I Consorzi di bonifica Fvg sono essenziali per il territorio. Va ottimizzato il consumo d’acqua con strutture efficienti

«I tre Consorzi di bonifica regionali hanno dato vita a un sistema solido, strutturato ed economicamente sostenibile, capace di portare a compimento opere e interventi essenziali a favore del settore agricolo e a tutela del territorio. Sono certo che il rapporto instaurato con la Regione in questi anni continuerà a dare risultati tangibili. Sappiamo di poter contare sull’apporto dei Consorzi per affrontare una sfida cruciale per il futuro: riuscire a ottimizzare il consumo di acqua rendendo più efficienti le strutture oggi disponibili». Sono le considerazioni espresse dall’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier, all’incontro sul tema “I Consorzi di bonifica del Friuli Venezia Giulia: sicurezza idraulica, irrigazione e tutela ambientale, storia, attualità e futuro di un servizio essenziale al territorio”.

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Irrigazione a bassi volumi

«La Regione innalzerà i limiti massimi di contributi ammissibili per la realizzazione, su uno o più appezzamenti ciascuno di estensione minima pari a un ettaro, di impianti di irrigazione e fertirrigazione a bassi volumi per colture a pieno campo e per i frutteti. Un intervento che si pone tra le azioni volte a ridurre il consumo della risorsa idrica a fini agricoli, favorendo l’impiego di tecniche colturali efficaci sia sotto il profilo produttivo che ambientale». Lo ha comunicato l’assessore Stefano Zannier, spiegando i contenuti della delibera approvata dalla Giunta, che definisce i limiti di spesa, per il 2025, a seconda delle caratteristiche tecniche dei sistemi utilizzati e della loro estensione. Per gli appezzamenti fino a 5 ettari sarà possibile richiedere contributi fino a 6.000 euro all’ettaro per l’installazione di impianti con ala gocciolante superficiale monostagionale, mentre il tetto sale a 10.000 euro all’ettaro per quelli di subirrigazione multistagionali e di irrigazione superficiale non monostagionali. Gli incrementi del contributo concedibile rispetto al 2024 ammontano, rispettivamente, a 2.000, 1.500 e 3.500 euro. Per gli appezzamenti con estensione superiore a 5 ettari, la spesa ammissibile passa da 2.500 a 4.000 euro all’ettaro per i sistemi superficiali monostagionali, da 5.500 a 7.000 euro all’ettaro per quelli di subirrigazione multistagionali e da 4.000 a 6.000 euro all’ettaro per quelli superficiali non monostagionali. La delibera stabilisce, inoltre, che ogni impianto debba essere obbligatoriamente dotato di contalitri, nonché delle eventuali ulteriori dotazioni tecniche essenziali al corretto funzionamento, come richieste dai Consorzi di bonifica, qualora questi siano i soggetti fornitori dell’acqua irrigua. Il costo massimo ammissibile per l’acquisto di rotoloni con barre nebulizzatrici a bassa pressione è pari a 41.500 euro.

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Nel corso dell’incontro, organizzato a Udine da Anbi Fvg, i presidenti dei Consorzi regionali Enzo Lorenzon (Venezia Giulia), Valer Colussi (Cellina Meduna) e Rosanna Clocchiatti (Pianura friulana) hanno spiegato come i Consorzi operino quotidianamente nell’ottica di razionalizzare il consumo dell’acqua e di favorire anche la transizione energetica, utilizzando la risorsa idrica come fonte rinnovabile.
«Ci troviamo oggi di fronte all’esigenza di ampliare le superfici irrigate, ma con minore disponibilità di acqua – ha rilevato Zannier -. Per fare ciò serve innanzitutto un cambiamento culturale, che implichi il passaggio a un’idea di gestione della risorsa idrica che comprenda l’utilizzo dei moderni sistemi ad alta efficienza. È bene ragionare su soluzioni in cui si possano implementare i sistemi a scorrimento già esistenti con le tecnologie ad alta efficienza. Un intervento massivo di infrastrutturazione richiede ingenti risorse economiche e non può essere attuabile nel breve periodo».

L’uso efficiente dell’acqua in agricoltura sarà sempre più indispensabile nonostante l’alta piovosità di quest’anno

«La nostra regione esce da cinque anni e mezzo di calamità atmosferiche continue ed è difficile sostenere condizioni così estreme se l’intero sistema non unisce le forze. Ringrazio le Fiere di Udine-Gorizia e Pordenone, Ersa, i Consorzi di bonifica e le Associazioni di categoria per il loro spirito di forte collaborazione, ben rappresentato da questa giornata dedicata all’uso efficiente dell’acqua in agricoltura». Così l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier, è intervenuto in apertura del convegno “L’uso efficiente dell’acqua in agricoltura” al centro congressi di Udine e Gorizia Fiere a Torreano di Martignacco. L’iniziativa è stata organizzata da Regione Fvg ed Ersa, in collaborazione con Anbi Fvg, il Consorzio per il Canale emiliano romagnolo (Cer), Udine e Gorizia Fiere e Pordenone Fiere ed era finalizzata a trasmettere agli operatori del settore nuove conoscenze sulle tecnologie oggi disponibili per ottimizzare l’utilizzo e il consumo della risorsa idrica.


«Quando parliamo di acqua – ha specificato Zannier – è facile assumere posizioni senza una conoscenza precisa della realtà dei fatti. Non si può pensare che la piovosità di quest’anno, verificatasi peraltro prevalentemente in pianura, abbia portato a “risolvere” la siccità del 2022 e ad aumentare il livello delle falde. Questa e altre iniziative promosse dalla Regione rispondono alla necessità di cambiare la percezione pubblica sul tema, nonché di offrire l’opportunità di verificare dal punto di vista pratico le attività tecniche e tecnologiche con cui oggi è possibile modulare l’utilizzo dell’acqua in base alle condizioni atmosferiche e alle diverse tipologie di territorio».
A fianco del convegno, suddiviso in una sessione mattutina dedicata a scenari, proposte e soluzioni per la gestione irrigua e una pomeridiana con l’illustrazione di tecnologie 4.0, è stata allestita un’area denominata “Acquacampus” in cui aziende leader nel settore dell’irrigazione hanno esposto le tecniche più all’avanguardia utilizzate, anche attraverso dimostrazioni pratiche. “Acquacampus” ha dato vita a un polo all’avanguardia dedicato al trasferimento dell’innovazione alle imprese che operano in agricoltura, rivolto ad agricoltori, tecnici del settore, decisori politici, pubbliche amministrazioni, consorzi di bonifica, studenti e, più in generale, a tutti gli stakeholder della filiera acqua in un’area di approfondimento concreto, attraverso diverse aziende leader nel settore dell’irrigazione in ambito agricolo.
«La giornata promossa da Regione ed Ersa sull’uso efficiente dell’acqua in agricoltura vuole portare all’attenzione un tema di stretta attualità su cui si riscontra spesso una percezione pubblica distante dalla realtà dei fatti. L’acqua è una risorsa sempre più preziosa e limitata e va gestita in maniera ottimale per far fronte a tutti i diversi fenomeni climatici, da quelli ordinari a quelli più estremi siano essi alluvioni o siccità. In questo possono venirci incontro le nuove tecnologie, sulla cui esistenza e funzionamento è importante perpetuare un’attività di comunicazione decisa e mirata», aveva detto Zannier alla conferenza di presentazione della giornata in questione.
Il titolare dell’agricoltura Fvg aveva spiegato come la carenza di acqua uso irriguo sia un problema tutt’altro che superato, anche in relazioni alle recenti alluvioni che, «essendo avvenute in pianura, non hanno portato ad aumentare i livelli delle falde». Secondo l’assessore, «ogni ragionamento sull’utilizzo dell’acqua in agricoltura non può prescindere dalle caratteristiche climatiche, colturali e territoriali di ogni area. Dobbiamo guardare all’intero sistema idrografico regionale e da lì avviare una rigorosa attività tecnica per scegliere, a seconda delle diverse zone e condizioni atmosferiche, le migliori soluzioni offerte dalla tecnologia».
L’esponente della Giunta Fedriga aveva inoltre ringraziato i partner dell’evento – tenutosi il 6 settembre a Torreano di Martignacco -, rappresentati dai presidenti Rosanna Clocchiatti per Anbi Fvg, Antonio Di Piazza per Udine e Gorizia Fiere e Renato Pujatti per Pordenone Fiere che hanno convenuto sull’importanza di lavorare in sinergia su tematiche di tale impatto per la popolazione.

Maggiori informazioni sono disponibili sul sito web dell’iniziativa (www.idrofuture.it).

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In copertina e all’interno l’assessore regionale Stefano Zannier durante i suoi due interventi a Udine.

Agriflash.FVG – E non solo

I danni della fauna selvaticaParere favorevole da parte della II Commissione del Consiglio regionale alla delibera con la quale la Giunta Fvg modifica il Regolamento che prevede “criteri e modalità per l’indennizzo dei danni arrecati dalla fauna selvatica all’agricoltura, al patrimonio zootecnico, alle opere approntate sui terreni coltivati e a pascolo, ai veicoli e per la concessione di contributi per la conservazione e la valorizzazione di bressane e roccoli”. “Con la delibera approvata – ha spiegato l’assessore alle Risorse agroalimentari, forestali e ittiche, Stefano Zannier, illustrando le novità del regolamento in Commissione – si adegua il precedente regolamento facendo chiarezza sulle situazioni da indennizzare e si punta ad accelerare le procedure per l’erogazione degli indennizzi. Inoltre, vengono normate particolari situazioni, emerse dopo alcuni anni di applicazione della legge, prima non regolate, superando così qualche criticità evidenziata nell’applicazione concreta del precedente regolamento”. La maggiore novità introdotta nel regolamento che stabilisce gli indennizzi dei danni causati dagli animali selvatici (in modo particolare cinghiali, ma anche cervi e altre specie selvatiche) in agricoltura, zootecnia, impianti ittici e ai veicoli privati è costituita dal fatto che si è introdotta la possibilità di presentare la domanda corredata da una perizia di stima sul danno denunciato, redatta da un tecnico abilitato operante in un organismo di difesa collettivo e come libero professionista. Tale possibilità abbrevia i tempi dei procedimenti che prevedono che sia la Regione Fvg a svolgere i sopralluoghi per l’accertamento e la stima dei danni a seguito delle istanze di “risarcimento”. “Dato l’alto numero di domande che si sta registrando negli ultimi anni – ha aggiunto l’assessore – la modifica del regolamento e l’introduzione della possibilità di presentare la perizia di stima “certificata” consentiranno di snellire il lavoro in capo agli uffici regionali e quindi anche di accelerare le modalità e i tempi di liquidazione degli indennizzi dei danni causati dagli animali selvatici”.

In arrivo sessanta forestali “Con l’inizio del 2023 si irrobustirà il Corpo forestale regionale (Cfr) che soffre da tempo di una forte riduzione del personale. Saranno una sessantina i nuovi dipendenti che andranno poi formati; una formazione che deve guardare anche alle esperienze delle altre regioni, attraverso uno scambio di conoscenze. E’ attesa a breve una risposta positiva dalla Sardegna per attivare con il Friuli Venezia Giulia un rapporto di interscambio sulla formazione che sarà proficuo per entrambe le regioni”. Lo ha detto l’assessore regionale alle Risorse forestali, Stefano Zannier, all’inaugurazione della sede del distretto unico di antincendio boschivo Val Cosa-Val d’Arzino nel centro polifunzionale di Casiacco. “Quando parliamo di antincendio dobbiamo ricordare le due realtà che lavorano assieme: i volontari di Protezione civile e il Corpo forestale che ha competenza diretta sulla materia – ha sottolineato Zannier -. L’operatività di queste due componenti ha successo quando il coordinamento è stretto altrimenti si rischiano delle difficoltà esecutive”. Un passaggio del suo intervento ha riguardato il nuovo piano antincendio boschivo che potrà essere pronto e diventare operativo entro il 2023; un piano necessario per dare piena operatività alla legge regionale in vigore. “Dobbiamo tenere insieme un sistema che comprende molteplici componenti e che pur non avendo la garanzia di poterle utilizzare tutte insieme nei modi e nei tempi utili, deve garantire rapidità di intervento. In questo contesto, giocano un ruolo importante anche le squadre comunali del distretto” ha aggiunto Zannier, ribadendo la necessità di un coordinamento ampio delle attività “per migliorare ancor di più l’efficienza e l’operatività delle varie stazioni”. L’esponente della Giunta Fedriga ha ricordato, poi, la non sempre facile introduzione di strumenti innovativi per il contrasto degli incendi boschivi, accanto a quelli tradizionali: “strumenti efficaci per permettere agli operatori di intervenire in sicurezza e con immediatezza”. L’assessore ha infine espresso il ringraziamento dell’Amministrazione regionale per l’impegno che tutte le componenti del sistema garantiscono quotidianamente alla comunità.

L’irrigazione di precisione “Se guardiamo con gli occhi di oggi a cosa è stato fatto in passato ci rendiamo conto della lungimiranza con cui chi ha proceduto alle bonifiche ha compreso l’importanza della gestione della risorsa idrica per la sua redistribuzione sul territorio. Se dall’oggi guardiamo al domani, il futuro è l’irrigazione di precisione”. È il messaggio che l’assessore alle Risorse agroalimentari, forestali, ittiche e montagna, Stefano Zannier, ha rivolto all’inaugurazione della mostra fotografica “Leggere il passato per immaginare il futuro. Uomini e donne dell’acqua”, allestita a Udine nella Cjanive di Palazzo Mantica in via Manin 18, dal 3 dicembre all’8 gennaio (ingresso gratuito – ore 10-12, 15-18). L’iniziativa è promossa dall’Anbi Fvg, associazione che raggruppa i tre consorzi di bonifica della regione – Cellina, Pianura Friulana e della Venezia Giulia – e si inserisce nel calendario delle manifestazioni per il Centenario della bonifica, che si erano aperte con il convegno organizzato ad ottobre in Castello a Udine. “Da troppo tempo parliamo dei cambiamenti climatici e delle loro conseguenze sull’acqua, sia quando questa si manifesta con esondazioni violente sia quando ne subiamo la carenza per lunghi periodi di siccità, ma stentiamo a trovare soluzioni di lungo termine – ha osservato Zannier -; per questo la Regione ha deciso di investire sui sistemi di micro-irrigazione ma anche su interventi che bilancino il ciclo dell’acqua”. Nella prossima legge di Stabilità, Zannier ha annunciato uno stanziamento di 1 milione di euro per il 2023, 3 milioni per il 2024 e 3 milioni per il 2025 rivolto a incentivare l’utilizzo degli impianti di micro-irrigazione nelle colture. “La disponibilità di acqua è limitata e per risparmiare sui costi abbiamo quale unica via l’efficientemento del sistema di gestione e la riduzione degli sprechi” ha ribadito Zannier. L’assessore ha concluso il suo intervento con un ringraziamento ai Consorzi di bonifica (presente la presidente Rosanna Clocchiatti) per il lavoro svolto e per le iniziative di valorizzazione della loro storia e del loro operato.

Tra magredi e risorgive “È lodevole che progetti come quello condotto sui magredi e le risorgive puntino a contemperare la competitività delle imprese dell’agricoltura e dei produttori primari con la valorizzazione degli ambienti naturali e la preservazione degli ecosistemi. È una strategia valida”. Questo il commento dell’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, forestali, ittiche e montagna, Stefano Zannier, intervenuto a San Quirino all’evento di presentazione del progetto a valere sul Psr Fvg 14-20 che interessa i magredi e le risorgive e coinvolge quattordici comuni della pianura pordenonese con capofila il Comune di San Quirino. “La strategia è valida – ha ribadito Zanier -, ma si scontra con la rigidità degli strumenti amministrativi messi a disposizione: il Psr non tiene conto, infatti, delle diverse velocità dell’agire delle imprese private rispetto all’Amministrazione pubblica”. Oltre al tema degli iter procedurali, Zannier ha rilevato criticità anche sul rispetto dei preventivi di spesa all’interno di un programma che abbraccia un settennato caratterizzato da molteplici imprevisti che hanno inciso sui prezzi delle materie prime, dell’energia, causando una generalizzata inflazione. “I costi preventivati sette anni fa non sono rimodulabili in considerazione dell’inflazione e dell’aumento dei prezzi perché le procedure non lo prevedono. In ogni caso – ha assicurato l’assessore – la Regione ha tutta la volontà di chiudere le rendicontazioni entro i termini stabiliti, a tutela di quanti hanno già investito e utilizzato i capitali attesi”. Quanto al progetto presentato, Zannier ha evidenziato “il forte interesse del territorio a realizzare iniziative che mettono assieme soggetti diversi. In futuro, le progettualità dovranno essere pensate in modo da utilizzare più strumenti di accesso ai finanziamenti pubblici, abbinandone l’efficacia in maniera organica”. Il progetto “Valorizzazione dell’ambiente, del territorio, delle produzioni, della multifunzionalità delle aziende e dell’agricoltura sociale per l’ambito rurale dei magredi, delle risorgive e della pianura pordenonese” vede la partecipazione di 55 partner pubblici e privati, di cui 20 beneficiari. Sono coinvolti 14 Comuni, 10 aziende agricole oltre a enti, associazioni, Università. Sono previsti 45 interventi per un valore di oltre 22,9 milioni di euro in un territorio che comprende 190mila abitanti su una superficie di 540 chilometri quadrati.

Il vino naturale a Milano Ricordiamo che sono aperte le prenotazioni per ViNaRi, la manifestazione dedicata al mondo del vino naturale, ideata e organizzata dalle associazioni ViTe e VinNatur. La prima edizione esordirà domenica 12 e lunedì 13 febbraio a Milano negli spazi messi a disposizione da Studio Novanta. Per scoprire le interessanti proposte enoiche dei produttori presenti, gli operatori di settore potranno beneficiare di una partecipazione anticipata dalle ore 10, mentre a mezzogiorno la rassegna sarà aperta agli appassionati del vino naturale. Per poter prender parte all’evento, verrà richiesta la pre-registrazione su Eventbrite fino al 12 febbraio e il versamento di un contributo associativo pari a 25 euro per la singola giornata e a 40 euro per entrambi i giorni. Sono già più di 150 i vignaioli aderenti all’iniziativa che arrivano da tutta Italia, nello specifico dalle regioni di: Abruzzo, Alto Adige, Basilicata, Calabria, Campania, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Molise, Piemonte, Puglia e ancora Sicilia, Sardegna, Toscana, Trentino, Umbria e Veneto. Rappresenteranno il mercato estero alcuni produttori provenienti rispettivamente dall’Argentina, dalla Bordeaux francese e dalla Slovenia. Ad accompagnare la due giorni ci sarà anche la proposta gastronomica dello street food italiano di Trapizzino, nato nel 2008 dall’idea di Stefano Callegari, mastro pizzaiolo che oggi vanta 14 punti vendita tra Torino, Milano, Trieste, New York e Roma, luogo in cui trova la sua prima casa. Il trapizzino è un angolo di pizza a base di lievito madre, croccante fuori e morbido dentro, che dopo una lunga lievitazione si serve farcito di ricette tipiche della tradizione romana, italiana e non solo. A completare il menu, la sfiziosità dei supplì, il classico cibo di strada romano che fin dal 1874 in un risotto panato e fritto nasconde un cuore di formaggio filante. Entrambe le specialità saranno disponibili in diversi gusti, con opzioni dedicate anche al pubblico vegetariano. L’ingresso a ViNaRi è riservato agli iscritti: bit.ly/vinari_iscrizione

Agriflash.FVG – E non solo

“Mini-invasi” in Fvg contro la siccità “Con l’assestamento di bilancio di luglio la Giunta regionale aveva destinato 18 milioni di euro per la realizzazione o il completamento di interventi per la raccolta e gestione delle acque, i cosiddetti “mini-invasi”. Oggi siamo in grado di approvare un piano di nove interventi che verrà realizzato dai Consorzi di bonifica e che ci consentirà di affrontare meglio periodi di lunga siccità come quelli sempre più frequenti degli ultimi anni”. È quanto ha annunciato l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, forestali, ittiche e montagna, Stefano Zannier, rendendo noti i contenuti di una delibera dell’Esecutivo con cui è stato approvato il programma straordinario di interventi a tutela del fabbisogno idrico da realizzare a cura dei Consorzi di bonifica del Friuli Venezia Giulia per la realizzazione di invasi di raccolta o per il ripristino della funzionalità di quelli esistenti. Il programma vale 18 milioni di euro che saranno trasferiti direttamente ai Consorzi per il compimento delle opere.

Tiramisù tra dolce e amaro “La cucina, i suoi prodotti, i suoi sapori esprimono anche la storia, le tradizioni e l’identità di una comunità. E in questo caso il tiramisù che è entrato a pieno titolo nell’immaginario delle “specialità” del Friuli Venezia Giulia. Sono anche queste le cose che la Regione intende promuovere, tutelare e valorizzare anche rafforzando proprio l’identificazione tra prodotti e territorio e garantendo allo stesso tempo l’eccellenza degli stessi”. Lo ha affermato l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier, intervenuto all’incontro-degustazione “Il Dolce e l’amaro: metafore di dolcezza” organizzato dall’associazione culturale Noria nella sala conferenze del ristorante “L’ultimo Mulino” a Bannia di Fiume Veneto (Pordenone). L’associazione, dopo aver organizzato in passato una serie di incontri sulla “Psicanalisi del pane” e sulla “Cultura del maiale” nella storia e nell’immaginario del Friuli Venezia Giulia stavolta ha messo sotto i riflettori il famoso dolce al cucchiaio sul quale molto si è dibattuto a proposito delle origini contese tra Friuli e Veneto.

Anbi Fvg, cent’anni di bonificaIrrigazione e attività di difesa idraulica del territorio, energia elettrica da fonti rinnovabili, bonifica ambientale di siti inquinati, attività di dragaggio in aree lagunari e portuali, manutenzione della viabilità lagunare. Sono alcuni dei temi toccati nel corso del convegno che si è svolto nel Salone del popolo del Castello di Udine promosso dall’Anbi Fvg. L’evento, che in linea con le direttive di Anbi nazionale si ispira al tema “leggere il passato per immaginare il futuro”, celebra i cent’anni dal primo Congresso delle bonifiche venete di San Donà di Piave con cui si diede il via alle bonifiche integrali per la sanificazione del territorio. In questo contesto è intervenuto l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, forestali, ittiche e montagna, Stefano Zannier, che davanti alla numerosa platea dei rappresentanti dei consorzi di bonifica regionali, di comuni e di enti di tutela, ha rivolto un appello all’unità di intenti ed azioni. “Per riuscire a garantire un sistema irriguo che dia risposte alle esigenze attuali, a partire dalle emergenze come la siccità e l’approvvigionamento idrico – ha detto Zannier – è necessaria una visione corale. La relazione tra Amministrazione regionale, Consorzi ed enti è paritaria, perché siamo consapevoli che solo un’azione comune ci consente di far fronte a queste crescenti difficoltà. Visioni diverse sulle azioni da perseguire, addirittura sulle soluzioni tecniche da attuare, vanno superate. Non possiamo permetterci di dividerci”, ha concluso l’assessore.

Prospettive per i giovani all’Itas di Cividale“La figura dell’agricoltore e il lavoro nel settore primario sono stati spesso sminuiti; niente di più sbagliato, non solo perché dall’attività agricola ricaviamo il nostro sostentamento, ma anche perché il grande apporto che tecnologia e innovazione hanno fornito al comparto, ha messo in luce un fabbisogno occupazionale rilevante non solo di laureati ma soprattutto di profili tecnici. Le prospettive, dunque, per i nostri giovani che vorranno intraprendere questo percorso saranno positive e probabilmente più solide di altri settori”. Lo ha detto l’assessore regionale alle Risorse agricole, Stefano Zannier, alla presentazione del 49° convegno regionale dei Maestri del Lavoro del Friuli Venezia Giulia, a Cividale, nell’aula magna dell’Istituto tecnico agrario statale di istruzione superiore Paolino d’Aquileia dedicato a “Il Friuli Venezia Giulia ed il vino. Una storia destinata a durare”.

Un grande Gewürztraminer in Alto AdigeOttobre 2022 segna il ritorno di Epokale Gewürztraminer Spätlese, vino culto di Cantina Tramin e dell’Alto Adige. Un momento che appassionati e collezionisti aspettavano con impazienza, dopo un anno di assenza dovuta al non rilascio degli esemplari 2014. L’attesa era ancor più alimentata dalle premesse eccellenti che l’annata 2015 ha riservato alla varietà, confermate dai 98 punti assegnati da Michael Garner per Decanter, tra le più importanti pubblicazioni per il mondo enologico a livello internazionale. Il nuovo Epokale testimonia l’evoluzione stilistica di questo vino. Gli anni successivi al 2009 sono stati caratterizzati dall’obiettivo di raggiungere maggiore eleganza e armonia, attraverso meno concentrazione e minor dolcezza residua. Ma il lungo affinamento delle bottiglie in miniera ha sorpreso Cantina Tramin: con il passare del tempo, una più elevata concentrazione e presenza di zuccheri hanno dato prova di grande integrazione nel Gewürztraminer, donando una sorprendente finezza. Con la 2015, quindi, si ripropone un profilo più abboccato e intenso. Il residuo zuccherino va oltre i 50 g, ben superiori rispetto alle precedenti annate che si attestavano tra i 20 e i 45 g. I grappoli selezionati provengono da due dei migliori e più vecchi vigneti prossimi al maso Nussbaumer, sulla fascia collinare ai piedi del massiccio della Mendola, con esposizione a sud-est. La resa in vigneto si attesta sui 28 ettolitri per ettaro. Dopo la vinificazione con pressatura soffice, il vino ha sostato quasi 11 mesi sui lieviti prima di essere imbottigliato. Il Gewürztraminer Spätlese 2015 è disponibile nei migliori ristoranti e nelle enoteche più esclusive d’Italia.

Enoturismo, azienda modello a VeronaÈ Monte del Frà, tenuta della famiglia Bonomo a Sommacampagna, ad aggiudicarsi il titolo di migliore azienda vinicola veronese per l’accoglienza enoturistica innovativa e di qualità. Il premio è stato assegnato nell’ambito del Best of Wine Tourism 2023, annuale concorso indetto da Great Wine Capitals Global Network, rete delle Capitali mondiali del vino. A motivare l’attribuzione del riconoscimento, consegnato nella sede della Camera di Commercio di Verona, è stato “il ricco ventaglio di proposte all’insegna dello sport, della natura e della convivialità, che offrono all’enoturista l’opportunità di scoprire la cantina e il territorio di Custoza in modo autentico e sostenibile”. Monte del Frà offre infatti un’ampia scelta di esperienze da vivere in cantina o tra le vigne: e-bike tour, wine yoga, passeggiate a cavallo, picnic in vigna e degustazioni guidate, per apprezzare l’eccellenza dei vini dell’azienda, conoscerne il territorio e assaporare prodotti locali, favoriti da una posizione strategica a pochi chilometri sia dal lago di Garda che dalla città di Verona. Tra le attività si distinguono: la degustazione multisensoriale, esperienza stimolante ed evocativa che mette alla prova i sensi meno utilizzati, escludendo la vista grazie a calici in vetro nero; l’assaggio alla cieca, per scoprire il vino e ricondurlo al suo territorio di provenienza attraverso sentori e colore; la proposta del wine yoga, disciplina di cui Monte del Frà è ambasciatore in Italia dal 2019, che unisce i benefici rilassanti e destressanti dello yoga a quelli antiossidanti e antinfiammatori del vino rosso Bardolino Doc, definita dall’Enit – Agenzia Nazionale del Turismo tra i nuovi trend del settore alla 6° Conferenza Mondiale dell’Enoturismo, tenutasi ad Alba dal 19 al 21 settembre scorsi. Per tutto il mese di ottobre le sale della cantina Monte del Frà ospiteranno inoltre un’esposizione temporanea per promuovere gli artisti italiani, creando un connubio tra arte e vino.

Una cantina efficiente e sostenibileIl Conte Villa Prandone, azienda agricola di Ascoli Piceno, ha ufficialmente inaugurato l’ampliamento della cantina. Il progetto è stato realizzato in due anni grazie alla collaborazione con importanti imprese del luogo, a dimostrazione della volontà della famiglia De Angelis di investire sempre di più sul territorio e sulla qualità dei propri vini. L’ampliamento coniuga efficienza e sostenibilità, grazie a un impianto fotovoltaico posto sui tetti dell’azienda e volto all’autoconsumo elettrico, a un sistema di recupero delle acque piovane, alla predilezione per l’utilizzo di materiali locali e alla perfetta coibentazione che mantiene stabili le temperature degli ambienti durante tutto l’anno. Il progetto, inoltre, è stato concepito in un’ottica di tutela del paesaggio circostante, prevedendo una cantina in parte ipogea e in parte impreziosita da una terrazza con affaccio sulle vigne di proprietà, per apprezzare al meglio la bellezza del territorio. Il nuovo assetto riflette i valori e la sensibilità produttiva dell’azienda, che da tre generazioni si impegna a dare un contributo concreto alla crescita di una viticoltura marchigiana identitaria e responsabile. Il Conte Villa Prandone muove i primi passi negli anni Cinquanta del secolo scorso, quando Amilcare De Angelis mette a dimora sette ettari di vigneto in mezzadria lungo Contrada Collenavicchio, area che gode delle benefiche influenze provenienti dal mare Adriatico a est e dai monti Sibillini a ovest. Oggi gli ettari vitati sono 50 e circondano la storica sede della cantina cui si è aggiunta la nuova opera architettonica di 1.000 metri quadri strutturata su due livelli.