Vigneto Fvg protagonista al Vinitaly che chiude. Guida Top in anteprima

(g.l.) Ultimo giorno, oggi, per il Vinitaly, dove il Vigneto Fvg è stato anche quest’anno uno dei protagonisti più gettonati e applauditi, soprattutto con i suoi grandi e inimitabili vini bianchi. Proprio alle produzioni di pregio anche della nostra regione è dedicata una Guida realizzata da Federdoc e presentata in occasione di questa 55ma edizione del Salone enologico veronese. Vengono così prese in considerazione le quattro Docg, come Ramandolo – la prima ad essere istituita in Friuli Venezia Giulia già nel 2001 -, Colli orientali del Friuli Picolit, Rosazzo e Lison. Quindi le varie Doc: Carso, Collio, Friuli, Annia, Aquileia, Colli orientali, Grave, Isonzo, Latisana, Lison-Pramaggiore e Prosecco. Come è noto, oggi Docg e Doc vengono comprese sotto l’unica siglia di Dop, cioè denominazione di origine protetta.
E proprio in questa giornata conclusiva del Vinitaly, alle 12, sarà presentata in anteprima la terza edizione della Guida Top Vini Friuli Venezia Giulia 2022. L’appuntamento è al mega-stand Ersa della Regione Fvg che rappresenta un centinaio di aziende. Nell’occasione, sarà illustrata la Guida annunciando gli attestati di premiazione e i risultati delle degustazioni.
Le analisi sensoriali dei vini recensiti erano avvenute lo scorso gennaio a Villa Nachini Cabassi, a Corno di Rosazzo. «La guida “Top vini Fvg” – aveva detto in quella occasione l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier – ha il pregio di spingere le nostre aziende a cercare di migliorare costantemente la qualità delle proprie produzioni. Questo è fondamentale in una regione come la nostra, che conta un patrimonio vitivinicolo di 28 mila ettari corrispondente a ben il 13 per cento della superficie agricola. La guida si pone inoltre come una valida opportunità per promuovere anche le piccole attività, rendendole riconoscibili a un vasto pubblico di appassionati, ristoratori, enoteche e turisti».
Il volume, che ha ottenuto il marchio “Io sono Friuli Venezia Giulia”, elenca i migliori vini della regione evidenziandone le caratteristiche e le qualità. Le degustazioni e la valutazione dei vini sono state realizzate in collaborazione con il Collegio territoriale dei periti agrari e Assoenologi Fvg. La giuria era composta principalmente da enologi, enotecnici e periti agrari iscritti nei rispettivi albi professionali, per un totale di 336 professionisti che hanno preso in esame più di 200 vini certificati con marchi di qualità Docg, Doc e Igt di oltre 50 produttori regionali.

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In copertina, la vendemmia del Ramandolo (Verduzzo friulano) la prima Docg nata in Friuli Venezia Giulia.

“Sfumature d’Isonzo” e i vini sposano la gastronomia

di Claudio Soranzo

Qual è il modo migliore per far conoscere un’azienda vinicola, la propria filosofia e i suoi prodotti in un modo diretto e ravvicinato, ma anche per instaurare un rapporto più vicino alle persone? Sicuramente una serie di date per la degustazione dei propri vini, in abbinamento con prodotti del territorio. Ed è proprio quello che sta facendo “Borgo Trevisan” per farsi conoscere agli enoturisti e agli amanti del buon bere e della buona gastronomia.
L’azienda di Gradisca d’Isonzo (via Borgo Trevisan, 24) inizierà mercoledì 30 ottobre, alle 19, a presentare le degustazioni denominate “Sfumature d’Isonzo” composte da tre vini bianchi, accompagnati con affettati e formaggi locali, e un vino rosso abbinato a un tradizionale frico carnico con polenta. Il ritrovo in azienda è alle 19.15 con inizio degustazione un quarto d’ora dopo, al raggiungimento massimo di 12 persone (minimo 10). I vini in degustazione saranno la Malvasia Doc Friuli 2018, Tre Blanc Igt 2018 (un Tocai friulano – ex – vino di punta dell’azienda gradiscana), che esprime la forte vicinanza alla famiglia e alla tradizione. Si identifica con “Tre Blanc” per distinguere il prodotto dalle uve di Tocai friulano, dove il “Tre” sta a indicare le prime lettere del cognome Trevisan. L’ultimo bianco sarà il Sauvignon Igt 2018, mentre il rosso un Cabernet franc Igt 2016.


Il 2019 è un po’ un anno di svolta per quest’azienda – dopo la prima partecipazione al Vinitaly – sorta da una famiglia di coltivatori il cui cognome coincide con il nome del Borgo gradiscano in cui è attiva da generazioni. Venne fondata agli inizi degli anni ‘40 da nonna Giuseppina e nonno Gaetano, che coltivavano i primi campi di mais, frumento e girasole. I loro punti di forza furono la stalla e il maiale, dal momento che nel borgo fior fiore di norcini crearono una vera e propria scuola, da Toni Trevisan a Valneo Tommasini. Fu il figlio Dario Trevisan con la moglie Patrizia Valent, tra la fine degli anni ‘90 e l’inizio del 2000 ad affiancare alla classica frasca la frutticoltura con pesche, albicocche, susine e ciliegie. Passano gli anni, i tempi cambiano e le ambizioni scalpitano nel giovane figlio Matteo, classe ‘92, diplomatosi nel 2011 all’Istituto Tecnico Agrario di Gradisca. Matteo, sempre attento all’innovazione e con una forte passione per il suo territorio, inserisce in azienda la bottiglia per dare il giusto prestigio ai propri vini. Una scelta davvero azzeccata.

Le iscrizioni agli eventi (le altre date sono 6 e 23 novembre, il 6 e 11 dicembre) sono possibili tramite la relativa pagina Fb, la mail borgotrevisan.gradisca@gmail.com oppure i numeri telefonici di Matteo, 3348652804, e Francesca, 3489793624.

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In copertina e all’interno belle uve da cui “Borgo Trevisan” ottiene ottimi vini ora presentati in bottiglia.