi, ma anche da imprenditori del wine business che sanno ben premiare il valore di un prodotto di qualità e il suo potenziale sui mercati. Con questi premi ci confermiamo tra gli elementi di punta del comparto vinicolo del Friuli Venezia Giulia e con i progetti che stiamo sviluppando, all’interno di un globale approccio alla produzione improntata sui valori della sostenibilità ambientale-economica-sociale, guardiamo al futuro con fiducia. Siamo orgogliosi delle nostre bollicine e della passione che, ogni giorno, staff e soci mettono nel loro lavoro».
Gli ultimi riconoscimenti in ordine di tempo sono quelli ottenuti a Vienna nel concorso Falstaff sparkling special 2022, con le bollicine Naonis (Prosecco Doc, Prosecco Doc sostenibile UVA e Prosecco Doc Rosè millesimato) tutte giudicate di alto livello sopra i 90 punti dalla giuria tecnica, specializzata per il mercato europeo di lingua tedesca coperto dalla nota rivista di settore Falstaff. Invece a Roma, Confcooperative nazionale ha conferito un attestato speciale al progetto del Prosecco Doc sostenibile UVA all’interno del Concorso Sostenibilità cooperativa, che ha visto partecipare 144 cooperative da tutte le regioni della Penisola.


Precedentemente, sempre per l’UVA, era arrivato il Premio Agorà per l’ideazione grafica del progetto di questo che è il primo Prosecco Doc sostenibile, premiato in primavera anche al Vinitaly di Verona – salone del vino leader a livello nazionale e internazionale – dove aveva ottenuto lo speciale “Ambiente & Sostenibilità” award alla 26ma edizione di Vinitaly Design International Packaging Competition. Inoltre, UVA ha ottenuto il premio di miglior etichetta e packaging alla Selezione di spumanti Filari di Bolle. «UVA – ha aggiunto Bellomo – è la traduzione in creatività pura dei punti cardine del progetto di sostenibilità aziendale del gruppo e del concetto di agricoltura e ambiente».
Inoltre, agli spumanti della linea Naonis quest’anno è arrivato anche un riconoscimento al Decanter World Wine Award 2022, tra i più importanti concorsi vinicoli al mondo, condotto da esperti e professionisti del wine business di fama internazionale. La medaglia d’argento è stata assegnata alla Cuvèe Jadér e la medaglia di bronzo alla Ribolla gialla spumante Brut.

A inizio anno al Concours mondial de Bruxelles era stata assegnata, invece, la medaglia d’oro al Prosecco Doc Rosè Spumante Extra Dry. Sempre un oro anche per la Ribolla gialla spumante Brut al Berliner Wine Trophy. Alla Selezione di spumanti Filari di Bolle la Cuvèe Jadèr spumante Brut ha conquistato il primo premio nella categoria Metodo Charmat. Infine, all’International Wine Challenge medaglia d’argento per il Prosecco Doc Extra dry, di bronzo per la Ribolla gialla spumante Brut e il premio Commended per la Cuvèe Jadér.

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In copertina, il presidente Flavio Bellomo con gli spumanti La Delizia pluripremiati.

La Delizia, vendemmia ormai conclusa: molto bene per Prosecco e Pinot grigio

Conclusione della vendemmia per La Delizia Viticoltori Friulani, Cantina di Casarsa con vigneti nelle province di Pordenone e Udine, tra le principali del Friuli Venezia Giulia e tra le prime dieci per la produzione di Prosecco Doc in Italia. I 400 soci hanno completato con le uve rosse le intense settimane di raccolta iniziate addirittura il 18 agosto con il Pinot grigio. Una vendemmia anticipata rispetto agli anni scorsi di circa una decina di giorni a causa del meteo caldo che si è avuto in quest’estate, caratterizzata anche da scarse precipitazioni. Ciononostante, il risultato è stato positivo, alla pari dei risultati di bilancio della prima annata agricola post Covid-19.

Il direttore Mirko Bellini.


«Infatti è stata una vendemmia più facile rispetto alle previsioni iniziali determinate dall’annata agronomica, resa difficile dalla carenza d’acqua – spiega il direttore Mirko Bellini -. Sono arrivati dei risultati molto buoni, visto che un mese di settembre ottimo dal punto di vista climatico ci ha permesso di lavorare con serenità e portare a casa una discreta quantità e un’eccellente qualità delle uve. Chiudiamo con 320 mila quintali d’uva, una vendemmia molto positiva soprattutto per Prosecco e Pinot grigio. Un buon grado zuccherino, una discreta acidità con una buona aromaticità potranno contraddistinguere i vini dell’annata 2022».
Negli scorsi giorni ai soci sono stati presentati i dati del bilancio dell’annata agricola, che segnano una crescita della Cantina e testimoniano la sua solidità. «Il bilancio – prosegue Bellini – come da prassi per le cooperative agricole è stato chiuso il 31 luglio: è stata la prima annata post Covid-19 e i numeri sono sorprendenti con dei valori positivi molto interessanti. Il fatturato ha segnato un aumento del 34%, pari a oltre 62 milioni di euro quando invece nel 2020-2021 ne avevamo fatturati circa 47 milioni. Le bottiglie prodotte sono state 24 milioni. Analizzando i singoli mercati sono cresciuti molto quelli esteri, con un +55% generale. Tra le aree maggiormente in crescita l’Europa, che si è ripresa dalla pandemia con un +100% e gli Usa con un +40%. Per quanto riguarda l’Italia nel canale Horeca abbiamo avuto il +40%, mentre la grande distribuzione, che aveva tenuto livelli alti durante i lockdown, ha logicamente rallentato. Trainano gli spumanti, con Prosecco Doc e le cuvèe, mentre sui mercati esteri prosegue la crescita del Pinot grigio».

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In copertina e all’interno due immagini della vendemmia meccanica nei vigneti dei soci.

 

La Delizia, al Prosecco Doc “Uva” va il premio Ambiente & Sostenibilità

Riconoscimento internazionale per La Delizia Viticoltori Friulani, tra le prime 10 realtà nazionali nella produzione di spumanti: al Vinitaly, la grande fiera enologica di Verona (che torna dopo lo stop causa pandemia dal 10 al 13 aprile), la Cantina di Casarsa ottiene il premio speciale “Ambiente & Sostenibilità” nell’ambito del 26° Vinitaly Design International Packaging Competition, importante competizione che ogni anno premia il miglior packaging delle aziende distintesi per creatività e immagine dei loro prodotti. A vincere il premio è “Uva” il Proecco Doc sostenibile.

Bellomo e Bellini con il Premio.


Si tratta di un Prosecco Doc Extra Dry spumantizzato con metodo Charmat ottenuto da uve certificate Sqnpi, forte di un concept di packaging anch’esso concretamente sostenibile, dalla bottiglia in vetro riciclato passando per il tappo di sughero certificato Fsc, fino all’etichetta stampata su carta ancora Fsc ottenuta dalla lavorazione di residui d’uva, che sostituiscono fino al 15% della cellulosa proveniente dall’albero. Sono queste alcune delle scelte etiche compiute in fase creativa da La Delizia, coerentemente con le linee guida aziendali riassunte nel progetto valoriale “Visionari. Sostenibili. Responsabili”, avviato nel 2021 anno del 90mo dalla fondazione della Cantina friulana e con l’inserimento di una farfalla nel proprio logo, emblema di salubrità, che simbolicamente denota la sostenibilità dell’intera filiera di produzione e garantisce al consumatore la qualità dei prodotti aziendali.
In gara, 287 confezioni, valutate da una giuria internazionale di designer, art-director e giornalisti, presieduta da Leonardo Sonnoli e composta dalla Chief Category Officer di Conad Alessandra Corsi e dai designer Papi Frigerio, Giuseppe Mascia e Chiara Tomasi.
«Un riconoscimento – ha commentato il presidente de La Delizia, Flavio Bellomo – che conferma l’importanza del progetto aziendale intrapreso nell’ottica della sostenibilità. Da una fiera come Vinitaly, strategica per il comparto vinicolo, arriva questa valorizzazione del nostro percorso, il quale vede impegnati tutti, dai soci ai dipendenti, dai fornitori alla forza vendita. Un premio che ci permette di guardare al futuro con ancora più voglia di fare, nonostante le sfide poste dalla pandemia prima e dalla situazione internazionale e di aumento dei prezzi delle materie prime ora. Abbiamo scelto di essere visionari, sostenibili e responsabili nei nostri metodi produttivi e di approccio al mercato, rispettando il nostro territorio e i nostri consumatori: una scelta compiuta mesi fa e che ora raccoglie i primi positivi frutti».
«Questo premio – ha aggiunto il direttore generale de La Delizia, Mirko Bellini – testimonia come il valore della sostenibilità sia ormai parte del Dna della nostra cantina. Un valore fatto proprio da tutta la filiera, dalla terra fino al consumatore finale e che può ora essere riconosciuto a livello internazionale dal momento che nella sostenibilità noi ci abbiamo creduto già da tempo, rendendola concreta con grande impegno. Il nostro progetto guarda al futuro e soprattutto definisce una nuova prospettiva dove l’agricoltura, oltre a produrre beni alimentari, diventa elemento primario nella gestione dell’ambiente. Quindi il prestigioso riconoscimento del Vinitaly non va solo all’etichetta ma a tutto l’impegno de La Delizia che c’è dietro a essa, anche a livello comunicativo».
«Con il progetto Uva – ha sottolineato infine Laura Viola, direttore creativo di Wea Group, l’agenzia di comunicazione che ha curato la direzione creativa del progetto de La Delizia – abbiamo voluto dare forma alla sostanza della scelta di La Delizia che ha messo al centro della sua strategia aziendale la sostenibilità a 360°. Siamo davvero soddisfatti per un premio che riconosce un lavoro di team tra l’agenzia e l’azienda ad alto valore aggiunto».

 L’etichetta vincente.


IL PROGETTO – Il progetto del Prosecco Doc sostenibile ha visto La Delizia partire dallo studio di tutti gli elementi che compongono la bottiglia di uno spumante, ricercando accuratamente, assieme ai fornitori, materiali che rispettino il più possibile l’ambiente. “Uva” è un Prosecco Doc Extra Dry spumantizzato con metodo Charmat e ottenuto da uve certificate SQNPI, la certificazione di qualità volta ad armonizzare le norme agronomiche rispettando le peculiarità ambientali, culturali e fitosanitarie con precise strategie di intervento e minor impatto possibile sull’uomo e sull’ambiente. La bottiglia in vetro riciclato Extral di Verallia, ha visto la scelta di un modello leggero da 550 grammi di peso, ispirandosi a una forma semplice e minimalista che anni fa vide l’inizio del cammino degli spumanti friulani de La Delizia. Aver scelto una bottiglia così leggera, composta di materiale riciclato per l’86%, permette un risparmio di consumo energetico e una minor emissione di C02 sia per la produzione che per il trasporto. Il tappo utilizzato è lo Spark 02 classe A-Brand di Amorim Cork, interamente in sughero, materiale totalmente naturale, riutilizzabile, altamente riciclabile, proveniente da foreste certificate Fsc (Forest Stewardship Council, che garantisce la silvicoltura sostenibile e la tracciabilità dei prodotti), ecologico e sostenibile al 100%. Inoltre il sughero è un naturale immagazzinatore di C02, in quanto ogni tappo permette di togliere dal ciclo produttivo 562 grammi di anidride carbonica, contribuendo così alla riduzione di carbon footprint dall’ambiente.
La gabbietta di Icas è prodotta in acciaio, materiale al 100% riciclabile, mentre proprio per rendere il prodotto il più sostenibile possibile non è stata realizzata la capsula, alleggerendo così anche la bottiglia e mantenendo pulite le linee del packaging scelto. Al posto della capsula c’è un copri-gabbietta realizzato nella stessa carta scelta per l’etichetta: una carta Favini Crush Grape, prodotta con il 15% di residui d’uva ottenuti dallo scarto della lavorazione dell’uva, senza Ogm, contenente il 30% di carta riciclata post consumo. Certificata anch’essa Fsc, dove il legno da cui si produce proviene da foreste nelle quali sono rispettati dei rigorosi standard ambientali, sociali ed economici. Inoltre è realizzata al 100% con energia verde e con una carbon footprint ridotta del 20%. Sempre per rispondere alle esigenze produttive di sostenibilità, l’etichetta è realizzata su un pezzo unico, fasciante che avvolge l’intera bottiglia, riducendo al minimo l’impatto della colla. Dopo aver bevuto il Prosecco Doc, la si può srotolare, strappando l’apposita linguetta e sulla facciata interna dell’etichetta si trova la spiegazione del perché Uva è sostenibile (ideazione grafica dell’agenzia Weagroup). Una bottiglia dall’impatto contemporaneo che diventa oggetto di design dichiarando il suo essere sostenibile.

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In copertina, ecco la bottiglia di Prosecco Doc Uva sostenibile premiata dal Vinitaly.

 

La vendemmia secondo Assoenologi Fvg: -7 per cento. Ma di una qualità ottima

di Giuseppe Longo

Primi a partire con la vendemmia, all’inizio della settimana appena conclusa, con la raccolta del Pinot grigio, sono stati i viticoltori della Cantina di Casarsa. E ora si preparano i soci della Produttori di Cormons, ma anche altri viticoltori, singoli o in cooperativa, soprattutto delle zone rivierasche e del Medio Friuli. Due aree importanti del Vigneto Fvg dalle quali sono giunti segnali molto buoni per la stagione vitivinicola 2021, soprattutto in termini qualitativi grazie all’eccellente salute dei grappoli, mentre la quantità è ovunque stimata con un leggero calo, dovuto soprattutto ad avversità atmosferiche come le grandinate che hanno devastato importanti aree della Destra Tagliamento. Indicazioni confermate da Assoenologi Fvg, voce notoriamente autorevole in materia, attraverso la propria riunione prevendemmiale, dalla quale è emerso un decremento produttivo di circa il 7 per cento rispetto alla precedente campagna, che pure non era stata particolarmente generosa, per un totale che supera di poco 1 milione e 700 mila ettolitri di vino. Ma, appunto, di ottima qualità.

Calzavara, Rizzi, Zannier, Cotarella e Brogioni a Corno di Rosazzo.

Una “fotografia” scattata grazie alle parole di qualificati relatori, presenti i vertici di Assoenologi: a Corno di Rosazzo c’erano, infatti, il presidente Riccardo Cotarella e il direttore generale Paolo Brogioni, che hanno dato una “lettura” a livello nazionale del settore della vite e del vino proprio alla vigilia della vendemmia che è ormai quasi ovunque ai nastri di partenza (pur essendo sensibilmente posticipata rispetto alla media degli ultimi anni), eccettuate le zone più a nord dei Colli orientali del Friuli, non solo per questioni ambientali ma anche per la presenza di varietà tardive come Verduzzo (per il Ramandolo Docg) e il Refosco di Faedis (o nostrano) e dal peduncolo rosso, o il pochissimo ma eccelso Picolit.
C’era anche l’assessore regionale alle Risorse agricole, Stefano Zannier, il quale ha sottolineato che un ruolo determinante per la produzione vitivinicola, ma anche per la tutela e la valorizzazione del territorio, si ritrova proprio nella figura dell’enologo, che ha il compito di assicurare al processo produttivo dei vini, dalla coltivazione del vigneto alla diffusione delle bottiglie sul mercato, un percorso atto a garantire una qualità sostenibile e il successo tra i consumatori, portando giovamento all’intera economia del Friuli Venezia Giulia.
I temi principali affrontati dai qualificati relatori ruotavano attorno al concetto che il vino risulta essere sempre di più un “ambasciatore” della qualità del territorio che lo esprime, attraverso una realtà produttiva nella quale la necessità di coesione, del saper fare sistema – argomento questo che da sempre sta molto a cuore dell’assessore Zannier – risulta essere ancor di più oggi elemento cardine per la tenuta e la crescita di un settore che in certi segmenti ha ancora spazi di espansione, come quelli del Prosecco Doc e del Pinot grigio. Occorre però che l’intera filiera vitienologica si impegni, sempre più unita, per consolidare e rafforzare il livello di qualità, già alto, dimostrandosi altresì capace di affermare nel mondo l’immagine del vino Fvg. Per raggiungere questo traguardo – è stato sottolineato durante la convention prevendemmiale a villa Nachini Cabassi, dove ha sede anche il Consorzio Doc Friuli Colli orientali e Docg Ramandolo – bisogna essere in grado di affrontare e superare il confronto con le altre realtà di produzione, che hanno ormai consolidato la loro immagine.

Fabbro e Rizzi

Stefano Zannier

Albino Armani

Stefano Zanette

Per favorire questo processo, la Regione Fvg – ha assicurato l’esponente della Giunta Fedriga – è disponibile a fornire un sostegno mirato, nella consapevolezza che dovranno essere sempre le aziende e i loro Consorzi a voler investire con convinzione nella promozione, in quanto le istituzioni non si potranno sostituire alla loro capacità di conoscere e interpretare i mercati e le tendenze. Le quali sono spesso determinate da una non approfondita conoscenza delle specificità di un settore articolato e complesso qual è, appunto, quello della vitivinicoltura, tanto che proprio gli enologi possono dare un importante contributo alle stesse aziende, ma anche gli enti pubblici e ai consumatori, nell’affermazione di una cultura del territorio, attraverso la quale il Vigneto Fvg non potrà che vincere nuove sfide.
Approfondite le analisi dei relatori, presentati e moderati da Claudio Fabbro, intervenuto pure con le sempre interessanti e puntuali osservazioni sul settore, anche con richiami ad annate pregresse. La “scaletta” dei lavori prevedeva, infatti, dopo il saluto di Rodolfo Rizzi, presidente di Assoenologi Fvg, le relazioni del meteorologo Marco Virgilio, sull’andamento atmosferico primavera-estate; dell’agronomo Giovanni Bigot, sulla sanità e sul potenziale qualitativo delle uve; del professor Emilio Celotti, dell’Università di Udine, sulla vendemmia in generale e sulla necessità di vinificare con attenzione avendo come primo obiettivo proprio la qualità. C’erano anche Stefano Zanette, presidente della Doc Prosecco, e Albino Armani, leader della Doc Delle Venezie (Pinot grigio), i quali sono intervenuti con interessanti considerazioni riguardanti i rispettivi ambiti di competenza che sottendono settori ancora in piena espansione, veri e propri “fenomeni” produttivi del momento.

Vertici Assoenologi e relatori.


E, allora, via alla vendemmia 2021 che, come dicevamo, parte con il piede giusto perché lo stato sanitario delle uve è ottimale e solo in alcune varietà a grappolo compatto si è notato qualche lieve attacco di Botrite. «Allo stato attuale, rispetto allo scorso anno – ha osservato a tale riguardo Rizzi – la quantità di uva si attesta attorno ad un meno 7% e i primi dati analitici (rapporto zucchero-acido) fanno registrare la stessa concentrazione zuccherina della scorsa vendemmia, con un leggero aumento della componente acida, fondamentale per l’equilibrio aromatico del futuro vino». Dopo le basi spumante, scatta dunque l’ora per la raccolta in grande stile del Pinot grigio, Pinot nero e di alcuni cloni di Sauvignon, varietà che in Friuli ha trovato la sua “patria” di elezione facendosi amare in tutto il mondo. A seguire si vendemmieranno le uve di Traminer aromatico, Chardonnay, Pinot bianco, Glera, varietà atta a dare il Prosecco (essendo questo soltanto il nome del vino e non del vitigno) e Ribolla gialla, altro “caso” produttivo di questi anni. Stando alle attuali condizioni climatiche – sono ancora le previsioni Assoenologi Fvg -, solo dopo il 20 di settembre dovrebbero arrivare nelle cantine i primi carri di uve a bacca rossa (Merlot e Cabernet franc) per terminare con la raccolta delle varietà tardive (gli appunto già ricordati Verduzzo, Refosco e Picolit).
E il mercato? «Per quanto riguarda le contrattazioni, sul mercato delle uve – sono le osservazioni conclusive di Rodolfo Rizzi -, per ora c’è una certa stagnazione dei prezzi in attesa che si consolidino le varietà più richieste come il Glera per Prosecco e il Pinot grigio. Per le uve rosse, purtroppo ridotte a un venti per cento dell’intera produzione viticola regionale, un certo interesse è rivolto al Refosco, al Merlot, al Cabernet sauvignon e al Pinot nero che, dallo scorso anno, è entrato nella produzione del Prosecco Rosé». E’ chiaro che sul mercato hanno pesato finora, e non poco, gli effetti pandemici. Ma che un’estate così bella, soprattutto dal punto di vista turistico, potrebbe anche far presto dimenticare, o quasi. Ce lo auguriamo, per il bene di tutti. Intanto, però, buona vendemmia!

La foltissima platea.

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In copertina, grappoli perfettamente maturi di Pinot grigio, nel Cividalese, sui Colli orientali del Friuli.

La Delizia, primi grappoli in Cantina: vendemmia al via sotto buoni auspici

In ritardo di circa una settimana, è scattato ieri, 30 agosto, il via alla vendemmia nei vigneti dei soci della Cantina La Delizia Viticoltori Friulani: quantità in leggera flessione, ma con qualità su appaganti livelli. La storica Cantina di Casarsa, che riunisce oltre 400 viticoltori soci per una superficie di 2000 ettari vitati, è tra le maggiori realtà vitivinicole del Friuli Venezia Giulia tra i vini fermi e spumanti, nonché tra le prime 9 in Italia per la produzione di Prosecco Doc. Come annunciato dal direttore Mirko Bellini, l’andamento climatico comporterà un leggero calo di qualche punto percentuale nella quantità rispetto allo scorso anno, ma con una riconferma della qualità. Il tutto attraverso una filiera produttiva che punta alla sostenibilità e con mercati che attendono con interesse, sia nella Grande distribuzione che nell’Horeca, i nuovi vini La Delizia. Si è partiti con la raccolta del Pinot grigio per proseguire poi con il Glera-Prosecco: le due varietà principali che quest’anno si sormonteranno per qualche giorno nella vendemmia, la quale in tutto durerà circa un mese.

Mirko Bellini

PREVISIONI – «Una vendemmia 2021 – aggiunge Bellini – che parte sotto buoni auspici, caratterizzata da quello che oramai è l’andamento cluonimatico degli ultimi anni: primavere inizialmente asciutte, seguite da un periodo piovoso e da estati calde, mentre in questi ultimi giorni le temperature si stanno abbassando. Come inizio della vendemmia siamo in ritardo rispetto agli scorsi anni di circa una settimana, con un settembre che si preannuncia soleggiato ma fresco. Annata non particolarmente ricca nelle quantità di uva, ma fortunatamente non abbiamo avuto grossi problemi con la grandine. La qualità la stiamo andando ad analizzare e i primi campioni ci confermano un prodotto in linea con i nostri standard qualitativi. Facendo un’analisi del bilancio climatico, uno degli elementi fondamentali per il futuro sarà la gestione dell’acqua, ovvero la possibilità di irrigare non solo nei mesi estivi ma anche a inizio primavera, fattore che quest’anno ci ha comportato un ritardo nel germogliamento».

SOSTENIBILITÀ – «Sostenibilità – sottolinea il direttore – in tutta la filiera vuol dire un nuovo metodo di lavoro su tre aspetti: ambiente, società ed economia. Infatti, l’aspetto economico è fondamentale, con il giusto prezzo di pagamento delle uve prima e delle bottiglie poi, per rendere possibili le altre due dimensioni, quella ambientale e sociale. La sostenibilità è già ora l’elemento principale del nostro futuro: fare agricoltura oggi vuol dire in primis gestire il territorio, salvaguardando l’importanza di un comparto che negli scorsi anni era stato visto solo come un elemento da sfruttare».

MERCATI – «I mercati si stanno riprendendo, la pandemia ha condizionato tutto il 2021 ma, nonostante sia stato segnato dall’emergenza sanitaria, abbiamo chiuso il nostro bilancio con segno positivo. Inoltre, negli ultimi tre mesi c’è stata una ripresa importante dei mercati Italia ed Estero. Noi avendo suddiviso i canali distributivi tra Grande distribuzione e Horeca abbiamo lavorato bene. Ma la bolla speculativa sulle materie prime in questo momento è molto forte e nel confezionamento del prodotto inizia a farsi sentire: acciaio, plastica e legno hanno anche incrementi di prezzo del 100-150%, troppo alti perché un sistema economico, non solo noi ma tutte le aziende del comparto, li possa sostenere a lungo. Fortuna che l’estate è andata bene anche nel settore Horeca, con i ristoratori che hanno ripreso a lavorare e hanno trovato risposte pronte nei nostri agenti, i quali credono nella nostra linea. Un grande segnale di speranza e di crescita per il futuro».

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In copertina e qui sopra i primi grappoli raccolti ieri a Casarsa.

Dai Viticoltori La Delizia uno spumante speciale per un’annata tutta da ricordare

Uno spumante speciale per Natale a chiusura di un’annata durissima, “storica”, da ricordare a lungo, ma che vuole esprimere anche un messaggio di speranza per guardare al futuro con serenità. E che è soprattutto dedicato a chi ha sofferto per la pandemia, a chi non c’è più e a chi continua la lotta: l’hanno prodotto i Viticoltori Friulani La Delizia al termine di questo 2020 complicato, ma che ha messo in essere risposte alle difficoltà che saranno alla base per la Cantina di Casarsa di domani.
Dal direttore commerciale Mirko Bellini arriva l’analisi di 12 mesi intensi e l’esigenza immediata di attivare al più presto dei sistemi di sostegno al credito e alla liquidità delle aziende (tramite la legge 80 già esistente e in attesa del Recovery Fund) per sostenere tutta la filiera vitivinicola dai produttori fino ai ristoratori. Inoltre, da segnalare la partenza superiore alle attese sul mercato della grande distribuzione per il nuovo Prosecco Rosè che si affianca al citato spumante in edizione speciale marchiato La Delizia dedicato, appunto, a tutti coloro che hanno sofferto a causa del Covid-19.

MERCATI – “Commercialmente abbiamo vissuto una doppia annata. Nella grande distribuzione organizzata (Gdo) sia in Italia che all’Estero abbiamo avuto una forte crescita, fino al 30% delle bottiglie vendute in più rispetto al 2019. Di contro però il settore degli hotel, ristoranti, caffetterie e bar (HORECA) a parte i mesi estivi è risultato completamente bloccato, con flessione del 50% delle vendite e una perdita secca della marginalità. In pratica, ci sono stati solo 5 mesi di attività a singhiozzo e 7 di chiusura, tra lockdown e restrizioni varie. È chiaro che il settore Horeca non potrà ripartire pienamente fino alla prossima primavera, con l’arrivo dei vaccini anti Covid-19 e dell’aumento delle temperature meteorologiche”.

SOSTEGNO – “Le aziende del comparto vitivinicolo e dell’agroalimentare in generale hanno bisogno di interventi di sostegno da parte della politica vitali per affrontare il 2021. In primis riducendo il costo del lavoro, il costo di produzione e soprattutto la riduzione dei costi di energia, in modo da aumentare la competitività delle aziende. In questi mesi, la filiera commerciale è stata tenuta in piedi dai sistemi territoriali e non dai sistemi centrali: le singole aziende hanno fatto la loro parte, in particolare sostenendo in prima persona le vendite nell’HORECA, fornendo la merce ai clienti a fronte di difficoltà negli incassi. Ecco quindi che l’intervento auspicabile è il sostegno alla liquidità del credito, visto che soprattutto nell’Horeca l’esposizione all’incasso è in queste settimane l’elemento di maggior allarme. Azioni da realizzare tramite gli strumenti finanziari che ci sono già: per esempio la legge 80, con il sostegno al credito delle aziende da parte della Regione Friuli Venezia Giulia, relativo alle fatture di vendita regolarmente emesse e non incassate, fino ad arrivare al Recovery Fund. Sarebbe una boccata d’ossigeno non indifferente di cui beneficerebbe l’intero comparto e ci permetterebbe di affrontare i mercati e sostenere l’intera filiera come fatto finora”.

EVOLUZIONE – “Il 2020 nelle stime iniziali pre-Coronavirus sarebbe stato un’annata di ripartenza dei mercati. Ma in ogni caso questi mesi, a partire dal lockdown di primavera, sono stati utili per organizzare il nuovo futuro che ci attende: li stiamo mettendo a frutto, cambiando la nostra struttura e modificando la “macchina” produttiva e organizzativa in funzione delle criticità che il Covid-19 ha evidenziato, in modo da essere pronti alla ripartenza, speriamo definitiva, del 2021. Ora siamo sempre più orientati verso l’industria 4.0, la sostenibilità ambientale e qualità del prodotto, l’efficienza, nuovi sistemi di lavoro e di gestione. Ringrazio i nostri dipendenti, soci e la forza vendita che ci hanno seguito su questa strada in una grande lavoro di squadra”.

PROSECCO ROSÉ – “Il Prosecco Rosè era molto atteso dai mercati, dopo l’adozione del disciplinare da parte del Consorzio del Prosecco Doc. Non solo sui mercati esteri, ma anche su quello italiano della Grande distribuzione, essendo l’Horeca attualmente fermo, stiamo avendo una partenza superiore alle previsioni, con il 15% sul totale delle vendite di Prosecco. È un vino che nasce dalla sapiente unione tra uve Glera e Pinot nero, che risulta elegante, raffinato, fragrante e sicuramente non banale. Uno spumante che completa la gamma del brand Prosecco riempiendo quella “casella” di prodotto alla moda e che ci permette di compiere lo stesso percorso fatto da altri brand come lo Champagne”.

EDIZIONE SPECIALE – “Abbiamo creato uno spumante Pinot Chardonnay con un metodo Charmat lungo 4 mesi di autoclave, specificatamente per il Natale 2020. Un’edizione limitata che vuole essere un messaggio di speranza per guardare al futuro con cui auspichiamo maggiore serenità. Per questo, al centro della grafica, risalta un cuore, dedicato sia a chi ha sofferto per la pandemia, a chi non c’è più e a chi continua la lotta”.

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In copertina, il direttore Mirko Bellini brinda con il nuovissimo Prosecco Rosè dei Viticoltori La Delizia.

La Delizia, bollicine superstar: 2 milioni le bottiglie di Naonis

di Gi Elle

Le feste di Natale e di Capodanno sono le più gettonate per i brindisi a suon di bollicine. E alla Cantina di Casarsa alzeranno i calici – soci produttori, tecnici e amministratori – per sottolineare il grande successo ottenuto dagli spumanti prodotti tra i sassi in riva al Tagliamento. C’è infatti molta soddisfazione ai Viticoltori Friulani La Delizia, tra le prime nove realtà d’Italia per la produzione di spumanti, per un positivo 2019: la linea di bollicine Naonis ha tagliato il traguardo dei 2 milioni di bottiglie vendute nel settore Horeca (hotel, restaurant e cafè) nazionale (+12% rispetto lo scorso anno) e ha iniziato a farsi apprezzare sempre più in Germania, Regno Unito e Stati Uniti d’America. Un successo, quello degli spumanti, che traina anche i vini fermi, prodotto storico della cooperativa: in totale, contando tutte le linee dei vini La Delizia, sono 24 milioni le bottiglie prodotte quest’anno, di cui 14 milioni appunto di spumanti.


“Si è confermata – spiega il presidente Flavio Bellomo – una nostra previsione, ovvero che la qualità degli spumanti avrebbe riportato interesse sull’intero brand La Delizia, genuinamente radicato nel territorio friulano ma che ha allo stesso tempo un respiro internazionale. Ecco quindi che il successo di Naonis, linea nata appena cinque anni fa e che debuttò con 150 mila bottiglie vendute, s’inserisce all’interno di una crescita globale dell’azienda. Un successo che condividiamo con tutti i nostri 400 soci, le maestranze che producono il nostro vino qui in cantina e la rete vendita. Per noi è motivo di soddisfazione sapere che molte persone, nelle prossime feste, brinderanno al Natale e al nuovo anno con i nostri vini”.
Ora si guarda al futuro. “Continueranno gli investimenti per innovare sempre più la nostra filiera produttiva – ha aggiunto Bellomo -, inoltre abbiamo già le conferme dei clienti consolidati per il 2020 mentre nuovi mercati, come quello tedesco, stanno guardando con favore a Naonis. Regno Unito e Usa sono gli altri due Stati in cui puntiamo a crescere: stiamo a vedere cosa succederà con la Brexit, mentre per i dazi americani i nostri vini ne sono esclusi. In ogni caso, quando un prodotto piace, il pubblico lo richiede e di questo i legislatori ne tengono conto: siamo fiduciosi”.
Proseguirà infine il progetto delle edizioni limitate. “Per la cuvée Jadér – ha concluso il presidente – la Summer Edition è andata molto bene la scorsa estate, con 60 mila bottiglie vendute, un dato che puntiamo a replicare con la Winter Edition in vendita in questo inverno. Un punto di orgoglio per un’azienda che tiene alle proprie radici friulane, ma che sa anche guardare avanti con prodotti innnovativi premiati dal mercato che ne apprezza il gusto moderno”.

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In copertina, il presidente Flavio Bellomo; all’interno, due fasi produttive degli spumanti: vendemmia e vinificazione.