“Le Notti del vino” oggi debuttano al Vinitaly di Verona: il format ideato in Fvg quest’anno diventa tricolore

(g.l.) Nel Friuli Venezia Giulia hanno debuttato con grande successo la scorsa estate, tanto da aver subito fatto scuola a livello nazionale così da essere “copiate” anche in altre regioni del Belpaese diventando “l’evento enoico dell’estate italiana”, in programma per tutta la durata della calda stagione, vale a dire dal solstizio del 21 giugno all’equinozio del 22 settembre. Sono “Le Notti del vino”, l’azzeccato format di serate estive, protagoniste accurate selezioni delle migliori etichette Fvg, ideate e messe a punto dal Coordinamento regionale delle Città del vino.
La manifestazione nel suo complesso debutterà oggi al Vinitaly di Verona, il famoso Salone internazionale del vino che vede di nuovo anche il Vigneto Fvg fra gli espositori di primissimo piano. E sarà presentata dal coordinatore regionale delle Città del vino Fvg, Tiziano Venturini, alle 15 nella sala degustazione della nostra Regione al padiglione 6 di Veronafiere.
Nella prima edizione si era trattato di ben 28 appuntamenti in ventisei Città del vino che avevano avuto il via il 25 luglio a Monrupino, Comune carsico fra i più giovani associati, per concludersi dopo un mese di partecipatissime proposte a Nimis, terra del dolce Ramandolo e località storica della rete nazionale delle Città, passando per altri ventiquattro territori super-vocati alla produzione del vino di pregio: da Palazzolo dello Stella a Ronchi dei Legionari, da Casarsa della Delizia a Camino al Tagliamento, da Buttrio, Manzano e Prepotto ad Aquileia, Duino Aurisina e Sequals, da Pocenia, San Giovanni al Natisone e Premariacco a Bertiolo, Cormons e Povoletto. E ancora da Latisana, Torreano e Codroipo a Sgonico nuovamente sul Carso, Sesto al Reghena e San Vito al Tagliamento. Ma c’era stata anche una prima uscita all’estero, il 23 agosto, a Buje d’Istria. Un itinerario fatto, insomma, di centinaia di cantine che è arrivato  fino in Croazia e che si è snodato nei nostri quattro territori provinciali, toccando pressoché tutte le denominazioni di origine controllata, vale a dire Collio, Colli orientali del Friuli, Grave del Friuli, Isonzo, Aquileia, Latisana, Annia e Carso, unitamente alla Doc Friuli Venezia Giulia e alle Docg Ramandolo, Picolit e Rosazzo, senza dimenticare le rinomate Igt. Per non parlare, poi, degli spumanti che hanno collocato la nostra regione in una posizione di indiscutibile prestigio e che alla imminente Sagra del vino di Casarsa troveranno la loro esaltazione nella Selezione regionale “Filari di Bolle”.

Il calendario aggiornato è su cittadelvinofvg.it

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In copertina, il coordinatore Fvg delle Città del vino Tiziano Venturini.

Vigneto Fvg protagonista al Vinitaly che chiude. Guida Top in anteprima

(g.l.) Ultimo giorno, oggi, per il Vinitaly, dove il Vigneto Fvg è stato anche quest’anno uno dei protagonisti più gettonati e applauditi, soprattutto con i suoi grandi e inimitabili vini bianchi. Proprio alle produzioni di pregio anche della nostra regione è dedicata una Guida realizzata da Federdoc e presentata in occasione di questa 55ma edizione del Salone enologico veronese. Vengono così prese in considerazione le quattro Docg, come Ramandolo – la prima ad essere istituita in Friuli Venezia Giulia già nel 2001 -, Colli orientali del Friuli Picolit, Rosazzo e Lison. Quindi le varie Doc: Carso, Collio, Friuli, Annia, Aquileia, Colli orientali, Grave, Isonzo, Latisana, Lison-Pramaggiore e Prosecco. Come è noto, oggi Docg e Doc vengono comprese sotto l’unica siglia di Dop, cioè denominazione di origine protetta.
E proprio in questa giornata conclusiva del Vinitaly, alle 12, sarà presentata in anteprima la terza edizione della Guida Top Vini Friuli Venezia Giulia 2022. L’appuntamento è al mega-stand Ersa della Regione Fvg che rappresenta un centinaio di aziende. Nell’occasione, sarà illustrata la Guida annunciando gli attestati di premiazione e i risultati delle degustazioni.
Le analisi sensoriali dei vini recensiti erano avvenute lo scorso gennaio a Villa Nachini Cabassi, a Corno di Rosazzo. «La guida “Top vini Fvg” – aveva detto in quella occasione l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier – ha il pregio di spingere le nostre aziende a cercare di migliorare costantemente la qualità delle proprie produzioni. Questo è fondamentale in una regione come la nostra, che conta un patrimonio vitivinicolo di 28 mila ettari corrispondente a ben il 13 per cento della superficie agricola. La guida si pone inoltre come una valida opportunità per promuovere anche le piccole attività, rendendole riconoscibili a un vasto pubblico di appassionati, ristoratori, enoteche e turisti».
Il volume, che ha ottenuto il marchio “Io sono Friuli Venezia Giulia”, elenca i migliori vini della regione evidenziandone le caratteristiche e le qualità. Le degustazioni e la valutazione dei vini sono state realizzate in collaborazione con il Collegio territoriale dei periti agrari e Assoenologi Fvg. La giuria era composta principalmente da enologi, enotecnici e periti agrari iscritti nei rispettivi albi professionali, per un totale di 336 professionisti che hanno preso in esame più di 200 vini certificati con marchi di qualità Docg, Doc e Igt di oltre 50 produttori regionali.

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In copertina, la vendemmia del Ramandolo (Verduzzo friulano) la prima Docg nata in Friuli Venezia Giulia.

Ecco i “Friuli Top Wines” nella Guida che ora ci invita a credere nella ripresa

di Giuseppe Longo

Era stata realizzata per il 2020 con l’obiettivo di presentarla allo scorso Vinitaly, ma poi le avverse condizioni di un anno tutto da dimenticare – anche se sappiamo che questo non sarà possibile – ne hanno consigliato l’uscita soltanto in dicembre. E oggi ne parliamo proprio agli albori di questo 2021 quale buon auspicio per i prossimi 362 giorni, affinché siano all’insegna della ripresa e del tanto atteso rilancio, perché alla fine del tunnel pandemico ci sarà sicuramente una luce che prima o poi potremo finalmente raggiungere. Il riferimento è alla “Guida Top Vini Friuli Venezia Giulia 2020“, il nuovo vademecum realizzato nella nostra regione per valorizzare il patrimonio enologico del territorio. Un progetto promosso e coordinato, assieme ad alcuni colleghi appassionati di viticoltura, da Giovanni Cattaruzzi con la collaborazione dell’Editoriale Top presieduta da Nicolò Gambarotto. Il lavoro delle commissioni di degustazione (40 gli assaggiatori), guidate dall’enologo Paolo Valdesolo e supervisionata dal critico enologico internazionale Daniele Cernilli, è stato molto serrato con la degustazione e la valutazione di ben 212 vini provenienti da 50 aziende di tutte le Zone Doc della regione. Fra essi, sono 11 i vini che si sono distinti con le 3T – il massimo riconoscimento -, a cui i commissari hanno assegnato un punteggio compreso tra 90 e 100 punti e ai quali la direzione della Guida ha voluto attribuire un attestato di merito. Per la stragrande maggioranza si tratta di vini bianchi, che sottolineano la vocazione “bianchista” del Vigneto Fvg. Eccoli:

Tazzelenghe 2012 – Doc Friuli Colli Orientali – La Viarte (Prepotto)
Merlot 2011 Le Bastìe – Doc Friuli Grave – Tenute Tomasella (Brugnera)
Sauvignon 2015 Genesis – Doc Friuli Colli Orientali – Valentino Butussi (Corno di Rosazzo)
Friulano 2019 – Doc Friuli Colli Orientali – Gigante Adriano (Corno di Rosazzo)
Malvasia 2018 – Doc Friuli Colli Orientali – Guerra Albano (Torreano)
Bianco 2017 Molamatta – Doc Collio – Marco Felluga (Gradisca d’Isonzo)
Sauvignon 2017 Zitelle Barchetta – Doc Friuli Colli Orientali – Meroi (Buttrio)
Sauvignon 2019 – Doc Friuli Colli Orientali – Scubla Roberto (Premariacco)
Bianco 2019 Mirnik Doc Collio – Sgubin Ferruccio (Dolegna del Collio)
Sauvignon 2018 Ronco delle Mele – Doc Collio – Venica&Venica (Dolegna del Collio)
Malvasia 2018 Petris Doc Collio – Venica &Venica (Dolegna del Collio)

Ricordiamo che “Top Vini Friuli Venezia Giulia 2020” è una Guida realizzata in tre lingue – italiano, inglese e tedesco -, pensata per contribuire alla divulgazione dei saperi e della cultura enologica del nostro territorio, per gli appassionati che vogliono essere aggiornati sui produttori e sui vini di qualità con un occhio più ampio rivolto alle attività collegate, come enoturismo, enoteche, ospitalità agrituristica e alberghiera. E’ infatti ben più di una Guida, è un vero e proprio libro che apre lo sguardo a 360 gradi sulla vitivinicoltura della nostra regione che negli ultimi decenni ha fatto passi da gigante registrando una crescita quali-quantitativa che negli anni Settanta, quando è appunto iniziato lo sviluppo sostenuto dalla famosa legge regionale 29 sulle colture pregiate, era ancora difficile prevedere. Un processo che la Regione Fvg è determinata a sostenere anche oggi, come attesta l’assessore all’Agricoltura, Stefano Zannier, nell’intervento pubblicato quale apertura dell’interessante compendio. “Il sostegno all’intera filiera vitivinicola regionale e la promozione dei vini del Friuli Venezia Giulia – scrive infatti l’esponente della Giunta Fedriga – rappresentano un obiettivo strategico delle politiche agroalimentari di questo assessorato che, grazie all’efficace gestione dei fondi comunitari del Programma di Sviluppo Rurale 2014-2020, volti all’infrastrutturazione delle imprese e dell’Ocm Vino incentrato sulla ristrutturazione, riconversione dei vigneti e sulla promozione dei vini nei Paesi Terzi ha raggiunto una capacità di investimento ai vertici fra le Regioni italiane. Come è noto, nel mondo, i vini prodotti sul territorio del Friuli Venezia Giulia sono rinomati ed ambiti. Autoctoni o internazionali, soprattutto i bianchi, ma anche i rossi vengono costantemente premiati con i massimi punteggi di qualità nei concorsi più famosi a livello globale. Naturalmente la qualità e il valore di questi prodotti è la risultante di una competenza che qui ha trovato terreno fertile a partire dalla lunga tradizione vivaistica viticola, un pilastro della filiera che alimenta l’impianto di nuovi vigneti ovunque con milioni di barbatelle”. “In questo contesto – aggiunge – la pubblicazione della Guida “Top Vini Friuli Venezia Giulia 2020” la considero un ottimo strumento volto ad irrobustire la promozione dei nostri vini con concretezza e sensibilità per l’innovazione grazie all’evidenziazione di nuovi elementi di valore ormai imprescindibili per il consumatore moderno come l’ecosostenibilità delle prassi produttive attraverso tecniche agronomiche a basso impatto ambientale, il risparmio dell’acqua, la riduzione dell’emissione di anidride carbonica, l’autoproduzione di energie rinnovabili, dimostrando quanto sia dinamica l’evoluzione della viticoltura del Friuli Venezia Giulia”.

Dopo il saluto della Regione Fvg, la Guida si apre dunque con quello dell’editore, al quale fa seguito l’intervento a elogio dei “Friuli Top Wines” di Cernilli. Ampia è poi la trattazione del perito agrario Giovanni Cattaruzzi che ci accompagna nei meandri della storia della vitivinicoltura Made in Fvg, ponendo l’accento sul vivaismo viticolo che ci vede fra i leader mondiali nella produzione di barbatelle. Quindi ecco un’approfondita disamina dei vari strumenti a difesa della produzione, e quindi i marchi Docg, Dop – siglia comunitaria che sostituisce Doc che abbiamo sempre usato e che continuiamo a farlo – e Igp, insomma i marchi a tutela della qualità. Il promotore della Guida si sofferma poi sulla biodiversità del territorio regionale e sulla sostenibilità ambientale, fattore di cui è sempre più sentita l’esigenza, lasciando poi lo spazio al regolamento tecnico della guida e alle schede delle aziende selezionate.


In Friuli Venezia Giulia – scrive il giornalista Daniele Cernilli – è “favorita da un clima particolarmente vario, se consideriamo il fatto che il territorio coinvolto non è enorme. C’è però da considerare che anche da questo punto di vista il Friuli Venezia Giulia è un punto di contatto fra aree climatiche diverse fra loro. Il Golfo di Panzano, la Laguna di Marano, sono le zone più settentrionali del Mare Adriatico, ma anche dell’intero bacino del Mediterraneo, e sfiorano il 46° di latitudine nord, ben al di sopra di Bordeaux, per fare un esempio. Appena lasciato il mare si apre la pianura delle Grave del Friuli, fra il Tagliamento e l’Isonzo, con diverse denominazioni di origine comprese nella grande Doc Friuli, che si articola in Grave, Annia, Latisana, Aquileia, Isonzo e una piccola porzione di Lison-Pramaggiore, una Docg che è in condivisione con il Veneto. Ad est ci sono invece le aree collinari dei Colli Orientali e del Collio, con specifiche sottozone addirittura a Docg, come Ramandolo e Rosazzo, ma non solo. E infine il Carso triestino, una zona che si sta facendo conoscere meglio negli ultimi anni con produzioni piccole ma molto caratterizzate. Proprio in queste zone il clima cambia con una certa velocità, e i ricordi di ambienti mediterranei, seppure settentrionali, s’incontrano con quelli dell’Europa Centrale, più continentale, determinando differenze formidabili che poi si ripercuotono sulle caratteristiche dei vari vini”. E, allora, cin cin alle nuove fortune del Vigneto Fvg sfogliando proprio la Guida “Top Vini Friuli Venezia Giulia 2020”.

Tutte le altre informazioni sono reperibili sulla Guida in edicola e scaricabili dal sito www.top-tasteofpassion.it. La Guida è acquistabile anche online dal sito www.top-tasteofpassion.it

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In copertina, brindisi con i famosi bianchi Fvg; all’interno, viticoltura a Rosazzo sui Colli orientali, ad Aquileia e a Dolegna del Collio, oltre a un grande barbatellaio dei Vivai Cooperativi Rauscedo.

 

 

Riviera Friulana tutta da scoprire: ecco la “Carta del gusto”

di Giuseppe Longo

Grandi vini dalle Doc Annia, Aquileia e Latisana, che fanno il paio con una gastronomia molto invitante che attinge soprattutto ai sapori e ai profumi del mare, un ambiente e un paesaggio spesso fortunatamente incontaminato ricco di fascino, da Grado a Lignano passando per la Laguna di Marano, scrigni di storia, arte e cultura come la bimillenaria città romana dominata dal campanile del Patriarca Popone. Ecco, a rapide pennellate, l’area rivierasca del nostro Friuli che si affaccia sull’Adriatico. E tutto questo sarà offerto tramite un nuovo e sicuramente efficace strumento, la “Carta del gusto della Riviera Friulana”, che sta per debuttare su quello straordinario veicolo informativo e promozionale rappresentato dalla “rete”.

Oggi, infatti, alle 18.30, nella sede dell’azienda agricola Isola Augusta di Palazzolo dello Stella, che da molti anni ormai propone anche un prestigioso agriturismo, Arga Fvg e associazione culturale La Riviera Friulana, in collaborazione con Club per l’Unesco di Udine, Italia Nostra e Fotocineclub Lignano, hanno organizzato una serata per la presentazione, appunto, di questo magazine on line della testata giornalistica online www.larivierafriulana.it , che racconta il territorio dell’area rivierasca e le sue attrattive; la ricerca del giornalista Silvio Bini – i cui generosi contributi sono molto apprezzati anche su questo sito, 2019-26.vigneto.friulivg.com, e pure su friulivg.com e friulivg.it – sulle origini di Lignano Sabbiadoro attraverso la lettura dei quotidiani dell’epoca; l’installazione dell’artista La Montagna, realizzata con materiali reperiti nella Tenuta che ospita la serata. Al termine, degustazione dei prodotti della stessa Isola Augusta della famiglia Bassani.
“Una serata – anticipa Carlo Morandini, presidente di Arga Fvg, l’associazione dei giornalisti specializzati nel raccontare agricoltura, agroalimentare, enogastronomia, ambiente e turismo collegato – per richiamare l’attenzione sulle ricchezze che un’area spesso trascurata o sottostimata, quella rivierasca, racchiude e sa offrire al visitatore attento alla cultura del territorio e alle attrattive del luogo”. Insomma, “un percorso ragionato tra le attrattive archeologiche, ambientali, paesaggistiche, architettoniche, assieme alla proposta dei sapori che valorizzano le tradizioni e le produzioni locali. E accrescono l’attrattività dell’area”.

Quasi 80 pagine, la nuova Carta del gusto, assieme ad alcuni dei presidi di riferimento dei sapori dell’area tra i bacini dei fiumi Tagliamento e Isonzo, la linea delle risorgive e il litorale friulano, si sofferma sugli elementi principali del territorio. Dalle due città balneari, Grado, ricca di storia e tradizioni, amata dagli appassionati del turismo lento, e Lignano Sabbiadoro, d’estate “capitale” del turismo adriatico e più orientata ai giovani e alle famiglie, alle chicche della cultura e della storia, come Aquileia, metropoli dell’Impero romano, Passariano con Villa Manin residenza di campagna dell’ultimo Doge di Venezia, Marano Lagunare, antico borgo fortificato e oggi punto di riferimento della pesca con una particolare parlata di origine veneta. Ai fiumi che segnano un margine ideale tra i due lati della Riviera Friulana, il Tagliamento e l’Isonzo, che hanno contrassegnato lo sviluppo dell’economia e della cultura nelle terre rivierasche, ma anche l’affascinante Stella che sgorga dal Medio Friuli. Si tratta dell’evoluzione della Carta del Gusto, nata come una mappa dei sapori. Ma anche come un patto tra gli operatori di pregio e l’associazione culturale La Riviera Friulana, per la valorizzazione della qualità e di tipicità e tradizioni locali, elementi destinati a valorizzare l’area e a fidelizzarne i visitatori. È stata sostenuta, nelle varie edizioni, dalla Provincia di Udine, dalla Regione attraverso l’Ersa, e dalla Camera di commercio di Udine, e distribuita anche all’Expo di Milano. Ora è sostenuta dall’Amministrazione regionale attraverso PromoturismoFvg. È stata realizzata con la collaborazione del Fotocineclub Lignano, anche con le foto del gradese Antonio Boemo e dello stesso Carlo Morandini. È patrocinata dal Club per l’Unesco di Udine e da Italia Nostra, oltre che da Unaga, gruppo di specializzazione della Fnsi, dall’Arga, l’Associazione regionale della Stampa agricola, agroalimentare, dell’ambiente e territorio, e dall’Unione cuochi Fvg.

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In copertina, la  “Carta del gusto della Riviera Friulana” che sarà presentata questa sera a Palazzolo.

A Villa Chiozza Refosco grande protagonista: la Festa compie 5 anni

di Gi Elle

Compie cinque anni la Festa del Refosco del peduncolo rosso, a Scodovacca di Cervignano, nella prestigiosa cornice del parco di Villa Chiozza. Si rinnova così l’ormai annuale appuntamento con il più importante rosso Friuli Aquileia, un vino dalle antichissime origini che risalirebbero addirittura al Pucinum che salpava dal porto fluviale della città romana e che poi ebbe particolare, decisivo impulso grazie alle intuizioni di Luigi Chiozza. Ma questa è storia, di cui parleremo alla fine di queste brevi note. Oggi, invece, siamo di fronte a un prodotto di grande qualità che ha in questo particolare ambiente dell’Agro aquileiese ha le sue terre elette, tanto da essere protetto dalla Doc creata nell’ormai lontano 1975. Un vino di cui sono giustamente orgogliosi i produttori associati al Consorzio di tutela guidato da Franco Clementin.

Si rinnova dunque questo atteso appuntamento proprio nel verdissimo parco di Villa Chiozza, dove la organizzazione della Festa – curata dalla Pro Loco di Cervignano, presieduta da Elisabetta Nicola, con il sostegno del Comune – è ospite di Promo Turismo Fvg. Il tutto si svolgerà, come nelle precedenti edizioni, in una sola giornata, vale a dire sabato 31 agosto, quando alle 16 si alzerà il sipario con l’apertura degli stand di 12 aziende vitivinicole espositrici del citato Consorzio tutela vini Doc Friuli Aquileia, ma anche di quelle denominazioni rivierasche “cugine”, cioè Latisana ed Annia.
Alle 17 il professor Angelo Floramo, uno dei maggiori intellettuali e scrittori del Friuli Venezia Giulia, consulente della Biblioteca Guarneriana Antica di San Daniele, condurrà il pubblico attraverso una narrazione coinvolgente, allo stesso tempo “alta” e “popolare”, alla scoperta della storia e dei luoghi del vino, dal Medioevo ai testi sacri.

Due, invece, i momenti di degustazione guidati gratuiti: uno alle 16 ed uno successivo alle 18 (su prenotazione al 3387852090 – info@prolococervignanofvg.it) che offriranno la possibilità di attendere piacevolmente la cerimonia di premiazione della 58ma Selezione del vino di Aquileia e della Riviera Friulana a cura del consorzio Doc Friuli Aquileia e la presentazione degli 80 anni del vitigno di Refosco di Villa Chiozza ancora produttivo e vinificato dalla Cantina Produttori Cormons.
Annunciata, quindi, una degustazione di risotto al Refosco gratuita alle 20 per abbandonarsi poi alle 20.45 al duo comico I Papu, al secolo Andrea Appi e Ramiro Besa, in “Di vino Recital” che presenterà al pubblico un pot-pourri di sketch storici che hanno come soggetto proprio l’antica bevanda donataci dalla vite. Frequentando spesso osti e cantine, I Papu hanno infatti più volte riscontrato un sincero interesse per una potenziale narrazione, in forma di fabula brillante, di una Storia del vino.
Per tutta la giornata, nei locali messi a disposizione da Villa Chiozza, sarà possibile visitare la mostra dedicata alle antiche etichette di vino a cura del Gruppo filatelico numismatico  “A. Snidero”. Ma non mancherà la possibilità di visitare il bellissimo parco attraverso una visita guidata in partenza alle 17: una passeggiata adatta per tutta la famiglia.

Infine, soffermiamoci, come dicevamo, ancora un po’ su Refosco di Villa Chiozza. Innanzitutto, ricordiamo che Luigi Chiozza fu agronomo molto noto nell’Agro aquileiese. A Scodovacca  fece costruire la sua splendida villa, circondata da un grande parco ora sede di Promo Turismo Fvg. Chiozza  era appassionato anche di viticoltura e aveva intuito che il Refosco dal peduncolo rosso  che si trovava nei vigneti promiscui di Scodovacca – al tempo non si conosceva la viticoltura specializzata – aveva raggiungono toni “dolci”  e “fruttati”  che in altre zone non si ottengono. Questa intuizione trovò poi seguito nell’impianto avvenuto nella metà degli anni Trenta per merito degli eredi di Chiozza e che è di un vigneto di un ettaro e venti ricavato ai margini del parco della villa ancora produttivo.  Proprio per il vigneto di Refosco di Villa Chiozza, le cui uve sono da 80 anni vinificate dalla Cantina produttori di Cormons, in questa edizione della Festa verrà presentata un’attività di beneficenza di cui sarà protagonista.

Una manifestazione importante e che punta crescere ancora: è sostenuta da sempre dall’Amministrazione comunale di Cervignano del Friuli, dalla Pro Loco Cervignano, dalla Cassa Rurale FVG, dal Consorzio Tutela Vini Doc Friuli Aquileia e da Promo Turismo Fvg.

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In copertina e qui sopra grappoli di Refosco che stanno maturando nella zona di Aquileia.

Il “re 2019” della Riviera Friulana? Puntin di Aquileia

di Gi Elle

La Riviera Friulana, quella famosa per i vini Doc Aquileia, Annia e Latisana – tutte precedute da qualche anno da quella parolina “magica” che è Friuli – ha il suo “re”. Ed è Dario Puntin, la cui Cantina ha sede proprio nella “città romana” ed è risultata la Miglior Azienda 2019 nella 58ma Selezione dei vini di Aquileia e della Riviera Friulana. Sarà premiata assieme a tutte le altre Cantine che si sono ben classificate – alta la qualità riscontrata dalle commissioni di assaggio! – nell’ambito della 5a Festa del Refosco dal Peduncolo rosso che si terrà il 31 agosto a Scodovacca.
Applausi e congratulazioni, dunque, fin d’ora alla Cantina Puntin – che coltiva quattro ettari di vigneto specializzato e produce 32.000 bottiglie l’anno di sette vini diversi – risultata, appunto, la Migliore Azienda della Riviera Friulana per il 2019 che vince il Premio speciale “Marco Gottardo” conferito proprio all’azienda i cui vini ottengono il punteggio medio più elevato. Questo è il risultato della seduta di assaggio tenutasi pochi giorni fa nella suggestiva barricaia di Ca’ Vescovo, a Terzo di Aquileia, che ha visto riuniti oltre 50 esperti-degustatori, ai quali era stato affidato l’importante compito di esprimere i giudizi sui campioni presentati alla 58ma edizione della “Selezione del vino di Aquileia e della Riviera Friulana”.

La sala degustazione; sotto, parla Franco Clementin che ha accanto Rodolfo Rizzi e Matteo Lovo.


Oltre alla Cantina Puntin, sono stati premiati i produttori che hanno ottenuto i massimi punteggi nelle diverse categorie: “Vini bianchi tranquilli” (Friulano Doc Friuli Aquileia 2018, Puntin di Aquileia); “Vini bianchi aromatici” (Sauvignon blanc Doc Friuli 2018, Le Favole di Carlino); “Vini bianchi frizzanti o spumanti” (Moscato giallo Spumante, Lorenzonetto Cav. Guido di Latisana); “Vini rossi” (Cabernet franc, Doc Friuli 2018, Fattoria Clementin di Aquileia e a, pari merito, Rosso “Atrum” Igt Trevenezie 2016, Valpanera di Fiumicello Villa Vicentina); “Refosco dal peduncolo rosso” (Riserva Doc Friuli Aquileia 2013, Valpanera).

«È la prima volta, nella lunga storia della Selezione, che una percentuale così alta di vini, il 70 per cento, supera la soglia degli 80/100, dato che indubbiamente riflette un aumento della qualità diffusa in tutta l’area delle Doc Friuli Aquileia, Latisana e Annia – sottolinea Franco Clementin, presidente della Doc Friuli Aquileia -. Il Friulano, le varietà aromatiche come Sauvignon, Traminer e Malvasia, i rossi e in particolare il Refosco dal peduncolo rosso sono i vini che hanno ottenuto i punteggi più alti, a conferma della forte vocazione del territorio per queste varietà. Non a caso, il Consorzio Friuli Aquileia ha sempre creduto, valorizzato e promosso i vini aromatici e il Refosco dal peduncolo rosso. L’elevato numero di campioni presentati, di aziende partecipanti (una trentina) e di degustatori presenti – conclude Clementin – mettono in luce l’importanza che la Selezione ha sia per le aziende della Riviera che per i tecnici del settore».

Ottimi sia i bianchi che i rossi. 

Come si diceva, la seduta di degustazione aveva avuto quale cornice la barricaia della Tenuta Ca’ Vescovo e il suo obiettivo era quello di far conoscere, valorizzare e promuovere – proprio attraverso la Selezione – le migliori produzioni dei territori della Riviera Friulana, nonché di premiare e stimolare lo sforzo delle aziende vitivinicole delle Doc Friuli Aquileia, Latisana e Annia al fine di puntare a un continuo miglioramento qualitativo dei loro prodotti.
I degustatori, nel loro lavoro, erano guidati dal vicepresidente e responsabile delle degustazioni di Assoenologi Fvg, Matteo Lovo, suddivisi in 10 commissioni. Ciascuna commissione ha assaggiato 14-15 vini per un totale di 148 campioni suddivisi in 5 categorie (vini bianchi tranquilli, vini bianchi aromatici, vini bianchi spumanti e frizzanti, vini rossi e Refosco dal peduncolo rosso). Il punteggio di oltre 80/100 è stato superato da 65 vini bianchi e 38 rossi. Alla importante riunione tecnica era intervenuto anche il presidente di Assoenologi Fvg, Rodolfo Rizzi, il quale si è complimentato con il presidente della Doc Aquileia, Clementin, per il livello qualitativo raggiunto dalla produzione locale, ma anche per l’importanza che in oltre cinquant’anni ha conquistato la Selezione della Riviera.

La squadra del servizio dei vini resi anonimi ai tavoli delle commissioni.

Infine, proprio per la seduta di assaggio, un paio di dati interessanti. Per le degustazioni, organizzate dal Consorzio Tutela Vini Doc Friuli Aquileia in collaborazione con i Consorzi Friuli Latisana e Friuli Annia, sono stati utilizzati circa 1.000 calici e sono state impiegate 10 persone per il servizio: tutte non professioniste – va sottolineato -, ma che hanno svolto il loro compito nel migliore dei modi, meritando l’apprezzamento degli esperti seduti al tavolo che era stato loro assegnato.
Come dicevamo all’inizio, la cerimonia di premiazione si terrà – così era avvenuto anche l’anno scorso – nel corso della bella e importante Festa del Refosco dal Peduncolo rosso, organizzata per la quinta volta dal Comune di Cervignano e che si terrà appunto sabato 31 agosto a Scodovacca nel fresco e suggestivo parco di Villa Chiozza, la storica dimora legata al ricordo del grande Louis Pasteur.

Infine, due foto ricordo della seduta.

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In copertina, ecco Dario Puntin, miglior produttore 2019, nei suoi pregiati vigneti di Aquileia.  

 

I vini della Riviera sotto la lente degli intenditori

di Gi Elle

I vini della Bassa, vale a dire quelli delle zone Doc Aquileia, Annia e Latisana, saranno oggi sotto la lente degli intenditori. Entra così nel vivo la 58ma Selezione del vino di Aquileia e della Riviera Friulana. A Terzo si riuniscono, infatti, le commissioni di assaggio, istituite e coordinate da Assoenologi Fvg. La seduta di degustazione, presenti enologi, sommelier, rappresentanti dell’Onav e giornalisti specializzati, è convocata per questo pomeriggio, alle 18.30, nella sede della Tenuta Ca’ Bolani (l’anno scorso si era tenuta invece a Villa Iachia, a Ruda). La organizzazione è a cura del Consorzio per la tutela dei vini Doc Friuli Aquileia, presieduto da Franco Clementin.
Sta per vivere dunque la sua giornata-chiave l’ormai famoso concorso enologico, uno dei principali del Vigneto Fvg. Come è noto, la Selezione del Vino di Aquileia e della Riviera Friulana ha lo scopo di valorizzare e promuovere la migliore produzione di questa importante area vitivinicola del Friuli Venezia Giulia, e quindi premiare lo sforzo delle aziende delle citate Doc Aquileia, Latisana e Annia, stimolandole al continuo miglioramento qualitativo dei loro prodotti. L’anno scorso, come si ricorderà, la consegna dei riconoscimenti alle cantine meglio classificate dalle giurie era avvenuta a Scodovacca nell’ambito della “Festa del Refosco dal peduncolo rosso”.
Per ulteriori informazioni, gli interessati alla Selezione possono telefonare al 3312140996 oppure digitare info@viniaquileia.it oppure www.viniaquileia.it

Vigneto di Refosco ad Aquileia. 

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In copertina, un tavolo di degustazione l’anno scorso a Ruda.