Torre-Natisone, sabato ad Attimis invito all’ultima camminata con le Pro Loco tra boschi, chiesette e gustosi prodotti tipici

Si conclude con un’uscita pomeridiana nel cuore dell’autunno il calendario 2025 di “Sentieri Pro Loco Fvg”, il progetto escursionistico curato dal Consorzio Pro Loco Torre Natisone Unpli Aps, con il sostegno dell’Unpli nazionale e la collaborazione tecnica delle guide ambientali di Wild Routes. La camminata finale si terrà sabato prossimo, 25 ottobre, ad Attimis, con un percorso che porterà i partecipanti alla scoperta dello Zùc di Giai e della suggestiva chiesetta di Madone d’Aiut, immersi nei colori della stagione.

Il ritrovo è fissato per le ore 14 al Campo sportivo di Attimis, in via Divisione Julia, con partenza alle 14.30. Il percorso, adatto anche ai meno esperti, ha una lunghezza di circa 2,2 chilometri e un dislivello contenuto di 150 metri. Il tempo stimato di percorrenza è di due ore. La camminata si svolge in gran parte all’ombra del bosco, su sentieri ben segnalati e piste forestali selciate. In questa stagione, non è raro imbattersi in qualche castagna lungo il cammino. La difficoltà è media e l’escursione è accessibile anche alle famiglie con bambini (dai 6 anni in su), mentre non sono adatte carrozzine o passeggini. Si raccomanda abbigliamento da montagna e scarpe da trekking.
A fine escursione, la Pro Loco Alta Val Malina Attimis accoglierà i camminatori con un momento conviviale all’insegna dei sapori locali: salumi del territorio, il tradizionale risotto alle fragole e vini locali saranno serviti a tutti i partecipanti. Il costo per l’intera attività è di 15 euro per gli adulti, 10 euro per i ragazzi tra i 12 e i 18 anni accompagnati da un adulto, gratuita per i bambini sotto i 12 anni. La prenotazione è obbligatoria entro le ore 18.00 del giorno precedente, telefonando al 333 45 64 933. L’organizzazione si riserva la possibilità di annullare l’escursione in caso di maltempo o di numero insufficiente di partecipanti (meno di 10 iscritti).

Il Museo del vino e del territorio un’iniziativa per Nimis e il suo Ramandolo in sintonia con gli obiettivi del progetto turistico “Benecia”

di Giuseppe Longo

NIMIS – Nella storica Osteria di Ramandolo, classico ed inconfondibile punto di riferimento del prezioso vino che porta lo stesso nome della borgata adagiata sulle pendici della Bernadia – e che da quasi un quarto di secolo beneficia della denominazione di origine controllata e garantita, massimo riconoscimento per un vino di qualità primo ad essere riconosciuto nella nostra regione -, si è parlato l’altra sera anche del bellissimo progetto volto a creare a Nimis – rinomata Città del vino del Friuli Venezia Giulia – un Museo del vino e del territorio. Un’iniziativa partita, come si ricorderà, dalla Biblioteca civica e subito sostenuta dal Comune pedemontano attraverso il commissario straordinario, Giuseppe Mareschi, che regge la pubblica amministrazione in attesa del voto del 13 aprile, in vista del quale è in piena attività la formazione delle liste – si parla addirittura di quattro! – dalle quali dovranno emergere i nuovi amministratori che avranno il compito, fra tanti altri, di assecondare pure questo progetto che avrebbe un grosso significato per la promozione della zona e delle sue peculiarità. Nelle scorse settimane, infatti, c’era stato anche un sopralluogo a Casa Comello, in piazza 29 Settembre, con lo stesso dottor Mareschi al fine di verificare la sua idoneità a ospitare la struttura museale, oltre alla esposizione permanente delle opere di Tita Gori, salvate dopo il terremoto e che che erano state proposte nella magnifica mostra allestita l’anno scorso, con grande successo, nell’antica Pieve.

L’occasione per parlare del Museo del vino e del territorio – quindi con il Ramandolo Docg al centro della originale iniziativa – è stata offerta dalla presentazione di “Benecia”, il progetto di valorizzazione turistica della fascia confinaria del Friuli Venezia Giulia con la Repubblica di Slovenia, della quale fa parte anche Nimis assieme ai vicini Comuni di Attimis, Taipana e Lusevera, ma anche, partendo da nord, Tarvisio, Malborghetto-Valbruna, Resia, Faedis, Torreano, Pulfero, San Pietro al Natisone,  Savogna, San Leonardo, e quindi Grimacco, Drenchia, Stregna, Prepotto e Cividale. Tanto per restare nella provincia di Udine, perché poi la linea di confine prosegue nel Goriziano e nel Triestino, dal Collio al Carso fino a Muggia. Si tratta, in pratica, delle località ai piedi del Canin e del Mangart, dei Musi, del Gran Monte e del Matajur, dove si conservano le radici e la parlata slovena, che nelle vallate del Cornappo e del Torre si esprime nel caratteristico dialetto “po nasen”. Per queste Valli, oltre e soprattutto per quelle del Natisone, si usa – come ha fatto osservare il resiano Sandro Quaglia, dirigente dell’Istituto per la cultura slovena – anche il termine “Benečija” (nella declinazione d’oltreconfine), che però non ha valenza geografico-territoriale, bensì espressione di una entità culturale con un evidente riferimento al periodo del dominio, anche in queste aree, della Repubblica di Venezia, mentre nelle zone di Gorizia e Trieste, da Dolegna del Collio al mare, regnava l’Impero Asburgico.
Quaglia – intervenuto con alcuni collaboratori – ha spiegato, nel contempo, che l’Istituto per la cultura slovena è stato costituito nel 2006 con l’intento di coordinare e affrontare con maggiore efficacia ed incisività la questione del consolidamento e della promozione della lingua e della cultura storicamente tipiche dell’area confinaria. Copre, con la sua attività, tutto il territorio di questa fascia a contatto con la Slovenia, dalla Valcanale e Resia (sebbene quest’area abbia una particolarità tutta sua: ricordate le parole della famosa villotta di Arturo Zardini “Da la Russie l’antenât stabilît sot il Cjanin…”) alle Valli del Torre, e quindi anche Nimis, e del Natisone. Proprio per quanto riguarda la “Benecia” sono stati presentati, anche attraverso una dettagliata proiezione di diapositive, gli obiettivi turistici del comprensorio e le manifestazioni che lo caratterizzano, come l’imminente Carnevale di Nimis. E fra questi obiettivi rientra, a buon diritto, proprio il progettato Museo del vino del quale hanno parlato la responsabile della Biblioteca comunale, Angelika Pfister, e Mauro Tubetti – più noto come dg Tubet -, anche con riferimento ai bandi attraverso i quali attingere ad adeguati finanziamenti per poter affrontare le prevedibili spese di allestimento, promozione e gestione, tutte attività che potrebbero fare riferimento alla già esistente associazione “Oro di Ramandolo” che organizza l’annuale e sempre riuscitissima manifestazione enologica di San Martino. Nell’occasione, è intervenuto anche Massimiliano Misdaris, presidente di Maglia Nera, il molto attivo sodalizio sportivo che si occupa, lodevolmente, della sistemazione e valorizzazione dei sentieri nel comprensorio montano che ha al centro proprio la Bernadia con la diffusione della pratica, sempre più popolare, della mountain bike. All’incontro c’erano anche vignaioli di Sedilis, visto che la zona del Ramandolo Docg si estende pure nel Comune di Tarcento.
Insomma, un incontro molto interessante che è servito, come detto, a mettere l’accento su iniziative che potrebbero decollare a Nimis, come appunto il Museo del vino e del territorio a Casa Comello, dove già funziona l’ufficio Iat che assicura un utile servizio di informazione turistica. Logicamente si tratta, per ora, dei classici “ferri in acqua” perché il tutto dovrà necessariamente fare capo, anche per una ovvia questione di tempi, alla nuova amministrazione comunale che, come detto, uscirà dalle elezioni amministrative convocate per la ormai sempre più vicina Domenica delle Palme.

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In copertina, la zona di produzione del Ramandolo Docg durante la vendemmia; all’interno, gli interventi di Sandro Quaglia, Massimiliano Misdaris, Angelika Pfister e Mauro Tubetti;  infine, Nimis e l’osteria frazionale visti dalla storica chiesetta.

SaporiBus domenica porta ad Attimis alla bella Sagra delle fragole e dei lamponi

Farà tappa ad Attimis, domenica 2 luglio, il pullman turistico “SaporiBus nel Friuli Orientale”, il nuovo servizio di fruizione e valorizzazione turistica organizzato da Consorzio fra le Pro Loco Torre Natisone – Tor Nadisôn – Ter Nediža con l’adesione della Pro Loco Buri, Pro Loco Alta Val Malina Attimis, Pro Loco Cividale del Friuli, Pro Loco Manzano e Pro Loco del Comune di Nimis.

Risotto con le fragole.


Un’occasione unica per visitare e mangiare alla invitante Sagra delle Fragole e dei Lamponi di Attimis con anche due degustazioni guidate: la prima all’azienda agricola Martinuzzi con degustazione di miele e spiegazione di come viene prodotto lo zafferano e la seconda alla tenuta Valdomini con degustazione di due vini. Senza preoccuparsi di parcheggi e con la sicurezza di venire accompagnati da Udine a Attimis comodamente in pullman, la seconda tappa permetterà di scoprire la storica sagra dedicata ai piccoli e deliziosi frutti di bosco e alcune aziende che sono un’eccellenza del Friuli Venezia Giulia.
“Saporibus è una novità – ha affermato il presidente del Consorzio, Gianfranco Specia – nel panorama dell’offerta turistica in Friuli Venezia Giulia. Una proposta che dà slancio al turismo con un occhio alla sostenibilità ambientale perché incoraggia lo spostamento in gruppo. Invitiamo le persone che desiderano spostarsi in sicurezza, senza preoccuparsi di dover guidare e trovare parcheggio, con la possibilità di mangiare e bere fuori ad iscriversi a questa gita ad Attimis che darà la possibilità, oltre che di pranzare insieme nella Sagra, di fare interessanti degustazioni di prodotti tipici del territorio”.
Dopo Attimis, il pullman di Saporibus farà tappa domenica 27 agosto a Cividale con passeggiata tra le bancarelle del mercatino di antiquariato Il Baule del diavolo, pranzo Al Campanile, oltre che visita al tempietto longobardo e museo del Duomo. Di seguito, domenica 3 settembre il bus raggiungerà Manzano per il tradizionale programma del “Settembre manzanese”, ma ci sarà tempo anche per la visita della splendida Abbazia di Rosazzo e una sosta all’azienda Schianchi con degustazione di confetture e spezie. Chiuderà le escursioni di gruppo, domenica 10 settembre, la tappa all’Antighe Sagre des Campanelis di Nimis, che conta ben 507 edizioni, con visita all’antica Pieve dei Santi Gervasio e Protasio e sosta all’azienda agricola Il Roncat (degustazione di due vini) e alla Distilleria Ceschia (degustazione tre grappe e dolci tipici).

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In copertina, i lamponi caratteristici frutti estivi ai quali è dedicata la sagra di Attimis.

Torre e Natisone, tra boschi e vigneti (da giugno) sui Sentieri delle Pro Loco

Tra le Valli del Torre e del Natisone, ritorna “I Sentieri delle Pro Loco” ovvero il programma di escursioni guidate da giugno a ottobre alla scoperta di vette, acque, foreste, vigneti e storia. Son 13 le Pro Loco, tutte aderenti al Consorzio Pro Loco Torre Natisone – Tor Nadisôn – Ter Nediža, che contribuiscono al calendario. Quest’anno saranno 10 le escursioni da fare assieme alle guide di Wild Routes che offriranno agli escursionisti emozioni uniche in angoli più o meno conosciuti del territorio. Le Pro Loco coinvolte sono quelle di Campeglio, Colloredo di Faedis, Masarolis, Torlano, Subit, Amici di Prossenicco, Savorgnano, Nimis, Porzus, Val Cornappo, Valle di Soffumbergo, Torreano e Attimis.

“Un programma ricco di escursioni – ha affermaato il presidente del Consorzio, Gianfranco Specia –, pensato per le persone che amano stare all’aria aperta. Questo è il territorio ideale per chi vuole fare forest bathing: sarà infatti possibile immergersi nella natura che è un toccasana per anima e corpo. Ma le escursioni sono interessanti anche per chi ama gli aspetti non solo naturalistici, ma pure quelli storici e culturali. Lungo i sentieri si trovano tracce di storia moderna, come strade militari e linee difensive della Prima Guerra Mondiale e di storia remota: resti di castellieri, di strutture fortificate tardo-antiche e medievali e di insediamenti romani. Siamo sempre più convinti dell’importanza di offrire occasioni di turismo esperienziale e tutto ciò è possibile grazie al grande contributo dei volontari delle nostre Pro Loco, custodi della sentieristica che con il proprio impegno contribuiscono a mantenere pulita dalla vegetazione spontanea e accessibile lungo il corso dell’anno”.

USCITE – Si partirà domenica 4 giugno a Savorgnano con l’escursione tra le Tor e lis Culinis. A seguire domenica 25 giugno a Lusevera Le tradizioni in alta Val Torre. A luglio le uscite programmate sono due: domenica 9 luglio a Masarolis per l’escursione Le cascate del Preloh e domenica 30 luglio a Prossenicco per Le cascate della Cukula. Ad agosto in calendario domenica 6 a Subit l’Anello della Strega e delle Agane e domenica 27 in Val Cornappo con l’Anello delle Sorgenti del Cornappo. Domenica 3 settembre appuntamento a Porzus per l’Anello delle Malghe di Porzus. Tre le escursioni programmate ad ottobre: domenica 1 ottobre a Torlano per Tra i vigneti di Torlano e Ramandolo, domenica 8 ottobre a Valle di Soffumbergo per Monte San Lorenzo e Joanaz e domenica 28 ottobre Attimis, alle ore 14.30 per Lo Zuc di Giai. Tutte le escursioni in programma prevedono il ritrovo alle ore 8.30 con partenza alle 8.45/9.00 (tranne l’escursione del 28 ottobre con ritrovo alle ore 14.30),

COSTI – Sono di 15 euro intero e di  7,50 ragazzi 12-18 anni accompagnati / gratis minori 12 anni accompagnati.

ISCRIZIONE – Per iscrizioni, inviare un messaggio WhatsApp al cell. 333 4564933 al Consorzio Pro Loco Torre Natisone, specificando: nome, cognome, numero partecipanti.

Maggiori info su www.consorzioprolocotorrenatisone.it

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In copertina, momento di riposo per un escursionista sui monti dell’invitante comprensorio Torre-Natisone.

Torre Natisone, ottimo il bilancio per le uscite su monti e valli con le Pro Loco

Da angoli naturali ancora incontaminati a borghi ricchi di storia, alle memorie della Grande Guerra e scorsi panoramici da togliere il fiato: queste le emozioni che hanno potuto vivere tra giugno e ottobre i partecipanti al progetto turistico “I Sentieri della Pro Loco”, sviluppato all’interno di Montagna 365 di PromoTurismoFvg. Il Consorzio Pro Loco Torre Natisone – Tor Nadisôn – Ter Nediža ha coordinato le proprie Pro Loco aderenti e le guide di Wild Routes Nicola Ceschia, Michele Germano e Andrea Caboni, ForEst Marco Pascolino e Angelo Sinuello, più la guida Andrea Vazzaz per una serie di 17 escursioni che hanno toccato vari angoli del comparto valligiano.
“Dai riscontri che abbiamo raccolto nei partecipanti – ha affermato il presidente del Consorzio, Gianfranco Specia – abbiamo ricevuto grandi apprezzamenti per una proposta che è stata ritenuta ideale per chi vuole immergersi nella natura lontano dai flussi turistici di massa. In tal senso, le nostre valli sono ideali per una fruizione slow. Grazie a PromoTurismoFvg per la collaborazione, alle guide per la loro professionalità e ai presidenti e volontari delle Pro Loco per la la loro grande disponibilità. Un progetto che ci farebbe molto piacere riproporre anche per la prossima stagione estiva”.
Le Pro Loco coinvolte sono state quelle di Campeglio, Colloredo, Masarolis, Torlano, Subit, Amici di Prossenicco, Savorgnano, Nimis, Porzus, Val Cornappo, Valle di Soffumbergo, Torreano e Attimis.

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In copertina e qui sopra partecipanti alle uscite (in primo piano Andrea Vazzaz).

(Foto Michele Germano)

 

Colli orientali del Friuli, 50 anni di storia sulla strada della qualità

di Giuseppe Longo

Oggi è il 20 luglio. Ed esattamente in questa stessa giornata di 50 anni fa veniva approvato, con decreto del presidente della Repubblica – capo dello Stato era Giuseppe Saragat – il disciplinare della Doc Colli orientali del Friuli (la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale 247 del 30 settembre successivo), la seconda denominazione di origine controllata istituita nella nostra regione dopo quella del Collio Goriziano, che fu apripista nel mettere a frutto le disposizioni della famosa legge istitutiva, la 930 del 1963. Cinquant’anni di storia, dunque, per i vini tutelati dal Consorzio contraddistinto dal marchio con lo Spadone di Marquardo e che sovrintende un ampio territorio che va dal lembo più settentrionale di Nimis e Tarcento – dove è stata ritagliata pochi anni dopo la zona del Ramandolo, evoluta nella prima Docg del Friuli Venezia Giulia -, per continuare verso Attimis, Faedis e Povoletto, con le bellissime colline di Savorgnano del Torre e Ravosa. Quindi, Torreano, Cividale, San Pietro al Natisone, Prepotto, a due passi dal confine con la Slovenia, Corno di Rosazzo, Buttrio, Manzano, San Giovanni al Natisone e Premariacco, con Ipplis e Rocca Bernarda. Piccole porzioni vitate sono comprese anche nei Comuni di Magnano in Riviera, Moimacco, Reana del Rojale e Tricesimo. La sede consortile, fin dall’inizio ubicata nella città ducale, da qualche anno è stata trasferita nella storica cornice di villa Nachini Cabassi a Corno, paese i cui vigneti s’incrociano con quelli del Collio nel limitrofo Comune di Cormons. Il Consorzio di tutela Friuli Colli orientali e Ramandolo – oggi presieduto da Paolo Valle – riunisce circa 200 soci, la maggioranza dei quali vende i vini imbottigliati. I vigneti (2 mila ettari iscritti all’albo) producono oltre 80 mila ettolitri di vino Doc, dei quali almeno il 30 per cento viene commercializzato all’estero. Un’esportazione destinata prevalentemente all’Europa, ma che non esclude Paesi lontani, tra i quali soprattutto Stati Uniti d’America e Giappone.

Paolo Valle

Oltre a quella del Ramandolo, negli anni hanno visto la luce anche le Docg Picolit e Rosazzo, oltre ad alcune prestigiose sottozone – “cru” per dirla con i francesi – che vanno sotto i nomi di Cialla (Ribolla gialla, Verduzzo friulano, Refosco dal peduncolo rosso, Schioppettino, Bianco e Rosso), Refosco di Faedis, Ribolla gialla di Rosazzo, Pignolo di Rosazzo e Schioppettino di Prepotto. La denominazione “Friuli” Colli Orientali – è questa attualmente la qualificazione corretta dopo l’ultima modifica del disciplinare di produzione – con la specificazione di una delle seguenti indicazioni varietali – Chardonnay, Malvasia (da Malvasia istriana), Pinot bianco, Pinot grigio, Ribolla gialla, Riesling (da Riesling renano), Sauvignon, Friulano (da Tocai friulano), Traminer aromatico, Verduzzo friulano, per quanto riguarda i vini bianchi; Cabernet (da Cabernet franc e/o Cabernet sauvignon e/o Carmenere), Cabernet franc, Cabernet sauvignon, Merlot, Pignolo, Pinot nero, Refosco dal peduncolo rosso, Refosco (da Refosco nostrano), Schioppettino e Tazzelenghe, fra rossi – è riservata ai vini ottenuti da uve di vigneti costituiti dai corrispondenti vitigni ed aventi una composizione ampelografica monovarietale minima dell’85% in ambito aziendale. Sono ammesse anche le specificazioni “Friuli” Colli Orientali “Rosso”, “Bianco” e “Dolce”, mentre la menzione “Riserva” è ammessa qualora i vini siano stati invecchiati almeno due anni a decorrere dai primo novembre dell’annata di produzione delle uve.

La zona Doc nella storica cartina.

Il territorio – recita ancora il disciplinare – si estrinseca in una variegata alternanza di colline e pianure che si sviluppano ininterrottamente lungo le direttrici nord-ovest e sud-est, creando delle ampie superfici che possono godere di un’esposizione ottimale per la coltivazione della vite, la quale beneficia di microclimi che rendono queste zone molto vocate. I terreni dei Colli Orientali appartengono al così detto “Flysch di Cormòns” che è costituito da un’alternanza di strati di marne (argille calcaree) e arenarie (sabbie calcificate) dall’aspetto molto tipico. Questo insieme è chiamato in friulano “ponca” ed è facilmente alterabile in presenza di agenti atmosferici (soprattutto pioggia, ghiaccio e sole) e si sgretola velocemente in frammenti scagliosi, i quali in seguito si decalcificano e mutano in giallastro l’originario colore grigioazzurognolo o grigio-plumbeo, fino a dissolversi in terreno argilloso. Queste marne sono solitamente ricche di calcare (ne contengono dal 40 al 60%) e di potassio, leggermente meno di fosforo. I vigneti si collocano tra i 100 ed i 400 metri sul livello del mare, che si trova a una quarantina di chilometri: la maggior parte dei terreni vitati si trova su colline terrazzate, mentre alcuni occupano delle porzioni pianeggianti o con un leggera pendenza.

Questo, dunque, un rapido ritratto dei Colli orientali del Friuli come li conosciamo oggi, dopo un’evoluzione durata appunto mezzo secolo da quel Dpr che li istituì. Cinquant’anni che hanno segnato una crescita qualitativa notevolissima, grazie a produttori appassionati e capaci, assecondati da tecnici preparati e guidati da presidenti consortili lungimiranti – dai primissimi Pietro Rubini e Luigi Rodaro, per arrivare ai più recenti Adriano Gigante, Michele Pavan e, appunto, Paolo Valle – che hanno saputo trasformare questa zona Doc in una delle aree più prestigiose del Vigneto Fvg, producendo vini che hanno conquistato il mondo. Un impegno che sicuramente non mancherà nei prossimi 50 anni, perché i Colli orientali sono attesi da altri importanti traguardi. Sempre sotto l’insegna dello storico Spadone di Marquardo che vide il suo debutto a Cividale in occasione delle tradizionali feste epifaniche di 44 anni fa, dunque pochi mesi prima di quel terremoto che devastò mezzo Friuli e che segnò una svolta per la vita in questa meravigliosa terra friulana. Anche per la sua viticoltura di qualità.

La sede e il marchio.

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In copertina, maturazione dei grappoli al via sui Colli orientali: foto scattata ieri nel Cividalese.