Che intesa fra Gubana di Cormons e SanZuan l’elisir con le noci!

di Claudio Soranzo

A Natale panettoni e pandori, ma per la Befana… viva, viva la Gubana! Una rima che calza a pennello per il caratteristico dolce delle Valli del Natisone, da qualche anno sfornato alla perfezione anche a Cormons, in un laboratorio artigianale di via Capriva. Il gustosissimo prodotto dolciario viene creato con amore da Giacomo e il suo staff in base a una ricetta tramandata dagli anni ’30 ed ereditata dalla nonna Maria. Un’eredità importante costruita sui valori che prevedono la scelta di ingredienti di altissima qualità e una paziente e capace preparazione manuale. E proprio con la passione per le tradizioni del territorio, e con la gioia di mantenere viva l’Antica Ricetta, che è sorto questo prezioso scrigno di sapori genuini, denominato la “Gubana di Cormons”.
Nata per i giorni di festa, la Gubana è una squisitezza da gustare sempre, ma soprattutto per festeggiare l’arrivo della Befana, una volta esauriti tutti i dolci delle feste natalizie e di Capodanno.
Un’usanza dei tempi antichi prevedeva che la domenica di Pasqua si rendesse visita a parenti, amici e vicini di casa, portando in dono dolci fatti con le proprie mani, chiamati Gubane. E fu anche la nonna Maria, la vigilia pasquale, a prepararne molte con le quali poi attraversava il confine per andare a cucinarle nel grande forno della zia.
Ma come possiamo descrivere la Gubana di Cormons? Una pasta a lunga lievitazione con un ricco ripieno di noci, nocciole, pinoli e uva sultanina di primissima scelta, racchiuso come un fragrante bocciolo di rosa. A prepararla dal 2018, dopo averne appreso tutti i segreti dalle donne di famiglia e creato un’azienda, è Giacomo Brandolin che racconta come sia nato tutto per caso, quando portò alcune delle sue gubane al compleanno del noto giornalista sportivo della Rai, Bruno Pizzul, cormonese pure lui. Un regalo che conquistò tutti, non solo i nostrani che conoscevano già il tipo di prodotto, ma anche i calciatori che lo festeggiavano, che poi hanno portato il nome e descritto la bontà in giro per il mondo.
Il segreto sta nell’utilizzo di ingredienti di qualità, equilibrati, preferendo i contributi del territorio, con lieviti e farine altamente selezionati e una doppia lievitazione aromatizzata con succo di limone e arancia. Da notare l’accuratezza del taglio di uvette e pinoli, rigorosamente longitudinale, dando molto peso anche al bilanciamento tra pasta e ripieno. Giacomo ultimamente sta pure producendo la miniporzione, per uno snack veloce durante il lavoro, che è molto richiesta in pasticcerie e ristoranti. Un’ultima raccomandazione: gustarla tiepida e non bagnarla assolutamente con l’alcol (ci sono già nell’impasto grappa e rum), ma abbinarla con un’elisir ottenuto dall’infusione delle noci, chiamato SanZuan, pure questo prodotto a Cormons, in bottiglie da 700, 500 e 100 ml, quest’ultima per il kit monoporzione.
Ma come si prepara? Semplice, basta raccogliere le noci come da tradizione, cioè bagnate dalla rugiada nella notte del 23 giugno, la vigilia di San Giovanni Battista, da cui appunto il suo nome in friulano. Giacomo così descrive la sua opera: “Le noci danno vita, assieme ad altri preziosi ingredienti e un po’ d’alchimia, a un bouquet aromatico unico, che si sposa alla grande alla mia Gubana”.
A me è venuta l’acquolina in bocca, e a voi?

Ecco la gubana e il SanZuan.

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In copertina, Giacomo Brandolin con la sua famiglia nel laboratorio delle gubane a Cormons.

Enjoy Collio Experience in archivio. Grande festa per i Premi a Capriva

di Claudio Fabbro

Grande festa nella splendida cornice del  Castello di Spessa, a Capriva del Friuli, per la cerimonia di consegna dei Premi Collio 2019. Con i quali si è voluto tributare un importante riconoscimento ai servizi giornalistici di Marco Buemi e Carlo Macchi, nonché alle tesi di Francesca Pulz, Micol Tami e Giulia Tarquini . La manifestazione era inserita nell’ambito delle iniziative della terza edizione di Enjoy Collio Experience, ormai consegnata agli archivi del Vigneto Fvg.
La serata di gala che ha concluso la manifestazione è stata la classica ciliegina sulla torta, cui l’impeccabile organizzazione ha beneficiato anche di un anticipo d’estate dopo un maggio piovoso, tutto da dimenticare.
Al Castello di Spessa è stato dunque assegnato il 16° Premio Collio  a studenti e giornalisti che si sono distinti nella promozione del territorio in generale e del Collio in particolare. Come detto, l’hanno vinto le cormonesi Francesca Pulz e Micol Tami della Rovere (alla sua seconda laurea, per la miglior tesi magistrale); poi Giulia Tarquini per la miglior tesi di dottorato di ricerca, Marco Buemi, per il miglior articolo giornalistico/servizio radiotelevisivo italiano, e Carlo Macchi per il miglior articolo giornalistico italiano.

Micol Tami con Elisabetta Bracco.


La giuria, presieduta  dal giornalista Stefano Cosma, era composta dal professor Rino Gubbiani del corso di laurea magistrale in Viticoltura, enologia e mercati vitivinicoli dell’Università di Udine, dal direttore accademico dell’area Wine Business di Mib School of Management di Trieste Francesco Venier, dal presidente dell’Associazione regionale dei giornalisti agricoli, agroalimentari, ambientali e del territorio del Friuli Venezia Giulia (Arga) Carlo Morandini (nell’occasione rappresentato dal collega Claudio Soranzo) e dal consigliere del Consorzio Collio Giordano Figelj.
Il Premio Collio è nato nel 2003 in onore del Conte Sigismondo Douglas Attems di Petzenstein (primo e indimenticato presidente dal 1964, anno della istituzione del Consorzio di tutela di cui fu tenace promotore, per 35 anni consecutivi), voluto dallo stesso Consorzio Doc in collaborazione con la Facoltà di Agraria dell’Università di Udine, il Mib School of Management e l’Arga Friuli Venezia Giulia.
Tra le novità del 2019  anche un corso di mobile content creation, e gli organizzatori hanno deciso di premiare gli elaborati migliori, che hanno raccontato il territorio con strumenti mobili. In questo caso, la giuria composta da Bruno Pizzul, Matteo Oleotto e Steven Quinn ha scelto Gianpaolo Polesini e Alessandro Bonfanti.

Bruno Pizzul con Gianpaolo Polesini.


La splendida serata si è conclusa  con una cena di gala, con protagonista la chef stellata Antonia Klugmann.
Enjoy Collio Experience  è proseguito  la domenica successiva con un finale originale ed impegnativo al contempo. La principale attrattiva di quest’ultima giornata  è stata il viaggio in “treno storico”, con carrozze d’epoca anni ’30, che partito  da Trieste, via  Monfalcone, Sagrado d’Isonzo e Gorizia è arrivato a Cormons. Ad attendere i viaggiatori in stazione le navette che hanno consentito loro di arrivare da produttori e cantine aderenti all’iniziativa dove hanno potuto anche degustare vari vini in abbinamento con i prodotti locali.

Infine, il tavolo dei relatori.

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In copertina, Francesca Pulz brinda con Claudia Culot.

(Le foto sono di Claudio Fabbro)