Maltempo, salta anche la Notte del vino di Pocenia. Ma domani è prevista variabilità per la festa sul Ponte dello Schioppettino. Riprende la rassegna musicale in cantina

(g.l.) E quattro: dapprima Povoletto e Palazzolo dello Stella, poi Torreano e adesso Pocenia. Anche il paese della Bassa Friulana ha dovuto alzare bandiera bianca e rinunciare alla sua Notte del vino, cui teneva tanto visto il successo che era stato ottenuto l’anno scorso, alla prima edizione, a Villa Michieli Fantin. L’evento di Pocenia si sarebbe dovuto, infatti, allestire questa sera, nella cornice dell’azienda vitivinicola Paradis. Ne ha comunicato la decisione il coordinamento Fvg delle Città del vino, guidato da Tiziano Venturini, il quale commenta: «Purtroppo, quest’anno il tempo non ci lascia in pace». Ma si spera che la situazione migliori già da domani, quando è in programma la famosa Notte sul Ponte dello Schioppettino, protagonisti i vignaioli di Prepotto e Dolegna del Collio: le previsioni Osmer Fvg annunciano, infatti, «variabilità» anche se con «tempo incerto». Poi, per la settimana entrante sono annunciati gli appuntamenti di Latisana 5 agosto; Gradisca d’Isonzo 6 agosto; Latisana  e San Giovanni al Natisone 7 agosto; San Vito e Camino al Tagliamento, e Duino Aurisina 8 agosto; Buje d’Istria 9 agosto; Bertiolo 10 agosto.

Intanto, ci si prepara a dare il via alla seconda parte del Festival Vini Gusti in Musica, rassegna che a partire dal 2021 ha saputo ritagliarsi in regione un suo spazio di rilievo nel quadro degli appuntamenti estivi di musica classica, i quali sono abbinati alla scoperta delle cantine del Friuli Venezia Giulia situate nelle Città del Vino: ingresso libero a ogni concerto. Il 7 agosto, alle ore 20.30, a Bertiolo, alla cantina Cabert, si esibirà il New Era Quartet. Il quartetto è formato da Kristina Mlinar (violino), Teodora Kaličanin (violino), Ecem Eren (viola) e Alessandro Pietro Dore (violoncello). Concerto in collaborazione con il Festival Nei suoni dei luoghi. L’8 agosto, invece, alle ore 20.30, ecco la serata “Plaisir d’amour” che avrà luogo a Corno di Rosazzo, da Gigante Wine & Welcome in Friuli, dove si esibiranno il soprano Paola Camponovo e l’arpista Jelena Engelhardt. Infine, il 9 agosto, alle ore 21, ecco Il Duo Althea, composto da Paolo Pellegrini al clarinetto e Nicola Possenti al pianoforte, che si esibirà a San Lorenzo Isontino all’azienda vitivinicola Lis Neris. Anche questo concerto sarà in collaborazione con il Festival Nei suoni dei luoghi.

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In copertina, La Notte del vino 2024 che era stata organizzata a Pocenia.

Vendemmia turistica, proposta per “stupire” l’ospite: dopo Nimis oggi ultimo incontro a Pocenia

di Giuseppe Longo

NIMIS – L’enoturismo, come ha appena confermato anche l’ultima edizione di Cantine Aperte, è un fenomeno in piena espansione, che va sostenuto e assecondato. Ecco, allora, che nel suo “solco” s’inserisce anche la vendemmia turistica, il nuovo progetto della sezione Fvg dell’Associazione nazionale Città del vino, che dopo l’incontro di ieri a San Quirino, in provincia di Pordenone, lo presenterà questo pomeriggio a Pocenia, nella Bassa Friulana.

Il saluto del sindaco Bertolla.


Preceduta dalla riunione di San Floriano del Collio, l’iniziativa è stata illustrata anche a Nimis, terra del Ramandolo Docg e lembo più settentrionale dei Colli orientali del Friuli, dove con il coordinatore regionale Tiziano Venturini, sono intervenuti anche il suo vice Maurizio D’Osualdo ed Eleonora Serpelloni, di PromoturismoFvg. Dopo un saluto del sindaco Giorgio Bertolla, Venturini ha ricordato che da quest’estate l’offerta turistica del Friuli Venezia Giulia potrà contare anche su questa proposta di vacanza enogastronomica legata ad un’esperienza unica. Per vendemmia turistica e didattica – ha spiegato – si intende un’attività considerata non lavorativa, non retribuita, ristretta a poche ore (e comunque non oltre l’arco della giornata), avente carattere culturale e ricreativo da svolgersi in vigna nei mesi che vanno da agosto ad ottobre. I turisti – ha aggiunto D’Osualdo, scendendo nei particolari tecnico-pratici e della sicurezza – opereranno sotto esclusivo controllo e responsabilità del referente aziendale in quelle realtà dove si vendemmia ancora a mano, e quindi soprattutto nelle aree collinari come, appunto, quella di Nimis. L’iniziativa è rivolta ad un pubblico di turisti ed è correlata al soggiorno in strutture ricettive del territorio o alla visita e degustazione nelle cantine locali.
Si punta ad attrarre sul territorio – ha aggiunto ancora il coordinatore Fvg – un turismo di viaggi brevi, fatto anche di piccoli gruppi, ben integrato con degustazioni all’aria aperta, la ristorazione locale, i bed and breakfast e gli agriturismi, l’artigianato artistico, produzioni enogastronomiche di nicchia, rispettoso dell’ambiente e praticante mobilità slow ed ecosostenibile (trekking a piedi o a cavallo, bicicletta, escursionismo). Non solo: si tratta di una proposta ideale per le famiglie, visto che è un’attività adatta ad adulti e bambini che ne possono rimanere entusiasti.
La vendemmia turistica sarà inserita in pianta stabile nei canali promozionali di PromoTurismoFvg – come ha illustrato infine Eleonora Serpelloni – e i soggetti aderenti potranno esporre il marchio del progetto, che sarà così subito riconoscibile dagli enoturisti. La rappresentante di “Io sono Friuli Venezia Giulia” ha integrato quanto detto da Venturini e D’Osualdo riguardo alla linee guida che saranno seguite per concretare appunto il progetto di vendemmia turistica e didattica, illustrando quanto Promoturismo – il braccio operativo di settore della Regione Fvg con sede a Villa Chiozza, a Scodovacca di Cervignano – intende fare con i suoi canali divulgativi, al fine di far conoscere e correttamente decollare questa nuova iniziativa promozionale che potrà avere benefiche ricadute a beneficio del Vigneto Fvg e dei suoi grandi vini. Quindi, ben venga la vendemmia turistica con proposte che possano “stupire” l’ospite, affinché questo conservi una ottima immagine di quanto offre il Friuli Venezia Giulia.

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In copertina, l’intervento di Eleonora Serpelloni che ha accanto Venturini e D’Osualdo durante il recente incontro avvenuto a Nimis.

 

Nei campi troppi danni dai cinghiali: richiamo da Cia Fvg alle Riserve di caccia

«L’invasione dei seminati da parte della fauna selvatica, cinghiali in particolare, ha raggiunto livelli intollerabili – è la denuncia di Luca Bulfone, direttore di Cia Fvg-Agricoltori Italiani – e un tanto abbiamo anche ribadito all’assessore alle Risorse agroalimentari e alla caccia del Friuli Venezia Giulia, Stefano Zannier, durante un recente incontro svoltosi a Udine, presso la Regione, al quale erano presenti una decina di agricoltori della Bassa friulana (di Chiopris Viscone, Medea, Fratta, Borgnano, Aquileia), i rappresentanti della Kmecka Sveza e alcuni direttori delle Riserve di caccia e dei Distretti venatori competenti per territorio. Abbiamo anche formulato una precisa richiesta: le Riserve, i Distretti venatori e i loro direttori devono essere chiamati alla diretta responsabilità per i danni che la fauna selvatica causa all’agricoltura e alla pubblica sicurezza. I dirigenti venatori, infatti – prosegue Bulfone – non sempre ascoltano le richieste d’aiuto degli agricoltori i quali, in alcuni casi, hanno addirittura deciso di non seminare il mais a causa dell’invasione dei selvatici che scorrazzano indisturbati per i campi distruggendo irrimediabilmente il loro lavoro. Alcuni di questi direttori, nello specifico, hanno ritardato i tempi dell’apertura dei prelievi in deroga. I cacciatori, inoltre, non sono nemmeno usciti e continuano a non uscire perché attendono di poter abbattere animali di un peso maggiore (a scapito degli agricoltori, ovviamente). Tutto ciò, non solo negando i danni subiti dai coltivatori, ma anche mettendo in campo uno scarso senso di responsabilità nella prevenzione sanitaria, poiché sappiamo quanto sia grave l’eventuale diffusione della peste suina africana trasmessa dai cinghiali che, dopo il Piemonte e Liguria (109 i capi ammalati), è stata segnalata anche a Roma dove è appena stato trovato un animale infetto».

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In copertina, un esemplare di cinghiale adulto: enormi i danni causati da questi animali in campagna.

Qual è la miglior brovada della Bassa? Domani a Ronchis si accende la gara

di Silvio Bini

La Cantina del Conte, a Ronchis, è un pub/bar, nel quale emergono la passione per il vino, la modernità degli apericena e l’esaltazione dei prodotti tipici. E, naturalmente, con un rapporto speciale con gli avventori. Domani 27 febbraio, prima che si scateni il “Carnevale Roncolino”, alle 11, inizierà l’evento annuale che stabilirà la miglior brovada cruda (in lingua friulana broade, brovade o bruade, dipende dalle zone) della Bassa friulana. Per partecipare basta portare in Cantina tre rape pronte al consumo entro oggi. Giudici saranno i clienti che assaggiando le fettine, i quali dovranno districarsi fra la consistenza del profumo e il caratteristico sapore acido e forte, dando la loro preferenza alla brovada più buona. Per i vincitori ci saranno premi golosi e a tutti verrà servito un brodo caldo.

Le rape protagoniste…

… alla Cantina del Conte.

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In copertina, ecco le rape inacidite ormai pronte per essere trasformate in brovada.

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“Quant’è bello lo Zero”, oggi a Chiasiellis ortofrutta, enogastronomia e artigianato

Il Cantiere di Mortegliano ricomincia da Zero, tra cultura, musica ed ecologia. Per la giornata di oggi 13 giugno, nell’Area festeggiamenti Festintenda di Chiasiellis, il circolo culturale, che da molti anni costituisce un punto di riferimento per l’aggregazione, la socialità e la creatività in tutto il Medio Friuli e la Bassa Friulana, ha organizzato la seconda edizione di “Quant’è bello lo Zero”, evento dedicato alla produzione ortofrutticola, enogastronomica e artigianale a chilometro zero.
Dalle 9 alle 18 nell’area ex demaniale di via Ferraria si tiene, infatti, la mostra mercato dei prodotti locali e dell’usato: per il pubblico è un occasione per scoprire ed acquistare, mentre gli espositori, oltre a poter mostrare ed eventualmente vendere la propria produzione, hanno altresì la possibilità di incontrarsi e confrontarsi in merito alle rispettive attività.

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Sono più di trenta gli artigiani e i produttori locali che hanno confermato la loro partecipazione all’iniziativa. L’appuntamento odierno, dopo il lungo periodo di restrizioni alla mobilità e all’organizzazione di eventi per effetto delle regole finalizzate a prevenire e contrastare la diffusione della pandemia, diventa dunque una particolare occasione di incontro e socialità.
A “Quant’è bello lo Zero” è prevista anche la presenza di Radio Onde Furlane, con i suoi dj set. Nella postazione della “radio libare dai furlans”, da sempre partner delle attività circolo Il Cantiere, a partire dalle rassegne Festintenda e Cormôr Salvadi, saranno realizzate le interviste con espositori, organizzatori e pubblico, che verranno successivamente proposte nella programmazione dell’emittente.
Sarà una festa, con tanto di chioschi aperti durante l’intera giornata, all’insegna della sostenibilità economica e ambientale e dell’impegno civico e sociale. Durante la mattinata, con inizio alle 9.30, si svolgerà anche la quinta edizione di Tutti X Lei, la Marcia di sensibilizzazione per dire No alla violenza sulle donne, promossa dal gruppo Ambito Donna: preiscrizione online (forms.gle/XoTHNNVZMdfT8n5S8) e iscrizione prima della partenza (dalle 8.15 alle 9.15) direttamente a Chiasiellis; doppio percorso (di 5 e 10 Km); punti di ristoro e pastasciutta finale; quota d’iscrizione 10 euro.  Ulteriori informazioni su entrambe le iniziative sono disponibili in rete, sulla pagina Facebook de Il Cantiere: https://www.facebook.com/Festintenda

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In copertina, le ciliegie frutta tipica di questa stagione; all’interno, immagini della prima edizione.

 

 

A Natale arriva “Garbo”, l’aceto gentile e virtuoso di Slow Food Friuli

(g.l.) Ecco pronto per le tavole di Natale “Garbo”, il nuovo aceto firmato Slow Food Condotta del Friuli. “Garbo” perché si tratta di un aceto dai modi gentili e dagli scopi virtuosi o “Garbo” (peraltro, in lingua friulana “garb” vuol dire aspro, acido…) perché agro come solo la frutta sa essere? Lo deciderà chi vorrà provarlo, sull’insalata o per cucinare: è infatti il nuovissimo aceto naturale slow, firmato ovviamente da Slow Food Condotta del Friuli e derivato dai vini del territorio, dedicato a tutti coloro che in questo periodo difficile non hanno potuto avere accesso a un cibo “buono, pulito e giusto”.
Ogni anno, i collaboratori di Slow Wine Fvg degustano migliaia di vini, i migliori dei quali sono poi recensiti sulla guida Slow Wine. Da queste degustazioni avanza sempre qualche assaggio, che viene sapientemente riutilizzato, alla vecchia maniera. La fermentazione è “casuale”: se in quella spontanea del vino l’uomo svolge comunque un ruolo fondamentale, in quella riservata all’aceto slow il caso ha dettato le regole. Gli slow-winers friulani spiegano di essersi limitati a unire una “madre” che viene utilizzata da più di un secolo, nata e cresciuta nella Bassa Friulana (la stessa della precedente edizione) e i vini del Friuli Venezia Giulia e della Primorska, zona vitivinicola slovena da diversi anni recensita nella guida e selezionata dal gruppo di Slow Wine Fvg. E poi? «E poi abbiamo atteso che la natura facesse il corso – spiegano dalla Condotta –, con i suoi tempi e ritmi come tradizione vuole».
Questo aceto vuole dunque rimarcare la solidarietà nei confronti di chi durante questa crisi pandemica ha sofferto. «Ecco perché il nostro aceto – aggiungono – servirà a nutrire la società di cultura del cibo, dove essa non è ancora giunta, di cibo per chi non ne ha a sufficienza e di solidarietà per chi il cibo lo produce o lo trasforma. Sceglieremo uno specifico progetto o molteplici tra quelli che i nostri soci amici e sostenitori ci vorranno segnalare e ne daremo evidenza sul sito regionale www.slowfoodfvg.it».
Slow Food Condotta del Friuli ha realizzato circa 500 bottiglie da 500 ml ciascuna, per un valore di 10 euro a bottiglia, grazie agli spazi generosi dell’Osteria Altran di Ruda. L’aceto non è in vendita diretta, ma chi lo vorrà, devolvendo un’offerta può prenotarlo scrivendo a swfvgeventi@gmail.com o compilando direttamente il modulo di prenotazione a questo link: https://forms.gle/mx2SPNj1S8fe7KBE7

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In copertina, il nuovo aceto “Garbo” della condotta Friuli di Slow Food.

 

Quando un vecchio mais (“rosso”) è motivo per fare festa e spettacolo

Quando una vecchia varietà autoctona di granoturco, quello “rosso”, può offrire una occasione per fare… spettacolo. Lo dimostra la “Festa del Ros” in programma domani a Villa Vicentina, nella Bassa Friulana, la quale, giunta alla sua 7ma edizione, ospita “Botteghe Digitali – artisti e imprenditori innovativi a confronto”. Così, a partire dalle 9.30, l’azienda agricola biologica Terra di Ciona, in via Levata, aprirà le porte proprio in occasione della raccolta del mais Ros, una varietà storica rientrata nell’elenco dei prodotti tutelati dall’Arca del Gusto di Slow Food e inserita nella lista dell’Ersa tra le principali varietà antiche del Friuli Venezia Giulia. Dalla mattina, e fino al tardo pomeriggio, grandi e piccoli potranno collaborare alla raccolta e partecipare a una serie di laboratori didattici ed eventi, tutti gratuiti. Oltre alle attività tradizionali, come la costruzione delle reste, che una volta consentivano l’essiccazione del mais, e la costruzione di piccoli oggetti con le brattee (scus, in friulano), le “foglie” che avvolgono le pannocchie, quest’anno Terra di Ciona ospiterà i laboratori e gli eventi organizzati da “Botteghe digitali”: un progetto internazionale che vede in azione diversi artisti under 35 con l’obiettivo di far dialogare pratiche artistiche e imprenditoriali. In questo caso, nello specifico, nell’ambito dell’agricoltura. Gli artisti ospiti, provenienti dal Regno Unito, dai Paesi Bassi e dalla nostra Italia, sono stati stimolati a ragionare sui temi della sostenibilità e dell’innovazione. Sulla dicotomia risorse locali-dimensione globale. Sui modi in cui linguaggi artistici e d’impresa possono interagire.

IL PROGRAMMA – Si comincerà alle 9.30 con le registrazioni in loco e un piccolo brief per ricordare a tutti i partecipanti le indicazioni anti-Covid. Dalle 10 si comincerà con un laboratorio di danza, a cura di Sofia Kafol, per i bambini dai 6 ai 14 anni. A seguire un nuovo appuntamento (dai 14 anni in su) sul riuso nella cultura contadina, a cura di Maria de Fornasari, stilista, costumista e ideatrice di progetti sulla cultura tessile. “All’aria aperta” è un progetto incentrato sull’utilizzo degli spazi verdi nei quali svolgere attività ludico-creative con i materiali tessili, ma soprattutto su come la permanenza e il contatto fisico e visivo con la natura influenzino le attività stesse. La giornata proseguirà alle 11.45 con un nuovo laboratorio di antotipia: stampe fotografiche eseguite con l’uso di materiali organici e la luce del sole, adatto a tutti.
Il pomeriggio, dalle 14.10, è in programma la presentazione del progetto Botteghe Digitali-Digital Manufacturing. A seguire ci sarà la performance Symbiosis-Simbiosi, di Sofia Kafol e Solomon Olsen. Il fascino di Terra di Ciona sarà riscoperto attraverso una riflessione sull’etica ambientale. Sarà un’occasione per ripensare al rapporto con la natura e partecipare a un’esperienza collettiva, accompagnati dalla magia della danza e dalla poesia della narrazione. Testimoni le creature del folclore locale: esseri mitologici, animali premurosi che eseguono affascinanti rituali per onorare la natura, ma che se importunati possono trasformarsi in mordaci difensori del loro habitat. A seguire una seconda performance: Interconnectivity-Interconnettività di Jacco Borggreve e Chloe Hancock. Si tratta di un progetto di arte partecipativa che propone una serie di interventi artistici e dei laboratori legati alla coltivazione del fungo “ostrica rosa”. L’obiettivo è quello di consentire di riscoprire le potenzialità del micelio di questi particolari funghi che, se opportunamente trattato, può diventare materiale per creazioni artistiche. Inoltre, saranno presentate narrazioni sui funghi presenti nel folclore e nelle fiabe locali e ricette tradizionali che rivalutano l’uso di questo prodotto in cucina. Ecco allora che dalle 14.30 ci sarà un laboratorio di scultura realizzato utilizzando proprio il micelio dei funghi e altri materiali naturali (Jacco Borggreve e Chloe Hancock). In programma pure un secondo laboratorio sulla cultura tessile domestica, sempre a cura di Maria de Fornasari. L’appuntamento conclusivo, dalle 16.30 alle 18.30, sarà il tour performativo e partecipativo di Terra di Ciona con interventi di danza e audiovisivi, rivolto a tutti.

BOTTEGHE DIGITALI – Il progetto Botteghe digitali, organizzato dalle associazioni isontine Young for fun e 47|04 Quarantasettezeroquattro, intende promuovere la formazione e l’azione di artisti under35 di tutt’Europa che lavorino in contatto con realtà imprenditoriali del Friuli Venezia Giulia. Per questa ragione il progetto, con la direzione artistica dell’University Arts London e il contributo della Regione Friuli Venezia Giulia, conta numerosi partner in diversi Paesi dell’Ue: Comune di Gorizia – Ufficio Politiche Giovanili e Punto Giovani, Confcommercio di Gorizia, Università degli studi Trieste, Univerza v Novi Gorici – Akedemija Umetnosti (Nova Gorica – Slovenija), AcquasumArte (Milano – Italia), Associazione PiNA (Koper – Slovenija), Media Art Friesland (Leeuwarden – Netherlands), Associazione Time’s Up (Linz – Austria). L’intento è dare agli artisti strumenti e sostegno affinché possano sviluppare nuove creazioni con il fine specifico di raccontare e valorizzare la realtà imprenditoriali con cui saranno messi in contatto. Dall’altra parte, si intende stimolare le realtà imprenditoriali coinvolte a trovare nelle pratiche artistiche un’occasione di sviluppo, di riflessione sulla propria identità, di promozione della propria filosofia imprenditoriale o delle pratiche innovative messe in atto.

LA GIORNATA

9.30 – 10
> iscrizioni e indicazioni Covid-19

10 – 11.30
> laboratorio di danza (a cura di Sofia Kafol) // 6 – 14 anni
> Laboratorio sul riuso nella cultura contadina: intrecci con foglie di mais (a cura di Maria de Fornasari) // dai 14 anni in su

11.45 – 12.45
> laboratorio di antotipia (stampe fotografiche eseguite con l’uso di materiali organici e la luce del sole) // tutte le età

14.10 – 14.30
> presentazione del progetto Botteghe Digitali / Digital Manufacturing
_Symbiosis / Simbiosi // Sofia Kafol e Solomon Olsen
_Interconnectivity / Interconnettività // Jacco Borggreve e Chloe Hancock

14.30 – 16
> laboratorio di scultura utilizzando il micelio dei funghi e altri materiali naturali (Jacco Borggreve e Chloe Hancock) // tutte le età
> laboratorio sulla cultura tessile domestica (a cura di Maria de Fornasari) // tutte le età

16.30 – 18.30
> tour performativo e partecipativo di Terra di Ciona con interventi di danza e audiovisivi // tutte le età

PRENOTAZIONE CONSIGLIATA
https://www.eventbrite.it/e/biglietti-festa-del-ros-botteghe-digitali-121371145363

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In copertina, le tipiche pannocchie del mais rosso, vecchia varietà friulana.

Fvg e altre cinque Regioni insieme contro la cimice

di Gi Elle

Nasce un’intesa interregionale per far fronte al nuovo, grande flagello dell’agricoltura: la cimice asiatica. Gli assessori regionali alle Risorse agricole di Veneto, Friuli Venezia Giulia, Trentino Alto Adige, Lombardia, Emilia Romagna e Piemonte si sono, infatti, riuniti per discutere della problematica relativa al pericoloso insetto in una prima seduta del tavolo coordinato dalla Regione Veneto. E’ stato deciso di sollecitare un incontro con il ministro delle Politiche Agricole, Gian Marco Centinaio, e il titolare dell’Ambiente, Sergio Costa, per definire un piano di azione organico sia dal punto di vista fitosanitario, sia per quanto riguarda le risorse da mettere in campo a sostegno del mondo agricolo duramente provato da questa “invasione” che nella nostra regione è molto evidente, ormai da anni, soprattutto nella Bassa friulana e nel Codroipese.

L’assessore Stefano Zannier.

Le Regioni – come informa una nota Arc – chiedono un intervento a livello nazionale con l’istituzione di un fondo mutualistico o di un aiuto di Stato per assistere le imprese agricole in questo momento di grande difficoltà, nonché l’istituzione di un tavolo nazionale contro la cimice che si sta rivelando un vero e proprio disastro per le colture frutticole – dal pero al melo e al pesco, ma anche alla vite – del Nord Italia. Per questo motivo – così indicano gli assessori all’Agricoltura, tra cui Stefano Zannier per il Friuli Venezia Giulia – è necessario che il Ministero di Via Venti Settembre prenda consapevolezza della necessità urgente di un tavolo per fare il punto della situazione sulla sperimentazione dell’insetto antagonista, la cosiddetta “vespa samurai”, finora impiegata solo in prove in laboratorio. Parallelamente, chiedono che a livello nazionale si mettano a disposizione dei fondi per indennizzare gli agricoltori, così come è stato fatto per gli olivicoltori colpiti dalla Xylella, con le ingenti risorse investite per finanziare le reti di protezione (la Regione Friuli Venezia Giulia, si sottolinea ancora nella nota, con gli oltre 3 milioni stanziati ha destinato risorse maggiori di tutte le altre messe assieme). La sovvenzione già a suo tempo erogata in regime di aiuto di Stato, la possibilità dell’utilizzo del fondo di rotazione e le attività sperimentali con il lancio dell’antagonista autoctono sono il massimo ad oggi possibile con le misure regionali ed anzi vedono proprio “il Friuli Venezia Giulia come unica Regione ad aver attivato tali misure e con tale intensitá economica, ma purtroppo non bastano”.
“E fondamentale – ritengono gli assessori di Veneto, Friuli Venezia Giulia, Trentino Alto Adige, Lombardia, Emilia Romagna e Piemonte – attivare un piano organico nazionale di risposta complessiva commisurata alla gravità della situazione, verificato che la stretta sinergia tra tutti i servizi sanitari delle Regioni, le Universitá ed Enti di ricerca non sta dando gli effetti sperati“.

La convocazione di un tavolo interministeriale di crisi per sostenere i produttori colpiti dalla cimice asiatica e prevedere un stanziamento di risorse straordinarie, visti gli ingenti danni provocati da questo insetto che sta causando perdite fino al 100 per cento al raccolto delle pere, è contenuta – riferisce l’Ansa – anche nella richiesta inviata in una lettera dal presidente di Alleanza cooperative agroalimentari, Giorgio Mercuri, al ministro Centinaio. Tra gli obiettivi del tavolo con la partecipazione di tutte le Regioni coinvolte, secondo l’Alleanza cooperative, è anche quello di accelerare l’introduzione dell’unico vero antagonista della cimice, ossia la già ricordata “vespa samurai”. È ormai fortissima la preoccupazione per una crisi che sta investendo la frutticoltura nel Nord Italia, in particolare in Emilia Romagna e Veneto, ma anche in diverse aree del Friuli Venezia Giulia, a causa della concomitante presenza dei danni causati dalla cimice asiatica, da malattie fungine fuori controllo e molto aggressive. Una situazione che risulta aggravata da un clima eccezionale che sta mettendo a rischio la sopravvivenza di molte aziende agricole e la competitività della stessa filiera produttiva, con perdite di produzione delle singole aziende stimabili dal 40% al 100 per cento. “Molte delle aziende agricole che conferiscono il prodotto alle nostre cooperative hanno danni sul 100% delle loro piante – denuncia Mercuri – la situazione è fortemente compromessa e si rischia in molte zone, specie nel ferrarese, di non raccogliere il prodotto”.

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In copertina e qui sopra la cimice asiatica in un un vigneto friulano.