Il Prosecco lega Fvg e Veneto, da Verona dimostrazione di unità fra due regioni

Il Prosecco è diventato un’unica realtà che lega indissolubilmente il Friuli Venezia Giulia e il Veneto, unità che va necessariamente mantenuta una volta che si esce dal confine nazionale per proporsi nei mercati internazionali. È questo, in sintesi, uno dei concetti espressi ieri dall’assessore regionale alle Risorse agroalimentari durante la seconda giornata della 56ma edizione di Vinitaly, il più importante salone internazionale dedicato ai vini ed ai distillati in corso a Verona, dove il Fvg è presente con un proprio stand istituzionale curato dall’Agenzia regionale per lo sviluppo rurale (Ersa).


Il programma di ieri si è caratterizzato per la partecipazione dell’esponente dell’esecutivo Fvg a vari eventi organizzati per promuovere il sistema regionale e la sua presenza agli stand di alcuni produttori del Friuli Venezia Giulia. Tra gli appuntamenti quello ospitato nello stand allestito dalla Doc del Prosecco, in cui la Regione Fvg ha posto in evidenza la necessità di proseguire uniti tra le quattro province del Friuli Venezia Giulia e le cinque del Veneto quando ci si presenta al di fuori dei confini nazionali. Una visione unica, è stato detto, che poggia su solide basi e sulle quali entrambe le realtà territoriali stanno lavorando per rafforzarne l’immagine.
Inoltre nell’area convegni dello stand del Friuli Venezia Giulia è stata presentata la 21ma Edizione del concorso enologico internazionale “Città del vino” che il prossimo anno verrà ospitato a Gorizia, tornando quindi nella nostra regione dopo 18 anni. In particolare, è stata messa in risalto l’importanza di un evento che richiamerà nel capoluogo isontino una settantina di commissari provenienti da tutto il mondo, i quali saranno chiamati ad esaminare 1500 campioni tra vini e distillati in concorso. Quello del vino, è stato ricordato dall’assessore alle risorse agroalimentari, è un settore che non sempre può essere compresso all’interno di confini geografici soprattutto quando questi ultimi si trovano lungo una linea di frontiera. Pertanto l’approdo naturale per un evento internazionale qual è quello legato al concorso delle Città del vino non può che essere Gorizia, città che ospiterà la manifestazione transfrontaliera Go!2025.
Infine, alla presenza anche del presidente del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia, è seguito un incontro con una delegazione brasiliana, durante il quale sono state gettate le basi in vista di una futura partecipazione del nostro territorio ad un evento dedicato ai vini in programma in Sudamerica. Il Brasile è, infatti, un mercato al quale la nostra Regione guarda con grande interesse, per avviare collaborazioni che possano valorizzare le nostre specialità ma anche per esportare il grande bagaglio di conoscenze che il Friuli Venezia Giulia vanta in questo settore.

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In copertina e all’interno tre immagini del maxi-stand del Friuli Venezia Giulia.

Città del vino Fvg, realtà con progetti d’esempio a livello nazionale: consuntivi e nuovi obiettivi illustrati a Mariano

Una intensa mattinata per fare il punto, a livello nazionale e regionale, sul turismo del vino a Mariano del Friuli: nell’azienda vitivinicola Vie di Romans, dagli spazi appena rinnovati, si è tenuta ieri l’assemblea del coordinamento delle Città del Vino del Friuli Venezia Giulia (che riunisce 39 Comuni, presenti con i propri sindaci e amministratori, più 6 Pro Loco), nonché un interessante convegno specialistico e la nomina di un nuovo Ambasciatore delle Città del Vino.

Il saluto della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia è stato portato a inizio giornata dal presidente del Consiglio Mauro Bordin. «Le ben 39 realtà regionali sono impegnate a custodire tradizioni, storia e cultura del vino e rappresentano un punto di riferimento per territori caratterizzati da produzioni enologiche e agroalimentari di qualità», ha sottolineato Bordin ribadendo la vicinanza della Regione Fvg alla realtà associativa «attraverso interventi di sostegno non solo economici, ma anche normativi, garantendo la presenza ad iniziative per fare in modo che tutti coloro che si impegnano nel settore possano percepire il supporto delle istituzioni».
Presenti anche i consiglieri regionali Diego Bernardis – che ha concluso i lavori – e Diego Moretti. A fare gli onori il padrone di casa dell’azienda vinicola Vie di Romans, Gianfranco Gallo. e il sindaco della Città del Vino Mariano del Friuli, Luca Sartori, prima dell’introduzione del coordinatore regionale Tiziano Venturini, presente assieme al vicecoordinatore Maurizio D’Osualdo. Con l’occasione è stato annunciato che grazie alle 8 new entry nell’associazione avvenute nel 2023, le Città del Vino rappresentano la metà degli ettari vitati su tutto il territorio regionale nonché un quinto dell’intera popolazione regionale. “Ora uno sguardo al 2024 – ha sottolineato Venturini – in cui porteremo il Concorso enologico internazionale Città del vino a Gorizia come omaggio a Go!2025 capitale europea della cultura”. Plauso a questi risultati da parte del presidente dell’Associazione nazionale Città del Vino, Angelo Radica, per il quale “il Friuli Venezia Giulia è una delle realtà di punta, che propone vari progetti da seguire della nostra realtà a livello nazionale”. Ricordata anche la dimensione internazionale del sodalizio: infatti, tra i membri c’è pure la cittadina croata di Buje d’Istria, rappresentata a Mariano dal vicesindaco Corrado Dussich.

Il convegno – dal titolo “Paesaggi ed Esperienze” e moderato dal professor Francesco Marangon, docente di Economia dell’ambiente dell’Università di Udine e ambasciatore delle Città del Vino (sul tavolo il “Falcetto d’oro” ricevuto l’11 novembre scorso, San Martino, dall’associazione a Dolegna del Collio) – ha visto in primis la presentazione dei dati del XIX Osservatorio del Turismo del Vino delle Cittá del Vino, realizzato da Nomisma Winemonitor per la quale è intervenuta Roberta Gabrielli. Sono 145 i Comuni che hanno partecipato all’indagine, con il Friuli Venezia Giulia che risulta essere la terza regione a livello nazionale dietro a Piemonte e Sardegna nell’aver contribuito a questa ricerca. Per le Città del Vino nazionali presenti anche Iole Piscolla ed Elena Cornalis. Tra le best practice evidenziate dal rapporto quelle per cui le amministrazioni delle Città del Vino hanno attivato un processo di sensibilizzazione dei territori, portando alla progressiva introduzione dei vini nella ristorazione locale e negli esercizi commerciali; assumendo un importante ruolo organizzativo negli eventi locali a tema enoico e nella promozione da parte delle istituzioni periferiche.

Vendemmia turistica didattica: risultati 2023 e prospettive 2024 invece la parte dedicata al progetto avviato l’anno scorso dalle Città del Vino Fvg in collaborazione con PromoTurismo Fvg, per la quale è intervenuta Eleonora Serpelloni. Il Friuli Venezia Giulia ha fatto da apripista a livello nazionale proponendo a turisti, appassionati o semplici curiosi la vendemmia didattica in 9 aziende aderenti. Alcuni di essi hanno raccontato davanti al pubblico la loro esperienza in questa edizione inaugurale dello scorso autunno: Alberto Tomasin per Elio Vini, Fabio d’Attimis per Conte d’Attimis Maniago, Riccardo Caliari per Spolert Winery.
In conclusione, la cerimonia di conferimento dell’incarico al nuovo Ambasciatore delle Cittá del Vino da parte del presidente nazionale degli Ambasciatori Carlo Rossi assieme al presidente nazionale delle Città, Angelo Radica. Il titolo – assegnatogli assieme ad altri quattro benemeriti del settore vitivinicolo durante la Convention d’autunno tenutasi in Sicilia, a Menfi Città italiana del Vino 2023, che aveva ricevuto il testimone dalla friulgiuliana Duino Aurisina -, è stato conferito a Giuseppe Longo: già assessore e sindaco di Nimis, è giornalista nel settore agroalimentare-enogastronomico e non solo. In pensione da diversi anni, già caposervizio del quotidiano Messaggero Veneto, ora cura il sito 2019-26.vigneto.friulivg.com. Nobile onorario del Ducato dei vini friulani, Medaglia di Cangrande nell’ambito del Vinitaly di Verona, a lui si deve un grosso impegno per l’istituzione della Doc Ramandolo per i vigneti di Nimis e di Tarcento, poi diventata prima Docg del Friuli Venezia Giulia. Longo ha ringraziato per la nomina, che lo emoziona ed onora dopo le varie esperienze vissute in questi decenni nel mondo del vino friulano. Per il Comune di Nimis, Città del vino da lunga data, sono intervenuti alla cerimonia il vicesindaco Sergio Bonfini e l’assessore Matteo Cuffolo.

In totale i Comuni aderenti alle Città del Vino in regione sono 39: Aquileia, Bertiolo, Buttrio, Camino al Tagliamento, Capriva del Friuli, Casarsa della Delizia, Cividale del Friuli, Cervignano del Friuli, Codroipo, Cormòns, Corno di Rosazzo, Dolegna del Collio, Duino Aurisina – Devin Nabrežina, Gorizia, Gradisca d’Isonzo, Latisana, Manzano, Mariano del Friuli, Moraro, Nimis, Monrupino – Repentabor, Muggia, Palazzolo dello Stella, Povoletto, Pocenia, Premariacco, Prepotto, Ronchi dei Legionari, San Dorligo della Valle-Dolina, San Floriano del Collio – Števerjan, San Giorgio della Richinvelda, San Giovanni al Natisone, San Quirino, San Vito al Tagliamento, Sequals, Sesto al Reghena, Sgonico – Zgonik, Trivignano Udinese, Torreano. Aderiscono anche 6 Pro Loco attive in altrettanti Comuni già Città del Vino: Casarsa della Delizia, Buri Buttrio, Mitreo Duino Aurisina, Risorgive Medio Friuli Bertiolo, Manzano e Latisana. Nel 2023 c’è stato un numero record di adesioni, ben 8: Cervignano del Friuli, Codroipo, Monrupino-Repentabor, Muggia, Ronchi dei Legionari, San Dorligo della Valle-Dolina, San Floriano del Collio-Števerjan, Sgonico-Zgonik.

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In copertina, l’intervento all’assemblea del presidente nazionale di Città del vino; all’interno, Angelo Radica con Tiziano Venturini e Maurizio D’Osualdo, il saluto del presidente del Consiglio regionale Mauro Bordin e un aspetto della sala; il convegno con le parole di benvenuto di Gianfranco Gallo, titolare di Vie di Romans, e del sindaco di Mariano Luca Sartori; un momento delle relazioni, le testimonianze dei tre vignaioli sulla vendemmia didattico-turistica e l’intervento conclusivo del consigliere regionale Diego Bernardis; infine, Giuseppe Longo insignito del titolo di Ambasciatore delle Città del vino con i vertici dell’Associazione e con il vicesindaco di Nimis, Sergio Bonfini.

Quando lo Schioppettino di Cialla e Prepotto ti “innamora” e ti fa cambiare anche mestiere…

di Giuseppe Longo

CIVIDALE – Lo Schioppettino è veramente la carta che sempre più va giocata a Prepotto e a Cialla, località che con le loro sottozone, ritagliate all’interno dei Colli orientali del Friuli, ne hanno “consacrato” una valenza ormai riconosciuta da tutti. E una conferma, semmai ci fosse stato bisogno, è venuta anche da un vero e proprio evento, anche perché originale, che ha avuto quale cornice il ristorante “Al Castello” che domina Cividale, la città longobarda Patrimonio dell’Umanità. Pretesto azzecatissimo la presentazione del volume “Custodi del vino – Storie di un’Italia che resiste e rinasce” (Slow Food Editore), un affascinante racconto di viaggio che Laura Donadoni ha fatto dopo essere andata alla scoperta di vigne e cantine, dalla Valle d’Aosta fino alla Sicilia, che lavorano ogni giorno per costruire e promuovere un messaggio di resilienza, capace di far uscire loro stesse, ma anche tutti noi, dai due anni tormentati dell’emergenza pandemica.

Gli intervenuti mentre parla Fabbro.


E, in questo viaggio tutto da scoprire sfogliando e leggendo le pagine del libro, bello e interessante, nel Vigneto Fvg l’autrice ha posato la lente d’ingrandimento proprio sulla zona dello Schioppettino di Prepotto e di Cialla, “indagando” nel lavoro appassionato dei suoi “Custodi”. Che, nella fattispecie, sono quattro affermati e anche storici produttori – Ronchi di Cialla, Spolert Winery, Ronchi Soreli e Vie d’Alt -, tre dei quali sono approdati al settore vitivinicolo dopo aver fatto tutt’altre attività. Apripista fu oltre mezzo secolo fa, anno più anno meno, il compianto Paolo Rapuzzi che, sostenuto dall’amore e dalla comprensione della moglie Dina – presente alla bella serata con i figli Ivan e Pierpaolo -, decise di impiantare un’azienda viticola proprio sulle colline di Cialla, da sempre terra di vini autoctoni di valore, come appunto lo Schioppettino, allora in serio pericolo di definitiva scomparsa, ma che la tenacia e l’intraprendenza di questi novelli viticoltori hanno permesso di salvare, anche grazie al determinante appoggio dei distillatori Nonino di Percoto che attribuirono proprio ai Rapuzzi, per questo loro coraggioso impegno – arrivarono a sfidare la legge che addirittura ne vietava la coltivazione – la prima edizione del Premio “Risit d’Aur”. Una storia rievocata da Claudio Fabbro che ha condotto l’incontro, fra dati e aneddoti, presentando appunto il libro, la sua autrice – il cui lavoro si divide tra California e Italia – e i quattro produttori. Ma anche i personaggi che hanno contribuito a rilanciare l’immagine del Vigneto Friuli come Luigi Veronelli, Gianni Brera e Mario Soldati.

Il saluto del sindaco Mariaclara Forti…

… e l’intervento di Laura Donadoni.

Simile l’avventurosa esperienza di Riccardo Caliari, veronese, ingegnere, da quattro anni a Prepotto dopo una importante parentesi a Montalcino, area fra le più celebrate della Toscana. Affascinato dalla ricca biodiversità di questa terra di confine, coltiva nove ettari a Novacuzzo, riservando un occhio di riguardo proprio allo Schioppettino – il vitigno, come è noto, è la Ribolla nera, in sloveno Pocalza – che affina in legno, come richiesto dal disciplinare, ma anche in anfora. Anche se veneto di origini, crede molto nelle tradizioni locali, tanto da chiamare l’azienda “Spolert”, il nome friulano della vecchia cucina in mattoni. Attribuisce grande importanza all’enoturismo, anche questa una carta da giocare sempre con maggior convinzione.

Alessandro Cossa

Pierpaolo Rapuzzi


Pure Flavio Schiratti ha cambiato vita, a cinquant’anni, dando vita a Ronc Soreli. Provenendo dal mondo industriale, ha molto investito a Prepotto acquistando una trentina di ettari, quasi tutti coltivati con vitigni a bacca bianca, fatta eccezione per il poco Schioppettino. Nel 2008 la prima vendemmia coincidente con la nascita della prestigiosa sottozona, che ha seguito dopo alcuni anni proprio quella di Cialla. Il suo Schioppettino ha rappresentato, con successo, il Vigneto Fvg alla recente degustazione nazionale condotta da Assoenologi al Vinitaly di Verona.
Autoctona invece, come il suo vino, Vie d’Alt, cantina presentata da Nadia Venica che con altre due sorelle porta avanti una bellissima realtà fondata dal nonno nel 1915. Un’azienda quindi tutta al femminile, diciotto ettari, in posizione panoramica invidiabile – da cui appunto il nome – a due passi dal Bosco Romagno. Lo Schioppettino è il rosso di punta, versatile ed elegante, per la produzione del quale le sorelle hanno appassionato anche i rispettivi mariti. Anche queste tre donne intraprendenti credono molto nel futuro enoturistico della zona.
“Nelle mani abbiamo un tesoro, guai a distruggerlo”, ha quindi ammonito Pierpaolo Rapuzzi ricordando proprio il lungimirante lavoro del padre. Un vino che ha una storia antica, tutta giocata tra Cialla e Prepotto, per il quale si dischiude un grande futuro, perché – per usare ancora le sue parole – è “semplice, facile da bere, ma complesso e di grande longevità”, caratteristico per quel singolare sentore di pepe nero originato dal rotundone. E poi si dice che il Friuli è soltanto terra di vini bianchi…

La degustazione degli 8 Schioppettini.

Tutte caratteristiche emerse anche nella degustazione che è seguita alla illustrazione delle aziende, le quali hanno presentato ognuna due Schioppettini, per cui si è trattato di un originale confronto tra ben sedici bottiglie di varie annate che hanno entusiasmato la platea, condotta alla scoperta delle peculiarità di questo grande, inimitabile vino, dalle parole appropriate del giovane sommelier-enotecaro Alessandro Cossa che ha sostituito egregiamente Liliana Savioli, impossibilità all’ultimo momento a intervenire. Tra gli estimatori del grande Schioppettino posto sotto i riflettori anche Giampiero Colecchia, voce autorevole delle Città del vino, che ha sottolineato l’opportunità di rafforzare le arcate di quel “ponte” già innalzato tra Prepotto e l’omonima frazione di Duino Aurisina proprio all’insegna del prodotto della vite, il professor Fulvio Ursini che, luminare dell’Università di Padova, ha scelto le colline di Dolegna del Collio per il suo “buen retiro”, e Ben Little, irlandese trapiantato in Friuli, “Pignolo dipendente”, ma innamorato anche degli altri vini di questa terra benedetta. E quindi anche dello Schioppettino di Prepotto e di Cialla. A tutti aveva dato il benvenuto, aprendo l’incontro, l’avvocato Mariaclara Forti, sindaco del piccolo Comune in riva al Judrio che crede molto nei progetti di valorizzazione dello Schioppettino e non perde occasione per escogitare e sostenere qualcosa di utile allo scopo. Tanto che un paio di anni fa le Donne del vino Fvg l’hanno premiata, facendola entrare nel loro benemerito sodalizio.

I grappoli dello Schioppettino.

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In copertina, i quattro produttori c on il sindaco Mariaclara Forti e la scrittrice Laura Donadoni.