“Asparagus” stasera debutta a Cormons dopo il bellissimo avvio a Tavagnacco protagonista il Ducato dei vini friulani

(g.l.) Dopo la splendida serata d’apertura a Tavagnacco, per “Asparagus” ora c’è l’atto secondo. Oggi, infatti, nuova invitante puntata dell’ormai storico circuito enogastronomico di primavera proposto dal Ducato dei vini friulani, peraltro in un ristorante debuttante: protagonista sarà la Locanda Alle Vigne, di via Subida a Cormons, uno dei locali nuovi arrivati come la vicina Osteria Solder di Corno di Rosazzo e i due ristoranti, per la prima volta, di fuori regione: Ae Do Paanche di Gruaro, nel Veneziano, e Osteria della Stazione l’Originale di Milano.
L’inaugurazione di “Asparagus” è avvenuta, secondo tradizione, Al Grop di Tavagnacco, il famoso ristorante sotto il campanile della parrocchiale di Sant’Antonio Abate nel quale la manifestazione era nata grazie all’idea innovatrice del titolare Elio Del Fabbro e di Isi Benini, il ristoratore e il giornalista innamorato del Made in Friuli enogastronomico: chi non ricorda ancora, se ha una certa età, la sua inconfondibile voce a Vita nei campi e quella meravigliosa rivista mensile che si chiamava Il Vino? Al termine dell’applauditissima cena – locale sold out da settimane! -, il Duca Alessandro I, che il giorno successivo, sarebbe stato nuovamente “incoronato” alla guida del nobile sodalizio, voluto oltre mezzo secolo fa proprio da Benini, ha donato alle sorelle Del Fabbro, figlie appunto di Elio, e alla mamma Angela il bellissimo piatto di Giorgio Celiberti che celebra le venticinque edizioni di “Asparagus”.
E stasera, dunque, la seconda puntata del tour enogastronomico che ogni venerdì dà appuntamento ai buongustai (fino al 30 maggio) che non vedono l’ora di deliziarsi con i turioni bianchi e verdi declinati secondo l’estro degli chef. Ma il piatto comune a tutti i ristoranti è ovviamente un classico, il tradizionale e intramontabile uova e asparagi. “Us e sparcs”, per dirla in friulano!

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In copertina, il Duca Alessandro I dona alle sorelle Del Fabbro il bellissimo piatto celebrativo realizzato da Giorgio Celiberti.

La Fiera dei vini di Corno di Rosazzo richiamo turistico e volano economico

“La Fiera dei vini rappresenta ancora oggi un’occasione per promuovere il nostro territorio e i suoi prodotti enogastronomici di eccellenza, offrendo un’esperienza agli amanti del buon vino. Un evento che mette in evidenza un insieme di eccellenze vitivinicole e gastronomiche e che si pone come un importante richiamo turistico, un volano per l’economia e, soprattutto, espressione della cultura e della storia della nostra terra”. Questa la sintesi dell’intervento del governatore del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, ieri all’apertura della 52ma Fiera dei vini di Corno di Rosazzo.

L’inaugurazione della manifestazione, nata nel 1970 con l’obiettivo di promuovere il turismo, l’enologia e il territorio attraverso convegni ed eventi dedicati alle tradizioni locali, è avvenuta in piazza Divisione Julia alla presenza, tra gli altri, del sindaco Daniele Moschioni e della corte del Ducato dei vini friulani guidata da Alessandro I, il quale stamane, nel Castello di Udine, presiede la Dieta di Primavera con l’intronizzazione dei nuovi nobili e la consegna del Premio Isi Benini.
“È lodevole – ha aggiunto Fedriga – che questa manifestazione si proponga di promuovere non solo la degustazione dei vini, ma anche l’accoglienza dell’enoturista, che desidera conoscere il territorio, la vigna e il viticoltore che racconta la storia del suo prodotto. Le strutture ricettive presenti in ogni azienda vinicola, insieme ai servizi a esse collegate, contribuiscono ad arricchire l’offerta turistica qualitativamente e quantitativamente”.
Numerosi gli eventi inseriti nella manifestazione, in programma fino al 20 giugno. Tra questi la rassegna dei vini Doc, durante la quale sarà possibile degustare i migliori vini dei produttori locali, e il Premio Cornium d’Oro, dedicato ai vini Friulano e Ribolla gialla e aperto a tutte le aziende del Friuli.

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In copertina, l’intervento di Massimiliano Fedriga; all’interno, il governatore durante la cerimonia, con le autorità e la corte del Ducato dei vini friulani.

Udine, domani la Dieta di Primavera del Ducato dei vini friulani con i nuovi nobili e il Premio dedicato a Isi Benini

(g.l.) Calato con successo il sipario su “Asparagus”, la ormai storica rassegna enogastronomica, ecco un nuovo importante appuntamento per il Ducato dei vini friulani che l’anno scorso ha compiuto mezzo secolo di vita. Il duca Alessandro I (al secolo Alessandro Salvin) e la corte ducale hanno, infatti, indetto la tradizionale Dieta di Primavera per la nomina dei nuovi Nobili e per la consegna del Premio “Ricordo Isi Benini”. Destinatario quest’anno del prestigioso riconoscimento, omaggio a uno fra i più convinti e attivi fondatori del Ducato nel lontano 1972, è il dottor Matteo Bellotto.
L’appuntamento è dunque fissato per domani mattina, 17 giugno, nella solenne cornice del Salone del Parlamento, nel Castello di Udine, unanimemente riconosciuto come il “simbolo del Friuli”. L’organizzazione ricorda che sarà disponibile un bus navetta a partire dalle ore 9.30 da piazza Libertà.

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In copertina, il giornalista Isi Benini (1924-1990) e qui sopra il duca Alessandro Salvin.

 

Il Ducato dei vini premia Simonit e Sirch: sarebbe stato d’accordo anche Isi Benini

(g.l.) Una storia quella di Marco Simonit e Pierpaolo Sirch che sarebbe certamente piaciuta a Isi Benini. E proprio nel ricordo del grande cantore delle eccellenze del Friuli, soprattutto attraverso quella prestigiosa rivista, “Il Vino”, passata alla storia delle pubblicazioni di settore, sono stati premiati dal Ducato dei vini friulani «per la loro ricerca su una diversa potatura della vite per la miglior crescita, sviluppo e longevità della pianta. Un’attività capace di portare il nome del Friuli in tutto il mondo».

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Ecco, dunque, il filo conduttore della bella cerimonia avvenuta sabato nella Sala civica del Comune di Cormòns, appunto per la consegna del Premio “Ricordo Isi Benini” assegnato dall’ormai storico sodalizio a personalità che promuovano il Vigneto Fvg e il nome del Friuli nel mondo. Nel nome del giornalista, enogastronomo, comunicatore instancabile della sua terra, appunto l’appassionato e visionario Isi Benini, fondatore dello stesso Ducato, sodalizio che si appresta a festeggiare i 50 anni della sua costituzione. Una cerimonia carica di significato e anche un momento di festa, che “finalmente”, come ha scandito Alessandro I nella prolusione, ha consentito ai Nobili di rivedersi in presenza. Coordinati magistralmente dal giornalista agronomo ed enologo Claudio Fabbro, memoria storica della nostra vitivinicoltura, gli interventi del duca attuale e del suo predecessore, l’emerito Loris II – la scelta di attribuzione del Premio a Marco Simonit e Pierpaolo Sirch avvenne infatti proprio durante la sua guida – e del professor Enrico Peterlunger, docente di viticoltura all’Università di Udine. Un excursus fra passato e presente, quello di Fabbro, declinato fra nomi storici come Ottavio Valerio, Emilio Del Gobbo, Piero Villotta, fra l’innovazione concretamente innervata sulla tradizione di un’attività agronomica, che guarda alla vite primigenia rispettandone le sue fasi, per lo sviluppo della viticoltura che si sta avviando a diventare 4.0.

Isi Benini


«Sono molti i motivi di soddisfazione nel ritrovarci finalmente riuniti in presenza – ha esordito Alessandro Salvin, alla sua prima cerimonia ufficiale come nuovo leader del Ducato – per la consegna di un premio significativo che riconosce la passione per il proprio lavoro e l’amore per le proprie radici. Un momento di festa che si unisce a un sentimento di rinascita per il Ducato, alla vigilia del 50° compleanno del sodalizio, per la realizzazione degli obiettivi condivisi dalla Corte ducale per il prossimo mandato, al fine di promuovere proteggere e valorizzare il “saper fare” dei nostri viticoltori e la qualità dei vini autoctoni che hanno il sapore vero della nostra terra».
«Sono particolarmente orgoglioso di premiare Marco Simonit e Pierpaolo Sirch, proprio qui a Cormòns, nel cuore del Collio da dove è partita la loro attività e dove ora – precisamente a Capriva – realizzano l’ambizioso progetto di una loro Accademia”, ha sottolineato Loris Basso, oggi presidente dell’Ente Friuli nel Mondo, e appunto duca emerito, il quale ha sottolineato altresì il profondo legame che c’è sempre stato e continua tuttora fra Ducato dei vini friulani ed Ente Friuli nel Mondo, per uno scopo comune: comunicare e fare conoscere e amare il Friuli in tutto il pianeta».
«Sono stato da subito aperto alle iniziali proposte di Marco Simonit e Pierpaolo Sirch, alla loro passione per la vite e per il territorio, al desiderio di collaborare con l’Università. Del resto come sarebbe stato possibile sottrarsi al loro pacato ma inesorabile entusiasmo”, ha sottolineato quindi il professor Peterlunger, che poi ha aggiunto: “Molto ci sarebbe da dire, anche riguardo alla Facoltà di Agraria a Cormòns per esempio, ma oggi è giorno di festa e quindi festeggiamo i Vine Master Pruners Simonit&Sirch, perché è anche grazie a loro, alla capacità di accettare le sfide e di non seguire sentieri precostituiti, che l’Università di Udine ha saputo ritagliarsi negli anni un ruolo scientifico di primaria importanza non solo in Italia».

Una storia, dunque, di passione e di successo, quella di Marco Simonit e Pierpaolo Sirch che, partendo dal Collio, hanno dato vita a una straordinaria esperienza professionale che li ha portati a lavorare nei più prestigiosi Chateaux francesi, in Napa Valley e pure nella remota Nuova Zelanda. Per insegnare un antico mestiere, per condividere senza gelosie un metodo che si basa prima di tutto sull’osservazione attenta della morfologia e della struttura della vite. Sempre col cuore nel Friuli in cui hanno mosso i primi passi, un nome per tutti quello di Mario Schiopetto, come ha ricordato Simonit nel momento dei ringraziamenti, “senza dimenticare la figura del professor Dubourdieu dell’Università di Bordeaux che con la sua autorevolezza accademica ci ha introdotti nei più prestigiosi Chateaux”. Una grande capacità di visione per un atto in apparenza semplice come quello della domesticazione della vite, un impegno caparbio e puntuale per crescere e far conoscere ciò in cui si crede.
Una storia, insomma, che sarebbe certamente piaciuta a Isi Benini e che pertanto sarebbe stato d’accordo di premiare Marco Simonit e Pierpaolo Sirch. Per cui doppiamente meritato il riconoscimento che ha voluto attribuire loro il Ducato dei vini friulani nel ricordo del grande giornalista che fece del Friuli la sua “bandiera” professionale.

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In copertina, Marco Simonit e Pierpaolo Sirch nei loro amati vigneti; all’interno alcune belle immagini della consegna del Premio del Ducato dei vini friulani. (Foto Petrussi)

Il Ducato dei vini friulani oggi al via con Alessandro I nel ricordo di Isi Benini

di Giuseppe Longo

Primo impegno ufficiale di rilievo oggi per il Ducato dei vini friulani a guida di Alessandro Salvin. Con una solenne cerimonia che si terrà con inizio alle 11 nella sala civica del municipio di Cormons, renderà infatti omaggio a Isi Benini (1924-1990), indimenticato giornalista e cantore del Friuli e delle sue eccellenze, nonché “anima” fin dalla nascita dello stesso Ducato. Nell’occasione, avverrà la consegna del Premio “Ricordo di Isi Benini” a Marco Simonit e Pierpaolo Sirch, i preparatori d’uva cormonesi noti a livello mondiale per la loro attività didattica riguardante la razionale potatura della vite. Dopo i saluti del duca Alessandro I e dell’emerito Loris II, interverranno il dottor Claudio Fabbro, agronomo, enologo e giornalista, e il professor Enrico Peterlunger, docente di Viticoltura all’Università di Udine.

Isi Benini

Il Ducato dei vini friulani, che si avvia alle celebrazioni per il suo cinquantesimo anniversario, da pochi mesi è dunque guidato Alessandro Salvin. Già segretario dello stesso Ducato, vicepresidente del Parco scientifico e tecnologico di Udine e amministratore della Cassa di risparmio del Friuli Venezia Giulia, era stato eletto in giugno assieme alla nuova Corte ducale dall’assemblea dei soci dello storico Sodalizio, fondato proprio da Isi Benini, riunita a Corno di Rosazzo. Della nuova compagine direttiva fanno parte Paolo Abramo Paolo, Pietro Biscontin, Gianni Bravo, Manuela D’Andrea, Mirella Della Valle, Arrigo De Pauli, Maurizio D’Osualdo, Filippo Facile, Mariaclara Forti, Rodolfo Rizzi e Fabiana Romanutti.
Significativi erano stati il discorso di saluto del duca uscente Loris II, Loris Basso, e il programma presentato dallo stesso Alessandro I, focalizzato sulla difesa della Ribolla gialla e degli altri vitigni autoctoni friulani e sul rapporto sempre più collaborativo con l’Ente Friuli nel Mondo e la Regione Friuli Venezia Giulia tramite Promoturismo Fvg. Quindi, valorizzazione e promozione del nostro territorio e della sua enogastronomia, oltre ai consueti appuntamenti con la celebre rassegna di “Asparagus”, che sarà presentata anche all’estero, le tradizionali Diete, il Premio appunto dedicato a Isi Benini e un iter didattico a favore dei soci che avrà come obiettivo tutto il ciclo della vitivinicoltura, oltre alla creazione di ulteriori Contee all’estero. Proseguiranno anche gli incontri riservati agli studenti universitari con il format Aperitivi guidati, educazione al bere consapevole, cui partecipano ogni volta oltre duecento studenti.
Dicevamo del mezzo secolo del Ducato dei vini friulani. Il sodalizio è nato infatti il 10 ottobre 1972 a Cividale. Dalla fondazione ad oggi, alla sua guida si sono succeduti Ottavio Valerio, Vittorio Marangone, Alfeo Mizzau, Emilio Del Gobbo, Noè Bertolin, Piero Villotta e infine Loris Basso. E ora via al nuovo corso affidato proprio ad Alessandro Salvin.

Pierpaolo Sirch e Marco Simonit.

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In copertina, il nuovo duca Alessandro I che oggi presiede la cerimonia di Cormons.

 

Dolegna e Prepotto rischiano e salvano “Calici di stelle”, un volano del turismo

di Giuseppe Longo

PREPOTTO – “Audaces fortuna iuvat”, dicevano i latini. Ed avevano ragione, perché qualche volta bisogna anche saper osare e rischiare. Come hanno fatto ieri sera, nonostante le incerte previsioni meteo, gli organizzatori di Dolegna del Collio e di Prepotto per riproporre la bella festa di “Calici di stelle” sul Ponte dello Schioppettino che è pieno di significati, non solo storici – perché fino alla Grande Guerra e quindi alla caduta degli Asburgo divideva il suolo ormai italiano da quello imperiale -, ma anche politico, rappresentato dalle Province di Gorizia e di Udine (sebbene i relativi Enti non ci siano più), e vitivinicolo: da una parte, appunto, il Collio e dall’altra i Colli orientali del Friuli. La serata sotto le stelle, poche per la verità, dunque c’è stata ed è riuscita pure bene, con protagonisti i viticoltori dei due Comuni, piccoli in termini di territorio e di residenti ma grandi in termini di qualità, e soprattutto i loro vini più rappresentativi: la Ribolla gialla di Dolegna e lo Schioppettino di Prepotto, cioè Ribolla nera. Come dire che protagoniste della singolare manifestazione – la prima messa in calendario, tra le ventidue programmate, dalla delegazione Fvg delle Città del vino – sono state due splendide Ribolle, anche con le bollicine per quanto riguarda la prima.

Mariaclara Forti

Carlo Comis

In una parentesi della piacevole cornice musicale, è stato ritagliato anche un momento per l’ufficialità, con tanto di taglio del nastro. L’onore è spettato all’assessore regionale Barbara Zilli, che ha portato il saluto e l’adesione del collega responsabile delle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier, ma anche del governatore Massimiliano Fedriga. «Il Friuli Venezia Giulia – ha detto la titolare delle Finanze – è una delle regioni vinicole più attrattive e iniziative come “Calici di stelle”, tradizionale appuntamento estivo con la degustazione dei migliori vini del territorio, sono un volano importante per attrarre ancora più turisti e visitatori. È confortante brindare in sicurezza e poter offrire una proposta di grande qualità che coniuga vini, gastronomia e intrattenimento sotto il cielo stellato dell’estate». Il Consiglio regionale era invece rappresentato da Diego Bernardis, già primo cittadino di Dolegna, attento sostenitore e promotore del territorio viticolo, al quale si deve la felicissima idea di candidare all’Unesco Collio e contermine Brda quale Patrimonio dell’Umanità.


Registi della manifestazione i sindaci Mariaclara Forti (Prepotto) e Carlo Comis (Dolegna) che hanno dato il benvenuto agli ospiti, cedendo poi il microfono per telegrafici interventi al vicecoordinatore delle Città del vino, Maurizio D’Osualdo, che ha portato il saluto del coordinatore regionale Tiziano Venturini, assente dalla regione, e ad Alessandro I (al secolo Alessandro Salvin), alla sua prima uscita pubblica di rilievo dopo la recente investitura alla guida del Ducato dei vini friulani, nella cui Corte ducale ora siede anche la stessa Mariaclara Forti.

Maurizio D’Osualdo

Diego Bernardis

Alessandro Salvin

Dopo questo breve intermezzo formale, la serata è proseguita secondo i suoi ritmi ormai collaudati, tra degustazioni di vini – veri mattatori, appunto, Ribolla gialla di Dolegna e Schioppettino di Prepotto (per inciso anche la prima meriterebbe una sua sottozona nell’ambito del Collio Goriziano) – e ottimi abbinamenti gastronomici, cercando di non perdere d’occhio le norme che ci sono richieste per difenderci da un virus che, purtroppo, non si vuole ancora arrendere. Tutto è filato liscio fino a sera inoltrata, quando sono cadute le prime gocce di pioggia. Ma ormai la festa era pressoché finita e salva dai capricci meteorologici di questi giorni. Per cui si può certamente definire pienamente riuscita – anche se miglioramenti e aggiornamenti sono sempre i benvenuti – la serata inaugurale di “Calici di stelle 2021”, quella che avevamo già avuto modo di etichettare come una edizione da record con 22 appuntamenti in 20 Città del Vino. Il prossimo e secondo appuntamento sarà martedì 3 agosto a Capriva, mentre le altre serate di degustazione sono: 5 agosto Camino al Tagliamento; 5 e 6 agosto Cividale (la manifestazione ufficiale del Movimento turismo del vino Fvg); 5 agosto Premariacco; 6 e 7 agosto Duino Aurisina (località sul Carso Triestino, rappresentata dal vicesindaco Massimo Romita), 6 agosto Povoletto, 6 agosto San Giorgio della Richinvelda, 6 agosto Sequals, 7 e 8 agosto Aquileia; 10 agosto Bertiolo, Casarsa della Delizia e Gradisca d’Isonzo; 11 agosto Corno di Rosazzo; 12 agosto Cormòns, Latisana e Torreano; 13 agosto Buttrio e Trivignano Udinese. Ma sui prossimi appuntamenti avremo altre occasioni per ritornare.

Sul ponte ancora al tramonto.

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In copertina, l’assessore Barbara Zilli (tra i sindaci Comis e Forti) al taglio del nastro inaugurale.