Il mio ricordo di Isi Benini grande cantore dei vini friulani

Esattamente un mese fa, la solenne cornice di sala Ajace, nel palazzo municipale del capoluogo friulano, aveva ospitato la cerimonia di consegna dei premi della prima edizione del Concorso giornalistico Isi Benini – Città di Udine, promosso dall’Arga Fvg, l’associazione della Stampa agricola presieduta da Carlo Morandini. Oggi, dell’indimenticato giornalista nato a Moggio nel 1924 e morto prematuramente a Montevideo nel 1990, proponiamo l’affettuoso ricordo che Rosinella Celeste presentò anni addietro al Ducato dei vini friulani, il sodalizio voluto e creato proprio da Benini. Eccolo:

di Rosinella Celeste

Ringrazio la Corte ducale per avermi concesso l’opportunità di leggere un piccolo ricordo di un grande uomo, unico tra Gente Unica. E dedico questo mio scritto a tutti coloro che lo hanno conosciuto, a suo figlio Marco e alla moglie Bruna, ai Nobili di ieri e ai nuovi Nobili d’oggi. Sono pochi ma significativi ricordi: la memoria, si sa, va centellinata come il buon Vino!
Isi Benini, per noi Friulani, rimarrà sempre nelle “botti” della memoria, tra i ricordi più vividi e belli, più veri e appassionati, legati all’universo Vino! Fu questo eclettico giornalista del Messaggero Veneto, poi della Rai-Ts e oggi non del tutto scomparso, ma passato “a miglior vita” (se il Paradiso fosse un vigneto…!),  a far riscoprire i valori del vino friulano e regionale, a inventarlo e a darne coscienza delle sue qualità fino allora misconosciute.
Cominciò a parlarne nella rubrica radiofonica, da lui voluta, “Vita nei Campi”, dove esprimeva la passione per la civiltà contadina ed enoica, con entusiasmo quasi fisiologico e a volte con impennate poetiche, quasi fosse un nuovo Orazio friulano!
Ma non gli bastò: inventò la prestigiosa rivista “Il Vino”, corredata di carta patinata e artistiche fotografie, servendosi di collaboratori, giornalisti e scrittori di fama regionale e nazionale: Sergio Maldini, Piero Fortuna, Mario Soldati, Luigi Veronelli… Quest’ultimo disse di lui: “Di Isi Benini, che conobbi nel periodo più lieto e fattivo della mia vita, avevo molto da invidiare. Dico sul piano del giornalismo, della cultura e della simpatia. Lo invidiavo. La rivista “Il Vino” fu il primo veicolo per far conoscere in Italia l’enogastronomia del Friuli Venezia Giulia”.
Da ultimo, fu promotore e fondatore, nel 1972, del Ducato dei vini friulani; e da allora, i nobili si sono moltiplicati a dismisura. E il Ducato ha fatto viaggiare in tutto il mondo, come per una Via lattea, anzi una Via Enoica, i nostri vini. Personalmente, conobbi Isi Benini nella sede del quotidiano Messaggero Veneto di Udine negli anni 60… e subito gli scrissi (io, pressoché ventenne) che ammiravo il suo essere giovane!

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In copertina, Rosinella Celeste con il giornalista Isi Benini in una rara foto degli anni Sessanta.

Arga Fvg, anno proficuo nonostante il Covid. Ma ora slitta il corso vitivinicolo

di Ida Donati

Anno proficuo per Arga Fvg nonostante il virus pandemico, ma ora slitta a data da destinarsi, conformemente alle prescrizioni anti-Covid, il corso che l’Associazione regionale della stampa agricola, agroalimentare, ambiente e territorio aveva programmato per giovedì 19 novembre, a Passariano, nella sede dell’azienda agricola “Vigne del Doge”, sulla vitivinicoltura nei suoi diversi aspetti. Il blocco delle attività stabilito dal consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti, in ossequio alle stringenti norme per la prevenzione dei contagi, ha infatti costretto a sospendere l’attività formativa diretta in presenza. Si sarebbe dovuto trattare il tema “La viticoltura tra la valorizzazione del paesaggio rurale, l’innovazione per la salvaguardia dell’ambiente, la crisi determinata dalla pandemia sui mercati globali”.

Il presidente Carlo Morandini.


“Proprio un peccato – commenta il presidente di Arga Fvg, Carlo Morandini – perché stavamo per riprendere da Passariano il programma di corsi ed eventi che avevamo già saltato in primavera causa l’emergenza sanitaria. Da febbraio, in poi, circa ogni tre settimane avevamo previsto iniziative interessanti di approfondimento, anche oltre il semplice aspetto formativo, come quello tenutosi con grande successo alla Galleria La Cantina di Latisana di Giovanni Toniatti Giacometti, dove era stata esplorata l’origine delle tradizioni della cucina rivierasca, e attraverso esse, delle abitudini delle nostre genti. Grande successo di partecipazione aveva, poi, avuto l’incontro sulle fake news nel periodo del lockdown svoltosi a Casa Allegra, a Latisana, nella splendida location en plein air adiacente all’allevamento dei cavalli trottatori da gran premio delle aziende Toniatti, relatore il nostro segretario generale nazionale, Gian Paolo Girelli”. “Successo – prosegue poi Morandini – oltre le aspettative, anche anche dal lato mediatico, per l’evento conclusivo del Premio giornalistico Isi Benini-Città di Udine, svoltosi nella prestigiosa cornice della Sala Aiace, nel palazzo municipale del capoluogo friulano, presenti, assieme agli assessori comunali Fabrizio Cigolot e Maurizio Franz, il presidente del Consiglio regionale, Piero Mauro Zanin, e l’assessore regionale alle Risorse agricole e forestali, Stefano Zannier”.
Il corso di Codroipo è comunque soltanto rinviato, e sarà cura di Arga Fvg comunicare la nuova data. Anche in questo caso, l’iniziativa mira a coniugare la formazione giornalistica con l’analisi di aspetti peculiari dei settori di specializzazione. Arga Fvg infatti fa parte dell’Unaga, l’Unione nazionale delle Arga stesse, a sua volta gruppo di specializzazione della Federazione nazionale della stampa italiana (Fnsi). Ricordiamo che titolo della iniziativa è “La viticoltura tra la valorizzazione del paesaggio rurale, l’innovazione per la salvaguardia dell’ambiente, la crisi determinata dalla pandemia sui mercati globali”. Con il presidente Morandini, interverranno Enrico Peterlunger, docente di viticoltura all’Università di Udine, Gabriele Cragnolini, di Italia Nostra, e Gino Vendrame, presidente provinciale della Coldiretti friulana.

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In copertina, vigneti friulani di collina, dopo la vendemmia, e qui sopra della pianura in primavera.

Benini e Villotta giornalisti “innamorati” del Friuli e delle sue eccellenze

di Giuseppe Longo

UDINE – Pochi giorni fa, ricorreva il trigesimo della morte prematura di Piero Villotta, che fu per lungo tempo presidente dell’Ordine dei giornalisti del Friuli Venezia Giulia, ma anche leader del Ducato dei vini friulani e uomo di punta nell’Ente Friuli nel mondo. E il suo ricordo si è giustamente incrociato con quello di un altro grande giornalista, Isi Benini, scomparso trent’anni fa, ma entrambi accomunati da un impegno preciso: quello di valorizzare la loro terra, di cui erano “innamorati”, e con essa le sue peculiarità, a cominciare dalle produzioni agroalimentari. Nomi che sono riecheggiati più volte insieme, accompagnati dalle immagini dei loro volti proiettate su uno schermo, durante la bella cerimonia per la consegna dei riconoscimenti nell’ambito della prima edizione del “Premio Isi Benini – Città di Udine”, un concorso giornalistico indetto dall’Arga Fvg, associazione degli operatori della comunicazione che, attraverso i vari canali, si sono specializzati nella trattazione degli argomenti legati al settore primario, come piaceva fare tanto sia a Benini che a Villotta, approfondendo problemi e prospettive, ma anche sottolineandone le eccellenze, con equilibrio e competenza, doti supportate da una solida cultura. Prima di tutto, attraverso quello strumento prezioso che è la trasmissione radiofonica domenicale “Vita nei campi”, mentre Benini è ricordato anche per quella bellissima rivista, “Il vino”, in carta patinata che da tanti anni ormai non abbiamo più il piacere di leggere avidamente o perlomeno di sfogliare con interesse. Ma anche il giornalista morto repentinamente a Montevideo è ricordato per il  suo ruolo di primo piano nel Ducato dei vini friulani, sodalizio che lui stesso promosse mezzo secolo fa e all’interno del quale ideò la fortunata rassegna di “Asparagus”.

Isi Benini

Piero Villotta

“Un giornalista che, con la sua conoscenza e professionalità, non ha solo permesso di valorizzare il territorio friulano, ma anche di nobilitare una professione e la divulgazione delle notizie nel modo più corretto possibile”, ha detto infatti l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier, durante l’incontro avvenuto nella solennità di Sala Ajace, di fronte a una folta platea – compatibilmente, è ovvio, con i tempi da emergenza sanitaria – riunita per applaudire i vincitori di questo primo concorso tendente a valorizzare la figura di uno dei padri del giornalismo enogastronomico regionale che per anni, dopo l’importante esperienza al Messaggero Veneto, di cui fu anche direttore, guidò la redazione udinese della Rai. Con il presidente dell’Arga Carlo Morandini, che ha spiegato le finalità dell’iniziativa e coordinato l’incontro, c’erano anche il presidente del Consiglio regionale Piero Mauro Zanin, gli assessori comunali alla Cultura, Fabrizio Cigolot – che ha fatto gli onori di casa portando il saluto del sindaco Pietro Fontanini -,  e ai Grandi eventi, Maurizio Franz, Amos D’Antoni, vicepresidente dell’Ordine, l’artista Gianni Borta, i giornalisti Marco Buzziolo e Gian Paolo Girelli, e appunto l’assessore Zannier che ha evidenziato l’importanza dell’eredità lasciata dal grande appassionato del mondo agricolo. “La coerenza e la correttezza dell’informazione – ha detto l’esponente della Giunta Fedriga – sono due elementi importanti poiché permettono di ampliare la platea dei fruitori delle notizie non relegandole alla cerchia ristretta degli addetti ai lavori. Questi due aspetti, legati alla semplicità di esposizione tanto a video quanto sulla carta stampata, hanno caratterizzato la figura di Isi Benini; quando c’è la possibilità di avere a che fare con un soggetto professionalmente dedicato a dare una notizia, che si è distinto per la sua capacità narrativa e di relazioni, si è di fronte ad un uomo che racchiude un valore aggiunto al di fuori della notizia stessa, capace di nobilitare il territorio che rappresenta”. Parole che possono essere attribuite, senza tema di smentita, anche a Piero Villotta, pure lui animato da uno spirito tenace e appassionato a difesa del nostro Friuli. “Se fosse stato ancora in vita, Isi Benini sarebbe stato sicuramente un cronista battagliero a difesa del Tocai friulano”, ha detto fra l’altro il presidente Zanin.

Daniela Paties Montagner…

… e Claudio Soranzo con i premi.

Premiati quindi, fra gli applausi, Licio Damiani e Sergio Gervasutti, che hanno condiviso con Isi Benini pagine di storia della nostra terra e che hanno proposto originali ritratti del collega indimenticabile, e Daniela Paties Montagner, che ha condotto per mano alla scoperta di Udine, città del Tiepolo, tra storia, cultura e rinnovamento, sottolineando la “voglia di ripartire” dei friulani dopo i danni inferti da questa pandemia che ancora non accenna ad allentare la presa. Premiato anche il giornalista Claudio Soranzo per un servizio sulla vitivinicoltura pubblicato proprio su questo sito. E appunto su vite e vino del Friuli Venezia Giulia si è soffermato nella sua “lectio magistralis” il professor Enrico Peterlunger, dell’Università di Udine, analizzando l’evoluzione che il settore ha conosciuto soprattutto negli ultimi cinquant’anni, quando il Vigneto Fvg partendo da una produzione spesso destinata soltanto al consumo locale è approdato a livelli di eccellenza che oggi gli sono riconosciuti, soprattutto con i vini bianchi, in tutto il mondo. Una evoluzione che, per la troppo precoce scomparsa,  Isi Benini non ha potuto assaporare e che per lungo tempo ancora avrebbe sicuramente beneficiato della professionalità di Piero Villotta.

Peterlunger, premiati e pubblico.

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In copertina, si premia Licio Damiani per il suo ricordo di Isi Benini.

Arga Fvg ricorda Isi Benini: domani a Udine debutta il Premio

di Ida Donati

Omaggio al padre della comunicazione enogastronomica e agroalimentare a Nordest. Domani 14 ottobre, alle 17.30, sarà consegnato in sala Aiace a Udine il 1° Premio giornalistico “Isi Benini – Città di Udine”, che ricorda appunto quello che è stato in Friuli Venezia Giulia un autentito pioniere del giornalismo enogastronomico, cantore del territorio, nonché promotore di quello spirito innovativo che ha concorso a sviluppare e a far crescere l’economia, specialmente quella agroalimentare, non soltanto friulana e del Nordest. Professionalmente, Isi Benini – del quale ricorrono i trent’anni della morte – è stato direttore del Messaggero Veneto e per anni ha guidato la redazione di Udine della Rai. Ma ha anche lanciato assieme a Claudio Cojutti la fortunata rubrica radiofonica “Vita nei campi”, ancora la più longeva del settore, creando pure la bellissima rivista “Il Vino”, la prima in Italia dedicata al mondo enologico, e fondando quasi mezzo secolo fa il Ducato dei vini friulani. Ed è stato capofila di diverse iniziative volte a far conoscere, mettere in relazione, valorizzare le eccellenze, anche quelle potenziali, della sua terra, il Friuli.


Il Premio, ideato da Arga Fvg, l’Associazione regionale della Stampa agricola, agroalimentare, ambiente e territorio, che pure Isi Benini ha presieduto, prende le mosse da un bando che doveva essere lanciato all’inizio del 2020 e poi slittato per i problemi legati alla pandemia. Ma non appena è stato possibile riprendere le attività sul territorio, è stato pubblicato. Prevedeva infatti, tra i temi da sviluppare, la valorizzazione delle realtà iconiche e di ritrovo della città di Udine e del Friuli. Buona la partecipazione visti i tempi ristretti. E nel contempo molto qualificata. Sarà svelata alla premiazione appunto in programma domani a Udine.
L’iniziativa, patrocinata dalla Presidenza del Consiglio regionale, dal Comune di Udine, dall’Unaga, l’Unione nazionale delle Arga, dalla Società scientifica e tecnologica per la lingua friulana, e in accordo con il Club per l’Unesco di Udine, è sostenuta da PromoturismoFvg. Nel corso della serata, dopo gli interventi delle autorità, il professor Enrico Peterlunger, docente di viticoltura alla Facoltà di Agraria dell‘Università di Udine, terrà una lectio magistralis sul tema: “Dagli anni ’70 a oggi il Vigneto Friuli dal vin di famée ai vini più blasonati”.

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In copertina, il giornalista Isi Benini (Moggio 1924 – Montevideo 1990).

Domani ultimo giorno per il Premio Arga dedicato in Fvg a Isi Benini

Ultimo giorno, domani, 31 agosto, per l’invio degli articoli o dei servizi partecipanti al 1° Premio giornalistico “Isi Benini – Città di Udine”, dedicato, nel 30° anniversario della scomparsa, a uno dei pionieri della valorizzazione delle tradizioni e delle peculiarità del territorio. Indetto dall’Arga Fvg, l’Associazione regionale della stampa agricola, agroalimentare, ambiente e territorio, presieduta da Carlo Morandini, intende infatti valorizzare la figura di uno dei padri del giornalismo enogastronomico in Friuli Venezia Giulia.

Il giornalista Isi Benini.


Il Concorso vuol favorire la riscoperta e la trasmissione delle eccellenze della città di Udine e nel contempo dell’intera regione, le realtà nelle quali Benini ha esercitato la professione di cronista e dalle quali ha tratto lo spunto per dedicare un’attenzione particolare al settore agricolo, alla civiltà contadina, allo sviluppo delle peculiarità del territorio. Il Premio, di concerto con il Comune di Udine, sarà assegnato all’autore di un articolo o servizio giornalistico, sulla carta stampata, radio o televisivo, o sul web, su testate regolarmente registrate, che sappia valorizzare quel mondo e le realtà nelle quali Benini ha lavorato da comunicatore e ne è stato protagonista. Il bando è pubblicato sul portale www.argafvg.it
Come detto, i lavori dei partecipanti al Concorso dovranno pervenire all’Associazione della stampa agricola Fvg entro domani 31 agosto.

Carlo Morandini

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In copertina, il Castello di Udine simbolo della città e del Friuli, terra di eccellenze enogastronomiche.

Arga Fvg, dieci giorni per la scadenza del 1° “Premio Isi Benini”

di Gi Elle

Mancano dieci giorni, da oggi, alla conclusione dei termini per la partecipazione al 1° Premio giornalistico “Isi Benini – Città di Udine”, dedicato, nel 30° anniversario della scomparsa, a uno dei pionieri della valorizzazione delle tradizioni e delle peculiarità del territorio: azione, intesa quale elemento cardine per lo sviluppo di un’area. Indetto dall’Arga Fvg, l’Associazione regionale della stampa agricola, agroalimentare, ambiente e territorio del Friuli Venezia Giulia, presieduta da Carlo Morandini, intende infatti valorizzare la figura di uno dei padri del giornalismo enogastronomico, che per anni ha guidato la redazione di Udine della Rai. Figura fondante della comunicazione del territorio, e pioniere dell’innovazione mediatica per il settore primario, per il mondo economico e non solo. Paladino dei valori della civiltà contadina e delle potenzialità dell’eccellenza di un’area e delle sue peculiarità.

Carlo Morandini


Il Premio intende favorire la riscoperta e la trasmissione delle eccellenze della città di Udine e nel contempo dell’intero Friuli Venezia Giulia. Le realtà nelle quali Benini ha esercitato la professione di cronista e dalle quali ha tratto lo spunto per dedicare un’attenzione particolare al settore agricolo, alla civiltà contadina, allo sviluppo delle carature presenti sul territorio. Tra i fondatori della comunicazione agroalimentare ed enogastronomica consapevole, e orientata ad accompagnare la crescita della filiera, operando con Luigi Veronelli e Gualtiero Marchesi, al fianco di ristoratori come Dino Boscarato, Gianni Cosetti, Giovanni Gallinaro, Aldo Morassutti, Aligi Grop, Guerrino e Alberto Tonizzo, Franco Marini, Augustin Devetak, Piero Zanini ed Elio Del Fabbro, di viticoltori come Pietro Pittaro, i Venica, i Felluga, i Rodaro, Luigi Valle e Bidoli, aveva fondato la prestigiosa rivista “Il Vino”, primo organo ufficiale del mondo del gusto e delle categorie a esso collegate. Ed è stato tra gli ideatori del Ducato dei vini friulani, nonché tenace custode delle ricchezze del mondo rurale. Da responsabile della redazione udinese della Rai, Isi Benini ha favorito il lancio della rubrica “Vita nei campi”, tuttora la trasmissione più longeva del settore e tra le più seguite. Il Premio, di concerto con il Comune di Udine, sarà assegnato all’autore di un articolo o servizio giornalistico, sulla carta stampata, radio o televisivo, o sul web, su testate regolarmente registrate, che sappia valorizzare quel mondo e le realtà nelle quali Benini ha lavorato da comunicatore e ne è stato protagonista. Il bando è pubblicato sul portale www.argafvg.it
Come detto, i lavori in concorso dovranno pervenire all’Associazione della stampa agricola Fvg entro il 31 agosto prossimo.

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In copertina, il giornalista friulano Isi Benini morto trent’anni fa.

Riviera Friulana tutta da scoprire: ecco la “Carta del gusto”

di Giuseppe Longo

Grandi vini dalle Doc Annia, Aquileia e Latisana, che fanno il paio con una gastronomia molto invitante che attinge soprattutto ai sapori e ai profumi del mare, un ambiente e un paesaggio spesso fortunatamente incontaminato ricco di fascino, da Grado a Lignano passando per la Laguna di Marano, scrigni di storia, arte e cultura come la bimillenaria città romana dominata dal campanile del Patriarca Popone. Ecco, a rapide pennellate, l’area rivierasca del nostro Friuli che si affaccia sull’Adriatico. E tutto questo sarà offerto tramite un nuovo e sicuramente efficace strumento, la “Carta del gusto della Riviera Friulana”, che sta per debuttare su quello straordinario veicolo informativo e promozionale rappresentato dalla “rete”.

Oggi, infatti, alle 18.30, nella sede dell’azienda agricola Isola Augusta di Palazzolo dello Stella, che da molti anni ormai propone anche un prestigioso agriturismo, Arga Fvg e associazione culturale La Riviera Friulana, in collaborazione con Club per l’Unesco di Udine, Italia Nostra e Fotocineclub Lignano, hanno organizzato una serata per la presentazione, appunto, di questo magazine on line della testata giornalistica online www.larivierafriulana.it , che racconta il territorio dell’area rivierasca e le sue attrattive; la ricerca del giornalista Silvio Bini – i cui generosi contributi sono molto apprezzati anche su questo sito, 2019-26.vigneto.friulivg.com, e pure su friulivg.com e friulivg.it – sulle origini di Lignano Sabbiadoro attraverso la lettura dei quotidiani dell’epoca; l’installazione dell’artista La Montagna, realizzata con materiali reperiti nella Tenuta che ospita la serata. Al termine, degustazione dei prodotti della stessa Isola Augusta della famiglia Bassani.
“Una serata – anticipa Carlo Morandini, presidente di Arga Fvg, l’associazione dei giornalisti specializzati nel raccontare agricoltura, agroalimentare, enogastronomia, ambiente e turismo collegato – per richiamare l’attenzione sulle ricchezze che un’area spesso trascurata o sottostimata, quella rivierasca, racchiude e sa offrire al visitatore attento alla cultura del territorio e alle attrattive del luogo”. Insomma, “un percorso ragionato tra le attrattive archeologiche, ambientali, paesaggistiche, architettoniche, assieme alla proposta dei sapori che valorizzano le tradizioni e le produzioni locali. E accrescono l’attrattività dell’area”.

Quasi 80 pagine, la nuova Carta del gusto, assieme ad alcuni dei presidi di riferimento dei sapori dell’area tra i bacini dei fiumi Tagliamento e Isonzo, la linea delle risorgive e il litorale friulano, si sofferma sugli elementi principali del territorio. Dalle due città balneari, Grado, ricca di storia e tradizioni, amata dagli appassionati del turismo lento, e Lignano Sabbiadoro, d’estate “capitale” del turismo adriatico e più orientata ai giovani e alle famiglie, alle chicche della cultura e della storia, come Aquileia, metropoli dell’Impero romano, Passariano con Villa Manin residenza di campagna dell’ultimo Doge di Venezia, Marano Lagunare, antico borgo fortificato e oggi punto di riferimento della pesca con una particolare parlata di origine veneta. Ai fiumi che segnano un margine ideale tra i due lati della Riviera Friulana, il Tagliamento e l’Isonzo, che hanno contrassegnato lo sviluppo dell’economia e della cultura nelle terre rivierasche, ma anche l’affascinante Stella che sgorga dal Medio Friuli. Si tratta dell’evoluzione della Carta del Gusto, nata come una mappa dei sapori. Ma anche come un patto tra gli operatori di pregio e l’associazione culturale La Riviera Friulana, per la valorizzazione della qualità e di tipicità e tradizioni locali, elementi destinati a valorizzare l’area e a fidelizzarne i visitatori. È stata sostenuta, nelle varie edizioni, dalla Provincia di Udine, dalla Regione attraverso l’Ersa, e dalla Camera di commercio di Udine, e distribuita anche all’Expo di Milano. Ora è sostenuta dall’Amministrazione regionale attraverso PromoturismoFvg. È stata realizzata con la collaborazione del Fotocineclub Lignano, anche con le foto del gradese Antonio Boemo e dello stesso Carlo Morandini. È patrocinata dal Club per l’Unesco di Udine e da Italia Nostra, oltre che da Unaga, gruppo di specializzazione della Fnsi, dall’Arga, l’Associazione regionale della Stampa agricola, agroalimentare, dell’ambiente e territorio, e dall’Unione cuochi Fvg.

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In copertina, la  “Carta del gusto della Riviera Friulana” che sarà presentata questa sera a Palazzolo.

Una piattaforma digitale dedicata alla Ribolla gialla

di Giuseppe Longo

Importante iniziativa, che sta prendendo sempre più corpo in Friuli Venezia Giulia, per promuovere e valorizzare la Ribolla gialla, antico vitigno autoctono friulano – le colline di Rosazzo ne sono la “culla” storica – di cui si parla spesso, considerando le sue interessantissime potenzialità, sebbene questa vendemmia abbia evidenziato delle criticità non trascurabili per quanto riguarda i prezzi delle uve prodotte nei vigneti di pianura, dove, come è noto, prevale la spumantizzazione, che dà bollicine molto gradite dal mercato, soprattutto da una fascia giovane di consumatori. Ma se ne parla, come è noto, anche riguardo alla necessità di un’appropriata forma di tutela della produzione, di cui ci siamo occupati in questi mesi a varie riprese. Approfittando, infatti, delle enormi opportunità offerte dal mondo della “rete”, è stata creata una Piattaforma digitale integrata denominata www.ribollagialla.org, finalizzata proprio alla promozione dell’omonimo vino e del cluster vitivinicolo del Friuli Venezia Giulia, ma che potrà rivelarsi strategica anche per la valorizzazione dell’immagine del prodotto allontanandolo dai rischi delle citate speculazioni commerciali. Il responsabile del progetto è Doriano Dreas, il quale ha annunciato anche un prossimo incontro per la presentazione ufficiale dell’iniziativa, che si terrà a Cividale venerdì 25 ottobre nella sede centrale di Civibank.

La vendemmia della Ribolla.

La motivazione

Ma qual è la “filosofia”, la motivazione che sta alla base di questa importante iniziativa? “E’ ormai convinzione di tutti gli operatori del settore e del mercato – afferma Dreas – che la Ribolla gialla sia un prodotto di chiara potenzialità economica ed un traino per l’ampliamento della notorietà del settore vitivinicolo della nostra regione a livello nazionale ed internazionale. Abbiamo pertanto progettato una Piattaforma digitale integrata, con dominio www.ribollagialla.org, finalizzata a presentare sul mercato la Ribolla gialla, i suoi produttori e contemporaneamente tutti gli altri attori che contribuiscono a creare valore rendendo unica nel suo genere la filiera vitivinicola del Friuli Venezia Giulia”.
“Il Friuli Venezia Giulia gode di clima e territorio favorevoli per ottenere prodotti di assoluta eccellenza, ma non sarebbe altrettanto se non si sommassero ulteriori eccellenti specificità come il vivaismo viticolo leader al mondo, le industrie impegnate nello sviluppo di tecnologie enologiche d’avanguardia, le competenze dei migliori consulenti agrari ed enologici, del sistema della formazione tecnica ed universitaria, oltre naturalmente all’esperienza e alla storica professionalità dei produttori del territorio. Allo stesso tempo, la Piattaforma digitale integrata vuole fornire, ai produttori che vi accederanno, un sistema organizzato di servizi e mezzi tecnici convenzionati che possano coadiuvare i medesimi a sviluppare ed accrescere le proprie attività imprenditoriali grazie al partenariato con Istituti di credito per l’accesso a strumenti specializzati di finanziamento e Compagnie assicurative per la protezione indiretta delle produzioni. Estrema importanza viene inoltre data al territorio e alle modalità di visita e di promozione dello stesso, in particolare con il collegamento con Turismo Fvg e con Strada Vino e Sapori Fvg”.
“La Piattaforma digitale Integrata della Ribolla gialla – aggiunge Dreas – si prefigge pertanto di presentare e promuovere il cluster vitivinicolo regionale per fornire agli operatori del mercato la consapevolezza immediata del livello di specializzazione raggiunto dal sistema produttivo friulano, dei motivi alla base della rinomata qualità dei suoi prodotti ed in futuro fornire un supporto per la distribuzione tramite la rete”.

L’iniziativa

La Piattaforma digitale integrata www.ribollagialla.org, in via di realizzazione, rappresenta una precisa idea di marketing che si sta sviluppando grazie alla collaborazione con soggetti esperti del settore fra i quali professionisti agronomi, enologi e periti agrari, soggetti pubblici come Promoturismo Fvg, Ersa, Camere di Commercio ea Regione Fvg.
Il progetto prevede le seguenti fasi:
– creazione di una piattaforma web dove sono presenti i produttori di Ribolla gialla, i produttori e gli stakeholder dell’intera filiera di produzione;
– il posizionamento della medesima ai primi posti al mondo in fase di ricerca;
– la gestione delle fasi di comunicazione e promozione per favorire la conoscenza in rete dei produttori e in generale del cluster vitivinicolo della Regione Friuli Venezia Giulia;
– la fornitura di servizi mirati ed evoluti a vantaggio esclusivo dei produttori associati.

Stato d’avanzamento

Ad oggi la Piattaforma digitale è già stata completamente progettata, è stata in gran parte realizzata e, visto il successo già ottenuto presso i produttori, è stata posta online sul web per dare immediatamente spazio alla promozione delle oltre 70 cantine produttrici di Ribolla gialla di tutte le Zone Doc regionali che hanno già aderito all’iniziativa, con nuove adesioni ogni giorno, come riferiscono con grande soddisfazione i suoi responsabili.

Raccolta dell’uva in cassette.

Presentazione

Vista la rilevanza dei risultati ottenuti dopo l’avvio dell’iniziativa, i responsabili della stessa hanno inteso organizzare la presentazione ufficiale della Piattaforma digitale integrata della Ribolla gialla a tutti i portatori di interesse di questa regione appunto venerdì 25 ottobre, alle 18, a Cividale nella sede istituzionale di Civibank. Questo il programma di massima degli interventi: saluto delle autorità; intervento direttore generale Promoturismo Fvg, Lucio Gomiero; Enos Costantini, introduzione storica sull’esclusività e originalità della Ribolla in Friuli Venezia Giulia; Michele Zanardo, presidente del Comitato nazionale vini presso Ministero Politiche agricole alimentari, forestali e del turismo: Analisi del mercato vitivinicolo nazionale e internazionale e possibili scenari per la Ribolla Gialla; Paolo Valdesolo: Punti di forza e di debolezza della Ribolla gialla, l’importanza prioritaria dell’aspetto qualità; Giovanni Cattaruzzi: Il cluster vitivinicolo quale fattore di vantaggio competitivo nella promozione della filiera vitivinicola del Friuli Venezia Giulia; Doriano Dreas, responsabile del Progetto: presentazione del progetto ribollagialla.org, strategie di ricerca e posizionamento su Google, importanza delle presenze istituzionali; Michela Del Piero, presidente di Civibank, partner attivo del progetto e nello sviluppo imprenditoriale delle aziende vitivinicole aderenti. Moderatore Carlo Morandini, presidente Arga Fvg.
Una importante iniziativa, dunque, dicevamo all’inizio che potrà avere significative ricadute a beneficio della promozione del prodotto in questione, ma anche dell’intero Vigneto Fvg, e che non mancherà di suscitare interesse e dibattito già dall’imminente rassegna “Le radici del Vino” di Rauscedo, nell’ambito della quale è stato ritagliato uno spazio specifico proprio a favore della Ribolla gialla, appunto in considerazione delle sue interessanti potenzialità produttive e quindi economiche per chi opera nel mondo della vite e del vino.

Rosazzo “culla” storica della Ribolla.

Progetto ribollagialla.org
Centro Servizi Web srls
Sede legale: Via Mantova 93/2 Udine
Sede operativa: Via L’Aquila 1/c Tavagnacco
info@ribollagialla.org, telefono 3286548737

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In copertina, ecco alcuni preziosi grappoli di Ribolla gialla pronti per la recente vendemmia.

Tra i vini Friuli Aquileia che bella festa per i Carati d’Autore 2019!

di Claudio Soranzo

Sono entrambi di Carlino, il centro della Riviera friulana nei pressi di Marano Lagunare, i vincitori dell’undicesima edizione del Premio “Carati d’Autore“, riconoscimento ideato dall’Associazione regionale della stampa agricola, agroalimentare, ambiente e territorio del Friuli Venezia Giulia, dall’Assoenologi e dall’Unione cuochi del Fvg per rilanciare l’immagine di grandi personaggi che non hanno avuto il giusto riscontro mediatico. Sono Mara Navarrìa e Sergio Mian, una sportiva e uno chef, due personaggi  che hanno dato lustro alla cittadina rurale di Carlino, conosciuti e apprezzati soprattutto ‘fuori porta’, sfidati, ricercati, attesi nel mondo, e spesso “trascurati” a casa propria. Vale sempre il detto latino: “nemo propheta in patria”.
Il mondo dello sport partecipa da anni alle imprese di Mara Navarria, che sta inseguendo l’ennesimo primato. Ma al di fuori del mondo sportivo, degli appassionati di scherma, non è molto conosciuta la pluricampionessa carlinese, nel frattempo divenuta mamma. Poco dopo ha ripreso a vincere, perché fa parte di quella schiera di  persone, tipica della gente friulana – come narra la motivazione del premio – che appena colpite dalle avversità o dalle difficoltà della vita, in questo caso le sfide dello sport, si sanno rialzare immediatamente per ritornare a combattere e a vincere.

Un momento della festa ad Aquileia.

La consegna dei Premi è avvenuta ad Aquileia, alla presenza del nuovo sindaco Emanuele Zorino, su un parterre di pregio con suggestiva vista sulla Basilica della città romana che compie 2.200 anni: l’azienda vitivinicola Brojli della famiglia di Franco Clementin (presidente anche del Consorzio tutela vini Doc Friuli Aquileia), in via Beligna. Un’iniziativa-evento condotta dal presidente di Arga Fvg, Carlo Morandini, che ha consentito di toccare diversi temi attinenti alla cultura del territorio, con un tuffo nella storia locale stimolato dal già sindaco di Carlino, Diego Navarrìa, ricercatore e studioso, nonché padre di Mara, che ha ricordato come la Laguna di Marano racchiuda numerosi tesori archeologici. Così come sulla terraferma sono di recente stati avviati gli scavi per recuperare l’antica fornace, nella quale venivano realizzate le stoviglie da destinare ai legionari romani e alle colonie.

Sergio Mian, maestro dei cuochi e docente allo Ial di Aviano, ha collaborato in vari progetti per la valorizzazione della cucina, che considera sostenibile e rispettosa delle peculiarità, come in occasione del Giubileo per il “Menù del Pellegrino”, ed è stato giudice in numerosi concorsi internazionali. Fondatore della “Academiute de cusine furlane”, è stato consigliere nazionale e segretario dell’Ordine professionale dei Maestri cucina italiana, insignito del Grand cordon d’or de la cuisine francaise, a Montecarlo, e autore di numerose consulenze in Italia e all’estero, per esempio a Mosca e a Taskent. Mian è un sostenitore della cucina tradizionale e genuina e ai suoi allievi non manca mai di trasmettere l’amore e la cura per quei dettagli che assicurano ai piatti il sapore che ci attendiamo.

L’enologo Pietro Pittaro.

Nell’occasione, un Premio è andato anche a Pietro Pittaro, presidente onorario dell’Unione mondiale degli enologi, patriarca del Vigneto Fvg e antesignano della valorizzazione e trasmissione delle tradizioni locali, non soltanto attinenti al mondo rurale – titolare, fra l’altro, di un Museo del vino nella sua azienda codroipese fra i più riccamente dotati -, e a Daniela Paties Montagner, giornalista di origini sacilesi e lombarde, impegnata a far conoscere le carature del Friuli Venezia Giulia attraverso i media nel mondo. Accanto al patrocinio del Comune di Aquileia e dell’Unaga, l’Unione nazionale delle Arga, hanno collaborato per l’11ma edizione del Premio Carati d’Autore il Club per l’Unesco di Udine e Italia Nostra.

Vigneti nella zona Doc Friuli Aquileia.

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In copertina, ecco Mian, Navarria e Paties Montagner con i Premi 2019.