A Cormons la promozione per il Collio con un centro da 1,6 milioni di euro. Eccellenze agroalimentari e vitivinicole nella rinnovata veste dell’Enoteca

Quasi 1,6 milioni di euro di investimento pubblico e privato per far conoscere ulteriormente una zona vitivinicola fra le più famose del Friuli Venezia Giulia. Il nuovo Centro di valorizzazione e promozione del Collio diventa il punto di riferimento in cui tradizione e innovazione si coniugano per dare luce a un territorio davvero unico e ricco di eccellenze. Il Centro si affaccia sulla piazza XXIV Maggio della prestigiosa Città del vino Fvg, a fianco del palazzo Municipale di Cormons, e al suo interno si sviluppa su due piani da oltre 200 metri quadri ciascuno, completamente ristrutturati e arredati in maniera funzionale e innovativa per rispondere al meglio alle nuove funzioni.
La politica della Camera di Commercio Venezia Giulia in un contesto circoscrizionale più vasto persegue anche l’obiettivo di valorizzare il Collio e il suo territorio, mettendolo in rete con l’offerta più ampia della Venezia Giulia. «Il Centro di valorizzazione e promozione del Collio a Cormons è ora punto di sintesi e di raccordo, ovvero il luogo dove la promozione e l’accoglienza – afferma Antonio Paoletti, presidente dell’ente camerale – possono trovare concretezza nella presentazione anche delle eccellenze agroalimentari e vitivinicole, in stretto collegamento con la valida realtà dell’enoteca presente. È stato un percorso complesso iniziato dalla Camera di commercio di Gorizia con il presidente Gianluca Madriz e poi proseguito dall’Ente camerale della Venezia Giulia con l’investimento assegnato attraverso il Fondo Gorizia, pari a 860 mila euro, a cui si affiancano i 400 mila della Regione Fvg stanziati nel 2016 e il contributo di 50 mila euro del Comune di Cormons sugli allestimenti e i 280 mila euro della Cooperativa Enoteca di Cormons in attrezzature capaci di rendere davvero innovativa la nuova struttura. L’Ente camerale si è impegnato nel realizzare il Centro, in totale sintonia con il Comune di Cormons, auspicando che questa moderna struttura possa fungere da coagulo delle volontà di tutte le realtà economiche e sociali del mondo vitivinicolo del Collio, affinché le stesse, unitamente alle istituzioni, possano potenziare il valore del territorio e delle sue realtà. Non è stato un intervento semplice e ringrazio il segretario generale Pierluigi Medeot e gli uffici camerali per l’impegno profuso».

La Cooperativa Enoteca di Cormons all’interno del Centro di valorizzazione e promozione del Collio riapre, dunque, al pubblico con una veste rinnovata: arredi moderni, spazi ampliati, vaste vetrine espositive per vini e prodotti agroalimentari del territorio e offerte dinamiche al servizio dei turisti che visitano la nostra regione. «Fondamentale – sottolinea il presidente dell’Enoteca, Michele Blazic – sarà il dialogo fra l’esperienza dei produttori e del personale accumulata negli anni, e la parte multimediale che, attraverso schermi e servizi interattivi, racconterà le eccellenze del nostro territorio: un’ampia sala didattica con webcam e postazioni audio/video, pareti interattive che riprodurranno foto e video di interesse turistico regionale, una postazione fornita di “wine emotion” per degustare le riserve dei nostri vignaioli, un punto informazioni a servizio dei visitatori per prenotare ristoranti, B&B, biciclette a noleggio, degustazioni… e ovviamente acquistare vino e prodotti della nostra terra».
«Il nuovo centro di valorizzazione del Collio rappresenta il frutto di un lavoro di insieme che ha portato alla riqualificazione di una struttura comunale in chiave turistica ed economica tra le più importanti in regione», sono le parole del sindaco di Cormons, Roberto Felcaro. «Produttori vitivinicoli, Comune, Camera di commercio Venezia Giulia e Regione Fvg sono stati gli attori della riuscita di questo importante progetto seguendo una visione territoriale d’insieme e quindi capace di superare ogni tipo di criticità tanto in fase progettuale che durante la realizzazione dell’opera», prosegue Felcaro nell’esprimere la piena «soddisfazione per questo risultato che indubbiamente rappresenterà un punto di forza della nostra Regione e che avrà l’importante compito di porsi come volano per tutto il territorio».
Cormons, e in generale il territorio del Collio, hanno dunque compiuto un passo importante verso un futuro che tutti i presenti hanno auspicato sia ricco di soddisfazioni. «Desidero rivolgere a tutti gli attori coinvolti in quest’opera, in primis la Camera di commercio Venezia Giulia, un plauso per la capacità dimostrata nel fare sistema, mettendo a fattor comune risorse e competenze», ha detto l’assessore regionale alle Attività produttive e Turismo, Sergio Emidio Bini. «Il Collio è una realtà turistica sempre più conosciuta e apprezzata e questo nuovo centro contribuirà a dare una spinta decisiva al settore. I dati raccolti da PromoTurismoFvg sono eloquenti: nel 2024 le presenze turistiche nel Collio sono cresciute del 17,5% ed è aumentata in maniera significativa la durata del pernottamento medio, segno che l’offerta turistica locale è sempre più ricca e attrattiva, tanto da giustificare periodi di vacanza più lunghi. Il nuovo Centro di valorizzazione e promozione del Collio – ha concluso Bini – sarà una vetrina non solo turistica, ma anche per le produzioni vitivinicole locali, un settore che da solo vale oltre 250 milioni di export e rappresenta un asset importante per l’economia regionale. Da tutto ciò si comprende la finalità strategica di questa struttura moderna e rinnovata».
Una realizzazione innovativa che, ha sottolineato infine il presidente della Regione Fvg, Massimiliano Fedriga, è il frutto «del lavoro di squadra delle istituzioni di questa area che hanno dato vita assieme a una valorizzazione importante del territorio e delle sue produzioni la cui qualità produttiva trova in questa sede una giusta e corretta esposizione. Rilevante anche tutta la parte legata all’e-commerce che consentirà anche da casa di acquistare prodotti di un settore vitivinicolo di grande qualità». Il governatore Fvg ha anche sottolineato l’importanza che il Centro avrà nella formazione perché in tal modo si potrà raccontare e capire al meglio l’eccellenza dei nostri prodotti. Considerazioni condivise appieno dalle Istituzioni presenti all’inaugurazione e in particolare dalla senatrice Francesca Tubetti, la quale ha rilevato come anche grazie a questo Centro il Friuli Venezia Giulia si ponga ai vertici della promozione del vino del mondo.

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In copertina e all’interno alcune immagini della cerimonia inaugurale a Cormons.

(Foto Regione Fvg)

“Olio Capitale” stamane al via a Trieste: dalla fiera grande impulso a un settore in Fvg ogni anno sempre più rilevante

«La nostra regione ha una produzione d’extravergine di elevatissima qualità, che negli ultimi anni è cresciuta in maniera rilevante sia in termini di superficie coltivata a ulivi, sia di addetti e punti di lavorazione. Si tratta infatti di un settore che riesce a dare un reddito significativo alle imprese, nonostante tutte le difficoltà del clima, e a garantire una prospettiva di crescita in un mercato che ancora rende merito ai prodotti di alta qualità. “Olio Capitale” è quindi un ottimo strumento per allargare le opportunità offerte alle imprese del Friuli Venezia Giulia e ampliare ulteriormente i loro orizzonti, anche attraverso un evento come il Concorso internazionale che quest’anno vedrà sfidarsi quasi 200 oli». È il concetto espresso dall’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier, intervenuto a Trieste alla presentazione della diciassettesima edizione del Salone dell’olio extravergine d’oliva tipico e di qualità, che si terrà da oggi a domenica, al Generali Convention Center, in Porto Vecchio, nel capoluogo regionale. Una fiera specializzata che vede la partecipazione di oltre 210 espositori, da 18 regioni italiane e dalla Grecia, buyer da 16 Paesi di tutto il mondo, 176 oli in gara, 27 ristoranti coinvolti tra Trieste e il Friuli Venezia Giulia con piatti dove l’olio sarà protagonista, e 12 bar che proporranno per l’occasione diversi “cocktOil”.

La presentazione di “Olio Capitale” a Trieste.

«La Camera di commercio Venezia Giulia ha avuto la costanza e la lungimiranza di creare e sostenere “Olio Capitale” dimostrando una significativa visione di prospettiva e contribuendo allo sviluppo di un settore che diviene ogni anno più rilevante nel contesto regionale. Per quanto riguarda la fiera, attraverso Ersa abbiamo raddoppiato la nostra presenza all’evento, mentre sul fronte del supporto alle imprese questo è il terzo anno in cui sosteniamo economicamente gli impianti di olivi e supportiamo le realtà che hanno affiancato alla produzione anche la trasformazione dei propri prodotti in un’ottica di diversificazione, per sostenere il passaggio dalle produzioni “familiari” a quelle orientate al mercato».
Il presidente della Camera di commercio Venezia Giulia, Antonio Paoletti, ha quindi sottolineato che uno dei tratti distintivi della fiera è l’internazionalità, che la distingue da altri appuntamenti. Inoltre, i produttori sanno che a Trieste possono fare affari interessanti, perché incontrano ristoratori, un pubblico attento e soprattutto buyer da tutto il mondo. Tra gli eventi all’interno di “Olio Capitale”, Paoletti ha ricordato in particolare il convegno di apertura, sul benessere, per evidenziare con diversi esperti quanto l’olio sia importante per la salute.
“Olio Capitale” è realizzato dalla Camera di commercio Venezia Giulia, attraverso la sua azienda in house Aries, gode del patrocinio del ministero dell’Agricoltura e della Sovranità alimentare e delle foreste, ed è co-organizzato dal Comune di Trieste e dal Trieste Convention and Visitors Bureau, con partner l’Associazione nazionale delle Città dell’Olio e l’Associazione Mirabilia Network e il sostegno del marchio “lo Sono Friuli Venezia Giulia” e di Unioncamere. Alla presentazione di “Olio Capitale 2025” hanno preso parte, oltre a Zannier e Paoletti, tra gli altri, i sindaci di Trieste e Muggia Roberto Dipiazza e Paolo Polidori, il consigliere nazionale per il Friuli Venezia Giulia dell’Associazione nazionale Città dell’olio, Serena Tonel, e il direttore generale di PromoTurismoFvg, Iacopo Mestroni.

A Trieste ritorna “Olio Capitale” protagonisti oltre 200 espositori

«La Regione è orgogliosa di essere al fianco della Camera di commercio Venezia Giulia, che anche quest’anno ha saputo innovare e rinnovare una manifestazione di grande rilevanza come “Olio Capitale”. Un evento che promuove le eccellenze del Friuli Venezia Giulia e dell’Italia nel mondo, grazie alla presenza di espositori da tutta la Penisola e un ampio pubblico internazionale». Lo ha detto l’assessore regionale alla Difesa dell’ambiente ed energia, Fabio Scoccimarro, alla presentazione della sedicesima edizione del Salone degli oli extravergini tipici e di qualità in programma a Trieste dall’8 al 10 marzo al Generali convention center di Trieste, alla quale hanno preso parte, tra gli altri, il presidente della Camera di commercio Venezia Giulia Antonio Paoletti, il sindaco del capoluogo regionale Roberto Dipiazza, la presidente della Fipe Federica Suban e Serena Tonel in rappresentanza dell’Associazione nazionale Città dell’Olio.

La presentazione del Salone a Trieste.

(Foto Regione Fvg)

Auspicando una futura partecipazione a Olio Capitale anche del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, Scoccimarro ha evidenziato che «l’Amministrazione regionale sta investendo in maniera rilevante sul marchio ‘Io Sono Friuli Venezia Giulia’, attraverso il quale vengono promosse tutte le eccellenze del nostro territorio a partire da quelle enogastronomiche in Italia e all’estero. Un brand che sta dando ottimi risultati e che si inserisce bene nel contesto complessivo di tutela delle produzioni Made in Italy».  Il presidente dell’ente camerale Paoletti ha evidenziato alcuni dei numeri di Olio Capitale 2024: 220 espositori, 168 oli che partecipano al concorso e poi buyer da tutta Europa e da altri Paesi. Come sempre la manifestazione sarà aperta dal convengo “Le Radici dell’Oleoturismo. Alla scoperta delle Comunità dell’Olio”, dedicato alle radici dell’oleoturismo, anche in chiave turistica. Paoletti ha quindi rimarcato la collaborazione con i ristoranti locali per proporre l’olio a tavola e quella con i bar per i cocktail a base di olio.


Olio Capitale è la prima occasione dell’anno per provare il meglio della produzione olivicola italiana 2023 con 220 produttori che proporranno il meglio della loro offerta in un contesto ricco di eventi e appuntamenti che renderanno l’Evo protagonista dentro e fuori il salone. Appuntamento immancabile, inoltre, il Concorso Olio Capitale al quale partecipano 120 aziende per complessivi 168 oli in valutazione provenienti da Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia, Toscana, Umbria, Veneto, Croazia, Grecia e Spagna.
La fiera è organizzata dalla Camera di commercio Venezia Giulia attraverso la sua azienda in house Aries, in collaborazione con l’Associazione nazionale Città dell’Olio, la co-organizzazione del Comune di Trieste e che vede quali partner Unioncamere nazionale, il network Mirabilia, Io Sono Friuli Venezia Giulia e il Trieste Convention and Visitors Bureau.

“Olio Capitale” da oggi al via a Trieste: sotto la lente i valori degli extravergini

A Trieste, la crescita di “Olio Capitale” in questi anni è stata costante. L’impegno dei suoi organizzatori, dei partner e dei suoi sostenitori ha permesso alla manifestazione di raggiungere un pubblico ampio e internazionale, con operatori specializzati provenienti da Austria, Germania, Ungheria, Olanda, Estonia, Repubblica Ceca, Giappone, Belgio e Serbia. “Olio Capitale” non è, infatti, solo una fiera specializzata dedicata all’extra vergine d’oliva, ma anche un evento che coniuga temi di grande rilevanza per il Friuli Venezia Giulia come la promozione delle produzioni d’eccellenza e lo sviluppo del turismo attraverso le tipicità locali. Questo, in sintesi, il pensiero espresso dall’assessore regionale alle Attività produttive e turismo alla presentazione dell’edizione 2023 di Olio Capitale, la fiera che animerà il Convention Center del Porto Vecchio da oggi al 12 marzo. Alla cerimonia hanno partecipato, tra gli altri, i vertici della Camera di commercio Venezia Giulia, i rappresentati dell’Associazione nazionale Città dell’Olio e della Fipe nonchè il sindaco della città giuliana.
L’esponente dell’Esecutivo regionale ha rimarcato come il Salone degli extravergini tipici e di qualità, pur specializzandosi e rivolgendosi agli operatori professionali, puntando sull’eccellenza, abbia ampliato la propria capacità di attrarre un numero sempre crescente di amanti dei prodotti di qualità. In questo modo è divenuta un appuntamento atteso e un ulteriore elemento d’attrazione per il capoluogo regionale, che genera ricadute positive per il territorio.
Anche quest’anno Olio Capitale proporrà centinaia di etichette di oli extra vergine di qualità superiore provenienti oltre che dal Friuli Venezia Giulia da quasi tutte le regioni italiane: Abruzzo, Basilicata, Calabria Campania, Toscana, Lazio, Liguria, Marche, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia, Toscana, Umbria, Veneto e dalla Grecia. Inoltre sono previsti laboratori dedicati all’Olio Evo, dove degustare pietanze accompagnate da oli di diverse tipologie, sessioni di degustazione guidata e introduzione all’assaggio, presentazioni di libri di cucina e sull’olio extravergine, convegni e incontri. Grazie alla collaborazione con la Fipe, Olio Capitale arriva poi anche sulle tavole di 11 ristoranti triestini. Non mancherà, inoltre, fra le molte iniziative in programma, la 17ma edizione del Concorso Olio Capitale, al quale parteciperanno 188 oli di 118 aziende provenienti da 15 regioni italiane e 5 Paesi europei.
L’evento è organizzato dalla Camera di commercio Venezia Giulia attraverso la sua azienda in house Aries, in collaborazione con l’Associazione nazionale Città dell’Olio, la co-organizzazione del Comune di Trieste e la partnership di Unioncamere nazionale, del network Mirabilia, della Fipe e del brand Io Sono Friuli Venezia Giulia. Il presidente dell’Ente camerale ha evidenziato come l’obiettivo della manifestazione sia portare l’extravergine d’oliva al centro del dibattito agroalimentare nazionale, dando luce a un elemento fondamentale della dieta mediterranea, universalmente riconosciuta come sana e sostenibile. L’edizione 2023 di Olio Capitale consentirà un ulteriore passo avanti per il riconoscimento dell’importanza dell’Extra vergine all’interno del Made in Italy agroalimentare, accendendo i riflettori su Trieste come città simbolo per l’olio Evo italiano.
Ad aprire la fiera il convegno “Valore e Valori dell’Olio Evo” con i massimi esperti del settore, al fine di dimostrare come l’olivicoltura italiana, nel panorama internazionale, rappresenti non solo un’eccellenza della produzione di qualità, ma anche i valori culturali di tanti, diversi e specifici territori. Un mondo complesso che deve tener conto di molteplici interessi, di tutta la filiera, in un contesto nazionale produttivo variegato e unico a livello mondiale per la sua biodiversità, ma con notevoli potenzialità ancora inespresse.

Il mare con i prodotti della pesca sarà anche oggi grande protagonista a Marano

Uscite in pescaturismo in laguna, attività di vallicoltura nella Valle Nalon, visite guidate alla riserva naturale Valle Canal Novo, visite guidate al Museo della Laguna e alla mostra “Regolazioni per i Pescattori”, show cooking coordinati da Franca Rizzi: la Pescaria Vecia di Marano Lagunare da ieri è il punto di riferimento per un fine settimane davvero unico.


È stato inaugurato, infatti, ieri mattina “Fish Very Good in Laguna” che sarà protagonista anche oggi, 28 agosto, con una serie di iniziative coordinate al fine di valorizzare le attività di pesca e di acquacoltura presenti sul territorio, l’habitat umano e naturale, il ricco patrimonio storico e culturale legato alle tradizioni della pesca, nonché di promuovere le eccellenze ittiche di mare e di laguna in cucina. La manifestazione è organizzata da Aries – società in house della Camera di commercio Venezia Giulia, in qualità di capofila del Flag (Fisheries Local Action Group ) Gac Fvg, in collaborazione e con il patrocinio del Comune di Marano Lagunare.

Ad aprire ieri la manifestazione è stato il sindaco Mauro Popesso, rilevando quanto sia importante valorizzare il territorio attraverso la pesca che proprio a Marano vanta una grande professionalità. Professionalità sottolineata anche da Roberto Sesso, vicepresidente del Gac Fvg che, nel portare il saluto del presidente Antonio Paoletti, ed evidenziando che «il Gac Fvg già da dieci anni è impegnato a fianco degli operatori della pesca e acquacoltura per le loro tutele, per il loro incremento, promuovendo filiere corte e facendosi carico anche della promozione dell’ incentivazione dell’aspetto turistico di questo settore, come stiamo facendo anche in questi giorni proprio a Marano Lagunare».

Dopo la tre giorni di metà luglio in piazza del Ponterosso a Trieste con Fish Very Good – Il Salone a miglio e il matrimonio con la Malvasia nell’evento a Portopiccolo del 29 luglio, Fish Very Good è dunque sbarcato a Marano Lagunare, cuore pulsante e nevralgico della pesca e acquacoltura Made in Fvg. E lo ha fatto con ben 23 proposte di fruizione del territorio, in chiave turistica, culturale, paesaggistica, gastronomica, con sempre la pesca e l’acquacoltura al centro. «Show cooking – ha ricordato Paolo Marchese, di Aries Scarl – a base di prodotti ittici di mare e di laguna stagionali, uscite in barca in abbinamento a tour cicloturistici per le zone di pesca, visite guidate a luoghi di allevamento e cattura come valli da pesca e bilance, esperienze di pescaturismo in laguna, tour per canali e casoni, passeggiate storiche, visite a musei e mostre sono gli ingredienti dell’iniziativa».
Le esperienze e attività programmate sono per la maggior parte gratuite, altre ad un prezzo decisamente promozionale, grazie all’intervento del progetto Fish Very Good appunto, e dei finanziamenti assicurati da Fondo Europeo per la Pesca e le Attività Marittime, dal Ministero per le Politiche agricole alimentari e forestali e dalla Regione Friuli Venezia Giulia.

“Fish Very Good in Laguna” è un’azione del progetto FVG – Fish Very Good – Fresco Vicino e Genuino, progetto di promozione del prodotto ittico locale e di valorizzazione delle zone di pesca e acquacoltura del Friuli Venezia Giulia, finanziato nell’ambito della strategia di sviluppo locale e relativo piano d’azione del Flag GAC FVG. Il Flag GAC FVG è il gruppo di azione locale per la pesca del Friuli Venezia Giulia composta da 11 partner pubblici e privati che ha elaborato una strategia di sviluppo locale e il relativo piano d’azione, finanziata dalla Misura 4.63 del P.O. Feamp 2014-2020 – Fondo Europeo per le Attività Marittime e della Pesca.

Programma e informazioni su www.fishverygood.it

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In copertina e all’interno alcune immagini della prima giornata di “Fish Very Good in Laguna” a Marano.

 

“Fish Very Good in Laguna” invita oggi e domani in Pescaria Vecia a Marano

Verrà inaugurato questa mattina, alle 11, nella Pescaria Vecia di Marano Lagunare, “Fish Very Good in Laguna”, manifestazione che sarà protagonista fino a domani con una serie di iniziative coordinate al fine di valorizzare le attività di pesca e di acquacoltura presenti sul territorio, l’habitat umano e naturale ad esse connesse, il ricco patrimonio storico e culturale legato alle tradizioni della pesca, nonché di promuovere le eccellenze ittiche di mare e di laguna in cucina. La manifestazione è organizzata da Aries – società in house della Camera di commercio Venezia Giulia, in qualità di capofila del Flag (Fisheries Local Action Group) Gac Fvg, in collaborazione e con il patrocinio del Comune di Marano Lagunare.

La Pescaria Vecia di Marano.

Dopo la tre giorni di metà luglio in piazza del Ponterosso a Trieste con Fish Very Good – Il Salone a miglio e il matrimonio con la Malvasia nell’evento a Portopiccolo del 29 luglio, Fish Very Good sbarca a Marano Lagunare, cuore pulsante e nevralgico della pesca e acquacoltura made in Friuli Venezia Giulia. E sbarca con 23 proposte di fruizione del territorio, in chiave turistica, culturale, paesaggistica, gastronomica, con sempre la pesca e l’acquacoltura al centro. Show cooking a base di prodotti ittici di mare e di laguna stagionali, uscite in barca in abbinamento a tour cicloturistici per le zone di pesca, visite guidate a luoghi di allevamento e cattura come valli da pesca e bilance, esperienze di pescaturismo in laguna, tour per canali e casoni, passeggiate storiche, visite a musei e mostre.
Le esperienze e attività programmate sono per la maggior parte gratuite, altre ad un prezzo decisamente promozionale, grazie all’intervento del progetto Fish Very Good appunto, e dei finanziamenti assicurati da Fondo Europeo per la Pesca e le Attività Marittime, dal Ministero per le Politiche agricole alimentari e forestali e dalla Regione Friuli Venezia Giulia.

“Fish Very Good in Laguna” è un’azione del progetto Fvg – Fish Very Good – Fresco Vicino e Genuino, progetto di promozione del prodotto ittico locale e di valorizzazione delle zone di pesca e acquacoltura del Friuli Venezia Giulia, finanziato nell’ambito della strategia di sviluppo locale e relativo piano d’azione del Flag Gac Fvg. Si tratta di un gruppo di azione locale per la pesca del Friuli Venezia Giulia composta da 11 partner pubblici e privati che ha elaborato una strategia di sviluppo locale e il relativo piano d’azione, finanziata dalla Misura 4.63 del P.O. Feamp 2014-2020 – Fondo Europeo per le Attività Marittime e della Pesca.

Fish Very Good a Trieste.

Programma e informazioni su www.fishverygood.it

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In copertina, uno scorcio di Marano Lagunare con pescherecci ancorati in porto.

“Olio Capitale”, con il marchio Io sono Fvg grande aiuto a difesa della qualità

Gli oli d’oliva, nella loro varietà, sono il compendio di eccellenze di prodotti che rappresentano tutta l’Italia; questa ricchezza va preservata a livello nazionale difendendone la qualità che nasce dalla diversità di territori chiamati però a fare squadra per presentarsi al mondo in maniera compatta, come ha fatto il Friuli Venezia Giulia, che ha raccolto tutta la sua offerta enogastronomica, turistica e culturale nel claim “Io sono Fvg”. È questo il messaggio che il governatore del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, ha portato all’inaugurazione, nel Convention center del Porto Vecchio di Trieste, di “Olio Capitale”, la rassegna degli oli d’oliva italiani – organizzata attraverso Aries dalla Camera di commercio Venezia Giulia – che raccoglie oltre 170 espositori e molti buyer internazionali.

Fedriga e Zannier “Io sono Fvg”.

(Archivio Montenero)

Il presidente della Regione Fvg ha salutato l’importanza di riproporre in presenza un evento fieristico della portata esemplare di “Olio Capitale” e si è soffermato sulla necessità di difendere l’eccellenza del prodotto olio, che non deve seguire il ribasso del prezzo e l’omologazione ma promuovere e far conoscere la sua alta qualità intrinseca, anche con prodotti di nicchia, seguendo una strategia già affermatasi in Friuli Venezia Giulia. In questo senso, la Conferenza delle Regioni è, secondo il suo leader e capo della Giunta regionale, il contesto ideale per rappresentare in maniera unitaria l’assortimento del Made in Italy, secondo una chiave già sperimentata all’Expo di Dubai. A fine settembre-ottobre, ha annunciato a tale proposito il governatore, si terrà il primo festival delle Regioni di cui ora verrà vagliata la candidatura per stabilire quella che ospiterà la prima edizione.
Il governatore, intervenuto all’inaugurazione insieme all’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier, e, tra le altre autorità, al presidente della Camera di commercio Venezia Giulia, Antonio Paoletti, e al sindaco di Trieste, Roberto Dipiazza, ha visitato i padiglioni della rassegna che resterà aperta fino a domani con un ricco di programma di degustazioni, convegni e concorsi.

Fiori di Bianchera…

 

IL MERCATO

Il settore olio di oliva trova nel bacino del Mediterraneo l’area principale di coltivazione dell’ulivo, diviso fra Europa, Asia e Africa. La Spagna rappresenta il 45% della produzione mondiale seguita dall’Italia con il 15%. La produzione mondiale di olio da olive si attesta fra le 3.000 e le 3.500 migliaia di tonnellate, di cui 65-70% prodotto all’interno dell’Unione Europea fra i quattro principali produttori, in ordine decrescente, Spagna, Italia, Grecia e Portogallo. Al di fuori dell’Unione Europea i paesi maggiormente produttori sono la Tunisia e il Marocco in Africa, la Turchia e la Siria in Asia.
L’Italia, con 642.000 aziende, 1.133.000 ettari in coltivazione e 160 milioni di piante, è il secondo produttore mondiale, con una produzione nel 2021-2022 pari a 381.000 tonnellate di olio, dato in crescita del 15% rispetto alla precedente campagna olearia 2020-2021 quando la produzione si era attestata a 331.000 tonnellate. Il dato, seppur importante, risulta inferiore a quello della media della produzione di olio nel decennio 1989-1999 che è stata in Italia di oltre 540 mila tonnellate di olio d’oliva, ma nel decennio successivo è calata a 476 mila tonnellate (-12%); e nel periodo tra il 2013 e il 2017 è stata ancora più bassa: 376 mila tonnellate. Questi dati in un contesto in cui nel mondo, parallelamente, la produzione è salita del 38% (e il consumo del 42%).
Permangono problemi di tipo strutturale sull’olivicoltura italiana, sia a livello di fittezza di impianti che di produttività complessiva, legati a strutture di coltivazione obsolete e a sistemi da aggiornare, anche se l’olivicoltura collinare di alcune zone della penisola poco si prestano alla modernizzazione, possibile invece in circa il 37% della superficie italiana potenzialmente competitiva.  A livello nazionale le regioni maggiormente produttive sono la Puglia, la Calabria e la Sicilia, che assieme detengono oltre il 70% della produzione.
Nell’annata olearia 2021-2022 si è assistito ad un recupero delle produzioni meridionali rispetto all’annata precedente, ma ad una forte contrazione in quelle dell’Italia Centrale e Settentrionale. Al Centro il calo produttivo è stato del 25-50% in media, ma con punte anche del 70%. Al settentrione, in Veneto e Lombardia, causa problematiche climatiche, gelate e grandinate, la produzione ha subito cali anche del 90%; in Liguria mediamente del 50%.

… e loro frutti sul Carso.


La situazione del Friuli Venezia Giulia ha registrato un calo del 70%, con tenuta solamente della varietà Bianchera in alcuni comprensori.
A livello commerciale, l’Italia è il primo paese importatore di olio di oliva, da Spagna, Grecia, Tunisia e Portogallo: nel 2020 per 608.000 tonnellate ed un valore di 1.330 milioni di euro. Parallelamente è il secondo esportatore mondiale, con flussi che si dirigono principalmente verso gli Stati Uniti, la Germania, il Giappone e la Francia, ma in generale in tutti quei paesi del centro nord Europa in cui le condizioni climatiche non consentono la coltivazione dell’olivo: sempre nell’annata 2020 l’export ha assunto valori di 410.000 tonnellate per un controvalore di 1.455 milioni di euro, con un incremento in volume del 22% rispetto all’anno precedente.
Nel contesto internazionale, gli Stati Uniti presentano ampi margini di miglioramento dei consumi poiché la produzione californiana, seppur in crescita, non riesce a soddisfare il mercato interno. Il Sud America è un’area in forte espansione, sia dal punto di vista del consumo che della produzione che si concentra soprattutto in Argentina e in Cile. L’Africa magrebina sta ampliando le sue produzioni e la Tunisia si attesta come principale fornitore dell’Unione Europea. Il mercato asiatico risulta anch’esso in forte espansione, non solamente in Giappone ma anche in Cina e India, nonostante le tradizioni alimentari completamente diverse. Cresce anche la produzione in Australia.
A livello della qualità del prodotto, il 40% degli oli riconosciuti di qualità in Unione Europea è italiano, con ben 42 Denominazioni di Origine Protetta (DOP) e 6 Indicazioni Geografiche Protette, mentre paesi come la Spagna e la Grecia ne contano 29 ciascuna. La produzione italiana di Dop/Igp è pari appena al 3% del totale, con ampi margini di miglioramento.  In crescita la superficie condotta in biologico che interessa ben il 22% dell’intera superficie olivicola italiana, distribuita per il 31% in Puglia, 28% in Calabria, 16% in Sicilia e 6% in Toscana.
Fra i punti di forza dell’olivicoltura italiana si segnalano la capacità di una elevata differenziazione del prodotto, grazie a oltre 500 varietà iscritte nel Registro Nazionale e un territorio con aree vocate dalle caratteristiche pedoclimatiche anche profondamente diverse. Anche il valore paesaggistico, storico e culturale degli oliveti giocano un ruolo importante a favore della produzione nazionale.
La debolezza dell’olivicoltura italiana è legata invece principalmente alla frammentazione della struttura produttiva e ad un contesto territoriale in cui l’olivo costituisce presidio del territorio in situazioni orografiche difficili.  Tuttavia, la crescente sensibilità dei consumatori verso le produzioni di qualità consente buone opportunità sul mercato internazionale, anche se la competizione sui costi di produzione e sulla qualità è crescente di anno in anno.

La vetrina di “Olio Capitale”.

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In copertina, l’olio extravergine di oliva grande protagonista anche oggi e domani.

A Trieste il ritorno di “Olio Capitale” dopo i due anni dello stop pandemico

Torna in presenza, dopo due anni di stop a causa della pandemia, “Olio Capitale”, la rassegna dedicata a produttori e buyer in programma dal 13 al 15 maggio al Trieste Convention Center in Porto Vecchio. Hanno confermato la presenza oltre 170 aziende produttrici provenienti da Italia e Grecia, mentre i buyer arriveranno da tutta Europa e dal Giappone.


La fiera è organizzata da Camera di commercio Venezia Giulia attraverso Aries, in collaborazione con l’Associazione Nazionale Città dell’olio (Anco) e gode del sostegno dell’Unioncamere e della Regione Friuli Venezia Giulia, della partecipazione del Network Mirabilia e la co-organizzazione del Comune di Trieste. Il Ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali (Mipaaf), grazie ai finanziamenti del Programma Operativo del Fondo Europeo per gli Affari Marittimi e per la Pesca (Feamp) 2014/2020, sostiene l’evento e attraverso la Direzione generale della pesca marittima e dell’acquacoltura, che sarà protagonista all’interno dell’esposizione con una serie di azioni di promozione del prodotto ittico nazionale abbinato all’olio extravergine di oliva, nell’ambito di una dieta mediterranea universalmente riconosciuta quale regime alimentare ricco di proprietà benefiche.
Antonio Paoletti, presidente della Cciaa Venezia Giulia, non ha dubbi: «Questa è la fiera della ripartenza. Una scommessa fortemente voluta dalla Camera di commercio Venezia Giulia assieme all’Associazione Città dell’Olio per riportare al centro del dibattito agroalimentare nazionale l’olio extravergine di oliva. Un alimento che è la base della Dieta mediterranea e un elemento importante della qualità del Made in Italy nel mondo. Il settore agroalimentare sta subendo le conseguenze dovute alla guerra in atto in Ucraina e quelle di una generalizzata incertezza economica che ormai pervade il mondo. Dopo il Covid e le sue conseguenze, ora c’è il conflitto con la drammaticità che ha generato a livello sociale ed economico. Con “Olio Capitale” abbiamo inteso riportare Trieste e il Friuli Venezia Giulia nel panorama fieristico nazionale e internazionale. In questi tre giorni di presentazioni, affari, dibattiti, corsi sull’olio extravergine di oliva e show cooking a celebrare l’oro verde ci saranno migliaia di appassionati e numerosi buyer provenienti dall’estero e ai quali abbiamo confezionato incontri d’affari con i produttori presenti in fiera. Potrei dire che finalmente ci ritroviamo in presenza dopo due anni in cui “Olio Capitale” ha comunque continuato con il Concorso internazionale e gli incontri d’affari tra produttori e i buyer in una modalità mista digitale e fisica. Speriamo che questi tempi siamo definitivamente finiti e che ripartiamo assieme».

Antonio Paoletti


Il presidente dell’Associazione Nazionale Città dell’Olio ha specificato che «dopo due anni di assenza i produttori delle Città dell’Olio sono entusiasti di partecipare all’evento fieristico dedicato agli oli Evo più prestigioso d’Italia. Olio Capitale 2022 rappresenta per tutti un’occasione di ripartenza e di riscatto che darà nuovo slancio alla filiera produttiva e una preziosa opportunità di confronto su temi sui cui la nostra Associazione è in prima linea: la salvaguardia del paesaggio olivicolo e il contrasto all’abbandono degli oliveti attraverso politiche di sostegno all’agricoltura sociale e il turismo dell’olio».
“Olio Capitale” avrà anche momenti di condivisone, con convegni dedicati, di degustazione grazie all’Oil Bar e poi tanti show cooking a prenotazione libera. I produttori arriveranno da tutte le regioni italiane mentre i buyer, ovvero gli operatori che si occuperanno di fare il mercato, da Germania, Austria, Serbia, Croazia, Danimarca, Olanda, Francia, Inghilterra, Svizzera, Estonia e Giappone. Il 70% dei visitatori del salone è alla ricerca di nuovi fornitori sia per quanto concerne la grande distribuzione, la vendita al dettaglio e l’import-export.
Il salone aprirà ufficialmente il 13 maggio e alle 10.30 è fissata l’inaugurazione con i saluti istituzionali, mentre dalle 11 alle 12 ci sarà il convegno di apertura dal titolo “Olio Evo di qualità, simbolo del Made in Italy nel mondo. Rinascita degli uliveti, recupero e valorizzazione del paesaggio” moderato da Roberta Giani, condirettrice de Il Piccolo, a cui prenderanno parte Antonio Paoletti, presidente Cciaa Venezia Giulia, Michele Sonnessa, presidente associazione Città dell’olio, Angelo Tortorelli, presidente Network Mirabilia, il sindaco di Trieste e il presidente della Regione Friuli Venezia Giulia. Sono previsti gli interventi del professore Luca Toschi, dell’Università di Firenze, e di Nicola Malorni della Cooperativa sociale Kairos di Termoli.

L’accesso alla fiera (aperta tutti i giorni dalle 10 alle 19) è come sempre a pagamento – sette euro a prezzo pieno, cinque euro per chi effettuerà la pre-registrazione sul sito oliocapitale.it e per gli ingressi ridotti -, ma grazie all’accordo con gli albergatori cittadini chi pernotterà negli hotel convenzionati potrà richiedere un biglietto omaggio.

Tiramisù World Cup: via alle sfide di Villa Manin

di Gi Elle

Il conto alla rovescia è praticamente finito, per cui si può alzare il sipario sulle gare che si terranno domani e domenica a Villa Manin nell’ambito della Tiramisù World Cup 2019. Si tratta, infatti, della 3a “Friuli Venezia Giulia Selection”: due giorni, appunto 21 e 22 settembre, durante i quali appassionati chef non professionisti si sfideranno, nella cornice della dimora dogale di Passariano, nella preparazione di uno dei dolci più famosi e amati, con l’obiettivo di approdare alle semifinali in programma il 3 novembre prossimo a Treviso.
Ma qual è l’obiettivo di questa iniziativa? “Sviluppare consapevolezza sul brand Friuli Venezia Giulia attraverso la valorizzazione di quei prodotti enogastronomici che rappresentano vere e proprie eccellenze non solo per il mercato italiano ma, ben di più, mondiale”, come aveva spiegato l’assessore regionale al Turismo, Sergio Emidio Bini, durante il suo intervento, a Trieste, alla presentazione di questa terza edizione della “Friuli Venezia Giulia Selection”.
Alla presenza del direttore generale di PromoTurismoFvg, Lucio Gomiero, del presidente della Camera di Commercio della Venezia Giulia, Antonio Paoletti, e di Francesco Redi, ideatore e organizzatore della rassegna, Bini ha posto inoltre l’accento sul valore dell’enogastronomia quale “leva per un turismo slow, fatto non solo di apprezzamento dei prodotti finali ma della conoscenza dei processi produttivi e del territorio”. “Una cultura – ha concluso l’esponente della Giunta Fedriga – che abbiamo il compito di diffondere, anche nelle sue vesti di strumento per lo sviluppo economico della comunità regionale”.
Fari accesi, dunque, domani e domenica sulla folta schiera di chef non professionisti che si sfideranno, appunto a Villa Manin, a colpi appunto di tiramisù, il celeberrimo dolce – conteso da friulani e veneti, ma che i bene informati sostengono, documenti alla mano, che le due versioni attualmente conosciute siano nate a Tolmezzo e a Pieris in riva all’Isonzo –ha conquistato il mondo. E questo spiega proprio il titolo di questo grande concorso internazionale: Tiramisù World Cup 2019.

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In copertina, l’assessore Sergio Emidio Bini degusta il tiramisù.