Crisi del latte, per Confagricoltura Fvg sono sempre più necessari un’azione collettiva e un Piano straordinario in Ue

L’attuale scenario del mercato lattiero-caseario dell’Ue manifesta i segnali inequivocabili di una crisi profonda, caratterizzata da uno squilibrio strutturale tra un’offerta in costante crescita e una domanda che non riesce ad assorbire le eccedenze. Il settore sta affrontando una fase di forte volatilità che mette a rischio la tenuta sociale ed economica delle aree rurali. Una fase del tutto imprevista che ha interrotto quella positiva registrata dopo la soppressione delle quote latte e che ha portato, dal 2016, a positivi risultati economici per tutte le imprese, a testimonianza che evidentemente sinora hanno operato bene portando valore alla filiera tutta.
«Le misure proposte dalle istituzioni sono positive a partire dalla disponibilità di Ice sui mercati internazionali per favorire l’export poi l’azione del Ministero sul fronte della comunicazione e promozione dei consumi a partire dallo schema “latte nelle scuole” e delle proposte per i bandi indigenti e per il Piano straordinario a livello Ue». Così il presidente di Confagricoltura Fvg Nicolò Panciera che prosegue: «Su questo fronte è opportuno agire anche perché i problemi del comparto partono dalla maggiore produzione europea: si può iniziare utilizzando i fondi della riserva di crisi del bilancio Ue. È tuttavia opportuno, che l’azione sia collettiva e che non sia solo l’Italia a ridurre il proprio potenziale produttivo, ma si deve intervenire in tutti i Paesi dove ci sono stati incrementi eccessivi di produzione». Confagricoltura Fvg, infine, richiama la necessità di agire come sistema di filiera che deve coinvolgere responsabilmente tutti e sempre. Una sottolineatura d’obbligo visto che, in questa fase, non tutti hanno rispettato gli impegni assunti a dicembre e ciò ha contribuito ad accrescere le difficoltà del mondo allevatoriale associato che sta soffrendo particolarmente la congiuntura negativa di mercato».

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Allevatori a Codroipo

Con l’Associazione Allevatori Fvg al via le proposte formative per le aziende. L’appuntamento, come già annunciato, è fissato per stamane, 19 febbraio, alle ore 10.30, nella sede di Codroipo, con un approfondimento sul tema: “Il valore dei dati in azienda. Dall’informazione alla decisione consapevole”. L’intervento principale sarà tenuto dal veterinario Alessio Valenza. Mercoledì 4 marzo, sempre a Codroipo, sarà invece la volta dell’intervento dell’agronomo Michele Campiotti che, a partire dalle 10.30, relazionerà sul tema: “Gestione del personale nell’azienda zootecnica. Strumenti e strategie per l’efficienza produttiva”. Infine, a Tolmezzo, presso la sede della Comunità di montagna, mercoledì 15 aprile, Carlo Sgoifo Rossi, dell’Università di Milano, a partire dalle ore 10.30, proporrà un approfondimento su: “Criticità e opportunità dell’allevamento vacca-vitello”, una delle forme più naturali e sostenibili dell’allevamento bovino, ma anche una delle più complesse da gestire. Info: 0432.824211, e-mail: segreteria@aafvg.it

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«In ambito europeo, infatti, si è registrata – aggiunge il presidente di Confagricoltura Fvg – una produzione pari a 135.253 migliaia di tonnellate fino a novembre 2025 a fronte di una produzione, fino a novembre 2024, di 133.712 migliaia di tonnellate con un incremento particolarmente evidente nei mesi estivi ― quando solitamente la produttività è calante ― e un aumento ancora più significativo nel mese di ottobre rispetto a quanto si verificava un anno prima (+5,1%). Diversi sono i fattori che aiutano a comprendere questa situazione: i prezzi elevati del latte hanno sostenuto la produzione almeno fino all’inizio dell’autunno in tutta Europa; le condizioni meteorologiche favorevoli hanno consentito una maggiore disponibilità e una migliore qualità dei foraggi; le problematiche sanitarie legate alla diffusione della blue tongue hanno ritardato i parti contribuendo all’aumento delle consegne di latte in estate e all’inizio di questo autunno; il calo delle macellazioni Ue di vacche a fine carriera (-14% nel periodo gennaio-novembre 2025) ha contribuito all’aumento della produzione di latte. Conseguentemente, a partire in particolare dal mese di settembre 2025, il prezzo del latte crudo alla stalla nell’Ue-27 è cominciato a scendere progressivamente da 53,38 euro/q sino ad arrivare al prezzo critico di euro 49,38 euro/q nel mese di dicembre 2025 con ulteriori diminuzioni nel mese di gennaio 2026. È necessario che la Commissione Europea predisponga un Piano straordinario per il latte: ne va della sostenibilità economica delle imprese lattiero-caseari».

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In copertina, la lavorazione del latte in un caseificio del Friuli Venezia Giulia.

Allevatori Fvg: prezzo del latte buono e stabile nel 2024 (bene anche l’anno nuovo). Marco Bassi è il nuovo direttore

«Il 2024 rimarrà certamente nei ricordi di molti di noi per essere stato un anno finalmente remunerativo per gli allevatori di bovine da latte. È il primo anno nella storia della zootecnica italiana che si raggiungono prezzi del latte così importanti e soprattutto una sua certa stabilità nel tempo – ha detto durante l’assemblea dei soci il presidente dell’Associazione Allevatori Fvg, Renzo Livoni -. È pur vero che le materie prime non sono rimaste ai livelli dei prezzi di qualche anno fa, ma dopo l’ascesa terrificante che hanno avuto un paio d’anni or sono, ora, seppure non siano ritornati ai costi dell’epoca, restano comunque a un livello più coerente con l’andamento del mercato del latte.

Andrea Lugo col presidente Livoni.

Nel corso del 2024, dopo un primo semestre con prezzi in crescita costante culminati a giugno con un prezzo medio del latte alla stalla di 0,53 euro/litro, si è confermato il trend di crescita anche nel secondo semestre raggiungendo, a dicembre, 0,58 euro/litro e, attualmente, assistiamo a un prezzo attorno a 0,60 euro/litro che viene mantenuto per tutto il primo semestre 2025. Riguardo alle consegne di latte – ha proseguito Livoni -, dopo un calo registrato nel 2023 del 7,57%, nel corso del 2024 abbiamo recuperato qualcosa: registriamo, infatti, un aumento dell’1,20% per un totale di 243.653 t di latte consegnato. I dati dei primi mesi dell’anno 2025 (gennaio-aprile) registrano, invece, una stabilità rispetto allo stesso periodo del 2024».


«La piattaforma web per il commercio elettronico denominata “Fattorie Friulane”, che attualmente conta più di 60 imprese aderenti, ha implementato con continuità le vendite dei prodotti inseriti raggiungendo, in due anni, più di 50.000 follower – ha sottolineato il direttore uscente, Andrea Lugo -. Da un’analisi dei siti Internet di e-commerce di prodotti agroalimentari italiani, la piattaforma “Fattorie Friulane” in termini di gradimento riscontrato presso i visitatori mantiene saldamente il secondo posto dietro al Pur Sudtirol e davanti ad altre realtà ben più storiche. L’andamento delle vendite, nel corso del 2024, è stato piuttosto importante se raffrontato all’anno precedente (124.400 euro le vendite lorde, contro i 48.058 euro del 2023 che valgono un +158%). Questi e altri parametri indicano che ci sono prospettive di crescita ulteriore dell’e-commerce realizzato dall’Associazione», ha concluso Lugo salutando l’assemblea per pensionamento, dopo 13 anni di direzione. Da luglio, il nuovo direttore sarà Marco Bassi, 43 anni, già responsabile del Settore Suinicolo e del Servizio Ambiente dell’Associazione.

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In copertina, Marco Bassi nuovo direttore dell’Associazione Allevatori Fvg.

Prosciutto di San Daniele Dop, aumenta la qualità con suini più pesanti. I nuovi disciplinari sono ok per Allevatori Fvg

Ora è ufficiale l’entrata in vigore della modifica ai Disciplinari produttivi del prosciutto di San Daniele Dop e del Parma Dop, che prevede l’innalzamento del peso massimo della carcassa dei suini impiegati nella produzione delle Denominazioni da 168 a 180 chilogrammi. In conseguenza di ciò, il comparto potrà ora contare su una maggiore disponibilità di suini e di cosce fresche con una pezzatura importante, idonea a supportare le lunghe stagionature.
In proposito, si dice soddisfatto Silvio Marcuzzo, rappresentante dei produttori di suini dell’Associazione Allevatori Fvg, per queste modifiche che «vanno nella direzione, giusta, del miglioramento della qualità della coscia destinata alla lunga stagionatura, fiore all’occhiello della produzione suinicola italiana. Un prosciutto profumato e saporito si ottiene da animali maturi e pesanti, alimentati a base di cereali. La filiera di lavorazione e stagionatura poi esalta al massimo queste caratteristiche. Le precedenti norme di produzione si riferivano ad animali cresciuti in condizioni sia di allevamento sia ambientali molto differenti. Purtroppo, negli anni scorsi si è vissuta una fase di transizione disordinata, tumultuosa, che ha fatto palesemente emergere l’inadeguatezza dei vecchi regolamenti. Siamo dispiaciuti, come allevatori – conclude Marcuzzo -, della confusione creatasi soprattutto tra i consumatori, con l’auspicio che in futuro ci sia un adeguato confronto tra tutti gli attori della filiera con la collaborazione delle istituzioni».
La modifica recentemente approvata si unisce a quelle già accolte nel 2023, che avevano portato la stagionatura minima da 12 a 14 mesi, abbassato il tenore salino massimo consentito, aumentato il peso del prodotto, definito in modo più univoco le genetiche suine ammesse e gli incroci consentiti. Tutto questo per innalzare ulteriormente gli standard qualitativi dei prosciutti Dop, consolidarne l’identità e la distintività rispetto ai competitor, ponendo sempre al centro la tutela e la garanzia nei confronti del consumatore.

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In copertina, il prosciutto di San Daniele Dop tagliato a mano secondo tradizione.

Allevatori Fvg, parte l’indagine sulle emissioni climalteranti delle bovine da latte: prima (per dimensioni) in Italia

Per la prima volta in Italia, il calcolo delle emissioni climalteranti verrà effettuato, per tutte le stalle da latte, in Friuli Venezia Giulia. Il processo di valutazione dell’impronta carbonica (LCA Life Cycle Assessment, Ciclo di Vita) è un’iniziativa dell’Associazione Allevatori regionale, in collaborazione con Ersa, Università degli Studi di Udine e Ceviq. Coinvolgerà circa 400 aziende professionali che allevano oltre 40 mila bovini da latte. Le emissioni agricole, in diminuzione del 13,2% dal 1990 a oggi, si stimano al 7,8% del totale. La zootecnia contribuisce per il 5,9% di questa fetta e, all’interno del comparto dell’allevamento, la produzione del latte impatta per il 33%.

Andrea Lugo


«Questa raccolta dati a tappeto, della durata biennale, resa possibile dal sostegno dell’Amministrazione regionale – spiega il direttore dell’Associazione Allevatori, Andrea Lugo – ci fornirà una fotografia reale della situazione degli impatti ambientali della nostra zootecnia da latte, in maniera puntuale e trasparente. Sarà così possibile anche, in seguito, partire da questa base per stimolare e misurare i progressi degli allevatori sulla sostenibilità. Non è escluso, inoltre, che pure i sostegni finanziari pubblici, erogati alle aziende, non tengano conto dell’indice LCA per “favorire” le imprese più virtuose le quali potranno anche ottenere una certificazione specifica da far valere verso gli acquirenti del loro latte (che la richiedono sempre più frequentemente) e verso i consumatori».
La raccolta dei dati, dunque, sarà finalizzata a una valutazione imparziale che considera gli input e gli output di tutto il ciclo della produzione del latte: dal reperimento delle materie prime, all’alimentazione, alla gestione sanitaria, alla mungitura, con tutti i relativi consumi energetici e ambientali. Al termine dell’elaborazione dei dati (che verrà realizzata dall’Università di Udine), un indice prodotto dal software dell’Ersa, stabilirà quale sarà l’impatto ambientale di un singolo litro di latte prodotto in Friuli Venezia Giulia. Da parte sua, Ceviq produrrà un protocollo di certificazione aderente alle funzionalità del comparto, a disposizione delle aziende che lo volessero utilizzare per le loro finalità etiche e/o commerciali. È previsto anche un approfondimento ulteriore dell’indagine che coinvolgerà un numero più ristretto di aziende, individuate durante il lavoro di raccolta dati.

La sede gli Allevatori Fvg a Codroipo.

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In copertina, bovine la latte: è al via un importante studio sulle loro emissioni.

La Latteria Sociale Turnaria di Trivignano compie 100 anni: fra gli eventi celebrativi anche un libro storico di Enos Costantini

Serviva una festa comunitaria per celebrare il 100° anniversario della nascita della Latteria Sociale Turnaria di Trivignano Udinese. Così, per domani e sabato, sono state organizzate una serie di iniziative per ricordare questo bel compleanno. Domani, al Teatro Parrocchiale (Area Gruppo Alpini, via Palma), a partire dalle ore 19.30, ci sarà pertanto un momento di approfondimento, con Francesco Zaccheo, dell’Associazione Allevatori Fvg, su: “Le latterie sociali in Friuli: salvaguardia del latte crudo e del saper fare”, seguito da un intervento di Paola Valdinoci, su: “Il valore nutrizionale del formaggio”. Al termine, la presentazione e la proiezione del filmato dedicato al centenario della Latteria di Trivignano Udinese.
Sabato, a partire dalle 9, sarà possibile partecipare alle visite guidate della Latteria durante la produzione del formaggio. Dalle 10, dopo i saluti delle autorità, del presidente della Latteria, Stefano Azzano, della presidente di Confcooperative Alpe Adria, Serena Mizzan, e del presidente di Confcooperative Fedagripesca Fvg, Venanzio Francescutti, Enos Costantini presenterà il libro scritto per l’occasione e dedicato alla storia centenaria della Latteria. Prima del taglio della torta, non mancherà il saluto conclusivo dell’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier.
Nata nel febbraio 1924, la Latteria Sociale Turnaria di Trivignano Udinese non ha mai interrotto la propria attività salvo, per un paio d’anni, durante il secondo conflitto mondiale, riprendendo immediatamente l’operatività nel 1946.
Attualmente, la compagine sociale è composta da 6 soci che conferiscono circa 10 mila quintali di latte prodotto mungendo, annualmente, oltre 250 vacche. Il 90% del latte lavorato è destinato a formaggio Latteria, per un totale di oltre 14 milz forme all’anno; il restante 10% del latte lavorato è destinato a prodotti freschi tra cui mozzarella, stracchino, caciotta, yogurt e anche panna cotta.

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In copertina, il casaro al lavoro per preparare l’ottimo formaggio di Trivignano.

Gemona, formaggio… e dintorni: protagonisti nel fine settimana i prodotti delle benemerite latterie turnarie

«Una rassegna unica in regione che si lega profondamente alla tradizione del Gemonese, da un lato valorizzando la produzione casearia locale e la storica attività delle latterie turnarie, dall’altro mettendo in risalto l’importanza dello spirito di comunità, come testimoniano l’encomiabile impegno profuso dalle associazioni e dai volontari e la concomitanza con un altro appuntamento molto sentito, come la Giornata del Ringraziamento agricolo». Sono i concetti espressi ieri dall’assessore regionale alle Finanze. Barbara Zilli, all’inaugurazione della 22ma edizione di “Gemona, formaggio… e dintorni”, organizzata da Amministrazione comunale, Pro Glemona con i Comitati di Borgata, Coldiretti, Associazione Allevatori Fvg, Slow Food “Condotta Gianni Cosetti”, Ecomuseo delle Acque del Gemonese e altre associazioni.

Il programma si articola nell’arco di tutto il fine settimana tra mostre-mercato, degustazioni e altre iniziative incentrate sul formaggio latteria che, fino a pochi anni fa, veniva prodotto dalle latterie turnarie molto diffuse nel Gemonese e che ora continua a essere un vero e proprio fiore all’occhiello, tanto da essere diventato un presidio Slow Food. «Eccellenze enogastronomiche del territorio come il formaggio – ha sottolineato l’esponente della Giunta Fedriga – sono dei veicoli importanti per promuovere l’immagine della nostra regione su larga scala. E altrettanto importante è la salvaguardia di antichi mestieri che rappresentano la storia e l’identità dei nostri paesi, oltre che una garanzia della qualità dei prodotti».
Presente al taglio del nastro anche Stephanie Zilli, la 46enne di Alesso di Trasaghis affetta da Sla che domenica scorsa ha partecipato alla maratona di New York per diffondere la conoscenza su questa grave malattia.

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In copertina e all’interno tre immagini della cerimonia inaugurale alla quale ha partecipato anche l’assessore regionale alle Finanze Barbara Zilli.

Energie rinnovabili nelle stalle Fvg: stamane incontro a Fossalon di Grado

Un meeting per parlare di energia rinnovabile come possibile fonte di reddito di resilienza per le imprese zootecniche, ma anche dell’utilizzo dei robot a servizio della zootecnia e della seconda fase del progetto Dualbreeding dedicato ai bovini con duplice attitudine.
L’appuntamento, organizzato dall’Anapri e dall’Associazione Allevatori Fvg, sarà ospitato all’azienda “La Bonifica“ di Fossalon di Grado, stamane, 14 ottobre, dalle 10. La giornata prenderà il via con la presentazione dell’azienda ospitante: Imerio Danelon, dell’Aafvg, illustrerà performance produttive e riproduttive.
Si proseguirà con Stefano Dal Colle di Progeo che farà il punto sull’operatività dei robot; quindi con Lorenzo Degano e Fiorella Causero, di Anapri, che presenteranno i risultati del progetto Dualbreeding Fase due, per finire con Maurizio Urizio, della direzione centrale risorse agroalimentari, forestali e ittiche della Regione Fvg, che affronterà il tema delle rinnovabili come possibile reddito di resilienza per le imprese zootecniche.

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In copertina, un’immagine del complesso aziendale La Bonifica a Fossalon di Grado.

Nuova Pac sotto la lente di Cia Fvg oggi in un approfondimento tecnico a Codroipo

Organizzato da Cia Fvg – Agricoltori Italiani, si terrà a Codroipo, oggi 3 maggio, a partire dalle ore 18.30, nella sala Polifunzionale dell’Associazione Allevatori Fvg (via XXIX Ottobre, 9/B), un momento di approfondimento tecnico sulla nuova Politica agricola comunitaria (Pac). Ai saluti introduttivi del presidente dell’organizzazione agricola, Franco Clementin, faranno seguito gli interventi di Domenico D’Amato, direttore del Centro di Assistenza Agricola/Cia-Agricoltori Italiani Fvg (Gli ecoschemi); Pasquale Plicato, responsabile nazionale del Centro Assistenza Agricola (La condizionalità nella nuova Pac 2023-2027) e Karen Miniutti, della Direzione Centrale Risorse Agroalimentare della Regione Fvg (Interventi di sviluppo rurale nella nuova Programmazione). L’incontro sarà moderato dalla coordinatrice di Agricolae srl, Tamara Battistutta, mentre le conclusioni sono affidate a Stefano Zannier, assessore regionale riconfermato alle Risorse agroalimentari.

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In copertina, il presidente di Cia Fvg – Agricoltori Italiani Franco Clementin.

 

Bene il prezzo del latte nel 2022, ma preoccupa molto il “caro energia”

Il prezzo del litro di latte alla stalla torna sopra i 40 centesimi, soglia minima per rendere l’attività degli allevatori economicamente sostenibile. Nei primi tre mesi dell’anno il prezzo pagato alle aziende zootecniche è passato da 41 centesimi a gennaio fino ad arrivare a 43 centesimi a marzo, “tanti” – si fa per dire – gli allevatori non ne vedevano da anni, anche se la crescita è purtroppo in gran parte assorbita dagli aumenti di mangimi ed energia. Variabili che hanno condizionato i risultati del 2021, come sottolineato dal presidente e dal direttore dell’Associazione allevatori Fvg, Renzo Livoni e Andrea Lugo, durante l’assemblea dei soci che, a Codroipo, ha approvato il bilancio 2021.

LATTE – “Nelle aspettative, il 2021 doveva rappresentare l’anno del riscatto dopo un 2020 segnato pesantemente dalla pandemia da Covid-19, invece, lo è stato solo in parte. Infatti, a un primo semestre piuttosto soddisfacente anche in termini di remunerazione del prezzo del latte – ha esordito Livoni -, nella seconda parte dell’anno il settore ha dovuto far fronte sempre più ad aumenti dei costi energetici e a seguire anche delle materie prime, che hanno di fatto annullato i margini realizzati fino a quel momento, dovuti a una quotazione del latte che da diversi anni non superava i 40 centesimi al litro”. Un trend che purtroppo è proseguito nei primi mesi del 2022, accentuato dal conflitto russo-ucraino.

CARNE – Segnali incoraggianti nel 2021 se ne sono registrati anche per la carne bovina e suina, oltre che per le carni bianche, con quotazioni aumentate nella seconda metà dell’anno, che anche in questo caso però sono state in parte vanificate dagli aumenti spropositati dei costi energetici e delle materie prime. “Gli effetti negativi che purtroppo si stanno trascinando anche in questi primi mesi del 2022 – ha fatto sapere Livoni – porteranno a un’ulteriore selezione delle imprese del settore zootecnico, con riflessi negativi anche sulla struttura della nostra associazione”.

STALLE – La contrazione delle stalle in questi anni è proseguita inesorabile, con la progressiva contrazione delle aziende zootecniche. L’anno scorso l’associazione ne ha controllate 403 su un totale regionale di circa 620, 21 allevamenti in meno rispetto ai 424 dell’anno precedente. Parallelamente si è ridotto anche il numero delle vacche controllate pari a 32.323 capi, 699 in meno rispetto all’anno precedente. “Nel totale regionale – sottolinea il direttore Lugo – l’incidenza del patrimonio in controllo rimane notevole, stimabile oltre l’85% delle vacche e in circa l’88% del latte con i capi in controllo (2,4 milioni di quintali su 2,7 milioni totali).

CENTRO MORUZZO – Nel 2021 è proseguita positivamente l’attività del Centro di Fecondazione Artificiale di Moruzzo, che ha visto il passaggio di testimone tra il Responsabile del Centro Tori, Antonio Menegoz e Paolo Scarbolo, e tra il responsabile della commercializzazione del seme equino Paolo Merlo con Roberta Natali. “La partnership con Horizon Genetics iniziata un paio d’anni fa è proseguita nel binario della massima collaborazione anche nel corso del 2021, rafforzando e consolidando il mercato del seme bovino verso la Cina – fa sapere Lugo -, così come è proseguito proficuamente il rapporto con la Selfarm, importatore del nostro seme per la Turchia”.

MALGA MONTASIO – Eccellente la stagione in Malga Montasio grazie al maggior afflusso di visitatori “che probabilmente – evidenzia il direttore – non vedevano l’ora di poter uscire dalle proprie abitazioni e tornare a respirare aria di libertà dopo un 2020 contrassegnato da continui lockdown”. Tendenza che ha positivamente investito anche il rifugio Divisione Julia a Sella Nevea e che promette di consolidarsi quest’anno. Aperto da poche settimane, l’agriturismo di Malga Montasio in particolare sta già riscuotendo grande successo, complice l’arrivo in quota, nei giorni scorsi, di circa 200 vacche che resteranno al pascolo fino all’inizio di ottobre.

E-COMMERCE – Tra le iniziative che vedono impegnata l’associazione e che decolleranno nei prossimi mesi svetta infine l’e-commerce. “Un progetto in divenire – precisa il direttore – sul quale ci siamo spesi molto anche con il supporto dell’amministrazione regionale”. Si tratta di una piattaforma web per il commercio elettronico che sarà gestita direttamente dall’AAFvg e alla quale aderiranno prioritariamente i soci allevatori e trasformatori con i loro principali prodotti lattiero-caseari e derivati della carne, oltre ad una serie di imprese della produzione agroalimentare regionale che forniranno prodotti quali vino, birra, olio, panificati, sottolio e sottaceti, confetture e conserve.

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In copertina, Renzo Livoni presidente dell’Associazione Allevatori del Fvg.

Malga Montasio riapre i battenti: da metà mese 200 bovine saranno al pascolo

Riapre i battenti malga Montasio ed è subito presa d’assalto. Alzate le serrande lo scorso fine settimana, l’agriturismo gestito dall’Associazione allevatori Fvg, che ogni estate accoglie migliaia di visitatori sia dal Nordest che dai Paesi vicini, non ha dovuto attendere l’arrivo dei primi turisti. Complice il caldo atipico per l’inizio di giugno e la voglia di libertà lasciataci dal lungo periodo di pandemia, che ben si coniuga con gli spazi aperti dell’altipiano sopra Chiusaforte, il primo weekend di attività è stato subito di grande lavoro per il personale della struttura che oltre al ristoro agrituristico gestisce anche il caseificio, lo spaccio e il pascolo. Per vedere animato quest’ultimo ci vorrà ancora una decina di giorni. “Le vacche – spiega Andrea Lugo, direttore dell’AaFvg – arriveranno verso la metà del mese di giugno. Anche quest’anno ne ospiteremo circa 200. A oggi abbiamo prenotazioni per 193 capi, di cui 155 vacche e 38 tra manze e giovenche. A queste si aggiungono 15 maiali. Gli animali arrivano da 35 allevamenti di 24 Comuni della regione”.
Al pascolo si potranno ammirare diverse razze a partire dalla Pezzata rossa friulana, passando per esemplari di Frisona, Bruna, Grigio Alpina e Pinzgauer. Un vero spettacolo per quanti raggiungeranno da qui a fine settembre i 1.500 metri di quota della malga.
L’Associazione allevatori del Friuli-Venezia Giulia gestisce la malga dal lontano 1960 e ogni anno arricchisce l’offerta con qualche novità. Così, nel corso dell’ultimo decennio, sono state aperte le stanze (quasi sempre sold-out), è stato arricchito il menu dell’agriturismo, che oggi va dall’antipasto al dolce, la Dop Montasio (che dall’altopiano prende il nome e qui ha la fascetta numero 0) viene lavorata usando solo latte di Pezzata rossa e marchiata prodotto di montagna, ed è stato ospitato pure il Giro d’Italia per il primo arrivo in malga nella storia della corsa rosa. Quest’anno è stato rinnovato l’interno dell’agriturismo, con una nuova posizione del banco, che contribuisce a migliorare gli spazi e a renderli più ariosi.
Insomma, al netto della gestione del pascolo, l’AaFvg ha saputo inventare un sistema turistico sul Montasio che è diventato un vero e proprio marchio, un valore per il sistema allevatoriale della regione che fa bene anche alla montagna, al turismo, all’immagine del Friuli Venezia Giulia.

 

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In copertina e all’interno due immagini dello spaccio di Malga Montasio.