Il pesce dell’Alto Adriatico invita a Lignano con “Easy Fish” festa enogastronomica che allunga la stagione

«Lignano si conferma la località più ricercata della regione, con oltre 2 milioni di pernottamenti tra maggio e luglio e una crescita dell’1,2% nelle presenze, trainata soprattutto dal turismo italiano del Nord. Eventi come “Easy Fish” valorizzano l’enogastronomia locale e contribuiscono a prolungare la stagione turistica, offrendo una coda d’estate di qualità e rafforzando l’attrattività della destinazione». Lo ha detto ieri a Lignano Sabbiadoro l’assessore regionale al Turismo, Sergio Emidio Bini, in occasione dell’apertura di “Easy Fish – Il Festival del Pesce dell’Alto Adriatico”. L’incontro è stato coordinato da Fabrizio Nonis, da tutti conosciuto come “El Beker” per le sue frequenti apparizioni televisive.
L’evento, dal 4 al 7 settembre, propone show cooking con chef e volti noti della Tv, ristorazione e street food dedicati al pesce e alle specialità della nostra regione. Come ha spiegato l’assessore, il Friuli Venezia Giulia sta vivendo una stagione turistica positiva, capace di crescere nonostante le difficoltà legate al meteo. Tra maggio e luglio le presenze hanno superato i 4,3 milioni, con un incremento trainato soprattutto dai visitatori italiani, ma senza perdere l’apertura ai mercati internazionali. Relativamente a Lignano, «pur restando la meta balneare più frequentata, si prepara intanto a un rilancio strutturale che cambierà il volto della località: la riqualificazione della Terrazza a Mare, sostenuta da 16 milioni di euro di fondi regionali e Pnrr, restituirà alla città il suo simbolo, ampliato e ripensato per accogliere nuovi spazi ricreativi e culturali», ha affermato l’esponente della Giunta Fedriga.
Inoltre, come ha sottolineato ancora l’assessore, parallelamente anche la Darsena Porto Vecchio è al centro di un piano di rinnovamento da oltre 5 milioni di euro, con interventi già avviati che hanno restituito dignità e funzionalità a uno snodo strategico della nautica da diporto. «Un insieme di progetti – ha concluso Bini – che non solo confermano la capacità del Friuli Venezia Giulia di attrarre turisti, ma rafforzano la qualità dell’offerta, puntando su infrastrutture moderne e sulla valorizzazione delle icone locali, in un equilibrio tra tradizione e innovazione».

—^—

In copertina, l’assessore regionale Bini con Fabrizio Nonis ieri a Lignano Sabbiadoro.

Vongole sparite, fasolari e cozze sempre di meno: crisi climatica e mucillagini stanno uccidendo la molluschicoltura

«I pescatori del Friuli Venezia Giulia sono solidali con le preoccupazioni dei colleghi veneti che hanno avviato una manifestazione di protesta a oltranza – dicono Achille Ghenda, responsabile del settore pesca di FedAgriPesca Fvg e Marino Regeni, presidente del Consorzio Gestione Molluschi di Monfalcone (Cogemo) -. Si è creata una situazione che sta mettendo in ginocchio un intero settore economico». «Già da dieci anni, nel litorale friulano – spiega Ghenda – le vongole della specie “Chamelea gallina” non si pescano più causa della loro mancanza. Dal 2013 sono stati avviati alcuni tentativi di introduzione e moltiplicazione che, però, non hanno dato i frutti sperati. A ciò si aggiunge il fatto che, come ben sanno i consumatori, anche la vongola verace (“Ruditapes philippinarum”) è praticamente sparita dal nostro mare. In più, durante la primavera-estate del 2024 sono venuti a mancare anche l’80-90% dei fasolari (“Callista chione”) e il 70-80% delle cozze (“Mytilus galloprovincialis”). In questa situazione, tutta l’attività della pesca ai molluschi sta vivendo un momento drammatico e di grande difficoltà economica e occupazionale».
Le cause di questi fenomeni sono ancora al vaglio degli enti di ricerca incaricati, ma le alte temperature estive, l’abbondante portata di acqua dolce, l’aumento delle mucillagini e la presenza invasiva del granchio blu, sicuramente hanno dato il loro contribuito. L’anomalo evento alluvionale che ha caratterizzato il mese di maggio 2024, ha innescato una serie di eventi che, agevolati dall’innalzamento delle temperature medie delle acque marine a causa della crisi climatica (+1,5 °C di media negli ultimi 40 anni), hanno portato allo sviluppo del fenomeno della mucillagine, generatosi nelle acque dell’Alto Adriatico dopo un lungo periodo di assenza, che ha creato problematiche diffuse ai diversi settori economici delle attività in mare. La fase successiva è la deposizione sugli strati inferiori della colonna d’acqua, con conseguente scarso ricambio di ossigeno per mancato rimescolamento delle acque a causa di sbalzi di temperatura, che si ripercuote sui banchi naturali di molluschi. Strati mucillaginosi molto compatti ed estesi verticalmente compromettono il ricambio gassoso e impediscono la sedimentazione del plancton e delle particelle che possono avere valore alimentare; una copertura omogenea rende inefficaci i tentativi di allontanamento anche per le specie dotate di ampia motilità; la persistenza del fenomeno comporta l’esaurimento delle riserve degli individui e il consumo dell’ossigeno disciolto al di sotto degli strati di mucillagine. Questo fenomeno si propone a seguito della presentazione contemporanea di determinati elementi e, nel 2024, il fenomeno si è verificato accentuato, come non accadeva da diversi anni.
Con il proseguire dell’estate si sono riscontrati vari fenomeni di moria la cui causa è ascrivibile all’elevata temperatura misurata nella colonna d’acqua sul fondo (anche maggiore di 28 °C) che compromette la sopravvivenza dei molluschi bivalvi dei fondali marini. A causa del combinato disposto di questi fenomeni un’intera economia e tutto l’indotto sono al collasso. «Con tutta la nostra preoccupazione, dunque – dicono Ghenda e Regeni – facciamo appello agli Amministratori pubblici e agli Enti competenti perché attivino misure urgenti per uscire da questa situazione, con maggiore ricerca e un puntuale monitoraggio della situazione ecologica lagunare».

—^—

In copertina e qui sopra due immagini della drammatica situazione della molluschicoltura.

“Easy Fish” anche oggi a Lignano Sabbiadoro protagonisti il pesce e l’enogastronomia Fvg

“Easy Fish ha il pregio di abbinare eccellenze culinarie di qualità a una location suggestiva come Terrazza a Mare. Un bell’esempio di promozione della nostra regione, che vanta una ricchezza di risorse tanto paesaggistiche quanto enogastronomiche, tra cui anche la filiera del pesce. L’enogastronomia è per noi un driver fondamentale, un biglietto da visita del Friuli Venezia Giulia nel mondo”. Questo, in sintesi, l’intervento dell’assessore regionale alle Attività produttive, Sergio Emidio Bini, all’inaugurazione della settima edizione di Easy Fish, il Festival del pesce dell’Alto Adriatico in programma da venerdì a oggi a Lignano Sabbiadoro. Tre serate in cui il pesce e l’enogastronomia regionale sono i protagonisti, tra l’area Gourmet nella piazza di Terrazza a Mare e l’area Fish & Regional Street Food sul Lungomare Trieste.

L’inaugurazione, parla l’assessore Bini.

Soffermandosi sul tema della promozione del territorio, Bini ha ricordato l’impegno della Regione Fvg nel far conoscere le proprie bellezze a livello nazionale e internazionale, in particolare attraverso il claim Io Sono Friuli Venezia Giulia. “Questo marchio – ha detto l’assessore – nasce proprio per tenere insieme queste due peculiarità – territorio e cibo – per una comunicazione integrata che rappresenti a pieno la nostra identità. In questo senso, Easy Fish è un esempio perfetto di cosa significhi Io Sono Friuli Venezia Giulia”.
Easy Fish 2023 è stata presentata da Fabrizio Nonis alla presenza, tra gli altri, del sindaco di Lignano Laura Giorgi, del presidente del Consiglio regionale Mauro Bordin, del ministro Luca Ciriani e della madrina dell’evento Mara Navarria. Anche oggi sarà possibile degustare, nell’area Gourmet, le proposte culinarie di cinque ristoranti della regione, che prepareranno due ricette ciascuno di cui una a quattro mani con gli chef di spicco del panorama nazionale presenti alla manifestazione (Cristiano Tomei, Vito Bicocchi e Antonio Lorenzon). Il tutto in abbinamento con i vini regionali, che fanno parte del circuito della Strada del Vino e dei Sapori del Friuli Venezia Giulia. Le Chef star saranno inoltre protagoniste di speciali showcooking gratuiti a base di pesce dell’Alto Adriatico, in collaborazione con gli chef locali. Sul Lungomare Trieste è infine allestita un’area con espositori selezionati che proporranno ricette a base di pesce e di prodotti regionali.

—^—

In copertina, uno dei piatti presentati a Lignano in una foto di Fabrice Gallina.

 

Nuova casa per pesci, crostacei e molluschi con le piramidi sottomarine al largo di Lignano

Una serie di isole artificiali sommerse per sostenere il settore regionale della pesca e aumentare la biodiversità marina. Sono gli scopi principali del progetto “Upi – Unità Produttiva Ittica” ideato da Confcooperative Fvg, con un sostegno europeo pari a 570 mila euro e recentemente giunto nella fase pratica della sua realizzazione. Infatti, è in corso la posa delle strutture sottomarine a 10 metri di profondità, a circa 3 chilometri al largo di Lignano Sabbiadoro, che avranno lo scopo di offrire riparo e vita per i pesci, i molluschi e i crostacei dell’Alto Adriatico. La porzione di mare afferente al progetto, monitorato in precedenza e che continuerà a essere controllato nei prossimi mesi, in collaborazione con tecnici (anche subacquei), esperti, il Cogepa Monfalcone-Trieste e la validazione dell’Università di Udine, è di circa 800 ettari di un’area che Arpa Fvg ha definito con uno stato ecologico “buono”.


Un modello innovativo di gestione della risorsa e della pesca sostenibile dal punto di vista ambientale, sociale ed economico. Non si deve dimenticare, infatti, lo stato di crisi del comparto regionale, sia a causa della riduzione del pescato (-74% a Grado e -54% a Marano Lagunare, negli ultimi 10 anni) che delle flotte (-20%). Una crisi che colpisce soprattutto la pesca artigianale in conseguenza della mancanza di risorse ittiche, della riduzione dei “nutrienti”, dei cambiamenti ambientali e dell’invasione di organismi in competizione (granchio blu, ctenofori ecc.).
«Favorire il ripopolamento dei nostri mari significa anche dare prospettive concrete alla diversificazione delle attività che, in futuro, saranno sempre più importanti come l’ittiturismo e le attività legate alla gestione della risorsa mare – sottolinea Riccardo Milocco, presidente del Consorzio Cogepa -. Per rispondere alle sfide che la pesca ha davanti e pure per favorire il rinnovamento generazionale rendendo la professione più attrattiva per i giovani, vogliamo aumentare il nostro protagonismo all’interno della “blue economy”. I pescatori hanno l’esigenza di integrare la tradizionale attività di pesca con nuove fonti di reddito. Progetti come questo non sono quindi semplici “infrastrutture”, ma possono davvero far fare quel passo nel futuro a tutto il comparto, dando continuità alla filiera della pesca nella nostra regione, nei prossimi anni».
Delle piastre ottagonali di calcestruzzo “naturale”, a superficie ruvida, con degli enormi fori circolari, costituiscono la base per i moduli assemblati in maniera stabile a formare 80 piramidi adatte a promuovere la vita marina. Le piramidi saranno “protette” dalla pesca illegale a strascico da apposite barriere posizionate sui fondali. Come detto, l’intervento ha lo scopo di aumentare le superfici sottomarine solide con degli scogli “artificiali” ottenendo un effetto di attivazione della catena alimentare e di aggregazione, aumentando così la presenza della popolazione ittica, soprattutto locale: branzini, orate, ombrine, cefali, sardoni, sardelle, suri. Nell’area di mare considerata, l’attività di pesca verrà condotta in modo sostenibile, grazie a un regolamento redatto dal Cogepa, verificando costantemente l’entità e la qualità dei prelievi. La fase realizzativa del progetto terminerà in novembre, ma i suoi effetti si vedranno negli anni futuri.

—^—

In copertina e all’interno due immagini della posa delle strutture in mare a Lignano.

“Fish Very Good”, sarà protagonista nel fine settimana a Trieste la pesca Fvg

«Le iniziative di promozione e di valorizzazione del pescato della nostra regione sono vantaggiose sia per i consumatori, che hanno la certezza della salubrità e della qualità di un prodotto super-controllato, sia per i pescatori del Friuli Venezia Giulia, che hanno bisogno di trovare nella loro attività un profilo di sostenibilità economica». Si è espresso così l’assessore regionale alle Risorse ittiche, Stefano Zannier, intervenuto alla presentazione di “Fish Very Good. Salone a miglio zero 2023”, la vetrina itinerante dei prodotti ittici della regione allestita a Trieste in piazza Ponterosso. Erano presenti nella sede camerale giuliana, tra gli altri, il presidente della Cciaa della Venezia Giulia Antonio Paoletti e il Comune di Trieste con il sindaco Roberto Dipiazza.
«Nonostante l’impegno profuso a livello regionale e locale – ha rilevato Zannier – il futuro della pesca è incerto: dai regolamenti europei giungono indicazioni restrittive, anche con la contrazione delle giornate consentite, indicazioni che sembrano non tenere in considerazione le differenze tra l’esercizio della pesca nel mare del Nord e nel bacino dell’Adriatico. Ben vengano quindi iniziative come “Fish Very Good” che la Regione sostiene e con cui si fa conoscere e si supporta un sistema impegnato ormai da anni a perseguire linee di specializzazione e capace attraverso le proprie organizzazioni di mantenere una condizione economica sufficiente».
Come ha spiegato Paoletti, la rassegna di piazza Ponterosso offrirà 14 showcooking in questo fine settimana destinati a promuovere specie tradizionali dimenticate, scarsamente utilizzate o da acquacoltura. Da oggi le casette dei pescatori proporranno piatti d’assaggio con il salmone della Val Rosandra, la trota di San Daniele, branzini, sarde, sardoni e molluschi. Sarà anche allestita una pescheria didattica per presentare le specie ittiche tipiche, mentre un’imbarcazione ospiterà brevi tour guidati nel Golfo di Trieste.

I problemi dei pescatori:
ora bisogna fare squadra

«Il settore della pesca è molto complesso ed è controproducente muoversi in modo autonomo. Per questo da alcuni anni in Friuli Venezia Giulia istituzioni e operatori stanno lavorando insieme per cercare di superare con spirito positivo le numerose difficoltà che via via si trovano ad affrontare. Un esempio concreto di questo modus operandi è l’istituzione del gruppo di lavoro interdirezionale che opera in stretta collaborazione con chi quotidianamente esce in mare. Dobbiamo proseguire su questa strada, facendo ognuno la propria parte al meglio». Lo ha affermato l’assessore Stefano Zannier intervenendo al convegno “Il nuovo programma Feampa a sostegno del settore pesca e acquacoltura in Friuli Venezia Giulia: focus su strategie di sviluppo, gruppi di azione locale e necessità del comparto” organizzato ieri a Trieste da Gac Fvg, Camera di Commercio Venezia Giulia Trieste Gorizia e Aries.
«Questo sforzo comune – ha sottolineato Zannier – ha messo il Friuli Venezia Giulia nelle condizioni di presentare livelli di sicurezza per i consumatori tra i più elevati in Italia. Un risultato ottenuto grazie all’azione svolta in sinergia dalle categorie economiche, dalle aziende sanitarie e dalle diverse istituzioni. Pertanto è profondamente sbagliato guardare esclusivamente al proprio interesse particolare senza tener conto delle interazioni esistenti. Una direttiva europea che riguarda l’ambiente non può esistere se prima non c’è stato un confronto con il mondo dell’agricoltura, della pesca, dell’industria e del commercio. Allo stesso tempo – ha aggiunto l’esponente della Giunta Fedriga – anon è accettabile che alcune regole siano valide per ogni situazione. Se prendiamo in considerazione i nostri mari, è noto che l’Alto Adriatico è diverso dal Basso Adriatico e ha poche affinità con lo stesso Mediterraneo. Sono contesti che presentano ecosistemi, biologie, specie ittiche e condizioni molto diverse fra loro. Con queste premesse risulta molto difficile – spesso impossibile – applicare sempre e ovunque le medesime regole».
Confrontandosi con gli operatori del settore l’esponente della Giunta regionale ha poi rimarcato l’importanza di interventi sempre più coordinati. «Risulta illogico infatti da una parte supportare un sistema economico orientato verso metodologie di pesca più sostenibili da un punto di vista ambientale e dall’altra imporre livelli superiori di protezione senza fare valutazioni approfondite. È fondamentale invece guardare l’insieme, la complessità delle relazioni esistenti, senza concentrarsi esclusivamente sulla singola circostanza. Se prendiamo in esame poi le analisi tecniche, quelle fatte a terra sono già molto complicate ma in mare diventano difficilissime da realizzare. L’eradicazione di alcune specie marine aliene è di fatto impraticabile. Una soluzione può essere quella di adeguarsi alla situazione. Le meduse e i granchi blu, per esempio, possono diventare una risorsa, ma dentro un quadro normativo e linee guida che devono superare qualsiasi tipo di ipocrisia. In caso contrario – ha concluso l’assessore Zannier – il sistema rischia di collassare definitivamente».

—^—

In copertina, la zona di Ponterosso con il Canal Grande a Trieste; all’interno, l’assessore regionale Stefano Zannier durante i due incontri.

Agriflash.FVG

Il maltempo in montagna Come è stato illustrato nel Municipio di Claut dal vicegovernatore con delega alla Protezione civile, Riccardo Riccardi, e dall’assessore alle Risorse agroalimentari e forestali, Stefano Zannier, la Regione Fvg interverrà attraverso la Protezione civile e la direzione foreste per ripristinare le criticità rilevate dai sopralluoghi effettuati immediatamente dopo il maltempo che ha colpito lo scorso 29 giugno la zona che comprende i Comuni di Erto e Casso, Claut, Forni di Sopra e Cimolais, oltre a un’area (quella della Val Settimana) del Parco naturale Dolomiti Friulane. Come ha spiegato Riccardi, relativamente alla parte di competenza della Protezione civile, ammonta a 5 milioni la spesa complessiva prevista per una serie di opere emergenziali. Per quel che riguarda Forni di Sopra la programmazione dei lavori riguarderà le seguenti frazioni e corsi d’acqua: Località Cridola (esondazione Rio Calda e trasporto di detriti), Località Nuoitas (compromissione difese arginali Tagliamento), Località Davaras Strada per Giaf (deposito materiale inerte) e Rio Suplisi (erosione strada comunale). Su Claut la Protezione civile interverrà conseguentemente ai danni causati della piena del torrente Settimana: un’erosione che ha generato delle problematiche su alcuni tratti delle opere di difesa. Inoltre, l’evento atmosferico ha anche riattivato dei ghiaioni riversando sulla viabilità comunale volume di materiale inerte che sarà oggetto dell’intervento di protezione civile. Da parte sua l’assessore Zannier, in relazione alle criticità che si sono registrate nell’area del Parco naturale Dolomiti Friulane, ha ipotizzato – nell’ottica di imprimere la massima rapidità ai lavori – un finanziamento regionale diretto di all’incirca 700mila euro da erogare al Parco per l’esecuzione delle opere. Per gli altri interventi di competenza dell’assessorato, come ha sottolineato l’assessore, la Direzione foreste – nei casi in cui sarà tecnicamente possibile – provvederà in maniera diretta alle opere attraverso la sua struttura. All’incontro, tra gli altri rappresentanti dei Comuni, hanno partecipato i sindaci Antonio Carrara (Erto e Casso), Marco Lenna (Forni di Sopra) e Gionata Sturam (Claut).

Quel raro pesce del Rio Chiarò «La specie ittica “lasca”, indicata nella “Lista rossa dei vertebrati italiani” tra le specie in pericolo di estinzione, e la cui presenza in regione è stata rilevata unicamente nelle acque del Rio Chiarò a Cialla di Prepotto, sarà tutelata da un accordo di collaborazione che la Regione Fvg, tramite il Servizio di biodiversità e l’Ente tutela patrimonio ittico, ha siglato con l’Università degli studi di Trieste». Lo ha detto, al termine della seduta della Giunta regionale, l’assessore alle Risorse ittiche Stefano Zannier in merito alla necessità di salvaguardare la specie “lasca” (Protochondrostoma genei) dalla minaccia della specie ittica aliena invasiva “naso” (Chondrostoma nasus), anch’essa individuata nelle acque del Rio Chiarò. «Gli studi che verranno attuati tramite questa sinergia – ha spiegato Zannier – hanno l’obiettivo di accrescere le conoscenze sulla “lasca” per mettere a punto specifiche misure a tutela della specie stessa, tra cui in particolare l’eradicazione della specie aliena “naso”. Tutto questo avverrà nello specifico con dei campionamenti periodici con elettrostorditore che saranno eseguiti dal Dipartimento di scienze della vita dell’Università di Trieste con il supporto tecnico e operativo di Etpi. Il Servizio, sulla base dei dati raccolti durante i monitoraggi, individuerà specifici obiettivi di conservazione e idonee misure di conservazione per la “lasca”, riconosciuta come specie ittica di interesse comunitario». Nel complesso, come ha riferito ancora l’assessore, il Servizio biodiversità della Direzione centrale risorse agroalimentari, forestali e ittiche della Regione erogherà al Dipartimento dell’ateneo triestino un totale di 10mila euro nell’arco di tre anni (3mila nel 2022, 5mila nel 2023, 2mila nel 2024) per il rimborso delle spese per le attività relative all’accordo, che sarà valido fino al 30 giugno 2024.

La tutela del Monte Sabotino«Il biotopo naturale denominato “Monte Sabotino” sarà riconosciuto attraverso un decreto del presidente della Regione, che darà attuazione anche alle norme di tutela dei valori naturali individuati all’interno dell’area stessa». Con queste parole l’assessore alle Risorse forestali e alla montagna Stefano Zannier, al termine della seduta odierna di Giunta regionale, ha annunciato l’istituzione da parte della Regione Fvg, in accordo con il Comune di Gorizia e delle autorità militari, del nuovo biotopo che si trova nel goriziano. «La Regione ufficializza questo riconoscimento con particolare soddisfazione al termine di un complesso iter burocratico durato più di otto anni – ha commentato l’assessore -. Era infatti il 3 giugno 2014 quando l’Ispettorato agricoltura e foreste di Gorizia e Trieste aveva inviato al Servizio tutela paesaggio e biodiversità una richiesta di individuazione di biotopo relativa alla porzione sommitale del Monte Sabotino. La proposta era stata poi valutata meritevole di accoglimento in ragione dei valori naturalistici presenti sull’altura ma per ottenere il riconoscimento sono state necessarie successive interlocuzioni che hanno coinvolto anche il Ministero della difesa, dato che una porzione rilevante dell’area è considerata zona monumentale per il valore storico legato agli eventi della Grande Guerra». «Il biotopo valorizza a pieno la ricchezza floristica e faunistica del Monte Sabotino, nonché la sua particolare collocazione al confine tra il distretto prealpino, sub-mediterraneo e illirico-dinarico – ha aggiunto Zannier -. La protezione del sito, di evidente interesse naturalistico, va inoltre a dare continuità e completezza alla tutela complessiva, anche se non omogenea, di una zona ben più vasta. La Slovenia infatti ha compreso tutta la parte settentrionale della dorsale in un sito Natura 2000». Tra le norme di tutela del biotopo, la delibera stabilisce infine che le sue modalità di gestione potranno essere definite attraverso convenzione o accordo ai sensi dell’articolo 15 della legge 241/1990.

La pesca nell’Alto Adriatico «Il Distretto della pesca dell’Alto Adriatico è quell’unica entità che riesce, da un lato, a dare organicità alle azioni che vengono programmate a sostegno di un’attività a complessità crescente e, dall’altro, a sostenere con unanimità e coinvolgimento da parte delle amministrazioni regionali che ne fanno parte il fronteggiare delle complicate problematiche: continuare uniti a farci carico di portare queste istanze a livello nazionale ed europeo è la strada giusta». Lo ha affermato l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari del Friuli Venezia Giulia, Stefano Zannier, nel videomessaggio con cui è intervenuto alla prima sessione dei lavori della IV giornata degli Stati Generali della Pesca 2022. Portando il suo contributo al panel “Il ruolo del Distretto per la gestione della pesca nell’Adriatico settentrionale”, Zannier ha ribadito la centralità del Distretto nella soluzione di due principali problematiche: la necessità di regole che si calino nella specificità di un ambiente marino del tutto differente da quello sulla base del quale le norme sono state pensate e scritte e l’armonizzazione con le leggi in materia di tutela ambientale. «I nostri operatori – ha ricordato l’assessore – si trovano a lavorare in quadro normativo basato su altri mari, ma l’Adriatico necessita anche di un approccio diverso dal punto di vista metodologico rispetto alle analisi che vengono effettuate sugli stock ittici e alle sue gestioni e interazioni: non possono essere presi a riferimento dati generali e poi applicati tout court a un contesto così particolare». L’altro tema su cui Zannier ha puntato l’attenzione e che necessita di una forte sinergia del Distretto è l’armonizzazione con le norme ambientali. «L’adozione di nuove aree protette – ha sottolineato – rischia di introdurre limitazioni al comparto profondamente negative se le azioni non sono coordinate: il comparto della pesca ha trovato autonomamente una quadratura nella complessa ricerca di un equilibrio tra la garanzia della sostenibilità ambientale e quella economica. Introdurre senza coordinamento nuove regolamentazioni nel settore ambiente non fa che aumentare la complessità». Nel ricordare che il comparto della pesca in Friuli Venezia Giulia coinvolge circa 400 operatori, l’assessore ha voluto rimarcare come la capacità di garantire elevatissimo controllo per la tutela della salute alimentare sia un plus che li caratterizza. «Svolgono spesso raccolta dati e attività di controllo in modo spontaneo e questo è indubbiamente un merito di un settore che ha veramente a cuore la sostenibilità ambientale», ha concluso.

San Michele al Tagliamento “friulana”, un polo che lancia il turismo lento

di Ida Donati

SAN MICHELE – Turismo lento? E’ quello fatto di bellezze ambientali e paesaggistiche, strutture ricreative e per la ospitalità, offerta enogastronomica di qualità. Quello che, cioè, si promuove a San Michele al Tagliamento che, pur essendo un Comune veneto, aderisce alla Riviera Friulana. San Michele è il capoluogo della civica amministrazione cui fa capo anche Bibione, la più grande realtà balneare della Serenissima. Come Latisana, fino alla fine degli anni ’50, era il Comune che comprendeva anche Lignano Sabbiadoro già lanciata verso il “boom” economico. A San Michele, nella sua frazione di San Filippo e in altre località si parla friulano. Così come a Portogruaro, ma in particolare a Concordia Sagittaria, già sede patriarcale. E pure oggi del Vescovado cui fa riferimento Pordenone assieme alla Destra Tagliamento. E quindi? Non è per tediarvi con una ridondante disquisizione etnico-linguistica, né per sostenere la causa di una friulanità che comunque è sentita anche a San Michele al Tagliamento, visto che, seppur perdendo di poco, buona parte degli abitanti aveva richiesto tramite referendum l’annessione al Friuli Venezia Giulia. Com’è accaduto con Sappada, dove si parla una lingua ladin-germanica che non è certo diffusa in tutto il Friuli storico. Ma per esporre come la pensano gli operatori di una delle realtà di pregio che animano il territorio retrostante la città balneare.

Casa Gioconda, il B&B della famiglia Toniatti Giacometti, ha rinnovato anche quest’anno l’adesione all’associazione culturale La Riviera Friulana. Per promuovere un’attività qualificata che è sinergica a quella svolta in località Bevazzana che, pochi ricordano, è il toponimo di due distinte frazioni, dei Comuni di San Michele al Tagliamento (Casa Gioconda) e di Latisana (Casa Allegra), separate dal fiume Tagliamento. In questo caso, unite da un’attività che si svolgeva già nell’antichità tra terre, sabbie e paludi. Che è quella dei cavalli. All’epoca, da tiro. Oggi da trotto e da dressage.

In diverse occasioni, Casa Gioconda ha ospitato incontri, anche del sodalizio rivierasco, volti a valorizzare la cultura del territorio. Ospitando artisti, musicisti, scrittori, giornalisti, artigiani del gusto e dell’arte dei mestieri. Come, di recente, l’annuale sfilata con la stilista Axia e il musicista Gianni Sax, che ha voluto segnare la ripartenza dell’attività e degli incontri culturali dopo il lockdown. Un’occasione per parlare anche della sinergia tra le grandi spiagge, ribadita dall’assessore al Turismo del Comune di Lignano Sabbiadoro, Massimo Brini, pochi giorni dopo l’accordo per la promozione unica dell’Alto Adriatico sui media tedeschi siglato dai presidenti delle Regioni Friuli Venezia Giulia, del Veneto e dell’Emilia Romagna, Stefano Bonaccini. E tra le realtà del retroterra complementari a esse, evidenziata dalla presidente del Club per l’Unesco di Udine, Renata Capria d’Aronco. E dal presidente della Riviera Friulana, Carlo Morandini.
L’evento, avvenuto proprio nella cornice di Casa Gioconda, ha permesso di degustare i vini dell’Azienda Toniatti Giacometti, assieme ai fratelli Giovanni, Livia e Roberto. Il B&B è stato realizzato di recente ristrutturando un fabbricato rurale. Dispone di tutti i servizi di pregio, compresa una bella piscina, rivolti a ospiti, soprattutto stranieri, che ne fanno la base privilegiata per le escursioni a cavallo, in bicicletta, a piedi, lungo le terre e i percorsi rivieraschi. Ma anche le vie d’acqua visto che Casa Gioconda si trova a poca distanza dal fiume Tagliamento e dalla Litoranea Veneta. La possibilità di degustare i prodotti del territorio rappresenta un’altra delle possibilità che ne fanno un ritrovo richiesto dai turisti più attenti. Quelli che appunto amano un turismo lento, “slow” come si preferisce dire oggi.

—^—

In copertina e qui sopra ecco due belle immagini di Casa Gioconda.

Ribolla? Ottima a Corno, ma anche a “Easy Fish”

di Gi Elle

Ultima giornata oggi a Corno di Rosazzo con la prima edizione di “Ribolla & Ribolla“, manifestazione con cui si vuole porre l’accento e ulteriormente valorizzare uno fra i più rinomati vitigni autoctoni del Friuli Venezia Giulia e in particolare dei Colli orientali, prestigiosa zona Doc di cui fa parte anche la cittadina a due passi da Cividale. L’appuntamento è nuovamente a villa Nachini Cabassi, bellissimo edificio storico sempre più punto di riferimento per il Vigneto Fvg. Dove alle 18.30 (ma inizialmente era fissato alle 11) ci sarà anche l’annunciato talk show intitolato “Ribolla & Ribolla”, che metterà viticoltori, giornalisti e sommelier a confronto. Modererà il dibattito il dottor Claudio Fabbro. A mezzogiorno, invece, “La Ribolla gialla a tavola”, uno show cooking a cura dell’Associazione cuochi di Udine. Oltre alla possibilità di degustare le “migliori 40 Ribolle”, si potrà visitare anche la mostra “788 anni di storia (1231-20199 La Ribolla gialla: il vino più moderno perché il più antico – Vini e vitigni che hanno sfidato i secoli”.

Grappoli di Ribolla gialla.

Un’occasione importante, dunque, per discutere del futuro di questo prezioso vitigno che, come dicevamo ieri, ha uno storico riferimento nelle antiche vigne abbaziali della vicina Rosazzo. Ma anche per degustare il suo vino a tavola, dove è ottimo sia come fermo – o “tranquillo” – sia come spumante, una forma quest’ultima che si sta sempre più affermando, soprattutto fra un pubblico giovane, e che si pone come una interessante alternativa al dilagante Prosecco. In entrambi i casi, si tratta di un vino fresco, invitante, ideale abbinamento per piatti leggeri soprattutto a base di pesce, crostacei o frutti di mare, come quelli che si possono degustare anche oggi a Lignano Sabbiadoro dove c’è la bella manifestazione “Easy Fish”, il Festival del pesce dell’Alto Adriatico.

A mezzogiorno, nella piazza della Terrazza a Mare, ci sarà una nuova puntata della Festa della Paella Adriatica con David Povedilla e di Cocktail Exhibition a cura di Palagurmè. Nel pomeriggio alle 18, ancora di scena i cocktail, mentre dalle 19 Gala Dinner Easy Fish nel corso del quale si potranno gustare cinque piatti realizzati da: “Dalle Malghe al Mare” con Veronica De Filippis; Alessandro Businaro, chef del ristorante “Da Boschet”, a Gorgo di Latisana, e Gloria Clama, finalista seconda classificata nell’edizione 2019 di Masterchef Italia; Giancarlo Perbellini, chef 2 stelle Michelin del ristorante “Casa Perbellini” di Verona; Bobo Cerea, chef 3 stelle Michelin del ristorante “Da Vittorio” di Brusaporto (Bergamo).  Ospiti d’eccezione Federico Quaranta, conduttore radiofonico e televisivo specializzato nella presentazione e moderazione di eventi legati al mondo del food, wine e turismo.
Piatti che, indubbiamente, si completano e si valorizzano se accompagnati con i grandi vini bianchi del Vigneto Fvg. E la Ribolla gialla, anche oggi “regina” a Corno di Rosazzo, è proprio uno di questi.

Un bel risotto con gamberi e Ribolla.

—^—

In copertina, calici di Ribolla spumantizzata: vino che piace molto.

I vini a Monfalcone: via col vivaismo viticolo nel “Friuli austriaco”

di Giuseppe Longo

“Il vivaismo viticolo nel ‘Friuli austriaco’, nel Goriziano e Bisiacaria”: questo il titolo del convegno, molto interessante, che darà il via questo pomeriggio, alle 17.30, nella sala del consiglio comunale, in municipio, alle manifestazioni annunciate nel ricco programma della “Festa del vino” di Monfalcone. Parleranno l’agronomo e giornalista Claudio Fabbro e l’enologo Rodolfo Rizzi, che da poco è stato confermato alla guida della sezione Fvg di Assoenologi. I due esperti, che sono ormai una presenza fissa e apprezzata nella importante rassegna della città cantierina, metteranno l’accento su una espressione dell’attività vitivinicola molto sviluppata nell’Isontino già nell’epoca imperiale: basti pensare ai famosi vivaisti di Ruda e Perteole, come i Toppani e i Pinat, dove oggi Mario Pinat, 88 anni, “patriarca” dei vivaisti friulani e padre di Bruno, già presidente dell’Ersa, tiene alto il vessillo del settore. Ma ovviamente anche altri che hanno segnato la storia del Vigneto Fvg.

Barbatelle in vivaio a Perteole. 

Un contenuto tecnico importante, dunque, per dare avvio alla tradizionale “Festa del vino” giunta alla 62a edizione e che sarà aperta, nella stessa sala consiliare, alle 17: nell’occasione, la rassegna sarà presentata in tutte le sue proposte dalla Pro Loco che l’ha organizzata. Ma la vera cerimonia inaugurale seguirà alle 18.30 in piazza della Repubblica dove ci sarà il tradizionale taglio del nastro alla presenza delle autorità, con la partecipazione della Banda Civica Città di Monfalcone e dell’Associazione Gruppo Costumi tradizionali Bisiachi di Turriaco. Al termine, è previsto l’arrivo della staffetta con la fiaccola a cura del Marathon Club di Monfalcone. Quindi, via alle degustazioni  nell’area Kolin (zona campanile) con i vini delle aziende San Lurins, Piedimont, Primosic, Fiegl, Il Carpino, Korsic, Muzic, Edi Keber, Picech, Sturm, Blazic, Kristian Keber e del Consorzio Collio di Cormons.
Altro appuntamento di riflessione con il vino sarà venerdì, alle 19, in piazza della Repubblica. Tema: “Salute, movimento e… vino: il piacere di sentirsi bene” con Annalisa Dorbolò e Roberto Travan, autori di “Domani mi muovo”, un libro, un metodo, uno stile di vita.

E buon vino significa anche buon pesce, con il quale specialmente i grandi bianchi Fvg hanno un’intesa perfetta. La pesca sarà infatti protagonista di un altro convegno che si terrà sabato, alle 10, sempre in municipio. Tema: “Il patrimonio culturale delle zone di pesca nell’Alto Adriatico; Il ruolo dei pescatori nella nuova società: turismo, cultura, ambiente; La pesca nell’Alto Adriatico”. Dopo i saluti del sindaco Anna Cisint, tra gli altri interventi è previsto quello dell’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, forestali e ittiche, Stefano Zannier.

L’assessore Zannier con gli enologi Rizzi e Fabbro.


Diverse poi le occasioni per abbinare i vini ai cibi di qualità, come quelle offerte dagli show cooking: il primo è annunciato per domani, alle 19, in piazza della Repubblica con Agnese Russo de “La cucina di Agnese”. Altro appuntamento sabato alle 18.30, sempre in piazza,  con “Dal mare alla tavola, pulire e preparare il pesce”, a cura di Sei di Monfalcone se…, Cooperativa Pescatori e Rione Centro. Seguirà uno show cooking con il noto volto televisivo e chef Andy Luotto, che si tornerà a esibire domenica, alle 19. In precedenza, avverrà invece la presentazione del libro di enogastronomia “I nostri magnari”, a cura di Giada Polimeno. Ce n’è abbastanza, vero? Ma abbiamo parlato soltanto delle iniziative legate alla vite, al vino, alla pesca e alla buona tavola…

—^—

In copertina, Mario Pinat di Perteole, “patriarca” dei vivaisti friulani.