Fagagna, al Museo di Cjase Cocèl domenica torna la “Fieste dal purcitâr”

Torna, domenica 19 gennaio, il tradizionale appuntamento di inizio anno dell’Ecomuseo Il Cavalîr di Fagagna: “Sant Antoni Fieste dal purcitâr”. L’evento, al Museo della vita contadina di Cjase Cocèl, realizzato in collaborazione con Fondazione Agrifood e Bioeconomy Fvg, prevede un approfondimento convegnistico la mattina alle 10.30, che sarà aperto dal sindaco Daniele Chiarvesio e moderato da Gianluigi D’Orlandi nel suo ruolo di agronomo. Il primo intervento sarà quello di Lucilla Iacumin, docente dell’Università di Udine, quindi seguiranno quelli di Antonio Carrara, sindaco di Erto e Casso, e Matteo Guidolin, presidente dell’Ingorda confraternita del musetto di Riese Pio X, che porteranno esperienze di norcineria a confronto. Il maestro norcino Mario Lizzi e il gastronomo Matteo Mattioni concluderanno con un intervento sulle specialità, prima di dare il via all’immancabile momento conviviale per i partecipanti al convegno.
Alle 14.30 è in programma la benedizione degli animali all’edicola votiva di Sant’Antonio Abate in Via Riolo e a seguire visite guidate al museo che, come l’attigua osteria, rimarrà aperto fino alle 16.30. Per informazioni cjasecocel@gmail.com e ilcavalir@gmail.com, telefono 0432.801887 e 351.9656319.
Va ricordato che proprio a Fagagna è stato realizzato il “Manuale del norcino – il purcitâr te tradizion furlane”, raccolta di relazioni tecniche e scientifiche sull’argomento a cura proprio della professoressa Iacumin ed edito da Corvino Edizioni. Negli anni sono state raccolte le storie di più di 101 norcini, indicando per ognuno il maestro, i prodotti realizzati e quelli non più realizzati raccolti. Inoltre, con la collaborazione di Fondazione Agrifood e Bioeconomy Fvg, nel 2021 è stato avviato il corso di Tecniche di Norcineria che ha visto l’alternarsi di parte teorica e tecnica formativa.

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In copertina, un asinello di Fagagna davanti all’edicola di Sant’Antonio Abate e qui sopra uno dei convegni sulla norcineria.

Agricoltura Fvg, è allarme: nel 2100 la regione potrebbe trasformarsi in… Sicilia

(g.l.) Allarme clima! Nel 2100 il Friuli Venezia Giulia potrebbe essere come la Sicilia. I rapporti tra i cambiamenti climatici, l’agricoltura e la sostenibilità sono stati, infatti, al centro del convegno annuale organizzato dal Collegio dei Periti agrari e Periti agrari laureati del Friuli Venezia Giulia. I relatori intervenuti hanno tracciato un quadro esaustivo e preoccupante sulla situazione del clima, sulle cause delle sue alterazioni e sulle possibili misure di adattamento e mitigazione attuabili in questo territorio.

Giovanni Cattaruzzi e Luigi Pravisani.

Dirigenti con i premiati.


Dopo gli interventi di Enos Costantini, divulgatore di cultura agraria, e di Fabrizio Goffredi, della Fondazione Agrifood e Bioeconomy Fvg, Andrea Cicogna, esperto di monitoraggio del clima di Arpa Fvg, ha descritto l’andamento dei principali parametri e fenomeni climatici (temperatura, piovosità, gelate e grandinate), nei vari periodi storici e le previsioni nel breve, medio e lungo periodo, sottolineando che, in caso di inerzia termica, la nostra regione potrebbe presentare, appunto entro il 2100, un clima analogo a quello attuale della Sicilia, con tutte le conseguenze facilmente immaginabili per l’agricoltura della nostra regione.
Stefano Bongiovanni, direttore dell’area tecnica del Consorzio di Bonifica della Pianura Friulana, ha descritto le strategie finalizzate alla razionalizzazione dell’uso della risorsa idrica su scala comprensoriale, citando i numerosi progetti di ammodernamento della rete irrigua, volti a convertire il sistema di distribuzione da scorrimento superficiale a “pluvirriguo”. Quest’ultimo sistema presente attualmente in misura del 67 per cento delle superfici agricole regionali, determina un risparmio idrico del 50 per cento.
Durante l’incontro si è pure ricordata l’elezione di Giovanni Cattaruzzi (presidente del Collegio Fvg per 11 anni) a componente del consiglio del Collegio nazionale, con il sostegno dei Collegi del Friuli Venezia Giulia e del Veneto, e presentato ai membri del Collegio regionale (che conta 380 iscritti) il nuovo presidente, Luigi Pravisani, eletto alla carica nel settembre scorso. Pravisani, proveniente dal mondo della scuola e dell’Università, è un libero professionista esperto in tematiche ambientali.
L’appuntamento svoltosi a Udine, infine, ha rappresentato l’occasione per consegnare due targhe per meriti professionali e didattici al perito agrario Paolo Del Zotto e a Marco Fragiacomo, dirigente scolastico dell’Istituto Tecnico Agrario “Brignoli” di Gradisca d’Isonzo. Ai lavori hanno partecipato anche Bernardino Lattarulo, coordinatore della Gestione separata della Cassa di previdenza Enpaia e il presidente del Consiglio nazionale, Mario Braga.

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In copertina e qui sopra colture in terreni aridi: quello che potrebbe avvenire in Fvg.