Rilancio per l’economia boschiva: la meccanizzazione crea nuove imprese

Se un tempo era guardato e rifuggito come un mestiere difficile e faticoso, il lavoro dell’operatore boschivo oggi vive una nuova primavera. Le imprese al lavoro nei boschi della montagna friulana sono in crescita, così come gli addetti e la quota di prelievo annuo, che dai 160mila ettari di qualche tempo fa è passata a 200mila e continua a crescere a ritmo sostenuto. Merito dei continui investimenti in attrezzature, che richiedono però formazione continua. Anche, soprattutto, in materia di sicurezza. Una necessità cui Confartigianato-Imprese Udine e Legno servizi stanno rispondendo attraverso l’organizzazione di appuntamenti di formazione sul territorio, l’ultimo dei quali è andato in scena venerdì a Paluzza e ha visto partecipare, in qualità di relatore, Antonello Poles dell’Azienda sanitaria universitaria Friuli Centrale.

La riunione a Paluzza.

Mirco Cigliani

Pienone in sala come non se ne vedeva da anni. «Il numero dei partecipanti dimostra come il tema sia di quelli sentiti e di come vi sia necessità di poter contare su appuntamenti di formazione», afferma Mirco Cigliani, vicepresidente di Legnoservizi e consigliere del Cluster Legno Fvg, a margine dell’evento. L’occasione è buona per fare il punto su un settore in grande evoluzione. «Il lavoro in bosco è cambiato tantissimo – spiega -. Oggi si opera con macchine, attrezzature importanti che hanno attirato l’interesse dei giovani, spingendoli in diversi casi ad aprire impresa per un lavoro a stretto contatto con l’ambiente forestale».
Le aziende che lavorano nell’ambito del prelievo boschivo in Fvg sono 145, di cui 70 con volumi importanti, e danno lavoro nella montagna friulana a quasi 300 persone. «Il nostro – aggiunge il titolare della Primo Cigliani di Arta Terme – è un mondo che si sta rinnovando e che richiede continua formazione». La risposta a questa necessità di chiama “Sistema Sicurezza Fvg”, progetto messo a punto da Legno Servizi assieme a Confartigianato-Imprese Udine che offre alle aziende appuntamenti di formazione dedicati sia ai titolari che ai dipendenti e che vuole essere l’avvio di un percorso di valorizzazione del Cesfam a Paluzza quale centro di riferimento per l’economia del bosco regionale. «Il nostro obiettivo – prosegue – è di costruire fianco a fianco con la Regione una nuova primavera per il centro di Paluzza, dove vorremmo portare corsi di specializzazione, tecnologie innovative per i lavori in bosco, nonché creare un punto di confronto e dialogo sull’economia della filiera bosco-legno regionale. Con particolare attenzione al tema della sicurezza, che per un lavoro come il nostro è fondamentale».


A metter mano sul patrimonio boschivo che è l’oro (ancora poco valorizzato) della montagna friulana, dove l’accrescimento del bosco arriva in linea teorica a 1 milione di metri cubi l’anno e il prelievo, che pure sta crescendo, oggi si ferma a 200mila metri cubi. «I fatturati sono aumentati, triplicati addirittura grazie alla meccanizzazione delle operazioni che consentono di aumentare la quota di prelievo e al contempo di ridurne il costo sempre nel rispetto del territorio – aggiunge Cigliani -. Cresciamo anche grazie agli importanti investimenti che la Regione Fvg ha fatto e sta facendo sulla viabilità forestale, tassello fondamentale insieme alla certificazione per lo sviluppo sostenibile delle foreste. L’obiettivo ora è arrivare a 300mila metri cubi e lo dico con grande orgoglio: quando appena pochi anni fa il prelievo si fermava a 150mila metri erano ditte da fuori che venivano ad aiutarci, perché non avevamo i mezzi, oggi invece il prelievo è doppio e ce lo gestiamo in autonomia, grazie al lavoro di squadra di questi ultimi anni, che ha visto imprese, associazione di categoria, Cluster e Regione lavorare assieme, regalando al lavoro in bosco una vitalità tutta nuova – conclude l’imprenditore -, che si traduce in posti di lavoro, economia e cura del territorio».

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In copertina e all’interno fasi delle lavorazioni boschive in Carnia.

I boschi devastati da Vaia: dai cantieri in arrivo liquidità per l’economia Fvg

“L’operazione su Vaia con le risorse ottenute, i cantieri avviati e gli investimenti sui prossimi lavori rappresenta un volano economico per la piccola e media impresa, un’ulteriore iniezione di liquidità nel sistema economico regionale”. Lo ha sottolineato il vicegovernatore del Friuli Venezia Giulia con delega alla Protezione Civile regionale, Riccardo Riccardi, nell’incontro in videoconferenza con la presidente di Ance Udine, l’associazione nazionale delle costruzioni edili, Angela Martina assieme alla presidente di Confindustria Udine, Anna Mareschi Danieli, con riferimento ai gravissimi danni arrecati al patrimonio forestale dalla tempesta che si era abbattuta alla fine di ottobre di tre anni fa. Riccardi ha informato, assieme al direttore generale della Protezione civile del Friuli Venezia Giulia Amedeo Aristei, sui 198 lavori di quest’anno che vedono coinvolti 62 Comuni, 5 direzioni regionali centrali e 6 soggetti attuatori. L’iter prevede entro il 31 luglio la consegna del progetto da parte dei soggetti ausiliari per raccogliere le autorizzazioni e procedere all’approvazione. Una volta che i progetti sono approvati vengono inviati gli inviti alle imprese che hanno la specializzazione per lavori di messa in sicurezza previsti dal piano. Nell’ambito dei cantieri Vaia, il ricorso a imprese regionali è stato ampio: 658 lavori nel 2019 sui quali hanno ruotato 253 imprese per un totale di 166 milioni di euro, nel 2020 sono stati 221 i lavori effettuati e 131 le imprese della regione coinvolte. Per ogni impresa, è stato spiegato, non vi è stato alcun caso con doppio incarico assegnato ad un’azienda nello stesso Comune. Se ci sono stati più affidamenti sono stati comunque assegnati da responsabili unici del procedimento (Rup) diversi.

Nel corso della riunione – informa una nota Arc – è stato illustrato come, per utilizzare le risorse nazionali ed evitare che vadano sprecate, sia necessario che l’iter di aggiudicazione si concluda, con la stipula del contratto, entro settembre. Per l’attuazione degli interventi verrà quindi adottato lo stesso modello organizzativo utilizzato finora: la struttura commissariale delegherà al Comune l’incarico di responsabile unico del procedimento per avviare l’opera, ma si occuperà direttamente dei pagamenti e dei pareri sull’opera mediante la conferenza dei servizi. Nel sottolineare l’impegno dell’Amministrazione regionale a porre in essere tutti gli sforzi, nel rispetto delle regole vigenti, affinché i lavori possano aver ricadute sul sistema imprenditoriale e professionale del territorio, Riccardi ha affrontato anche il tema della semplificazione della burocrazia e la necessità di attivare percorsi formativi per sviluppare specifiche competenze legate alla gestione delle procedure.

“Grazie agli oltre 9,2 milioni di euro risparmiati con i ribassi di gara degli interventi inseriti nel piano degli interventi 2020 per il ristoro dei danni provocati della tempesta Vaia, puntiamo a realizzare ulteriori 52 interventi in 36 Comuni della montagna friulana”, ha detto ancora Riccardi, spiegando che “la Protezione civile regionale ha sottoposto al Dipartimento nazionale della Protezione civile l’elenco degli interventi individuati sulla base delle indicazioni giunte dai Comuni, ai quali è stato richiesto di segnalare i progetti immediatamente realizzabili. Riccardi ha quindi evidenziato che “è stato individuato almeno un progetto per ognuno dei Comuni che hanno presentato domanda, ai quali si aggiungono due interventi del Consorzio boschi carnici, con un valore medio di 300mila euro per intervento. Una volta confermato il via libera dal Dipartimento dell Protezione civile nazionale daremo quindi il via alle opere, consentendo un’ulteriore iniezione di liquidità nel sistema economico regionale”.
Nello specifico sono previsti interventi nei Comuni di Pordenone, Arta Terme, Castelnovo del Friuli, Cavazzo Carnico, Cercivento, Clauzetto, Comeglians, Enemonzo, Faedis, Forni Avoltri, Forni di Sopra, Forni di Sotto, Frisanco, Lauco, Lusevera, Malborghetto Valbruna, Ovaro, Paluzza, Paularo, Polcenigo, Prata di Pordenone, Ravascletto, Rigolato, San Pietro al Natisone, Sappada, Sauris, Socchieve, Stregna, Sutrio, Taipana, Tarvisio, Tolmezzo, Torreano, Tramonti di Sopra, Villa Santina e Zuglio.

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In copertina, un bosco distrutto da Vaia; all’interno il vicegovernatore Riccardo Riccardi, in una foto Arc, con il direttore generale della Protezione civile, Amedeo Aristei, in videoconferenza con la presidente di Ance Udine, Angela Martina, e la presidente di Confindustria Udine, Anna Mareschi Danieli.