Zannier sui Fondi Ue: la Regione Fvg all’avanguardia su sinergie e programmi

«La Regione Friuli Venezia Giulia si è adoperata in questi ultimi anni per realizzare migliori sinergie sui diversi Fondi europei attuando alcune importanti azioni che possano sempre di più favorire l’utilizzo dei Fondi della programmazione Ue. Ma vi sono ancora ampi margini di miglioramento che dovremmo sfruttare nella fase attuativa degli interventi previsti dai singoli programmi. Trattare gli argomenti sulle sinergie tra Fondi e sulla bioeconomia richiede un forte sforzo e una maggiore interazione tra pubblico e privato. Per questo motivo credo che attività di coordinamento a livello europeo, nazionale e regionale hanno un ruolo fondamentale». Lo ha affermato l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier, intervenendo al workshop, che si è tenuto alla Presidenza del Consiglio dei ministri, dal titolo “Sinergie tra i programmi dell’Ue e le politiche di coesione nei settori della bioeconomia e dell’economia blu: condividere informazioni per co-progettare sinergie di fondi più efficaci”. Un seminario organizzato dal Gruppo di coordinamento nazionale di Bioeconomia del Comitato nazionale per la biosicurezza, le biotecnologie e le scienze della vita della Presidenza del Consiglio e dalla Direzione generale della Ricerca e dell’innovazione della Commissione europea.

«Tra le azioni che la Regione Friuli Venezia Giulia ha attuato – ha sottolineato l’assessore che è stato delegato alla partecipazione al convegno dal governatore Massimiliano Fedriga – vi è la realizzazione, grazie alla collaborazione di tutte le Autorità di gestione regionali, del sito internet “Europa Fvg” che si sta strutturando per raccogliere tutte le informazioni sulla programmazione europea e sui relativi bandi al fine di fornire uno strumento di guida per individuare gli argomenti di interesse. Si è poi avviato un percorso – ha evidenziato l’esponente della Giunta regionale – di analisi sulla possibilità di divulgare meglio la presenza di bandi aperti da altre Regioni al fine di favorire la costituzione di partenariati tra soggetti diversi cercando di migliore le sinergie e il dialogo con i Paesi con noi confinanti quali Austria e Slovenia sulle progettualità di interesse reciproco».
L’assessore nel suo intervento ha poi ricordato come la Regione Fvg abbia contribuito alla stesura del Vademecum sulle sinergie tra Fondi strutturali e altri programmi di finanziamento Ue nel luglio 2022 e abbia realizzato il primo documento strategico regionale condiviso sulla Politiche di coesione Fesr, Fse, Interreg. «Questo è stato fatto – ha sottolineato Zannier – partendo dalla consultazione del partenariato regionale ed è stato utile anche per fare una sintesi sulle sinergie tra i Fondi della politica di coesione e le missioni del Pnrr».
Rispetto alla bioeconomia, l’assessore ha evidenziato come «nella fase di aggiornamento della strategia regionale di specializzazione intelligente 2021-2027 sono stati presi a riferimento i Cluster di Orizzonte Europa ed è stato fatto esplicito riferimento alla bioeconomia la cui importanza strategica è stata riconosciuta dalle politiche regionali tenendo conto delle competenze maturate e delle esperienze in atto nell’area anche nel contesto di partenariati interregionali».
Il rappresentante della Giunta Fedriga ha anche segnalato che «il Friuli Venezia Giulia ha voluto e contribuito alla recente costituzione della Fondazione Agrifood&Bioeconomy Fvg per supportare l’Amministrazione nell’individuazione di possibili sinergie tra Fondi Ue anche grazie all’interazione tra pubblico e privato che caratterizza molte delle sue azioni in ambiti diversi».
L’assessore Zannier ha, infine, segnalato alcune difficoltà legate all’implementazione di questi strumenti di sinergia e ha avanzato una proposta per cercare dei miglioramenti. «ffinché vi sia una diretta sinergia tra i programmi – ha affermato – sarebbe molto utile che vi fossero momenti di concertazione già in fase di programmazione tra tutti gli organismi deputati alla programmazione dei Fondi a gestione diretta e le autorità regionali di gestione dei programmi. In questa fase, diventa più facile allineare gli strumenti rispetto al periodo di attuazione, quando ormai tutte le Regioni hanno concluso la fase di predisposizione dei programmi».

—^—

In copertina, l’assessore regionale Stefano Zannier e all’interno il suo intervento durante l’incontro alla Presidenza del Consiglio dei ministri.

“Gli agricoltori sono in prima linea per la salvaguardia della Terra”

(g.l.) Gli agricoltori sono in prima linea nella difesa del pianeta, sempre più minacciato da fattori avversi, primo fra tutti l’inquinamento ambientale. Divenuta nel tempo un avvenimento educativo e informativo, la “Giornata Mondiale della Terra”, che si celebra proprio oggi 22 aprile, quest’anno ha come tema Restore our Earth: “Ripristiniamo la nostra Terra”, per sottolineare la necessità di preservare gli equilibri ambientali a rischio e di ripristinare la naturale bellezza di un ecosistema globale dal quale dipende tutta la vita nel mondo. «Le imprese agricole e forestali – sottolinea infatti Confagricoltura – hanno l’orgoglio di essere parte attiva e responsabile di questo percorso. Più del 65 per cento della superficie italiana è affidata alla loro gestione: una superficie agricola utilizzata di circa 12,8 milioni di ettari (42 per cento della superficie nazionale) e una superficie forestale di quasi 11 milioni di ettari (il 36 per cento della superficie nazionale). Quest’ultima peraltro in costante crescita: 514.480 ettari, +4,9 per cento negli ultimi 10 anni».

Massimiliano Giansanti

«Il settore primario – prosegue l’organizzazione imprenditoriale guidata a livello nazionale da Massimiliano Giansanti e in Friuli Venezia Giulia da Philip Thurn Valsassina – è consapevole del ruolo centrale che assume l’impresa agricola sana, vitale e produttiva, nella mitigazione del cambiamento climatico attraverso le proprie produzioni, le proprie superfici e i propri residui; è altrettanto consapevole del costo dell’adattamento al cambiamento climatico che renderà sempre meno disponibili risorse naturali fondamentali quali l’acqua e la terra, in uno scenario di incremento della temperatura che comporterà una maggiore aridità dei suoli, cambi colturali importanti, attacchi di patogeni sempre più diffusi, fenomeni meteorologici sempre più estremi. In questo quadro, l’agricoltura ha molto chiaro il proprio impegno: da una parte, proseguire il percorso già sviluppato negli ultimi decenni sulla sostenibilità con il supporto delle innovazioni tecnologiche (agricoltura di precisione, efficientamento dei processi produttivi, economia circolare) che, rispetto al 2008, ha già portato a ridurre l’utilizzo di fitofarmaci (-21 per cento) e di fertilizzanti (-52 per cento) di origine chimica. Ancora, secondo l’ultimo rapporto Ispra, dal 1990 al 2019 l’agricoltura ha ridotto le emissioni di ammoniaca di circa il 25 per cento, quelle di gas serra (che costituiscono il 7 per cento delle emissioni nazionali) del 17 per cento».

Philip Thurn Valsassina

Sono dati incoraggianti – evidenzia ancora Confagricoltura – che rivelano l’importanza di proseguire su questa strada, insieme a tutta la filiera e al mondo scientifico. Dall’altra, l’agricoltura in questi anni si sta impegnando sul fronte delle tecnologie verdi, investendo sempre più nella bioeconomia con le energie rinnovabili, nella produzione di biomateriali e bioprodotti, migliorando le tecniche di gestione dei suoli, nella gestione forestale sostenibile – su cui proprio in questi giorni si sta affinando la strategia europea – nell’assorbimento di CO2, contribuendo concretamente alla prevenzione dal dissesto idrogeologico, alla tutela del paesaggio, al presidio delle aree rurali, e soprattutto a quelle interne, del nostro Paese.
«L’Agricoltura 4.0, a partire dalle più recenti innovazioni sul piano digitale e genetico, è il supporto concreto per rendere i sistemi agricoli sempre più sostenibili – sottolinea il presidente Giansanti -. E tale approccio da parte degli agricoltori, custodi dei territori, consolida la sostenibilità ambientale ed economica salvaguardando qualità e quantità delle produzioni e del cibo. La Giornata Mondiale della Terra è un’occasione importante per ricordarlo».

—^—

In copertina e qui sopra paesaggi pianeggianti e collinari in Friuli.