Il vino del futuro? Dovrà raccontare sempre più il suo territorio come ha ribadito un convegno di Assoenologi Fvg all’Istituto Tecnico Agrario di Cividale

(g.l.) Il vino del futuro dovrà sempre più raccontare il suo territorio, con un’impronta identitaria che lo renderà inconfondibile. Su questa importante, ma nel contempo affascinante domanda, è ruotato il convegno che si è tenuto, con una grande partecipazione, all’Istituto Tecnico Agrario di Cividale del Friuli, protagonisti gli esperti Luigi Moio e Graziana Grassini, e l’imprenditore vitivinicolo Nicola Manferrari. L’incontro è stato ospitato nell’aula magna del “Paolino d’Aquileia” con l’organizzazione di Assoenologi Fvg e la collaborazione dello stesso Ita, registrando una partecipazione numerosa e qualificata di enologi, enotecnici, produttori, insegnanti e le classi quarta, quinta e sesta di enologia dell’Istituto, alla presenza dell’assessore regionale all’agricoltura Stefano Zannier. Titolo dell’incontro “La pulizia sensoriale come elemento di promozione dell’identità territoriale, perché il vino del futuro si riconosce ad occhi chiusi”.

Al centro del confronto un tema cruciale per il comparto vitivinicolo contemporaneo: appunto, la pulizia sensoriale come condizione indispensabile per far emergere l’identità territoriale dei vini. Nel suo intervento, il professor Luigi Moio – ordinario di enologia all’Università di Napoli, esperto di analisi sensoriale nonché autore di numerosi testi di riferimento – ha ribadito con forza che la tecnica deve essere al servizio del territorio e non sostituirlo. Eliminare i difetti — che tendono a standardizzare i vini rendendoli simili in ogni parte del mondo — significa restituire spazio all’espressione autentica del luogo. Solo attraverso una rigorosa pulizia sensoriale è possibile permettere alle caratteristiche identitarie di emergere con chiarezza. Per cui è uscito un messaggio netto: il futuro del vino non è nella standardizzazione, ma nella riconoscibilità.
L’enologa Graziana Grassini, consulente di fama internazionale, ha, invece, sottolineato come la componente aromatica rappresenti l’anima identitaria di un vino. La frazione profumata va preservata con attenzione e competenza, perché è proprio attraverso il profumo che un territorio si racconta e si distingue. Di grande interesse anche la testimonianza del vitivinicoltore Nicola Manferrari, che ha condiviso la propria esperienza aziendale: una scelta compiuta anni fa, quella di valorizzare le differenze tra le diverse aree vitate attraverso l’utilizzo mirato di lieviti selezionati, trasformando tale approccio in un elemento distintivo di comunicazione e identità.
La tavola rotonda, vivace e partecipata, è stata condotta con precisione tecnica e sensibilità professionale dall’enologo e sindaco di San Giorgio della Richinvelda, Michele Leon, che ha saputo guidare il confronto con domande puntuali e stimolanti, mentre i lavori erano stati introdotti dal presidente dei tecnici della vite e del vino, Matteo Lovo. L’incontro era inserito in un percorso più ampio promosso appunto da Assoenologi Fvg, volto a rafforzare la centralità dell’identità territoriale come leva strategica per la promozione del vino regionale. Fondamentale in questo cammino è il ruolo della formazione, per cui la collaborazione con l’Istituto Tecnico Agrario di Cividale testimonia la volontà di costruire un dialogo costante tra mondo professionale e nuove generazioni di tecnici del vino.
L’ampia partecipazione e la qualità degli interventi confermano come il tema dell’identità di un vino, oggi più che mai, rappresenti una priorità culturale oltre che economica. Perché il vino del futuro, come è stato ricordato durante l’incontro, sarà quello capace di raccontare il proprio territorio con precisione, eleganza e riconoscibilità. Un vino che si riconosce, davvero, ad occhi chiusi.

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In copertina, il professor Luigi Moio con l’enologa Graziana Grassini; all’interno, immagini del convegno aperto dal saluto di Matteo Lovo, presidente di Assoenologi Fvg, presente un foltissimo uditorio.

Vigneto Fvg, vino del futuro sempre più legato al suo territorio: convegno Assoenologi oggi all’Agrario di Cividale

(g.l.) Importante convegno stamane all’Istituto Agrario di Cividale con obiettivo puntato sulla vitivinicoltura del Friuli Venezia Giulia. “La pulizia sensoriale come elemento distintito dell’identità territoriale, perché il vino del futuro si riconosce ad occhi chiusi” è, infatti, il tema dell’incontro tecnico che vedrà protagonista la sezione Fvg di Assoenologi guidata da Matteo Lovo in collaborazione con il “Paolino d’Aquileia” che, come è noto, da molti anni offre anche la specializzazione enologica. L’invito, oltre che ai tecnici della vite e del vino, è infatti rivolto in primo luogo proprio agli studenti dell’Istituto. Il convegno si terrà dunque nell’aula magna con inizio alle 9.30.

Matteo Lovo

Interverranno il professor Luigi Moio, ordinario di enologia all’Università di Napoli, esperto di analisi sensoriale e autore di numerosi testi di riferimento, tra cui “Il respiro del vino”, e Graziana Grassini, consulente enologa di fama internazionale. La mattinata incentrata sul Vigneto Fvg sarà così dedicata ad un approfondimento tecnico e culturale sul ruolo della pulizia sensoriale e della riconoscibilità olfattiva come elementi chiave nella costruzione e nella comunicazione dell’identità territoriale del vino.
«L’incontro – anticipa il presidente Lovo – si articolerà in una “lectio” introduttiva sulle tecniche enologiche che mettono in risalto o deprimono l’identità territoriale, alla quale seguirà una tavola rotonda che metterà a confronto approcci scientifici, esperienze produttive e visioni enologiche, con l’obiettivo di riflettere sul vino del futuro: un vino sempre più riconoscibile, coerente e profondamente legato al proprio territorio».

Sapori Pro Loco 2025 più forte del tempo incerto. E ora Villa Manin si prepara al secondo grande weekend con le tipicità

Primo weekend di Sapori Pro Loco più forte del tempo incerto a Villa Manin di Passariano: la manifestazione che celebra le tipicità del Friuli Venezia Giulia ha dimostrato di essere amata dal pubblico che fin da sabato a pranzo ha iniziato a visitare gli stand delle 24 Pro Loco che propongono una sessantina di specialità tipiche assieme a vini e birre artigianali del territorio. A corredo eventi per tutte le età tra musica, folclore, cultura, sport, visite guidate, natura, artigianato, arte, letteratura e molto altro ancora. Si ripartirà ora nel tardo pomeriggio di venerdì 23 maggio per concludere poi la sera di domenica prossima con il ritorno dello spettacolo pirotecnico di chiusura.


“Siamo soddisfatti di questo avvio – commenta Pietro De Marchi. presidente del Comitato regionale Unpli del Friuli Venezia Giulia e a capo dell’organizzazione della manifestazione -: sabato dopo il pranzo c’è stata un po’ di pioggia, ma poi con la sera l’afflusso di pubblico è ripartito. Difficile fare calcoli ora, trarremo un bilancio alla fine, ma vista la bella giornata di ieri sicuramente sono state diverse migliaia le persone che hanno scelto Sapori Pro Loco nel weekend. Ma quello che conta è il grande impegno degli oltre 500 volontari delle Pro Loco che assieme al personale della nostra segreteria si sono impegnati per accogliere con un sorriso e tanti gusti tipici i visitatori”.
Nella giornata di ieria si sono succeduti vari eventi, con fulcro l’Area Io sono Friuli Venezia Giulia realizzata con il supporto della Regione Fvg, attraverso l’assessorato alle Attività produttive e Turismo e PromoTurismoFvg. Proprio qui, si è tenuta una degustazione guidata dei Vini dell’11° Concorso Filari di Bolle a cura di Pro Casarsa e in collaborazione con Ais Fvg. E anche la degustazione guidata della Selezione dei vincitori della Mostra Concorso “Bertiûl tal Friûl”, a cura di Pro Loco Risorgive Medio Friuli-Bertiolo e con la collaborazione di Assoenologi Fvg. Inoltre, incontro su Il radicchio Rosa dell’Isonzo a cura di Istituto Statale di Istruzione Superiore Brignoli-Einaudi-Marconi-Gradisca d’Isonzo e Consorzio dei Produttori della Rosa, con la collaborazione della Pro Loco Villa Vicentina.
La musica è stata protagonista a Sapori Pro Loco con concerti dal vivo con band, orchestre e artisti del territorio che hanno animato le serate nell’Area Spettacoli, quest’anno ospitata sulla gradinata del Cortile d’Onore di Villa Manin. Sabato si sono esibiti Feneke Funk e ieri spettacolo Soul in Villa con la Soul Orchestra. Nella Cappella di Sant’Andrea-Barchessa di Levante, ieri invece si è tenuto un Concerto aperitivo con Davide Liani e i Poeti di Risultive. L’appuntamento è stato dedicato al maestro Davide Liani, a 20 anni dalla morte, a cura di Camino Kammerchor, vocale ensemble, ed Ente Regionale PAtrimonio Culturale Fvg.
È stato, quindi, possibile scoprire Villa Manin e i suoi tesori con visite guidate tra arte e storia con PromoTurismo Fvg ed Erpac Fvg. C’è stato divertimento per grandi e piccoli con spettacoli folcloristici itineranti, animazioni e attività creative. Il Progetto Giovani di Pozzuolo ha proposto giochi e animazione per bambini dai 4 ai 13 anni, ma si è tenuta anche Fvg in Movimento – 10mila passi di salute. camminata partita da Villa Manin per toccare Codroipo, Zompicchia, il torrente Corno e lo Stradone Manin… tra acque, risorgive, campagna, parco e storia. Il tutto assieme ad Alex e Ivan, del Gruppo di Cammino Chei di Codroip.
Non è mancato, poi, il mercatino dell’artigianato e della creatività locale con prodotti fatti a mano e stand per riscoprire antichi mestieri. A cura di Omael Planner. Inoltre, lo “Scus dal Rojal”, dimostrazioni di artigianato tradizionale con la Pro Loco del Rojale di Reana. Sempre ieri, c’è stata la conferenza Il mito del Giardino di Eden – a cura del professor Aldo Magris, nell’ambito della rassegna letteraria Parole a colazione. Area “Io sono Friuli Venezia Giulia”, Spazio Incontri. A cura del Comune di Rivignano Teor.
Con “Una joelette per volare”, dell’Associazione Idee di Corsa Aps, è avvenuta la consegna ufficiale delle joelettes che permetteranno a persone con disabilità di effettuare escursioni in montagna ed arrivare in luoghi che altrimenti sarebbero stati per loro inaccessibili. Con il Patrocinio del Comune di Codroipo. Infine, Villa Manin si è trasformata in una cornice d’eccezione per l’arte en plein air. Quadri esposti a cura di Circolo Culturale Artistico Codroipese Quadrivium Aps. L’associazione domenica 25 maggio proporrà anche una ex tempore.


Sapori Pro Loco è una manifestazione organizzata dal Comitato regionale UNPLI del Friuli Venezia Giulia, con il contributo di Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, il supporto di PromoTurismoFVG e con il patrocinio di Consiglio Regionale del Friuli Venezia Giulia, Città di Codroipo e Camera di Commercio Pordenone-Udine. In collaborazione con Fondazione Friuli, Erpac FVG – Servizio catalogazione, promozione, valorizzazione e sviluppo del territorio, Società Filologica Friulana, Progetto Integrato Cultura del Medio Friuli. Main sponsor: Banca 360 FVG. Sponsor Partner: Ma.In.Cart, Brunisso.
Sapori Pro Loco ha ricevuto la menzione speciale delle Sagra di Qualità dell’UNPLi nazionale ed è un evento ecosostenibile riconosciuto dal marchio EcoEventiFVG.
Partner tecnici dell’evento: Friuli Antincendi, Carr Service, Hausbrandt, Stabilimento Pirotecnico FriulVeneto, Eurobevande, ITEF Impianti.
Media partner: TeleFriuli, Il Friuli, Radio Punto Zero, Il Paîs. Gente della nostra terra, Radio Onde Furlane, IMagazine.
Con la partecipazione degli Operatori Volontari di Servizio Civile Universale.

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In copertina e all’interno immagini dei primi due giorni di Sapori Pro Loco a Villa Manin.

(Foto Luca Chiandoni)

Zannier con Assoenologi Fvg ad Aiello: vitale il confronto con nuovi mercati

«Il Friuli Venezia Giulia è già conosciuto come nome di rilievo e come eccellenza per le produzioni vinicole, in particolare per i vini bianchi, sui mercati internazionali di spiccata qualità. Ne abbiamo avuto conferma recentemente al Vinitaly di Chicago, raccogliendo ottimi riscontri. Questo non deve però farci “sedere sugli allori”, ma spronarci a fare meglio». Questo il commento dell’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier, intervenuto all’incontro organizzato da Assoenologi Fvg a Villa Luisa Strassoldo ad Aiello. Ospite della serata il secondo Master of Wine italiano, Andrea Lonardi, esperto di mercati e produzione che ha offerto degli spunti di riflessione sul futuro del mercato anche per i vini friulani. L’incontro è stato aperto dal saluto del presidente di Assoenologi Fvg, Matteo Lovo.
«Il confronto proposto con la Nuova Zelanda può essere utile soprattutto a rafforzare alcune capacità di marketing e comunicazione e a ricordarci che la leva principale per fa conoscere all’estero una nicchia di mercato come quella dei bianchi friulani, è la capacità di proporsi assieme», ha aggiunto Zannier. E ha concluso: «La Regione è impegnata a supportare al meglio gli imprenditori, a tutelare le tipicità, a rafforzare le filiere. Ersa e PromoTurismoFvg già lavorano in sinergia con questa finalità rivolgendo attenzione e cura ai rapporti con i buyer che sono gli apripista dei nuovi mercati e anche coloro che per primi possono restituirci i segnali di cambiamento del mercato».

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In copertina, l’intervento dell’assessore regionale Zannier all’incontro di Aiello.

Vertice prevendemmiale di Assoenologi. L’assessore Zannier: siamo ottimisti sull’annata 2024, pesa l’incognita meteo

«C’è ottimismo per l’annata vitivinicola 2024 anche se il clima ci ha abituati a non dire nulla fino all’ultimo momento; siamo comunque fiduciosi e speriamo di raccogliere i risultati di quella che si prospetta una vendemmia positiva». Questo l’auspicio espresso dall’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier: l’occasione per tracciare qualche previsione l’ha fornita, ieri pomeriggio, l’evento prevendemmiale di Assoenologi Fvg, ospitato nella sede della biblioteca del dipartimento di Agraria del Polo Scientifico-tecnologico dell’Università di Udine.

Stefano Zannier

Matteo Lovo

«Quello di Assoenologi è un lavoro estremamente prezioso – ha commentato Zannier -. Ringrazio tutte le associazioni e gli operatori qui riuniti per le attività che svolgono. Oggi si apre la stagione in cui operano gli enologi, fino a ieri operavano gli agronomi: agronomi ed enologi sono parte di un’unica partita che in questa regione raggiunge livelli qualitativi anche superiori alle attese del mercato. Per questo il nostro vino deve ottenere il giusto riconoscimento in termini di ritorno economico, con quantità e qualità coerenti con il mercato e con una promozione corretta».
«Possiamo raccontare la qualità del nostro vino soltanto raccontando anche l’identità e la qualità di un territorio” ha sancito l’esponenente della Giunta Fedriga, invitando enologi e operatori a rafforzare le collaborazioni e a condividere la conoscenza. “La Regione – ha aggiunto l’assessore – ha il compito di mettere in campo le risorse per realizzare le idee imprenditoriali e supportare il settore nella sua crescita e innovazione».
All’evento, il più importante per Assoenologi nonché uno dei più prestigiosi del comparto, hanno preso parte le rappresentanze delle associazioni di categoria dell’ambito agroalimentare regionale e del settore vitivinicolo regionale in particolare. L’appuntamento è occasione di confronto prima dell’avvio della vendemmia sull’andamento dell’annata vitivinicola e sulle aspettative del mercato, grazie anche al contributo scientifico di relatori dell’Ateneo di Udine, dell’agenzia regionale Ersa e dell’Osmer.
Ad aprire i lavori è stato Matteo Lovo, presidente Assoenologi Fvg. Nel corso del pomeriggio si sono poi confrontati diversi esperti, tra cui Sandro Bressan di Ersa, sulla flavescenza dorata e mal dell’esca; Valentina Gallina di Osmer, sull’andamento meteo della stagione 2024; Paolo Sivilotti di Uniud e Francesco Degano, tecnico del Consorzio delle Doc Fvg, sugli aspetti fitosanitari e le curve di maturazione; Franco Battistutta di Uniud, su aspetti e considerazioni enologiche relativi alla lavorazione in cantina. Sono quindi intervenuti Stefano Trinco, presidente di Doc Friuli, e Marco Rabino, presidente di Uni.Doc Fvg.

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In copertina, la vendemmia del Pinot grigio una delle prime varietà raccolte in Fvg.

(Foto Enrico Brunelli)

A Bertiolo l’ultimo saluto a Piero Pittaro: il riconoscente ricordo di Assoenologi e Ducato dei vini friulani con Lovo e Salvin

di Giuseppe Longo

«Con Piero Pittaro se n’è andato un grande del Friuli. Nonostante l’età, non ha mai smesso di coinvolgere e parlare con lo sguardo rivolto al futuro!». Sono le parole con cui Matteo Lovo, presidente di Assoenologi Fvg, ha ricordato il collega e amico che, a 89 anni, ha chiuso la sua laboriosa e geniale esistenza, come tecnico e imprenditore, a favore della vitivinicoltura del Friuli Venezia Giulia, ma non solo, essendo stato a lungo ai vertici dell’Associazione nazionale e addirittura mondiale. E sono tantissimi coloro che hanno voluto dirgli “mandi” in occasione dei funerali celebrati, come da suo desiderio, a Bertiolo, il paese che ha molto rappresentato per lui in termini professionali e politici, essendo stato a lungo alla guida della locale Cantina sociale e avendo ricoperto la carica di sindaco per tre mandati. Una riconoscenza che il Comune del Medio Friuli ha voluto esprimergli attribuendogli la cittadinanza onoraria.

Piero Pittaro al Congresso di Trieste.

L’ultima importante apparizione pubblica di Piero Pittaro – per il quale ha avuto parole di stima e cordoglio anche il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella – era stata in occasione del riuscitissimo Congresso che Assoenologi tenne a Trieste nell’estate 2018, quando l’ormai anziano tecnico della vite e del vino era stato molto festeggiato e applaudito per il suo brillante intervento al Teatro Verdi dinanzi al folta platea e alla compagine direttiva guidata dal presidente nazionale Riccardo Cotarella e da quello regionale Rodolfo Rizzi, che ha appunto preceduto nell’incarico lo stesso Matteo Lovo.
Per il defunto ha avuto parole grate anche Alessandro Salvin, leader del Ducato dei vini friulani. «Con Pieri Pittaro – ha affermato Alessandro I – scompare una persona di grandissimo spessore non solo per il mondo della vitivinicoltura friulana, ricordo che Pieri è stato per lunghi anni presidente mondiale degli enologi, ma anche un attento innovatore e appassionato ricercatore con la vigna sempre nel cuore. Le bollicine friulane sono una sua invenzione, il suo metodo classico è diventato un punto di riferimento per tutto il mondo del vino friulano e non solo, i suoi uvaggi dai nomi spesso fantasiosi e naturalmente i grandi rossi. Senza dimenticare l’uomo di cultura, appassionato musicologo, gran ricercatore per tutta la vita di ogni tipo di “vetro” e di centinaia di altri oggetti in qualche modo legati al mondo del vino. Il suo straordinario Museo all’interno della Cantina è meta di meravigliati visitatori provenienti da tutta Europa. Il Ducato dei vini friulani lo piange ricordandolo non solo come Nobile della prima ora, ma soprattutto come amico sincero e generoso. Il suo ricordo rimarrà nei nostri cuori. Che riposi in pace».

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In copertina, Piero Pittaro con il presidente nazionale Riccardo Cotarella in una foto di Claudio Fabbro al Congresso di Trieste.

Il Vigneto Fvg tra problemi e prospettive: domani l’Arga alla Cantina di Ramuscello

(g.l.) La vitivinicoltura friulana, tra problemi e prospettive, nel post-vendemmia sul finire di un’annata difficile dal punto di vista meteorologico, con avversità atmosferiche mai viste nel cuore dell’estate. Sarà questo il tema che l’Arga Fvg affronterà domani pomeriggio alla Cantina Produttori di Ramuscello e San Vito, con inizio alle 18. I giornalisti agricoli della nostra regione, con il presidente Carlo Morandini, saranno infatti ospiti dell’enologo Rodolfo Rizzi, direttore della cooperativa, che in ottobre era stato festeggiato ad Aquileia, nell’ambito della 15ma edizione del Premio “Carati d’autore”, per il giornalismo di settore. Rizzi, che a lungo è stato anche presidente di Assoenologi Fvg, è stato premiato quale “punto di riferimento per la comunicazione del mondo del vino”. La manifestazione aveva visto anche la collaborazione del Club per l’Unesco di Udine attraverso la sua presidente Renata Capria D’Aronco.
Ricordiamo che la Cantina di Ramuscello, che opera all’interno della Doc Grave del Friuli, è una delle maggiori espressioni del mondo cooperativistico friulano, distintasi in questi ultimi anni anche per la produzione del primo vino “vegano” della nostra regione. La scorsa estate, inoltre, era stata al centro di una grande festa per l’inaugurazione dell’innovativo depuratore delle acque reflue, derivanti dal ciclo produttivo, che ne consente il loro utile reimpiego.

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In copertina, al centro l’enologo Rizzi con Morandini alla premiazione di Aquileia.

 

Pinot grigio, anche una masterclass con degustazione prima del Forum di Verona

(g.l.) Fari puntati sul Pinot grigio delle Venezie – prodotto nei vigneti di Friuli, Veneto e Trentino – stamane a Verona dove, come annunciato anche ieri, si è aperto il secondo Forum internazionale dedicato a a questo vino, vero fenomeno produttivo del Triveneto. L’evento, che si tiene al Teatro Ristori, prevede due sessioni di approfondimento su valori della Doc delle Venezie, dinamiche ed innovazioni del mercato, analisi dei consumi, prospettive di crescita e strategie per aumentare il posizionamento e la redditività nei Paesi di riferimento.

Il convegno è moderato da Fabio Piccoli, direttore di Wine Meridian e giornalista esperto di marketing internazionale del vino. Dopo l’intervento introduttivo del presidente del Consorzio Albino Armani, la prima sessione sta analizzando i trend e le innovazioni del settore, dal sostenibile al low and no alcol, con un focus sulle politiche europee nel sistema vitivinicolo, per poi entrare nel merito dei valori della Denominazione d’Origine delle Venezie, cioè territorio, qualità certificata e stile unico.
L’importante incontro di oggi è stato preceduto ieri pomeriggio da una partecipatissima masterclass proprio sul Pinot grigio abbinata anche a una degustazione che ha visto la partecipazione, tra gli altri, di Daniele Cernilli, direttore responsabile di Doctorwine nonché curatore della Guida Essenziale ai Vini d’Italia, che oggi si soffermerà sul rapporto del Pinot grigio Doc delle Venezie con il mercato italiano e la valorizzazione delle qualità tanto amate dal consumatore internazionale anche nel suo territorio di origine. Tra i numerosi tecnici intervenuti alla masterclass anche l’enologo Rodolfo Rizzi, direttore della Cantina Produttori di Ramuscello e San Vito, già presidente di Assoenologi Fvg, che ha sottolineato l’importanza di questo vitigno nell’economia del Nordest e in particolare nella realtà produttiva sanvitese nella quale attualmente sta operando.
«La masterclass – ci ha spiegato Rizzi – si è concentrata su alcuni campioni di Pinot grigio di annate diverse e di diversa tipologia produttiva. All’inizio è stata focalizzata la zona di origine del Pinot grigio mondiale per poi ribadire che il 50% della produzione del pianeta è ottenuta in Italia e l’85% nel Nordest, pari a 250 milioni di bottiglie. Si tratta della maggiore Doc italiana con circa 27 mila ettari di vigneti.  Innanzitutto, si è fatta una panoramica attraverso interessanti immagini di carte geologiche che evidenziano le diverse strutture dei terreni vitati. Quindi, un focus sul sistema produttivo del vino. Dalla tradizionale vinificazione in bianco (che è quella maggiormente usata) fino alla leggera macerazione sulle bucce, per la vinificazione ramata».


E l’enologo Rizzi prosegue: «La masterclass non aveva nessuna conduzione fissa. Infatti, dopo la presentazione del presidente Armani, si sono susseguiti gli interventi di alcuni buyer internazionali, di Masterwine, presidenti di Consorzio (per il Fvg Stefano Trinco che ha posto l’accento sull’importanza che questa varietà riveste in regione, vista la quantità di ettari vitati). Interessante, poi, l’intervento di Daniele Cernilli, direttore di Doctor Wine, grande conoscitore del territorio, che ha sottolineato come la qualità dei vini degustati determini la linea guida oggi ricercata dal consumatore. I vini degustati, di tutte le zone della Doc, hanno offerto un percorso interessante perché ci ha presentato l’intera gamma produttiva che oggi l’enologo dispone. Sicuramente, a prescindere dalle moderne tecniche, l’importante è mantenere una sua riconoscibilità degustativa e  migliorare costantemente la qualità in campagna e in cantina».
«I vini – conclude Rizzi – sono stati assaggiati in forma anonima, annata compresa: il primo, un vino semplice rivolto ad un’ampia fascia di consumatori; il secondo uno più corposo; il terzo un  Pinot grigio veneto; il quarto un Pinot grigio trentino; il quinto un Pinot grigio friulano. Con questi tre si è potuto notare le differenze dettate dalle diverse zone climatiche. Ma altre degustazioni hanno riguardato vini con diverse modalità di macerazione leggera e altri per constatare la loro durata nel tempo. Molto interessante un Pinot grigio del 2016».

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In copertina, intervento del dottor Daniele Cernilli durante la degustazione di ieri pomeriggio a Verona.

Arga Fvg, grande festa ad Aquileia per i Premi Carati d’Autore a Rizzi, Collavino, Bertossi e Gioiello

di Ida Donati

AQUILEIA – Nella splendida cornice di Aquileia, sullo sfondo impareggiabile del campanile romanico, lo show room della Cantina Brojli ha ospitato la cerimonia di consegna del 15° Premio “Carati d’Autore” organizzato da Arga Fvg e dal suo presidente Carlo Morandini. Evento che è stato seguito con entusiasmo dai vertici e dai rappresentanti della Stampa agricola, dell’Assoenologi Fvg, dell’Unione cuochi Fvg, del Club per l’Unesco di Udine e di Italia Nostra, sezione di Udine.
Ecco i premiati: per il giornalismo Rodolfo Rizzi, enologo, direttore della Cantina di Ramuscello e San Vito, di Sesto al Reghena, a lungo presidente dell’Assoenologi regionale, per essere da sempre un riferimento per la corretta connessione tra il mondo della viticoltura e dell’enologia e quello della informazione e comunicazione, a vantaggio anche dei degustatori e dei consumatori. Per questo rappresenta un esemplare modello di corretta informazione.

Foto ricordo della serata con i premiati.


Per lo sport Franco Collavino, direttore generale di Udinese Calcio Spa, per la passione, la determinazione, la competenza e le capacità organizzative che l’hanno portato, da friulano autentico, a gestire l’Udinese nel massimo Campionato italiano facendo conoscere il Friuli in Italia e nel mondo.
Per l’enologia Giorgio Bertossi, della Cantina delle Tolle: è un esempio della viticoltura di pregio nata dal basso, dalle tradizioni rurali, e che è tesa a valorizzare la professione dell’enologo e nel contempo la sua terra che è la Riviera Friulana.
Per i cuochi Luca Gioiello, premiato per aver sempre operato con competenza, dignità e professionalità; qualità che gli hanno permesso di creare una realtà a misura delle proprie competenze tale da valorizzare la professione del cuoco.
Carlo Morandini ha moderato la serata discutendo con i premiati e i rappresentati delle associazioni in partnership con Arga Fvg. A nome del Club per l’Unesco di Udine, la presidente Renata Capria D’Aronco ha ribadito l’impegno a sostegno della candidatura della Riviera Friulana a divenire il sesto sito Unesco del Friuli Venezia Giulia; Giorgia De Marchi, ventitré anni di Cividale, laureanda in politica e relazioni internazionali, “Miss Miluna-Adriatico” 2023, ha consegnato i premi messi a disposizione dagli artisti Alessandra Candriella di Udine e Marino Salvador di Variano. Presenti, per Italia Nostra, il presidente provinciale Gabriele Cragnolini, per la Federazione Italiana Cuochi Marinella Ferigo, per l’Assoenologi Fvg il presidente Matteo Lovo; presenti per l’Unarga, l’Unione nazionale delle Arga, il presidente onorario nazionale, Claudio Cojutti, decano dei giornalisti del Fvg, e il segretario generale Gian Paolo Girelli.
Tra essi, Rodolfo Rizzi ha spiegato con la sua abituale chiarezza la situazione della vite e del vino nel Friuli Venezia Giulia e in Italia, in riferimento alla campagna vendemmiale appena conclusa, seguita a un’estate che ha messo a dura prova i vigneti e che ha determinato un raccolto scarso (-20 per cento), ma di qualità.
Marinella Ferigo, per l’Unione cuochi, ha illustrato invece le motivazioni della consegna del Premio tra gli chef a Luca Gioiello – con alle spalle una lunga esperienza maturata all’estero e in Italia, concretizzata dalla gestione di un ristorante nel centro storico di Trieste -, lamentando la carenza di strutture che seguono i giovani desiderosi di intraprendere il mestiere di cuoco. Per questo motivo ha creato con i colleghi una rete per sostenere i futuri chef.
Il direttore generale dell’Udinese calcio, Franco Collavino, nel ringraziare il mondo dell’associazionismo culturale per il riconoscimento che gli è stato attribuito, rispondendo alle domande di Claudio Cojutti, già inviato speciale della Rai, tifoso e presidente di un Udinese club, ha sottolineato che la società sta lavorando con grande impegno per ristabilire gli equilibri venuti a mancare nelle ultime settimane a causa di infortuni occorsi ad alcuni giocatori.
Giorgio Bertossi, premiato tra gli enologi, ha invece raccontato la sua esperienza professionale, le tappe della sua crescita e i progetti che si stanno concretizzando.
Gabriele Cragnolini, presidente della sezione di Udine di Italia Nostra, ha quindi esposto la sua “lectio magistralis” sulla situazione della territorio agricolo Fvg che, come nella gran parte d’Italia, si è spopolato e in grandi spazi rimane incolto anche a causa di scelte non giustificate delle politiche europee. Cragnolini ha ricordato, tra l’altro, che il territorio, del quale noi percepiamo il paesaggio, è un bene tutelato dall’articolo 9 della Costituzione italiana, che è stato aggiornato di recente e sollecita attenzione anche alle biodiversità e agli ecosistemi, nell’interesse delle nuove generazioni.
Il professor Alviano Scarel, ricercatore dell’Università di Udine, ha poi svelato aspetti spesso trascurati della storia di Aquileia, città della quale è stato sindaco. In quella che dopo Roma, Milano e Venezia, era la quarta città dell’impero romano si praticavano diverse discipline sportive, ai tempi ancora agli albori, compatibilmente con i dettami dell’Impero. Ciononostante, ad Aquileia, come dimostra il ritrovamento di alcuni reperti, si sono svolte anche alcune edizioni delle Olimpiadi.
Alla fine, a dimostrazione delle carature dei sapori friulani e dell’area rivierasca, la degustazione curata dall’Unione cuochi e guidata da Marinella Ferigo: assieme a prodotti dell’agroalimentare di pregio dell’area, sono stati proposti i “blecs”, la tipica pasta larga friulana, con pinoli e noci, e la Torta di Aquileia, realizzata da Il Mosaico. Sapori accompagnati dai vini Brojli della Famiglia Clementin, tra gli altri il Pinot grigio, il Traminer di Cà Viola, il Cabernet franc targati Doc Friuli Aquileia.
Una degustazione che ha coronato l’atmosfera briosa dell’evento, concluso nel sottoportico dell’azienda. Il giardino e la zona attrezzata per gli eventi all’aperto di Vini Brojli è molto curata e rappresenta la cornice ideale per una realtà che è ormai divenuta un riferimento anche sotto il profilo culturale per l’intero Aquileiese. Il complesso è arricchito da un arredo verde molto bello, circondato da siepi rappresentate da diversi tipi di rosmarino, di salvia e altre essenze e piante aromatiche, che nella serata hanno arricchito l’ambiente diffondendo i loro profumi accarezzate dal caldo vento di libeccio.

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In copertina, la consegna del premio per il giornalismo all’enologo Rodolfo Rizzi.

Produttori di Ramuscello e San Vito verso una vendemmia settembrina con produzione che sarà leggermente ridotta

«Quella del 2023 sarà sicuramente una vendemmia all’insegna della prudenza e della consapevolezza», anticipa il direttore della Cantina Produttori di Ramuscello e San Vito, Rodolfo Rizzi. La cooperativa, una delle più importanti del Friuli Venezia Giulia, nell’annata 2021/2022 ha fatturato quasi 13 milioni di euro (con previsioni di crescita) e superato i 128 mila quintali di uve raccolte dagli 810 ettari dei 159 vignaioli associati che fanno riferimento alla struttura da ben 21 Comuni di tre diverse province: Pordenone, Udine e Treviso.


«Meteorologicamente parlando, l’annata è stata completamente diversa rispetto a quella siccitosa del 2022 – prosegue Rizzi con un’analisi che si incrocia con quella presentata ieri pomeriggio da Assoenologi Fvg all’annuale incontro prevendemmiale tenutosi ai Vivai cooperativi di Rauscedo -. Le piogge di luglio e le grandinate hanno messo in difficoltà le viti dal punto di vista sanitario e produttivo. Fitopatie (peronospora) ed eccesso idrico hanno colpito soprattutto le varietà a grappolo compatto (Pinot grigio, Pinot nero, Sauvignon) ingrossando eccessivamente gli acini e provocando, in alcuni casi, la rottura della buccia. Il gran caldo della seconda metà di agosto ha, in parte, provveduto a una chirurgia riparativa. Minori problemi li registriamo sulle varietà a grappolo spargolo: Glera (per Prosecco), Malvasia, Refosco dal peduncolo rosso. Di converso, c’è stata una significativa riduzione delle necessità irrigue che si sono limitate a pochi interventi di soccorso».
«Da tutto ciò, in previsione, ci possiamo attendere una leggera riduzione della produzione dei soci, rispetto all’annata media, che potremmo compensare con nuovi ingressi di conferitori – aggiunge il presidente Gianluca Trevisan -. Fin qui, gli agronomi hanno dato una grande mano ai nostri soci per gestire comunque, nel migliore dei modi, un’annata viticola problematica, senza rinunciare alla sostenibilità. Nel 2020 ha preso avvio l’esperienza della Sqnpi, a esempio che, a oggi, coinvolge 66 soci e 630 ettari di vigna. In ogni caso, con la Cantina già operativa per le eventuali prime consegne, lunedì 28 agosto riuniremo i soci per fare il punto dell’annata e della vendemmia». Per cui, come appare evidente, la raccolta sarà soprattutto settembrina.
«Ora la palla passa agli enologi – conclude Rizzi – che dovranno gestire i momenti della raccolta e della prima trasformazione con la massima attenzione e adottando le più corrette e opportune scelte tecniche (e la Cantina è assolutamente attrezzata in tal senso anche grazie ai recenti investimenti in moderne attrezzature) assistiti, come speriamo, da un meteo clemente. Per la qualità dei vini saranno determinanti proprio questi fattori».

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In copertina, la vendemmia del Pinot grigio; all’interno, il direttore Rodolfo Rizzi con il presidente Gianluca Trevisan e Riccardo Cotarella, leader nazionale Assoenologi, insigniti nobili del Ducato dei vini friulani.