L’Arpa Fvg compie un quarto di secolo: impegno per la qualità dell’ambiente

«Oggi celebriamo un anniversario importante, il venticinquesimo anniversario della fondazione dell’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente. Una realtà che è cresciuta e si è strutturata dal punto di vista organizzativo e tecnico conquistando, nel tempo, un ruolo importante come supporto in materia ambientale a livello regionale. Ma Arpa è riconosciuta anche a livello nazionale e internazionale per la qualità del lavoro svolto e per l’impegno nella sensibilizzazione e nel coinvolgimento della comunità sui temi ambientali».
È il messaggio che l’assessore regionale alla Difesa dell’ambiente, Fabio Scoccimarro, ha inviato per la serata concerto “Armonia è ambiente” al Teatro Giovanni da Udine, organizzata in collaborazione con il Conservatorio “Tomadini” di Udine, per i 25 anni di attività dell’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente del Friuli Venezia Giulia (Arpa Fvg). «L’impegno dell’Agenzia è diretto e costante nel garantire un ambiente di qualità per i cittadini e per uno sviluppo sostenibile a favore delle future generazioni», ha aggiunto Scoccimarro rilevando come sia «significativo che i protagonisti della serata siano i giovani, il nostro futuro. L’Agenzia si impegna a investire su di loro attraverso la costruzione continua di informazioni ambientali per ridurre criticità sul territorio, lo sviluppo di strumenti per comprendere l’ambiente, programmi di educazione ambientale in collaborazione con le scuole”.
Come ha sottolineato l’esponente della Giunta Fedriga, l’ambiente è in cima alle agende di tutti i Governi, proprio perché la sensibilità sul tema è profondamente cambiata negli ultimi anni. A tal riguardo anche la Regione, consapevole dell’importanza di trasferire alle nuove generazioni questa priorità, è impegnata da tempo a sostenere dei progetti con le scuole sulla cura dell’ambiente e la sostenibilit».
Il concerto si proponeva di essere non solo un momento di celebrazione musicale, ma anche uno strumento di sensibilizzazione sui temi ambientali. La musica come mezzo per narrare l’ambiente e la sua bellezza, con l’intento di raggiungere un pubblico ampio, in particolare i giovani, i futuri custodi del nostro pianeta. Durante la serata, 35 orchestrali e 5 cantanti del Conservatorio Tomadini si sono pertanto esibiti in un repertorio che spaziava dalla musica classica al pop rock, interpretando brani che esprimono la bellezza e la varietà degli elementi naturali.

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In copertina, un ambiente naturale incontaminato in Friuli: il torrente Torre che scorre tra i territori di Nimis e Reana del Rojale.

“Mele e kiwi cardini del comparto ortofrutticolo Fvg”. L’assessore Zannier elogia la Mostra di Pantianicco

«Il settore della frutticoltura per anni è stato visto come marginale rispetto all’intero comparto agricolo regionale. Abbiamo avuto delle serie storiche importanti in passato, poi un breve ciclo decrescente ed ora assistiamo ad una inversione di tendenza che si regge in particolare sulla produzione di mela e kiwi. Queste produzioni stanno restituendo un risultato economico crescente per le imprese, non tanto per la quantità quanto per la qualità del prodotto che offre sbocchi su mercato a prezzi remunerativi». Questo un passaggio dell’intervento dell’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier, ieri mattina a Udine, in occasione della presentazione della 53ma Mostra regionale della mela di Pantianicco, in programma dal 27 al 29 settembre e dal 3 al 6 ottobre.

L’incontro con Zannier a Udine.

«I produttori di mele hanno dimostrato capacità di gestire le colture nonostante le diverse problematiche, dalla cimice alla estrema variabilità meteorologica, anche grazie al sostegno che la Regione ha garantito agli investimenti senza i quali non sarebbero stati messi in sicurezza gli impianti, né gestita l’irrigazione nel modo migliore possibile», ha sottolineato ancora Zannier. L’esponente della Giunta Fedriga ha, inoltre, aggiunto che «grazie alla mostra, il settore può evidenziare i notevoli risultati conseguiti sia nel campo della commercializzazione sia in quello della trasformazione, con una crescita anno dopo anno, in particolare sui mercati internazionali, a riprova delle grandi capacità dei soggetti del comparto».
L’assessore ha poi riservato una riflessione all’adattabilità del comparto agricolo segnato da eventi meteo estremi (grandinate, piovosità, siccità). «Questa adattabilità – ha detto Zannier – non è scontata in tutte le produzioni: quelle pluriennali sono sostenute da grandi investimenti strutturali. Ma non è pensabile un intervento pubblico per ogni criticità. È necessaria una riflessione sull’andamento pluriennale delle colture, consapevoli che possiamo intervenire nella gestione dei fabbisogni idrici, ma non possiamo farlo rispetto al tema delle elevate temperature. La domanda da porsi quindi è quali produzioni potranno essere realizzate a fronte di un crescente innalzamento delle temperature».
La mostra delle mele, elogiata dall’assessore Zannier e i cui contenuti sono stati presentati dalla presidente della Pro Loco di Pantianicco Greta Cisilino, è realizzata con il sostegno della Regione Fvg e di PromoTurismoFvg, di Unpli, in collaborazione con Ersa, Arpa Fvg, Università degli Studi di Udine, Confagricoltura, Circolo Agrario Friulano, Aiab – Associazione italiana agricoltura biologica, Consorzio apicoltori, Associazione regionale produttori apistici, Istituto d’Istruzione Superiore “Il Tagliamento”, Frutta Friuli e con il patrocinio del Comune di Mereto di Tomba.

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In copertina, una bella presentazione delle mele friulane alla mostra di Pantianicco.

Agricoltura Fvg, è allarme: nel 2100 la regione potrebbe trasformarsi in… Sicilia

(g.l.) Allarme clima! Nel 2100 il Friuli Venezia Giulia potrebbe essere come la Sicilia. I rapporti tra i cambiamenti climatici, l’agricoltura e la sostenibilità sono stati, infatti, al centro del convegno annuale organizzato dal Collegio dei Periti agrari e Periti agrari laureati del Friuli Venezia Giulia. I relatori intervenuti hanno tracciato un quadro esaustivo e preoccupante sulla situazione del clima, sulle cause delle sue alterazioni e sulle possibili misure di adattamento e mitigazione attuabili in questo territorio.

Giovanni Cattaruzzi e Luigi Pravisani.

Dirigenti con i premiati.


Dopo gli interventi di Enos Costantini, divulgatore di cultura agraria, e di Fabrizio Goffredi, della Fondazione Agrifood e Bioeconomy Fvg, Andrea Cicogna, esperto di monitoraggio del clima di Arpa Fvg, ha descritto l’andamento dei principali parametri e fenomeni climatici (temperatura, piovosità, gelate e grandinate), nei vari periodi storici e le previsioni nel breve, medio e lungo periodo, sottolineando che, in caso di inerzia termica, la nostra regione potrebbe presentare, appunto entro il 2100, un clima analogo a quello attuale della Sicilia, con tutte le conseguenze facilmente immaginabili per l’agricoltura della nostra regione.
Stefano Bongiovanni, direttore dell’area tecnica del Consorzio di Bonifica della Pianura Friulana, ha descritto le strategie finalizzate alla razionalizzazione dell’uso della risorsa idrica su scala comprensoriale, citando i numerosi progetti di ammodernamento della rete irrigua, volti a convertire il sistema di distribuzione da scorrimento superficiale a “pluvirriguo”. Quest’ultimo sistema presente attualmente in misura del 67 per cento delle superfici agricole regionali, determina un risparmio idrico del 50 per cento.
Durante l’incontro si è pure ricordata l’elezione di Giovanni Cattaruzzi (presidente del Collegio Fvg per 11 anni) a componente del consiglio del Collegio nazionale, con il sostegno dei Collegi del Friuli Venezia Giulia e del Veneto, e presentato ai membri del Collegio regionale (che conta 380 iscritti) il nuovo presidente, Luigi Pravisani, eletto alla carica nel settembre scorso. Pravisani, proveniente dal mondo della scuola e dell’Università, è un libero professionista esperto in tematiche ambientali.
L’appuntamento svoltosi a Udine, infine, ha rappresentato l’occasione per consegnare due targhe per meriti professionali e didattici al perito agrario Paolo Del Zotto e a Marco Fragiacomo, dirigente scolastico dell’Istituto Tecnico Agrario “Brignoli” di Gradisca d’Isonzo. Ai lavori hanno partecipato anche Bernardino Lattarulo, coordinatore della Gestione separata della Cassa di previdenza Enpaia e il presidente del Consiglio nazionale, Mario Braga.

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In copertina e qui sopra colture in terreni aridi: quello che potrebbe avvenire in Fvg.

 

La “vongola lupino” ormai sempre più rara: c’è un progetto per le lagune Fvg

«Il progetto di ripristino ambientale e conservazione della “Chamelea gallina” nel compartimento marittimo di Monfalcone è lo strumento per mettere a punto un metodo di solida base tecnico-scientifica che permetta di identificare le cause di fenomeni negli specchi d’acqua del Friuli Venezia Giulia come, nello specifico, la moria di vongole, che sta pesando enormemente sul comparto della molluschicoltura regionale». Lo ha affermato l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari e ittiche Stefano Zannier aprendo all’Ateneo di Trieste, come informa una nota Arc, il convegno conclusivo sul progetto affidato dal Ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali all’Ersa con il coinvolgimento di Arpa Fvg, Dipartimento Scienze della Vita dell’Università di Trieste e Cogemo, il consorzio di gestione pesca del Compartimento di Monfalcone.
La “Chamelea gallina” è un mollusco bivalve, conosciuto anche con il nome di “vongola lupino”, la cui presenza si è progressivamente rarefatta nelle lagune del Friuli Venezia Giulia negli ultimi vent’anni, segnando una particolare flessione dal 2009 e un vero e proprio azzeramento dopo la tempesta Vaia del 2018, con gravissime perdite di fatturato per i pescatori, che hanno dovuto ripiegare sulla cattura dei fasolari. «Il progetto portato avanti da Ersa ci permetterà di fare delle valutazioni sgombre dall’aspetto emotivo – ha rilevato Zannier – e capire se si può perseguire ancora con buoni risultati economici la coltura della “Chamalea”. In ogni caso,lo studio multidisciplinare ci offrirà un metodo, fatto di analisi, confronto, sperimentazione e monitoraggio, che risulterà utilissimo per tutte le attività di pesca in un’ottica di sviluppo sostenibile e di redditività economica».
Accanto alla parte di studio, l’iniziativa dell’Ersa dibattuta all’Ateneo triestino include anche attività sperimentali di ripristino della “Chamelea gallina” che sono state condotte al Banco della Mula di Muggia e alla Bocca d’Anfora, con risultati promettenti nel primo caso. Dal convegno è emerso che la decifrazione delle cause che hanno portato alla rarefazione e fin quasi alla scomparsa delle vongole è molto complessa: tra i fattori che possono incidere vi sono le correnti marine, l’ossigenazione e il grado di salinità del mare, la presenza di fitofarmaci, la torbidità dell’acqua, senza escludere il tema dei nutrienti, che possono essere stati sottratti dai processi di depurazione.

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In copertina, la “Chamelea gallina” e all’interno l’assessore Zannier al convegno dell’Università di Trieste.

Clima che cambia ed effetti: convegni a Rivolto e Marano

Il clima cambia, è innegabile, e i suoi effetti si ripercuotono in maniera più o meno grave in ogni settore dell’agricoltura, a cominciare dalla vite, ma anche sull’esistenza stessa dell’uomo, a causa di eventi sempre più estremi. Tra oggi e domani sono in programma importanti convegni a Rivolto e a Marano per fare luce su queste certamente non trascurabili problematiche, in generale, e in particolare sugli effetti nell’ambiente rivierasco e marittimo-lagunare. Ecco, allora, di che cosa si tratta.

CODROIPO – Sostenibilità ed emergenza climatica saranno i focus sui quali si confronterà l’assemblea di Fedagripesca Fvg, convocata per oggi nella sala convegni di Cantina Rauscedo, a Rivolto di Codroipo, a partire dalle 14.3. «Vogliamo provare a declinare questi grandi tempi – spiega Venanzio Francescutti, presidente regionale dell’organizzazione cooperativa – dal punto di vista dell’impatto economico e organizzativo per le nostre imprese e quelle dei soci, valutando non solo le criticità che essi, inevitabilmente, comportano, ma anche le eventuali nuove opportunità che ne scaturiscono». Alla riflessione risponderanno i soci e i dirigenti delle 146 cooperative regionali del settore (44 nel lattiero-caseario, 18 nell’ortofrutticolo, 12 nella pesca, 10 nel cerealicolo, 7 nel vitivinicolo) che, con 10.279 soci, danno lavoro a 1.200 addetti, per quasi 515 milioni di euro di fatturato. Dopo la relazione introduttiva del presidente Francescutti, sono previsti gli interventi di: Stefano Micheletti, direttore di Arpa Osmer Fvg (Cambiamenti climatici ed impatto sulle attività agricole e della pesca); Guido Bonatti, del Crea di Roma (Sostenibilità e redditività delle aziende); Silvia Buzzi, di Caviro Extra Spa (La sostenibilità: da problema ad opportunità di sviluppo, il caso di coop. Caviro); un rappresentante dei marchi Friend of the see e Friends of the earth (La certificazione di sostenibilità: cosa vuole il mercato e perché farla). Dopo il dibattito, le conclusioni saranno affidate a Giuseppe Graffi Brunoro, presidente di Confcooperative Fvg. (g.l.)

MARANO – Domani, con inizio alle 10, in Pescaria vecja, si terrà un convegno di grande attualità e di interesse riguardante Il cambiamento climatico nella Laguna di Marano – dinamiche globali ed effetti locali. L’ evento, a carattere divulgativo, proporrà l’incontro tra studi e dati scientifici raccolti nella Laguna sul mutamento del clima e le testimonianze di rappresentanti della comunità maranese, al fine di indagare ed informare sui primi effetti su un territorio che è di pochi centimetri sopra il livello del mare. Con Glauco Vicario, direttore delle Riserve regionali di Marano Lagunare, che fungerà da moderatore, interverranno: Giorgio Fontolan, dell’Università di Trieste, dipartimento di Matematica e Geoscienze, il quale parlerà sul Destino dei sedimenti lagunari, trasformazioni e ripristini morfologici; Valentino Casolo, dell’Università di Udine, Dipartimento di Geobotanica, che parlerà sulle Piante in Laguna, risposte rapide ai cambiamenti climatici; quindi sarà la volta di Nicola Belloso dell’ Arpa Fvg, che affronterà con osservazioni e riflessioni da biologo marino, sui come stanno cambiando le specie ittiche; poi, Stefano Sponza, dell’ Università di Trieste, Dipartimento di Matematica e Geoscienze, che parlerà delle Sfide da affrontare in Laguna di Grado e Marano, riguardo all’avifauna acquatica nidificante e cambiamenti climatici; infine, sarà Valentina Cechet, ancora dell’Università di Trieste, ricercatrice del dipartimento di Architettura, a chiudere la serie di interventi scientifici, sui dispositivi di insediamento lungo la costa: Città e paesaggi resilienti al rischio di allagamento. Nel dibattito avranno un ruolo anche le testimonianze dei delegati dei pescatori artigiani di laguna e di Dorino Regeni, presidente dell’ Associazione Casoneri Maranesi. L’organizzazione è a cura delle Riserve regionali Valle Canal Novo e del Comune di Marano Lagunare, con la collaborazione del gruppo Tesi in Laguna e Sapori United. (s.b.)

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In copertina, come si presenta un vigneto devastato dalla grandine.

“Il Filo dei Sapori” a Tolmezzo: un invito a scoprire la Carnia

Cosa c’è di più importante per l’area montana se non la sua gente e chi vi lavora grazie alle risorse offerte dal territorio? A questa domanda risponde prontamente la manifestazione “Il Filo dei Sapori”, evento in programma da oggi a domenica nelle piazze e vie di Tolmezzo. La manifestazione è nata nel 2014 con l’obiettivo di riportare l’attenzione sul ruolo dell’agricoltura e far conoscere i volti degli agricoltori e dei cuochi che si celano dietro ad un prodotto, ad un piatto attraverso presentazioni e degustazioni, e vuole essere portavoce del valore autentico della montagna: la passione e l’amore per la terra e per coloro che vivono di essa.
Tantissimi i prodotti offerti dalle 50 aziende agroalimentari presenti: frutta, succhi, distillati, farine, patate ed ortaggi, erbe spontanee ed officinali, canapa, birre artigianali, mieli, salumi e formaggi oltre a specialità culinarie della tradizione locale. Novità di quest’anno è il tema centrale riservato alla biodiversità. Una risorsa importantissima per il nostro pianeta ed un’opportunità di sviluppo per le aree montane. Per questo sarà predisposta una via dedicata, con la presenza degli Enti regionali preposti e diverse Associazioni, che si occupano di questo patrimonio in Fvg: il Servizio biodiversità della Direzione Centrale risorse agroalimentari, forestali e ittiche, l’Ente tutela Pesca, l’Arpa Fvg, l’Università di Udine – BaGav, i Parchi del Fvg, il Geoparco della Alpi Carniche, il Consorzio Boschi Carnici, l’Ersa, l’Ecomuseo delle Acque del Gemonese, La Polse di Cougnes, l’Associazione allevatori del Fvg, il Circuito culturale Cocula e le Scuole naturali.

Ciascuno racconterà e spiegherà le proprie attività sul territorio a tutela e valorizzazione della biodiversità. Sarà una via tutta da vivere attraverso laboratori e attività interattive sia per bambini che adulti. Alcune prevedono il riconoscimento di fauna e flora del territorio attraverso attività sensoriali e l’uso di reperti animali e vegetali, giochi, favole, poesie e indovinelli sulla Natura, un laboratorio di realizzazione di creme cosmetiche a base di piante officinali, la mostra “Tutti su per terra” ed un viaggio con la lente di un microscopio alla scoperta dei piccoli abitanti del suolo e delle nostre acque.
Particolare sarà il “percorso della biodiversità”; partendo dallo stand dell’Associazione di Promozione Sociale Reset in via Lequio, si potrà ritirare il voucher (del costo di 10 euro) e raggiungere ogni bollino verde contrassegnato sulla mappa. In questo modo si raggiungeranno punti specifici della manifestazione dove poter vedere e degustare la biodiversità regionale. Punto finale sarà il Museo Carnico delle Arti e Tradizioni popolari per una degustazione dei prodotti, curata da Slow Food della Carnia e Tarvisiano e la visita al Museo etnografico. Ad ogni bimbo al termine del percorso sarà offerto un simpatico omaggio.

Oltre ad essere una festa enogastronomica, come testimonia l’apertura della manifestazione oggi con GustoCarnia al Museo Carnico “Gortani”-  una cena all’interno delle sale del museo, con piatti preparati dai migliori chef della Carnia, un progetto nato per valorizzare i prodotti ed i piatti (per prenotazioni, telefonare al: +39 043392588) – la tre giorni è anche un momento di svago grazie ad attività ludico-sportive. A partire dallo Scueta Party di beneficenza domani alle 16.30, al termine di una dimostrazione di caseificazione che avrà inizio alle 14 e alla fine del quale l’Istituto professionale Linussio proporrà un piccolo percorso sensoriale con la ricotta fresca; il ricavato sarà poi donato ad un’associazione sociale locale che si occupa di famiglie in difficoltà. Sempre domani, il Geoparco delle Alpi Carniche organizza un’escursione geologica di due ore al Conoide di deiezione dei Rivoli Bianchi. Ritrovo alle ore 14.30 nella piazzola di sosta della palestra di roccia lungo la strada che da Tolmezzo porta ad Illegio. Per prenotazioni chiamare 3357697838 oppure inviare una mail info@geoparcoalpicarniche.it. Per l’occasione ci sarà l’apertura straordinaria del Museo Geologico della Carnia e dell’Esposizione naturalistica “Preone 200 milioni di anni” in entrambe le giornate del filo dei sapori (12 e 13 ottobre) con orario 10-12.30.

Altra inusuale proposta sarà il “Triathlon dell’agricoltore”, una competizione su tre tipiche attività agresti (13 ottobre, dalle 15.30). Fulcro della manifestazione sarà l’attività di informazione e divulgazione svolta dall’Ersa con la proposta di 9 incontri tecnici sulle sperimentazioni condotte dall’ente per lo sviluppo dell’agricoltura montana accompagnati dalla professionalità dei novelli cuochi dell’Isis di Tolmezzo che prepareranno molte gustose ricette a base dei prodotti che saranno presentati (incontri aperti al pubblico).  Predisposte inoltre due Aree Bimbi in cui piccoli e grandi potranno divertirsi con gli asini dell’Associazione Mus di Fuignas, con i giochi in legno del Mago Ursus, con i laboratori delle Scuole Naturali e con le attività della fattoria didattica L’Allegra fattoria.

L’evento è stato ideato dall’Unione Territoriale Intercomunale della Carnia in collaborazione con Ersa (Agenzia regionale per lo sviluppo rurale), il Comune di Tolmezzo, Camera di Commercio di Pordenone-Udine, la Regione FVG, Promoturismo FVG, Consorzio BIM, il prosciuttificio Wolf, l’Associazione di Promozione sociale Reset, gli Istituti scolastici Isis Solari, Isis Linussio, Cefap, la Confcommercio (GustoCarnia), il Consorzio delle Pro Loco della Carnia e il Museo Carnico delle Arti e Tradizioni Popolari, Slow Food – condotta Carnia e Tarvisiano “Gianni Cosetti”.

Lunedì a pranzo torna la Pasta di Beneficenza in Piazza XX Settembre: il ricavato a un’associazione che opera nel sociale.

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In copertina, i classici “cjarsons” e all’interno altri prodotti di Carnia.

Millefiori, da Primulacco e Villa Santina il miele migliore

di Gi Elle

Hanno prodotto le api di Primulacco e di Villa Santina il miglior miele “millefiori” del Friuli Venezia Giulia. E l’hanno accumulato negli alveari di Christian Revelant e di Andrea D’Orlando. Questo il responso della giuria che ha giudicato i campioni presentati al 29° Concorso regionale mieli Città di Pantianicco, proposto nell’ambito del programma di attività dedicate al mondo agricolo della 50ma Mostra regionale della mela, organizzato in collaborazione con il Consorzio Apicoltori della provincia di Udine,  l’Arpa Fvg e il Crea con l’intento di promuovere la conoscenza e il consumo di miele.

Sono più di 40 le aziende  provenienti da tutta la regione e da oltre confine che hanno partecipato, nonostante l’annata tremenda per gli apicoltori; 67 i campioni arrivati, suddivisi nelle varie categorie: acacia, tiglio, castagno, millefiori, millefiori di alta montagna, mieli particolari. La commissione giudicatrice,  composta da  assaggiatori iscritti all’Albo nazionale degli esperti in analisi sensoriale del miele, ha deciso che per la “categoria millefiori” la medaglia d’oro, offerta dalla ditta Comaro Claudio, andasse appunto a Christian Revelant di Primulacco, frazione di Povoletto, primo assoluto dunque della sua categoria, seguito dall’azienda di Sandro Galloforte di Udine. Per la “categoria millefiori di montagna” primo posto, invece, alla già ricordata azienda agricola Andrea D’Orlando di Villa Santina e secondo all’apicoltore Gabriele Durì, di Buttrio. Nella “sezione castagno” si è imposta l’Apicoltura di Emiliano Maroncelli di Cavazzo Carnico, seguita ancora dall’azienda di Christian Revelant.
Nella “categoria mieli particolari” ad aggiudicarsi  il primo posto è stata l’azienda agricola Il Miele di Zora, di Codroipo, con il prodotto di tiglio e castagno, mentre ad arrivare seconda  con il miele di tarassaco è stata  l’azienda agricola di Claudio Molinaro.
Dopo le premiazioni – che erano state precedute dal tradizionale convegno tecnico -, la serata è proseguita con la  “cena dell’apicoltore” un momento conviviale di incontro per chi si dedica da sempre al mondo delle api e del miele e alla sua salvaguardia.

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In copertina, vari tipi di miele prodotti in Friuli Venezia Giulia e in mostra anche a Pantianicco.