Pitina, Rosa di Gorizia e altro ancora: prelibatezze Made in Fvg (a rischio) con Slow Food alla mega-rassegna isontina

Slow Food Condotta di Gorizia è protagonista, per il secondo anno consecutivo, a Gusti di Frontiera, l’importante evento enogastronomico che anima la città di Gorizia proponendo gusti e colori del mondo. In collaborazione con l’Associazione produttori Ribolla di Oslavia, è presente nel parco del Municipio fino a domenica, durante la 18ma edizione di questa straordinaria manifestazione senza confini.

L’inaugurazione Slow Food Gorizia.


Alla vigilia della rassegna, il presidente della Condotta, Avguštin Devetak, ha commentato entusiasta: «Ringrazio l’amministrazione di Gorizia per l’ospitalità nel suggestivo “Parco del Gusto” e per la preziosa vetrina che ci offre. Per Slow Food, impegnarsi nella ricerca e tutela delle tipicità dei prodotti agroalimentari è un impegno costante. La nostra Condotta e l’intero Friuli si dedicano con passione al monitoraggio ed alla valorizzazione di queste eccellenze. Siamo profondamente convinti che il nostro impegno rappresenti un dovere nei confronti del territorio e dei nostri avi. Slow Food si impegna con determinazione a preservare e tutelare le produzioni gastronomiche di nicchia che rischiano di scomparire, poiché comprende che queste sono autentiche espressioni del territorio che meritano di essere salvaguardate. Durante questi quattro giorni, presenteremo i nostri presìdi gastronomici, autentiche gemme che rappresentano l’eccellenza delle tradizioni locali. Tra i protagonisti vi saranno la Pitina, un insaccato a polpetta di capriolo, capra, pecora con spezie, ricoperto di aromi e affumicato, il miele di marasca, ottenuto dal polline dei ciliegi, il cavolo capuccio, prodotto tra i 1100 ed i 1300 metri di altezza, la pecora carsolina, razza ovina storicamente allevata sulla landa carsica, tra il Carso e l’Istria, oltre che la Rosa di Gorizia, un radicchio dal colore rosso carico, brillante con sapore intenso, appena amarognolo, croccante».

Avguštin Devetak

Davide Morsolin

«Per rendere l’esperienza ancora più gustosa – ha poi anticipato il presidente della Condotta Slow Food, che ha sede a Gradisca d’Isonzo – cinque rinomati chef locali, come Manuela Rossi, Davide Morsolin, Chiara Canzoneri, oltre a Michela Fabbro del Rosenbar di Gorizia e Gabriella Cottali della Locanda Devetak di San Michele al Carso, proporranno show cooking imperdibili, dove utilizzeranno ingredienti a km zero e tipici del territorio per creare autentiche prelibatezze. Inoltre, avremo il piacere di ospitare il maestro gelatiere Roberto Comelli, che preparerà al momento un gelato speciale a base di “scuete fumade” di malga Confin, pezzettini di mele di varietà antiche e miele di marasca del Carso. Un connubio di sapori sorprendente! Durante l’evento, non mancheranno interessanti talk show. Sabato mattina, protagonisti “+ Voglia di Bio” ed Aiab Fvg che parleranno del “bello e buono del bio”, mentre domenica si discuterà dell’importanza della “biodiversità in vigneto” con Biodiversity Care Group; si continua “esplorando la storia del vino friulano” con Claudio Fabbro, giornalista ed enologo, Martin Figelj, presidente Apro e Fabijan Muzic, enologo e viticoltore. Nel pomeriggio, Stefano Cosma presenterà il suo libro “Tazzelenghe, vino rosso – taglia lingua – e i suoi abbinamenti”; a seguire Enrico Maria Milič con “La resistenza sentimentale del Carso”».

La Pitina delle Valli pordenonesi.


Inoltre, la collaborazione con il Consorzio dei produttori di Ribolla gialla di Oslavia, vino bianco tipico del territorio che sarà proposto nelle declinazioni “ferma”, bollicine” e affinata in anfora, continuerà anche quest’anno, offrendo la possibilità di degustare i vini di rinomati produttori come Dario Princic, Fiegl, La Castellada, Gravner, Il Carpino, Primosic e Radikon. La Ribolla gialla rappresenta un vero e proprio tesoro enologico per il territorio del Friuli e della Slovenia. Con la sua storia millenaria e le caratteristiche uniche riflette l’anima e l’identità di queste terre.
Questo evento sarà un’occasione unica per scoprire prodotti introvabili, come le pere Klotzen, prodotte da peri che si sono adattati alla zona montuosa al confine tra Italia, Austria e Slovenia, o la Varhackara, un pesto nato per valorizzare il lardo conservando al suo interno ritagli di salame, speck affumicato, guanciale, pancetta e ossocollo. Ogni giorno, dalle 11.30 alle 18, si potranno degustare gli “aperitivi del gusto” accompagnati dalle Ribolle e dalla birra agricola e biologica di 4PR, oltre al pregiato prosciutto D’Osvaldo e molto altro ancora. Appuntamento quindi a Gorizia, nel suggestivo parco del Comune, nell’area coperta, fino al 24 settembre.

—^—

In copertina, un apicoltore al lavoro per la produzione del rinomato miele di marasca.

 

Quelle panchine “orange” di Oslavia simbolo della sua preziosa Ribolla

di Claudio Soranzo

Ormai le panchine colorate, posizionate un po’ dappertutto, sono diventate il simbolo dell’incontro, della sosta e del pensiero che ne deriva in ottica ecologica, turistica ed esperenziale. Così anche i produttori della Ribolla di Oslavia hanno avuto la splendida idea di posizionarne alcune nei pressi dei loro poderi, per invitare il visitatore a sedersi per riposare un po’, ammirare il panorama e andare alla ricerca del vignaiolo di riferimento.  Sono sette le panchine arancione che sono state posizionate sulle alture di Oslavia, nei pressi delle sette cantine produttrici aderenti ad Apro, l’Associazione dei produttori della Ribolla di Oslavia, e dai primi di maggio faranno da punto di ritrovo, o di tappa, di un tour da percorrere a piedi, diviso in tre appuntamenti, per poter visitare anche le cantine e assaggiare il prelibato vino che si produce principalmente nel territorio vocato sulle alture di Gorizia.

I percorsi nei vigneti, che inizieranno sabato 8 maggio – Covid permettendo -, sono stati organizzati in collaborazione con Ecoturismo Friuli Venezia Giulia e coordinati dall’abile guida turistica Sabrina Pellizon, esperta locale di turismo esperenziale fatto di scoperte, incontri ed emozioni, che poi si mantengono nei ricordi più belli. Verranno organizzati dei piccoli gruppi di partecipanti, che in un pomeriggio saranno guidati verso un’esperienza da gestire in sicurezza, al punto da poter fornire a ogni wine lover la possibilità di immergersi, con i suoi tempi, nel racconto di Oslavia.

Ma vediamo ora quali sono le sette wineries riunite nell’Apro, per perseguire intenti comuni e fornire un prodotto di estrema qualità. Iniziamo da Dario Princic la cui cantina si trova in via Ossario, per continuare con Fiegl e Gravner, entrambi in via Lenzuolo Bianco; poi troviamo Il Carpino in località Sovenza a San Floriano del Collio, La Castellada in località Oslavia, Primosic in via Madonnina e Radikon in località Tre Buchi. Sette note realtà che danno vita alla coltivazione e alla successiva produzione della Ribolla gialla d’Oslavia, un vino spettacolare derivato da un vitigno autoctono grazie a un mix irripetibile di condizioni climatiche e impasto del terreno. Non solo: c’è dentro tutta l’esperienza e la conoscenza dei vignaioli, elevata ad arte, e la ricerca ostinata di affermare la propria identità. La sintesi che ne consegue è una straordinaria eleganza di aromi e profumi, sia nel corpo che nell’anima del vino, altrove irripetibili.
Così, in un ampio fazzoletto di terra sul colle di Oslavia, culla della viticolura del Collio, la zona vinicola più importante del Friuli Venezia Giulia, sono state installate le “7 sorelle”, le panchine “orange” del colore della Ribolla, che faranno da punto di partenza per le escursioni nei vigneti e nelle cantine attigue. Il loro significato è racchiuso anche nell’invito al visitatore a trovarle, a sedersi, ammirare il panorama e scoprire la storia e il futuro della terra che c’è sotto di esse. A sconfinare infine con lo sguardo verso la ridente pianura, cercando di scorgere, in lontananza, il mare.

—^—

In copertina, una delle panchine arancione; all’interno, un’altra e alcune immagini delle prestigiosa viticoltura di Oslavia.