Cantieri agricoli e nuove norme per i trattori sulle strade: Confagricoltura Fvg domani invita a un incontro a Basiliano

Nel novembre 2021, il Codice della Strada ha introdotto importanti novità per quanto riguarda la circolazione delle macchine agricole, allineandosi con le norme dei principali Paesi europei. Ulteriori modifiche sono intervenute nel novembre 2024, contenute all’interno del nuovo Codice della Strada. Di tutto questo si parlerà domani 4 marzo, a partire dalle ore 10.00, a Basiliano, nella sede del Consorzio Agrario (via Magrini 2), durante l’incontro tecnico: “Mother regulation: regole per la circolazione stradale”, organizzato da Confagricoltura Fvg in collaborazione con Federunacoma, Unione nazionale Contoterzisti, Collegio dei periti agrari e Agrisoluzioni srl.
Ai saluti istituzionali di Aproniano Tassinari, di Uncai, e di Philup Thurn Valsassina, presidente regionale di Confagricoltura, farà seguito l’intervento di Lorenzo Iuliano e Domenico Papaleo, di Federunacoma, che interverranno su: “Cantieri agricoli: le norme per la circolazione stradale e le modifiche al Codice della Strada”. Seguirà una dimostrazione pratica con la partecipazione di operatori della Polizia Locale.
«Con le nuove normative, la sicurezza stradale resta una priorità – sottolinea Thurn Valsassina -. Le macchine agricole, pur avendo accesso alla viabilità pubblica, dovranno rispettare tutte le regolamentazioni previste per la circolazione su strada, come limiti di velocità e segnaletica, per minimizzare i rischi di incidenti».
La partecipazione all’incontro, finanziato dalla Regione Fvg nell’ambito dell’attività Sissar, avrà valore di formazione obbligatoria per i componenti delle forze di Polizia Locale e per gli iscritti all’Albo dei Periti Agrari. L’incontro è aperto a tutti, ma con prenotazione obbligatoria scrivendo a: assistenzatecnicafvg@confagricoltura.it

Consorzio agrario Fvg in crescita, dalle macchine ai cereali e al garden

Ottimo momento con numeri in crescita al Consorzio agrario del Friuli Venezia Giulia, il cui cda ha approvato a Basiliano i conti della relazione semestrale con 56 milioni di fatturato (+2%) e un utile di 956mila euro (+1,4%). Segno più anche sul fronte del ritiro dei cereali: la raccolta di quelli autunno-vernini nei centri della grande cooperativa è cresciuta del 26%, oltre un quarto in più rispetto all’anno scorso, superando la quota di 200mila quintali ammassati.

 Il direttore Davide Bricchi.


Soddisfatto dei risultati il presidente Gino Vendrame: «Gli incrementi sono significativi – rileva in una nota -, specie perché vengono dopo diverse annate positive. Osservare quindi un aumento dei fatturati di tutti i settori conferma la bontà delle nostre scelte e la fiducia crescente nei confronti del Consorzio. Nonostante il periodo difficile legato in particolare alla pandemia – aggiunge Vendrame – non ci siamo mai fermati e i numeri ci stanno premiando». Anche in segmenti che stanno vivendo momenti di difficoltà, come sottolinea dal canto suo il direttore generale del Consorzio, Davide Bricchi: «Se cresciamo in mercati che al contrario mostrano già da tempo segnali di contrazione sia in Italia che nel mondo, come i fertilizzanti e gli agrofarmaci, in calo (secondo i dati di settore) tra il 2 ed il 5 per cento su base nazionale, è perché l’offerta che sappiamo dare agli agricoltori è adeguata alle loro aspettative. Come Consorzio vogliamo porci sempre più come partner affidabile ed autorevole in grado di dare le risposte di cui le aziende agrarie hanno bisogno ogni giorno. Non possiamo accontentarci di offrire solo i prodotti, ma sempre più dobbiamo essere in grado di accompagnare i nostri soci nelle loro scelte con consigli adeguati e soluzioni innovative a prezzi competitivi».
Tra i vari settori in crescita spiccano, come detto, in particolare il garden, che presenta un incremento del +16% dopo un’annata importante come quella trascorsa, e il settore macchine che, anche grazie alle agevolazioni messe a disposizione dalla legge quale stimolo all’innovazione, segna +22%. In tutto questo, anche le scelte legate alla riorganizzazione di alcune sedi logistiche sparse sul territorio devono andare in questa direzione anche se all’apparenza possono essere viste con preoccupazione come dimostra il caso di Aiello. «Siamo l’azienda del settore in assoluto con più sedi, ben 33, sul territorio regionale, ma questo a volte va paradossalmente a discapito dell’efficienza del servizio offerto – sottolinea il direttore Bricchi -, perché mantenere tante strutture disperde risorse e non porta i risultati sperati. Chiudere una struttura per potenziarne altre quindi non vuol dire allontanarci dal territorio, ma migliorarci nel servizio, cosa che faremo attraverso nuovi investimenti, sia in termini di strutture che di uomini, potenziando, tra l’altro, il servizio tecnico e gli agronomi che offriranno quotidianamente assistenza in campo».

La sede centrale di Basiliano.

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In copertina, il presidente del Consorzio agrario del Friuli Venezia Giulia Gino Vendrame.

Consorzio agrario Fvg, è Davide Bricchi il nuovo direttore generale a Basiliano

È Davide Bricchi, piacentino classe 1966, il nuovo direttore generale del Consorzio agrario del Friuli Venezia Giulia. Già dg del Consorzio agrario Adriatico, Bricchi prende il posto della dimissionaria Elsa Bigai, che ha guidato la cooperativa di Basiliano negli ultimi sei anni. Laureato in scienze agrarie all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza, Bricchi ha mosso i primi passi nel Consorzio agrario della sua città, prima come tecnico agronomico, poi come responsabile del settore irrigazione e impiantistica, per poi inanellare varie esperienze, sia in multinazionali che in altri consorzi, e arrivare ben presto a occupare posizioni di comando. A settembre 2016 è stato assunto dalla Società consortile dei Consorzi agrari scpa e distaccato in qualità di direttore generale al Consorzio agrario Adriatico, nel 2020 è divenuto direttore dei settori Ammassi, filiere agroalimentari, Carbolubrificanti e Industries dei Cai spa. Forte di questa esperienza arriva a Basiliano, a guidare la prima azienda dell’agricoltura Fvg, con i suoi 122 milioni di euro di fatturato, 1,5 milioni di utile, 23,6 milioni di patrimonio netto. E ancora, 2.200 soci, 240 dipendenti e 38 sedi distribuite sul territorio regionale.

Il presidente Gino Vendrame.


Il nuovo direttore ha preso servizio ufficialmente il primo maggio, a ruota dell’approvazione del bilancio 2020 in assemblea dei soci la scorsa settimana. A dargli il benvenuto, a nome del consiglio di amministrazione e della struttura, è il presidente Gino Vendrame, che contestualmente ringrazia Elsa Bigai «per l’importante attività svolta in questi anni in seno al Consorzio. A Bricchi va il nostro augurio e mio personale di buon lavoro. Il nuovo direttore è una persona giovane con un curriculum importante, un uomo di spessore che a Basiliano è entrato con grande rispetto per tutti, con voglia di fare squadra e disponibilità al dialogo. Mi ripropongo di fare insieme a lui il giro delle nostre sedi nel corso delle prossime settimane così da presentare lui ai dipendenti e allo stesso tempo presentarmi io, non avendone ancora avuta l’occasione».
Più che positiva la prima impressione di Bricchi: «La struttura è solida e ricca di prestigio. In questi anni è cresciuta molto, diventando una volta in più punto di riferimento per l’agricoltura del territorio e della regione». Orizzonte, quello Fvg, che si è andato ampliando grazie alle sinergie avviate con il Consorzio di Treviso-Belluno, che il dg intende portare avanti, affinandone alcuni meccanismi, convinto che «la differenziazione possa arricchire entrambe le strutture». Il nuovo direttore generale intende proseguire lungo il percorso intrapreso negli ultimi anni da Elsa Bigai. «Un percorso – afferma – che è stato attento da un lato al territorio, cui ha dato risposte importanti, e che dall’altro ha rinnovato e reso la struttura adeguata alle nuove sfide. Non dimentichiamo che i Consorzi agrari sono nati 100 anni fa con l’obiettivo di portare innovazione in agricoltura. La sfida resta la stessa, ma va naturalmente adeguata a un’agricoltura molto diversa da quella di una secolo fa. Se i Consorzi sapranno interpretarla al meglio avranno vinto la sfida».

Trattori pronti per la vendita.

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In copertina, il nuovo direttore generale del Consorzio agrario Fvg Davide Bricchi.

Al Consorzio Agrario Fvg dopo cinque mesi Benedetti sostituito con Vendrame

di Giuseppe Longo

Ricorda i “governi balneari” della tanto vituperata Prima Repubblica il breve bis di Fabio Benedetti alla guida del Consorzio Agrario del Friuli Venezia Giulia, appena uscito da un nuovo e clamoroso cambio al vertice, un vero e proprio ribaltone come si usa dire oggi. Riunito ieri a Orgnano di Basiliano, il consiglio di amministrazione ha infatti eletto alla presidenza Gino Vendrame dopo avere revocato il mandato all’imprenditore sacilese, del quale era stato investito appena la scorsa estate. Il giovane enologo-viticoltore di Passariano, che attualmente riveste anche il ruolo di presidente della Coldiretti provinciale di Udine, prende dunque le redini del Consorzio, prima azienda dell’agricoltura regionale con i suoi 240 dipendenti, i 2.400 soci e un fatturato 2019 che ha chiuso sulla ragguardevole cifra di 120 milioni di euro. Ringraziando il consiglio per la fiducia accordatagli, il neo presidente Vendrame ha dichiarato di voler operare «per il bene del Consorzio, dei dipendenti, dei soci e del territorio del Friuli Venezia Giulia. Confido – ha aggiunto – di poterlo dimostrare da subito e mi impegno ad affrontare le decisioni che dovranno essere prese in maniera collegiale e condivisa perché voglio essere il presidente di tutti».

Fabio Benedetti


Come detto, Fabio Benedetti guidava il Consorzio Agrario Fvg da poco più di cinque mesi, vale a dire dai primi di luglio, quando era tornato al vertice della centenaria cooperativa raccogliendo il testimone da Dario Ermacora. E nell’occasione, il consiglio aveva confermato Piergiovanni Pistoni, di Confagricoltura Fvg, nel ruolo di vicepresidente. La revoca del mandato a Benedetti mette in luce un evidente malessere all’interno della compagine amministrativa che pare logico vada collegato al futuro assetto del Consorzio stesso, un problema di cui si è parlato parecchio in questi ultimi mesi.
Proprio Confagricoltura Fvg aveva espresso molti dubbi sul progetto di aggregazione dei Consorzi Agrari italiani, e che ovviamente interessa anche quello del Friuli Venezia Giulia, tanto che l’organizzazione imprenditoriale chiedeva più elementi conoscitivi e maggiore chiarezza, ricordando che pure a livello di Nordest emergevano contrarietà al progetto. «È di tutta evidenza che le decisioni che devono essere prese, con estrema attenzione, hanno una grande ed evidente valenza politica e sociale vista la rilevante dimensione della cooperativa di cui si parla. Di certo, il tutto non può ridursi a una questione interna a Coldiretti», aveva detto a tale riguardo il presidente regionale Philip Thurn Valsassina.
Sulla questione era scesa in campo anche la politica Fvg, tanto da chiedersi se non ci fossero altre strade da poter individuare, per delineare in modo vantaggioso per la nostra regione, il futuro del Consorzio Agrario. «Tutta la nostra attenzione – aveva sottolineato l’assessore alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier, dopo l’approvazione in Aula della mozione che chiede massima attenzione della Regione Fvg sul futuro dell’importante cooperativa agricola – è volta a comprendere nel dettaglio tutti i risvolti e le condizioni del progetto che è stato presentato per poter esprimere, alla fine, un giudizio di merito. Le diverse forze presenti in Consiglio hanno comunque dichiarato in modo chiaro che qualsiasi scelta fatta dai soci del Consorzio debba sempre tenere nella giusta considerazione l’interesse del comparto agricolo regionale. Vanno garantite infatti – ha puntualizzato l’esponente della Giunta Fedriga – tutte le condizioni affinché siano mantenuti sia i servizi resi dal Consorzio che la sua capacità di governance. Sostanzialmente, la politica regionale non intende subire una decisione senza poter proporre la propria posizione. Una politica che, anzi, ha chiesto se esistano soluzioni diverse da sottoporre agli organi direttivi del Consorzio».

La sede centrale a Orgnano.

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In copertina, il nuovo presidente del Consorzio Agrario Friuli Venezia Giulia Gino Vendrame.

Consorzio agrario Fvg: ok all’ultimo bilancio dell’era Ermacora

Via libera al bilancio 2019 del Consorzio agrario Fvg. Riuniti a Basiliano, i delegati dei soci hanno approvato il documento contabile ed eletto il nuovo consiglio di amministrazione che in breve procederà alla nomina della giunta esecutiva e del presidente. Dopo 9 anni alla guida del Consorzio, Dario Ermacora ha infatti deciso, come già riferito, di passare di mano il testimone e in occasione dell’assemblea si é congedato dai soci: “In questi tre mandati, che equivalgono a quasi dieci anni, abbiamo lavorato per rafforzare l’azienda sotto tutti i punti di vista – ha detto il vitivinicoltore di Ipplis (Colli orientali del Friuli), già leader regionale della Coldiretti -. Lascio una cooperativa che da 17 milioni di patrimonio é passata a 22 milioni, che nel 2019 ha fatturato 120 milioni di euro, in leggera flessione per effetto della cessione del ramo vitivinicolo, che ha lavorato sodo e dato risposte nel campo delle filiere e si é di recente rafforzata sotto il profilo dei servizi grazie all’unione con il consorzio Treviso-Belluno, operazione che ci ha garantito maggior forza contrattuale. Ora é giunto il momento di lasciare ad altri il compito di continuare”.

Tornando ai numeri, che ne fanno la più importante azienda dell’agricoltura friulana, il Consorzio conta 2.200 soci, 38 sedi, 240 dipendenti e un volume d’affari di 120 milioni di euro, 6 in meno rispetto all’anno precedente. “Il 2019 è stato un anno caratterizzato da forte piovosità, sia nel mese di maggio che poi in autunno, tale da aver compromesso in primavera il settore del giardinaggio, rimasto al palo, così come la tipologia delle semine, che all’ultimo hanno virato dal mais alla soia, mentre in autunno si sono verificate perdite nella raccolta – ha spiegato la direttrice Elsa Bigai -. Se a questo aggiungiamo la cessione dell’azienda Vini San Giorgio e il calo generalizzato dei prezzi, la leggera riduzione del fatturato é presto spiegata. Quest’anno? Nonostante l’emergenza Covid sta andando abbastanza bene. In particolare nel settore del giardinaggio, che nei mesi del lockdown ha registrato un vero e proprio boom, con incrementi a doppia cifra”.

Congedandosi dai soci, Ermacora ha ricordato la grande attività svolta nel campo delle filiere, in particolare del vino e del latte. Nel 2011 il Consorzio aveva rilevato e poi messo in sicurezza la cooperativa Vini San Giorgio, nel 2013 aveva dato corpo alla fusione di Aprolaca (commerciale del latte), nel 2014 aveva incorporato la latteria di Venzone. In tutti i casi, con l’obiettivo di valorizzare produzioni strategiche e assicurarne il valore aggiunto al territorio. In particolare, nel caso del latte, facendosi carico di gestire tutta ala filiera: dalla raccolta al prodotto finito, con tanto di marchio proprio, Blanc, che nel 2017 é stato ceduto a Latte Carso spa di cui il Consorzio è diventato socio al 24%.

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In copertina, il presidente uscente Dario Ermacora durante la sua relazione all’assemblea.

Consorzio agrario Fvg: Ermacora tira le somme (+5 milioni) e lascia

di Gi Elle

«In nove anni di mandato abbiamo messo a segno diverse operazioni strategiche. Ora è il momento di lasciare spazio ad altri»: Dario Ermacora non ha dubbi, fa un bilancio, di grandi soddisfazioni, del suo lungo impegno alla guida del Consorzio agrario Fvg e tira le conclusioni, ritenendo che si giunta l’ora di cedere il testimone ad altri, a nuove energie che siano in grado di portare una ventata di novità all’interno della importante struttura del settore primario in Friuli Venezia Giulia. Così, quella convocata per venerdì 26 giugno sarà la sua ultima assemblea in veste di presidente. «Dopo tre mandati consecutivi ritengo sia giunto il momento di lasciar spazio ad altri», dichiara infatti il viticoltore di Ipplis, nel cuore dei Colli orientali del Friuli – che per lungo tempo è stato anche alla guida della Coldiretti regionale -, ricordando che in quasi 10 anni di leadership «il Consorzio ha aumentato di ben 5 milioni il suo patrimonio, passando da 17 a 22 milioni, grazie a una gestione economicamente forte e a scelte strategiche che ci hanno portato ad andare oltre l’attività storica, tradizionale del consorzio, vale a dire quella legata ai mezzi tecnici, per dare valore alle produzioni». Dal latte al vino, passando per il pane e la quarta gamma.

«Siamo inoltre riusciti a “sfondare” il confine regionale conferendo in un’unica società i nostri servizi direzionali e quelli del Consorzio di Treviso-Belluno. Anche questa è stata un’operazione strategica – ricorda il presidente in vista dell’importante riunione della compagine sociale -: ci ha consentito di aumentare la capacità negoziale, di gestire insomma gli acquisti con una maggiore massa, ma anche di mettere a fattor comune i manager delle due strutture, aumentando così le competenze e le professionalità a servizio dei circa 2.200 soci».
I delegati delle due entità territoriali saranno chiamati venerdì mattina ad eleggere il nuovo consiglio di amministrazione e ad approvare il bilancio 2019 che chiude a 120 milioni di fatturato, 10 in meno rispetto all’anno precedente, per effetto di un calo prezzi generalizzato e della “cessione” del ramo vitivinicolo legato alla Cantina Vini San Giorgio, realtà messa in sicurezza dall’azienda di Basiliano che l’aveva rilevata nel 2011. Un’azione simile l’importante coop, che per dipendenti e volume d’affari è la più grande azienda agricola della regione, l’ha svolta anche nel settore lattiero-caseario con la fusione nel 2013 di Aprolaca, ex commerciale del latte, e nel 2014 con l’incorporazione della latteria di Venzone. «Abbiamo cercato di valorizzare il latte dei soci con un progetto di filiera e un marchio, Blanc, ceduto nel 2017 a Latte Carso spa di cui il Consorzio è diventato socio al 24% e che oggi trasforma il latte dei nostri 70 conferitori».

C’è però un’altra funzione di rilievo che il Consorzio agrario svolge per il fatto stesso di esistere: «Per la capillarità della sua presenza, l’azienda – che conta su ben 240 dipendenti e 38 sedi – svolge un formidabile ruolo di calmierante dei prezzi. Contribuisce insomma a tenerli mediamente più bassi. Tengo a ricordare che si tratta di una cooperativa – conclude il presidente – , che ha necessità di patrimonio per potersi garantire gli affidamenti bancari, ma che non punta al mero profitto, ma alla soddisfazione dei propri soci e a dare risposte al territorio. In attesa di farlo in assemblea venerdì, ringrazio tutti i dipendenti, in particolare il direttore Elsa Bigai, per il grande lavoro svolto in questi anni non facili e auguro al futuro presidente i migliori auguri di buon lavoro».

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In copertina, Dario Ermacora nella sua cantina di Ipplis, Colli orientali.

Ermacora: “L’agricoltura non si può fermare, comprate prodotti Fvg”

Da tre giorni è primavera e anche in Friuli Venezia Giulia le operazioni di semina sono ai nastri di partenza. Le aziende agricole si preparano, insomma, a tornare nei campi, motori di un’attività che non può permettersi blocchi, neanche in tempi di emergenza Coronavirus. Anzi, i mezzi tecnici di proprietà degli agricoltori promettono oggi di diventare doppiamente strategici. Tanto nei campi, quanto per strada. Con grande senso civico e di responsabilità, le imprese si sono infatti messe a disposizione delle autorità, a partire dai Comuni, per effettuare le necessarie opere di disinfezione del territorio utilizzando allo scopo le proprie attrezzature di irrorazione.

Dario Ermacora

Agricoltura e allevamento vanno dunque avanti e, nel contempo, prosegue la propria attività anche il Consorzio agrario Fvg, la più grande “impresa” regionale del settore. Con oltre 220 dipendenti e 2.200 soci, l’azienda di Basiliano continua con determinazione a lavorare per le imprese fornendo loro tutto ciò di cui necessitano: dai seminativi all’assistenza tecnica. “In questo momento di grande difficoltà – afferma il presidente Dario Ermacora – l’agricoltura non può fermarsi e noi con essa. Dobbiamo andare avanti e continuare a offrire alle imprese, tanto agricole quanto zootecniche, il nostro supporto e contribuire affinché non si interrompa il fondamentale flusso agroalimentare”. Naturalmente, nel pieno rispetto delle disposizioni previste dal protocollo del governo sul contenimento del virus nei luoghi di lavoro: dalla sanificazione di uffici e punti vendita alle distanze minime da tenere tra dipendenti, lavoratori ai quali va la riconoscenza della governance, dello stesso presidente Ermacora e del direttore Elsa Bigai: “Grazie per l’impegno e il senso di responsabilità con cui stanno affrontando la situazione”. Nel pacchetto di misure straordinarie attivate dal Consorzio figurano anche la consulenza telefonica e le consegne a domicilio, così da ridurre al minimo i contatti tra lavoratori e clienti

“Ci auguriamo che il periodo di difficoltà passi presto – conclude il presidente Ermacora –. Speriamo che si riveli almeno un’occasione per rivalutare i prodotti locali che oggi soffrono la concorrenza di quelli che arrivano da fuori e soprattutto che si guardi finalmente all’agricoltura come a un settore strategico quale è a tutti gli effetti, ma che troppo spesso in questi ultimi anni è invece stato trascurato”. Insomma, un appello a tener conto della qualità del Made in Fvg, privilegiandolo negli acquisti così da dare una boccata d’ossigeno alle aziende che lo producono.

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In copertina e qui sopra è il momento delle lavorazioni nei terreni.

Agricoltura e incentivi, oggi incontro al Consorzio Fvg

Nuovo appuntamento nel segno dell’agricoltura 4.0. Lo ha organizzato a Basiliano per oggi, 24 febbraio, alle 18.30, il Consorzio agrario del Friuli Venezia Giulia. L’appuntamento, che sarà ospitato nella sede consortile in via Luigi Magrini 2 ed è organizzato in collaborazione con PiùSicura srl, si aprirà con il saluto di Mario Pezzutti, responsabile del settore meccanizzazione dell’azienda di Basiliano, per poi proseguire con la presentazione del bando Isi 2019 per l’acquisto di macchinari e attrezzature agricole e con il credito d’imposta sui beni strumentali, introdotto dall’ultima legge di Stabilità nazionale. A seguire, il pubblico potrà rivolgere domande o richieste di chiarimento ai relatori.

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In copertina, la locandina dell’incontro odierno a Basiliano.

Le macchine agricole in crescita: + 12%. John Deere domani in mostra

Tornano ad investire le aziende agricole. Nonostante il periodo di recessione e la situazione non rosea dei cereali, le imprese sono tornate a metter mano al portafoglio per continuare e in certi casi intraprendere ex novo il necessario percorso di modernizzazione e digitalizzazione che investe anche il settore primario. Un processo che il Consorzio agrario del Friuli Venezia Giulia, con sede a Basiliano, sta cercando di accompagnare con vari strumenti. Tra questi, la commercializzazione di trattrici  e attrezzature 4.0, sempre più avanzate, capaci di garantire maggiore velocità, accuratezza e monitoraggio dei dati.
Che la strada sia quella giusta e che l’agricoltura abbia abbracciato anche in Fvg la sfida tecnologica, lo dicono i risultati degli ultimi anni: il Consorzio agrario – come informa una nota – ha messo a segno costanti aumenti di fatturato nel settore delle macchine e degli attrezzi, a due cifre nel corso dell’ultimo anno. Il 2019 si è infatti chiuso per questo settore con un +12%.


“La crescita è stata inizialmente lenta, poi ha accelerato, anche grazie ai bandi Inail sulla sicurezza e gli incentivi statali, al super e iper ammortamento, che hanno spinto diverse aziende ad investire per rinnovare la strumentazione. Accogliamo quindi con favore la conferma delle agevolazioni da parte del governo”, commenta la direttrice del Consorzio, Elsa Bigai.
Per presentare al pubblico le novità del settore, l’azienda- concessionaria esclusiva in Fvg di John Deere, marchio leader a livello mondiale nella produzione di macchine per l’agricoltura – ha organizzato per domani 11 gennaio, dalle 9 alle 17, una giornata di porte aperte. “Mostreremo al pubblico, addetti ai lavori e non, quanto di più innovativo c’è nel campo delle trattrici e delle attrezzature specilistiche che non ci limitiamo a vendere, ma per le quali – aggiunge Elsa Bigai – garantiamo un accurato servizio di post-vendita. Parliamo di macchine impegnative  – le più piccole costano come un miniappartamento, le più grandi quanto una villa – che permettono grazie a sofisticati sistemi elettronici e satellitari di controllare i consumi e i principali fattori produttivi, di evitare sprechi e sovrapproduzioni, di aumentare la capacità oraria di lavoro per ettaro e di fornire informazioni sulla tracciabilità e qualità dei prodotti ai consumatori finali ”. Insomma, di mettere l’innovazione a servizio dell’agricoltura per cercare di governare al meglio il lavoro in campo.

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In copertina e all’interno trattrici del marchio John Deere domani in mostra al Consorzio agrario Fvg di Basiliano.