Energia, Cia Fvg apprezza Agrisolare: avremo più fotovoltaico sui tetti agricoli

«Gli agricoltori e gli allevatori del Friuli Venezia Giulia sono pronti a cogliere tutte le opportunità del Pnrr per accrescere il loro contributo alla transizione verde ed energetica, aumentando la sostenibilità del settore e concorrendo all’ulteriore sviluppo delle rinnovabili nei loro territori». Così Franco Clementin, presidente di Cia Fvg -Agricoltori Italiani, commenta la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del Decreto Agrisolare da complessivi 1,5 miliardi di euro, che dà finalmente il via libera agli investimenti per l’installazione di pannelli fotovoltaici sulle coperture degli edifici a uso produttivo nei settori agricolo, zootecnico e agroindustriale.
Per Cia Fvg, si tratta di un’occasione irripetibile per incrementare l’efficienza energetica del comparto, senza erodere minimamente i terreni agricoli destinati alle coltivazioni, ma anche per contenere i costi in una fase in cui le bollette mettono a rischio la tenuta delle imprese, già messe a dura prova dagli effetti della guerra in Ucraina e dalla siccità.
«È necessario però – aggiunge Clementin -, lavorare prontamente in Europa per superare il limite dell’autoconsumo per il finanziamento dei pannelli solari nelle imprese agricole». Altrettanto importante, poi, sul fronte delle agroenergie, è incentivare la produzione di biogas e biomasse legnose, dagli scarti di agricoltura e di allevamento; creare impianti a terra anche su aree abbandonate, marginali e non idonee alla produzione; valorizzare lo stoccaggio al suolo del carbonio assicurato da agricoltura e foreste.

Franco Clementin

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In copertina, pannelli fotovoltaici installati sulle coperture di un centro cerealicolo.

La Cina apre le porte al San Daniele e alla grappa friulana

«L’annunciato accordo commerciale con la Cina, che comprende anche il nostro prosciutto di San Daniele e la grappa, è un risultato importante», commenta David Pontello, coordinatore della Sezione economica suinicola di Confagricoltura Fvg. «La Cina rappresenta un mercato che, finora, ha creato tante aspettative negli allevatori – prosegue Pontello –, ma, finora, con un andamento altalenante sulle vendite e i prezzi. Speriamo che con la firma di questo accordo, si crei un flusso di prodotti costante a prezzi remunerativi per gli allevatori. Attendiamo di esprimere ulteriori considerazioni nel momento in cui l’accordo annunciato sarà perfezionato e prenderà avvio».

David Pontello


David Pontello si riferisce alla recente decisione del Consiglio dell’Unione Europea che ha autorizzato la firma dell’accordo Ue-Cina sul riconoscimento reciproco di un elenco di 100 prodotti Dop e Igp. L’Italia è il Paese europeo più rappresentato nella lista, con 26 alimenti e bevande Dop e Igp (prosciutto di San Daniele e grappe compresi) che saranno tutelate sul mercato cinese. La data e il luogo per la firma finale dell’accordo commerciale, il più importante siglato a oggi tra Bruxelles e Pechino, non sono stati ancora stabiliti. La Cina rappresenta il secondo mercato al mondo per l’agroalimentare europeo, con esportazioni per 12,8 miliardi di euro all’anno. Una volta firmato, l’accordo dovrà quindi ricevere il consenso del Parlamento europeo prima che possa entrare in vigore. Servirà ancora del tempo, dunque, prima del riconoscimento ufficiale dei nostri prodotti agroalimentari di punta nel gigantesco Paese asiatico.
Tra i 100 prodotti cinesi che, invece, entreranno nel registro Ue della qualità ci sono il riso Panjin, diverse varietà pregiate di tè e le bacche di goji Chaidamu. L’accordo prevede l’estensione della lista per proteggere altri 175 prodotti dopo quattro anni dall’entrata in vigore dell’accordo.

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In copertina il prosciutto di San Daniele tagliato a mano e qui la grappa, eccellenze pronte per la Cina.

(Foto del distillato da Wikipedia)