Le Notti del vino tornano a Sequals: stasera a Solimbergo protagonisti il Pinot grigio e un libro dedicato ai “vini proibiti” come Bacò, Clinton e Fragolino

(g.l.) Un “tuffo” nel passato della vitivinicoltura friulana oggi, 4 luglio, a Sequals. Tornano, infatti, dopo il fortunato esordio dello scorso anno, anche nel Comune di Sequals “Le Notti del Vino”, l’evento enoico dell’estate con le Città del Vino del Friuli Venezia Giulia. Si tratta del primo appuntamento in Friuli occidentale del programma 2025 della manifestazione che, ideata nel 2024 nella nostra regione, da quest’anno è stata elevata livello nazionale.

Bacò

Clinton

Appuntamento, pertanto, questa sera a Solimbergo nel Centro Cumignan. Alle 19.30 apertura della manifestazione, con la presentazione del libro “Vini proibiti, Clinton, Fragolino, Bacò e altri vitigni ribelli”, di Michele Borgo e Angelo Costacurta, con assaggio finale per il pubblico dei vini ottenuti dai cosiddetti “ibridi produttori diretti”. In degustazione, inoltre, la selezione di 10 Pinot grigi con la guida di Stefano Cosma. Alle 20 apriranno i banchi di degustazione con vini e prodotti del territorio. Accompagnamento musicale a partire dalle 20.30. I ristoranti partecipanti sono Corte Morea Lestans e Fogolar da Mander, Lato Food Lab di Chef Larise e Tondat. Le cantine sono, invece, Armani nel vino dal 1607, Bervini, Fernanda Cappello, Bucovaz, Fantinel, Ronco Margherita. Produttori locali partecipanti: Latteria Magrin con il suo formaggio salato, Panificio da Katia Lestans, I Macoritti, I fiori di Mary e Roncadin. Contatto per prenotazione 345.5825238. Prezzo 25 euro adulti, 10 bambini.
Ma torniamo ai vini “proibiti”. «Parlare dei vitigni / vini proibiti o ribelli – si legge in una breve nota degli autori del libro pubblicato da Kellermann – significa ritornare indietro di circa 170 anni per capire il perché della loro storia, nata per le necessità emerse nei principali Paesi viticoli dell’Europa. Si trattava infatti di porre rimedio a una serie di situazioni fitosanitarie succedutesi, una dopo l’altra, per cause pressoché accidentali. Un tuffo nel passato che ci obbliga a rileggere indagini e studi biologici ed epidemiologici su tre avversità parassitarie della vite per cercare di capire la situazione sorta in Europa a partire dalla metà dell’Ottocento con l’arrivo dell’oidio, della fillossera e della peronospora. Tre avversità che, da quel momento, hanno cambiato, la millenaria storia vitivinicola mondiale. Il titolo dato a questo volume attrae il lettore verso la scoperta del mistero che si nasconde dietro il termine “proibito”…».

Pinot grigio (bianco e ramato)

Le Notti del Vino sono organizzate fino al 12 settembre con 36 date dalle aderenti al Coordinamento del Friuli Venezia Giulia dell’Associazione nazionale Città del Vino e godono del patrocinio del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia. In collaborazione con Io sono Friuli Venezia Giulia, Unione Nazionale Pro Loco d’Italia – Comitato del Friuli Venezia Giulia, Unidoc FVG ed ERT FVG. Sponsor Banca 360 FVG.

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In copertina, grappoli di Fragolino varietà nota anche come Uva Fragola o Isabella.

Gradisca d’Isonzo, domani mattina il via ai tre giorni del “Gran Premio Noè” con il fondatore del Merano WineFestival

Ritorna a Gradisca d’Isonzo il “Gran Premio Noè”, che si terrà domani, sabato e domenica. Una prestigiosa rassegna, organizzata dal Comune di Gradisca e sostenuta dalla Regione Fvg, nata nel 1965 con l’intento di costituire una vetrina dei migliori vini e delle più quotate aziende vitivinicole regionali, nonché per premiare i viticoltori del Vigneto Fvg e personaggi di respiro internazionale. Il tema principale dell’edizione di quest’anno, dal titolo “Vini dolci e passiti, da dessert o da meditazione”, sarà costituito proprio da prestigiosi prodotti quali Picolit, Ramandolo, Verduzzo, Traminer Passito, Moscato ed altri.

Il prestigioso Salone altoatesino.


La manifestazione si aprirà ufficialmente domani mattina, alle 11, assieme ad un ospite d’eccezione che arriverà all’Enoteca “La Serenissima”: «Una personalità di spicco nel mondo dell’enogastronomia come Helmuth Köcher – spiega l’assessore Paola Coccolo -, fondatore del Merano WineFestival, riceverà la statuetta del Noè 2024 e inaugurerà questa edizione assaporando i vini dolci friulani premiati con il The WineHunter Award 2024, assieme ai produttori». Nella stessa giornata, sempre in Enoteca, alle 18 si terrà la degustazione guidata di “Picolit e formaggi” su prenotazione, condotta da Liliana Savioli.
Sabato, alle 11, nel Nuovo Teatro Comunale ci sarà la consueta cerimonia di premiazione con la consegna delle statuette e delle targhe a produttori, aziende, enti ed istituzioni che con la propria attività si sono particolarmente impegnate nel mondo vitivinicolo o nel suo indotto. Seguirà un talk show sui vini dolci e passiti, per continuare poi con due appuntamenti in Enoteca: alle 16 la degustazione guidata di “Moscati e pasticceria” su prenotazione e, alle 18, la presentazione del libro “Boschèra, dai vini selvatici al nobile Torchiato del Cansiglio” (Kellermann) di Angelo Costacurta ed Enzo Michelet, con successivo assaggio.
Durante l’ultima giornata dell’evento, in Enoteca, alle 11.30, si terrà la degustazione guidata da Stefano Cosma di “Ramandolo e biscotti Esse di Raveo” su prenotazione, mentre alle 16 si proseguirà con la presentazione del libro “Sentieri e cibi locali” realizzato da Gal Carso-Kras e Torre-Natisone, con una delle autrici, Isabella Franco, e degustazione di Gubane e vini dolci. Nelle tre giornate saranno presentati all’interno dell’Enoteca vini passiti e dolci del Friuli Venezia Giulia, dell’Alto Adige, della Slovenia e dell’Istria croata, in abbinamento a prodotti gastronomici locali, come appunto gli Esse di Raveo, i biscotti e i grissini con farina di vinaccioli di Fattoria dell’Uva di Aiello del Friuli, i formaggi della Fattoria Zoff di Cormons assieme a miele e composte, nonché gubane del territorio, proposti in collaborazione con la Pro Loco di Gradisca, nei seguenti orari di apertura: domani 6 dicembre dalle 11 alle 14 e dalle 17 alle 21.30; sabato 7 dicembre dalle 11 alle 21.30; domenica 8 dalle 11 alle 20. La manifestazione è aperta a tutti. Prenotazione obbligatoria per le degustazioni guidate: E-mail: prolocogradiscaaps@gmail.com, telefono 0481.960624.

Degustazione alla “Serenissima” e la sala del Teatro.

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In copertina, Helmuth Köcher fondatore del Merano WineFestival che sarà premiato domani a Gradisca.

(Foto The WineHunter)

Tazzelenghe, il vino “taglia-lingua” oggi dal Friuli a Vittorio Veneto con il libro di Stefano Cosma e Angelo Costacurta

Proseguono gli appuntamenti della rassegna “Sensi. Una Collezione, una Collana, una Cantina”, incontri dedicati all’arte e al vino promossi da Kellermann Editore e dal Comune di Vittorio Veneto. Oggi, alle ore 18.30, nella Galleria Civica “Vittorio Emanuele II” si terrà il secondo incontro “Friuli, terra madre” dedicato al Tazzelenghe, il vino “taglia-lingua” nato in terra longobarda, con la presentazione del volume pubblicato dalla casa editrice, all’interno della collana Grado Babo, assieme agli autori Angelo Costacurta, ricercatore vitivinicolo a livello internazionale e vicepresidente dell’Accademia Italiana della Vite e del Vino, e Stefano Cosma, scrittore e direttore di “Bubble’s Italia” e del mensile “Fuocolento”.

Il pittore friulano Renzo Tubaro.

Oltre al racconto del Tazzelenghe, un vino rosso friulano dalla personalità molto forte, dimenticato per molto tempo e ora riscoperto grazie ad alcuni tenaci e saggi produttori che hanno deciso di promuoverlo, si parlerà anche dell’artista friulano Renzo Tubaro, di cui la Collezione Paludetti custodisce diverse opere, collegate anche alla storia di questo raro vitigno autoctono a bacca rossa del Friuli, citato per la prima volta nel 1823, che saranno illustrate dal Conservatore del museo Francesca Costaperaria. Un vero e proprio percorso sensoriale che accosta l’arte al piacere del vino attraverso la collana Grado Babo di Kellermann, la quale racconta storie di viti, di vini e di comunità che si riconoscono nel lavoro dei campi, nata proprio per promuovere la conoscenza vitivinicola di diversi territori. Infine, l’esperienza del gusto con gli assaggi dei vini offerti dalle aziende del Tazzelenghe Team, proposti con abbinamenti dolci e salati. La prenotazione è obbligatoria. La quota di adesione a serata è di 15 euro a persona. Info e prenotazioni: 388.4741241 – info.vittorioveneto@aqualab.it

Cosma con Roberto Da Re Giustiniani.

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In copertina, un giovane ceppo di Tazzelenghe con i suoi grappoli.

 

“Sensi”, in attesa del friulano Tazzelenghe a Vittorio Veneto ci sono i vini sabaudi

Da domani, 17 maggio, nella Galleria civica “Vittorio Emanuele II” di Vittorio Veneto (Treviso) ritorna la rassegna “Sensi. Una Collezione, una Collana, una Cantina”, un ciclo di tre incontri dedicati all’arte e al vino promosso da Kellermann Editore e dal Comune di Vittorio Veneto. Si tratta di un percorso sensoriale che accosta l’arte al piacere del vino attraverso la collana Grado Babo di Kellermann Editore, che racconta storie di viti, vini e comunità che si riconoscono nel lavoro dei campi, nata proprio per promuovere la conoscenza vitivinicola di diversi territori. Nella prestigiosa sede della Galleria, che nel centro cittadino ospita una raffinata raccolta di opere d’arte collezionate in lunghi anni di ricerche dal professor Giovanni Paludetti che poi ha voluto farne dono alla sua città, sarà possibile scoprire alcuni dipinti della Collezione Maria Fioretti Paludetti, illustrati dal Conservatore del museo Francesca Costaperaria, collegati alle storie raccontate nei libri della Collana Grado Babo di Kellermann, presentati dai loro autori: Sergio Tazzer, Enzo Michelet, Stefano Cosma e Angelo Costacurta. Infine, l’esperienza del gusto con gli assaggi dei vini offerti da alcune Cantine, proposti con abbinamenti dolci e salati.
Il primo appuntamento della rassegna si terrà, dunque, domani alle 18.30: il Vermouth e il Donnas, vini dei territori sabaudi, saranno il giusto inizio di questo percorso per l’immediato collegamento con Vittorio Emanuele II, figura cui è fortemente legata sia la Collezione Paludetti sia la Galleria civica alla quale è dedicata e la stessa città che le ospita. Il secondo incontro, che si terrà venerdì 24 maggio, sempre alle 18.30, parlerà invece del Tazzelenghe, il vino “taglia-lingua” nato in terra longobarda, e con lui dell’artista friulano Renzo Tubaro, di cui la Collezione Paludetti custodisce diverse opere.
Il ciclo di “Sensi” terminerà il 31 maggio, alle 18.30, con il Wildbacher, che sarà l’occasione per scoprire alcune curiosità dei gusti dei nobili traendo spunto da un ritratto attribuito a Philippe De Champaigne. La prenotazione è obbligatoria. La quota di adesione a serata è di 15 euro a persona. Info e prenotazioni: telefono 388.4741241 – info.vittorioveneto@aqualab.it

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In copertina, i vigneti “eroici” del Donnas sui monti della Valle d’Aosta.

(Dal sito Andar per sassi)

Tazzelenghe, oggi a Casarsa il libro di Cosma e Costacurta con degustazione del vino che “taglia” la lingua

Nell’ambito della Sagra del Vino di Casarsa della Delizia, oggi 2 maggio si terrà la presentazione del libro “Tazzelenghe. Il vino friulano «taglia lingua» nato in terra longobarda”, pubblicato da Kellermann Editore all’interno della collana Grado Babo, nata per parlare di vini peculiari che hanno fatto la storia. Alle 19 al ristorante Al Posta, in via Valvasone a Casarsa, gli autori Angelo Costacurta, ricercatore vitivinicolo a livello internazionale e vicepresidente dell’Accademia Italiana della Vite e del Vino, e Stefano Cosma, giornalista e direttore di “Bubble’s Italia” e del mensile “Fuocolento”, racconteranno le vicende di questo vino dalla personalità molto forte, dimenticato per molto tempo e ora riscoperto grazie ad alcuni tenaci e saggi produttori che hanno deciso di promuovere questo raro vitigno autoctono a bacca rossa del Friuli, contribuendo alla sua salvaguardia e alla valorizzazione territoriale.


Il Tazzelenghe (taglia-lingua in friulano) è un vino particolare che, come suggerisce lo stesso nome, è tagliente ed estremamente tannico, che permette un grande invecchiamento, adatto a bersi anche nell’arco di 20-30 anni. Dotato di fortissima personalità, richiede grande capacità enologica e condizioni di partenza – terroir e clima – molto specifiche, come si trovano nella provincia di Udine, in particolare nell’area di Buttrio e Cividale, ma anche nella pianura friulana: nel 1877 era presente a Latisana e nel 1923 a Palazzolo dello Stella. Attestato dal tardo medioevo, il Tazzelenghe è espressione di un territorio di enorme rilevanza storica. Cividale, città patrimonio dell’umanità Unesco, già strategica per i Romani, fu la prima capitale del ducato longobardo in Italia, successivamente capitale della Patria del Friuli e incrociò per lungo tempo la storia della Repubblica di Venezia. Un vino e un territorio in grado di appassionare proprio alla Sagra del vino alla sua 76ma edizione.
Dopo la presentazione del libro si terrà una degustazione, a cura del gruppo di produttori del “Tazzelenghe Team”. I posti sono limitati, la prenotazione è obbligatoria via WhatsApp al 338.7874972. Quota di partecipazione 15 euro.

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In copertina, i grappoli del Tazzelenghe antica varietà autoctona friulana.

Gradisca, dopo la superverticale dedicata al Friulano, oggi finalissima per il Noè protagonisti Schioppettino e Tazzelenghe

(g.l.) Finalmente una buona, anche se fredda, giornata per gli ultimi appuntamenti con il Gran Premio Noè, a Gradisca d’Isonzo. Nell’ambito della manifestazione, che è uno degli avvenimenti di punta della vitivinicoltura del Friuli Venezia Giulia, venerdì sera ha riscontrato un vero e proprio successo di partecipazione, oltre ad aver suscitato un notevole interesse, la terza tappa delle Grandi Verticali delle Città del vino Fvg, organizzate assieme alle Pro Loco Buri di Buttrio, di Manzano e Mitreo di Duino Aurisina.

Le bottiglie di Friulano in degustazione.


Bilancio più che positivo, dunque, per questa superverticale dedicata al Friulano – da uve di Tocai – nella Città del Vino isontina, nella storica cornice dell’Enoteca Serenissima. Una serata sapientemente condotta dal wine ambassador e scrittore Matteo Bellotto con le etichette delle cantine Blason wines, Borgo Trevisan, Marco Felluga e Sant’Elena. Ricordiamo che questo nuovo progetto delle Città del Vino regionali attraverso lo slogan “Evolvere per non invecchiare” vuole avvicinare gli appassionati del vino al modo con cui i vari territori vitivinicoli coinvolti non si siano fermati nel corso dei decenni, ma abbiano invece costantemente vissuto e rivissuto la propria vocazione. Ogni tappa, nel programma messo a punto dall’associazione guidata da Tiziano Venturini, è dedicata a un vitigno diverso con degustazioni di bottiglie di varie cantine, le quali propongono un’etichetta più datata e una più recente che poi vengono confrontate, permettendo così non solo di raccontare ma anche assaggiare l’evoluzione e la progettualità dei produttori lungo le annate. Il tempo è la “chiave di lettura” delle serate e viene scandito da una grande clessidra.

Schioppettino

Tazzelenghe

E veniamo al gran finale della rassegna, dopo la importante giornata di ieri che ha visto anche la consegna di numerosi e importanti riconoscimenti. Stamane, alle 11.30, si terrà la degustazione guidata di Schioppettino, assieme all’esperto Wayne Young che metterà a confronto una selezione di vini per raccontare questo pregiato vitigno autoctono a bacca rossa del Friuli che a Prepotto e a Cialla esprimere tutte le sue potenzialità. Nel pomeriggio, alle 16, l’appuntamento con la presentazione del libro “Tazzelenghe. Il vino friulano taglia-lingua nato in terra longobarda” di Stefano Cosma e Angelo Costacurta, con successivo assaggio di Tazzelenghe. L’enoteca sarà aperta dalle 11 alle 20 – con possibilità di degustare Schioppettino (anche spumante), Pignolo e Tazzelenghe, abbinati ad assaggi di prodotti locali preparati in collaborazione con la Pro Loco di Gradisca.

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In copertina, un momento della Verticale di Friulano guidata da Matteo Bellotto.

Riapre la storica Enoteca Serenissima per ospitare il Gran Premio Noè targato 2023

Ritorna a Gradisca d’Isonzo il Gran Premio Noè, la prestigiosa rassegna nata quasi sessant’anni fa con l’intento di costituire una vetrina dei migliori vini e delle migliori aziende vitivinicole del Friuli Venezia Giulia. La manifestazione 2023 – organizzata dal Comune con il supporto della Regione – si terrà nei giorni 1, 2 e 3 dicembre nella cornice della storica enoteca La Serenissima che riapre per l’occasione. L’edizione di quest’anno sarà dedicata alle tre varietà autoctone a bacca rossa regionali Schioppettino, Pignolo e Tazzelenghe, che negli anni ’70 non erano consentite né atte alla vinificazione e che rischiavano di scomparire per sempre. La manifestazione vuole offrire l’opportunità di valutare il cambiamento che c’è stato in questi ultimi 45 anni, con l’affermazione seppur di nicchia di questi vitigni.

Cerimonia del Gran Premio Noè in Teatro.


In apertura del Noè, venerdì 1° dicembre, alle 19.30, nell’enoteca si terrà – come si spiega in dettaglio nell’articolo precedente – la degustazione verticale di Friulano del territorio di Gradisca d’Isonzo, organizzata da Città del Vino Fvg. Durante la degustazione, condotta da Matteo Bellotto, saranno messi a confronto i vini Friulano giovani e d’annata delle aziende Blason, Borgo Trevisan, Marco Felluga e Sant’Elena. Sabato 2 sarà la giornata dedicata alle premiazioni nel Nuovo Teatro Comunale, con una cerimonia che inizierà alle 11 e vedrà la consegna delle statuette e delle targhe ad aziende, associazioni e personaggi del mondo vitivinicolo regionale. Il pomeriggio proseguirà in enoteca, alle 15, con la presentazione del libro di Ben Little “Pignolo – Cultivating the Invisible”, un racconto che parte prima di tutto da un vitigno e un vino autoctono e sconosciuto, il Pignolo, ma che svela una terra, il Friuli Venezia Giulia, e il suo popolo. La giornata di sabato si concluderà con l’appuntamento musicale delle 19 con “Jazz Trick” a cura di Complotto Adriatico, Walter Sguazzin e Francesco Ivone in un mix musicale con Ableton push e la tromba per un risultato dall’atmosfera lounge molto newyorkese.
Infine domenica, alle 11.30, si terrà la degustazione guidata di Schioppettino, assieme all’esperto Wayne Young che metterà a confronto una selezione di vini per raccontare questo vitigno autoctono a bacca rossa del Friuli. Sempre domenica, alle 16, l’appuntamento con la presentazione del libro “Tazzelenghe. Il vino friulano taglia-lingua nato in terra longobarda” di Stefano Cosma e Angelo Costacurta, con successivo assaggio di Tazzelenghe. L’enoteca sarà aperta durante tutti e tre i giorni dell’evento – venerdì dalle 11 alle 14 e dalle 17 alle 21.30, sabato dalle 11 alle 21.30, domenica dalle 11 alle 20 – con possibilità di degustare Schioppettino (anche spumante), Pignolo e Tazzelenghe abbinati ad assaggi di prodotti locali preparati in collaborazione con la Pro Loco di Gradisca.

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In copertina, l’ingresso dell’Enoteca Serenissima nello storico palazzo dei Provveditori Veneti a Gradisca.

Civiltà del vino, Buttrio inaugura il Museo rendendo omaggio a Isi Benini “cantore” inimitabile dell’enogastronomia friulana

di Giuseppe Longo

Quella di domani, 25 novembre, è una data che Buttrio dovrà inserire nell’Albo d’oro dei suoi ricordi. Città del vino di lungo corso e area fra le più prestigiose dei Colli orientali del Friuli, vivrà infatti il suo momento senza dubbio più qualificante per quanto riguarda la storia e la cultura vitivinicola con l’inaugurazione del Museo della civiltà del vino del Friuli Venezia Giulia, allestito a Villa di Toppo-Florio che già di per sè è un “tempio” della vite e del vino, visto che proprio qui si tiene ogni anno, alla fine della primavera, la più antica Fiera enologica di casa nostra, se non addirittura, come pare, dell’Italia intera.
Ma c’è anche un altro particolare a rendere speciale questa giornata: l’intitolazione della sala polifunzionale del Museo stesso alla memoria di Isi Benini, il giornalista nato a Moggio Udinese nel 1924 e morto prematuramente a Montevideo nel 1990, giustamente ricordato come il “cantore”, inimitabile, delle eccellenze enogastronomiche della nostra terra, che seppe promuovere con tenacia, competenza ed efficacia attraverso uno stile di informare coinvolgente e appassionato che si espresse in modo sublime soprattutto attraverso quella meravigliosa rivista in carta patinata chiamata “Il vino” che, ancora ragazzo, sfogliavo e leggevo con grande avidità. Il direttore Benini sapeva, infatti, “dosare” gli argomenti in modo che suscitassero nel lettore curiosità e interesse, voglia di imparare qualcosa di nuovo attorno all’affascinante mondo dell’enologia friulana che in quegli anni di boom economico cominciava a dare i suoi frutti migliori, grazie al rinnovo dei vigneti e all’applicazione di tecniche innovative in cantina, pur senza perdere di vista la tradizione e i vecchi insegnamenti. Ma anche grazie alla nascita delle denominazioni di origine, come appunto i Colli orientali istituiti, per secondi in regione dopo il Collio, nel 1970.
Una grande giornata, dunque, per rendere omaggio anche a questo indimenticabile giornalista, vulcanico ed estroverso, simpatico e di grande compagnia (il sangue romagnolo!), al quale si deve anche la creazione e il lancio del Ducato dei vini friulani – proprio da lui, alla fine degli anni Ottanta, ebbi il privilegio di ricevere il collare rosso di nobile onorario, con il classico sorso di Picolit – e delle iniziative allo stesso collegate, come il fortunatissimo tour di Asparagus. Per cui ha fatto proprio bene, anzi di più, Buttrio a ricordarsi di Isi Benini intitolandogli la sala principale di un Museo pubblico, perché voluto e creato, dopo anni di lavoro e di impegno, dal Comune collinare, che da domani soltanto questo paese potrà vantare. Possono, senza ombra di dubbio, farne motivo di orgoglio il sindaco Eliano Bassi e l’assessore alle attività produttive e turismo, Tiziano Venturini, che è anche leader delle 37 Città del vino del Friuli Venezia Giulia, a cominciare appunto da Buttrio. E con loro anche la Pro Buri di Emilio Bardus che ha assicurato la sua preziosa collaborazione.
La cerimonia di domani mattina comincerà alle 10.15, appunto a villa di Toppo-Florio, e questa sarà il momento focale di un insieme di iniziative e di proposte che hanno fatto e faranno da “corollario” all’apertura del Museo della civiltà del vino del Friuli Venezia Giulia. L’ultima delle quali ha preso forma appena ieri sera con la seconda tappa delle Grandi Verticali delle Città del vino che ha visto, con grande successo, la degustazione, guidata da Matteo Bellotto, dei Merlot di viticoltori famosi di Buttrio che rispondono ai nomi di Conte d’Attimis-Maniago, Croatto Piero, Meroi e Petrucco. Ma prima di questa serata era avvenuta la presentazione del bel libro che Stefano Cosma e Angelo Costacurta hanno dedicato al Tazzelenghe, grande rosso autoctono salvato dall’oblio. Prossimi appuntamenti giovedì 30 novembre e mercoledì 13 dicembre, riservati rispettivamente al ricordo di Girolamo Dorigo, uno dei protagonisti del rilancio della vitivinicoltura friulana, e alla “ponca”, la preziosa terra che ci regala i meravigliosi vini dei Colli orientali. Ma di questi nuovi appuntamenti parleremo al momento opportuno. Per ora assaporiamo questo felicissimo momento per il Vigneto Fvg che vede inaugurare la “casa” della sua cultura. Della sua civiltà!

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In copertina, Isi Benini il giornalista scomparso nel 1990 che sarà ricordato domani a Buttrio all’inaugurazione del Museo della civiltà del vino.

Tazzelenghe, il libro di Cosma e Costacurta (con degustazione) domani a Buttrio aspettando l’inaugurazione del Museo della civiltà del vino

(g.l.) “Tazzelenghe – Il vino friulano taglia-lingua nato in terra longobarda” è il titolo del libro di Stefano Cosma e Angelo Costacurta che verrà presentato domani, 10 novembre, alle 18 a Villa di Toppo-Florio a Buttrio (la sede dell’annuale, storica Fiera dei vini). In qualità di moderatore interverrà Enos Costantini e al termine della illustrazione del volume, alla quale saranno presenti anche gli autori, seguirà una degustazione a cura del Tazzelenghe team.


«Il Tazzelenghe (taglia-lingua, in friulano) è un vino – come si legge in una breve presentazione del libro che reca la introduzione di Ian D’Agata – che sa mettere alla prova i vignaioli come pochi altri. Appartenente alla famiglia del Refosco, si distingue però nettamente dai più pacati consanguinei. Dotato di fortissima personalità, per molti indomabile, richiede grande perizia enologica, una certa dose di pazienza, e condizioni di partenza – terroir e clima – molto specifiche, come si trovano nella provincia di Udine, e in particolare nell’area di Buttrio e Cividale. Attestato dal tardo Medioevo, il Tazzelenghe è espressione di un territorio di enorme rilevanza storica. Cividale, città patrimonio dell’umanità Unesco, già strategica per i Romani, fu la prima capitale del ducato longobardo in Italia, successivamente capitale della Patria del Friuli, e incrociò per lungo tempo la storia della Repubblica di Venezia».
La organizzazione della serata nella prestigiosa Città del vino Fvg si deve al Comune di Buttrio e al citato Tazzelenghe Team. Si tratta del primo appuntamento legato a una importante manifestazione in calendario per il 25 novembre prossimo, quando alle 10.15, nella stessa sede, sarà inaugurato il Museo della civiltà del vino del Friuli Venezia Giulia. Cerimonia che sarà preceduta il 23 novembre da una nuova puntata delle Grandi Verticali delle Città del vino (dedicata al Merlot), che esordiranno proprio oggi, alle 19.30, a Villa Nachini Cabassi, nella vicina Corno di Rosazzo, dove ha anche sede il Consorzio Friuli Colli orientali e Ramandolo (al quale aderiscono pure i vignaioli di Buttrio), con la degustazione del Pinot grigio. E sarà seguita da altri due incontri il 30 novembre e il 13 dicembre che prevedono, rispettivamente, una serata dedicata al ricordo di Girolamo Dorigo, uno dei protagonisti della storia viticola regionale, recentemente scomparso, e un convegno per la presentazione del libro “La Ponca” di Yves Hérody, vale a dire il tipico terreno dei Colli orientali grazie al quale si possono ottenere i prestigiosi vini che si sono fatti conoscere e apprezzare in tutto il mondo.
Ma di tutte queste iniziative torneremo a parlare in modo più approfondito nelle prossime settimane. Per ora fermiamoci all’interessantissimo libro di Stefano Cosma e Angelo Costacurta – due penne che sono una garanzia! – dedicato al Tazzelenghe, uno dei vitigni della vecchia viticoltura friulana che fortunatamente si è potuto salvare. Con grande soddisfazione degli amanti del vino di qualità legato alla tradizione.

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In copertina, i caratteristici grappoli del Tazzelenghe prezioso vitigno autoctono.

Vite, vino e sostenibilità con la Confraternita a Sesto al Reghena: cordoglio per Cesare Intrieri

di Giuseppe Longo

Cesare Intrieri doveva essere il relatore di punta dell’annuale incontro, a Sesto al Reghena, della Confraternita della vite e del vino del Veneto orientale e del Friuli Venezia Giulia. Ma, purtroppo, il professore emerito dell’Università di Bologna, una delle figure scientifiche più eminenti della moderna vitivinicoltura, non ci sarà, perché è mancato improvvisamente: era nato nel 1938 a Firenze. Me lo ha comunicato, con dolore, l’agronomo Claudio Fabbro – incaricato come sempre di moderare gli interventi – che di Intrieri fu allievo proprio all’Alma Mater Studiorum, discutendo poi con il luminare la sua ricchissima tesi sul Vigneto Fvg, tra storia e prospettive di crescita: erano i primi anni Settanta e da allora la vitivinicoltura friulana ne ha fatta di strada, facendosi conoscere e apprezzare con i suoi grandi vini, soprattutto bianchi, in tutto il mondo. E quella di ieri per il dottor Fabbro – che io stesso, mezzo secolo fa, ebbi giovanissimo insegnante all’Istituto tecnico agrario di Cividale – è stata davvero una «giornata tormentata» non solo per la triste notizia della repentina scomparsa dell’illustre cattedratico, molto atteso dalla platea sestense, ma anche perché aveva appena saputo della defezione, per improvvisa malattia, di altri due prestigiosi relatori: Carmelo Zavaglia, del Crea di Conegliano – Servizio di certificazione materiali di moltiplicazione della vite, e Angelo Costacurta, dell’Accademia italiana della vite e del vino.
Per cui mancheranno ben tre importanti voci all’incontro di sabato mattina nell’auditorium Burovich, i cui lavori cominceranno alle 9 con i saluti istituzionali, le ovvie attestazioni di cordoglio per il professor Intrieri e l’intervento di apertura del Gran maestro Emilio Celotti, docente di viticoltura ed enologia all’Ateneo friulano. Al termine, la cerimonia di consegna delle borse di studio ai diplomati e laureati delle Scuole enologiche di Conegliano e Cividale e delle Università di Padova e Udine, premiando le migliori tesi di laurea e di diploma che abbiano affrontato le tematiche più importanti e attuali della filiera vitivinicola.
Quindi, il via al convegno-tavola rotonda sul tema “Quali varietà di vite per la nuova viticoltura sostenibile”, un argomento quanto mai interessante perché di viva attualità ora che si stanno facendo strada le ormai famose “viti resistenti”, in grado di dare una mano preziosa per la salvaguardia di un ambiente sempre più a rischio non richiedendo, se non in misura notevolmente ridotta, l’uso di trattamenti chimici per il controllo di avversità crittogamiche e parassitarie. Sotto la lente ci sarà, infatti, una tematica strategica per la viticoltura moderna, nella quale «la scelta della varietà – si sottolinea in una nota che anticipa la manifestazione – è uno strumento importantissimo per risolvere i problemi ambientali, i cambiamenti climatici a garanzia della produzione enologica di ogni “terroir”. Le nuove sfide dell’agricoltura impongono riflessioni sulla gestione della filiera vitivinicola e in particolare devono trasmettere al consumatore informazioni corrette e trasparenti al fine di garantire al settore vitivinicolo e al vino il ruolo che ha sempre avuto nella socialità. Nel convegno – conclude la nota – si parlerà dei vecchi ibridi produttori diretti per arrivare alle nuove frontiere della genetica, passando per le tradizionali varietà di Vitis vinifera e per le nuove “varietà resistenti”. Occasione unica per analizzare le diverse opzioni utilizzabili per la moderna gestione della sostenibilità in viticoltura, nel rispetto della tradizione, della qualità e della cultura della vite e del vino».
Il compito di aprire la serie degli interventi spetterà, pertanto, al professor Raffaele Testolin dell’Università di Udine, il quale cederà poi il microfono al dottor Mario Pecile, in rappresentanza di Irv-Cip, Internationaler Rebveredlerverband – Comité international des pépiniéristes viticoles. Al termine, il dibattito, coordinato appunto dall’enologo e giornalista Claudio Fabbro, e le conclusioni. La manifestazione avviene con il contributo di Cantina Produttori di Ramuscello e San Vito, Vivai Cooperativi di Rauscedo, Vivo Viticoltori Veneto Orientale, Vivaio Enotria e Unione metropolitana di Venezia di Confcommercio. Tra gli enti patrocinanti da ricordare, invece, le Regioni Veneto e Friuli Venezia Giulia, il Comune di Sesto al Reghena, l’Accademia italiana della vite e del vino e Assoenologi. Insomma, un’occasione importante per un’analisi sulla vitivinicoltura di oggi e su quella che verrà, per forza di cose, a breve-medio termine. Al riguardo sarebbero state preziose anche le parole di Angelo Costacurta e Carmelo Zavaglia, ma soprattutto quelle di Cesare Intrieri alla cui memoria la platea di Sesto al Reghena renderà un doveroso omaggio. Perché il Vigneto Italia deve essergli grato!

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In copertina, il professor Cesare Intrieri che è scomparso improvvisamente a 85 anni.