A Casarsa riecco “Filari di Bolle”: in gara ci sono ottanta spumanti targati Fvg

Sono 80 le etichette provenienti da tutta la regione che partecipano alla nona edizione di Filari di Bolle, la Selezione degli Spumanti del Friuli Venezia Giulia organizzata da Pro Casarsa, Città di Casarsa della Delizia e Associazione Italiana Sommelier del Friuli Venezia Giulia, in collaborazione con Uni Doc-Fvg e la sponsorizzazione di Friulovest Banca. Patrocinio della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e collaborazione anche di Città del Vino, Consorzio Tutela Doc Fvg, Assoenologi, Onav, Donne del Vino, PromoturismoFvg e Strada del vino e dei sapori Friuli Venezia Giulia.


Ieri, nella sala consiliare del palazzo municipale Burovich de Zmajevich, la giuria si è riunita per degustarli in forma anonima. I vincitori saranno poi svelati durante la cerimonia inaugurale della Sagra del Vino, in programma a Casarsa dal 21 aprile al 2 maggio prossimi. La Selezione decreta ogni anno le migliori “bollicine” regionali con l’obiettivo di valorizzare la qualità e l’eleganza di prodotti che suscitano sempre maggiore interesse sui mercati nazionali ed esteri, dove la richiesta di spumanti Made in Fvg continua ad aumentare.


Dopo l’esordio dello scorso anno, confermato anche in questa edizione l’allargamento a 5 categorie principali in gara. Alle quattro categorie delle precedenti edizioni, ovvero Metodo Charmat Prosecco Doc, Metodo Charmat Spumante Monovarietale dedicata alla Ribolla gialla, Metodo Charmat e Metodo Classico, confermata la categoria dedicata al Prosecco Doc Rosè, la grande novità della spumantistica regionale degli ultimi anni che sta riscuotendo grande successo tra i winelover.
Ai vincitori saranno consegnati premi consistenti in un attestato accompagnato da una fotografia artistica del grande maestro casarsese Elio Ciol. Previsti anche altri riconoscimenti come quello per l’etichetta che comunica meglio il prodotto.
A presiedere la giuria il delegato di Pordenone dell’Associazione Italiana Sommelier del Friuli Venezia Giulia Pier Dal Mas, che è intervenuto assieme al sindaco Claudio Colussi e al presidente della Pro Loco Antonio Tesolin. La giuria era composta da alcuni fra i massimi esperti regionali (sommelier, enologi, giornalisti enogastronomici, esperti di vino): Tiziana Canzutti, Vladimiro Tulisso, Maria Teresa Gasparet, Sergio Schinella, Bruno Pittaro, Matteo Zuccolin, Stefano Cosma, Rodolfo Rizzi, Stefano Trinco, Patrizia Cesarin e Giorgio Cattarin.

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In copertina e all’interno alcune immagini del lavoro della giuria riunitasi ieri a Casarsa.

 

 

 

Da tre anni la Doc Friuli. E adesso c’è anche il Consorzio di tutela

di Giuseppe Longo

E ora il Vigneto Fvg si potrà proporre sempre più come tale, nel suo complesso, beneficiando di quel nome magico e da sempre accattivante – “Friuli” – che piace tanto ai consumatori nel resto d’Italia, in Europa e pure oltreoceano. Se ne parlava da decenni, già quando nascevano le “Doc-fazzoletto”, belle e suggestive, ma troppo piccole e spesso in competizione fra loro: infatti, c’era già chi avvertiva la necessità di una proposta unitaria affinché la stessa fosse più efficace sul mercato, specialmente estero, dove peraltro il Friuli stesso è piccolo e poco individuabile, figuriamoci le Doc ritagliate in collina e in pianura, tra i sassi delle alluvioni di Tagliamento e Isonzo o lungo la Riviera. Dopo il riconoscimento tre anni fa dell’ultima denominazione, stavolta appunto a livello regionale, ora nasce dunque il Consorzio che la dovrà tutelare, facendo prima di tutto rispettare il disciplinare di produzione. Plaudono le organizzazioni imprenditoriali, a cominciare da Confagricoltura e Fedagri. Per cui ora resta aperta soltanto la questione Ribolla gialla. Ma fermiamoci a quello che ormai può essere considerato un “punto fermo”, di certo molto importante. Diremmo strategico per il futuro della promozione commerciale e della presentazione su un mercato, nazionale e mondiale, sempre più esigente.

E’ stato infatti costituito proprio ieri, a San Vito al Tagliamento, il Consorzio Tutela Vini Friuli Venezia Giulia. Dopo un lungo iter tra progetti, ipotesi e speranze, finalmente si è concretizzato il sogno: la nascita del nuovo organismo si pone l’obiettivo di tutelare, promuovere, valorizzare e curare gli interessi appunto della più recente Denominazione regionale. Era nata, come dicevamo, nel 2016 la Doc Friuli  (o Friuli Venezia Giulia) che aveva debuttato rivendicando, in quella vendemmia, 103 mila quintali di uva. Dopo un breve rodaggio, durato appena un biennio, nel 2018 l’area tutelata ha raggiunto 2.500 ettari con ben 297 mila quintali di uva, a dimostrazione che la nuova Doc regionale vuole diventare un brand forte e altamente riconoscibile, in grado di combinare numeri e qualità, caratteristiche che le consentiranno, sempre più, di acquisire una maggiore visibilità e competitività sui mercati soprattutto internazionali.
I soci fondatori del Consorzio si prefigurano e si impegnano ad agire per consentire alle aziende della regione di fare squadra intorno a quello che, a tutti gli effetti, si può definire un brand facilmente identificabile e dotato, come dicevamo all’inizio, di notevole appeal. Il nuovo Consorzio Tutela Vini Friuli Venezia Giulia si pone infatti, come primo impegno, l’aggregazione di tutti i produttori della Doc Friuli in collaborazione e nel rispetto delle varie denominazioni già preesistenti che, comunque, restano “fiori all’occhiello” ed espressioni autentiche e peculiari delle diverse aree regionali.

Ventidue sono i soci fondatori del nuovo Consorzio – che hanno sottoscritto l’atto costitutivo presso il notaio sanvitese Luca Sioni -, motivati e desiderosi di lavorare con impegno per arrivare, in tempi brevissimi, al raggiungimento della rappresentatività necessaria a ottenere il previsto riconoscimento da parte del Ministero per le Politiche agricole. Nove sono i componenti del primo consiglio di amministrazione che si affida alla presidenza del dottor Giuseppe Crovato, amministratore delegato della Cantina Cabert Spa di Bertiolo. Il resto della squadra dirigente è composto dai vicepresidenti, Roberto Marcolini, dell’azienda Cà Bolani (Zonin) di Cervignano, e Flavio Bellomo (presidente della cantina cooperativa Viticoltori friulani La Delizia, di Casarsa), nonché dai consiglieri Alessandro Baccichetto, Gianfranco Bianchini, Filippo Bregant, Luigino Fogal, Bruno Pittaro e Michelangelo Tombacco. Tutte le Doc sono rappresentate (a esclusione della Friuli Isonzo e Friuli Annia) e le adesioni sono ancora aperte: infatti, la volontà di tutti i “fondatori” è quella di essere inclusivi.
Il nuovo Consorzio, nel muovere i suoi primi passi, è “certo di poter contare sul fondamentale supporto dell’amministrazione regionale molto determinata a continuare il percorso di accompagnamento iniziato fin dalla costituzione della denominazione Doc Friuli”. Una volta terminati gli espletamenti burocratici, partirà la raccolta delle firme della filiera per raggiungere il nuovo traguardo del riconoscimento ministeriale, pur restando in attesa di quello europeo che ancora manca per la Doc. L’obiettivo dichiarato è quello di essere operativi (nuovo Consorzio compreso) entro la vendemmia 2020.

Molto positive, come dicevamo, le reazioni delle organizzazione imprenditoriali. «Finalmente la Doc Friuli avrà il suo Consorzio di tutela – dice Michele Pace Perusini, nuovo presidente della Sezione economica regionale viticoltura di Confagricoltura Fvg, che ha raccolto il testimone da Roberto Felluga -. Un passo importante per mettere sui giusti binari una “locomotiva partita” nel 2016 e che ha dimostrato di viaggiare ad alta velocità. La Doc Friuli, infatti, diventerà la più importante denominazione regionale e ciò responsabilizza i nuovi amministratori che dovranno essere in grado di creare il giusto clima di condivisione con tutte le componenti del comparto per rendere sempre più incisive le necessarie iniziative future di promozione e comunicazione. Da parte di tutta l’organizzazione, dunque, formulo ai consiglieri i miei migliori auguri per un buon lavoro, offrendo la disponibilità a collaborare per il bene dell’intero territorio».
«Siamo molto soddisfatti del risultato raggiunto – gli fa eco Venanzio Francescutti, presidente di Fedagripesca Fvg -. La cooperazione ha lavorato alacremente per raggiungere questo risultato che è figlio di una coesione maturata tra i tanti attori della filiera vitivinicola regionale. Si è fatto un passo avanti importante che deve rappresentare un punto di partenza per progettare, tutti assieme, il futuro della vitivinicoltura regionale».

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In copertina, Giuseppe Crovato, presidente del neonato Consorzio Tutela Vini Friuli Venezia Giulia.