Museo del Caffè, da Trieste a Gradisca nella “storia” della San Marco per i nuovi progetti. Polojaz stupisce con il recupero degli scarti della lavorazione dei chicchi

(f.s.) In concomitanza con la visita di una rappresentanza dell’associazione Museo del Caffè di Trieste alla storica collezione museale dell’industria produttrice di macchine da caffè “La San Marco”, a Gradisca d’Isonzo, oggi, con inizio alle ore 14.30, avrà luogo, ospiti del direttore generale Roberto Nocera, la presentazione ufficiale del Progetto di divulgazione scientifico-umanistica intitolato “Il Caffè, una storia di successo nella cultura regionale ed europea”, avviato dalla stessa Amdc con il finanziamento della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e il supporto di qualificati sponsor (Banca 360 Fvg, Università degli Studi di Trieste, Gruppo Italiano Torrefattori Caffè, Associazione Caffè Trieste). Sono previsti gli interventi di Gianni Pistrini, presidente Amdc (“I fini statutari e la strategia dell’Associazione Museo del Caffè, le relazioni instaurate in Italia e in Europa, il ‘museo diffuso’ e le prossime sfide”), Doriano Simonato, vicepresidente Amdc (“Ruolo e operatività dell’Associazione nella comunità triestina e regionale, l’impegno a favore dei giovani, le molteplici opportunità nel mondo del caffè”) e Franco Rota, curatore del Progetto (“Obiettivi di consolidamento del programma di iniziative grazie alle maggiori risorse, le prospettive di una moderna sede espositiva, la ribalta di GO!2025”).


Intanto, un notevole interesse, con una significativa presenza di pubblico, ha fatto registrare il recente appuntamento dei “Cenacoli del Caffè”, secondo del ciclo 2024-2025, che ha visto, nella tradizionale sede dell’Hotel Savoia Excelsior, l’intervento di Fabrizio Polojaz, amministratore e cofondatore della primaria azienda triestina di torrefazione “Primo Aroma” nonché attuale Vicepresidente dell’Associazione Caffè Trieste (dopo essere stato per lunghi anni al vertice dello storico sodalizio). Trattando il tema “Non chiamiamoli scarti: il caffè ci viene in soccorso”, Polojaz ha spiegato come si possono riciclare i residui di lavorazione del caffè, beneficiando delle loro innumerevoli proprietà. Dall’alto della sua peculiare e specifica esperienza, il relatore ha illustrato le diverse fasi di trasformazione del “prezioso chicco” con i relativi residui; apparentemente solo dei “rifiuti”, protagonisti in realtà di uno stupefacente, quanto spesso poco noto, “mondo parallelo”. Non tutti sanno infatti delle molteplici possibilità di riuso attive nel settore. Ad esempio, la drupa, ovvero la frutta del caffè, cioè la parte carnosa esterna che una volta veniva eliminata, oggi non è più uno scarto ma si riutilizza in agricoltura come ammendante (mescolato al terriccio dopo una lunga stagionatura anche di un anno e più, per evitare che il troppo vigore della parte carnosa vada a rovinare le piante) ed è importante nella coltivazione organica certificata. Sempre dalla parte carnosa si possono ottenere anche delle bevande, come la cascara, infuso delle bucce e polpa della drupa essiccate, usata come integratore, mentre dalla pianta del caffè si può ricavare anche un delizioso miele. Inoltre, pure il tronchetto della pianta (che un tempo, dopo i 15 anni del ciclo di vita della stessa, diventava legna da ardere) ora viene lavorato e impiegato come manico del portafiltro in alternativa alla radica e alla plastica. E ancora, i fondi di caffè, racchiusi in una garza, sono utili per eliminare i cattivi odori dal frigorifero o dalle scarpe; mentre gli stessi sacchi di juta (essendo troppo costoso ridestinarli all’utilizzo originario) vengono rielaborati e riusati nella pacciamatura agricola, nella creazione di accessori di abbigliamento o per il trasporto di legna.
E ciò, senza dimenticare – ha sottolineato Polojaz – come tutta una serie di prodotti di cosmetica (creme rivitalizzanti, esfolianti, trattamenti energizzanti) abbia proprio il caffè come base, mentre analogamente accade in farmaceutica dove il caffè viene utilizzato per i suoi poteri bronco e vaso dilatatori, contro asma ed emicrania (meglio sotto opportuno controllo medico poiché dosi massicce possono provocare attacchi di cuore). Un incontro quindi davvero interessante, conclusosi tra il vivo apprezzamento del pubblico, al termine del quale il presidente di Amdc, Gianni Pistrini, ha ringraziato la Regione Fvg per il sostegno recentemente concesso, il che consentirà fra l’altro di intensificare i progetti in essere, anche in ambito scolastico, per la maggior conoscenza della “cultura del caffè”. Polojaz con l’occasione ha fatto dono all’Associazione del bel volume “Guida dei Caffè e delle torrefazioni d’Italia”.
Il ciclo dei “Cenacoli” 2024-2025, organizzato attorno al tema-guida “La trasversalità del caffè”, è coordinato anche quest’anno da Nicoletta Casagrande (responsabile dell’InfoLibro-Salotto multimediale del libro italiano di Capodistria) assieme al vicepresidente di AMDC Doriano Simonato. Ulteriori informazioni sul portale web dell’Associazione: www.amdctrieste.it

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In copertina, l’esperto Fabrizio Polojaz che ha illustrato il reimpiego degli scarti del caffè; all’interno, con il presidente Gianni Pistrini e il folto pubblico.

Ma quei residui del caffè non sono “rifiuti”: domani al nuovo Cenacolo di Trieste lo spiegherà Fabrizio Polojaz

(f.s.) Secondo appuntamento domani, 5 dicembre, con il nuovo ciclo 2024-2025 dei “Cenacoli del Caffè”, organizzati dall’Associazione Museo del Caffè di Trieste guidata da Gianni Pistrini e giunti ormai al traguardo dell’ottava edizione. L’incontro, che sarà ospitato anche in questa occasione nella tradizionale sede dell’Hotel Savoia Excelsior, vedrà, con inizio alle ore 17.30, l’intervento di Fabrizio Polojaz, amministratore e cofondatore della primaria azienda triestina di torrefazione “Primo Aroma” nonché attuale vicepresidente dell’Associazione Caffè Trieste (dopo essere stato per lunghi anni al vertice dello storico sodalizio). Trattando il tema “Non chiamiamoli scarti: il caffè ci viene in soccorso”, Polojaz spiegherà come si possono riciclare i residui di lavorazione del caffè, beneficiando delle loro innumerevoli proprietà. Saranno in tal senso illustrate le diverse fasi di trasformazione del “prezioso chicco” con i relativi residui; apparentemente solo dei “rifiuti”, protagonisti in realtà di tutto un mondo parallelo che potrà stupire. Ingresso libero fino a esaurimento dei posti. L’incontro potrà essere seguito anche online sul portale web dell’Associazione: www.amdctrieste.it o tramite il profilo Facebook aMDCTrieste.
Da segnalare che per il prossimo appuntamento del 9 gennaio, che si terrà all’Arcolab di via del Trionfo 1 (piazza Barbacan), con Simonetta Cusma su “Caffèlage: il laboratorio di papiers collé al profumo di caffè”, è richiesta la prenotazione obbligatoria (per un massimo di 20 persone, al costo di 10 euro) scrivendo entro il 18 dicembre a amdctrieste@gmail.com o iscrivendosi direttamente in occasione del Cenacolo di questo giovedì. Il ciclo dei “Cenacoli” 2024-2025, stavolta organizzato attorno al tema-guida “La trasversalità del caffè”, è coordinato anche quest’anno da Nicoletta Casagrande (responsabile dell’InfoLibro-Salotto multimediale del libro italiano di Capodistria) assieme al vicepresidente di Amdc Doriano Simonato.

Fabrizio Polojaz

“TriestEspresso Expo” evento strategico per l’economia Fvg. E domani con l’Amdc si parla di sviluppo tecnologico del caffè

«Triestespresso Expo è un evento importantissimo per Trieste e il Friuli Venezia Giulia. Questa città da secoli respira l’aroma del caffè grazie ai suoi rinomati locali storici, le tante industrie del settore presenti e i palazzi del centro che, come la sede della Regione, hanno ospitato rinomate compagnie di navigazione che sono state protagoniste dello straordinario sviluppo economico ed emporiale del capoluogo regionale». Lo ha sostenuto l’assessore alle Autonomie locali, Pierpaolo Roberti, che ieri mattina ha partecipato all’inaugurazione ufficiale di TriestEspresso Expo 2024, l’unica fiera mondiale dedicata all’espresso con visitatori già confermati da 48 Paesi. L’evento, ospitato dal Generali Convention Center fino al 26 ottobre, è organizzato dalla Camera di commercio Venezia Giulia attraverso la sua società in house Aries, in collaborazione con l’Associazione Caffè Trieste e con la co-organizzazione e il contributo del Comune di Trieste.

«Siamo soliti raccontare il Friuli Venezia Giulia attraverso alcuni prodotti enogastronomici come il vino e il formaggio che hanno il sapore del nostro Carso e il profumo del nostro mare. Certamente non possiamo dire la stessa cosa del caffè, che però – ha sottolineato Roberti – ha avuto un ruolo determinante nella trasformazione di Trieste da piccolo centro a grande porto franco dell’Impero austroungarico. Una posizione commerciale di rilievo, implementata nel tempo, che ancora oggi fa di Trieste una delle capitali di questo prodotto a livello nazionale e internazionale”. Nel portare i saluti del governatore Fedriga e dell’intera Giunta regionale, l’assessore Roberti ha rimarcato la valenza globale di questa fiera biennale, giunta alla sua undicesima edizione. “TriestEspresso Expo – ha aggiunto l’assessore – da molto tempo celebra questa tradizione, mettendo in contatto alcune realtà eccellenti del nostro territorio con importanti player del settore che in questo contesto possono conoscere nuove torrefazioni e dare un significativo contributo alla crescita dei traffici».
Nel corso dell’evento inaugurale è stata enfatizzata l’internazionalità della manifestazione. Sono presenti, infatti, visitatori provenienti, tra gli altri, da Corea del Sud, India, Uganda, Arabia Saudita, Etiopia, Burundi, Lettonia, Cina, Ruanda, Serbia, Polonia, Ungheria, Repubblica Ceca, Slovenia, Romania, Germania, Austria, Croazia e molti altri Paesi.

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E domani, 26 ottobre, con inizio alle ore 10, nella Sala “Josef Ressel” del Generali Convention Center del Porto Vecchio di Trieste (viale Miramare 24/2), avrà luogo una tavola rotonda sul tema “Lo sviluppo tecnologico e scientifico nel mondo del caffè”. Promossa dall’Associazione Museo del Caffè di Trieste, nell’ambito della manifestazione “TriestEspresso Expo”, l’iniziativa affronterà aspetti di massima attualità della più recente e rapida evoluzione che sta investendo anche questo settore merceologico.

Roberto Nocera


A discuterne effetti e prospettive interverranno l’ingegner Roberto Nocera, direttore generale de “La San Marco” Spa, la nota società di Gradisca d’Isonzo produttrice di macchine e attrezzature per caffè, Lucio Del Piccolo, studioso e collezionista caffeicolo a livello mondiale, e Marino Petracco, ingegnere chimico e appassionato cultore della materia, per oltre un trentennio ricercatore scientifico presso la Illycaffè. Nell’occasione, sarà anche “celebrato”, il nuovo partenariato tra l’Associazione Museo del Caffè e il museo di macchinari e reperti de “La San Marco” costituito a Gradisca nella sede aziendale. Si tratta, nello specifico – come precisa il presidente della Amdc Gianni Pistrini -, dell’undicesimo rapporto di “gemellaggio” e collaborazione che l’associazione triestina ha instaurato negli anni (fra i più recenti e significativi quello con il prestigioso Museu do Cafe di Santos), sempre con l’obiettivo di divulgare la storia, la cultura e le peculiarità del “prezioso chicco”.

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In copertina, l’assessore regionale Pierpaolo Roberti; all’interno, immagini della giornata inaugurale.

Il “rito del caffé” sia Patrimonio Unesco: Trieste compatta per la candidatura. Ancora un anno per cercare altri sostegni

(f.s.) Pienamente riuscito, con una notevole partecipazione di cittadini e operatori a vario livello interessati, e, soprattutto, con l’espressione di un forte appoggio politico-istituzionale e l’annuncio di importanti e sostanziali novità: in questi termini si possono sintetizzare il successo e la pregnanza di risultati del nuovo incontro pubblico a sostegno della candidatura all’Unesco del Rito del Caffè Espresso italiano quale Patrimonio immateriale dell’Umanità. L’incontro, come annunciato, era stato organizzato dall’associazione Museo del Caffè di Trieste in collaborazione con il Club per l’Unesco di Udine e la partecipazione delle maggiori realtà caffeicole giuliane, nella prestigiosa Sala Bazlen di Palazzo Gopcevic, messa a disposizione dal Comune di Trieste.

A illustrare le ragioni e le strategie della candidatura sono intervenuti per l’Amdc il presidente Gianni Pistrini con il suo “vice”, l’imprenditore Doriano Simonato, la scrittrice e promotrice culturale Renata Capria D’Aronco, presidente del Club per l’Unesco di Udine, il presidente dell’Associazione Caffè Trieste Fabrizio Polojaz, pure coordinatore della cosiddetta “comunità emblematica” che riunisce tutte le realtà caffeicole cittadine partecipanti allo sforzo comune per la candidatura, Omar Zidarich, presidente del Gruppo Italiano Torrefattori di Caffè (che raccoglie i ben 743 torrefattori d’Italia), e Federica Suban, presidente provinciale della Fipe. A livello istituzionale, il vicesindaco e assessore alle Politiche economiche Serena Tonel, l’assessore agli Affari generali e Innovazione tecnologica del Comune di Trieste Michele Lobianco e il presidente del Consiglio comunale cittadino Francesco Di Paola Panteca, mentre il presidente del Consiglio regionale Fvg, Piero Mauro Zanin, ha inviato un circostanziato messaggio di adesione.
La notizia di più immediato impatto emersa nel corso dell’incontro e di massima importanza per le scelte “tattiche” e organizzative che dovranno essere intraprese è che l’Unesco ha recentemente deciso di “sdoppiare” i propri “riconoscimenti” alle realtà e attività di maggior rilevanza culturale a livello mondiale, suddividendole in “materiali” e “immateriali” e, conseguentemente, premiando ad anni alterni l’uno e l’altro di questi ambiti. Ciò comporterà, nella pratica, che la candidatura del Rito del Caffè Espresso italiano quale Patrimonio immateriale dell’Umanità – che ha appunto Trieste tra i principali fautori – potrà essere valutata e giudicata (prima a livello di Comitato Unesco nazionale poi, in caso positivo, al verdetto finale di Parigi) non alla fine di questo mese come si riteneva inizialmente, ma nella primavera del 2024. E’ evidente che questo “slittamento” anziché essere di nocumento potrà, al contrario, consentire una organizzazione della campagna a sostegno della candidatura ben più ampia, estesa e articolata di quanto si sia potuto fare finora, col breve lasso di tempo fin qui disponibile. Potendo così coinvolgere un numero ben maggiore di persone (con opportune raccolte di firme da inviare all’Unesco), enti e istituzioni pubbliche e private, realtà caffeicole e pubblici esercizi, non solo a Trieste ma anche in molte altre località italiane.

Gianni Pistrini

In definitiva, potremo avere parecchie più “chances” di riuscita e tutte le realtà presenti si sono comunemente espresse per cogliere questa inattesa occasione, aumentare gli sforzi e puntare con ancora maggior determinazione verso l’importante obiettivo. In tal senso, assicurando il massimo appoggio istituzionale, è intervenuta innanzitutto Serena Tonel, che ha portato il saluto del sindaco Dipiazza e ha rimarcato come il legame fra Trieste e le molteplici attività della filiera del caffè sia davvero fondamentale per il forte impatto economico e occupazionale che comportano, ma anche per gli aspetti di ricerca scientifica, turismo e cultura che il “prezioso chicco” comporta. Quindi, l’assessore comunale Michele Lobianco – da sempre vicino alle attività dell’Amdc – che ha auspicato il più ampio successo dell’iniziativa e il presidente del Consiglio comunale di Trieste Francesco Di Paola Panteca che ha annunciato di voler proporre all’assise municipale un’apposita mozione di sostegno alla candidatura. Analoga volontà di sostegno anche dal presidente del Consiglio regionale, Piero Mauro Zanin, che – come detto – ha inviato un messaggio di adesione.
Quindi, per le categorie economiche, mentre la presidente provinciale Fipe Federica Suban ha assicurato un forte impegno specifico della Federazione dei Pubblici esercizi, i due principali rappresentanti “caffeicoli”, Fabrizio Polojaz, anche a nome dell’intera “comunità emblematica” delle realtà partecipanti all’”avventura” della candidatura, e Omar Zidarich per i torrefattori – che ha anche portato il saluto e l’adesione del presidente della Camera di Commercio della Venezia Giulia, Antonio Paoletti -, hanno entrambi rimarcato la fondamentale importanza della sinergia fra privato e pubblico, e fra istituzioni, articolazioni della società civile e cittadini tutti, per la riuscita dell’impresa.


Ricordando come Trieste debba avere in ciò un ruolo trainante, forte dei suoi 300 anni di esperienza di commercializzazione e trasformazione del caffè, e di una forte e tutta peculiare tradizione di degustazione della bevanda. Basti ricordare che oggi sui 10 mila addetti operanti nel settore in tutta Italia ben 1.000, più altri 800 nell’indotto, lavorano a Trieste, nelle molteplici professionalità e “punti” della “filiera”. Ma, al di là e oltre la nostra indubbia qualificazione di autentica Capitale del Caffè, oggi – hanno detto – dobbiamo lavorare con le altre città e realtà italiane per un obiettivo comune. Concetto ripreso e ampliato nell’appassionato intervento della presidente del Club per l’Unesco di Udine, Renata Capria D’Aronco, la quale, indicando la necessità di “andare oltre ogni campanilismo per ottenere i risultati che tutti desideriamo”, ha fortemente sottolineato l’adesione e l’azione del sodalizio friulano in piena consonanza con l’associazione Museo del Caffè di Trieste, a partire da questo incontro, “ma ora mobilitandosi uniti per andare a interessare tutte le realtà civili della nostra regione, a cominciare dal mondo della scuola, mentre il nostro Club si impegnerà per coinvolgere ad ampio raggio gli altri Club per l’Unesco, per il miglior successo dell’iniziativa di candidatura”.
“Introdotto” dal vicepresidente Doriano Simonato, che per tutta la sua durata ha brillantemente condotto quella che di fatto è stata una vera e propria “tavola rotonda” fra “attori” diversi pubblici e privati e il pubblico, stimolando e “provocando” domande e interessanti interventi, è toccato infine al presidente dell’Amdc Gianni Pistrini chiudere l’incontro ricordando come l’associazione Museo del Caffè di Trieste abbia, conformemente ai suoi scopi sociali, aderito convintamente e fin dall’inizio a questa iniziativa di valorizzazione e promozione del caffè espresso italiano a livello internazionale, inteso in tutti i suoi aspetti e peculiarità territoriali. “E anche a tal fine e in tale direzione – ha concluso Pistrini, evidenziando pure le molteplici attività svolte recentemente dall’associazione e tra queste in particolare l’importante gemellaggio con il prestigioso Museu do Cafè di Santos -, la stessa attesa creazione, in accordo con le Istituzioni cittadine e prioritario fine istitutivo della Amdc, di un Museo del Caffè degno di questo nome, dedicato alle molteplici testimonianze, oggetti, reperti e vicende umane che da secoli legano la nobile bevanda alla storia, cultura ed economia di questa città emporiale, che potrà essere realizzato nell’area pubblica del Porto Vecchio e direttamente connesso al Museo Commerciale della Città, un forte attrattore di visitatori, turisti, studiosi e appassionati dell’argomento. E se – così ancora Pistrini – tale realizzazione, come auspicato dallo stesso assessore comunale alla Cultura Giorgio Rossi, potrà concretizzarsi e venir anche completata nel corso dell’anno, essa potrà davvero rappresentare un ulteriore e potente “motore” pure ai fini del successo della candidatura italiana all’Unesco del ”Rito del Caffè Espresso italiano quale Patrimonio immateriale dell’Umanità”.

(info: www.amdctrieste.it)

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In copertina, una tazzina dell’immancabile “rito” quotidiano del caffè espresso al bar.

 

Storia delle caffettiere: domani a Trieste il racconto di Maltoni

di Gianni Pistrini

A Trieste nuovo piacevole appuntamento ai Cenacoli del caffè 2019-20 di aMDC, domani 11 febbraio, alle 18, nella sede dell’InCE di via Genova 9. In avvio di serata, l’Associazione Museo del Caffè nominerà un nuovo socio onorario, Nazario Polojaz, il quarto, così da rendere omaggio a chi nel corso della propria vita lavorativa si è totalmente speso nella professione. Noto imprenditore di origine croata che a Trieste ha fatto la propria fortuna, figlio di commercianti nel settore, ha poi sviluppato la propria esperienza, ritirandosi solo per raggiunti limiti di età. Il figlio Fabrizio attualmente presiede la ultracentenaria Associazione caffè Trieste.
Introdurrà Mariagrazia Stepan, che cura pure uno spazio nel quale vengono proposti dei brani di scrittori triestini: file-rouge l’aromatica bevanda. Alcuni versi verranno letti da Graziella Zotti, figlia di Guerrina Marcorin, tratti da “Adesso ve conto”, mentre Giorgio Micheli provvederà alla diretta Facebook dell’Associazione Museo del Caffè.
L’incontro sarà particolarmente ricco e prevede la partecipazione di un romagnolo d’eccezione: il collezionista di macchine da caffè Enrico Maltoni che racconterà l’affascinante storia di quella per espresso da bar attraverso il libro del Mumac, il Museo della macchina per caffè del Gruppo Cimbali. Un viaggio attraverso oltre cento anni di storia della macchina per caffè espresso. In questa occasione verranno presentate foto inedite dei caffè storici appartenenti all’archivio del museo. L’intera collezione si pregia di oltre 300 macchine, di cui esposte quasi un centinaio. Nella raccolta sono confluite due importanti raccolte private, la Collezione Enrico Maltoni e la Collezione Cimbali.
Il relatore Maltoni è un appassionato studioso e collezionista, in particolare, di macchine da caffè espresso d’epoca che, dopo oltre un ventennio di ricerche e recuperi, ha creato la prima mostra itinerante al mondo dedicata a questi affascinanti apparati.
Nel 2014 apre un laboratorio specializzato dedicato al restauro di queste attrezzature italiane da bar prodotte dal 1900 al 1960. A tale riguardo, la sua collezione intitolata “Espresso made in Italy 1901-2010” presenta rari e preziosi modelli, ed è stata allestita in quarantacinque diverse location su quattro continenti, anche a Trieste. Per questo progetto si è aggiudicato il primo e unico premio da parte di un organismo sovranazionale, quale “Eccellenza del caffè 2006”, nella categoria Young Entrerpreneur Award, sbaragliando cinque candidati provenienti da tutta Europa.
Enrico Maltoni possiede un archivio storico invidiabile, costituito da oltre venticinquemila referenze, fra documenti e brevetti. Nel 2001 ha pubblicato il libro Espresso made in Italy 1901-1962 (Collezione Enrico Maltoni Editore, 2001) che illustra oltre duecento splendidi esemplari di macchine da bar appartenenti alla sua raccolta, oggetti salvati dall’usura del tempo. Di questo volume ha dovuto effettuare ben tre ristampe, 9.000 copie vendute. E’ poi coautore de “Il libro completo del caffè” (De Agostini Editore, 2005) e, insieme a Mauro Carli e con il fattivo contributo di altri appassionati, del volume “Coffee makers” nel quale ben 2000 caffettiere storiche sono state fotografate direttamente nelle case dei più mportanti collezionisti mondiali. Da questo viaggio durato due anni in giro per il pianeta, gli autori hanno creato una vera e propria enciclopedia della caffettiera. E sarà proprio questo il libro che verrà presentato domani (ingresso libero fino esaurimento dei posti disponibili).

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In copertina Enrico Maltoni e qui sopra un angolo della sua collezione di macchine storiche da caffè.