Dopo un avvio nel segno dei giovanissimi con i laboratori “NanoPičule” pensati per bambini e ragazzi dai 6 ai 14 anni per imparare a “pensare sostenibile”, entra nel vivo la quarta edizione di NanoValbruna, il Festival Green internazionale del Friuli Venezia Giulia ideata e organizzata da ReGeneration Hub Friuli, che riunisce a Valbruna fino a martedì 1° agosto scienziati, imprenditori e docenti assieme a centinaia di giovani e giovanissimi da tutto il mondo per parlare di ambiente e tutela degli ecosistemi.
Già sbarcata nel cuore delle Alpi Giulie la delegazione Onu proveniente da Europa, Stati Uniti e Australia che sarà protagonista, nella mattinata di domani 31 luglio, di un meeting internazionale su cibo e agricoltura sostenibile: un incontro ispirato al summit internazionale tenutosi lo scorso autunno alle Nazioni Unite. Due moderatrici d’eccezione per questo appuntamento: Tess Mateo, da New York, consulente speciale per le questioni di genere e clima presso le Nazioni Unite, e Chantal Line Carpentier, da poco nominata capo di Commercio, Ambiente, Cambiamento climatico e Sviluppo sostenibile dell’agenzia Unctad delle Nazioni Unit.
Spazio a NanoValbruna anche alle Green Experience. Con il supporto di 10 guide locali vengono proposte differenti esperienze e percorsi, tra e-bike, forestbathing e le uscite con i cani da slitta programmate domenica. Tra gli eventi di spicco dell’edizione il contest internazionale “Baite Innovation Award”, concorso rivolto a giovani ricercatori e aspiranti imprenditori che presenteranno i loro progetti di start up innovative e sostenibili: a scegliere il vincitore una Giuria internazionale di cui fanno parte anche alcuni dei delegati Onu. I vincitori della migliore proposta (ne sono arrivate 42 da tutto il mondo) saranno annunciati nell’ultima giornata del festival, martedì prossimo, prima dell’evento conclusivo. A suggellare l’edizione 2023, infatti, attesa la reporter scientifica multimedia Silvia Lazzaris, tra i collaboratori di Will Media, vero fenomeno dell’editoria di questi ultimi anni, innovativa e seguitissima community social con 2milioni di followers. L’incontro sarà condotto dalla giornalista Rai Marinella Chirico.
Sapori a Nord-Est, Daniela Francescutto racconta agli emigranti i piatti Fvg
Il legame affettivo con la terra d’origine, per chi l’ha lasciata, passa anche attraverso la cucina: piatti della tradizione e di famiglia aiutano i corregionali del Friuli Venezia Giulia sparsi per il mondo a mantenere lo spirito identitario e la forza degli affetti. Su richiesta di alcuni suoi Segretariati, dall’Australia al Sud America, l’Ente Friulano Assistenza Sociale Culturale Emigranti di Pordenone ha quindi deciso di preservare e divulgare ulteriormente questa ricchezza culinaria, attraverso il progetto “Sapori a Nord-Est”.
A partire da oggi, 21 giugno – sul sito dell’Ente www.efasce.it, sul suo canale YouTube e sulla pagina Facebook -, ogni mese sarà dedicato ad un nuovo tema gastronomico, con diverse ricette illustrate nei video tutorial con la food blogger Daniela Francescutto, autrice di apprezzati libri di ricette (come per esempio “Racconti di campagna e di cucina” 2017, Biblioteca dell’Immagine), nonché anima, assieme a Colleen Beckett, del seguito blog “We Cook at Home – cucinare per vivere meglio”. Sempre con cadenza mensile, tutti gli appassionati di cucina potranno collegarsi in diretta streaming per rivedere i punti salienti delle preparazioni e fare domande alla Francescutto.

Le riprese, effettuate nel magnifico casale Santa Caterina di proprietà di Daniela, immerso nella campagna di San Vito al Tagliamento, vedranno in ogni puntata raccontate con gusto ricette che possono essere realizzate a casa anche dai meno esperti. Ogni piatto avrà la sua storia, i suoi ingredienti, i suoi profumi e gusti unici che caratterizzeranno tutte le realtà geografiche della nostra regione: dalle valli del Pordenonese alle colline moreniche di San Daniele, dalla Carnia all’Isontino, fino alla zona costiera. Saranno utilizzati formaggi tipici, legumi, carni, verdure, frutta e pesce, accompagnati da vini e distillati unici del Friuli Venezia Giulia.
“Un’occasione – spiega il presidente dell’Efasce, Gino Gregoris – per chi ha lasciato il Friuli Venezia Giulia di ricordare ricette e gusti della sua terra, come anche nel caso di emigranti di seconda-terza generazione e oltre, di non dimenticare la sapienza gastronomica dei loro genitori, nonni e bisnonni. Con piacere abbiamo raccolto l’invito arrivatoci dai Segretariati e – grazie al sostegno della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, della Fondazione Friuli e al contributo della BCC Pordenonese e Monsile – abbiamo potuto realizzare attraverso l’impegno della nostra segreteria una prima serie formata da quattro temi mensili, dodici ricette e altrettanti abbinamenti di vini grazie alla collaborazione con AcinoNobile, il videoblog sulla cultura enologica più influente d’Italia. Puntate che confidiamo possano piacere anche a chi vive ancora in Friuli Venezia Giulia, visto che hanno un taglio moderno e accattivante e Daniela Francescutto ha saputo raccontare ancora una volta con grande passione quanto ruota a livello enogastronomico attorno alla nostra terra”.
La prima puntata, di oggi 21 giugno, darà il via al progetto con un classico prodotto della primavera inoltrata: l’asparago con il suo abbinamento per eccellenza, le uova, per una preparazione immancabile sulla nostra tavola, ovvero asparagi e uova in tre varianti.
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In copertina e all’interno tre immagini di Daniela Francescutto durante le riprese di “Sapori a Nord-Est”.
I kiwi friulani conquistata la Nuova Zelanda ora puntano dritti all’Asia
di Giuseppe Longo
E ora il kiwi friulano va alla conquista dell’Asia, proprio da dove partì nell’Ottocento per le strade del mondo diffondendosi, nel secolo scorso, soprattutto in Nuova Zelanda e arrivando anche qui una quarantina di anni fa. Curiosa, vero, l’evoluzione di questo frutto che è un autentico concentrato di vitamina C (più ancora degli agrumi), preziosa per contrastare i malesseri dell’inverno. Ma oltre a questa salutare proprietà è molto gradevole sulla tavola – ricorda alquanto la fragola -, ottimo nelle macedonie, ma anche così, al naturale, tagliato a fettine. E’ prodotto dalla pianta che botanicamente si chiama Actinidia chinensis, perché è proprio la Cina che nelle campagne più calde e umide della sua parte meridionale lo coltiva da parecchie centinaia di anni, attestandosi come primo produttore mondiale. Poi, da qui, la coltura ha appunto cominciato a diffondersi, trovando un ambiente ideale soprattutto in Nuova Zelanda – dove ha assunto il nome che, data la sua forma ovale e pelosa, ricorda l’uccello simbolo di quella nazione -, terra dalla quale ha poi preso altre vie, arrivando anche in Europa, dove l’Italia ne è diventato il maggior produttore (secondo a livello mondiale), e il Friuli l’ha subito “adottata” con convinzione, realizzando moderni impianti che danno un prodotto di alta qualità. Che non soddisfa ovviamente soltanto le nostre tavole, ma anche quelle di mezzo mondo, attraverso un export diretto con successo anche verso il lontano Paese australe dal quale ci arrivano i frutti quando le nostre scorte sono esaurite. E che ora guarda anche all’Asia, proprio alla terra di origine della specie.
Frutti vicini alla raccolta. (Wikipedia)
Produttrice di punta in regione è la Friulkiwi di Rauscedo, paese in riva al Tagliamento che è leader mondiale delle barbatelle. E ora, terminato l’ampliamento, sviluppatosi in più annualità, per la cooperativa agricola (costituita nell’ormai lontano 1984), è tempo di bilanci operativi e progetti per il futuro. Il recente ammodernamento della struttura, di cui la nuova cella per il prodotto confezionato è l’anello finale, ha portato la Friulkiwi ad avere a disposizione una capacità frigorifera pari a 6.400 tonnellate complessive di prodotto di cui 200 tonnellate, circa, per il prodotto confezionato, congiuntamente a una linea di calibratura completamente automatica e a diverse linee di confezionamento. Tutto ciò finalizzato alla conservazione, preparazione per il mercato e commercializzazione del prodotto dei propri soci che hanno le loro sedi aziendali, principalmente, nelle provincie di Udine e Pordenone.
Il presidente, Juri Ganzini, afferma con soddisfazione: «A oggi, la base produttiva è composta da 120 soci con una superficie totale di circa 300 ettari. La quasi totalità della produzione è venduta al di fuori dell’Europa, principalmente in Nord America, ma anche in Australia e Nuova Zelanda (terzo produttore mondiale!). Ad ampliamento completato, ora la cooperativa guarda all’Asia, mercato estremamente interessante per l’Actinidia, senza perdere di vista la sostenibilità e il miglioramento della qualità. Per tale ragione la Friulkiwi, da ormai un decennio, fornisce gratuitamente le piante di Actinidia ai nuovi produttori che desiderino mettere a dimora nuovi impianti purché si associno alla cooperativa senza, per questo, trascurare i produttori esistenti non associati ai quali è in grado di offrire diverse opportunità di relazione commerciale. Non bisogna dimenticare, inoltre – conclude Ganzini -, che una concentrazione del prodotto friulano in un’unica struttura avrebbe il doppio vantaggio di dare risposte concrete al territorio (in alternativa ai seminativi, a esempio) creando, nel contempo, nuovi posti di lavoro».
Parole significative, dunque, dal presidente di Friulkiwi e che dimostrano come questa produzione sia in ottima salute – proprio come quella che i suoi frutti ci regalano -, anche per le interessantissime prospettive commerciali che ora le si dischiudono pure nell’immenso continente asiatico. Insomma, una preziosa boccata d’ossigeno per l’economia assicurata dall’agroalimentare friulano.
La sede di Rauscedo e kiwi in cassetta pronti per il mercato.
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In copertina, i caratteristici frutti che sono un concentrato di vitamina C.
“Cantine Aperte” baciate dal sole: che successo! Oggi chiude “Borderwine”
di Gi Elle
E ora si ricomincia! Puntuale, come da previsioni Osmer, la pioggia è ritornata. E probabilmente sarà così per tutta la settimana. Non se ne può più, anche perché nei vigneti questa insolita situazione meteo sta causando danni seri. La vite ha infatti accumulato un clamoroso ritardo vegetativo – non meno di quindici giorni – che inevitabilmente si rifletterà sul prosieguo della stagione. L’anno scorso, a fine maggio i grappoli erano tutti in fiore (allora con notevole anticipo), come mostrava la foto scattata sul Collio e pubblicata sabato nell’articolo che ha inaugurato questo sito dedicato al Vigneto Fvg. Una situazione molto delicata che fa tornare in mente l’anomala annata del 2014 quando, come i nostri viticoltori ricordano, la pioggia l’aveva fatta da padrona praticamente tutta l’estate. Speriamo però che questo non si ripeta: incrociamo le dita.
Per il momento ci si può consolare almeno col grande successo che “Cantine Aperte 2019” – 27a edizione – ha riscosso grazie a una tregua di due giorni del maltempo. Il ritorno del sole ha infatti invogliato migliaia di enoturisti a visitare le aziende che avevano aderito alla ormai tradizionale manifestazione del Movimento Turismo del Vino del Friuli Venezia Giulia. E così pure “Borderwine” a Cividale ha fatto il pieno di visitatori: la bella manifestazione si concluderà oggi, per cui i “vini naturali” – anche di Austria e Slovenia – attendono altri estimatori nel chiostro di Santa Maria in Valle.
Enoturisti in una cantina Fvg.
Cantine Aperte – Bilancio molto positivo per la manifestazione che ha coinvolto tanti giovani e stranieri. Ieri e sabato è stata una vera e propria festa per gli enoturisti: due giornate ricche di degustazioni, incontri, cene a tema e approfondimenti sulla cultura del vino che hanno portato nelle cantine della regione appunto migliaia di persone a dimostrazione che un’eccellenza agroalimentare del nostro territorio, il vino appunto, rappresenta un veicolo importante per conoscere l’intera identità del Friuli Venezia Giulia.
La manifestazione, organizzata da Mtv Fvg, negli anni è cresciuta costantemente sia nella qualità dell’accoglienza sia nelle molteplici iniziative collaterali proposte dalle cantine. Degustazioni di prodotti tipici abbinati ai vini regionali, mostre d’arte e di fotografia, abbinamenti polisensoriali, visite a castelli, abbazie e siti archeologici, appuntamenti culturali: questo e molto altro è stato vissuto in prima persona dagli “enoappassionati” che hanno visitato le cantine in questi due giorni. Le variegate proposte, pensate per far vivere sempre nuove esperienze agli appassionati del vino, hanno contribuito al bilancio più che positivo della manifestazione, che ha coinvolto migliaia di enoturisti non solo Fvg ma provenienti anche dalla Germania, dall’Austria, dalla Slovenia, da tutto il Nord Italia e addirittura dall’Australia. L’elevato numero di partecipanti ha generato un importante ritorno economico per tutto l’indotto che gravita attorno a Cantine Aperte come le strutture ricettive e ristoranti.
“È il turista di qualità quello che ha scelto Cantine Aperte, curioso e pronto a conoscere il nostro territorio e la nostra cultura vitivinicola”, sottolinea la presidente del Movimento, Elda Felluga, la quale aggiunge: “Siamo felici e soddisfatti del risultato ottenuto. L’atmosfera vivace e positiva di sabato, con l’affluenza alle visite e alla sempre richiestissima Cena con il Vignaiolo, ha caratterizzato anche la giornata di domenica, a completare un weekend bellissimo che celebra il vino e le sue terre! Il risultato lusinghiero di questa edizione è stato raggiunto anche grazie alla sinergia con diverse realtà e associazioni locali, nell’ottica di una costante valorizzazione di tutto il territorio regionale e delle sue peculiarità. Desidero ringraziare PromoTurismoFvg che da sempre sostiene questa manifestazione, tutte le cantine per il loro costante impegno nell’offrire all’enoturista nuovi emozionanti momenti d’incontro, e i volontari dell’Unicef perché anche quest’anno Cantine Aperte è stata sinonimo di solidarietà. Infine, desidero sottolineare come sempre di più negli anni abbiamo visto i giovani avvicinarsi con rispetto e curiosità al mondo del vino, approfondendone la conoscenza al motto di ‘Vedi cosa bevi’, da sempre filo conduttore delle attività promosse dalla nostra associazione”.
Ricordiamo, infine, che Cantine Aperte ha segnato anche l’apertura ufficiale del 20° Concorso Internazionale per illustratori “Spirito di Vino” che viene annualmente indetto da Mtv Fvg e che raccoglie le più belle e divertenti illustrazioni satiriche sul tema del vino realizzate da vignettisti di tutto il mondo. La scelta di affidare un messaggio sul vino all’espressione pungente della satira è ciò che contraddistingue da sempre questo concorso. Un’originale e accattivante sfida lanciata ogni anno in tutto il mondo, in cui il tema del vino si rivela un elemento culturale in grado di essere spunto infinito di inedite creazioni. Aperta da ieri la partecipazione, le opere possono essere invitate fino al prossimo 14 ottobre.
Elda Felluga
Borderwine – Appuntamento anche oggi, dunque, nella splendida Cividale, con la quarta edizione di Borderwine, il Salone transfrontaliero del Vino Naturale organizzato da Fabrizio Mansutti Valentina Nadin. Tra i suggestivi portici del monastero – che custodisce gelosamente anche il Tempietto Longobardo -, viene proposto un affascinante tour enogastronomico che, oltre a racchiudere il meglio del vino naturale italiano, abbraccia i confini del Nord-Est: ci sono infatti oltre 60 cantine, venti delle quali provenienti dalle vicine Austria e Slovenia.
“Ad oggi, infatti – osservano le Città del vino Fvg -, il Salone cividalese può venir considerato come un’eccellenza nel panorama italiano dedicato al vino naturale coltivato e prodotto secondo parametri rigidi: la scelta dei terreni, il rispetto della loro biodiversità, l’esclusione di alcun utilizzo di pesticidi, additivi o di manipolazione chimica o fisica. I criteri che permettono alle cantine di partecipare sono i più rigidi tra tutte gli eventi italiani dedicati al vino secondo natura. Il futuro dell’enologia e dell’agricoltura, infatti, deve tener sempre di più conto sia del rispetto delle risorse ambientali, sia ai possibili effetti dannosi legati alla ‘chimica’ dei vini”. Alla importante iniziativa collaborano SlowFood e l’Associazione Italiana Sommelier del Friuli Venezia Giulia. Per ulteriori informazioni: www.borderwine.eu, Fb www.facebook.com/borderwineitaly, e-mail info@borderwine.eu
Una degustazione a Rosazzo.
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In copertina, il sole ha favorito il successo di Cantine Aperte.







