Il mare con i prodotti della pesca sarà anche oggi grande protagonista a Marano

Uscite in pescaturismo in laguna, attività di vallicoltura nella Valle Nalon, visite guidate alla riserva naturale Valle Canal Novo, visite guidate al Museo della Laguna e alla mostra “Regolazioni per i Pescattori”, show cooking coordinati da Franca Rizzi: la Pescaria Vecia di Marano Lagunare da ieri è il punto di riferimento per un fine settimane davvero unico.


È stato inaugurato, infatti, ieri mattina “Fish Very Good in Laguna” che sarà protagonista anche oggi, 28 agosto, con una serie di iniziative coordinate al fine di valorizzare le attività di pesca e di acquacoltura presenti sul territorio, l’habitat umano e naturale, il ricco patrimonio storico e culturale legato alle tradizioni della pesca, nonché di promuovere le eccellenze ittiche di mare e di laguna in cucina. La manifestazione è organizzata da Aries – società in house della Camera di commercio Venezia Giulia, in qualità di capofila del Flag (Fisheries Local Action Group ) Gac Fvg, in collaborazione e con il patrocinio del Comune di Marano Lagunare.

Ad aprire ieri la manifestazione è stato il sindaco Mauro Popesso, rilevando quanto sia importante valorizzare il territorio attraverso la pesca che proprio a Marano vanta una grande professionalità. Professionalità sottolineata anche da Roberto Sesso, vicepresidente del Gac Fvg che, nel portare il saluto del presidente Antonio Paoletti, ed evidenziando che «il Gac Fvg già da dieci anni è impegnato a fianco degli operatori della pesca e acquacoltura per le loro tutele, per il loro incremento, promuovendo filiere corte e facendosi carico anche della promozione dell’ incentivazione dell’aspetto turistico di questo settore, come stiamo facendo anche in questi giorni proprio a Marano Lagunare».

Dopo la tre giorni di metà luglio in piazza del Ponterosso a Trieste con Fish Very Good – Il Salone a miglio e il matrimonio con la Malvasia nell’evento a Portopiccolo del 29 luglio, Fish Very Good è dunque sbarcato a Marano Lagunare, cuore pulsante e nevralgico della pesca e acquacoltura Made in Fvg. E lo ha fatto con ben 23 proposte di fruizione del territorio, in chiave turistica, culturale, paesaggistica, gastronomica, con sempre la pesca e l’acquacoltura al centro. «Show cooking – ha ricordato Paolo Marchese, di Aries Scarl – a base di prodotti ittici di mare e di laguna stagionali, uscite in barca in abbinamento a tour cicloturistici per le zone di pesca, visite guidate a luoghi di allevamento e cattura come valli da pesca e bilance, esperienze di pescaturismo in laguna, tour per canali e casoni, passeggiate storiche, visite a musei e mostre sono gli ingredienti dell’iniziativa».
Le esperienze e attività programmate sono per la maggior parte gratuite, altre ad un prezzo decisamente promozionale, grazie all’intervento del progetto Fish Very Good appunto, e dei finanziamenti assicurati da Fondo Europeo per la Pesca e le Attività Marittime, dal Ministero per le Politiche agricole alimentari e forestali e dalla Regione Friuli Venezia Giulia.

“Fish Very Good in Laguna” è un’azione del progetto FVG – Fish Very Good – Fresco Vicino e Genuino, progetto di promozione del prodotto ittico locale e di valorizzazione delle zone di pesca e acquacoltura del Friuli Venezia Giulia, finanziato nell’ambito della strategia di sviluppo locale e relativo piano d’azione del Flag GAC FVG. Il Flag GAC FVG è il gruppo di azione locale per la pesca del Friuli Venezia Giulia composta da 11 partner pubblici e privati che ha elaborato una strategia di sviluppo locale e il relativo piano d’azione, finanziata dalla Misura 4.63 del P.O. Feamp 2014-2020 – Fondo Europeo per le Attività Marittime e della Pesca.

Programma e informazioni su www.fishverygood.it

—^—

In copertina e all’interno alcune immagini della prima giornata di “Fish Very Good in Laguna” a Marano.

 

“Fish Very Good in Laguna” invita oggi e domani in Pescaria Vecia a Marano

Verrà inaugurato questa mattina, alle 11, nella Pescaria Vecia di Marano Lagunare, “Fish Very Good in Laguna”, manifestazione che sarà protagonista fino a domani con una serie di iniziative coordinate al fine di valorizzare le attività di pesca e di acquacoltura presenti sul territorio, l’habitat umano e naturale ad esse connesse, il ricco patrimonio storico e culturale legato alle tradizioni della pesca, nonché di promuovere le eccellenze ittiche di mare e di laguna in cucina. La manifestazione è organizzata da Aries – società in house della Camera di commercio Venezia Giulia, in qualità di capofila del Flag (Fisheries Local Action Group) Gac Fvg, in collaborazione e con il patrocinio del Comune di Marano Lagunare.

La Pescaria Vecia di Marano.

Dopo la tre giorni di metà luglio in piazza del Ponterosso a Trieste con Fish Very Good – Il Salone a miglio e il matrimonio con la Malvasia nell’evento a Portopiccolo del 29 luglio, Fish Very Good sbarca a Marano Lagunare, cuore pulsante e nevralgico della pesca e acquacoltura made in Friuli Venezia Giulia. E sbarca con 23 proposte di fruizione del territorio, in chiave turistica, culturale, paesaggistica, gastronomica, con sempre la pesca e l’acquacoltura al centro. Show cooking a base di prodotti ittici di mare e di laguna stagionali, uscite in barca in abbinamento a tour cicloturistici per le zone di pesca, visite guidate a luoghi di allevamento e cattura come valli da pesca e bilance, esperienze di pescaturismo in laguna, tour per canali e casoni, passeggiate storiche, visite a musei e mostre.
Le esperienze e attività programmate sono per la maggior parte gratuite, altre ad un prezzo decisamente promozionale, grazie all’intervento del progetto Fish Very Good appunto, e dei finanziamenti assicurati da Fondo Europeo per la Pesca e le Attività Marittime, dal Ministero per le Politiche agricole alimentari e forestali e dalla Regione Friuli Venezia Giulia.

“Fish Very Good in Laguna” è un’azione del progetto Fvg – Fish Very Good – Fresco Vicino e Genuino, progetto di promozione del prodotto ittico locale e di valorizzazione delle zone di pesca e acquacoltura del Friuli Venezia Giulia, finanziato nell’ambito della strategia di sviluppo locale e relativo piano d’azione del Flag Gac Fvg. Si tratta di un gruppo di azione locale per la pesca del Friuli Venezia Giulia composta da 11 partner pubblici e privati che ha elaborato una strategia di sviluppo locale e il relativo piano d’azione, finanziata dalla Misura 4.63 del P.O. Feamp 2014-2020 – Fondo Europeo per le Attività Marittime e della Pesca.

Fish Very Good a Trieste.

Programma e informazioni su www.fishverygood.it

—^—

In copertina, uno scorcio di Marano Lagunare con pescherecci ancorati in porto.

“Olio Capitale”, con il marchio Io sono Fvg grande aiuto a difesa della qualità

Gli oli d’oliva, nella loro varietà, sono il compendio di eccellenze di prodotti che rappresentano tutta l’Italia; questa ricchezza va preservata a livello nazionale difendendone la qualità che nasce dalla diversità di territori chiamati però a fare squadra per presentarsi al mondo in maniera compatta, come ha fatto il Friuli Venezia Giulia, che ha raccolto tutta la sua offerta enogastronomica, turistica e culturale nel claim “Io sono Fvg”. È questo il messaggio che il governatore del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, ha portato all’inaugurazione, nel Convention center del Porto Vecchio di Trieste, di “Olio Capitale”, la rassegna degli oli d’oliva italiani – organizzata attraverso Aries dalla Camera di commercio Venezia Giulia – che raccoglie oltre 170 espositori e molti buyer internazionali.

Fedriga e Zannier “Io sono Fvg”.

(Archivio Montenero)

Il presidente della Regione Fvg ha salutato l’importanza di riproporre in presenza un evento fieristico della portata esemplare di “Olio Capitale” e si è soffermato sulla necessità di difendere l’eccellenza del prodotto olio, che non deve seguire il ribasso del prezzo e l’omologazione ma promuovere e far conoscere la sua alta qualità intrinseca, anche con prodotti di nicchia, seguendo una strategia già affermatasi in Friuli Venezia Giulia. In questo senso, la Conferenza delle Regioni è, secondo il suo leader e capo della Giunta regionale, il contesto ideale per rappresentare in maniera unitaria l’assortimento del Made in Italy, secondo una chiave già sperimentata all’Expo di Dubai. A fine settembre-ottobre, ha annunciato a tale proposito il governatore, si terrà il primo festival delle Regioni di cui ora verrà vagliata la candidatura per stabilire quella che ospiterà la prima edizione.
Il governatore, intervenuto all’inaugurazione insieme all’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier, e, tra le altre autorità, al presidente della Camera di commercio Venezia Giulia, Antonio Paoletti, e al sindaco di Trieste, Roberto Dipiazza, ha visitato i padiglioni della rassegna che resterà aperta fino a domani con un ricco di programma di degustazioni, convegni e concorsi.

Fiori di Bianchera…

 

IL MERCATO

Il settore olio di oliva trova nel bacino del Mediterraneo l’area principale di coltivazione dell’ulivo, diviso fra Europa, Asia e Africa. La Spagna rappresenta il 45% della produzione mondiale seguita dall’Italia con il 15%. La produzione mondiale di olio da olive si attesta fra le 3.000 e le 3.500 migliaia di tonnellate, di cui 65-70% prodotto all’interno dell’Unione Europea fra i quattro principali produttori, in ordine decrescente, Spagna, Italia, Grecia e Portogallo. Al di fuori dell’Unione Europea i paesi maggiormente produttori sono la Tunisia e il Marocco in Africa, la Turchia e la Siria in Asia.
L’Italia, con 642.000 aziende, 1.133.000 ettari in coltivazione e 160 milioni di piante, è il secondo produttore mondiale, con una produzione nel 2021-2022 pari a 381.000 tonnellate di olio, dato in crescita del 15% rispetto alla precedente campagna olearia 2020-2021 quando la produzione si era attestata a 331.000 tonnellate. Il dato, seppur importante, risulta inferiore a quello della media della produzione di olio nel decennio 1989-1999 che è stata in Italia di oltre 540 mila tonnellate di olio d’oliva, ma nel decennio successivo è calata a 476 mila tonnellate (-12%); e nel periodo tra il 2013 e il 2017 è stata ancora più bassa: 376 mila tonnellate. Questi dati in un contesto in cui nel mondo, parallelamente, la produzione è salita del 38% (e il consumo del 42%).
Permangono problemi di tipo strutturale sull’olivicoltura italiana, sia a livello di fittezza di impianti che di produttività complessiva, legati a strutture di coltivazione obsolete e a sistemi da aggiornare, anche se l’olivicoltura collinare di alcune zone della penisola poco si prestano alla modernizzazione, possibile invece in circa il 37% della superficie italiana potenzialmente competitiva.  A livello nazionale le regioni maggiormente produttive sono la Puglia, la Calabria e la Sicilia, che assieme detengono oltre il 70% della produzione.
Nell’annata olearia 2021-2022 si è assistito ad un recupero delle produzioni meridionali rispetto all’annata precedente, ma ad una forte contrazione in quelle dell’Italia Centrale e Settentrionale. Al Centro il calo produttivo è stato del 25-50% in media, ma con punte anche del 70%. Al settentrione, in Veneto e Lombardia, causa problematiche climatiche, gelate e grandinate, la produzione ha subito cali anche del 90%; in Liguria mediamente del 50%.

… e loro frutti sul Carso.


La situazione del Friuli Venezia Giulia ha registrato un calo del 70%, con tenuta solamente della varietà Bianchera in alcuni comprensori.
A livello commerciale, l’Italia è il primo paese importatore di olio di oliva, da Spagna, Grecia, Tunisia e Portogallo: nel 2020 per 608.000 tonnellate ed un valore di 1.330 milioni di euro. Parallelamente è il secondo esportatore mondiale, con flussi che si dirigono principalmente verso gli Stati Uniti, la Germania, il Giappone e la Francia, ma in generale in tutti quei paesi del centro nord Europa in cui le condizioni climatiche non consentono la coltivazione dell’olivo: sempre nell’annata 2020 l’export ha assunto valori di 410.000 tonnellate per un controvalore di 1.455 milioni di euro, con un incremento in volume del 22% rispetto all’anno precedente.
Nel contesto internazionale, gli Stati Uniti presentano ampi margini di miglioramento dei consumi poiché la produzione californiana, seppur in crescita, non riesce a soddisfare il mercato interno. Il Sud America è un’area in forte espansione, sia dal punto di vista del consumo che della produzione che si concentra soprattutto in Argentina e in Cile. L’Africa magrebina sta ampliando le sue produzioni e la Tunisia si attesta come principale fornitore dell’Unione Europea. Il mercato asiatico risulta anch’esso in forte espansione, non solamente in Giappone ma anche in Cina e India, nonostante le tradizioni alimentari completamente diverse. Cresce anche la produzione in Australia.
A livello della qualità del prodotto, il 40% degli oli riconosciuti di qualità in Unione Europea è italiano, con ben 42 Denominazioni di Origine Protetta (DOP) e 6 Indicazioni Geografiche Protette, mentre paesi come la Spagna e la Grecia ne contano 29 ciascuna. La produzione italiana di Dop/Igp è pari appena al 3% del totale, con ampi margini di miglioramento.  In crescita la superficie condotta in biologico che interessa ben il 22% dell’intera superficie olivicola italiana, distribuita per il 31% in Puglia, 28% in Calabria, 16% in Sicilia e 6% in Toscana.
Fra i punti di forza dell’olivicoltura italiana si segnalano la capacità di una elevata differenziazione del prodotto, grazie a oltre 500 varietà iscritte nel Registro Nazionale e un territorio con aree vocate dalle caratteristiche pedoclimatiche anche profondamente diverse. Anche il valore paesaggistico, storico e culturale degli oliveti giocano un ruolo importante a favore della produzione nazionale.
La debolezza dell’olivicoltura italiana è legata invece principalmente alla frammentazione della struttura produttiva e ad un contesto territoriale in cui l’olivo costituisce presidio del territorio in situazioni orografiche difficili.  Tuttavia, la crescente sensibilità dei consumatori verso le produzioni di qualità consente buone opportunità sul mercato internazionale, anche se la competizione sui costi di produzione e sulla qualità è crescente di anno in anno.

La vetrina di “Olio Capitale”.

—^—

In copertina, l’olio extravergine di oliva grande protagonista anche oggi e domani.

A Trieste il ritorno di “Olio Capitale” dopo i due anni dello stop pandemico

Torna in presenza, dopo due anni di stop a causa della pandemia, “Olio Capitale”, la rassegna dedicata a produttori e buyer in programma dal 13 al 15 maggio al Trieste Convention Center in Porto Vecchio. Hanno confermato la presenza oltre 170 aziende produttrici provenienti da Italia e Grecia, mentre i buyer arriveranno da tutta Europa e dal Giappone.


La fiera è organizzata da Camera di commercio Venezia Giulia attraverso Aries, in collaborazione con l’Associazione Nazionale Città dell’olio (Anco) e gode del sostegno dell’Unioncamere e della Regione Friuli Venezia Giulia, della partecipazione del Network Mirabilia e la co-organizzazione del Comune di Trieste. Il Ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali (Mipaaf), grazie ai finanziamenti del Programma Operativo del Fondo Europeo per gli Affari Marittimi e per la Pesca (Feamp) 2014/2020, sostiene l’evento e attraverso la Direzione generale della pesca marittima e dell’acquacoltura, che sarà protagonista all’interno dell’esposizione con una serie di azioni di promozione del prodotto ittico nazionale abbinato all’olio extravergine di oliva, nell’ambito di una dieta mediterranea universalmente riconosciuta quale regime alimentare ricco di proprietà benefiche.
Antonio Paoletti, presidente della Cciaa Venezia Giulia, non ha dubbi: «Questa è la fiera della ripartenza. Una scommessa fortemente voluta dalla Camera di commercio Venezia Giulia assieme all’Associazione Città dell’Olio per riportare al centro del dibattito agroalimentare nazionale l’olio extravergine di oliva. Un alimento che è la base della Dieta mediterranea e un elemento importante della qualità del Made in Italy nel mondo. Il settore agroalimentare sta subendo le conseguenze dovute alla guerra in atto in Ucraina e quelle di una generalizzata incertezza economica che ormai pervade il mondo. Dopo il Covid e le sue conseguenze, ora c’è il conflitto con la drammaticità che ha generato a livello sociale ed economico. Con “Olio Capitale” abbiamo inteso riportare Trieste e il Friuli Venezia Giulia nel panorama fieristico nazionale e internazionale. In questi tre giorni di presentazioni, affari, dibattiti, corsi sull’olio extravergine di oliva e show cooking a celebrare l’oro verde ci saranno migliaia di appassionati e numerosi buyer provenienti dall’estero e ai quali abbiamo confezionato incontri d’affari con i produttori presenti in fiera. Potrei dire che finalmente ci ritroviamo in presenza dopo due anni in cui “Olio Capitale” ha comunque continuato con il Concorso internazionale e gli incontri d’affari tra produttori e i buyer in una modalità mista digitale e fisica. Speriamo che questi tempi siamo definitivamente finiti e che ripartiamo assieme».

Antonio Paoletti


Il presidente dell’Associazione Nazionale Città dell’Olio ha specificato che «dopo due anni di assenza i produttori delle Città dell’Olio sono entusiasti di partecipare all’evento fieristico dedicato agli oli Evo più prestigioso d’Italia. Olio Capitale 2022 rappresenta per tutti un’occasione di ripartenza e di riscatto che darà nuovo slancio alla filiera produttiva e una preziosa opportunità di confronto su temi sui cui la nostra Associazione è in prima linea: la salvaguardia del paesaggio olivicolo e il contrasto all’abbandono degli oliveti attraverso politiche di sostegno all’agricoltura sociale e il turismo dell’olio».
“Olio Capitale” avrà anche momenti di condivisone, con convegni dedicati, di degustazione grazie all’Oil Bar e poi tanti show cooking a prenotazione libera. I produttori arriveranno da tutte le regioni italiane mentre i buyer, ovvero gli operatori che si occuperanno di fare il mercato, da Germania, Austria, Serbia, Croazia, Danimarca, Olanda, Francia, Inghilterra, Svizzera, Estonia e Giappone. Il 70% dei visitatori del salone è alla ricerca di nuovi fornitori sia per quanto concerne la grande distribuzione, la vendita al dettaglio e l’import-export.
Il salone aprirà ufficialmente il 13 maggio e alle 10.30 è fissata l’inaugurazione con i saluti istituzionali, mentre dalle 11 alle 12 ci sarà il convegno di apertura dal titolo “Olio Evo di qualità, simbolo del Made in Italy nel mondo. Rinascita degli uliveti, recupero e valorizzazione del paesaggio” moderato da Roberta Giani, condirettrice de Il Piccolo, a cui prenderanno parte Antonio Paoletti, presidente Cciaa Venezia Giulia, Michele Sonnessa, presidente associazione Città dell’olio, Angelo Tortorelli, presidente Network Mirabilia, il sindaco di Trieste e il presidente della Regione Friuli Venezia Giulia. Sono previsti gli interventi del professore Luca Toschi, dell’Università di Firenze, e di Nicola Malorni della Cooperativa sociale Kairos di Termoli.

L’accesso alla fiera (aperta tutti i giorni dalle 10 alle 19) è come sempre a pagamento – sette euro a prezzo pieno, cinque euro per chi effettuerà la pre-registrazione sul sito oliocapitale.it e per gli ingressi ridotti -, ma grazie all’accordo con gli albergatori cittadini chi pernotterà negli hotel convenzionati potrà richiedere un biglietto omaggio.