Vigneti di Casarsa, triplicate le aziende che si affidano alle persone con fragilità

Con oltre 100 ettari di vigna lavorati con potatura e stralciatura da novembre 2020 a marzo 2021, e il triplo delle aziende agricole che oggi si affidano al servizio, cresce l’agricoltura sociale grazie al Piccolo Principe di Casarsa della Delizia. Infatti, da cinque anni, la cooperativa sociale sta portando avanti un progetto che mira a rendere le lavorazioni in vigneto sempre più inclusive con il coinvolgimento di oltre una quarantina di aziende vitivinicole locali e che ha pure l’obiettivo di contrastare lo sfruttamento e il caporalato in agricoltura. Tanto che il progetto è stato censito tra le buone pratiche nazionali rilevate dal progetto Rural Social Act del Fami (Fondo Asilo, Migrazione e Integrazione) 2014-2020 Interventi di integrazione socio-lavorativa per contrastare il caporalato.


In pochi anni sono aumentati i lavoratori impiegati per un totale di 20 persone coinvolte, la maggior parte delle quali si trovano in situazioni di fragilità, e pure le aziende agricole che hanno aderito a questo progetto di agricoltura sociale. Partner del progetto, avviato in primis con i Viticoltori Friulani La Delizia di Casarsa e ora allargatosi al Veneto, sono anche l’Azienda Sanitaria Friuli Occidentale, i Servizi Sociali del Territorio Uti Tagliamento, il Comune di San Vito al Tagliamento, e la rete informale Rasa (Rete Agricoltori Solidali Attivi).
«Nel 2017, quando siamo partiti con questo progetto – ha spiegato Tobia Anese, responsabile degli inserimenti lavorativi del Piccolo Principe – non credevamo di poter crescere così tanto e raggiungere questi numeri: ad oggi sono raddoppiate le persone assunte e quasi triplicate le aziende agricole partner del progetto. Siamo, infatti, arrivati a 20 persone assunte per mansioni legate alla viticoltura di cui per l’80 per cento con situazione di svantaggio quali fragilità mentali, disabilità, dipendenze, difficoltà di inserimento sociale. All’attivo – ha specificato – abbiamo quattro squadre di lavoratori: due impiegate nelle vigne dei Viticoltori Friulani La Delizia di Casarsa, e altre due squadre che lavorano rispettivamente per le aziende agricole locali della rete informale Rasa e a Santa Margherita di Fossalta di Portogruaro. Negli anni, poi, alcuni di questi lavoratori sono stati addirittura assunti dalle stesse aziende vitivinicole».

La cooperativa sociale Il Piccolo Principe è così passata dal collaborare nel 2018, primo anno di attività, con una quindicina di aziende sul territorio, ad oggi, triplicandone quasi il numero con oltre una quarantina di partner nel progetto. Aumentati anche i servizi: oltre alla stralciatura e potatura delle viti, vi è l’applicazione dei diffusori per la lotta sessuale in agricoltura, lavori di orto e giardino anche presso privati, con un’attenzione costante alla sostenibilità ambientale. Numeri davvero significativi se si pensa che ad oggi si è arrivati a 1000 ettari di applicazione di ferormoni per la confusione sessuale, utili per la lotta biologica in agricoltura, a 100 ettari lavorati, come si diceva, da novembre 2020 a marzo 2021 con potatura e stralciatura dei vigneti. «Ciò ha avuto delle ricadute positive – ha spiegato Anese -: maggiore benessere psicofisico dei lavoratori coinvolti, maggiore consapevolezza e stima di sé, acquisizione di nuove competenze, minore bisogno di assumere farmaci e di interventi medico-sanitari, con quindi un risparmio di investimento di risorse pubbliche da parte dello Stato. Inoltre, il progetto è stato recentemente inserito nel Rural Social Act, progetto Fami che, partendo dalle buone pratiche, promuove il ruolo dell’agricoltura sociale come sviluppo territoriale sostenibile, inclusivo, di qualità, capace di contrastare il caporalato e costituire argine alle agromafie e quindi come Piccolo Principe abbiamo il compito di intercettare situazioni a rischio per quanto riguarda caporalato e sfruttamento nei lavori agricoli».

Recentemente, lavoratori, aziende agricole, servizi sociali e specialistici si sono ritrovate per festeggiare questi bei traguardi raggiunti con un momento di convivialità alla Volpe sotto i Gelsi, la fattoria didattica e sociale a San Vito al Tagliamento e con l’occasione hanno conosciuto il nuovo sindaco Alberto Bernava e il nuovo assessore alle politiche sociali, Giacomo Collarile, che hanno avuto modo di ringraziare per il lavoro fin qui svolto e lanciare la nuova sfida della sostenibilità. «Ora i nuovi lavori di stralcio e potatura – ha concluso Anese -. Il nostro ringraziamento va a tutte le aziende agricole, piccole e grandi, che hanno creduto fin da subito nel nostro progetto di agricoltura sociale, in primis ai Viticoltori Friulani La Delizia di Casarsa: fin dagli esordi ci hanno dato fiducia, ci hanno permesso di crescere e continuano ad affidarsi a noi con entusiasmo».

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In copertina  e all’interno stralciatori impegnati nei vigneti e un momento della loro festa.

 

La Delizia, viticoltori sempre attenti al benessere di ambiente e persone

Rispetto per la natura e attenzione al benessere delle persone: il sistema produttivo dei Viticoltori Friulani la Delizia, cantina cooperativa di Casarsa tra le più importanti del Friuli Venezia Giulia, diventa sempre più sostenibile sia a livello ambientale che sociale in tutta la sua filiera. Il tutto grazie a scelte fondamentali come quella di utilizzare il sughero naturale per i propri tappi (ottenendo, tra le cantine della regione, la migliore “CO2 retention” ovvero nella compensazione di emissioni di anidride carbonica con dati tra i migliori d’Italia nel comparto vinicolo) o potenziare la lotta integrata in vigneto, dove operano anche persone con disabilità, fragilità psichiatrica e svantaggio sociale, attraverso le squadre di terzisti della cooperativa sociale “Il Piccolo Principe” che risponde ai bisogni dei Servizi Socio-sanitari del Territorio, aumentando il benessere e stabilità economica delle numerose persone assunte.  “Tante scelte – ha spiegato il presidente de La Delizia, Flavio Bellomo – che magari possono sembrare piccole se prese una per una ma che insieme portano a delle politiche concrete che la nostra cantina ha messo in campo per proteggere l’ambiente del territorio in cui operiamo e le comunità che a noi fanno riferimento”.

BOTTIGLIE A IMPATTO ZERO

A partire dai tappi in sughero naturale, che vengono forniti a La Delizia da una delle leader mondiali del settore, l’Amorim Cork. Il direttore generale della divisione italiana, Carlos Santos, ha recentemente consegnato al presidente Flavio Bellomo e al direttore commerciale Mirko Bellini la certificazione valida per il 2019 che ha visto evitare la dispersione in ambiente di 1360,8 tonnellate di CO2 grazie ai tappi utilizzati nei 12 mesi per l’imbottigliamento nella cantina casarsese. Un dato che pone la cantina al primo posto come volume di anidride carbonica risparmiata all’ambiente in Friuli Venezia Giulia.
Un dato particolarmente significativo, visto che alla capacità dei tappi in sughero naturale di trattenere la CO2 va aggiunto anche quella delle intere foreste di quercia da sughero che l’Amorim Cork coltiva, come evidenziato dalla ricerca condotta dalla società PricewaterhouseCoopers e Ernst&Young.
“Ci è stato così comunicato – ha sottolineato Bellomo – che le nostre scelte in materia di tappi hanno un impatto positivo sulla riduzione dei gas serra, che vanno dai 309 grammi di CO2 non emessi per singolo tappo generico fino ai 562 per quelli da spumante che in gran parte utilizziamo. Numeri che bilanciano l’anidride carbonica emessa nelle nostre altre fasi produttive (basti pensare che secondo la citata ricerca l’impronta di carbonio per la produzione di una singola bottiglia in vetro vengono emessi tra i 330 e 500 grammi di CO2, ndr) e che ci avvicinano verso l’impatto zero, uno dei nostri obiettivi futuri”.

VIGNETO SEMPRE PIÙ ECOSOSTENIBILE

Ma, come detto, l’obiettivo sostenibilità inizia già nel vigneto. “Da un triennio- ha aggiunto Bellomo – stiamo utilizzando sempre più i diffusori di ormoni per confondere insetti infestanti come tignole e tignolette. Una pratica rispettosa dell’ambiente che permette di evitare ben tre trattamenti insetticidi nelle vigne all’anno. Similmente abbiamo realizzato altri interventi ecocompatibili a base di ormoni contro la cocciniglia. Aggiungiamo poi che i mezzi agricoli per i trattamenti stabiliti per legge, come quello per la flavescenza dorata della vite, hanno ormai dei sistemi che abbattono la dispersione dei prodotti sanitari nell’aria. Per questo abbiamo iniziato un percorso di certificazione SQNPI per la produzione integrata e possiamo tranquillamente dire che i nostri vigneti, tra quelli della nostra azienda agricola di Pantianicco e quelli di molti dei nostri soci, sono sempre più amici della natura”.
Ne è testimonianza tra i filari la presenza di insetti utili come le api. “Infatti, stiamo aderendo con numeri in crescita tra i nostri soci – ha sottolineato il presidente de La Delizia – al progetto “Adotta un alveare” che a livello regionale inserisce le arnie a ridosso dei vigneti, a testimonianza di come una coabitazione tra viticoltori e apicoltori sia possibile”.

ATTENZIONE AL SOCIALE

E la posa in vigna dei dissuasori ormonali della lotta integrata avviene attraverso la collaborazione con la cooperativa sociale Il Piccolo Principe, di Casarsa, che ha formato persone con svantaggio provenienti dai Servizi dall’Azienda sanitaria del Friuli Occidentale e dai Servizi Sociali del territorio e persone disoccupate o in mobilità, per compiere questo come altri lavori agricoli quali la stralciatura e potatura delle viti. “Una collaborazione – ha concluso Flavio Bellomo – che ha portato una ventina di persone a lavorare nelle vigne dei nostri soci svolgendo un ottimo lavoro con relativo compenso e a ottenere benefici terapeutici e di integrazione sociale: come ci hanno spiegato dalla cooperativa sociale, con la quale collaboriamo con piacere ormai da tre anni, avere un impiego con orari giornalieri, aumenta la socialità delle persone e le proprie autonomie, diminuisce l’intervento sanitario per visite mediche, ricoveri e somministrazione di farmaci. Per alcune persone si assiste ad una vera rinascita”.

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In copertina, Bellomo e Bellini mostrano l’importante certificazione; e qui sopra sono con il direttore di Amorim Cork Carlos Santos.